Turismo: Costa verde a rischio

20/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Turismo
Numero 120, pag. 16 del 20/5/2004
Autore: di Massimo Galli
 
Costa verde a rischio
 
Sviluppo Italia cerca una soluzione per il villaggio sardo.
Pierre&Vacances lascia la gestione
 
Alla vigilia della stagione estiva, il villaggio Costa verde di Arbus (Cagliari) rischia di rimanere senza turisti. Il gestore della struttura, la società francese Pierre&Vacances, ha comunicato al proprietario, Sviluppo Italia turismo, la scelta di ritirarsi. ´La decisione, assunta dal gestore unilateralmente, senza comunicare le modalità e i tempi dell’operazione’, si legge in una nota di Sviluppo Italia, ´comporta un grave danno per gli oltre 100 addetti coinvolti nella struttura e per tutto l’indotto’. Sviluppo Italia turismo, che insieme al comune di Arbus ha definito la scelta ´immotivata e ingiustificata’, prosegue il comunicato, ´si riserva di tutelare i propri interessi nelle opportune sedi legali’.

Ora Sviluppo Italia turismo è impegnata nella ricerca di un nuovo gestore in tempi ristretti, per far partire regolarmente la stagione. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in pista ci sarebbero quattro società: Alpitour, il t.o. austriaco Magic life e due operatori alberghieri del Nord Italia.

Diversa la versione di Pierre&Vacances, il cui direttore per l’Italia, Jean-Michel Landau, spiega che sei mesi fa la società ha scoperto che mancavano le licenze in tema di sicurezza: ´Nel 2001 abbiamo rilevato un ramo d’azienda di Valtur, che comprendeva la gestione di Costa verde. L’11 febbraio scorso, in una riunione con Sviluppo Italia, abbiamo fatto presente il problema. A metà marzo abbiamo ricevuto una lettera dal comune di Arbus, che comunicava l’impossibilità di aprire il villaggio senza la licenza. A questo punto, in una nuova riunione con Sviluppo Italia abbiamo dato la scadenza del 30 aprile per avere i permessi e questo non è avvenuto: i lavori per la messa in sicurezza sono cominciati all’inizio di maggio e ancora non c’è l’ok dei vigili del fuoco’.

In ogni caso, conclude Landau, ´la porta non è definitivamente chiusa: oggi non ci prendiamo alcun rischio, ma siamo pronti a gestire la struttura per conto di Sviluppo Italia’.