TURISMO CONFESERCENTI, ipotesi di Accordo 22.01.1999

      Il giorno 22 del mese di gennaio 1999,

      visto il protocollo interconfederale del 23 luglio 1993, il CCNL Turismo del 6 ottobre 1994, l’accordo per il rinnovo della parte retributiva 19 luglio 1996 il patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione del 22 dicembre 1998

      si è stipulata la presente ipotesi di accordo per il rinnovo della parte normativa e retributiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende del settore Turismo.

      PREMESSA

      Le Parti stipulanti il CCNL Turismo, premesso che:

        -il settore turistico è contrassegnato da ampia mobilità professionale e territoriale degli addetti con rischio di perdite di investimenti professionali;
        -la professionalità degli addetti costituisce un patrimonio comune da valorizzare, per promuovere lo sviluppo del settore e la sua capacità competitiva sui mercati internazionali;
        -le caratteristiche strutturali delle attività turistiche implicano un mercato del lavoro non esclusivamente fondato sul rapporto a tempo indeterminato;
        -la evoluzione della domanda di mercato e le fluttuazioni tipiche dell’attività turistica rendono necessaria una sempre maggiore efficienza volta a rispondere alle mutevoli e diversificate esigenze della clientela;
        -le recenti norme prevedono una attribuzione alle Regioni dei poteri sull’organizzazione dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, con possibili diversità territoriali dovute anche a fattori istituzionali;
        -la libera circolazione della manodopera, nell’ambito dei Paesi della Unione Europea e con i Paesi limitrofi, sarà sempre più un dato ineliminabile nel panorama occupazionale del turismo;

      condividono l’obiettivo di valorizzare la permanenza nel settore delle professionalità esistenti e quelle in via di costituzione, operando il monitoraggio congiunto degli strumenti del mercato del lavoro, al fine di facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e favorire le esigenze delle aziende nel reperimento di specifiche professionalità.
      Su questo versante un ruolo importante, sia dal lato della formazione sia dal lato del servizio alle aziende e a i lavoratori, può essere svolto dagli Enti Bilaterali.
      In questo quadro, le Parti, preso atto dell’evoluzione del mercato del lavoro e della nuova disciplina dei sistemi di collocamento, considerata la opportunità di non disperdere il patrimonio professionale maturato dagli operatori del settore e di sostenere la libera circolazione dei lavoratori:

        -riconoscono concordemente la necessità di utilizzare tutti gli istituti capaci di determinare l’espansione dei livelli occupazionali, nonché la creazione di nuove occasioni di impiego;
        -ribadiscono il valore strategico della formazione professionale, individuando negli enti bilaterali la sede idonea per l’esame concertato delle relative problematiche e la promozione delle conseguenti iniziative;
        -concordano che la rete degli enti bilaterali e dei centri di servizio possa agevolare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

      Conseguentemente, le Parti ritengono opportuna la istituzione di uno strumento operativo cui le imprese del settore, come pure i lavoratori potranno rivolgersi per esaminare le opportunità professionali, promuovere le professionalità dei lavoratori, agevolarne la mobilità e la permanenza nel settore.

      A tal fine, fermo restando che il ricorso ai servizi offerti dall’ente bilaterale ha carattere volontario, i singoli lavoratori e le imprese, nel rispetto delle normative che tutelano la privacy, potranno comunicare alla rete degli enti bilaterali del turismo, che sarà attrezzata di conseguenza, le informazioni relative ai nominativi, alle qualifiche professionali, alle esperienze professionali, alle competenze professionali (titoli, patenti, corsi frequentati, crediti/debiti formativi).
      Le parti, conseguentemente si impegnano ad incontrarsi per definire le caratteristiche del servizio che sarà attivato dalla rete degli enti bilaterali e i relativi aspetti organizzativi.

      MERCATO DEL LAVORO

      APPRENDISTATO

      Le Parti, esaminata la evoluzione della disciplina legale dell’apprendistato, riconoscono in tale istituto un importante strumento per l’acquisizione delle competenze necessarie per lo svolgimento del lavoro ed un canale privilegiato per il collegamento tra la scuola ed il lavoro e per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
      Conseguentemente, le Parti riconoscono la necessità di valorizzare il momento formativo del rapporto, prevedendo momenti di formazione teorica anche esterni al processo produttivo.
      A tal fine, confermano il proprio impegno a condurre congiuntamente un progetto pilota per la sperimentazione dei nuovi modelli formativi per l’apprendistato e convengono di istituire una Commissione Paritetica che provvederà a definire i contenuti delle attività formative per gruppi di figure professionali. In tale sede saranno individuate le modalità di svolgimento della formazione più idonee alle caratteristiche del settore.
      In questo quadro, le Parti assegnano agli enti bilaterali un ruolo strategico per il monitoraggio delle attività formative e lo sviluppo dei sistemi di riconoscimento delle competenze.

      L’articolo 38 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente:

      (1) Possono essere assunti con contratto di apprendistato, i giovani di età non inferiore a sedici anni e non superiore a ventiquattro, ovvero a ventisei anni nelle aree di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni. Qualora l’apprendista sia portatore di handicap i limiti di età di cui al presente comma sono elevati di due anni.

      L’articolo 40 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente:

      (1) La durata del rapporto di apprendistato è graduata in relazione alla qualifiche da conseguire, con le seguenti modalità.

      Livello di inquadramentoDurata in mesi
      3 48
      4 36
      5 36
      6s 24
      6 18

      (2) Restano ferme le maggiori durate previste in relazione a specifiche qualifiche nelle parti speciali del presente contratto.

      (3) La contrattazione integrativa può stabilire una durata maggiore.

      (4) Per gli apprendisti assunti prima della data di stipula del presente accordo valgono le precedenti disposizioni in materia di durata.

      (5) Per le agenzie di viaggio si applicano le disposizioni in materia di maggiore durata previste nella parte speciale.

      (6) In relazione alla possibilità di svolgere l’apprendistato per il conseguimento di qualifiche inquadrate al terzo livello, si precisa che gli apprendisti interessati non potranno essere destinati a svolgere funzioni di coordinamento tecnico funzionale di altri lavoratori.

      (7) Lo svolgimento dell’apprendistato per il conseguimento di qualifiche inquadrate al sesto livello, è consentito esclusivamente per le seguenti qualifiche:
      - Cameriera ai piani, villaggi turistici, camping;
      - Commis di cucina, sala e piani, bar, tavola calda, ristorante, self service;
      - Facchino ai piani, ai saloni, ai bagagli;
      - Bagnino;
      - Guardiano notturno;
      - Sorvegliante di ingresso;
      - Ulteriori qualifiche individuate dalla contrattazione integrativa.

      Dopo l’articolo 44 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è inserito il seguente:

      (1) L’impegno formativo dell’apprendista è graduato in relazione all’eventuale possesso di un titolo di studio corrispondente alle mansioni da svolgere, con le seguenti modalità, da riproporzionare per gli apprendisti stagionali.

      Titolo di studio
      Ore di formazione
      Scuola dell’obbligo 120
      Attestato di qualifica e diploma di scuola media superiore 100
      Diploma universitario e diploma di laurea 80

      (2) La contrattazione integrativa territoriale può stabilire un differente impegno formativo e specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna, in coerenza con le cadenze dei periodi lavorativi, tenendo conto delle esigenze determinate dalle fluttuazioni stagionali dell’attività.

      (3) Le attività formative svolte presso più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli istituti di formazione o gli enti bilaterali, si cumulano ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi.

      (4) I nominativi degli apprendisti che partecipano alle attività formative organizzate dal sistema degli enti bilaterali saranno registrati nella banca dati per l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

      La lettera e) dell’articolo 45 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è modificata come segue:

      e) di informare per iscritto l’apprendista sui risultati del percorso formativo, con periodicità non superiore a sei mesi, anche per il tramite del centro di formazione; qualora l’apprendista sia minorenne, l’informativa sarà fornita alla famiglia dell’apprendista o a chi esercita legalmente la patria potestà.

      L’articolo 47 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente.

      (1) Al termine del periodo di apprendistato, al lavoratore che venga confermato in servizio viene attribuita la medesima qualifica per la quale si era svolto l’apprendistato.

      (2) La conferma in servizio o, in alternativa, la conclusione del rapporto al termine del periodo di apprendistato, dovranno essere comunicate nel rispetto dei termini di preavviso. La lettera d) del comma 1 dell’articolo 140 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è abrogata.

      Dopo l’articolo 126 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994, è inserito il seguente:

      (1) Durante il periodo di malattia previsto dall’articolo 123, l’apprendista avrà diritto:

            a) per i primi tre giorni di malattia, limitatamente a tre eventi morbosi in ragione d’anno, ad un’indennità pari al sessanta per cento della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto;
            b) in caso di ricovero ospedaliero e per tutta la durata dello stesso, entro i limiti di cui all’articolo 129, ad una indennità a carico del datore di lavoro, pari al sessanta per cento della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto.

      (2) Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal termine del terzo mese dall’inizio del rapporto di lavoro.

      All’articolo 363 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994, i commi 1, 2 e 3 sono abrogati.

      armonizzazione

      Le parti si incontreranno per decidere le modalità di armonizzazione delle norme concernenti i contratti di formazione e lavoro ed i contratti di apprendistato con le disposizioni in corso di emanazione ai sensi dell’articolo 16, comma 5 della legge n. 196 del 1997.

      LAVORO A TEMPO PARZIALE

      All’articolo 54 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994, i commi 2 e 3, sono sostituiti dai seguenti:

      (2) La prestazione individuale sarà fissata tra datore di lavoro e lavoratore entro le seguenti fasce:
      a) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale da 15 a 28 ore;
      b) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile da 64 a 124 ore;
      c) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale da 600 a 1352 ore.
      La contrattazione integrativa può stabilire limiti massimi superiori e limiti minimi inferiori rispetto a quelli definiti dal presente articolo.

      (3) In relazione alle caratteristiche peculiari del settore turismo, a livello aziendale o territoriale possono essere concordate modalità di programmazione flessibile dell’orario di lavoro che si concretano nella possibilità di turni variabili in ordine alla collocazione temporale delle prestazioni lavorative, nonché identificare eventuali inferiori limiti minimi o superiori limiti massimi nell’ambito di un equilibrato assetto organizzativo.

      Il secondo comma dell’articolo 55 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente:

      (2) In presenza di specifiche esigenze organizzative, è consentito il ricorso al lavoro supplementare sino ad un limite massimo di 130 ore annue, salvo comprovati impedimenti.

      Il sesto comma dell’articolo 55 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente:

      (6) In particolare il conguaglio relativo alla gratifica natalizia, alla gratifica di ferie, alla retribuzione del periodo di ferie ed al trattamento di fine rapporto avverrà, in via forfetaria, applicando al compenso per il lavoro supplementare la maggiorazione percentuale del 30 per cento.

      L’articolo 56 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è abrogato.

      Gli articoli 57 e 58 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 sono sostituiti dal seguente:

      (1) La corretta applicazione dei principi suddetti costituirà oggetto di esame a livello territoriale o aziendale, tenuto conto della specificità del settore e dei suoi comparti, con particolare riguardo al consolidamento del lavoro supplementare svolto in maniera continuativa, alla effettuazione della prestazione in turni unici ed al funzionamento dell’istituto dei permessi retribuiti.

      LAVORO RIPARTITO

      Dopo l’articolo 65 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è inserito il seguente:

      (1) Il contratto di lavoro ripartito è il contratto con il quale due o più lavoratori assumono in solido un’unica obbligazione lavorativa subordinata.

      (2) Il contratto, stipulato in forma scritta, deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori interessati, ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la sostituzione ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell’orario di lavoro.

      (3) Conseguentemente, la retribuzione verrà corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestato.

      (4) I lavoratori devono informare preventivamente il datore di lavoro sull’orario di lavoro di ciascun lavoratore con cadenza almeno settimanale.

      (5) Gli accordi individuali possono prevedere che il datore di lavoro legittimamente pretenda l’adempimento dell’intera prestazione dovuta da ciascuno dei lavoratori solidalmente obbligati.

      (6) Entro il 20 febbraio di ogni anno, le imprese comunicheranno all’ente bilaterale territoriale, il numero dei contratti di lavoro ripartito instaurati nell’anno precedente, utilizzando il modello appositamente predisposto dall’ente stesso.

      Dichiarazione a verbale

      Le parti, in considerazione del carattere di novità presentato dalla disciplina del lavoro ripartito, cui assegnano carattere sperimentale, si impegnano ad esaminarne gli effetti in occasione del rinnovo del CCNL.

      LAVORO TEMPORANEO E CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

      Le parti si danno atto che l’evoluzione della disciplina legale sul lavoro temporaneo e le conseguenti regolamentazioni di seguito definite su tale istituto e sul lavoro a tempo determinato ivi comprese le soluzioni legate alla definizione di qualifiche ad esiguo contenuto professionale e le eventuali ulteriori determinazioni da definire nella contrattazione di secondo livello costituiscono un quadro normativo complessivamente finalizzato ed idoneo a favorire un più appropriato e fisiologico utilizzo del lavoro extra e di surroga di cui all’articolo 63 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 ed all’articolo 54, comma 4, della legge n. 448 del 1998, nonché a riferire il ricorso alle forme di appalto nei limiti della legge con particolare riferimento a funzioni e figure professionali tipiche delle imprese turistiche.

      L’articolo 64 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dai seguenti:

      Casi di ammissibilità

      (1) Il ricorso al contratto a tempo determinato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 23, comma 1, della legge n. 56 del 1987 ed al contratto di fornitura di prestazione di lavoro temporaneo, ai sensi e per gli effetti del secondo comma, lettera a), dell’articolo 1 della legge n. 196 del 1997, è consentito, oltre che nei casi previsti dalla legge, nelle ipotesi di seguito indicate:

      a)intensificazioni temporanee dell’attività dovute a flussi non ordinari di clientela cui non sia possibile far fronte con il normale organico;
      b)intensificazioni temporanee dell’attività dovute a flussi non programmabili di clientela cui non sia possibile far fronte con il normale organico;
      c)sostituzione di lavoratori assenti, anche per ferie, o per aspettative diverse da quelle già previste dall’art.1, lettera b) della legge n. 230 del 1962;
      d)servizi definiti e predeterminati nel tempo cui non sia possibile far fronte con il normale organico;
      e)sostituzioni in caso di risoluzione del rapporto di lavoro senza preavviso, per un periodo massimo di due mesi utile alla ricerca di personale idoneo alla mansione;

      (2) Restano confermate tutte le ulteriori ipotesi in cui la legge e/o la contrattazione collettiva ammettono il ricorso al lavoro a tempo determinato ed al lavoro temporaneo. Si richiamano, in particolare, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 378 del 1995 e di cui alla legge n. 598 del 1979.

      (3) La stipula di contratti di lavoro temporaneo di durata superiore ad un mese è subordinata alla preventiva verifica della disponibilità dei lavoratori con la stessa qualifica nei cui confronti ricorrano le condizioni di cui all’articolo 23, comma 2, legge n. 56 del 1987 e che abbiano manifestato la volontà di esercitare il diritto di precedenza.

      (4) Nei casi di cui alle lettere a), b), d), il contratto a tempo determinato non potrà essere stipulato per una durata superiore a 6 mesi.

      (5) Ulteriori ipotesi e maggiori durate potranno essere definite dalla contrattazione integrativa.

      Individuazione qualifiche

      (1) Ai sensi e per gli effetti del quarto comma dell’articolo 1 della legge n. 196 del 1997 è consentito lo svolgimento di lavoro temporaneo per le qualifiche inquadrate ai livelli sesto super e superiori della classificazione del personale CCNL Turismo 6 ottobre 1994, nonché per le seguenti ulteriori qualifiche inquadrate al sesto livello:

      - Cameriera ai piani, villaggi turistici, camping;
      - Commis di cucina, sala e piani, bar, tavola calda, ristorante, self service;
      - Facchino ai piani, ai saloni, ai bagagli;
      - Bagnino;
      - Guardiano notturno;
      - Sorvegliante di ingresso;
      - Ulteriori qualifiche individuate dalla contrattazione integrativa.

      Percentuale di lavoratori assumibili

      (1) Il numero dei lavoratori impiegati a tempo determinato e con contratto di fornitura di prestazione di lavoro temporaneo di cui alle lettere a), b), d), e), non potrà essere superiore, in ciascuna unità produttiva, ai seguenti limiti:

      base di computo
      Lavoratori assumibili
      Da 0 a 4 4 unità
      Da 5 a 9 5 unità
      Da 10 a 25 6 unità
      Da 26 a 35 7 unità
      Da 36 a 50 10 unità

      (2) Nelle unità produttive con oltre cinquanta dipendenti, la percentuale di lavoratori assunti con contratto a termine e con contratto di fornitura di prestazione di lavoro temporaneo, di cui alle lettere a), b), d), e), non potrà superare complessivamente il 22%, di cui non più del 17% per ciascuna fattispecie.

      (3) La base di computo per il calcolo dei lavoratori assumibili ai sensi del presente articolo è costituita dal numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e dal numero dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro all’atto dell’attivazione dei singoli rapporti di cui al presente articolo. Le frazioni di unità si computano per intero.

      (4) Nelle imprese stagionali, attesa la loro particolarità, la base di computo è, in via convenzionale, costituita dal numero dei lavoratori occupati all’atto della attivazione dei singoli rapporti di cui al presente articolo.

      (5) La contrattazione integrativa può stabilire percentuali maggiori, con particolare attenzione ai casi di nuove aperture, acquisizioni, ampliamenti, ristrutturazioni, etc., anche in considerazione del contributo conseguentemente apportato allo sviluppo di nuova occupazione.

      Informazione

      (1) In coerenza con lo spirito del presente accordo e con i compiti attribuiti al sistema degli enti bilaterali in tema di ausilio all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, l’impresa che ricorra ai contratti di cui al presente articolo comunica alle rappresentanze sindacali (RSA / RSU) ovvero, in mancanza, alle organizzazioni territoriali delle organizzazioni sindacali stipulanti il presente accordo:
      a)il numero ed i motivi del ricorso al lavoro temporaneo prima della stipula del contratto di fornitura; ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità di stipulare il contratto, l’impresa fornisce le predette comunicazioni entro i cinque giorni successivi;
      b)il numero ed i motivi del ricorso ai contratti a tempo determinato di cui al presente articolo, entro i cinque giorni successivi;
      c)entro il 20 febbraio di ogni anno, anche per il tramite delle associazioni dei datori di lavoro cui aderisca o conferisca mandato, il numero ed i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi e dei contratti a tempo determinato stipulati nell’anno precedente, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

      (2) La comunicazione di cui alla precedente lettera c) sarà inviata anche all’ente bilaterale. Al fine di evitare l’aggravio degli oneri burocratici posti a carico delle aziende, con particolare riferimento alle caratteristiche delle piccole e medie imprese, l’ente bilaterale territoriale potrà attivare un servizio di domiciliazione presso la propria sede delle comunicazioni di cui al presente articolo, predisponendo a tal fine idonea modulistica.

      (3) All’atto delle assunzioni a tempo determinato di cui al presente articolo l’impresa dovrà esibire agli organi del collocamento una dichiarazione, avvalendosi degli appositi moduli vidimati dal Centro di servizio, da cui risulti l’impegno all’integrale applicazione della contrattazione collettiva vigente ed all’assolvimento degli obblighi in materia di contribuzione e di legislazione sul lavoro (schema tipo allegato al CCNL Turismo 6 ottobre 1994).

      Formazione

      (1) L’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo potrà progettare iniziative mirate al soddisfacimento delle esigenze di formazione dei lavoratori temporanei ed a richiedere i relativi finanziamenti. Le parti richiedono che le iniziative formative promosse dal sistema degli enti bilaterali possano godere della priorità di cui al secondo comma dell’articolo 5, della legge n. 196 del 1997.

      Campo di applicazione

      (1) La nuova disciplina sui contratti a tempo determinato e sul lavoro temporaneo è applicabile esclusivamente alle aziende aderenti alle organizzazioni imprenditoriali nazionali stipulanti il presente accordo.

      (2) Al fine di favorire la migliore conoscenza delle norme ed il conseguente utilizzo degli istituti, nonché di agevolare le imprese nell’adempimento delle formalità amministrative, le suddette organizzazioni attiveranno specifici servizi di assistenza.

      Dichiarazione a verbale

      Le parti, in considerazione del carattere di novità presentato dalla disciplina del lavoro temporaneo, cui assegnano carattere sperimentale, si impegnano ad esaminarne gli effetti in occasione del rinnovo del CCNL.

      ORARIO DI LAVORO

      L’articolo 76 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente.

      (1) In relazione alle peculiarità del settore turistico e quindi alle particolari esigenze produttive delle aziende potranno essere adottati sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro per periodi plurisettimanali, intendendosi per tali quei sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro che comportano per una o più settimane prestazioni lavorative di durata superiore a quelle prescritte dal precedente articolo 71 e per le altre, a compensazione, prestazioni di durata inferiore.

      (2) Conseguentemente il maggior lavoro effettuato nelle settimane con orario di lavoro di durata superiore a quello prescritto dall’articolo 71 non dà diritto a compenso per lavoro straordinario, mentre per le settimane con prestazioni di durata inferiore a quella prevista dallo stesso articolo 71 non dovrà darsi luogo a riduzioni della normale retribuzione.

      (3) Il numero delle settimane per le quali è possibile effettuare prestazioni lavorative di durata superiore a quelle dell’articolo 71 non potrà superare le quattro consecutive ed in ogni caso l’orario di lavoro non potrà superare le otto ore giornaliere, fermo restando il diritto al normale godimento del riposo settimanale di legge. Per le agenzie di viaggio, il limite è di sei settimane consecutive.

      (4) Il recupero delle maggiori prestazioni di lavoro verrà effettuato attraverso congedi di conguaglio il cui godimento avverrà nei periodi di minore intensità produttiva e comunque entro dodici settimane a far data dall’inizio del periodo di maggior prestazione lavorativa.

      (5) Qualora, invece, i sistemi di distribuzione dell’orario prevedano l’estensione dei periodi di cui ai precedenti commi 3 e 4, rispettivamente, a dodici e ventiquattro settimane, per i lavoratori cui si applichi tale sistema il monte ore annuo di permessi di cui all’articolo 72 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è elevato a 116 ore.

      (6) Qualora a livello aziendale o interaziendale le imprese intendano applicare i suddetti sistemi, cui non potrà farsi ricorso per più di due volte nell’anno, non consecutive, l’adozione dei programmi sarà preceduta da un incontro tra direzione aziendale e RSU o delegato aziendale nel corso del quale la direzione aziendale esporrà le esigenze dell’impresa ed i relativi programmi, al fine di procedere ad un esame congiunto. Dopo questa fase, concluso l’esame congiunto, e comunque almeno due settimane prima dell’avvio dei nuovi programmi, a cura della direzione aziendale si darà comunicazione ai lavoratori dei programmi definiti. Saranno fatte salve le situazioni di persone che comprovino fondati e giustificati impedimenti.

      (7) Nel caso di ricorso a tali sistemi, il lavoro straordinario, ai soli fini retributivi, decorre dalla prima ora successiva all’orario comunicato al lavoratore.

      L’articolo 77 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente.

      (1) Le parti convengono sull’obiettivo di ottimizzare le risorse attraverso una migliore organizzazione del lavoro, e cioè attraverso una più adeguata combinazione tra l’utilizzo delle tipologie di rapporto di lavoro, le rispettive entità necessarie a coprire le esigenze di organico previste, la definizione degli orari e la loro distribuzione, il godimento delle ferie e dei permessi.

      (2) Le parti convengono che in questo modo si possa meglio corrispondere alle esigenze di flessibilità delle imprese, volte al miglior utilizzo delle attrezzature anche con il prolungamento delle fasi stagionali, facendo meglio incontrare le esigenze delle imprese con quelle dei lavoratori, anche per il contenimento del lavoro straordinario ed una migliore regolazione del tempo parziale e dei rapporti di lavoro non a tempo indeterminato.

      (3) Tutto ciò premesso, le parti convengono che le aziende o i gruppi di aziende che intendessero avvalersi della possibilità di cui al presente articolo dovranno attivare una negoziazione a livello aziendale o interaziendale per il raggiungimento di accordi, anche di tipo sperimentale, riferiti all’intera azienda o parti di essa, su una o più delle materie concernenti l’utilizzo delle prestazioni lavorative sulla base delle ore di lavoro complessivamente dovute a norma del presente Contratto e/o le particolari citate tipologie di rapporti di lavoro.

      (4) I contenuti dei predetti accordi, che saranno realizzati nel contesto di programmi di massima annuali, potranno – fatte salve le norme di legge, l’orario normale settimanale di riferimento di cui all’articolo 71, nonché tutti gli aspetti concernenti maggiorazioni o a contenuto economico – superare i limiti quantitativi previsti dalla normativa contrattuale vigente per le relative materie.

      (5) In tali accordi, le parti attiveranno una "banca delle ore" al fine di mettere i lavoratori in condizione di utilizzare in tutto o in parte riposi compensativi a fronte di prestazioni eventualmente eccedenti l’orario medio annuo.

      (6) Pertanto, eventuali prestazioni eccedenti l’orario medio annuo verranno compensate con la maggiorazione retributiva prevista per il lavoro straordinario e con un corrispondente numero di riposi compensativi che potranno essere retribuiti o fruiti – compatibilmente con le condizioni organizzative dell’azienda e con le esigenze del mercato – al termine del periodo di riferimento e nelle quote e con le modalità che saranno definiti in occasione dell’attivazione dei programmi di cui al presente articolo.

      (7) Negli accordi di cui al presente articolo potranno, altresì, essere concordate le cadenze temporali per la verifica dei programmi definiti.

      (8) Per i lavoratori cui si applichi tale sistema il monte ore annuo di permessi di cui all’articolo 72 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è elevato a 128 ore.

      (9) Nel caso di ricorso a tali sistemi, il lavoro straordinario, ai soli fini delle maggiorazioni retributive, decorre dalla prima ora successiva all’orario comunicato al lavoratore.

      L’art. 309 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 parte speciale pubblici esercizi è modificato come segue:

      (1) Le parti, prendendo atto che la precedente disciplina ha generato difficoltà interpretative ed applicative, intendono con la presente disposizione individuare un quadro normativo fruibile e di maggiore certezza. A tal fine convengono che in presenza di particolari esigenze aziendali da programmare e comunicare preventivamente a livello di unità produttiva o di singolo reparto, il godimento dei permessi di cui all’articolo 72 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 potrà essere attuato, usufruendo degli stessi in misura non inferiore ad un’ora, e assorbendo dal monte ore annuo fino ad un massimo di novantasei ore, usufruendo degli stessi in misura di una o due ore settimanali nell’arco di quarantotto settimane. In tali casi il monte ore annuo è elevato a centoventi ore e le ore residue rispetto a quelle assorbite saranno fruite con le modalità di cui all’articolo 72.

      (2) La comunicazione di cui sopra verrà effettuata, oltre che ai lavoratori anche alle rsu/rsa o al delegato aziendale, ove esistenti.

      (3) Il suddetto regime è applicabile esclusivamente alle aziende iscritte alle Associazioni datoriali facenti parte delle Organizzazioni nazionali dei datori di lavoro firmatarie del presente Contratto.

      (4) Le unità produttive o i singoli lavoratori cui non si applicherà la disciplina di cui sopra, continueranno a godere dei permessi retribuiti, come previsto dall’articolo 72 CCNL Turismo 6 ottobre 1994, nella misura (104 ore annue) e con le modalità del precitato articolo.

      Dichiarazione a verbale

      Premesso che la regolazione dell’orario di lavoro è di pertinenza delle parti sociali, le parti concordano che, in caso di approvazione di una disposizione di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro, si incontreranno per convenire gli eventuali adattamenti di tale disciplina alle caratteristiche del settore, anche al fine di evitare alterazioni agli equilibri complessivi determinati con il presente accordo.

      Le parti si incontreranno per decidere le modalità di armonizzazione della disciplina contrattuale concernente l’orario di lavoro con le disposizioni in corso di emanazione ai sensi della direttiva comunitaria n. 104 del 1993. A tal fine, le parti richiedono congiuntamente la integrale salvaguardia delle competenze che la stessa direttiva attribuisce alla contrattazione collettiva.

      SECONDO LIVELLO DI CONTRATTAZIONE

      (1) La contrattazione integrativa si svolge a livello aziendale o territoriale.

      (2) I relativi accordi hanno durata pari a quattro anni.

      (3) Le piattaforme per la negoziazione dei contratti integrativi saranno presentate in tempo utile per consentire l’apertura delle trattative tre mesi prima della scadenza e, comunque, non prima del 31 dicembre 1999.

      (4) In occasione della contrattazione integrativa saranno garantite condizioni di assoluta normalità sindacale con esclusione in particolare del ricorso ad agitazioni, per un periodo di due mesi dalla presentazione della piattaforma rivendicativa e comunque fino a due mesi successivi alla scadenza dell’accordo precedente.

      (5) I contratti integrativi territoriali sono negoziati dalle organizzazioni aderenti alle parti stipulanti il presente contratto. In considerazione del nuovo assetto assunto dalla contrattazione integrativa territoriale, le singole organizzazioni nazionali si riservano la facoltà di partecipare ai relativi negoziati.

      (6) I contratti integrativi aziendali sono negoziati dall’azienda e dalle strutture sindacali aziendali dei lavoratori unitamente alle Organizzazioni stipulanti il presente Contratto ai relativi livelli di competenza.

      (7) Di norma, la contrattazione integrativa territoriale si svolge per singoli comparti.

      (8) Ferme restando le disposizioni dei contratti integrativi territoriali che abbiano già disciplinato la materia, il negoziato di secondo livello si svolge:
      a)a livello aziendale per le aziende che occupano più di quindici dipendenti;
      b)a livello territoriale per le aziende che occupano sino a quindici dipendenti e, comunque, per le aziende che occupino più di quindici dipendenti laddove nelle stesse non si svolga la contrattazione aziendale;
      c)a livello provinciale per le imprese della ristorazione collettiva, salvo quanto appresso specificato in materia di contrattazione a livello di unità produttiva.

      (9) Il rinvio alla contrattazione territoriale potrà essere operato nelle imprese in cui sussista la contrattazione integrativa aziendale o in quelle che ricevano la piattaforma per il contratto integrativo aziendale esclusivamente previo accordo tra le parti. A tal fine, le organizzazioni territoriali aderenti alle parti stipulanti il presente contratto potranno assumere iniziative congiunte volte a prevenire l’alimentarsi del contenzioso.

      Premio di risultato

      (1) In applicazione del protocollo 23 luglio 1993, l’erogazione di elementi economici ulteriori rispetto a quanto già previsto dal presente Contratto è prevista mediante la contrattazione integrativa che avrà ad oggetto erogazioni salariali – in coerenza con le strategie delle imprese – strettamente correlate ai risultati conseguiti con la realizzazione di programmi concordati tra le parti, aventi per obiettivo, ad esempio, incrementi di produttività, di competitività, di qualità, di redditività.

      (2) Al fine dell’acquisizione di elementi di conoscenza comune per la definizione degli obiettivi della contrattazione integrativa a contenuto economico, le parti valuteranno preventivamente le condizioni delle imprese e del lavoro, le loro prospettive di sviluppo anche occupazionale, tenuto conto dell’andamento delle prospettive della competitività e delle condizioni essenziali di redditività.

      (3) Laddove sussistano erogazioni economiche di analoga natura, anche parzialmente variabili, la parte variabile dovrà essere ricondotta nell’ambito delle nuove erogazioni sopra specificate. La parte fissa sarà conservata.

      (4) Gli importi dei nuovi elementi economici integrativi di cui al presente articolo sono variabili e non predeterminabili e non sono utili ai fini di alcun istituto legale e contrattuale.

      (3) Le erogazioni di cui sopra avranno caratteristiche tali da consentire l’applicazione del particolare trattamento contributivo previsto dall’articolo 2 del decreto legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito nella legge 23 maggio 1997, n. 135.

      (6) Salvo diverse intese locali, per le aziende stagionali continuano a trovare applicazione le norme di cui agli articoli 174, 175, 176, 217, 218, 219 e 249 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994, con conseguente inapplicabilità delle disposizioni inerenti il premio di risultato.

      Materie della contrattazione

      (1) Le parti si danno atto che la contrattazione integrativa, nel rispetto di quanto previsto al punto 3) del capitolo assetti contrattuali del Protocollo del 23 luglio 1993, che si intende integralmente richiamato, non potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione, salvo quanto espressamente stabilito dal presente Contratto.

      (2) Fermo restando che la contrattazione integrativa aziendale è ammessa nelle aziende che occupino più di quindici dipendenti, al secondo livello di contrattazione, territoriale o aziendale, sono demandate le seguenti materie, oltre a quelle esplicitamente indicate dal presente accordo:

      a) Interruzione dell’orario giornaliero di lavoro (articoli 71, 78 e 324);
      b) Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 80);
      c) Misura del risarcimento per rotture e smarrimento oggetti (articolo 101);
      d) Regolamentazione nastro orario stagionali (articolo 169);
      e) Ripartizione dell’orario giornaliero di lavoro (articolo 256);
      f) Ripartizione orario di lavoro giornaliero (articolo 348);
      g) qualifiche esistenti in azienda non equiparabili a quelle comprese nella classificazione del presente Contratto;
      h) ambiente di lavoro e tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’articolo 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
      i) premio di risultato di cui al presente accordo;
      j) distribuzione degli orari, dei turni di lavoro, degli eventuali riposi di conguaglio;
      k) la individuazione di peculiari qualifiche reclamate dalla specificità delle singole aree e non riconducibili alle qualifiche previste dal presente Contratto;
      l) articolazione dei turni di riposo settimanale nelle aziende che non attuano la chiusura settimanale obbligatoria a turno ai sensi di legge;
      m) azioni a favore del personale femminile, in attuazione della raccomandazione CEE, n. 635 del 13 dicembre 1984 e delle disposizioni legislative in tema di parità uomo-donna, in coerenza con quanto convenuto in materia a livello nazionale;
      n) eventuale istituzione del lavoro a turno intendendosi per tale il lavoro prestato in uno dei tre o più turni giornalieri avvicendati nell’arco delle ventiquattro ore;
      o) l’adozione di ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 76;
      p) diverse modalità di godimento dei permessi conseguenti alla riduzione dell’orario di lavoro annuale di cui all’articolo 72 reclamate da particolari esigenze produttive aziendali;
      q) il recupero delle ore di lavoro perse per forza maggiore o periodi di minor lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 79;
      r) il superamento del limite stabilito per il lavoro supplementare nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale;
      s) ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 76;
      t) diverse regolamentazioni dell’orario annuo complessivo di cui all’articolo 77.
      u) la definizione di eventuali limiti massimi superiori o limiti minimi inferiori della durata della prestazione lavorativa ridotta superiori rispetto a quanto previsto dall’articolo 54.

      (3) Le seguenti materie restano demandate alla esclusiva competenza della contrattazione integrativa territoriale:

      a) l’elaborazione e la definizione di schemi di convenzioni di cui all’articolo 17 legge 28 febbraio 1987, n. 56 al fine della sua concreta attuazione;
      b) la definizione delle iniziative relative alle funzioni per le quali è istituito l’Ente Bilaterale ed in particolare di quelle per la formazione e la riqualificazione professionale, la cui attuazione è demandata all’Ente stesso. Ciò in relazione alle concrete esigenze territoriali e dei comparti e nell’ambito delle disponibilità esistenti. Nella definizione delle suddette iniziative si terrà conto delle previsioni comunitarie, nazionali e regionali in materia al fine di realizzare possibili sinergie;
      c) programmi di formazione per l’attuazione dei contratti di formazione e lavoro di cui al presente contratto fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, sesto comma dell’accordo quadro sui contratti di formazione e lavoro, nonché specifici accordi in materia di apprendistato relativamente alla durata dei rapporti di lavoro ed al numero degli apprendisti in proporzione ai lavoratori qualificati anche con riferimento a quanto previsto dall’articolo 21, quarto comma, legge 28 febbraio 1987, n. 56;
      d) Contratti a termine ed aziende di stagione (articoli 174 – 175 – 176 – 212 – 218 – 219);
      e) Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (articoli 180, 223, 250, 342);
      f) la determinazione del compenso per i lavoratori extra o di surroga secondo quanto previsto dall’articolo 63;
      g) la definizione di meccanismi analoghi a quanto previsto dall’articolo 65 volti ad agevolare ulteriormente l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro;
      h) la definizione di ulteriori fattispecie ed eventi similari e/o qualifiche per le quali è consentita l’assunzione di lavoratori extra in aggiunta rispetto a quanto previsto dall’articolo 63;
      i) la individuazione di ulteriori qualifiche per le quali è consentito l’apprendistato, nonché la definizione di una maggiore durata del periodo di apprendistato;
      j) la disciplina delle modalità di svolgimento dell’apprendistato in cicli stagionali, fermo restando quanto previsto al comma 5 dell’articolo 40;
      k) la disciplina dello svolgimento del rapporto di formazione e lavoro in cicli stagionali;
      l) la definizione di ulteriori ipotesi di applicazione del primo comma dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987 e maggiori percentuali rispetto a quanto stabilito dal presente Contratto;
      m) Assegnazione della percentuale di servizio per i banchetti e simili agli interni (articolo 270);
      n) Definizione delle modalità di calcolo della percentuale di servizio al personale tavoleggiante dei locali notturni (articolo 288);
      o) Definizione eventuali diversi sistemi di retribuzione per usi e consuetudini locali;
      p) Determinazione dei trattamenti integrativi salariali per i dipendenti dalle aziende della ristorazione collettiva (articolo 304);
      q) Determinazione del compenso fisso ai maitres o capi camerieri (articolo 276);
      r) Determinazione del compenso fisso per il servizio a domicilio e per i banchetti (articolo 273);
      s) Determinazione della misura della trattenuta cautelativa (articolo 253);
      t) Funzionamento Commissioni paritetiche (articoli 204, 241 e 392)
      u) Determinazione della percentuale di servizio e dei criteri di ripartizione (articolo 267);
      v) Determinazione della trattenuta cautelativa (articolo 345);
      w) Determinazione di una indennità per il personale assunto a tempo determinato da corrispondersi in caso di chiusura dell’azienda per epidemie e per altre cause similiari (stabilimenti balneari);
      x) Determinazione ed applicazione della trattenuta di cui all’articolo 322;
      y) Eventuali deroghe a quanto stabilito dall’articolo 330.

      (4) Per le aziende di ristorazione collettiva e servizi, le seguenti materie sono demandate alla esclusiva competenza della contrattazione integrativa provinciale:

      a) la individuazione di ulteriori qualifiche per le quali è consentito l’apprendistato, nonché la definizione di una maggiore durata del periodo di apprendistato;
      b) la definizione di ulteriori ipotesi di applicazione del primo comma dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987 e maggiori percentuali rispetto a quanto stabilito dal presente Contratto;
      c) premio di risultato di cui al presente accordo;
      d) la individuazione di peculiari qualifiche reclamate dalla specificità delle singole aree e non riconducibili alle qualifiche previste dal presente Contratto;
      e) il superamento del limite stabilito per il lavoro supplementare nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale;

      (5) Per le aziende di ristorazione collettiva e servizi, le seguenti materie sono demandate alla esclusiva competenza della contrattazione nell’unità produttiva.

      a) Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 80);
      b) Misura del risarcimento per rotture e smarrimento oggetti (articolo 101);
      c) Ripartizione dell’orario giornaliero di lavoro (articolo 256);
      d) qualifiche esistenti in azienda non equiparabili a quelle comprese nella classificazione del presente Contratto;
      e) ambiente di lavoro e tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’articolo 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
      f) distribuzione degli orari, dei turni di lavoro, degli eventuali riposi di conguaglio;
      g) articolazione dei turni di riposo settimanale nelle aziende che non attuano la chiusura settimanale obbligatoria a turno ai sensi di legge;
      h) azioni a favore del personale femminile, in attuazione della raccomandazione CEE, n. 635 del 13 dicembre 1984 e delle disposizioni legislative in tema di parità uomo-donna, in coerenza con quanto convenuto in materia a livello nazionale;
      i) eventuale istituzione del lavoro a turno intendendosi per tale il lavoro prestato in uno dei tre o più turni giornalieri avvicendati nell’arco delle ventiquattro ore;
      l) l’adozione di ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 76;
      m) diverse modalità di godimento dei permessi conseguenti alla riduzione dell’orario di lavoro annuale di cui all’articolo 72 reclamate da particolari esigenze produttive aziendali;
      n) il recupero delle ore di lavoro perse per forza maggiore o periodi di minor lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 79;
      o) ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 76;
      p) diverse regolamentazioni dell’orario annuo complessivo di cui all’articolo 77.
      q) la definizione di eventuali limiti massimi superiori o limiti minimi inferiori della durata della prestazione lavorativa ridotta superiori rispetto a quanto previsto dall’articolo 54.

      (6) Al fine di salvaguardare le condizioni di concorrenza tra le imprese, le aziende articolate in più esercizi, che effettuino la contrattazione aziendale, potranno applicare le norme relative al mercato del lavoro contenute negli accordi territoriali, previa intesa con le rappresentanze aziendali e le organizzazioni sindacali interessate.

      Dichiarazione a verbale

      Le parti si danno atto che l’elencazione delle materie della contrattazione integrativa, come sopra individuate, costituirà oggetto di verifica più approfondita in sede di stesura del testo contrattuale.

      Clausole di uscita

      (1) Ferma restando l’applicabilità delle disposizioni di legge che regolano i contratti di riallineamento, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e di favorire la normalizzazione delle condizioni di concorrenza tra le imprese, in presenza di situazioni di crisi verificatesi nei territori non ricompresi nell’obiettivo 1, accertate dalle organizzazioni nazionali stipulanti il presente accordo, sarà possibile, previa intesa territoriale di cui al comma seguente, prevedere modulazioni differenti degli aumenti contrattuali di cui al presente CCNL.

      (2) Ai predetti accordi è riconosciuta validità pari a quella attribuita al contratto collettivo nazionale di lavoro, a condizione che i programmi si concludano entro un arco temporale non superiore al periodo di vigenza contrattuale e che i relativi accordi vengano sottoscritti anche dalle organizzazioni nazionali stipulanti il CCNL.

      Retribuzione omnicomprensiva

      (1) Tenuto conto delle peculiari caratteristiche del mercato del lavoro turistico, con particolare riferimento alle prassi che contraddistinguono il lavoro stagionale, la contrattazione integrativa territoriale di cui all’articolo 15 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 come modificato dal presente accordo può regolamentare, in via sperimentale, sistemi di retribuzione che prevedano la corresponsione con cadenza mensile degli elementi salariali differiti e/o il conglobamento di ulteriori elementi previsti dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva, con esclusione del trattamento di fine rapporto.

      (2) Ai fini di cui sopra, l’eventuale conglobamento del lavoro straordinario è utile sino a concorrenza del numero di ore conglobate, con conseguente esclusione di sistemi di forfettizzazione.

      Dichiarazione congiunta

      Al fine di favorire la normalizzazione delle condizioni di impiego della manodopera e di concorrenza tra le imprese, le organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori aderenti alle parti stipulanti il presente accordo potranno assumere a base la retribuzione di cui sopra per richiedere congiuntamente al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale l’adozione di apposite tabelle di retribuzione medie agli effetti del calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale ai sensi dell’articolo 6 del regio decreto legge 14 aprile 1939, n. 636 e dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797.

      Lavoratori studenti

      (1) Considerata la necessità di favorire momenti di alternanza tra scuola e lavoro anche utilizzando i periodi di intervallo dei corsi scolastici, la contrattazione integrativa può prevedere, ai sensi del comma 1 dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987, la stipula di contratti a tempo determinato con lavoratori studenti, regolandone la eventuale computabilità ai fini del calcolo della percentuale di cui alla norma suddetta nonché il compenso tenendo conto del ridotto contributo professionale apportato dai lavoratori che non abbiano ancora completato l’iter formativo.

      Archivio dei contratti

      (1) I contratti integrativi territoriali saranno depositati, entro quindici giorni dalla stipula, presso l’archivio dei contratti istituito presso l’ente bilaterale nazionale del settore turismo che, a richiesta potranno essere inviati al CNEL.

      ORGANISMI PARITETICI

      ENTI BILATERALI

      Con decorrenza dal 1° giugno 1999, la disciplina contrattuale degli enti bilaterali è modificata come segue.

      Organi sociali

      (1) Le modalità di composizione degli organi degli enti bilaterali, fermo restando il principio della pariteticità, sono modificate come segue:

        -ciascuno dei soci di parte imprenditoriale ha diritto di nominare un componente l’Assemblea; il diritto di nomina degli ulteriori componenti l’Assemblea di parte imprenditoriale è attribuito in ragione della rilevanza dei diversi comparti e della rappresentatività dei soci, riferite anche al contributo economico apportato, ferma restando la permanenza in carica degli organi sociali sino alla scadenza del mandato;
        -il numero dei componenti il Comitato Esecutivo è elevabile sino a dodici, comprensivo del Presidente e del Vice Presidente; il numero dei componenti il Comitato Direttivo dell’Ente Bilaterale Nazionale è elevato a dodici.
        -il Presidente ed il Vice Presidente continueranno ad essere eletti dall’Assemblea, con le modalità attualmente previste;
        -i residui componenti il Comitato Direttivo (o Comitato Esecutivo) sono eletti dall’Assemblea con metodo proporzionale, a tal fine l’Assemblea si divide in due collegi, composti, rispettivamente, dai componenti nominati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dai componenti nominati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro;
        -resta confermato il diritto di partecipazione al Comitato Direttivo (o Comitato Esecutivo), senza diritto di voto, dei soci che non esprimano un proprio rappresentante in seno allo stesso.

      Agenzie di viaggio

      (1) Con decorrenza dal 1 gennaio 1999 gli enti bilaterali del comparto agenzie di viaggio avranno struttura regionale o pluriregionale, ferme restando le attività, limitazioni ed estensioni previste dal CCNL per gli enti bilaterali per le agenzie di viaggio, nonché quanto previsto dal comma 5 dell’articolo 18 dello statuto tipo allegato al CCNL 6 ottobre 1994.

      Scopi

      (1) Gli scopi sociali degli enti bilaterali saranno integrati come segue:

        -istituzione della banca dati per l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e per il monitoraggio del mercato del lavoro;
        -monitoraggio del ricorso al lavoro temporaneo e al contratto a tempo determinato;
        -attivazione, in seno all’ente bilaterale nazionale della funzione di formazione dei lavoratori appartenenti alla categoria dei quadri, fermo restando che lo stesso potrà continuare ad organizzare lo svolgimento di attività formative in favore di tutti i lavoratori.

      Contribuzione

      (1) Le parti stipulanti il CCNL richiederanno la stipula di una convenzione con l’INPS per la riscossione dei contributi dovuti al sistema degli enti bilaterali.

      (2) La quota di competenza dell’ente bilaterale nazionale è progressivamente ridotta con le seguenti modalità:
      1999:14%
      2000:13%
      2001:12%

      (3) Tali riduzioni si applicano ai soli enti che provvedano alla regolare consegna dei propri bilanci ed al conseguente versamento delle somme dovute. La regolarizzazione relativa agli anni pregressi dovrà avvenire entro il 1° giugno 1999.

      (4) Il regolamento degli enti bilaterali territoriali può stabilire che il versamento di contributi di importo complessivamente inferiore a lire 100.000 possa essere effettuato con cadenza ultramensile entro un periodo massimo di dodici mesi.

      Centri di servizio

      (1) I centri di servizio, oltre alle attività previste dal CCNL, possono svolgere compiti di segreteria tecnica degli organismi paritetici costituiti dalle organizzazioni territoriali aderenti alle parti stipulanti il presente contratto.

      Sostegno al reddito

      (1) Salvo diversa determinazione dell’Assemblea, il 30% del contributo contrattuale di competenza dell’Ente Bilaterale Territoriale è destinato al sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione e/o riorganizzazione aziendale interessati da periodi di sospensione dell’attività, previo accordo tra azienda e rappresentanza aziendale, nei limiti e con le modalità che verranno disciplinati dall’Ente Bilaterale Territoriale, con apposito regolamento che sarà sottoposto alla preventiva approvazione del Comitato di Vigilanza Nazionale.

      (2) Nei territori in cui non sia costituito l’ente bilaterale o non sia effettivamente attivato quanto previsto al comma che precede, per le aziende distribuite in più territori, che versano il contributo dovuto agli enti bilaterali territoriali per il tramite dell’ente bilaterale nazionale, la quota destinata al sostegno al reddito è accantonata in un apposito fondo costituito presso l’ente bilaterale nazionale. Tali somme saranno trasferite agli enti bilaterali territoriali che attivino interventi di sostegno al reddito in favore dei dipendenti delle aziende suddette o, per i territori in cui gli enti non attivino tali interventi, saranno erogate direttamente dall’ebnt, nei limiti e con le modalità che verranno disciplinati con apposito regolamento.

      Revisione statutaria

      Le parti si incontreranno per decidere le modalità di armonizzazione della disciplina contrattuale concernente gli enti bilaterali con le disposizioni del decreto legislativo n. 460 del 1997.
      Le parti affidano all’EBNT lo svolgimento di una ricognizione degli accordi locali caratterizzati da sperimentazioni volte a favorire una più ampia diffusione del sistema della bilateralità.

      Dichiarazione delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori

      Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori ritengono che le situazioni locali in essere rappresentano utili strumenti per un consolidamento del sistema della bilateralità nel settore del Turismo.

      SICUREZZA SUL LAVORO

      Le parti, nel ribadire l’applicabilità dell’accordo confederale 18 novembre 1996 al settore Turismo, convengono di apportare le conseguenti modifiche allo statuto dell’ente bilaterale nazionale al fine di costituire l’apposita sezione di cui al punto 12 del citato accordo. Il testo del suddetto accordo sarà allegato al CCNL Turismo.

      CONCILIAZIONE ED ARBITRATO

      Le parti si incontreranno entro sessanta giorni per decidere le modalità di armonizzazione della disciplina contrattuale concernente la conciliazione e l’arbitrato con le disposizioni del decreto legislativo n. 80 del 1998 ed esaminare compiti, funzioni, finanziamento e regolamento di attuazione delle commissioni paritetiche e dei collegi di arbitrato.

      PREVIDENZA COMPLEMENTARE

      (1) Il presente accordo istituisce la forma pensionistica complementare per i lavoratori dipendenti da aziende del settore Turismo.

      (2) Le parti stipulanti il CCNL di cui al presente rinnovo attiveranno entro il 28-2-1999 una Commissione tecnica al fine di realizzare gli adempimenti necessari alla effettiva costituzione del fondo. Tale Commissione esaminerà, anche con riferimento alle dimensioni necessarie ad assicurare l’economicità di gestione, la possibilità di realizzare sinergie all’interno delle categorie e settori del terziario.

      (3) L’associazione al fondo dei lavoratori avverrà mediante adesione volontaria, secondo forme e modalità da definire, e potrà riguardare tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato con contratto a tempo pieno o parziale nonché i lavoratori assunti a tempo determinato con contratto di durata superiore a tre mesi, cui si applichi il CCNL per i dipendenti da aziende del settore Turismo.

      (4) Le aziende e i lavoratori associati al fondo sono tenuti a contribuire secondo le misure, i termini e le modalità di seguito elencati e che potranno essere modificati solo ad opera delle parti stipulanti il presente accordo:

        -0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) – della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del lavoratore;
        -0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) – della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del datore di lavoro;
        -3,45% della retribuzione utile per il calcolo del TFR, prelevato dal TFR maturando dal momento dell’iscrizione al fondo;
        -una quota una tantum, non utile ai fini pensionistici, da versarsi all’atto dell’iscrizione, pari a lire 30.000 di cui 23.000 a carico dell’azienda e 7.000 a carico del lavoratore.

      (5) Per i lavoratori di prima occupazione, successiva al 28 aprile 1993, è prevista l’integrale destinazione del TFR maturando dal momento dell’adesione al fondo.

      (6) Al momento dell’adesione al fondo il lavoratore può richiedere di aumentare la propria quota di contribuzione sino al 2% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.

      (7) Gli enti bilaterali del settore turismo ed i centri di servizio potranno svolgere una funzione di sensibilizzazione tra i lavoratori, anche attraverso la raccolta delle adesioni, e potranno facilitare il rapporto tra associati e il fondo attraverso l’erogazione di informazioni riguardanti le posizioni individuali degli stessi.

      (8) Restano fatte salve le eventuali analoghe iniziative adottate in materia sulla base della legislazione di Regioni a statuto speciale.

      RETRIBUZIONE

      I valori retributivi di cui all’articolo 114, comma 1 del CCNL Turismo sono incrementati nella misura di cui alla tabella A allegata.
      Resta inteso che a decorrere dal mese di gennaio 1999, l’indennità di vacanza contrattuale cessa di essere erogata.
      Il compenso orario omnicomprensivo lordo di cui all’articolo 63, comma 4, del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è rideterminato nella misura di cui alla tabella B allegata.

      Dichiarazione a verbale

      I valori in euro di cui alle tabelle allegate sono ottenuti applicando il tasso di conversione di lire 1936,27 lire per euro ed assumono valore indicativo in quanto l’arrotondamento deve essere effettuato sulla sommatoria dei diversi elementi che compongono la retribuzione lorda.

      Calcolo dei ratei

      (1) In caso di prestazione lavorativa ridotta e/o di rapporti di lavoro iniziati e/o conclusi nel corso dell’anno, ai fini della determinazione dei ratei di tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi, le frazioni di mese saranno cumulate.

      (2) La somma così ottenuta comporterà la corresponsione di un rateo mensile per ogni trenta giorni di calendario, nonché per la eventuale frazione residua pari o superiore a quindici giorni. La frazione inferiore ai quindici giorni non verrà considerata.

      (3) Resta fermo quanto stabilito dal CCNL Turismo 6 ottobre 1994 agli articoli 120 comma 3, 121 comma 5, 89 comma 2, 72 comma 9.

      VITTO ED ALLOGGIO

      (1) Con decorrenza dal 1° gennaio 1999, il prezzo del vitto e dell’alloggio per i dipendenti di aziende alberghiere è determinato come segue:

      un pranzo lire 800
      una prima colazionelire 175
      un pernottamentolire 925

      (2) A decorrere dal 1° gennaio 1999, eventuali valori del vitto e alloggio provincialmente in atto superiori a quelli di cui sopra verranno adeguati nella misura massima di lire 150 per un pranzo, di lire 25 per una prima colazione e di lire 125 per un pernottamento.
      (3) Le parti richiedono congiuntamente una modifica del decreto legislativo n. 314 del 1997 al fine di chiarire che la rilevanza ai fini fiscali e contributivi del servizio di alloggio resta commisurata ai valori convenzionali determinati con gli appositi decreti ministeriali.
      (4) Con decorrenza dal 1° gennaio 1999, il prezzo del vitto per i dipendenti dei pubblici esercizi in atto nelle varie provincie è aumentato di lire 150 a pasto.

      CONFRONTO ISTITUZIONALE

      Le parti convengono che il rafforzamento e lo sviluppo anche a livello locale della concertazione sono necessari per la crescita dell’occupazione e per garantire il rispetto dell’autonomia e l’esercizio delle responsabilità attribuite alle parti sociali ai vari livelli di competenza. In particolare, le parti promuoveranno la costituzione di tavoli triangolari di concertazione ai vari livelli per il confronto, anche preventivo, delle iniziative istituzionali, anche legislative e regolamentari, concernenti le materie che attengono ai rapporti tra le imprese ed i loro dipendenti, nonché le materie suscettibili di condizionare le condizioni di sviluppo del settore.

      CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

      Le Parti convengono di istituire una Commissione Paritetica per approfondire i temi connessi alla classificazione del personale, con particolare riferimento all’esame comparativo con la situazione in atto nei sistemi turistici dell’Unione Europea e dell’area del Mediterraneo ed alla necessità di adeguamento ai processi di trasformazione tecnologica ed organizzativa in atto. Tale Commissione elaborerà, conseguentemente, anche indirizzi per la definizione dei contenuti delle attività formative destinate agli apprendisti.

      LAVORO PARASUBORDINATO

      Le parti si incontreranno per esaminare le questioni attinenti al lavoro parasubordinato, anche al fine di verificare la possibilità di disciplinare la materia con un apposito accordo.

      AMMORTIZZATORI SOCIALI

      Le parti si incontreranno per esaminare la materia del sostegno al reddito dopo la riforma legislativa degli ammortizzatori sociali.

      AZIENDE STAGIONALI

      Le Parti, nel darsi atto che con il presente accordo sono state individuate soluzioni negoziali che tengono conto delle particolari esigenze delle aziende di stagione, ritengono comunque opportuno sviluppare ulteriormente una maggiore specializzazione dei relativi strumenti ed istituti contrattuali. A tal fine, sarà istituita un’apposita Commissione Paritetica.

      PORTI TURISTICI

      Le parti, preso atto delle problematiche indotte dall’applicazione ai porti turistici del decreto del Ministero della Marina Mercantile 2 febbraio 1982, si impegnano ad incontrarsi per esaminare la materia e formulare una proposta di soluzione volta a salvaguardare le professionalità esistenti, tenendo conto delle effettive esigenze di sicurezza sul lavoro.

      DECORRENZA E DURATA

      Il comma 1 dell’articolo 158 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 è sostituito dal seguente:

      (1) Le parti, nel riconfermare la propria adesione allo spirito del protocollo interconfederale 23 luglio 1993, con particolare riferimento a quanto dallo stesso stabilito in tema di assetti contrattuali, convengono di adottare in via eccezionale una disposizione speciale in ordine alla durata, al fine di consentire la migliore organizzazione delle attività connesse al Giubileo dell’anno 2000. Pertanto, il presente Contratto, fatte salve le specifiche decorrenze espressamente previste per i singoli istituti, decorre dal 1° luglio 1998 e sarà valido sino al 31 dicembre 2001, sia per la parte normativa che per la parte retributiva.

      Roma, 22 gennaio 1999

      TABELLA A

      £

      1 gen 1999 1 gen 2000 1 gen 2001 1 gen 1999 1 gen 2000 1 gen 2001

      personale qualificato
      a 49.875 99.750 149.625 25,76 51,52 77,27
      b 46.083 92.167 138.250 23,80 47,60 71,40
      1 43.167 86.333 129.500 22,29 44,59 66,88
      2 39.375 78.750 118.125 20,34 40,67 61,01
      3 37.042 74.083 111.125 19,13 38,26 57,39
      4 35.000 70.000 105.000 18,08 36,15 54,23
      5 32.958 65.917 98.875 17,02 34,04 51,06
      6s 31.500 63.000 94.500 16,27 32,54 48,81
      6 31.208 62.417 93.625 16,12 32,24 48,35
      7 29.167 58.333 87.500 15,06 30,13 45,19

      personale qualificato minore anni 18
      4 33.250 66.500 99.750 17,17 34,34 51,52
      5 31.310 62.621 93.931 16,17 32,34 48,51
      6s 29.925 59.850 89.775 15,45 30,91 46,36
      6 29.648 59.296 88.944 15,31 30,62 45,94
      7 27.708 55.417 83.125 14,31 28,62 42,93

      personale qualificato minore anni 16
      4 31.500 63.000 94.500 16,27 32,54 48,81
      5 29.662 59.325 88.987 15,32 30,64 45,96
      6s 28.350 56.700 85.050 14,64 29,28 43,92
      6 28.088 56.175 84.263 14,51 29,01 43,52
      7 26.250 52.500 78.750 13,56 27,11 40,67

      TABELLA B

      £

      Compenso lavoratori extra

      1 gen 1999 1 gen 2000 1 gen 2001 1 gen 1999 1 gen 2000 1 gen 2001

      4 17.875 18.486 19.402 9,23 9,55 10,02
      5 17.038 17.623 18.500 8,80 9,10 9,55
      6s 16.311 16.867 17.700 8,42 8,71 9,14
      6 16.089 16.640 17.467 8,31 8,59 9,02
      7 15.083 15.598 16.371 7,79 8,06 8,45

      Le Organizzazioni ImprenditorialiLe Organizzazioni Sindacali