Turismo contrasto al lavoro nero

11/08/2012

Il popolo degli invisibili, lavoratori in nero sfruttati e sottopagati, è assai radicato nell industria delle vacanze in Sardegna . A denunciarlo è la Filcams Cgil che, per contrastare il fenomeno è impegnata in questi giorni nella campagna contro il lavoro nero nel turismo, Non+ Sommerso, promossa dalla categoria a livello nazionale. L iniziativa prevede la distribuzione del materiale nelle aziende turistiche, con l invito a rivolgersi per un aiuto o semplici informazioni agli uffici del sindacato in viale Monastir.

CAGLIARI – "Il fenomeno – spiega Simona Fanzecco, segretaria generale Filcams Cgil – resiste ai controlli, probabilmente pochi, ed è difficile da ricostruire con numeri certi perché il timore di perdere il lavoro è più forte della legittima aspirazione alla legalità". "Il sommerso ha tante facce – denuncia – non è solo il classico lavoro nero che pur continua a essere una presenza ingombrante, ma anche un part time che nasconde un tempo pieno, un lavoro intermittente (a chiamata) che non ha rispetto dei riposi giornalieri e settimanali, un contratto parasubordinato che ha ancora più vincoli di un rapporto da lavoro dipendente".
E ancora, il sindacato segnala denuncia i casi di buste paga non consegnate, contributi non versati, il mancato rispetto delle norme sulla salute, che non solo ledono la dignità di chi lavora, ma ne mettono spesso a rischio la salute e l’integrità psicofisica.
"Il mercato del lavoro nel turismo è già caratterizzato dalla stagionalità – denuncia Simona Fanzecco – con l’incertezza del posto che svanisce per lo più a fine settembre, ma questo è solo uno dei problemi". Purtroppo, proprio nel periodo dell’alta stagione, il lavoro nero riguarda lavoratori professionisti, chef, barman, camerieri esperti o alle prime armi: trenta euro per otto-nove ore di fila, senza continuità perché venerdì o sabato, quando locali e ristoranti sono più frequentati si viene chiamati anche all’ultimo per garantire un organico quasi sempre sottodimensionato.
Secondo la Filcams proprio in un momento di crisi come questo, "è necessario vigilare perché i lavoratori sono sempre più deboli e ricattabili, costretti a lavorare in nero pur di mantenere il posto".
Foto di repertorio
"Il popolo degli invisibili, lavoratori in nero sfruttati e sottopagati, è assai radicato nell’industria delle vacanze in Sardegna". A denunciarlo è la Filcams Cgil che, per contrastare il fenomeno è impegnata in questi giorni nella campagna contro il lavoro nero nel turismo, Non+ Sommerso, promossa dalla categoria a livello nazionale. L’iniziativa prevede la distribuzione del materiale nelle aziende turistiche, con l’invito a rivolgersi per un aiuto o semplici informazioni agli uffici del sindacato in viale Monastir.
"Il fenomeno – spiega Simona Fanzecco, segretaria generale Filcams Cgil – resiste ai controlli, probabilmente pochi, ed è difficile da ricostruire con numeri certi perché il timore di perdere il lavoro è più forte della legittima aspirazione alla legalità". "Il sommerso ha tante facce – denuncia – non è solo il classico lavoro nero che pur continua a essere una presenza ingombrante, ma anche un part time che nasconde un tempo pieno, un lavoro intermittente (a chiamata) che non ha rispetto dei riposi giornalieri e settimanali, un contratto parasubordinato che ha ancora più vincoli di un rapporto da lavoro dipendente".
E ancora, il sindacato segnala denuncia i casi di buste paga non consegnate, contributi non versati, il mancato rispetto delle norme sulla salute, che non solo ledono la dignità di chi lavora, ma ne mettono spesso a rischio la salute e l’integrità psicofisica.
"Il mercato del lavoro nel turismo è già caratterizzato dalla stagionalità – denuncia Simona Fanzecco – con l’incertezza del posto che svanisce per lo più a fine settembre, ma questo è solo uno dei problemi". Purtroppo, proprio nel periodo dell’alta stagione, il lavoro nero riguarda lavoratori professionisti, chef, barman, camerieri esperti o alle prime armi: trenta euro per otto-nove ore di fila, senza continuità perché venerdì o sabato, quando locali e ristoranti sono più frequentati si viene chiamati anche all’ultimo per garantire un organico quasi sempre sottodimensionato.
Secondo la Filcams proprio in un momento di crisi come questo, "è necessario vigilare perché i lavoratori sono sempre più deboli e ricattabili, costretti a lavorare in nero pur di mantenere il posto".