Turismo d’arte alla riscossa

24/10/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
252, pag. 15 del 24/10/2002
di Raffaella Cagnazzo


Sono i piccoli centri e le città di provincia ad attrarre l’interesse dei visitatori.

Turismo d’arte alla riscossa

Ciset: 38 milioni gli stranieri in Italia nel 2002

Il viaggio culturale può essere il prodotto migliore per tentare di risollevare il turismo dalla situazione di stasi creatasi dallo scorso settembre ad oggi. Infatti l’interesse dei turisti italiani e stranieri per le città d’arte e la scoperta dei centri minori lasciano intravedere ampi margini di respiro: un giro d’affari che supera i 20 miliardi di euro, più del 26% del fatturato complessivo dell’industria del turismo in Italia. Anche se gli ultimi 12 mesi hanno fatto registrare un valore negativo delle presenze nelle città d’arte (-7,9%), il turismo culturale sembra acquistare sempre più rilevanza all’interno del panorama turistico italiano ( con un peso pari al 23% di tutti i turisti). Secondo studi effettuati dall’Osservatorio europeo sul turismo culturale, questa tendenza assume sempre più proporzioni da fenomeno di massa: merito della domanda del pubblico straniero in Italia (soprattutto tedeschi, inglesi e americani, secondo il centro studi Touring club italiano), che quando sceglie l’Italia, non si limita a visitare le grandi città d’arte, ma approfitta dell’occasione per approfondire la conoscenza anche di zone minori. Ma merito, anche e soprattutto, del pubblico italiano che dimostra una sempre rinnovata curiosità per il proprio territorio e, anche quando sceglie una vacanza balneare, è interessato a scoprire le bellezze artistico-culturali del territorio circostante ( Omt/Wto stima che il 37% di tutti i viaggi comprenda elementi culturali ).

´Il turismo balneare non è più turismo balneare puro, diventa culturale, perché è la stessa motivazione balneare che contiene in sé motivazioni culturali’, sottolinea Marco Girolami, direttore Centro studi Tci. ´Aumenta anche la conoscenza dell’Italia minore.

Esiste un territorio decentrato che si sta valorizzando sempre più per i connazionali e per quegli stranieri che già conoscono l’Italia e proprio per questo sono assimilabili come comportamento al turista italiano. Èdifficile, però’, continua Girolami, ´quantificare il turismo culturale, soprattutto per quanto riguarda il turista italiano che approfitta delle seconde case, del weekend breve o lungo e non si rivolge ai canali ufficiali. Più facile invece dare i numeri per gli stranieri’. Secondo i dati Ciset, il totale degli stranieri che visiteranno l’Italia nel 2002 si attesterà intorno ai 38milioni, con un incremento rispetto al 2001 dello 0,9%. Il 2003 dovrebbe far registrare un aumento fino al 2,7%, coinvolgendo arrivi da altri paesi europei, in primis tedeschi e austriaci, che tenderanno a orientarsi verso il turismo minore. Settore complicato da gestire e che necessita di continue novità, come puntualizza Sandro Saccocio, direttore di Chiariva dmc: ´È difficile instaurare rapporti con i comuni delle grandi città, che essendo già molto visitate, non ritengono di doversi confrontare con gli operatori. Le province e i comuni più piccoli sono molto più attenti e propositivi. Per il pubblico straniero (90 mila i clienti dall’estero nel 2001), che apprezza questo tipo di turismo, ci stiamo specializzando nel settore della lirica, Abbiamo visto’, spiega Saccoccio, ´esplodere enogastronomia e agriturismi. Il turismo culturale si sta sempre più segmentando e ampliando di significato’.