Turismo: Crisi, piano della Margherita

16/04/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
090, pag. 14 del 16/4/2003
di Andrea G. Lovelock


Il responsabile economico Letta ha presentato ieri la ricetta salva-turismo.

Crisi, piano della Margherita

Chiesti interventi urgenti su Iva e buoni benzina

Rilanciare il turismo, subito, con interventi mirati: è questo l’obiettivo che la Margherita si è prefissa per la ripartenza del settore che rappresenta l’8% del pil nazionale, con 2 milioni di occupati e un fatturato di 70 milioni di euro. La ´ricetta’ anticrisi è stata illustrata da Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, nonché tra i politici di sinistra esperti in materia, nel corso dell’incontro svoltosi ieri a Roma, alla presenza di numerosi personaggi del mondo istituzionale e delle associazioni di categoria, nonché imprenditori del comparto.

´Il primo problema’, ha detto Letta, ´è che l’Unione europea non è competente sul turismo e questo crea gravi difficoltà, freni allo sviluppo condivisibile nella comunità: in una parola rappresenta un handicap per lo stanziamento di fondi ed è all’origine della mancata politica europea per il turismo, tanto sostenuta da molte parti. Secondo problema’, ha proseguito Letta, ´è costituito dall’Iva nel settore ricettivo che, rispetto ai nostri competitor come Spagna, Francia e Germania, è il più alto e penalizzante. Il rimborso Iva produce un gettito fiscale che viene aumentato dall’incremento delle presenze e il fisco’, ha sottolineato l’esponente politico della Margherita, ´è una di quelle materie su cui esiste il diritto di veto a livello europeo. E l’Italia è tra quei paesi che non vuole abolirlo’.

Il terzo passaggio per la ripartenza del turismo italiano è, sempre secondo Letta, ´la piena ed efficace attuazione della legge quadro: urgono i decreti attuativi per l’applicazione di questa legge per evitare che la confusione creata dalla devolution si ripercuota sul sistema turismo’.

´Poi bisogna pensare a rifinanziare il capitolo turismo della legge 488, che in passato è stata fondamentale per il rafforzamento delle piccole a medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del settore’. Circa infine le misure immediate per contenere quanto possibile i danni di questa difficile congiuntura, con la crisi economica, l’effetto Iraq e l’effetto Sars, occorre orientarsi, per il piano della Margherita, ´verso bacini di traffico ancora inesplorati e contemporaneamente investire sugli incentivi ai turisti. Si potrebbe ripristinare fin dalla prossima stagione estiva, attraverso una carta turistica, le facilitazioni per i turisti stranieri, con agevolazioni sui costi dei pedaggi autostradali e i buoni-benzina per favorire l’accessibilità al Sud Italia. Infatti il 70% dei turisti esteri che visita il nostro paese pratica il turismo individuale’.

A margine della conferenza, i commenti di alcuni esponenti delle associazioni di categoria sono stati unanimi: misure condivisibili se attuate con tempestività, alle quali vanno però aggiunte altre misure. A partire da Giancarlo Abete, presidente Federturismo, che ribadisce che ´il governo deve immediatamente intervenire con misure a sostegno del livello occupazionale, che nel turismo sta correndo gravi rischi di tenuta, e penso ovviamente agli ammortizzatori sociali’.

Anche Gaetano Orrico, della Confesercenti, ha ribadito la necessità di queste misure ´oltre a ipotizzare sostegni per le pmi relativi alla formazione del personale occupato, che può essere attuata nei momenti di inattività’. Infine per Antonio Tozzi, presidente di Fiavet e in rappresentanza anche della Confturismo, ´questo settore paga un gap con i competitor diretti, che rischia di diventare incolmabile se le imprese verranno lasciate sole in un momento così delicato’.