TURISMO CONFESERCENTI, CCNL 6 ottobre 1994 (testo ufficiale)

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL
SETTORE TURISMO

Addì 1994 il giorno 6 del mese di ottobre, in Roma

TRA

l’ASSHOTEL Associazione Italiana Imprenditori d’Albergo – rappresentata dal
Presidente Giorgio Guerra, dal Segretario Nazionale Claudio Niola e dai
Sig.ri: Giovanni Stefanelli, Claudio Salvestrini, Gino Cecchetti, Renzo
Bini, Aldo Anfossi, Vincenzo Ricci, Ario Locci, Gabriele Bucci, Gastone
Guerrini, Nicola Genovese, Vincenzo Conticello,

la FIEPeT – Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici -
rappresentata dal Presidente Giovanni Bottino, dal Segretario Nazionale
Tullio Galli e dai Sig.ri: Ermes Anigoni, Giambruno Barbieri, Germano
Casali, Walter Giammaria, Cesare Groppi, Ivo Manecchia, Antenore
Marchesini, Sergio Pecoraro, Giovanni Stefanelli, Giuseppe Supani e
Maurizio Zanini;

l’ASSOVIAGGI – Associazione Italiana Agenzie di Viaggio e Turismo -
rappresentata dal Presidente Mario Lippi, dal Segretario Nazionale Olindo
Repetto e dai Sig.ri: Franco Montanari, Giovanni Stefanelli, Giuseppe
Scuotto, Fabio Testini, Silvana Guadimundo, Adriana Sordini, Marco Renzi,
Giulietta Baro, Mauro Giovannini, Antonio Simonetto, Roberto Martorella,
Antenore Lodovichetti, Evardo Lorenzini, Sergio Di Prospero, Roberto
Orengo, Valerio Miglioli, Vincenzo Peparello, Vincenzo Ricci;

la FIBA – Federazione Italiana Imprese Balneari – rappresentata dal
Presidente Giuseppe Ricci, dal Vice Presidente Umberto Buratti, dal
Segretario Nazionale Olindo Repetto e dai Sig.ri: Enrico Bixio, Luigi
Cafferata, Renzo Barsotti, Lino Piazza, Giambattista Nulli, Andrea Carlini,
Gino Cai, Walter Ghiselli, Angelo Mattugini, Sergio Marrai, Massimo Ronzi,
Emiliano Mancini, Giancarlo Farnetani, Stefano Paperini, Giovanni Turci,
Andrea Gasperoni,Terzo Giorgini, Mauro Sansavini, Sergio Tarroni, Paolo
Luzi Crivellini, Carmine Chiodi, Giacomo Sciarra, Franco Giorgi, Imbro
Pompei, Benito Raccichini, Fiorenzo Talamonti, Antonio Casilio, Giovanni
Scala, Mauro Pierfederici, Dino Coltrinari, Stefania Menghi, Franco
Semente, Antonio La Torre, Ciro Gorilla, Walter Porrini, Vincenzo Di
Donato, Bernardo Frontino, Domenico Barbaro, Raffaele Di Gregorio;

l’ASSOCAMPING – Associazione dei Campeggi Turistico-Ricettivi dell’aria
aperta – rappresentata dal Presidente Luigi Mantani, dal Vice Presidente
Vincenzo Amatruda, dal Segretario Nazionale Olindo Repetto e dai Sig.ri:
Pio Carfora, Claudio Gennai, Amedeo Leoncini, Franco Montanari, Tartuffo
Fioravanti, Vincenzo Peparello, Renzo Lazzi, Antonio Rizzotto, Andrea
Gallesi, Maurizio Eleuteri, Domenico Antonioli, Nicodemo Pistoia, Carlo
Alberto Ferrari, Iorio Tombesi;

CON

la partecipazione della Confederazione Italiana Esercenti Attività
Commerciali Turistiche e dei Servizi – CONFESERCENTI rappresentata dal
Presidente Guido Pedrelli, dal Segretario Generale Marco Venturi, dal Vice
Segretario Generale Gaetano Orrico, dal responsabile dell’Ufficio Politiche
del Lavoro e Contrattuali Massimiliano Marcucci, dal responsabile
dell’Ufficio Politiche Sociali Giorgio Cappelli e dai responsabili
territoriali: Terzo Marinetti,Giuseppe Tedesco, Giovanni Stefanelli, Nicola
Catozzo.

E

la Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi – FILCAMS
CGIL, rappresentata dal Segretario Generale Aldo Amoretti, dal Segretario
Aggiunto Pietro Ruffolo, dai Segretari Nazionali Renata Bagatin, Invano
Corraini Gennaro Pannozzo e Luigi Piacenti e dai componenti il Comitato
Direttivo Nazionale Sandra Ferretti, Lionello Giannini, Piero Marconi,
Manlio Mazziotta, Bruno Perin, Maria Regina Ruiz, Claudio Treves, Marco
Bertolotti, Antonio Paparatto, Cristina Ronco, Marisa Valenti, Giovanna
Vaudano, Gaetano Vazzana, Antonio Amoruso, Giovanni Baseotto, Domenico
Campagnoli, Marco Cipriano, Nadia D’Amely, Beatrice Di Bari, Patrizia
Ferrari, Renato Franchi, Adriana Freddi, Lucia Giorgi, Angioletta La
Monica, Antonio Lareno, Melissa Oliviero, Carla Pasquale, Santino
Pizzamiglio, Bruno Rastelli, Marco Vicedomini, Mauro Dassio, Carmela
Minniti, Giorgio Scarinci, Patrizia Vistori, Elsa Ruzza, Renato Zanieri,
Marina Bergamin, Loredana De Checchi, Giorgio Loro, Sandro Maccatrozzo,
Vittorio Meneghini, Giusy Muchon, Celeste Paulon, Diana Pelizza, Sandra
Veneri, Roberto Cinelli, Ezio Medeot, Denise Trevisan, Dino Bonazza, Ramona
Campari, Mauro Capacci, Dino Chieregatti, Silvano Conti, Gualtiero
Francisconi, Gabriele Guglielmi, Mirella Loisi, Patrizia Maestri, Gabriele
Marchi, Marinella Meschieri, Anna Naldi, Daniela Pellacani, Franca Rosini,
Walter Sgargi, Giulio Tiberio, Daniela Zini, Carlo Amato, Dalida Angelini,
Fabio Giunti, Paolo Graziani, Roberto Mati, Silena Menchetti, Raffaello
Nesi, Erminio Ontani, Stefania Palli, Marco Raiconi, Alessandra Salvato,
Silvano Marani, Roberto Ghiselli, Roberta Massacesi, Claudio Bazzichetto,
Orfeo Cecchini, Simona Cervellini, Antonella Chiusaroli, Luigi Corazzesi,
Fabio De Rossi, Amedeo Fileri, Simona Iovinella, Giuseppe Mancini, Carla
Matiussi, Vincenzo Quaranta, Laura Ricci, Antonio Stancampiano, Luigi
Castiglione, Domenico Troise, Alfonso Argeni, Giovanni Carpino, Antonio
Coppola, Paola Di Celmo, Carlo Frascati, Rosario Stornaiuolo, Maria
Antonelli, Giuseppe Giuri, Giuseppe Scognamillo ,Canio Cioffi, Michele
Furci, Giovanna Pellegrino, Concetta Alario, Luisa Albanella, Cono Minni,
Sante Pellegrino, Antonino Triglia, Gianni Cotzia, Rosanna Facchin, Mirto
Bassoli, Franca Bertolini, Giuseppe Di Stefano, Gabriella Fanesi, Jolanda
Fumagalli, Carla Imovilli, Giuseppe Meini, Bruno Mignucci, Alba Peruzzi,
Franca Tamburi, Andrea Vitagliano, Franco Antimi, Umberto Apicella,
Gianfranco Cococcia, Valerio Mantovani, Gaetano Morgese, Mercede Parisi,
Ladise Pastorelli, Emilia Simonetti, Antonella Sommariva, con l’intervento
della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (CGIL) rappresentata dai
Segretari Generali Alfiero Grandi e Walter Cerfeda;

la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del
Turismo – FISASCAT CISL rappresentata dal Segretario Generale Gianni
Baratta, dai Segretari Generali Aggiunti: Antonio Michelagnoli, Maria
Pantile e dai Segretari Nazionali: Luciana Cirillo, Mario Marchetti,
Pierangelo Raineri; da Salvatore Falcone dell’Ufficio Sindacale unitamente
ad una delegazione composta dai Sigg.: Piero Abrami, Attilio Albanello,
Cecilia Andriolo, Antonio Attanasio, Alberto Bizzocchi, Angelo Candido,
Rocco Carbone, Luigi Carignani, Alberto Cavalloni, Osvaldo Cecconi, Romano
Celandroni, Antonio Cinosi, Nereo Colautti, Bruno Cordiano, Franco Di
Liberto, Imma Egger, Giovanni Fabrizio, Patrizio Fattorini, Renzo Frau,
Marino Friggeri, Pietro Giordano, Mario Lapia, Calogero Lauria, Alfredo
Magnifico, Guido Malvisi, Gilberto Mangone, Enrico Mazetti, Amedeo
Meniconi, Biagio Montefusco, Ivano Morandi, Giorgio Pajaro, Marcello
Pasquarella, Gianfranco Patrignani, Ferruccio Petri, Leonardo Piccinno,
Simone Ponziani, Vincenzo Ramogida, Roberto Ricciardi, Tullio Ruffoni,
Vincenzo Sacchetta, Francesco Sanfile, Rosanna Santarello, Fausto Scandola,
Santo Schiappacasse, Rinelda Segatto, Domenico Simone, Rolando Sirni, Paola
Taddei, Mario Testoni, Giancarlo Trotta, Alessandro Varriale, Vincenzo
Vasciaveo, Laura Zerbin, con l’intervento della Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori (CISL) rappresentata dal Segretario Confederale Natale
Forlani;

la Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi – UILTuCS UIL -
rappresentata dal Segretario Generale Raffaele Vanni, dal Segretario
Generale Aggiunto Salvatore Caronia, dai Segretari Nazionali: Michele
Malerba, Pier Luigi Paolini, Virgilio Scarpellini, Parmenio Stroppa, Antonio
Zilli; dai membri del Comitato Esecutivo Nazionale: Sergio Amari, Bruno
Bettocchi, Gianni Callegaro, Renzo Canella, Grazia Chisin, Michele De
Simone, Pietro La Torre, Giulio Parisi, Giannantonio Pezzetta, Paolo Poma,
Sandro Sansone, Antonio Vargiu, Luca Visentini e da una delegazione di un
coordinamento settoriale composta da: Andreani Paolo, Babbo Gianni, Baio
Pietro, Belletti Pina, Bellocchi Marco, Boco Bruno, Boscaro Luigi, Bove
Salvatore, Broglia Roberto, Callegaro Gianni, Canella Manuela, Canepari
Giancarlo, Cardonatti Enzo, Casadei Maurizio, Ceccarelli Roberto, Celentano
Antonio, Cieri Nicola, Coppo Pietro, D’Amico Francesco, Della Maria
Roberto, Del Zotto Sergio, Di Bella Giuseppe, Diecidue Sergio, Esposito
Michele, Fanzone Salvatore, Fiorino Gabriele, Fontanella Marcello, Forgia
Giacomo, Frugiero Giuseppe, Fulciniti Caterina, Gagliardi Giuseppe, Gazzo
Giovanni, Giorgio Giovanni, Gullone Luciano, Iozzia Bartolo, Lana Venanzio,
La Via Giuseppe, Luchetti Maria Ermelinda, Manzelli Dino, Moio Giovanni,
Molin Giancarlo, Monaco Antonio, Musu Roberta, Neri Roberto, Pelegrini
Aurelio, Poma Paolo, Renna Gianluigi, Rivella Mirella, Sama Carlo,
Sagliocco Giuseppe, Scannella Pietro, Scanzio Gianni, Siciliano Rodrigo,
Siniscalchi Nunzio, Tanzi Franco, Tarantino Lorenzo, Tomasi Gianni, Valleri
Salvatorico, Venturi Gianfranco, Veronese Ivana, Votano Rocco e con la
partecipazione della UIL – Unione Italiana del Lavoro, – nella persona del
Segretario Confederale Bruno Bruni:

visto il CCNL Turismo 14 giugno 1991
nonché il relativo accordo di rinnovo del 6 ottobre 1994,
si è stipulato

Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da
aziende alberghiere, complessi turistico-ricettivi dell’aria aperta,
pubblici esercizi, stabilimenti balneari, alberghi diurni, imprese di
viaggio e turismo, di cui all’articolo 1, composto da quindici titoli, 392
articoli e 17 allegati letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti
di tutte le Organizzazioni stipulanti.

PREMESSA AL CCNL

Il Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti
contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema
produttivo del 23 luglio 1993 costituisce il quadro di riferimento sulle
cui linee le Parti confermano di sviluppare, ad ogni livello, il proprio
confronto.
Il presente Contratto ne realizza, per quanto di propria competenza, le
finalità e gli indirizzi in tema di relazioni sindacali:

- attribuendo alla autonomia collettiva una funzione primaria per la
gestione delle relazioni di lavoro mediante lo sviluppo del confronto ai
diversi livelli e con diversi strumenti, al quale le parti riconoscono un
ruolo essenziale nella prevenzione del conflitto;
- regolando l’assetto della contrattazione collettiva in funzione di una
dinamica delle relazioni di lavoro medesime tale da consentire ai
lavoratori benefici economici con contenuti non inflazionistici ed alle
imprese una gestione corretta e programmabile del costo del lavoro nonché
di sviluppare e valorizzare pienamente le opportunità offerte dalle risorse
umane;
- definendo il complesso normativo ed economico che dovrà essere assunto
come riferimento inderogabile ai fini della emanazione di un provvedimento
legislativo che garantisca l’efficacia erga omnes del sistema contrattuale.

Le Parti – nel rispetto della piena autonomia imprenditoriale e ferme
restando le rispettive distinte responsabilità e funzioni delle
organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori – hanno
inteso realizzare con il presente contratto non solamente una fase
negoziale, bensì un confronto globale teso al consolidamento ed allo
sviluppo delle potenzialità del Turismo, dandosi atto reciprocamente della
necessità di favorire lo sviluppo economico e la crescita occupazionale
mediante l’allargamento della base produttiva ed un recupero della capacità
competitiva delle imprese sui mercati internazionali.
In questo quadro, le iniziative congiunte nei confronti delle istituzioni
pubbliche saranno fondate sulla ricerca di impegni indirizzati a
riaffermare le politiche settoriali ed a consolidare il ruolo del Turismo
quale risorsa primaria del sistema produttivo nazionale, cui destinare, in
una visione globale di strategia economica e programmatoria, mezzi e
risorse congrui rispetto all’incidenza del Turismo nella formazione della
ricchezza e della occupazione del Paese.
Analogamente, le Parti convengono di mettere in atto le opportune
iniziative nei confronti della Unione Europea, al fine di utilizzare al
meglio le opportunità offerte dalla legislazione comunitaria in materia di
Turismo, ivi compreso il Turismo Sociale.
Le Parti, nel darsi atto della validità dell’assetto e della struttura
contrattuale, sono impegnate a sviluppare organicamente e a tutti i livelli
le relazioni sindacali. In questo quadro le Parti, a tutti i livelli, sono
reciprocamente impegnate ad instaurare corretti e proficui rapporti
attraverso l’approfondimento organico delle conoscenze dei problemi del
settore e la pratica realizzazione di un sistema di relazioni sindacali e
di strumenti di gestione degli accordi, anche al fine di garantire il
rispetto delle intese e sfavorire l’eventuale insorgere di conflittualità
tra le Parti. In questo senso, le Parti assegnano rilievo cruciale al
sistema degli Enti Bilaterali e dei Centri di Servizio, ai fini della
promozione e del monitoraggio di politiche attive del Mercato del Lavoro
anche con riferimento al lavoro interinale ed a nuove tipologie di rapporto
di lavoro che potranno essere individuate dalla legislazione, da adottare
tanto sul versante delle nuove forme di flessibilità, quanto per gli
aspetti che attengono alla creazione di un efficiente canale di ingresso
nel mercato del lavoro.
Le Parti concordano, inoltre, sull’esigenza di partecipare attivamente
affinché’ lo sviluppo del Dialogo Sociale, in sede comunitaria, affronti
l’analisi e l’approfondimento dei percorsi di armonizzazione delle
normative legislative in tema di rapporti di lavoro negli Stati membri, con
particolare riferimento agli strumenti di formazione nonché alla
equiparazione dei titoli professionali.
A fronte della concorde valutazione sulla necessità di politiche di
investimento, riorganizzazione e sviluppo qualificato e stabile del settore
Turismo, le Parti hanno inteso non solo concorrere ad individuare le
conseguenti normative ma, anche, realizzare un sistema di relazioni
sindacali e di informazioni coerente con le esigenze sia delle imprese sia
dei lavoratori del settore nonché funzionale alla individuazione ed alla
esaltazione delle potenzialità e degli aspetti innovativi espressi nelle
diverse tipologie settoriali ed aziendali.
Inoltre, le Parti riconoscono funzionale agli obiettivi di progresso del
settore la riforma del sistema contributivo e, nel quadro degli impegni
assunti a livello interconfederale e comunitario, riconfermano la necessità
di eliminare le sperequazioni rispetto agli altri settori produttivi, anche
al fine di attenuare il divario tra costo del lavoro e reddito disponibile.
Ai fini del processo di recupero e sviluppo di efficienza e produttività,
le Parti – ciascuna nell’ambito delle proprie possibilità e competenze -
riconoscono la necessità di porre in essere iniziative atte a rafforzare e
valorizzare il ruolo del settore Turismo nel quadro della programmazione
nazionale, anche tramite appositi provvedimenti legislativi e finanziari
tesi ad una efficace tutela dei livelli produttivi e occupazionali e il
riequilibrio delle condizioni che sfavoriscono la situazione italiana
rispetto al contesto europeo. In particolare, le Parti convengono di
elaborare interventi congiunti nei confronti del Governo al fine di non
pregiudicare le prospettive di mantenimento o di potenziale sviluppo
dell’occupazione nel Mezzogiorno d’Italia, gravemente compromesse dai
recenti provvedimenti in materia di oneri sociali.
Le Parti, inoltre – tenuto conto della specifica caratteristica di
intersettorialità del Turismo e della sua forte dipendenza dal contesto
economico contiguo con particolare riferimento alle problematiche
dell’ambiente, del trasporto, ed, in generale, delle carenze
infrastrutturali nel suo insieme, intendono promuovere ad ogni livello
iniziative idonee al fine di realizzare un quadro di riferimento economico
ed istituzionale efficace per lo sviluppo del turismo ed, in particolare,
per porre in essere condizioni omogenee rispetto agli altri settori.
In tale contesto le Parti valutano indifferibile l’adozione di strumenti e
l’impegno di risorse che consentano una organica politica di promozione del
sistema Paese adeguata rispetto al contributo offerto dal Turismo alla
formazione della ricchezza nazionale.
In questo quadro si colloca anche la necessità di riforma della disciplina
legislativa del settore ed in particolare della legge quadro sul turismo al
fine di attivare forme di sostegno e di agevolazione degli investimenti
diretti alla riqualificazione dell’offerta, dell’intermediazione turistica
nel suo complesso, all’incentivazione della domanda, allo sviluppo
dell’occupazione e della sua qualificazione.

DICHIARAZIONE SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Le Parti attribuiscono alla formazione professionale una valenza strategica
ai fini della elevazione degli standard qualitativi offerti alla clientela
e dello sviluppo delle risorse umane.
Con il presente Contratto, le Parti hanno individuato gli opportuni
strumenti normativi capaci di agevolare l’ingresso e la permanenza nel
settore dei lavoratori in possesso di specifici titoli di studio e/o di
adeguata esperienza professionale.
Nel contempo, le Parti, hanno sviluppato le possibilità di ricorso agli
istituti che agevolano la formazione professionale dei lavoratori neo
assunti e la formazione continua dei lavoratori in servizio.
Al fine di potenziare le azioni intraprese, le Parti si impegnano
congiuntamente a richiedere alle competenti istituzioni pubbliche una
maggiore e rinnovata attenzione nei confronti degli strumenti formativi
destinati al settore, con particolare riferimento all’attivazione degli
investimenti che ai sensi della legge n.236 del 1993 possono essere
realizzati per il tramite degli Enti Bilaterali.
In questo quadro, le Parti, considerata la competenza primaria assegnata
alle Regioni in materia di formazione professionale, si impegnano a
sviluppare il confronto tra gli Enti Bilaterali e gli Assessorati Regionali
alla formazione professionale al fine di realizzare le opportune sinergie
tra le rispettive iniziative.
Le Parti, infine, ritengono necessaria l’attivazione di una sede
istituzionale di confronto tra Governo e Parti sociali sul tema della
formazione professionale nel settore Turismo.

DICHIARAZIONE SULLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

Alla luce del dibattito in atto sui sistemi di previdenza integrativa le
Parti concordano di esaminare le tematiche connesse all’istituzione di un
sistema di previdenza complementare volontaria anche alla luce delle
indicazioni che potranno emergere dai confronti in atto a livello
intercategoriale. Le Parti ritengono presupposto necessario per
l’attivazione di un sistema di previdenza integrativa adeguato alle
esigenze dei lavoratori e delle aziende la sostanziale modifica del decreto
legislativo n. 124 del 1993 che, allo stato, la rende inattuabile.
Conseguentemente, verrà insediata una commissione paritetica di esperti che
esaminerà le problematiche connesse alla determinazione dell’aliquota del
T.F.R. nonché all’assistenza sanitaria. La commissione dovrà terminare i
suoi lavori entro dodici mesi dalla data di stipula del presente accordo.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Le Parti, in coerenza con quanto stabilito dal Protocollo del 23 luglio
1993, ed al fine di garantire la normalizzazione delle condizioni
concorrenziali delle aziende, richiedono al Governo l’adozione di un
provvedimento legislativo finalizzato alla generalizzazione del presente
sistema normativo contrattuale, anche con riferimento al regime
contributivo che sarà stabilito per la contrattazione di secondo livello.
Le Parti stipulanti convengono che qualsiasi riduzione di oneri o qualsiasi
trattamento di miglior favore che una delle Parti stipulanti il presente
Contratto dovesse concedere posteriormente alla stipula del presente
Contratto ad una qualsiasi altra Organizzazione, è automaticamente esteso
anche alle Parti stipulanti il presente Contratto.

PARTE GENERALE

TITOLO I
VALIDITA’ E SFERA DI APPLICAZIONE

Articolo 1

Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina i rapporti
di lavoro tra le aziende sotto indicate ed il relativo personale
dipendente:

I) AZIENDE ALBERGHIERE:
a) alberghi, hotels meuble’s, alberghi specializzati per il soggiorno degli
anziani, pensioni e locande; ristoranti, self-service, tavole calde, caffè
e bar annessi; servizio di mensa per il personale dipendente; ogni altra
attrezzatura ricettiva munita o non di licenza di esercizio alberghiero;
b) taverne, locali notturni, caffè e mescite annesse agli alberghi e
pensioni con licenze separate e con personale adibito prevalentemente ad
essi in quanto formino parte integrante del complesso dell’azienda
alberghiera e purché vi sia gestione diretta dell’albergatore;
e) ostelli; residences, villaggi turistici;
d) colonie climatiche e attività similari.

II) COMPLESSI TURISTICO – RICETTIVI DELL’ARIA APERTA:
a) campeggi e villaggi turistici non aventi caratteristiche alberghiere.

III) AZIENDE PUBBLICI ESERCIZI:
a) ristoranti, sia di tipo tradizionale che self-service, fast-foods,
trattorie, tavole calde, osterie con cucina, pizzerie, rosticcerie,
friggitorie e similari;
- piccole pensioni, locande, piccole trattorie ed osterie con cucina, che
abbiano non più di nove camere per alloggio;
b) caffè, bar, snack bar, bottiglierie, birrerie, fiaschetterie, latterie
ed ogni altro esercizio similare ove si somministrano bevande contemplate
nell’art. 23 del DM 8/5/1976;
- chioschi di vendita di bibite, gelati e simili;
- gelaterie, cremerie;
- negozi di pasticceria e confetteria, reparti di pasticceria e confetteria
annessi a pubblici esercizi;
c) locali notturni, sale da ballo e similari; sale da biliardo;
d) laboratori di pasticceria e confetteria anche di natura artigianale;
e) posti di ristoro sulle autostrade;
- posti di ristoro nelle stazioni ferroviarie (buffets di stazione), aeree,
marittime, fluviali, lacuali e piscinali; servizi di ristorazione sui
treni;
- ditte appaltatrici dei servizi di ristorazione sulle piattaforme
petrolifere;
- aziende addette alla preparazione, confezionamento e distribuzione dei
pasti (catering ed altre);
- aziende per la ristorazione collettiva (mense aziendali e simili);
- spacci aziendali di bevande (bar aziendali e simili);
f) pubblici esercizi sopra elencati annessi a stabilimenti balneari,
marini, fluviali, lacuali e piscinali, ad alberghi diurni, a palestre e
impianti sportivi.

IV) STABILIMENTI BALNEARI:
a) stabilimenti balneari marini, fluviali, lacuali e piscinali.

V) ALBERGHI DIURNI.

VI) IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO:
a) imprese di viaggi e turismo, intendendosi per tali, indipendentemente
dalla definizione compresa nella ragione sociale o indicata nella licenza
di esercizio, e dalla denominazione delle eventuali dipendenze (agenzie,
uffici, sedi, filiali, succursali, ecc.) le imprese che svolgono in tutto o
in parte le attività di cui all’articolo 9 della legge 17 maggio 1983, n.
217;
b) operatori privati, associazioni del tempo libero, culturali, religiose,
studentesche giovanili e simili, in quanto svolgano attività di
intermediazione e/o organizzazione turistica comunque esercitata.

VII) PORTI ED APPRODI TURISTICI:
a) porti turistici, approdi turistici, punti di ormeggio.

NOTA A VERBALE
Il presente Contratto si applica agli addetti alle attività non turistiche
- esempio: commerciali – svolte all’interno delle strutture ricettive e
pararicettive, alla condizione che le relative licenze siano intestate al
titolare dell’azienda turistica. Il Contratto si applica altresì ai
lavoratori di nazionalità straniera.

CHIARIMENTO A VERBALE
(1) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Alberghi" ci si è intesi riferire alle "Aziende alberghiere" di
cui al punto I dell’articolo 1.
(2) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Pubblici Esercizi" ci si è intesi riferire alle "Aziende Pubblici
Esercizi" di cui al punto III dell’articolo 1.
(3) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Agenzie di viaggio" ci si è intesi riferire alle "Imprese di
viaggi e turismo" di cui al punto VI dell’articolo 1.
(4) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Campeggi" ci si è intesi riferire ai "Complessi
turistico-ricettivi dell’aria aperta" di cui al punto II dell’articolo 1.
Le norme dell’accordo 27 marzo 1979 con il quale è stata convenuta
l’applicazione del presente Contratto al settore Campeggi hanno trovato
inserimento generale e specifico nei rispettivi istituti ed articoli del
presente testo a stampa.

Articolo 2

(1) Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in
maniera unitaria per tutto il territorio della Repubblica italiana i
rapporti di lavoro a tempo indeterminato e, in quanto compatibili con le
disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato.
(2) Esso deve essere considerato un complesso unitario ed inscindibile e
costituisce in ogni sua norma e nel suo insieme un trattamento minimo
inderogabile per i lavoratori dipendenti dalle aziende di cui al precedente
articolo i anche ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 4 della
legge 5 agosto 1978, n. 502 e successive modificazioni.
(3) Il presente Contratto sostituisce ed assorbe ad ogni effetto le norme
di tutti i precedenti Contratti Collettivi ed Accordi Speciali del settore
turistico, nonché le norme e le consuetudini locali, in quanto da esso
disciplinate, riferentisi alle medesime aziende elencate nel precedente
articolo.
(4) Per quanto non previsto dal presente Contratto valgono le disposizioni
di legge vigenti in materia.
(5) Restano salve le condizioni di miglior favore.

Articolo 3

(1) Laddove si riscontri la sussistenza di servizi organizzati in comune da
più unità aziendali aventi o meno un unico titolare od una unica ragione
sociale, il personale ivi adibito è regolamentato da tutte le norme del
presente Contratto.
(2) In tutti i casi deve trattarsi di servizi organizzati esclusivamente
per gli usi delle unità aziendali interessate e con esclusione di servizi
verso terzi.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le Parti convengono di istituire una apposita Commissione cui è demandato
il compito di individuare le opportune modalità di graduale armonizzazione
con il CCNL Turismo delle discipline contrattuali attualmente applicate
alle colonie climatiche (accordo 28 luglio 1993) ed agli approdi turistici.
La stessa commissione esaminerà inoltre l’applicazione di quanto convenuto
per le piattaforme petrolifere.

TITOLO II
RELAZIONI SINDACALI

CAPO I
LIVELLO NAZIONALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 4

(1) Le Parti, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le
prerogative proprie dell’imprenditore e quelle delle organizzazioni
sindacali, tenuto conto delle caratteristiche in cui si articola l’attività
turistica in generale, convengono sulla necessità di promuovere una
politica turistica da attuarsi avvalendosi dello strumento della
programmazione e di una correlativa legge quadro.
(2) A tal fine, annualmente in uno specifico incontro congiunto da tenersi
di norma entro il primo trimestre, le Associazioni Imprenditoriali
firmatarie comunicheranno alle Organizzazioni Sindacali nazionali dei
lavoratori dati conoscitivi concernenti le dinamiche strutturali del
settore e le prospettive di sviluppo, con particolare riferimento alle
implicazioni occupazionali.
(3) Saranno altresì oggetto di esame congiunto le iniziative di
programmazione della politica turistica nonché lo stato di attuazione della
legge quadro.
(4) In tali incontri le parti potranno adottare nei confronti dei
competenti Organi istituzionali iniziative tendenti a valorizzare una
politica attiva del lavoro, che, tenendo conto delle esigenze specifiche
del mercato e delle particolari caratteristiche strutturali del settore,
possa condurre alla realizzazione delle necessarie riforme della normativa
relativa al collocamento ed alla elevazione professionale dei lavoratori;
ciò al fine di conseguire una maggiore efficienza e funzionalità del
servizio e a sostegno dell’occupazione e della sua continuità, con
riferimento alla migliore utilizzazione degli impianti attraverso il
prolungamento della stagione derivante dalla soluzione dei problemi che ne
condizionano l’attuazione.
(5) Le parti, al fine di promuovere una maggiore garanzia dell’utenza
turistica e una più effettiva tutela dei diritti della collettività,
concordano sulla necessità di incentivare specifiche politiche di
riqualificazione del settore turistico ispirate al criterio della
salvaguardia e del recupero dell’equilibrio ambientale.
(6) Pertanto, anche in relazione al reciproco intendimento di cui alla
premessa del presente Contratto, convengono sull’opportunità di dotarsi di
strumenti che, nelle aree di spiccata vocazione turistica, consentano di
valutare – avuto anche riguardo alla necessaria salvaguardia dei beni
artistici, culturali e paesaggistici – l’impatto ambientale delle attività
produttive nel complesso dei nuovi investimenti nonché delle dotazioni
infrastrutturali, e dei loro riflessi sulla composizione e la qualità
dell’occupazione.

PARI OPPORTUNITA’

Articolo 5

(1) Le parti convengono sulla opportunità di realizzare, in attuazione
della raccomandazione CEE del 13 dicembre 1984 n. 635 e delle disposizioni
legislative in tema di parità uomo-donna, interventi che favoriscano parità
di opportunità uomo-donna nel lavoro anche attraverso attività di studio e
di ricerca finalizzate alla promozione e attivazione di azioni positive ai
vari livelli contrattuali e di confronto (nazionale, territoriale,
aziendale) a favore delle lavoratrici.

(2) Entro il 1995 verrà costituito un gruppo paritetico di lavoro per le
pari opportunità, con il compito di:
a) svolgere attività di studio e di ricerca, nell’ambito delle attività
dell’Osservatorio sul mercato del lavoro ai vari livelli, anche al fine di
acquisire elementi conoscitivi per analizzare l’andamento dell’occupazione
femminile nel settore, utilizzando a tal fine dati disaggregati per sesso,
livello di inquadramento professionale e tipologia dei rapporti di lavoro;
b) verificare la legislazione vigente e le esperienze in materia, anche
confrontandole con la situazione degli altri settori a livello nazionale e
con le altre situazioni nei paesi della Comunità Europea;
c) predisporre schemi di progetti di "Azioni Positive".

(3) L’eventuale adesione delle aziende agli schemi di progetto di
formazione professionale concordemente definiti e recepiti dalle
organizzazioni stipulanti il contratto nazionale, dei quali le parti
promuoveranno la conoscenza, costituisce titolo per la fruizione dei
benefici previsti dalle disposizioni di legge vigenti in materia.

(4) Il gruppo di lavoro di cui al secondo comma del presente articolo si
riunirà di norma trimestralmente ed annualmente riferirà sull’attività
svolta alle organizzazioni stipulanti.

ENTE BILATERALE NAZIONALE UNITARIO DEL SETTORE TURISMO

Articolo 6

(1) Le parti convengono di istituire l’Ente Bilaterale Nazionale Unitario
del Settore Turismo, regolato da apposito statuto.
(2) l’Ente Bilaterale Nazionale, nell’ambito di quanto contenuto nella
Premessa, si avvale dell’Osservatorio Nazionale di cui al successivo
articolo 7.
(3) Al fine di assicurare operatività all’Ente Bilaterale Nazionale ed agli
Enti Territoriali previsti al successivo articolo 12, costituiti con gli
scopi e le modalità tassativamente previsti dal presente Contratto, la
quota contrattuale di servizio per il relativo finanziamento è fissata
nella misura globale dello 0,40% di paga base e contingenza, di cui lo
0,30% a carico dei datori di lavoro e lo 0,10% a carico dei lavoratori. A
far data dal 1° settembre 1995, la quota contrattuale di servizio è fissata
nella misura globale dello 0,40 per cento di cui lo 0,20 per cento a carico
del datore di lavoro e lo 0,20 per cento a carico del lavoratore. Il 15%
del gettito netto globale è destinato direttamente al finanziamento
dell’Osservatorio Nazionale. Il restante 85% verrà ripartito – in ragione
della provenienza del gettito – di norma tra gli Enti Bilaterali Regionali
ed, in alternativa, tra gli Enti Bilaterali Territoriali di area omogenea
eventualmente costituiti.
(4) La riscossione della suddetta quota contrattuale sarà effettuata in
base ad apposita convenzione nazionale da stipularsi con l’INPS ai sensi
della legge n. 311 del 1973.
(5) Gli organi di gestione dell’Ente Bilaterale Nazionale Unitario saranno
composti su base paritetica tra Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e
dei datori di lavoro.
(6) L’Ente Bilaterale Nazionale istituisce al proprio interno il Comitato
di Vigilanza Nazionale con le modalità definite dallo Statuto.

CHIARIMENTO A VERBALE
Le parti confermano che nella valutazione per la definizione del costo del
rinnovo contrattuale si è tenuto conto dell’incidenza della contribuzione
per il finanziamento degli Enti Bilaterali.

OSSERVATORIO NAZIONALE

Articolo 7

(1) L’Osservatorio Nazionale costituisce lo strumento per lo studio delle
iniziative adottate dalle parti in materia di occupazione, mercato del
lavoro, formazione e qualificazione professionale.
(2) A tal fine, l’Osservatorio attua ogni utile iniziativa, e, in
particolare:
a) programma ed organizza relazioni sul quadro economico e produttivo del
settore e dei comparti e le relative prospettive di sviluppo, sullo stato e
sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e rilevazioni,
elaborando stime e proiezioni finalizzate, tra l’altro, a fornire alle
parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli incontri
annuali di informazione;
b) elabora proposte in materia di formazione e qualificazione
professionale, anche in relazione a disposizioni legislative nazionali e
comunitarie e in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti,
finalizzate altresì a creare le condizioni più opportune per la loro
pratica realizzazione a livello territoriale;
c) riceve ed elabora, a fini statistici, i dati forniti dagli Osservatori
Territoriali previsti dal successivo articolo 13 sulla realizzazione degli
accordi in materia di contratti di formazione e lavoro ed apprendistato
nonché dei contratti a termine;
d) predispone e/o coordina schemi formativi per specifiche figure
professionali, al fine del migliore utilizzo dei contratti di formazione e
lavoro;
e) riceve, anche con riferimento agli adempimenti di cui alla legge 936 del
1986 di riforma del CNEL, dalle organizzazioni territoriali gli accordi
collettivi territoriali ed aziendali curandone la raccolta.

COMMISSIONE PARITETICA NAZIONALE

Articolo 8

COMPOSIZIONE

(1) La Commissione Paritetica Nazionale dovrà essere costituita su basi
paritetiche da quattro rappresentanti della FILCAMS, quattro della
FISASCAT, quattro della UILTuCS, e da tre rappresentanti dell’ASSHOTEL, da
tre della F.I.E.P.eT., da tre dell’ASSOVIAGGI, da due della F.I.BA. e da
uno dell’ASSOCAMPING.
(2) La Commissione si articola in quattro sottocommissioni, una per gli
alberghi, una per i pubblici esercizi, una per le imprese di viaggi e
turismo, ed una per i campeggi, per la soluzione di questioni concernenti
esclusivamente i rispettivi settori.
(3) La Commissione avrà sede presso una delle Federazioni imprenditoriali.

Articolo 9

COMPITI

(1) La Commissione paritetica nazionale ha il compito di salvaguardare il
rispetto delle intese intercorse nello spirito e con le finalità di cui
alla Premessa del presente Contratto. A tal fine:
a) esamina tutte le controversie di interpretazione e di applicazione del
presente Contratto e di altri Contratti ed Accordi Nazionali di Lavoro
riguardanti i rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di
applicazione del presente Contratto Nazionale di Lavoro;
b) può proporre nel rispetto dei criteri indicati dal contratto, soluzioni
che, contemperando le diverse specificità organizzative e strutturali dei
singoli comparti, consentano, alle stesse parti stipulanti, il rispetto
degli accordi;
c) esplica forme di intervento dirette a favorire la costituzione degli
E.B.T. ove essi non siano realizzati nel termine di cui all’articolo 13.
d) esamina le vertenze collettive concernenti l’applicazione,
l’interpretazione, il rinnovo e la prima stipula degli eventuali accordi
integrativi territoriali, per le quali debba essere compiuto a richiesta
dalle Organizzazioni locali dei lavoratori e dei datori di lavoro il
secondo tentativo di conciliazione, unitamente ai rappresentanti delle
predette Associazioni locali.
(2) Le vertenze di carattere generale concernenti l’applicazione e
l’interpretazione del presente Contratto Nazionale di Lavoro e di altri
Contratti ed Accordi Nazionali riguardanti i rapporti di lavoro nelle
aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto
Nazionale di lavoro dovranno essere demandate, prima di qualsiasi azione,
all’esame della Commissione Nazionale per il tentativo di amichevole
componimento.
(3) L’Organizzazione Nazionale o Territoriale che ha promosso o intende
promuovere vertenze di cui ai precedenti capoversi, dovrà investirne la
Commissione con lettera raccomandata, fornendo ogni possibile dettaglio in
ordine all’oggetto della vertenza.
(4) La Commissione sarà formalmente convocata dalla Federazione
imprenditoriale competente entro dieci giorni dal ricevimento della
richiesta e si dovrà pronunciare nel merito entro i successivi trenta
giorni.
(5) Dovranno essere redatti e sottoscritti appositi verbali di
conciliazione o di mancato accordo per ciascuna vertenza da notificare a
tutte le parti interessate.
(6) Le funzioni di Segretario saranno svolte alternativamente, per ogni
vertenza da un rappresentante dei lavoratori e da un rappresentante dei
datori di lavoro.
(7) In caso di mancato accordo la Commissione potrà chiedere, per decisione
unanime, l’intervento del Ministero del Lavoro.

CAPO II
LIVELLO TERRITORIALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 10

(1) Annualmente, a richiesta delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori,
in appositi incontri a livello regionale, le Organizzazioni imprenditoriali
forniranno dati conoscitivi relativi ai piani di sviluppo e
ristrutturazione, articolati per settori omogenei.
(2) In tale contesto le parti effettueranno un esame congiunto dei
prevedibili effetti che le prospettive turistiche – come determinate dalle
dinamiche strutturali, dai processi di sviluppo e di ristrutturazione,
dalle ripercussioni della situazione ambientale e del territorio – potranno
avere sull’andamento globale dell’occupazione.

UTILIZZO DEGLI IMPIANTI

Articolo 11

(1) Le Organizzazioni Imprenditoriali si impegnano a contrattare a livello
regionale con le regioni e i sindacati forme di utilizzazione degli
impianti nei periodi di cosiddetta "bassa stagione" in collegamento con le
iniziative della regione, anche nel quadro delle politiche di
scaglionamento delle vacanze indicate dalle Confederazioni e dalle altre
Federazioni di categoria; a livello regionale sarà definito, mediante
trattative tra le Associazioni imprenditoriali, le regioni ed i sindacati,
un regime di bassi prezzi particolarmente nei periodi di cosiddetta "bassa
stagione" a favore di:
a) lavoratori che utilizzino i periodi feriali o svolgano periodi di cure
termali;
b) lavoratori pensionati che utilizzino periodi di riposo e di cura
termale, marina, montana, ecc.;
c) studenti che utilizzino collettivamente o con le famiglie periodi di
vacanze non estive per cure termali, marine, montane, ecc. o a scopi di
ricerca culturale;
d) lavoratori di altri paesi che tramite le regioni o gli enti turistici
confederali utilizzino periodi di vacanze o svolgano precise attività
culturali.
(2) Saranno altresì contrattate tra Associazioni Imprenditoriali, regioni e
sindacati forme di sostegno anche economico per favorire le attività di
formazione professionale.

POLITICA ATTIVA DEL LAVORO

Articolo 12

(1) Le parti, anche in relazione a quanto previsto dalla riforma del
collocamento ordinario e per gli esperimenti pilota in materia di
avviamento al lavoro, si impegnano a ricercare congiuntamente, a livello
regionale per settori o per l’intero comparto o per singole aree
subregionali, soluzioni capaci di:
a) definire la stima dei fabbisogni di mano d’opera e le esigenze relative
di qualificazione, le procedure di ricerca e disponibilità di lavoro extra
e surroga;
b) promuovere verso i terzi interessati le iniziative ritenute più idonee
al conseguimento degli obiettivi di cui al presente articolo.
(2) Sempre a livello regionale, anche per aree subregionali omogenee, le
parti si impegnano a definire attraverso specifici accordi negoziali:
a) gli interventi idonei per realizzare il controllo sociale sui programmi
di qualificazione e riqualificazione predisposti dalle Regioni anche con
riferimento a quanto previsto in materia di diritto allo studio dal comma
10 del successivo articolo 96;
b) l’accertamento delle strutture finalizzate all’addestramento
professionale, allo scopo di verificarne e migliorarne l’utilizzazione
anche attraverso la partecipazione delle stesse parti sociali alla loro
gestione;
(3) Le parti, altresì, convengono di incontrarsi anche con le Regioni per
verificare gli obiettivi di sviluppo del settore con gli obiettivi
programmatici regionali con particolare riferimento ai problemi
dell’utilizzazione degli impianti, dell’occupazione, del prolungamento
della stagione con la previsione dei relativi periodi di occupazione, della
formazione e riqualificazione professionale.
(4) Negli incontri di cui sopra le parti valuteranno altresì i problemi
derivanti dall’applicazione delle norme del contratto nazionale di lavoro
in tema di orari di lavoro e loro distribuzione, anche in rapporto alla
possibilità di modificare le norme che disciplinano gli orari di apertura e
chiusura delle attività.
(5) Le parti convengono di esaminare anche i problemi che si pongono a
livello di area turistica omogenea in rapporto alla possibilità di attuare
gli obiettivi programmatici di sviluppo e riorganizzazione del settore, del
prolungamento della stagione e dell’occupazione.

CHIARIMENTO A VERBALE
Per quanto concerne le "Imprese di Viaggi e Turismo" si precisa che per
"organizzazioni territoriali" ai fini del presente Contratto ci si intende
riferire alle strutture regionali.

ENTE BILATERALE TERRITORIALE

Articolo 13

(1) L’Ente Bilaterale per il Settore Turismo verrà costituito, di norma a
livello regionale, e sarà strutturato in base alle modalità organizzative e
funzionali tassativamente definite dalle parti a livello nazionale con
apposito statuto e regolamento (allegato C) In caso di mancato accordo,
l’Ente Bilaterale Nazionale può autorizzare in via transitoria la
costituzione di Enti Bilaterali con competenza limitata a singoli comparti
e/o a specifiche aree territoriali.
(2) Lo stesso potrà essere costituito, sulla base di accordi intervenuti
tra le parti, per singole aree omogenee subregionali.
(3) Le risorse degli Enti Bilaterali saranno, di norma, destinate alla
realizzazione delle iniziative di cui al successivo comma 6 concordate tra
le parti a livello territoriale in ragione della provenienza del gettito.
(4) L’Ente istituisce l’Osservatorio, che svolge a livello locale, le
medesime funzioni dell’Osservatorio Nazionale, realizzando una fase di
esame e di studio idonea a cogliere gli aspetti peculiari delle diverse
realtà presenti nel territorio ed a consentire la stima dei fabbisogni
occupazionali.
(5) A tal fine, l’Osservatorio:
a) programma ed organizza, al proprio livello di competenza, le relazioni
sulle materie oggetto di analisi dell’Osservatorio Nazionale inviando a
quest’ultimo i risultati, di norma a cadenza trimestrale, anche sulla base
di rilevazioni realizzate dalle Associazioni imprenditoriali in
ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 9 della legge n. 56 dell’87
e con le garanzie di riservatezza ivi previste;
b) ricerca ed elabora, a fini statistici, i dati relativi agli accordi
realizzati in materia di contratti di formazione e lavoro, di apprendistato
nonché dei contratti a termine, inviandone i risultati, di norma a cadenza
trimestrale all ‘Osservatorio Nazionale;
c) promuove iniziative di studio, analisi e ricerche sul mercato del lavoro
al fine di orientare e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro
(anche rispetto ai lavoratori extracomunitari) nonché di verificare le
esigenze di formazione e di qualificazione reclamate dalle diverse esigenze
territoriali, settoriali e/o di comparto;
d) cura la raccolta e l’invio degli accordi territoriali ed aziendali
all’Osservatorio Nazionale.
(6) L’Ente Bilaterale promuove e gestisce a livello locale:
a) iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche
in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, anche
finalizzate all’avviamento dei lavoratori che vi abbiano proficuamente
partecipato;
b) iniziative finalizzate al sostegno temporaneo del reddito dei lavoratori
coinvolti in processi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino
la cessazione e/o la sospensione dei rapporti di lavoro a tempo
indeterminato, ovvero a finanziare corsi di riqualificazione per il
personale interessato da tali provvedimenti;
c) interventi per il sostegno del reddito dei lavoratori stagionali che
partecipino ai corsi di formazione predisposti dall’Ente stesso, nonché
altri interventi di carattere sociale in favore dei lavoratori.
d) funzioni di coordinamento, vigilanza e monitoraggio dell’attività dei
Centri di Servizio in materia di mercato del lavoro.
(7) Inoltre, l’Ente Bilaterale svolge le azioni più opportune affinché
dagli Organismi competenti siano predisposti corsi di studio che,
garantendo le finalità di contribuire al miglioramento culturale e
professionale dei lavoratori favoriscano l’acquisizione di più elevati
valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche delle
attività del comparto.
(8) Laddove già esistano strumenti analoghi a quelli sopra previsti, le
parti che li hanno costituiti concorderanno le modalità per armonizzarli
con la normativa sopra specificata, ferme restando le condizioni di miglior
favore.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le quote contrattuali di servizio assicurate dalle Agenzie di Viaggio e dai
relativi lavoratori dipendenti per il finanziamento degli Enti Bilaterali,
per evidenti ragioni di congruità connesse alla particolare tipologia del
settore, saranno finalizzate ad iniziative di formazione professionale.

CENTRI DI SERVIZIO

Articolo 14

(1) L’Ente Bilaterale di norma si articola nell’ambito del territorio in
Centri di Servizio. La costituzione dei Centri di Servizio – che potrà
avvenire per l’intero settore o per singoli comparti – si realizza con
accordo specifico tra le rappresentanze locali delle rispettive
Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto. Laddove non sia
ancora istituito l’EBT, le parti potranno promuovere la costituzione dei
Centri di Servizio, d’intesa con l’Ente Bilaterale Nazionale.
(2) Il Centro di Servizio:
- cura la raccolta delle comunicazioni effettuate dalle aziende che si
avvalgano degli strumenti di cui agli articoli 63 e 64.
- assiste le imprese che ne facciano richiesta per la instaurazione dei
rapporti di lavoro di cui al terzo comma dell’articolo 23 della legge n. 56
del 1987 ricevendo a tal fine le domande dei lavoratori di cui all’articolo
63 del presente Contratto.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA TERRITORIALE

Articolo 15

(1) Alla contrattazione integrativa territoriale tra le Organizzazioni
Sindacali Territoriali delle parti stipulanti il presente Contratto
Collettivo, per la stipula di accordi integrativi sono demandate
esclusivamente le seguenti materie:
a) l’elaborazione e la definizione di schemi di convenzioni di cui
all’articolo 17 legge 28 febbraio 1987, n. 56 (allegato G) al fine della
sua concreta attuazione;
b) la definizione delle iniziative relative alle funzioni per le quali è
istituito l’Ente Bilaterale ed in particolare di quelle per la formazione e
la riqualificazione professionale, la cui attuazione è demandata all’Ente
stesso. Ciò in relazione alle concrete esigenze territoriali e dei comparti
e nell’ambito delle disponibilità esistenti. Nella definizione delle
suddette iniziative si terrà conto delle previsioni comunitarie, nazionali
e regionali in materia al fine di realizzare possibili sinergie;
c) i programmi di formazione per l’attuazione dei contratti di formazione e
lavoro di cui al presente Contratto, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 1, ultimo comma dell’Accordo Quadro sui contratti di
formazione e lavoro (allegato B), nonché specifici accordi in materia di
apprendistato relativamente alla durata dei rapporti di lavoro ed al numero
degli apprendisti in proporzione ai lavoratori qualificati anche con
riferimento a quanto previsto dall’articolo 21, quarto comma, legge 28
febbraio 1987, n. 56 (allegato G);
d) l’individuazione di peculiari qualifiche reclamate dalla specificità
delle singole aree e non riconducibili alle qualifiche previste dal
presente Contratto;
e) azioni a favore del personale femminile, in attuazione della
raccomandazione CEE, n. 635 del 13 dicembre 1984 e delle disposizioni
legislative in tema di parità uomo-donna, in coerenza con quanto convenuto
in materia a livello nazionale;
f) l’adozione di ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di
lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 76;
g) il recupero delle ore di lavoro perse per forza maggiore o periodi di
minor lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 79;
h) il superamento del limite di 90 ore annue per lavoro supplementare nel
caso di rapporti di lavoro a tempo parziale;
i) la definizione di eventuali limiti massimi della durata della
prestazione lavorativa ridotta superiori rispetto a quanto previsto
dall’articolo 54;
l) la determinazione del compenso per i lavoratori extra o di surroga
secondo quanto previsto dall’articolo 63;
m) la individuazione di ulteriori qualifiche per le quali è consentito
l’apprendistato, nonché la definizione di una maggiore durata del periodo
di apprendistato;
n) la disciplina delle modalità di svolgimento dell’apprendistato in cicli
stagionali, fermo restando quanto previsto al comma 5 dell’articolo 40;
o) la disciplina dello svolgimento del rapporto di formazione e lavoro in
cicli stagionali;
p) la definizione di ulteriori ipotesi di applicazione del primo comma
dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987 e maggiori percentuali rispetto
a quanto stabilito dal presente Contratto;
q) la definizione di meccanismi analoghi a quanto previsto dall’art. 65
volti ad agevolare ulteriormente l’inserimento dei giovani nel mercato del
lavoro;
r) la definizione di ulteriori fattispecie ed eventi similari e/o
qualifiche per le quali è consentita l’assunzione di lavoratori extra in
aggiunta rispetto a quanto previsto dall’art. 63.

(2) Alla contrattazione integrativa territoriale restano altresì demandate
le materie di cui alle disposizioni previste per ciascun comparto nella
relativa parte speciale e qui di seguito richiamate:

AZIENDE ALBERGHIERE
- Intervallo per la consumazione dei pasti (art. 80).
- Misura del risarcimento per rotture e smarrimento oggetti (art. 101);
- Regolamentazione nastro orario stagionali (art. 169);
- Contratti a termine ed aziende di stagione (artt. 174-175-176);
- Funzionamento Commissioni paritetiche (art. 241>;
- Decisioni in caso di epidemie odi altre cause di forza maggiore (art.
180).

COMPLESSI TURISTICO-RICETTIVI DELL’ARIA APERTA
- Intervallo per la consumazione dei pasti (art. 80),
- Contratti a termine ed aziende di stagione (artt. 212-217-218);
- Funzionamento Commissioni paritetiche (art. 241);
- Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (art.
223).

AZIENDE PUBBLICI ESERCIZI
- Intervallo per la consumazione dei pasti (art. 80),
- Ripartizione dell’orario giornaliero di lavoro (art. 256);
- Determinazione della percentuale di servizio e dei criteri di
ripartizione (art. 267);
- Assegnazione della percentuale di servizio per i banchetti e simili
agli interni (art. 270);
- Determinazione del compenso fisso per il servizio a domicilio e per i
banchetti (art. 273);
- Determinazione del compenso fisso ai maitres o capo camerieri (art.
276);
- Definizione delle modalità di calcolo della percentuale di servizio al
personale tavoleggiante dei locali notturni (art. 288);
- Determinazione della misura della trattenuta cautelativa (art. 253);
- Determinazione dei trattamenti integrativi salariali per i dipendenti
dalle aziende della ristorazione collettiva (art. 304);
- Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (art.
250).

STABILIMENTI BALNEARI
- Intervallo per la consumazione dei pasti (art. 80);
- Interruzione dell’orario giornaliero di lavoro (artt. 71-78-324);
- Definizione eventuali diversi sistemi di retribuzione per usi e
consuetudini locali;
- Determinazione di un’indennità per il personale assunto a tempo
determinato da corrispondersi in caso di chiusura dell’azienda per epidemie
e per altre cause similari (art. 319);
- Determinazione e applicazione della trattenuta di cui all’art. 322;
- Eventuali deroghe a quanto stabilito dall’articolo 330.

ALBERGHI DIURNI
- Intervallo per la consumazione dei pasti (art. 80);
- Determinazione della trattenuta cautelativa (art. 345);
- Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (art.
342);
- Ripartizione orario di lavoro giornaliero (art. 348).

IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO
- Funzionamento Commissioni paritetiche (art. 392).

(3) Le parti si danno atto che la contrattazione integrativa, nel rispetto
di quanto previsto al punto 3) del capitolo assetti contrattuali del
Protocollo del 23 luglio 1993, che si intende integralmente richiamato, non
potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di
contrattazione, salvo quanto espressamente stabilito dal presente
Contratto.

CHIARIMENTO A VERBALE
Fermi restando gli effetti prodotti dalla contrattazione integrativa
provinciale e regionale, cosi come previsto dagli articoli 195, 243, 308,
338 e 411 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, le parti si danno reciprocamente
atto che le relative disposizioni sono state recepite e sostituite
dall’articolo 14 del presente Contratto.

COMMISSIONI PARITETICHE TERRITORIALI

Articolo 16

(1) Le Organizzazioni Sindacali locali dei lavoratori e dei datori di
lavoro dovranno designare i propri rappresentanti effettivi e supplenti in
seno alle Commissioni Paritetiche Territoriali per la conciliazione delle
vertenze individuali e collettive composte secondo le modalità di cui ai
successivi articoli.
(2) Ferma restando la facoltà delle Organizzazioni Sindacali locali dei
lavoratori di designare i propri rappresentanti anche successivamente, la
mancata designazione dei rappresentanti da parte di qualcuna delle
Organizzazioni Sindacali locali dei lavoratori non costituirà ostacolo alla
costituzione della Commissione per la composizione delle controversie
collettive limitando i suoi effetti negativi alla istituzione della
Commissione per le vertenze individuali.
(3) Le suddette Commissioni avranno sede presso una delle Associazioni
locali degli imprenditori aderenti alle Organizzazioni Nazionali stipulanti
il presente Contratto.

PROCEDURE PER LA COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE COLLETTIVE

Articolo 17

(1) Fatte salve le diverse procedure previste in relazione ai singoli
istituti, le controversie concernenti l’interpretazione e/o l’applicazione
dei contratti e degli accordi collettivi saranno esaminate e possibilmente
risolte secondo le procedure di seguito indicate.
(2) Le valutazioni di parte aziendale e sindacale dovranno essere esaminate
dalle parti entro dieci giorni o comunque entro un termine concordato per
la ricerca di un accordo in sede aziendale.
(3) Trascorso tale termine, le parti – senza perdere la titolarità della
rappresentanza del negoziato e prima di riprendere la propria libertà
d’azione – si rivolgeranno alla Commissione di cui al successivo comma 6,
al fine di raggiungere un accordo entro i dieci giorni successivi.
(4) Le parti potranno consensualmente decidere di prorogare i termini della
discussione relativi a tali procedure.
(5) Durante lo svolgimento delle procedure concordate entro i termini
predetti, le parti non procederanno ad azioni dirette.
(6) La Commissione per la composizione delle controversie collettive è
composta da un rappresentante di ciascuna Organizzazione locale della
FILCAMS, della FISASCAT, della UILTuCS e da tanti rappresentanti
dell’Associazione locale imprenditoriale aderente all’ASSHOTEL o alla
F.I.E.P.eT. o all’ASSOVIAGGI o all’ASSOCAMPING o alla F.I.B.A. quanti sono
i rappresentanti delle predette Organizzazioni dei lavoratori.
(7) La Commissione è convocata dall’Associazione locale imprenditoriale
interessata ogni qualvolta ne sia fatta richiesta con lettera raccomandata
da una delle Parti rappresentate.
(8) La richiesta dovrà essere debitamente motivata con la precisa
indicazione dell’oggetto di controversia.
(9) La Commissione dovrà pronunciarsi entro trenta giorni dal ricevimento
della richiesta, sottoscrivendo apposito verbale in tante copie quante sono
le Associazioni locali facenti parte della Commissione, sia in caso di
composizione della vertenza, sia in caso di mancato accordo.
(10) Qualora il tentativo di conciliazione previsto abbia esito negativo, è
prescritto il secondo tentativo presso la Commissione Paritetica Nazionale
con l’intervento delle Organizzazioni che hanno esperito il primo.
(11) Anche in caso di mancato accordo per il rinnovo o la stipulazione
degli integrativi locali dovrà essere esperito un tentativo di
conciliazione tramite la Commissione Paritetica Nazionale.
(12) A tal fine le Organizzazioni locali interessate dovranno fare apposita
richiesta alla Commissione Paritetica Nazionale corredandola della copia
del verbale di mancato accordo, dal quale dovrà chiaramente risultare la
posizione delle parti nella vertenza entro e non oltre dieci giorni dalla
firma del verbale suddetto.

PROCEDURE PER LA CONCILIAZIONE DELLE VERTENZE INDIVIDUALI

Articolo 18

(1) Tutte le vertenze individuali relative all’applicazione del presente
Contratto Nazionale di lavoro e dei relativi eventuali Accordi integrativi
provinciali e di altri contratti e accordi riguardanti i rapporti di lavoro
nelle Aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto
dovranno essere demandate, prima dell’azione giudiziaria, all’esame di una
Commissione composta da un rappresentante dell’Associazione locale
imprenditoriale (ASSHOTEL o F.I.E.P.eT. o ASSOVIAGGI o ASSOCAMPING o
F.I.BA) e da un rappresentante dell’Organizzazione sindacale locale dei
lavoratori alla quale il dipendente sia iscritto od abbia conferito
mandato.
(2) La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a
richiedere il tentativo di conciliazione mediante l’Organizzazione
Sindacale alla quale sia iscritta od abbia conferito mandato, che deve a
sua volta denunciare la controversia all’Organizzazione locale che
rappresenta la controparte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di
ritorno contenente gli elementi essenziali della controversia stessa.
(3) Qualora il tentativo di conciliazione sia richiesto da un datore di
lavoro, l’Associazione locale imprenditoriale ne darà comunicazione con
lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al prestatore di lavoro
invitandolo a designare, entro Otto giorni dalla data di ricevimento della
comunicazione, l’Organizzazione Sindacale dei lavoratori che dovrà
assisterlo.
(4) Ricevuta la richiesta o la segnalazione, l’Associazione locale
imprenditoriale provvederà a convocare presso la propria sede la
commissione per esperire il tentativo di amichevole componimento, che dovrà
esaurirsi entro il termine di trenta giorni e comunque senza pregiudicare i
termini di prescrizione previsti dal Codice Civile.
(5) Dell’esame di ogni vertenza dovrà essere redatto verbale sia nel caso
di composizione della stessa, sia nel caso di mancato accordo facendo
risultare gli estremi della conciliazione o del mancato accordo.
(6) I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque
copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai
rappresentanti delle rispettive Associazioni. Copia del verbale sarà
inviata dalla locale Associazione Imprenditoriale all’Ufficio del Lavoro
competente per territorio per gli effetti dell’articolo 12 della legge 22
luglio 1961, n. 628, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione
delle vertenze di lavoro da parte dei predetti uffici. Le altre copie
resteranno a disposizione delle parti interessate e delle rispettive
Organizzazioni Sindacali.

FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 19

A) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale di cui
all’art. 8 e delle Commissioni Paritetiche Territoriali di cui all’articolo
16 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno assicurate dalle
Organizzazioni nazionali stipulanti ciascuna per la parte di propria
competenza.
B) (1) Per la pratica realizzazione di quanto previsto dalla lettera
precedente, con riferimento al finanziamento delle spese della Commissione
Nazionale, nonché per le altre attività svolte in materia di rapporti di
lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza delle loro
strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei datori di lavoro,
viene posto in riscossione un contributo di assistenza contrattuale
denominato CO.RE.SI a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori.
(2) La parte del contributo a carico dei datori di lavoro è di competenza
di ASSHOTEL, F.I.E.P.eT., ASSOVIAGGI, ASSOCAMPING e F.I.BA., mentre la
parte a carico dei lavoratori è di competenza delle Organizzazioni
Nazionali dei lavoratori stipulanti.
C) Il CO.RE.SI. sarà riscosso per il tramite di un Istituto previdenziale o
assistenziale in applicazione della legge 4 giugno 1973, n. 311 e
successive integrazioni.
D) Il CO.RE.SI. di cui alla lettera B) dovrà essere calcolato mediante
l’applicazione sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti,
delle aliquote percentuali appresso indicate:
a) l’aliquota del contributo CO.RE.SI. a carico dei datori di lavoro e di
pertinenza ASSHOTEL, F.I.E.P.eT., ASSOVIAGGI, ASSOCAMPING e F.I.BA. è
compresa nei contributi associativi;
b) l’aliquota a carico dei lavoratori e di pertinenza delle Organizzazioni
Sindacali dei lavoratori stipulanti è fissata nella misura dello 0,10%.
E) (1) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro
dipendenti il contenuto del presente capo.
(2) Le operazioni relative al calcolo ed alla raccolta del contributo a
carico dei lavoratori saranno effettuate mediante trattenuta dei datori di
lavoro, da annotarsi sulla busta paga nei confronti di tutti i lavoratori
compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto ad eccezione di
quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di singola
dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia entro e
non oltre il periodo immediatamente successivo all’assunzione.
(3) Una copia sarà conservata dal datore di lavoro e l’altra sarà trasmessa
alla commissione locale per le vertenze di lavoro presso l’ASSHOTEL,
F.I.E.P.eT., ASSOVIAGGI, ASSOCAMPING o F.I.BA..
(4) Le norme di cui alla lettera A) fanno parte integrante del presente
Contratto e non possono subire deroghe nei confronti dei soggetti ai quali
il Contratto stesso si applica.
F) L’ammontare dei contributi previsti dalla lettera B) (1) sarà versato
dai datori di lavoro all’Ente Esattore unitamente ai contributi
obbligatori, utilizzando i moduli di versamento alle rispettive voci
specificatamente previste per la quota a carico dei datori di lavoro e per
la quota a carico dei lavoratori.

CAPO III
LIVELLO AZIENDALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 20

(1) Le imprese turistiche di particolare importanza nell’ambito del
settore, distribuite in più esercizi dislocati in più zone del territorio
nazionale o regionale ed aventi rilevante influenza nel settore turistico
in cui operano, in quanto strategicamente collegate alle esigenze di
sviluppo dell’economia nazionale e regionale, e le aziende che occupino
oltre 100 dipendenti, forniranno a richiesta delle parti, di norma
annualmente in un apposito incontro, alle Organizzazioni Sindacali
competenti, nazionali, regionali o territoriali, informazioni sulle
prospettive aziendali e su eventuali programmi che comportino nuovi
insediamenti.
(2) Nel corso di tale incontro le Organizzazioni Sindacali verranno
informate delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sui
criteri della loro localizzazione, sugli eventuali problemi della
situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione e alla
mobilità del personale.
(3) Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori verranno informate
preventivamente delle eventuali modifiche ai piani già esposti e che
comportino sostanzialmente variazioni dei livelli occupazionali.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA AZIENDALE

Articolo 21

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, la contrattazione integrativa aziendale è
ammessa nelle aziende che occupino più di 15 dipendenti, limitatamente alle
seguenti materie:
a) qualifiche esistenti in azienda non equiparabili a quelle comprese nella
classificazione del presente contratto;
b) ambiente di lavoro e tutela della salute e dell’integrità fisica dei
lavoratori nell’ambito delle norme dell’articolo 9 della legge 20 maggio
1970, n.300;
c) elementi economici integrativi di cui al primo comma, lettera a)
dell’articolo 122.
d) Distribuzione degli orari, dei turni di lavoro, degli eventuali riposi
di conguaglio;
e) articolazione dei turni di riposo settimanale nelle aziende che non
attuano la chiusura settimanale obbligatoria a turno ai sensi di legge;
f) eventuale istituzione del lavoro a turno intendendosi per tale il lavoro
prestato in uno dei tre o più turni giornalieri avvicendati nell’arco delle
24 ore;
g) diverse modalità di godimento dei permessi conseguenti alla riduzione
dell’orario di lavoro annuale di cui all’articolo 72 reclamate da
particolari esigenze produttive aziendali;
h) ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro
settimanale normale rispetto a quanto previsto all’articolo 76;
i) diverse regolamentazioni dell’orario annuo complessivo di cui
all’articolo 77.

(2) La contrattazione avverrà tra l’azienda e le strutture sindacali
aziendali dei lavoratori con l’intervento delle Organizzazioni stipulanti
il presente Contratto ai relativi livelli di competenza.
(3) Le parti si danno atto che la contrattazione integrativa, nel rispetto
di quanto previsto al punto 3) del capitolo assetti contrattuali del
Protocollo del 23 luglio 1993, che si intende integralmente richiamato, non
potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di
contrattazione, salvo quanto espressamente stabilito dal presente
Contratto.

CAPO IV
ATTIVITA’ SINDACALE

DELEGATO AZIENDALE

Articolo 22

(1) Nelle imprese da 11 e sino a 15 dipendenti, le Organizzazioni Sindacali
stipulanti possono nominare congiuntamente un solo Delegato aziendale, su
indicazione dei lavoratori, con compiti di intervento presso il datore di
lavoro per l’applicazione del Contratto e delle leggi sul lavoro.
(2) Il licenziamento di tale Delegato per motivi inerenti all’esercizio
delle sue funzioni è nullo ai sensi della legge.

DIRIGENTI SINDACALI

Articolo 23

(1) Agli effetti di quanto stabilito negli articoli seguenti sono da
considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:
a) di Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle
Organizzazioni Sindacali dei lavoratori stipulanti il presente Contratto;
b) di Rappresentanze Sindacali Unitarie costituite ai sensi dell’accordo
interconfederale dell’otto giugno 1995. (allegato Q).

(2) L’elezione dei lavoratori e dei dirigenti sindacali deve essere
comunicata dalla Organizzazione sindacale di appartenenza per iscritto con
lettera raccomandata all’impresa e alla rispettiva Organizzazione dei
datori di lavoro.
(3) Il licenziamento o il trasferimento da un’unità produttiva ad un’altra
dei lavoratori che abbiano la qualifica di dirigenti sindacali, per tutto
il periodo in cui essi ricoprono la carica e fino a tre mesi dopo la
cessazione della stessa, deve essere motivato e non può essere originato da
ragioni inerenti all’esercizio della carica ricoperta.
(4) Il mandato di delegato aziendale di cui all’articolo 22 e di dirigente
sindacale di cui alla lettera b) del primo comma del presente articolo
conferito ai dipendenti assunti a tempo determinato non influisce sulla
specialità del rapporto di lavoro e pertanto si esaurisce con lo scadere
del contratto a termine.
(5) Fermo restando che la data di svolgimento delle elezioni dovrà essere
concordata tra direzione aziendale e il comitato elettorale, possono essere
candidati per l’elezione delle RSU i lavoratori stagionali il cui contratto
di assunzione preveda, alla data di svolgimento delle elezioni, una durata
residua del rapporto di lavoro non inferiore a tre mesi.
(6) Nelle aziende stagionali, ferma restando la durata triennale delle RSU,
gli eletti che vengano nuovamente assunti nella stagione successiva
all’elezione riassumono la carica, con decorrenza dal momento in cui
sussistono i presupposti numerici di cui all’articolo 2 dell’accordo
interconfederale 8 giugno 1995 (allegato Q).

PERMESSI SINDACALI

Articolo 24

(1) I componenti dei Consigli o Comitati di cui alla lettera a) del primo
comma dell’articolo 23 nella misura di uno per esercizio e per ogni
Organizzazione Sindacale stipulante, hanno diritto ai permessi o congedi
retribuiti necessari per partecipare alle riunioni degli organi suddetti,
nelle misure massime appresso indicate:
a) 24 ore per anno nelle aziende con un numero di dipendenti non inferiore
a 6 ma non superiore a 15;
b) 70 ore per anno nelle aziende con oltre 15 dipendenti.

(2) Per le Imprese di Viaggi e Turismo i permessi o congedi retribuiti
vanno concessi, indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati
nell’azienda, nella misura massima di settanta ore per anno.

Articolo 25

(1) I componenti delle rappresentanze sindacali unitarie di cui alla
lettera b) dell’articolo 23 hanno diritto, per l’espletamento del loro
mandato, a permessi retribuiti.
(2) Il diritto riconosciuto al comma precedente spetta:
a) 3 componenti per la R.S.U. costituita nelle unità produttive che
occupano fino a 200 dipendenti;
b) 3 componenti ogni 300 o frazione di 300 dipendenti nelle unità
produttive che occupano fino a 3000 dipendenti;
c) 3 componenti ogni 500 o frazione di 500 dipendenti nelle unità
produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui alla
precedente lettera b).

(3) I permessi di cui al presente articolo saranno pari a 8 ore mensili
nelle imprese di cui alle lettere b) e c) del comma precedente; nelle
imprese di cui alla lettera a) del comma precedente, i permessi saranno di
i ora all’anno per ciascun dipendente.
(4) Il lavoratore che intenda esercitare il diritto di cui al primo comma
deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 24 ore
prima, tramite i competenti organismi delle rispettive Organizzazioni
Sindacali.

Articolo 26

(1) I Dirigenti sindacali aziendali di cui al precedente articolo hanno
diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative
sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non
inferiore a 8 giorni all’anno.
(2) I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma
precedente devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola
tre giorni prima tramite i competenti organismi delle rispettive
Organizzazioni Sindacali.
(3) I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento Nazionale o di
Assemblee regionali ovvero chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive
possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per
tutta la durata del loro mandato; la medesima disposizione si applica ai
lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali.

DIRITTO DI AFFISSIONE

Articolo 27

(1) E’ consentito ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle
Organizzazioni firmatarie del presente Contratto di far affiggere in
apposito albo comunicazioni a firma dei Segretari responsabili dei
Sindacati medesimi in luogo non accessibile alla clientela.
(2) Le anzidette comunicazioni dovranno riguardare argomentazioni sindacali
attinenti al rapporto di lavoro.
(3) Le copie delle comunicazioni di cui sopra dovranno essere
contemporaneamente consegnate alla Direzione dell’esercizio.

ASSEMBLEA

Articolo 28

(1) Nelle unità aziendali ove siano occupati più di 15 dipendenti, i
lavoratori hanno diritto di riunirsi fuori dell’orario di lavoro in
assemblee indette dalle Organizzazioni Sindacali singolarmente o
congiuntamente, presso l’unità aziendale in cui prestano la loro opera, in
locale messo a disposizione dal datore di lavoro, con ordine del giorno su
materie di interesse sindacale e del lavoro, secondo l’ordine di precedenza
delle convocazioni.
(2) La convocazione dovrà essere comunicata alla direzione dell’impresa con
sufficiente anticipo e con l’indicazione dell’ordine del giorno.
(3) I lavoratori hanno anche diritto a partecipare alle assemblee durante
l’orario di lavoro fino a 10 ore all’anno normalmente retribuite.
(4) Le riunioni possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di
essi. Ad esse possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro,
dirigenti esterni dei sindacati.
(5) Le riunioni non potranno superare, singolarmente, le tre ore di durata.
(6) Le ulteriori modalità per lo svolgimento delle assemblee sono
concordate in sede aziendale, tenendo conto dell’esigenza di garantire in
ogni caso la regolare funzionalità delle aziende, in considerazione delle
loro finalità ricettive e di pubblica utilità. Va altresì assicurata la
sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti e delle
attrezzature e il servizio di vendita al pubblico.

REFERENDUM

Articolo 29

Il datore di lavoro deve consentire, nelle aziende con più di 15
dipendenti, lo svolgimento dell’orario di lavoro di referendum, sia
generali che per categorie, su materie inerenti l’attività sindacale,
indetti dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria tra i lavoratori, con
diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti all’unità
aziendale e alla categoria particolarmente interessata.

NORME GENERALI

Articolo 30

Per quanto non previsto espressamente dal presente Contratto in materia di
esercizio dell’attività sindacale e di tutela dei dirigenti sindacali si
rinvia alla legge 20 maggio 1970, n. 300 (allegato I) ed all’accordo
interconfederale 8 giugno 1995 (allegato Q).

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le parti costituiranno una Commissione Paritetica che esaminerà le
problematiche relative alla direttiva dell’Unione Europea concernente
l’istituzione di una procedura per l’informazione e la consultazione dei
lavoratori nelle imprese di dimensioni comunitarie.

NORMA TRANSITORIA

Articolo 31

Sino alla costituzione delle R.S.U. continuano a trovare applicazione le
norme del CCNL Turismo 14 giugno 1991 riferite alle rappresentanze
sindacali aziendali.

CONTRIBUTI ASSOCIATIVI

Articolo 32

(1) L’Azienda provvederà alla trattenuta del contributo associativo
sindacale nella misura dell’1% della paga base e contingenza in atto dal 1°
gennaio di ciascun anno e per quattordici mensilità ai dipendenti che ne
facciano richiesta mediante consegna di una lettera di delega debitamente
sottoscritta dal lavoratore.
(2) La lettera di delega conterrà l’indicazione delle modalità di
versamento a cui l’azienda dovrà attenersi.
(3) L’azienda trasmetterà mensilmente l’importo della trattenuta al
Sindacato di spettanza.

TITOLO III
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 33

I lavoratori sono inquadrati nella classificazione unica articolata su
dieci livelli professionali di cui due relativi alla categoria quadri ed
altrettanti livelli retributivi ai quali corrispondono le seguenti
declaratorie.

DECLARATORIE

Articolo 34

AREA QUADRI
Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli
6 e 34 del R.D.L. n. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio o di adeguata formazione, preparazione professionale
specialistica. Conseguentemente rientrano in quest’area, per le
corrispondenze delle declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche
riportate per ciascun comparto nella parte speciale del presente contratto.

QUADRO A
Appartengono a questo livello della categoria quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’azienda.

QUADRO B
Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa.

LIVELLO PRIMO
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda.

LIVELLO SECONDO
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale.

LIVELLO TERZO
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisiti mediante approfondita preparazione teorica e/o
tecnico-pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche
professionali di cui ai punti precedenti, hanno anche delle responsabilità
di coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori.

LIVELLO QUARTO
Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite.

LIVELLO QUINTO
Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro.

LIVELLO SESTO SUPER
Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità.

LIVELLO SESTO
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali.

LIVELLO SETTIMO
Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Le Parti demandano all’Osservatorio Nazionale il compito di approfondire i
temi connessi alla classificazione del personale, con particolare
riferimento all’esame comparativo con la situazione in atto nei sistemi
turistici dell’Unione Europea e dell’area del Mediterraneo ed alla
necessità di adeguamento ai processi di trasformazione tecnologica ed
organizzativa in atto. I risultati di tale approfondimento dovranno essere
portati a conoscenza delle parti stipulanti il CCNL Turismo sei mesi prima
della scadenza relativa alla parte normativa.

Articolo 35

(1) L’inquadramento dei lavoratori è effettuato secondo le declaratorie
generali, qualifiche e profili professionali, laddove espressamente
indicati, come risultano dalla classificazione del personale riportata
nella parte speciale del presente Contratto distinta per ciascun comparto.
(2) Nel caso in cui dovessero identificarsi, a livello territoriale,
mansioni non riconducibili alle qualifiche previste, l’inquadramento sarà
esaminato, sulla base delle declaratorie, dalle competenti Organizzazioni
territoriali ed in caso di mancata soluzione la questione sarà demandata
alle rispettive Organizzazioni Nazionali.
(3) Salvo le materie espressamente modificate dal presente Contratto, la
nuova classificazione unica non modifica le norme contenute nel Contratto
di lavoro 16 marzo 1972 per le aziende alberghiere, nel Contratto nazionale
di lavoro 13 marzo 1970 per le aziende pubblici esercizi, nel Contratto
nazionale di lavoro 14 giugno 1971 per le imprese di viaggi e turismo, nel
Contratto nazionale di lavoro 26 giugno 1974 per gli stabilimenti balneari,
nonché nei rispettivi contratti nazionali di lavoro precedenti per i
relativi periodi in vigore riguardanti i diversi trattamenti del personale
con mansioni impiegatizie e del personale con mansioni non impiegatizie
(allegato S).
(4) I diversi trattamenti di cui al precedente capoverso conservano la loro
efficacia sia nell’ambito di ciascun istituto e delle singole norme che
nell’ambito dell’intero Contratto.
(5) La nuova classificazione non modifica inoltre la sfera di applicazione
di leggi) regolamenti e norme amministrative che comportano
differenziazioni tra mansioni impiegatizie e mansioni non impiegatizie
richiamate e non richiamate nei contratti nazionali di lavoro sopra citati,
quali il trattamento per richiamo alle armi, l’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro ed ogni altra norma in vigore od emananda.
(6) Con riferimento a quanto precede, per i dipendenti da Alberghi Diurni e
da Campeggi si fa riferimento, ai fini dei diversi trattamenti previsti dai
precedenti contratti e dalla legge per il personale con mansioni
impiegatizie e per il personale con mansioni non impiegatizie, alla
classificazione di cui all’allegato S del presente Contratto.
(7) Le parti stipulanti si danno reciprocamente atto che quanto sopra ha
rappresentato il comune presupposto per la stipulazione delle norme di
classificazione unica: pertanto eventuali azioni giudiziarie intese ad
ottenere l’estensione dei trattamenti normativi ed economici oltre i limiti
stabiliti nella presente sede di contrattazione e sopra indicati, avranno
come conseguenza l’automatico e corrispettivo scioglimento delle
Organizzazioni Imprenditoriali firmatarie e con esse delle aziende
rappresentate dalle obbligazioni in tale presupposto assunte.

PASSAGGI DI QUALIFICA

Articolo 36

Prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato
assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore che abbia
successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime
effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel
caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al
trattamento corrispondente all’attività svolta; l’assegnazione stessa
diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione
di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un
periodo non superiore a tre mesi.

MANSIONI PROMISCUE

Articolo 37

In caso di mansioni promiscue si farà riferimento all’attività prevalente,
tenendo conto di quella di maggior valore professionale, sempre che venga
abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di addestramento
e non abbia carattere accessorio o complementare.

TITOLO IV
MERCATO DEL LAVORO

PREMESSA

Le Parti, in specifica considerazione delle caratteristiche proprie del
settore turistico, riconoscono concordemente la necessità di utilizzare
tutte le opportunità offerte dalla normativa vigente ed in corso di
emanazione al fine di promuovere e potenziare le occasioni di impiego
nonché di pervenire ad un migliore utilizzo degli impianti e delle
attrezzature anche facilitando il prolungamento delle fasi stagionali ed
una ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane.
In particolare le Parti confermano la validità, in aggiunta al contratto a
tempo indeterminato, di altri strumenti quali l’apprendistato, il contratto
formazione-lavoro, il contratto di inserimento, il contratto a termine, il
lavoro extra, il contratto a tempo parziale nonché le altre tipologie di
rapporti di lavoro che saranno individuate dalla legislazione.
In questo quadro le Parti si impegnano a facilitare l’incontro tra domanda
ed offerta di lavoro nelle diverse tipologie anche tramite gli Enti
Bilaterali cui, a tal fine demandano funzioni di monitoraggio e di
coordinamento dell’attività dei Centri di Servizio in materia di Mercato
del Lavoro.

CAPO I
APPRENDISTATO

ASSUNZIONE DELL’APPRENDISTA

Articolo 38

(1) Nei casi in cui l’apprendistato è ammesso dalla legge, possono essere
assunti come apprendisti giovani di età non inferiore ai 15 anni e non
superiore ai 20, fatto salvo quanto disposto dalla legge in materia di età
minima per l’ammissione al lavoro nelle attività non industriali e per i
lavori leggeri (D.P.R. 4 gennaio 1971, n. 36).
(2) Restano ferme le limitazioni ed i divieti della legge sul lavoro per le
donne, gli adolescenti e i fanciulli.

Articolo 39

(1) L’aspirante apprendista deve essere in possesso:
- del certificato comprovante l’adempimento dell’obbligo scolastico;
- del certificato medico attestante che le condizioni fisiche
dell’apprendista ne consentano la sua occupazione nel lavoro per il quale
deve essere assunto;
- del certificato di iscrizione nelle liste di collocamento.
(2) Per l’assunzione di apprendisti il datore di lavoro deve ottenere
l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente,
cui dovrà precisare le condizioni della prestazione richiesta agli
apprendisti, il genere di addestramento al quale saranno adibiti e la
qualifica che essi potranno conseguire al termine del rapporto.

DURATA E QUALIFICHE DELL’APPRENDISTATO

Articolo 40

(1) Le qualifiche per le quali è consentito l’apprendistato sono stabilite
per ciascun comparto dalle apposite norme contenute nella parte speciale
del presente Contratto.
(2) Con decorrenza dal 30 settembre 1994 la durata dell’apprendistato,
salvo le maggiori misure concordate a livello territoriale per eventuali
qualifiche specifiche, è fissata in tre anni per tutti i comparti.
(3) Inoltre, le Parti, tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione
professionale necessario per l’espletamento delle relative mansioni,
convengono di elevare a quattro anni la durata dell’apprendistato per le
qualifiche specificate per ciascun comparto nella relativa parte speciale.
(4) Per gli apprendisti assunti prima del 30 settembre 1994 valgono le
precedenti disposizioni in materia di durata.
(5) In attesa della definizione a livello territoriale della disciplina
dell’apprendistato in cicli stagionali, è comunque consentito articolare lo
svolgimento dell’apprendistato in più stagioni, nell’ambito di una
distribuzione dei diversi periodi di lavoro comunque ricompresa in un
periodo di quarantotto mesi di calendario.
(6) Con riferimento ai limiti di età per la quale è ammesso
l’apprendistato, le parti si impegnano, previe intese territoriali e/o
aziendali, a svolgere le opportune azioni di competenza dirette ad
estendere anche al settore delle agenzie di viaggio quanto previsto al
quinto comma dell’articolo 21 della legge n. 56 del 1987 per le qualifiche
ad alto contenuto professionale.

Articolo 41

I periodi di servizio prestato in qualità di apprendista presso più datori
di lavoro, si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo
di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno
e purché si riferiscano alle stesse attività. Ai fini della idoneità’ o
meno dell’apprendista alla qualifica professionale che ha formato oggetto
dell’apprendistato si fa riferimento alle norme di legge.

PERIODO DI PROVA

Articolo 42

(1) La durata del periodo di prova per gli apprendisti è fissata in 25
giorni di effettiva presenza al lavoro.
(2) Durante il periodo di prova è reciproco il diritto di risolvere il
rapporto senza preavviso e con diritto al trattamento di fine rapporto.

Articolo 43

(1) Il numero di apprendisti nelle singole imprese non potrà superare la
proporzione di un apprendista ogni due lavoratori qualificati,
comprendendo in tale numero anche quelli che appartengono a categorie per
le quali l’apprendistato non è ammesso. Le frazioni di unità si computano
per intero.
(2) L’imprenditore che non ha alle proprie dipendenze lavoratori
qualificati o specializzati, o ne ha meno di due, può assumere apprendisti
in numero non superiore a due.

ORARIO DI LAVORO

Articolo 44

(1) L’orario di lavoro per gli apprendisti di età superiore a 15 anni non
può superare le 8 ore giornaliere e 40 ore settimanali e le 7 ore
giornaliere e 35 settimanali per gli apprendisti di età compresa tra i 14 e
i 15 anni.
(2) È vietato adibire al lavoro gli apprendisti fra le ore 22 e le ore 6.
(3) Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, secondo e terzo comma
della legge 19 gennaio 1955, n. 25, viene stabilito in 96 ore annue,
ripartite in 3 ore settimanali, il numero delle ore destinate
all’insegnamento complementare, che sono computabili agli effetti
retributivi e dei limiti di orario giornaliero e settimanale precisati nei
commi precedenti.
(4) L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo
stesso trattamento normativo previsto dal presente Contratto per i
lavoratori della qualifica per la quale egli compie il tirocinio.

OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Articolo 45

(1) Il datore di lavoro ha l’obbligo:
a) di impartire o di fare impartire nella sua impresa, all’apprendista alle
sue dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la
capacità di diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo né in
genere a quelle a incentivo;
c) di non adibire l’apprendista a lavori di manovalanza o di produzione in
serie e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze
fisiche e che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il
quale è stato assunto;
d) di accordare i permessi necessari per gli esami relativi al
conseguimento dei titoli di studio;
e) di informare periodicamente, e comunque a intervalli non superiori a sei
mesi, la famiglia dell’apprendista o chi esercita legalmente la patria
potestà, dei risultati dell’addestramento.

(2) Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c), non sono
considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle
quali l’addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato
sotto la cui guida l’apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto
di lavoro, e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino,
sempre che lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni
caso, rilevante in rapporto ai compiti affidati all’apprendista.

OBBLIGHI DELL’APPRENDISTA

Articolo 46

(1) L’apprendista deve:
a) seguire le istruzioni del datore di lavoro o della persona da questi
incaricata della sua formazione professionale e seguire con massimo impegno
gli insegnamenti che gli vengono impartiti;
b) prestare la sua opera con la massima diligenza;
c) frequentare con assiduità e diligenza i corsi di insegnamento
complementare; d) osservare le norme disciplinari generali previste dal
presente Contratto e le norme contenute negli eventuali regolamenti interni
di impresa, purché questi ultimi non siano in contrasto con le norme
contrattuali e di legge.

(2) L’apprendista è tenuto a frequentare i corsi di cui alla lettera c) del
presente articolo, anche se in possesso del titolo di studio, ove la
frequenza stessa sia ritenuta opportuna dal datore di lavoro.

Articolo 47

(1) Al termine del periodo di apprendistato, al lavoratore che venga
confermato in servizio viene attribuita la medesima qualifica per la quale
si era svolto l’apprendistato.
(2) Qualora, alla scadenza del periodo di apprendistato, un apprendista non
venga confermato in servizio, il datore di lavoro non potrà assumere,
nell’anno successivo, un altro apprendista in sua sostituzione.
(3) Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano in caso di
dimissioni o di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.
(4) I benefici contributivi previsti dalla legge 19 gennaio 1955 n. 25, e
successive modificazioni ed integrazioni, in materia di previdenza ed
assistenza sociale, sono mantenuti per un anno dopo la trasformazione del
rapporto a tempo indeterminato.

CONCLUSIONE DEL RAPPORTO

Articolo 48

(1) Il rapporto di apprendistato si estingue con l’esito positivo delle
prove di idoneità previste dall’articolo 18 della legge 19 gennaio 1955, n.
25 e dagli articoli 24 e 25 del Regolamento approvato con DPR 30 dicembre
1956, n. 1668 e comunque con la scadenza del termine della durata
complessiva dell’apprendistato, salvo il minor periodo di cui all’articolo
42 per i casi in esso contemplati.
(2) Agli effetti di quanto previsto nel comma precedente, hanno diritto in
ogni caso di essere ammessi a sostenere le prove di idoneità gli
apprendisti dei pubblici esercizi e degli alberghi diurni che abbiano
compiuto i 18 anni di età ed i 2 anni di addestramento pratico.
(3) Le modalità di esecuzione delle prove pratiche saranno concordate tra
le Organizzazioni Sindacali provinciali interessate e gli Enti e Uffici
preposti all’istruzione professionale.
(4) Il datore di lavoro è tenuto a comunicare entro dieci giorni al
competente Ufficio di Collocamento i nominativi degli apprendisti ai quali
sia stata attribuita la qualifica, nonché i nominativi di quelli che,
avendo compiuto il diciottesimo anno di età ed effettuato un biennio di
addestramento pratico nei pubblici esercizi ed alberghi diurni, o avendo
comunque compiuto l’intero periodo di apprendistato previsto dal presente
Contratto, non abbiano conseguito la qualifica.
(5) Il datore di lavoro è tenuto a comunicare all’Ufficio di Collocamento i
nominativi degli apprendisti di cui per qualunque motivo sia cessato il
rapporto di lavoro, entro il termine di cinque giorni dalla cessazione
stessa.

RETRIBUZIONE DEGLI APPRENDISTI

Articolo 49

(1) La retribuzione degli apprendisti è determinata con riferimento alla
normale retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello, secondo le
seguenti proporzioni:
I anno 75%
II anno 80%
III anno 85%
IV anno 90%

(2) Restano salve le condizioni di miglior favore conseguite dagli
apprendisti assunti prima del 30 settembre 1994.

Articolo 50

Per quanto non previsto dal presente Capo in materia di apprendistato e di
istruzione professionale, valgono le disposizioni del presente Contratto
nonché le disposizioni di legge e di regolamento vigenti in materia.

CAPO II
CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO

Articolo 51

(1) Salvo quanto diversamente contrattato a livello territoriale o
aziendale, il rapporto di formazione e lavoro è disciplinato come segue.
(2) Il contratto di formazione e lavoro mirato alla acquisizione di
professionalità elevate è consentito per il conseguimento delle
professionalità corrispondenti al terzo livello di inquadramento ed ai
livelli superiori ed ha una durata massima di ventiquattro mesi. Detti
contratti devono prevedere una formazione complessiva pari a centotrenta
ore da effettuarsi in luogo della prestazione lavorativa.
(3)Il contratto di formazione e lavoro mirato alla acquisizione di
professionalità intermedie è consentito per il conseguimento delle
professionalità corrispondenti al quarto e quinto livello di inquadramento
(per il comparto alberghi anche il 6 super) ed ha una durata massima di
ventiquattro mesi. Detti contratti devono prevedere una formazione
complessiva pari a ottanta ore da effettuarsi in luogo della prestazione
lavorativa.
(4) Il contratto di formazione e lavoro mirato ad agevolare l’inserimento
professionale mediante un’esperienza lavorativa che consenta un adeguamento
delle capacità professionali al contesto produttivo ed organizzativo ha una
durata massima di dodici mesi e deve prevedere una formazione complessiva
pari a venti ore relativa alla disciplina del rapporto di lavoro,
all’organizzazione del lavoro, nonché alla prevenzione ambientale e
antinfortunistica. La stipula di tale contratto è consentita per il
conseguimento di tutte le professionalità ad eccezione di quelle
corrispondenti ai livelli sesto super e settimo, ferme restando le
ulteriori eccezioni previste per i singoli comparti (per il comparto
alberghiero è consentito anche per il livello VI super). Le eventuali ore
aggiuntive devolute alla formazione in base a quanto stabilito dai progetti
formativi non vengano retribuite.
(5) Le cause di sospensione legale del rapporto comportano la prorogabilità
del termine finale per un periodo di durata pari alla effettiva
sospensione, unicamente nei casi in cui l’INPS riconosce il diritto alla
proroga dei benefici contributivi.
(6) Lo svolgimento del rapporto di formazione e lavoro è disciplinato in
base ai seguenti criteri:

—————————————————————–
destinazione inquadramento ore durata
finale iniziale formazione cfl
—————————————————————–
B I 130 24 mesi
I II 130 24 mesi
II III 130 24 mesi
III IV 130 24 mesi
IV V 80 24 mesi
VI VII 20 12 mesi

e, inoltre, per il comparto alberghi

V VIS 80 24 mesi
VIS VI 80 24 mesi
VIS VI 20 12 mesi

per gli altri comparti

V VI 80 24 mesi

(7) Il contenuto dei progetti formativi esonerati dalla procedura di
approvazione da parte della competente autorità pubblica è definito dagli
Enti Bilaterali, dai Centri di Servizio o dalla contrattazione integrativa.
(8) In attesa della definizione dei nuovi progetti formativi è consentito
il ricorso ai progetti esistenti e definiti in base alla previgente
disciplina, fatte salve le modificazioni automaticamente applicabili in
materia di età, ore di formazione, durata, retribuzione e livello di
inquadramento.
(9) La formazione sarà normalmente impartita dal personale qualificato o
dal datore di lavoro, i quali forniranno le conoscenze necessarie per
l’apprendimento del processo produttivo e delle mansioni cui il lavoratore
viene avviato. La formazione teorica potrà essere assicurata, su richiesta
del datore di lavoro, per il tramite degli Enti Bilaterali.
(10) Tre mesi prima della scadenza del rapporto formativo l’azienda
comunicherà al lavoratore l’esito della formazione stessa.
(11) I singoli rapporti di lavoro dovranno essere instaurati, ove i tempi
di assunzione non siano pianificati diversamente, entro tre mesi
dall’accertamento di conformità. Per quanto non espressamente previsto dal
presente articolo si applicano le norme di cui all’accordo quadro sui CFL
allegato al CCNL Turismo 14 giugno 1991.

Articolo 52

Le Parti, stabiliscono sin d’ora che, in caso di abrogazione del comma 7
dell’articolo 16 del decreto legge n. 299 del 1994, convertito in legge
n. 451 del 1994, saranno automaticamente riattivate le procedure già
previste dalla contrattazione integrativa in materia di contratti di
formazione e lavoro. Con accordi specifici di livello territoriale, le
materie di competenza delle apposite Commissioni territoriali saranno
trasferite ai Centri di Servizio di cui all’articolo 13 del presente
accordo.

CAPO III
CONTRATTO A TEMPO PARZIALE

Articolo 53

(1) Il rapporto di lavoro a tempo parziale è considerato mezzo idoneo ad
agevolare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, al fine di garantire
ai lavoratori a tempo parziale un corretto ed equo regime normativo.
(2) Per lavoro a tempo parziale si intende il rapporto di lavoro prestato
con orario ridotto rispetto a quello stabilito dal presente Contratto.
(3) Il rapporto di lavoro a tempo parziale ha la funzione di consentire: la
flessibilità della forza lavoro in rapporto ai flussi di attività
nell’ambito della giornata, della settimana, del mese o dell’anno; la
risposta ad esigenze individuali dei lavoratori, anche già occupati.
(4) In caso di trasformazione temporanea di un rapporto di lavoro da tempo
pieno a tempo parziale, è consentita l’assunzione a termine di un altro
lavoratore a tempo parziale, per far fronte alle conseguenti esigenze
organizzative dell’azienda. Tale contratto a tempo determinato sarà
stipulato ai sensi dell’articolo 23, primo comma della legge n. 56 del
1987, in aggiunta a quanto stabilito dall’articolo 64 del presente
contratto. Il rapporto di lavoro part time temporaneo così articolato deve
rispondere a quanto previsto dal successivo articolo 54.

Articolo 54

(1) L’instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto
scritto, nel quale siano indicati:
- il periodo di prova per i nuovi assunti;
- la durata della prestazione lavorativa ridotta e relative modalità;
- il trattamento economico e normativo secondo i criteri di proporzionalità
all’entità della prestazione lavorativa;
- tutte le altre condizioni di impiego.

(2) La prestazione individuale sarà fissata tra datore di lavoro e
lavoratore, di norma, entro le seguenti fasce:
a) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale da 18
a 26 ore;
b) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile da 64 a
124 ore;
c) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale da 600 a
1352 ore.

(3) Eventuali superiori limiti massimi potranno essere definiti mediante
accordi tra le parti a livello territoriale.
(4) Sono fatte salve le condizioni aziendali in atto.

Articolo 55

(1) Il rapporto a tempo parziale sarà disciplinato secondo i seguenti
principi:
a) volontarietà di entrambe le parti;
b) reversibilità della prestazione da tempo parziale a tempo pieno in
relazione alle esigenze aziendali e quando sia compatibile con le mansioni
svolte e/o da svolgere, ferma restando la volontarietà delle parti;
c) priorità nel passaggio da tempo pieno a tempo parziale o viceversa dei
lavoratori già in forza rispetto ad eventuali nuove assunzioni, per le
stesse mansioni;
d) applicabilità delle norme del presente Contratto in quanto compatibili
con la natura del rapporto stesso;

(2) In presenza di specifiche esigenze organizzative, è consentito il
ricorso al lavoro supplementare sino ad un limite massimo di 90 ore annue,
salvo comprovati impedimenti.
(3) Eventuali limiti superiori rispetto a quelli sopra previsti potranno
essere definiti mediante specifici accordi aziendali o attraverso accordi
territoriali.
(4) Sono fatte salve le condizioni aziendalmente in atto.
(5) Le prestazioni di lavoro supplementare dovranno essere considerate
utili ai fini del computo dei ratei dei vari istituti normativi
contrattuali.
(6) In particolare il conguaglio relativo alla gratifica natalizia, alla
gratifica di ferie ed alla retribuzione del periodo di ferie potrà
avvenire, tenuto conto delle esigenze aziendali, o sotto forma di
integrazione diretta applicando al compenso per il lavoro supplementare la
percentuale del 24,99% oppure in occasione della liquidazione dei suddetti
istituti contrattuali secondo le modalità previste dal C.C.N.L..

Articolo 56

L’importo relativo al trattamento di fine rapporto calcolato nella misura
dell’8,64% del compenso per il lavoro supplementare, dovrà essere
accantonato secondo quanto stabilito dalla legge n. 297 del 1982.

Articolo 57

Nel rispetto delle norme contrattuali che disciplinano le relazioni
sindacali aziendali, potrà essere esaminata la corretta applicazione dei
principi suddetti.

Articolo 58

Nel corso degli incontri previsti a livello regionale si procederà
all’esame delle problematiche connesse all’istituto del rapporto a tempo
parziale, considerando le specificità del settore e dei suoi comparti.

Articolo 59

Restano confermate eventuali condizioni di miglior favore, anche aziendali,
in atto, con riferimento alla materia di cui al presente titolo.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le parti promuoveranno iniziative presso gli organi competenti affinché,
nell’ambito della riforma generale del sistema previdenziale, vengano
considerati gli specifici problemi del settore e del rapporto di lavoro a
tempo parziale rispetto all’obiettivo della maturazione del diritto alla
pensione.

CAPO IV
CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 60

(1) Fermo restando che di norma le assunzioni del personale debbono
avvenire a tempo indeterminato, è tuttavia consentita la assunzione del
personale con prefissione di termini in tutti i casi o nelle condizioni
espressamente previsti dalle leggi vigenti sulla disciplina del contratto
di lavoro a tempo determinato, tenendo conto delle specifiche normative
previste nella parte speciale del presente Contratto.

(2) L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto
scritto. Copia dell’atto scritto deve essere consegnata dal datore di
lavoro al lavoratore. La scrittura non è tuttavia necessaria quando la
durata del rapporto di lavoro puramente occasionale non sia superiore a 12
giorni lavorativi.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Le Parti richiedono l’integrazione del DPR attuativo della legge n. 230 del
1962 con la seguente voce "aziende stagionali del settore Turismo, ivi
compresi i pubblici esercizi (con esclusione delle mense scolastiche), che
abbiano un periodo di chiusura di almeno settanta giorni continuativi o
centoventi giorni non continuativi".

Articolo 61

(1) I lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa con contratto a
tempo determinato nelle ipotesi previste dall’articolo 8 bis del decreto
legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
marzo 1983, n. 79, hanno diritto di precedenza nell’assunzione presso la
stessa azienda con la medesima qualifica, a condizione che manifestino la
volontà di esercitare tale diritto entro tre mesi dalla data di cessazione
del rapporto di lavoro.
(2) Resta ferma la facoltà prevista dal quinto comma dell’articolo 15 della
legge n. 264 del 1949 per il datore di lavoro di rifiutare l’assunzione di
quei lavoratori inviati dall’Ufficio di Collocamento, i quali siano stati
precedentemente da lui licenziati per giusta causa.

Articolo 62

(1) Le prestazioni lavorative straordinarie eccedenti il normale orario di
lavoro settimanale potranno dare luogo, per i lavoratori stagionali,
anziché al trattamento economico di cui all’articolo 84, al godimento di
riposi compensativi di pari durata alla scadenza del contratto a termine
che in tal caso deve intendersi automaticamente prorogato.
(2) I congedi di conguaglio di cui all’articolo 76 nonché i permessi non
goduti di cui all’articolo 72 concorrono, insieme ai riposi compensativi
del lavoro straordinario, alla proroga del contratto a termine.
(3) Conseguentemente il calcolo dei soli ratei di ferie e tredicesima e
quattordicesima mensilità terrà conto dell’intera diversa durata del
rapporto e la eventuale frazione di mese darà luogo alla liquidazione di
tanti ventiseiesimi di un dodicesimo delle gratifiche e delle ferie
suddette per quante sono le giornate risultanti.
(4) E’ comunque escluso da tale criterio di computo il trattamento di fine
rapporto.
(5) Il dipendente che non intenda avvalersi di quanto previsto dal presente
articolo è tenuto a darne comunicazione scritta al datore di lavoro
all’atto dell’assunzione.

NOTA A VERBALE
Le Parti prendono atto del parere favorevole espresso dall’INPS e
dall’INAIL (allegato H) relativamente all’attuazione della normativa di cui
al presente articolo.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le Parti tenuto conto delle specifiche soluzioni normative adottate per i
lavoratori stagionali e in relazione agli adempimenti previsti dalle norme
di legge e regolamentari in materia di prestazioni di disoccupazione
erogate dall’INPS, si impegnano ad esaminare le conseguenti problematiche
al fine di favorire la corretta e migliore applicazione delle prescrizioni
legislative rispetto alla disciplina contrattuale nel suo complesso. Sulla
base di tale esame verranno attuate le più opportune iniziative.

CAPO V
LAVORO EXTRA E DI SURROGA

Articolo 63

(1) Ai sensi del terzo comma dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987,è
consentita l’assunzione diretta di lavoratori extra nei seguenti casi:
- banquetting;
- esigenze per le quali non sia possibile sopperire con il normale
organico, quali meeting, convegni, fiere, congressi, manifestazioni,
presenze straordinarie e non prevedibili di gruppi nonché eventi similari.

(2) La definizione della retribuzione del personale assunto ai sensi del
presente articolo è demandata alla contrattazione integrativa territoriale
da un minimo ad un massimo per ogni servizio a seconda della durata, tenuto
conto della classe dell’esercizio e delle condizioni locali.
(3) Per i pubblici esercizi detto compenso fisso sarà detratto dal tronco
della percentuale e distribuito tra i camerieri stabili e quelli di
rinforzo; se la parte spettante al personale di rinforzo dovesse risultare
inferiore al compenso fisso, la differenza sarà pagata dal datore di
lavoro; se invece risultasse superiore, l’eccedenza andrà ripartita tra il
personale stabile e quello di surroga.
4) In mancanza delta disciplina di cui al comma 2, fatte salve le
condizioni di miglior favore in vigore, il compenso orario onnicomprensivo
lordo rapportato ad un servizio minimo di quattro ore è fissato, per il
primo biennio di validità contrattuale, nella seguente misura:

———————————————————–
livello dal 1° ottobre 1994 dal 1° settembre 1995
———————————————————–
4 15.000 16.000
5 14.200 15.250
6s 13.750 14.600
6 13.500 14.400
7 12.800 13.500
———————————————————–

Il compenso orario qui definito è comprensivo degli effetti derivanti da
tutti gli istituti economici diretti ed indiretti, determinati per
contratto nazionale e/o aziendale e/o territoriale, ivi compresi i ratei di
tredicesima e quattordicesima mensilità, nonché di trattamento di fine
rapporto.
(5) Il personale extra assunto negli stabilimenti balneari per prestazioni
temporanee, per rinforzi o sostituzioni, ha diritto alla retribuzione
maggiorata del 20 per cento.
(6) Le imprese comunicheranno al Centro di Servizio – quadrimestralmente -
gli elenchi nominativi e le qualifiche delle assunzioni di lavoratori
extra.
(7) Le prestazioni del personale extra dovranno risultare da un separato
libro paga e matricola – anche meccanografico – come previsto dal T.U. 20
giugno 1965, n. 1124. Le parti richiedono al Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale di ribadire le istruzioni già impartite in proposito.
(8) Ai fini dell’impiego di detto personale dovrà essere data comunque
precedenza ai lavoratori non occupati.

CAPO VI
CONTRATTO A TERMINE

Articolo 64

(1) Ferma restando la possibilità di ricorso ai contratti a tempo
determinato in tutti gli altri casi previsti dalla legge e dal presente
contratto, ai sensi del primo comma dell’articolo 23 della legge 28
febbraio 1987, n. 56, è consentita l’apposizione di un termine alla durata
dei contratti di lavoro anche nelle seguenti ulteriori ipotesi:
a) intensificazioni temporanee dell’attività derivanti da situazioni
straordinarie e non prevedibili;
b) sostituzione di lavoratori assenti per ferie o per aspettative diverse
da quelle già previste dall’articolo 1, lettera b), legge n. 230 del 1962;
c) esecuzione di servizi definiti e predeterminati nel tempo cui non sia
possibile sopperire con il normale organico;

(2) la durata dei contratti di cui alle lettere a) e c) non potrà essere
superiore a sei mesi.
(1) Il numero dei lavoratori assunti a tempo determinato ai sensi delle
precedenti lettere a) e c) non potrà superare, in ciascuna impresa, i
seguenti limiti:

——————————————————-
lavoratori dipendenti lavoratori dipendenti
a tempo indeterminato a tempo determinato
——————————————————-
da 1 a 3 3 unità
da 4 a 9 4 unità
da 10 a 50 5 unità
oltre 50 10%

(4) La base di computo per il calcolo della percentuale di cui al comma
precedente è costituita dal numero dei lavoratori occupati a tempo
indeterminato all’atto dell’assunzione dei lavoratori a tempo determinato.
Le frazioni di unità si computano per intero.
(5) Le aziende a conduzione familiare che non abbiano dipendenti a tempo
indeterminato possono comunque assumere sino a tre dipendenti a tempo
determinato.
(6) L’adozione dei contratti a termine, numero dei lavoratori, motivazioni,
qualifiche e durata del rapporto dovranno essere comunicate per le
fattispecie di cui alle lettere a) e b) entro il termine massimo di tre
mesi alle RSU – o, in assenza, alle 00.SS. competenti – e all’Ente
Bilaterale Territoriale. Per la fattispecie di cui alla lettera c) tale
comunicazione dovrà essere preventiva all’assunzione (vedi modulo tipo
all’allegato A).
(7) All’atto dell’assunzione di cui al presente articolo, l’impresa dovrà
esibire agli organi del collocamento una dichiarazione avvalendosi degli
appositi moduli vidimati dal Centro di Servizio da cui risulti l’impegno
all’integrale applicazione della contrattazione collettiva vigente ed
all’assolvimento degli obblighi in materia di contribuzione e di
legislazione sul lavoro (vedi modulo tipo all’allegato A).

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Le parti richiedono al Ministero del Lavoro di confermare ai propri uffici
periferici la possibilità di cui al comma 5 del presente articolo.

CAPO VII
CONTRATTO DI INSERIMENTO

Articolo 65

In caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori privi di
specifica esperienza lavorativa nel comparto, qualora in ragione dell’età o
del titolo di studio non trovino applicazione le disposizioni concernenti
il contratto di apprendistato o il contratto di formazione e lavoro, si
applica per un periodo di dodici mesi il trattamento retributivo previsto
per il livello inferiore a quello di inquadramento.

CAPO VIII
ESCLUSIONE DALLE QUOTE DI RISERVA

Articolo 66

Ai sensi del secondo comma dell’articolo 25 della legge n. 223 del 1991,
non sono computabili, ai fini della determinazione della riserva:
- le assunzioni dei lavoratori cui sia assegnata una qualifica ricompresa
nei livelli A, B, 1,2, 3;
- le assunzioni dei lavoratori cui sia assegnata una qualifica ricompresa
nei livelli 4, 5, 6, 6s e 7 a condizione che abbiano già prestato servizio
presso imprese del settore o che siano in possesso di titolo di studio
professionale rilasciato da istituti o scuole professionali attinente alle
mansioni da svolgere;
- le assunzioni effettuate in occasione dei cambi di gestione,
limitatamente ai lavoratori già occupati alle dipendenze della gestione
precedente.

TITOLO V
RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I
INSTAURAZIONE DEL RAPPORTO

ASSUNZIONE

Articolo 67

(1) L’assunzione del personale sarà fatta secondo le norme di legge vigenti
in materia.
(2) Il datore di lavoro, all’atto dell’assunzione deve rilasciare al
lavoratore una documentazione scritta dalla quale risulti la data di
assunzione, il livello e la qualifica d’inquadramento, gli elementi della
retribuzione, la durata del rapporto nei casi ammessi di contratto a
termine, la durata del periodo di prova, le lingue estere di cui sia
eventualmente richiesta la conoscenza nonché una ricevuta dei documenti
ritirati.
(3) All’atto dell’assunzione il lavoratore è tenuto a presentare al datore
di lavoro i seguenti documenti:
a) certificato di nascita;
b) tessera sanitaria aggiornata, ove prevista dalle leggi;
c) certificato di iscrizione alle liste di collocamento o libretto di
lavoro;
d) blocchetto personale dei moduli 01/MS per le denunce INPS, nonché
modello 101 o dichiarazione fiscale sostitutiva rilasciati dal precedente
datore di lavoro;
e) numero di codice fiscale;

e, ove necessari, i seguenti ulteriori documenti:

f) attestato di conoscenza di una O più lingue estere per le mansioni che
implicano tale requisito;
g) certificato di servizio eventualmente prestato presso altre aziende;
h) certificato o diploma degli studi compiuti oppure diploma o attestato
dei corsi di addestramento frequentati.

(4) Il lavoratore è tenuto altresì a dichiarare al datore di lavoro la sua
residenza e dimora, a notificare immediatamente i successivi mutamenti ed a
consegnare lo stato di famiglia nonché gli altri documenti necessari per
beneficiare dei relativi assegni.

CAPO II
PERIODO DI PROVA

Articolo 68

(1) La durata del periodo di prova dovrà risultare dalla lettera di
assunzione.
Durante il periodo di prova o alla fine di esso è reciproco il diritto alla
risoluzione del rapporto di lavoro, senza obbligo di preavviso e con
diritto al trattamento di fine rapporto.
(2) Durante il periodo di prova la retribuzione del lavoratore non potrà
essere inferiore al minimo contrattuale stabilito per la qualifica
attribuita al lavoratore stesso.
(3) Trascorso il periodo di prova, il personale si intenderà regolarmente
assunto in servizio se nessuna delle parti abbia dato regolare disdetta per
iscritto. In tal caso il periodo sarà computato agli effetti del
l’anzianità di servizio.

Articolo 69

(1) La durata del periodo di prova è stabilita nelle misure che seguono:

Quadri A e B 180 giorni
livello I 150 giorni
livello II 75 giorni
livello III 45 giorni
livello IV e V 30 giorni
livello VI S 20 giorni
livello VI e VII 15 giorni

(2) Ai fini del computo del periodo di prova sono utili esclusivamente le
giornate di effettiva prestazione lavorativa, fermo restando il termine
massimo di sei mesi previsto dall’articolo 10 della legge 15 luglio 1966,
n. 604.
(3) Il personale che entro il termine di due anni viene riassunto, con la
stessa qualifica, presso la stessa azienda ove abbia già prestato servizio,
superando il periodo di prova, sarà in ogni caso dispensato
dall’effettuazione di un nuovo periodo di prova.
(4) Al personale assunto fuori provincia che, durante o alla fine del
periodo di prova, sia licenziato, il datore di lavoro dovrà rimborsare
l’importo del viaggio di andata e ritorno al luogo di provenienza.

CAPO III
DONNE E MINORI

Articolo 70

Il lavoro delle donne e dei minori è tutelato dalle vigenti disposizioni di
legge in materia.

CAPO IV
ORARIO DI LAVORO

ORARIO NORMALE SETTIMANALE

Articolo 71

(1) La normale durata del lavoro settimanale effettivo è fissata in 40 ore,
salvo quanto diversamente stabilito nella parte speciale del presente
Contratto per le imprese di viaggi e turismo, gli stabilimenti balneari e i
complessi turistico-ricettivi dell’aria aperta.
(2) I limiti settimanali del normale orario di lavoro previsti dal presente
Contratto sono fissati solo ai fini contrattuali.
(3) Le suddette limitazioni dell’orario di lavoro non si applicano agli
impiegati di cui all’articolo 1 del R.D. 15 marzo 1923, n. 692 in relazione
all’articolo 3 del R.D. 10 settembre 1923, n. 1955 e cioè ai capi di
agenzia, ai direttori tecnici o amministrativi, ai capi ufficio ed ai capi
reparto, fatte salve le condizioni di miglior favore.

RIDUZIONE DELL’ORARIO

Articolo 72

(1) Ferma restando la durata dell’orario settimanale normale prevista
dall’articolo 71, viene concordata una riduzione dell’orario annuale per
Alberghi, Pubblici Esercizi, Campeggi, Alberghi diurni e Agenzie di Viaggi
pari a 104 ore.
(2) Per gli Stabilimenti Balneari la riduzione dell’orario annuale sarà,
invece pari a 108 ore.
(3) Tali riduzioni sono comprensive delle 32 ore relative alle festività
religiose abolite dalla legge n. 54 del 1977 (e con esclusione quindi della
festività dell’Epifania reintrodotta con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 792) e
delle 24 ore di cui al secondo comma dell’articolo 52 del C.C.N.L. 8 luglio
1982.
(4) Le riduzioni di cui al presente articolo verranno attuate mediante
godimento di permessi individuali retribuiti della durata di mezza giornata
o di una giornata intera. Tenuto conto delle particolari caratteristiche
del settore, i permessi saranno fruiti individualmente in periodi di minore
attività e mediante rotazione dei lavoratori e comunque in modo da non
ostacolare la normale attività’ produttiva dell’azienda.
(5) Salvo quanto previsto dall’articolo 21, lettera g), in presenza di
particolari esigenze produttive aziendali potranno essere attuate modalità
di godimento dei suddetti permessi diverse da quelle di cui al comma
precedente, limitatamente a trentadue ore annuali, previa programmazione e
tempestiva comunicazione ai lavoratori interessati. Tali permessi non
potranno essere inferiori ad un’ora, né, comunque, utilizzati per frazioni
di ora.
(6) Gli eventuali trattamenti in atto non previsti dal C.C.N.L. 10.4.1979
in materia di riduzione, permessi e ferie, si intendono assorbiti fino a
concorrenza dai permessi di cui al terzo comma, eccezion fatta per le
eventuali riduzioni o permessi concessi a fronte di posizioni di lavoro
gravose o nocive.
(7) I permessi non goduti entro l’anno di maturazione saranno pagati con la
retribuzione in atto al momento della scadenza oppure potranno essere
fruiti, con le medesime modalità sopra previste, entro e non oltre il 30
giugno dell’anno seguente.
(8) In caso di prestazione lavorativa ridotta nel corso dell’anno di
calendario al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di
cui al primo comma, per ogni mese intero di servizio prestato.
(9) I permessi di cui sopra non maturano per i periodi di assenza del
lavoratore senza diritto alla retribuzione.
(10) Il pagamento dei permessi non goduti entro l’anno di maturazione al
personale dei pubblici esercizi retribuito in tutto o in parte con la
percentuale di servizio avverrà secondo quanto previsto nella parte
speciale del presente Contratto.

RIPARTIZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 73

La ripartizione dell’orario di lavoro giornaliero è fissata per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto.

DISTRIBUZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE

Articolo 74

La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto.

Articolo 75

In ogni azienda dovranno essere affisse in luogo visibile una o più
tabelle, con l’indicazione dei turni dei servizi e relativi orari e delle
qualifiche del personale.

FLESSIBILITA’

Articolo 76

(1) In relazione alle peculiarità del settore turistico e quindi alle
particolari esigenze produttive delle aziende, potranno essere adottati
sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro per periodi
plurisettimanali, intendendosi per tali quei sistemi di distribuzione
dell’orario di lavoro che comportano per una o più settimane prestazioni
lavorative di durata superiore a quelle prescritte dal precedente articolo
71 e per le altre, a compensazione, prestazioni di durata inferiore.
(2) Conseguentemente il maggior lavoro effettuato nelle settimane con
orario di lavoro di durata superiore a quello prescritto dall’articolo 71
non dà diritto a compenso per lavoro straordinario, mentre per le settimane
con prestazioni di durata inferiore a quella prevista dallo stesso articolo
71 non dovrà darsi luogo a riduzioni della normale retribuzione.
(3) Il numero delle settimane per le quali è possibile effettuare
prestazioni lavorative di durata superiore a quelle dell’articolo 71 non
potrà superare le sei consecutive ed in ogni caso l’orario di lavoro non
potrà superare le Otto ore giornaliere, fermo restando il diritto al
normale godimento del riposo settimanale di legge.
(4) Il recupero delle maggiori prestazioni di lavoro verrà effettuato
attraverso congedi di conguaglio il cui godimento avverrà nei periodi di
minore intensità produttiva e comunque entro quindici settimane a far data
dall’inizio del periodo di maggior prestazione lavorativa.
(5) Qualora a livello aziendale o interaziendale le imprese intendano
applicare l’istituto della flessibilità, l’adozione dei programmi sarà
preceduta da un incontro tra direzione aziendale e RSU o delegato aziendale
nel corso del quale la direzione esporrà le esigenze dell’impresa ed i
relativi programmi, al fine di procedere ad un esame congiunto. Dopo questa
fase, concluso l’esame congiunto, e comunque almeno due settimane prima
dell’avvio dei nuovi programmi, a cura della direzione aziendale si darà
comunicazione ai lavoratori dei programmi definiti. Saranno fatte salve le
situazioni di persone che comprovino fondati e giustificati impedimenti.

DIVERSE REGOLAMENTAZIONI DELL’ORARIO ANNUO COMPLESSIVO

Articolo 77

(1) Le parti convengono sull’obbiettivo di ottimizzare le risorse
attraverso una migliore organizzazione del lavoro, e cioè attraverso una
più adeguata combinazione tra l’utilizzo delle tipologie di rapporto di
lavoro, le rispettive entità necessarie a coprire le esigenze di organico
previste, la definizione degli orari e la loro distribuzione, il godimento
delle ferie e dei permessi.
(2) Le parti convengono che in questo modo si possa meglio corrispondere
alle esigenze di flessibilità delle imprese, volte al miglior utilizzo
delle attrezzature anche con il prolungamento delle fasi stagionali,
facendo meglio incontrare le esigenze delle imprese con quelle dei
lavoratori, anche per il contenimento del lavoro straordinario ed una
migliore regolazione del tempo parziale e dei rapporti di lavoro non a
tempo indeterminato.
(3) Tutto ciò premesso, le parti convengono che le aziende o i gruppi di
aziende che intendessero avvalersi della possibilità di cui al presente
articolo dovranno attivare una negoziazione a livello aziendale o
interaziendale per il raggiungimento di accordi, anche di tipo
sperimentale, riferiti all’intera azienda o parti di essa, su una o più
delle materie concernenti l’utilizzo delle prestazioni lavorative sulla
base delle ore di lavoro complessivamente dovute a norma del presente
Contratto e/o le particolari citate tipologie di rapporti di lavoro.
(4) I contenuti dei predetti accordi, che saranno realizzati nel contesto
di programmi di massima annuali, potranno – fatte salve le norme di legge,
l’orario normale settimanale di riferimento di cui all’articolo 71, nonché
tutti gli aspetti concernenti maggiorazioni o a contenuto economico -
superare i limiti quantitativi previsti dalla normativa contrattuale
vigente per le relative materie.
(5) Con riferimento agli articoli 76 e 77 del presente contratto resta
inteso che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di
ricorso a regimi di orario plurisettimanale, esso decorre dalla prima ora
successiva all’orario definito.

ORARIO DI LAVORO DI FANCIULLI ED ADOLESCENTI

Articolo 78

(1) L’orario di lavoro dei fanciulli (minori di età inferiore a 15 anni)
che abbiano adempiuto agli obblighi scolastici, non può superare le 7 ore
giornaliere e le 35 settimanali.
(2) L’orario di lavoro degli adolescenti (minori di età compresa fra i 15
anni compiuti ed i 18 anni compiuti) non può superare le 8 ore giornaliere
e le 40 settimanali.
(3) I minori di cui ai commi precedenti hanno diritto ad una interruzione
di almeno mezz’ora dell’orario giornaliero di lavoro qualora questo superi
la durata di quattro ore e mezza.
(4) L’interruzione dell’orario giornaliero di lavoro per il consumo dei
pasti negli Alberghi, nei Pubblici Esercizi e nei Campeggi, nonché
l’interruzione meridiana di riposo negli Stabilimenti Balneari non sono
cumulabili con le interruzioni previste per i minori dal presente articolo;
l’interruzione di maggior durata assorbe quella di minor durata.
(5) L’ora e la durata delle interruzioni suddette dovranno essere esposte
nella tabella dei turni, di cui all’articolo 75.

RECUPERI

Articolo 79

E’ ammesso il recupero delle ore di lavoro perdute a causa di forza
maggiore, o per le interruzioni o periodi di minor lavoro concordati tra le
Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente Contratto, purché esso sia
contenuto nei limiti di un’ora al giorno e sia richiesto nel mese
successivo.

INTERVALLO PER LA CONSUMAZIONE PASTI

Articolo 80

E’ demandato ai contratti integrativi territoriali o aziendali dei settori:
alberghi, pubblici esercizi e campeggi, stabilire la durata del tempo per
la consumazione dei pasti tra un minimo di mezz’ora ed un massimo di un’ora
al giorno.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 81

Il lavoro notturno è regolato dalla normativa prevista per ciascun comparto
nella parte speciale del presente Contratto.

LAVORO STRAORDINARIO (*)

Articolo 82

(1) Il lavoro straordinario ha carattere di eccezionalità e non può essere
richiesto senza giustificato motivo; si intende per tale, ai soli fini
contrattuali, quello eccedente il normale orario contrattuale effettuato ai
sensi degli articoli 71 e 76 a seconda che vengano adottati o meno riposi
di conguaglio.
(2) Il lavoro straordinario è consentito nel limite massimo di 260 ore
annuali e nel limite di due ore giornaliere.
(3) I lavoratori non potranno esimersi, senza giustificato motivo, dal
prestare lavoro straordinario entro i limiti fissati dal secondo comma del
presente articolo.
(4) Il lavoratore non può compiere lavoro straordinario ove non sia
autorizzato dal datore di lavoro o da chi ne fa le veci.

(*) (v. allegato E).

Articolo 83

(1) Le ore di lavoro straordinario dovranno essere autorizzate dal datore
di lavoro e saranno a cura di esso cronologicamente annotate in apposito
registro, la cui tenuta è obbligatoria e nel quale ciascun dipendente, che
abbia compiuto lavoro straordinario, è tenuto ad apporre il proprio visto e
ad annotare gli eventuali reclami.
(2) La liquidazione del lavoro straordinario sarà effettuata di norma alla
fine del periodo di paga in cui il lavoro è stato prestato e comunque non
oltre il mese successivo. Il registro di cui sopra dovrà essere conservato
per essere esibito occorrendo anche a richiesta delle Organizzazioni
Sindacali territoriali e servirà come documento di prova per stabilire se
il lavoratore abbia effettuato o meno il lavoro straordinario.
(3) Sono esentate dalla tenuta del registro di cui al secondo comma le
aziende presso le quali la registrazione delle ore di lavoro svolto è
effettuata con mezzi meccanici.

Articolo 84

Il lavoro straordinario è compensato nelle misure e con le modalità
previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente Contratto.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le parti stipulanti si impegnano a favorire l’applicazione della normativa
del presente capo nello spirito informatore della stessa.
Le Organizzazioni Sindacali territoriali delle parti stipulanti si
incontreranno almeno una volta all’anno, per l’esame della situazione
generale, anche in relazione ad eventuali casi di palese e sistematica
violazione delle norme contrattuali previste dal presente capo.

CAPO V
RIPOSO SETTIMANALE

Articolo 85

(1) Ai sensi di legge, tutto il personale godrà di un riposo settimanale di
ventiquattro ore.
(2) Si richiamano in maniera particolare le norme di legge riguardanti le
attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale
corrisponde ad esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità, la
vigilanza delle imprese, la compilazione dell’inventario e del bilancio
annuale.

LAVORO DOMENICALE

Articolo 86

(1) A partire dal 1° gennaio 1991, ai lavoratori che, ai sensi della legge
22 febbraio 1934, n.370, godano del riposo settimanale in giornata diversa
dalla domenica, verrà corrisposta una indennità in cifra fissa pari al 10%
della quota e della contingenza per ciascuna ora di lavoro ordinario
effettivamente prestato di domenica.
(2) Relativamente al periodo precedente all’entrata in vigore del
trattamento di del presente articolo, le parti si danno nuovamente
reciproco atto di aver tenuto conto di dette prestazioni lavorative
domenicali nella determinazione dei trattamenti economici e normativi
complessivamente definiti dalla contrattazione collettiva.
(3) Sino al 31 dicembre 1990 si conferma la disciplina di cui all’articolo
44 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, di seguito riportato.
" In relazione a quanto stabilito dalla legge 22 febbraio 1934, n. 370
circa la legittimità del godimento del riposo settimanale in giornata
diversa dalla domenica per le attività per le quali il funzionamento
domenicale corrisponda a ragioni di pubblica utilità o ad esigenze tecniche
quali, appunto, quelle del settore turistico, le parti si danno atto che
delle prestazioni lavorative effettuate di domenica se ne è tenuto
adeguatamente conto nella determinazione dei trattamenti economici e
normativi complessivamente previsti dalla contrattazione collettiva. Le
parti, pertanto, riconfermano, sulla base della disciplina contrattuale, la
esclusione del riconoscimento ai lavoratori del settore turistico di
un’ulteriore specifica maggiorazione per il lavoro domenicale".

CAPO VI
FESTIVITA’

Articolo 87

(1) Le festività per le quali viene stabilito il trattamento economico di
cui ai successivi commi del presente articolo sono le seguenti:

Festività nazionali:
Anniversario della Liberazione 25 aprile
Festa del Lavoro 1° maggio

Festività infrasettimanali:
Capodanno 1° gennaio
Epifania 6 gennaio
Lunedì di Pasqua mobile
Assunzione 15 agosto
Ognissanti 1° novembre
Immacolata Concezione 8 dicembre
S. Natale 25 dicembre
S. Stefano 26 dicembre
Patrono della Città

(2) In considerazione delle particolari caratteristiche delle aziende
turistiche il godimento delle festività suddette verrà subordinato alle
esigenze aziendali.
(3) Per effetto di quanto sopra nessuna detrazione dovrà essere fatta sulle
normali retribuzioni in caso di mancata prestazione di lavoro nelle
suindicate festività.
(4) A tutto il personale assente nelle giornate di festività, per riposo
settimanale, malattia, infortunio, dovrà essere corrisposta una giornata di
retribuzione contrattuale senza alcuna maggiorazione.
(5) Per le festività cadenti nel periodo di assenza obbligatoria per
gravidanza e puerperio, la lavoratrice ha diritto ad una indennità
integrativa di quella a carico dell’INPS da corrispondersi a carico del
datore di lavoro.
(6) Il trattamento di cui al presente articolo non è dovuto nei casi di
coincidenza delle festività sopra elencate con uno dei giorni di
sospensione dal servizio o dalla retribuzione per provvedimenti
disciplinari.
(7) Al personale che presta la propria opera nelle suindicate festività è
dovuta, oltre alla normale retribuzione giornaliera, la retribuzione per le
ore di servizio effettivamente prestate, con le maggiorazioni per lavoro
festivo previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente
Contratto.
(8) Per il trattamento economico per le festività del personale dei
pubblici esercizi retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio si fa rinvio alla parte speciale del presente Contratto.

Articolo 88

(1) A partire dal 1° gennaio 1979, il trattamento della Festa della
Repubblica 2 Giugno, e del giorno della Unità Nazionale 4 Novembre,
dichiarate non più festive agli effetti civili della legge 5 marzo 1977, n.
54 è quello previsto dai commi seguenti.
(2) Al lavoratore chiamato a prestare servizio in una delle predette
giornate spetta oltre al trattamento economico mensile, la retribuzione per
le ore di servizio effettivamente prestato senza alcuna maggiorazione
ovvero, in alternativa, il godimento del corrispondente riposo
compensativo, che verrà subordinato, stante la precedente normativa del
settore, alle esigenze aziendali. In questo ultimo caso la relativa
comunicazione sarà data al lavoratore con congruo anticipo.
(3) Nessuna detrazione sarà effettuata sulla normale retribuzione mensile
qualora il lavoratore non venga chiamato a prestare servizio in una delle
suddette giornate.
(4) Al lavoratore assente nelle stesse giornate per riposo settimanale
dovrà essere corrisposta una giornata di retribuzione contrattuale senza
alcuna maggiorazione.
(5) Al lavoratore assente nelle suddette giornate per malattia, infortunio,
gravidanza o puerperio, tenuto conto delle disposizioni degli Istituti
assicuratori in materia di festività soppresse, dovrà essere corrisposta
secondo le norme e con i criteri in proposito previsti dal presente
Contratto Nazionale di Lavoro, la integrazione delle indennità corrisposte
dagli Istituti medesimi fino a raggiungere il 100% della retribuzione
giornaliera.
(6) Per il personale dei pubblici esercizi retribuito in tutto o in parte
con la percentuale di servizio si fa rinvio alla parte speciale del
presente Contratto.

CAPO VII
FERIE

Articolo 89

(1) Tutto il personale ha diritto ad un periodo di ferie nella misura di
ventisei giorni. A tal fine, la settimana lavorativa qualunque sia la
distribuzione dell’orario di lavoro settimanale, viene considerata di 6
giornate.
(2) Pertanto dal computo del predetto periodo di ferie vanno escluse le
giornate di riposo settimanale spettanti per legge e le festività nazionali
e infrasettimanali, di cui all’articolo 87, le giornate non più festive
agli effetti civili di cui all’articolo 88, conseguentemente il periodo di
ferie sarà prolungato di tanti giorni quante sono le predette giornate di
riposo settimanale spettanti per legge, le festività nazionali ed
infrasettimanali e le giornate non più festive agli effetti civili cadenti
nello periodo stesso.

DICHIARAZIONE A VERBALE
Le parti si danno reciprocamente atto che la nuova disciplina della misura
e del computo delle ferie di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo
costituisce un complesso normativo inscindibile migliorativo della
precedente disciplina in materia. I lavoratori che all’1/7/1978 godevano di
un periodo di ferie superiore in base alle norme dei precedenti Contratti
Nazionali di lavoro conservano le condizioni di miglior favore.

Articolo 90

(1) Il turno delle ferie non potrà avere inizio dal giorno di riposo né da
quello stabilito per l’eventuale congedo di conguaglio laddove venga
adottato.
(2) Il periodo di ferie non è di norma frazionabile.
(3) Diversi e più funzionali criteri di ripartizione delle ferie annuali
potranno essere concordati tra il datore di lavoro ed i lavoratori
nell’ambito di una programmazione, possibilmente annuale, della
distribuzione del tempo libero.
(4) L’epoca delle ferie è stabilita dal datore di lavoro e dai lavoratori
di comune accordo in rapporto alle esigenze aziendali.

Articolo 91

(1) Al personale è dovuta durante le ferie la normale retribuzione in atto,
salvo quanto diversamente previsto nella parte speciale del presente
Contratto.
(2) Le ferie sono irrinunciabili e pertanto nessuna indennità è dovuta al
lavoratore che spontaneamente si presenti in servizio durante il turno di
ferie assegnatogli.
(3) In caso di licenziamento o di dimissioni, spetteranno al lavoratore
tanti dodicesimi del periodo di ferie al quale ha diritto, quanti sono i
mesi di effettivo servizio prestato per l’anno di competenza.
(4) Salvo quanto diversamente previsto nella parte speciale del presente
Contratto, e per i contratti a termine, all’articolo 62, la frazione di
mese pari o superiore a giorni 15 viene considerata come mese intero,
mentre la frazione inferiore ai 15 giorni non verrà considerata.
(5) Ai fini del diritto alle ferie, dal computo dell’anzianità di servizio
non vanno detratti gli eventuali periodi di assenza per maternità,
limitatamente al periodo di assenza obbligatoria, nonché per malattia od
infortunio.
(6) Le ferie non possono essere concesse durante il periodo di preavviso.
(7) Il personale che rimane nell’azienda è tenuto a sostituire gli assenti
senza diritto a maggior compenso, senza pregiudizio dell’orario di lavoro o
soppressione del riposo settimanale.
(8) L’insorgenza della malattia regolarmente denunciata dal lavoratore e
riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per territorio
interrompe il decorso delle ferie.
(9) Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il
lavoratore prima del termine del periodo di ferie, fermo restando il
diritto del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva, e il
diritto altresì, al rimborso delle spese sostenute sia per l’anticipato
rientro, quanto per tornare eventualmente al luogo dal quale il dipendente
sia stato richiamato.

Articolo 92

Per i casi di prolungamento delle ferie e sospensione dell’attività
previsti per le aziende alberghiere e per i campeggi, si dà rinvio alla
disciplina contenuta nella parte speciale del presente Contratto
rispettivamente agli articoli 186 e 229.

CAPO VIII
PERMESSI E CONGEDI

CONGEDO PER MATRIMONIO

Articolo 93

(1) Il personale, che non sia in periodo di prova, ha diritto ad un congedo
straordinario retribuito di quindici giorni di calendario per contrarre
matrimonio.
(2) La richiesta di congedo matrimoniale deve essere avanzata dal
lavoratore con almeno 10 giorni di anticipo.
(3) Il datore di lavoro dovrà concedere il congedo straordinario con
decorrenza dal terzo giorno antecedente la celebrazione del matrimonio.
(4) Il personale ha l’obbligo di esibire alla fine del congedo regolare
documentazione dell’avvenuta celebrazione.
(5) Il lavoratore potrà richiedere la proroga del congedo per altri 5
giorni senza retribuzione.

CONGEDO PER MOTIVI FAMILIARI

Articolo 94

(1) In caso di comprovata disgrazia a familiari legati da stretto vincolo
di parentela o di affinità, nonché nei casi di gravi calamità, il
lavoratore avrà diritto ad un congedo straordinario retribuito la cui
durata sarà strettamente rapportata alle reali esigenze di assenza,
reclamate dalla natura della disgrazia o dell’evento calamitoso, con un
limite massimo di cinque giorni di calendario. Tale congedo potrà essere
prolungato sino ad un limite massimo di ulteriori tre giorni di calendario
in relazione alla distanza del luogo da raggiungere.
(2) In altri casi di forza maggiore il lavoratore potrà usufruire di
congedi retribuiti deducibili dalle ferie annuali.
(3) In casi speciali e giustificati i lavoratore potrà usufruire di
permessi di breve durata recuperando le ore di assenza con altrettante ore
di lavoro nella misura massima di un’ora al giorno.

PERMESSI PER ELEZIONI

Articolo 95

(1) Ai sensi dell’articolo il della legge 21 marzo 1990, n. 53, in
occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della
Repubblica o delle regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici
elettorali, ivi compresi i rappresentanti di lista o di gruppo di candidati
nonché, in occasione di referendum i rappresentanti dei partiti o gruppi
politici e dei promotori dei referendum hanno diritto ad assentarsi dal
lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative
operazioni.
(2) I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al comma
precedente sono considerati, a tutti gì: effetti, giorni di attività
lavorativa.

PERMESSI PER LAVORATORI STUDENTI – DIRITTO ALLO STUDIO

Articolo 96

(1) Al fine di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei
lavoratori del settore turistico le aziende concederanno, nei casi e alle
condizioni di cui ai successivi commi, permessi retribuiti ai lavoratori
non in prova che intendano frequentare corsi di studio compresi
nell’ordinamento scolastico svolti presso istituti pubblici costituiti in
base alla legge 31 dicembre 1962, n. 1859, o riconosciuti in base alla
legge 19 gennaio 1942, n. 86.
(2) I lavoratori potranno richiedere permessi retribuiti per un massimo di
150 ore pro capite in un triennio e nei limiti di un monte ore globale per
tutti i dipendenti dell’unità produttiva che sarà determinato all’inizio di
ogni triennio – a decorrere dal la ottobre 1978 – moltiplicando le 150 ore
per un fattore pari al decimo del numero totale dei dipendenti occupati
nell’unità produttiva a tale data.
(3) I lavoratori che potranno assentarsi contemporaneamente dall’unità
produttiva per frequentare i corsi di studio non dovranno superare il 2%
della forza occupata alla data di cui al precedente comma.
(4) In ogni unità produttiva e nell’ambito di questa, per ogni singolo
reparto, deve essere comunque garantito lo svolgimento della normale
attività.
(5) Il lavoratore che chiederà di assentarsi con permessi retribuiti ai
sensi del presente articolo dovrà specificare il corso di studio al quale
intende partecipare che dovrà comportare l’effettiva frequenza, anche in
ore non coincidenti con l’orario di lavoro, ad un numero di ore doppio di
quelle richieste come permesso retribuito.
(6) A tal fine il lavoratore interessato dovrà presentare la domanda
scritta all’azienda nei termini e con le modalità che saranno concordate
con il datore di lavoro. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al
trimestre.
(7) Qualora il numero dei richiedenti sia tale da comportare il superamento
della media annua del monte ore triennale e determini comunque l’insorgere
di situazioni contrastanti con le condizioni di cui al terzo e quarto comma
del presente articolo, la direzione aziendale d’accordo con la
rappresentanza sindacale esistente nell’azienda e fermo restando quanto
previsto ai precedenti terzo e quinto comma, provvederà a ridurre
proporzionalmente i diritti individuali sul monte ore complessivo in base
ai criteri obiettivi (quali: età, anzianità di servizio, caratteristiche
dei corsi di studio) per la identificazione dei beneficiari dei permessi e
della relativa misura di ore assegnabili a ciascuno.
(8) I lavoratori dovranno fornire all’azienda un certificato di iscrizione
al corso e successivamente certificati mensili di effettiva frequenza con
identificazione delle ore lavorative.
(9) Le norme del presente articolo non si applicano alle aziende con meno
di cinquanta dipendenti.
(10) È demandato alle Organizzazioni territoriali aderenti alle
Associazioni nazionali contraenti di svolgere congiuntamente le azioni più
opportune affinché dagli organismi competenti siano predisposti corsi di
studio che, garantendo le finalità di cui al primo comma, favoriscano la
acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle
caratteristiche dell’attività turistica.
(11) Eventuali permessi spettanti per lo stesso titolo in forza di accordi
aziendali vigenti alla data di stipula del presente Contratto non sono
cumulabili con le ore di permesso riconosciute dal presente articolo.

CAPO IX
NORME DI COMPORTAMENTO

DOVERI DEL LAVORATORE

Articolo 97

Il lavoratore deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti
all’esplicazione della sua attività, ed in particolare:
a) osservare l’orario di lavoro e adempiere alle formalità prescritte
dall’Azienda per il controllo delle presenze;
b) svolgere con assiduità e diligenza i compiti assegnatigli osservando le
norme del presente Contratto, nonché le conseguenti disposizioni impartite
dai superiori;
c) conservare la più assoluta segretezza sugli interessi dell’Azienda;
d) non trarre profitto in qualunque modo, con danno dell’Azienda, da quanto
forma oggetto dei compiti inerenti alla posizione assegnatagli, non
svolgere attività né assumere incarichi contrari agli obblighi derivanti
dal rapporto di lavoro, ai sensi dell’articolo 8 del R.D.L. 13 novembre
1924 n. 1825;
e) usare modi cortesi con il pubblico;
f) non ritornare nei locali dell’impresa e trattenersi oltre l’orario
prescritto, salvo che per ragioni di servizio e con l’autorizzazione della
impresa, salvo quanto diversamente previsto dalle vigenti norme
contrattuali e dalle disposizioni di legge;
g) rispettare altre disposizioni interne in quanto non contrastanti con le
norme del presente Contratto e con le leggi vigenti e rientranti nelle
normali attribuzioni del datore di lavoro.

SANZIONI DISCIPLINARI

Articolo 98

(1) Le inadempienze del personale potranno essere sanzionate in rapporto
alla relativa gravità con:
a) rimprovero verbale;
b) rimprovero scritto;
c) multa non superiore all’importo di tre ore di lavoro;
d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore
a giorni cinque.

(2) Nessun provvedimento disciplinare più grave del rimprovero verbale
potrà essere adottato senza la preventiva contestazione degli addebiti al
lavoratore e senza averlo sentito a sua difesa.
(3) La contestazione degli addebiti con la specificazione del fatto
costitutivo della infrazione sarà fatta mediante comunicazione scritta
nella quale sarà indicato il termine entro cui il lavoratore potrà
presentare gli argomenti a propria difesa. Tale termine non potrà essere,
in nessun caso, inferiore a cinque giorni.
(4) La contestazione deve essere effettuata tempestivamente una volta che
l’azienda abbia acquisito conoscenza dell’infrazione e delle relative
circostanze.
(5) Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante
dell’Organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
(6) L’eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere
comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro dieci giorni dalla
scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue
giustificazioni. In tale comunicazione dovranno essere specificati i motivi
del provvedimento. Trascorso l’anzidetto periodo senza che sia stato
mandato ad effetto alcun provvedimento, le giustificazioni addotte dal
lavoratore si intenderanno accolte.
(7) Incorre nei provvedimenti del rimprovero verbale o del rimprovero
scritto o della multa o della sospensione il lavoratore che:
a) dia luogo ad assenze ingiustificate dal lavoro per più giorni
consecutivi, fino ad un massimo di giorni 5; abbandoni il proprio posto di
lavoro senza giustificato motivo;
b) senza giustificato motivo ritardi reiteratamente l’inizio del lavoro o
lo sospenda o ne anticipi la cessazione;
c) non esegua il lavoro con assiduità oppure lo esegua con negligenza;
d) per disattenzione o negligenza procuri guasti non gravi a cose o
impianti comunque esistenti nella azienda;
e) contravvenga al divieto di fumare laddove questo esista e sia indicato
con apposito cartello o fumi nei locali riservati alla clientela;
f) in altro modo trasgredisca l’osservanza del presente Contratto o
commetta atti che portino pregiudizio alla disciplina, alla morale,
all’igiene ed alla sicurezza dell’azienda.

(8) Il rimprovero verbale e il rimprovero scritto sono applicati per le
mancanze di minor rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggior
rilievo. Maggiore o minore rilievo non è dato dall’ordine di elencazione
delle mancanze.
(9) Normalmente il rimprovero scritto è applicato nei casi di prima
mancanza, la sospensione nei casi di recidiva. In casi di maggiore gravità
potrà farsi ricorso alla sospensione anche in assenza di recidiva.
(10) L’importo delle multe sarà devoluto ad un centro di ricerca sociale da
stabilirsi.
(11) Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari
decorsi due anni dalla loro applicazione.
(12) Il lavoratore che intenda impugnare il provvedimento disciplinare
inflittogli può avvalersi delle procedure di conciliazione di cui
all’articolo 7, comma 4, della legge 20 maggio 1970) n. 300.
(13) Ai sensi di legge, il lavoratore risponde in proprio delle perdite
arrecate all’impresa nei limiti ad esso imputabili.

ASSENZE NON GIUSTIFICATE

Articolo 99

(1) Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al
dipendente l’onere della prova, le assenze devono essere giustificate per
iscritto entro le 24 ore, per gli eventuali accertamenti.
(2) Nel caso di assenza non giustificata oltre alla mancata corresponsione
della retribuzione potrà essere applicata, nel caso di assenza fino a 3
giorni, una multa non eccedente l’importo del 5% della retribuzione non
corrisposta e nel caso di assenza fino a 5 giorni una multa non eccedente
l’importo del 10% della retribuzione non corrisposta.

DIVIETO DI ACCETTAZIONE DELLE MANCE

Articolo 100

Le mance sono vietate. Il personale che comunque le solleciti potrà essere
punito dal datore di lavoro con provvedimenti disciplinari ai sensi
dell’articolo 98.

CONSEGNE E ROTTURE

Articolo 101

(1) Il personale è responsabile del materiale e degli attrezzi avuti in
consegna per il lavoro. Ciascun dipendente dovrà custodire detto materiale,
conservarlo ed usarlo con normale cura e diligenza, specialmente quando
trattasi di materiale pregiato e di notevole valore intrinseco.
(2) Il personale designato dal datore di lavoro per la consegna del
materiale non potrà rifiutarsi.
(3) In caso di rottura e smarrimento degli oggetti frangibili ed
infrangibili è dovuto da parte del dipendente il relativo risarcimento
nella misura da stabilirsi negli Accordi Integrativi Territoriali.
(4) Nessuna trattenuta preventiva potrà essere fatta a tale titolo dal
datore di lavoro. Le trattenute saranno effettuate posteriormente
all’accertamento del danno.

Articolo 102

(1) Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure preventive
atte ad eliminare o comunque a ridurre al minimo la possibilità di rottura
o deterioramento del materiale specialmente se pregiato.
(2) In particolare egli fornirà al personale che prende in consegna il
materiale infrangibile un armadio munito di chiusura.

Articolo 103

(1) In caso di sottrazione imputabile al personale, senza pregiudizio delle
sanzioni contrattuali e di legge, il personale è tenuto all’immediato
risarcimento del danno, e per questo il datore di lavoro ha la facoltà di
esercitare il diritto di ritenzione sulle somme che dovessero essere dovute
all’interessato a qualsiasi titolo.
(2) In caso di flirto ad opera di terzi il personale è tenuto a darne
tempestiva comunicazione all’azienda, dimostrando di aver usato la normale
diligenza nella custodia ove trattasi di materiale a lui affidato in
consegna.

CORREDO – ABITI DI SERVIZIO

Articolo 104

(1) Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise,
diverse da qu~1e tradizionali di cui all’articolo 98 del C.C.N.L. 14 luglio
1976, la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.
(2) Le divise speciali dovranno essere indossate solo durante il servizio.
(3) Il datore di lavoro dovrà provvedere alla fornitura di idonei indumenti
per quei lavoratori le cui mansioni comportino l’uso prolungato di sostanze
imbrattanti, liquide o corrosive, quali gli addetti alle pulizie di sala,
bar, cucina, office, e relative dotazioni, magazzino e quali gli addetti
alla lavanderia.
(4) In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, indumenti, divise,
attrezzi e strumenti in dotazione dovranno essere restituiti al datore di
lavoro, mentre in caso di smarrimento, il prestatore d’opera è tenuto alla
sostituzione o al rimborso.
(5) Saranno a carico del datore di lavoro tutti gli arnesi di servizio.

CAPO X
NORME SPECIFICHE PER L’AREA QUADRI

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 105

(1) Per quanto non espressamente disposto nel presente capo, al lavoratore
con la qualifica di Quadro si applicano le norme contrattuali e di legge
disposte per gli impiegati.
(2) Le parti concordano che con l’individuazione dei criteri per
l’attribuzione della qualifica Quadro e con la presente disciplina per tale
personale, è stata data piena attuazione a quanto disposto dalla legge 13
maggio 1985, n. 190.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

Articolo 106

Ai quadri del settore Turismo verrà riconosciuta una assicurazione
sanitaria integrativa. Le parti stipulanti il presente Contratto
definiranno le modalità ed i criteri di attuazione con apposito protocollo
d’intesa.

INDENNITA’ DI FUNZIONE

Articolo 107

Ai Quadri è riconosciuta, con decorrenza 1° maggio 1990, una indennità di
funzione mensile assorbibile fino a concorrenza dai trattamenti economici
individuali comunque denominati riconosciuti aziendalmente, nelle seguenti
misure:

- cat.A L. 85.000
- cat. B L. 75.000

FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO

Articolo 108

Ai fini di valorizzare l’apporto professionale dei quadri, volto a
mantenere e sviluppare nel tempo la loro partecipazione ai processi
gestionali, verranno concordati programmi di formazione e di aggiornamento
professionale.

RESPONSABILITA’ CIVILE

Articolo 109

Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare il quadro contro il rischio di
responsabilità civile verso terzi conseguente a colpa nello svolgimento
delle proprie mansioni contrattuali.

TITOLO VI
TRATTAMENTO ECONOMICO

CAPO I
ELEMENTI DELLA RETRIBUZIONE

Articolo 110

(1) Di norma, la retribuzione del lavoratore è distinta nelle seguenti
voci:
a) paga base nazionale conglobata di cui all’articolo 114 comprensiva
dell’indennità di caro pane prevista dalla legge;
b) eventuali trattamenti salariali integrativi comunque denominati previsti
per ciascun comparto nelle parti generale e speciale del presente
Contratto;
c) indennità di contingenza;
d) eventuali scatti di anzianità nelle misure e con le modalità previste
sia nella parte generale che in quella relativa a ciascun comparto del
presente Contratto.
(2) Per il personale tavoleggiante dei pubblici esercizi la retribuzione è
costituita di norma dalla percentuale di servizio secondo le misure e le
modalità previste nella parte speciale.
(3) A decorrere dal 1° gennaio 1995, l’importo di lire ventimila
corrisposto a titolo di elemento distinto della retribuzione ai sensi
dell’accordo interconfederale 31luglio 1992 è conglobato nella indennità di
contingenza di cui alla legge 26 febbraio 1986, n. 38, così come modificata
dalla legge 13 luglio 1990, n. 91.
(4) Conseguentemente, alla data del 1° gennaio 1995, l’importo della
indennità di contingenza spettante al personale qualificato alla data del
1° novembre 1991 sarà aumentato di lire ventimila per tutti i livelli.
Contestualmente, le aziende cesseranno di corrispondere il predetto
elemento distinto della retribuzione.

Articolo 111

La materia retributiva, con la istituzione della retribuzione base
nazionale, rientra nella competenza delle Organizzazioni nazionali
stipulanti, salvo quanto espressamente demandato alle Associazioni
territoriali ed alla contrattazione integrativa aziendale.

DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE GIORNALIERA

Articolo 112

(1) La retribuzione giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione
mensile per 26.
(2) Tale indice è valido a tutti i fini contrattuali, ivi compresi i casi
di trattenuta per assenze non retribuite.

DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE ORARIA

Articolo 113

La retribuzione oraria si ottiene dividendo la retribuzione mensile per:
- 192 per il personale con orario normale di 45 ore settimanali;
- 190 per il personale con orario normale di 44 ore settimanali;
- 172 per il personale con orario normale di 40 ore settimanali.

CAPO II
PAGA BASE NAZIONALE

Articolo 114

(1) Ai rispettivi livelli previsti dalla classificazione del personale
corrisponde un valore di paga base nazionale conglobata mensile che si
raggiunge entro il 1 settembre 1995 con le gradualità e le decorrenze
sottoindicate:
————————————————————————-
livelli parametri personale qualificato 01-set-94 01-set-95
————————————————————————-
A 270 1.364.595 1.492.298
B 240 1.212.973 1.326.486
1 213 1.076.514 1.177.257
2 183 924.891 1.011.446
3 165 833.892 911.932
4 148 748.000 818.000
5 130 657.027 718.514
6S 120 606.486 663.243
6 116 586.270 641.135
7 100 505.405 552.702

personale qualificato minore anni 18

4 710.600 777.100
5 624.176 682.588
6S 576.162 630.081
6 556.957 609.078
7 480.135 525.067

personale qualificato minore anni 16
4 673.200 736.200
5 591.324 646.662
6S 545.838 596.919
6 527.643 577.022
7 454.865 497.432

(2) Per il personale delle aziende minori degli alberghi, dei campeggi e
delle agenzie di viaggio, nonché per quello dei pubblici esercizi e degli
stabilimenti balneari di terza e quarta categoria, si fa rinvio ai valori
previsti per ciascun comparto nella parte speciale del presente Contratto.
(3) Per gli apprendisti si fa rinvio a quanto previsto dall’articolo 49 del
presente contratto.
(4) La paga base nazionale sopra riportata è comprensiva anche degli
elementi retributivi elencati:
- all’articolo 65 del C.C.N.L. 14 luglio 1976 per i dipendenti da Alberghi
e Pubblici Esercizi;
- all’articolo 40 del C.C.N.L. 9 febbraio 1978 per i dipendenti da
Stabilimenti balneari;
- nella parte 3a dell’Accordo di rinnovo del 14 luglio 1977 per i
dipendenti da Imprese di viaggi e turismo;
- indennità di contingenza maturata fino al 31 gennaio 1977;
- elemento distinto o autonomo dalla retribuzione di cui agli articoli 81 e
87 del C.C.N.L. 10 aprile 1979.

CAPO III
CONTINGENZA

Articolo 115

L’indennità di contingenza costituisce un elemento integrante della
retribuzione e la sua corresponsione, salvo quanto diversamente previsto
nella parte speciale del presente Contratto, è regolata sino al 31 gennaio
1986 dagli accordi allegati in calce al Contratto, dal 1° febbraio 1986
dalla legge n. 38 del 26 febbraio 1986 e successive modifiche ed
integrazioni (allegato D6).

CAPO IV
CORRESPONSIONE DELLA RETRIBUZIONE

Articolo 116

(1) La retribuzione sarà pagata al personale secondo le consuetudini locali
ed in ogni caso non più tardi della fine del mese con una tolleranza
massima di sei giorni.
(2) Quando ragioni tecniche derivanti dalla centralizzazione
dell’amministrazione lo impediscano, deve essere corrisposto entro il
termine sopra indicato un acconto pari al 90% della retribuzione
presuntivamente dovuta con conguaglio nei dieci giorni successivi.
(3) Al sensi della legge 5 gennaio 1953, n. 4 le retribuzioni dovranno
essere corrisposte a mezzo di buste paga, nelle quali dovrà essere indicato
il periodo di lavoro cui la retribuzione stessa si riferisce, il relativo
importo, la misura e l’importo del lavoro straordinario e tutti gli altri
elementi che concorrono a formare la somma globale contenuta nella busta
paga. Dovranno parimenti essere elencate distintamente tutte le ritenute
effettuate.

CAPO V
ASSORBIMENTI

Articolo 117

(1) Le variazioni salariali derivanti dai nuovi valori di paga base
nazionale di cui all’articolo 114 non possono essere assorbite da quote
salariali comunque denominate derivanti dalla contrattazione collettiva
salvo che non sia stato diversamente ed espressamente previsto.
(2) Per quanto riguarda le Imprese di viaggi e turismo si fa riferimento
inoltre a quanto previsto dall’articolo 376.

CAPO VI
SCATTI DI ANZIANITA’

Articolo 118

(1) A tutto il personale verranno riconosciuti sei scatti triennali per
l’anzianità di servizio prestata senza interruzione di rapporto di lavoro
presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il
complesso di aziende facente capo alla stessa società), salvo quanto
diversamente stabilito per il settore della ristorazione collettiva dal
Capo XV del Titolo XII.
(2) L’anzianità utile ai fini della maturazione del primo scatto di
anzianità è:
- quella maturata successivamente al compimento del 18° anno di età per il
personale assunto a partire dal 1° giugno 1986;
- quella maturata dal 1° giugno 1986 per il personale di età compresa tra
il 18° ed il 21° anno, in servizio alla data del 1° giugno 1986;
- quella maturata successivamente al compimento del 18° anno di età per il
personale di età inferiore al 18° anno, in servizio alla stessa data del 1°
giugno 1986;
- quella maturata dal compimento del 21° anno di età per il personale di
età superiore al 21° anno, in servizio alla data del 1° giugno 1986.
(3) Gli scatti triennali decorreranno dal primo giorno del mese
immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio di
anzianità.
(4) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale, a partire dal 1° maggio 1990 gli importi degli scatti sono
determinati in cifra fissa per ciascun livello di inquadramento nelle
seguenti misure:
———————————————-
LIVELLI IMPORTI
———————————————-
Quadro A 79.000
Quadro B 76.000
I 73.000
II 70.000
III 67.500
IV 64.000
V 63.000
VI S 60.500
VI 60.000
VII 59.000
———————————————–

(5) In occasione della maturazione del nuovo scatto, l’importo degli scatti
maturati è calcolato in base ai suddetti valori senza la liquidazione di
arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.
(6) Nel caso in cui nel corso del triennio intercorrente tra l’uno e
l’altro scatto siano intervenuti passaggi a livello superiore, gli importi
relativi agli scatti precedenti saranno ricalcolati in base al nuovo valore
al momento di maturazione del nuovo scatto senza liquidazione di arretrati
per il periodo pregresso.
(7) Le modalità di coordinamento della normativa di cui sopra con quelle
diversificate previste dal presente C.C.N.L. sono definite per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto.

Articolo 119

(1) Relativamente a quanto stabilito dall’articolo 118 sull’anzianità utile
ai fini della maturazione del primo scatto per il personale di età
superiore a 21 anni in servizio alla data di entrata in vigore del presente
Contratto, resta confermato, in conformità di quanto stabilito
rispettivamente dagli articoli 258, 299 e 301 del C.C.N.L. 8 luglio 1982,
il riconoscimento del primo scatto a partire:
- dal 1° gennaio 1970 per il personale dipendente dai pubblici esercizi di
età pari o superiore a 21 anni e con anzianità di servizio presso la stessa
azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni dalla data suddetta;
- dal 1° maggio 1974 per il personale dipendente dagli stabilimenti
balneari con età superiore a 21 anni e con anzianità di servizio presso la
stessa azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni alla data del
30 aprile 1974;
- dal 1° giugno 1978 per il personale dipendente dagli alberghi diurni con
età pari o superiore a 21 anni e con anzianità di servizio presso la stessa
azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni alla data del 30
giugno 1978.

CAPO VII
MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

TREDICESIMA MENSILITA’

Articolo 120

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, in occasione delle ricorrenze natalizie a
tutto il personale verrà corrisposta una gratifica pari ad una mensilità di
retribuzione in atto (paga base nazionale, contingenza, eventuali scatti di
anzianità, eventuale terzo elemento o quote aggiuntive provinciali,
eventuali trattamenti integrativi salariali aziendali comunque denominati),
esclusi gli assegni familiari.
(2) Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il
corso dell’anno, e sempre che sia stato superato il periodo di prova, il
lavoratore avrà diritto a tanti dodicesimi dell’ammontare della gratifica
natalizia per quanti sono i mesi di servizio prestati nell’azienda e la
frazione di mese viene considerata come mese intero se pari o superiore a
15 giorni di calendario, mentre non viene computata se inferiore a 15
giorni.
(3) Dall’ammontare della tredicesima mensilità saranno detratti i ratei
relativi ai periodi di assenza dal lavoro non retribuiti per una delle
cause previste dal presente Contratto fatto salvo quanto diversamente
previsto dalle disposizioni di legge e/o contrattuali ivi compreso per i
soli pubblici esercizi quanto previsto in materia di integrazione della
indennità di malattia nella relativa parte speciale.
(4) Per i periodi di assenza obbligatoria per gravidanza o puerperio, sarà
corrisposta alla lavoratrice solamente il 20% della gratifica (articolo 30,
D.P.R. 21 maggio 1953, n. 568).

PARTE GENERALE

QUATTORDICESIMA MENSILITA’

Articolo 121

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, a tutto il personale sarà corrisposta una
mensilità della retribuzione in atto al 30 giugno di ciascun anno
(paga-base nazionale, indennità di contingenza, eventuali scatti di
anzianità, eventuale terzo elemento o quote aggiuntive provinciali,
eventuali trattamenti integrativi salariali aziendali comunque denominati),
esclusi gli assegni familiari.
(2) La gratifica di ferie dovrà essere corrisposta con la retribuzione del
mese di luglio.
(3) I lavoratori avranno diritto a percepire per intero la gratifica di
ferie nella misura sopra indicata solo nel caso che abbiano prestato
servizio nella stessa azienda per i dodici mesi precedenti il 1° luglio.
(4) Qualora il rapporto di lavoro abbia inizio o cessi nel corso dei dodici
mesi precedenti il 1° luglio, i lavoratori avranno diritto a tanti
dodicesimi per quanti sono i mesi di servizio prestati nell’azienda sempre
che sia stato superato il periodo di prova e la frazione di mese viene
considerata come mese intero pari o superiore a 15 giorni di calendario,
mentre non viene computata se inferiore a 15 giorni.
(5) Per quanto riguarda il computo dei ratei relativi ai periodi di assenza
dal lavoro non retribuiti, valgono le disposizioni di cui al comma 3 del
precedente articolo.
(6) Nessun obbligo incombe al datore di lavoro per il caso previsto dal
comma 4 del precedente articolo.

CAPO VIII
ELEMENTI ECONOMICI INTEGRATIVI

Articolo 122

(1) In applicazione del protocollo 23 luglio 1993, l’erogazione di elementi
economici ulteriori rispetto a quanto già previsto dal presente contratto è
prevista con le seguenti modalità:
a) per le aziende che occupano più di quindici dipendenti, mediante la
contrattazione integrativa a livello aziendale che avrà ad oggetto
erogazioni salariali – in coerenza con le strategie dell’impresa -
strettamente correlate ai risultati conseguiti con la realizzazione di
programmi aziendali concordati tra le parti, aventi per obiettivo, ad
esempio, incrementi di produttività, di competitività, di qualità, di
redditività. Al fine dell’acquisizione di elementi di conoscenza comune per
la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale a contenuto
economico, le parti valuteranno preventivamente le condizioni dell’impresa
e del lavoro, le sue prospettive di sviluppo anche occupazionale, tenuto
conto dell’andamento delle prospettive della competitività e delle
condizioni essenziali di redditività. Laddove a livello aziendale
sussistano erogazioni economiche di analoga natura, anche parzialmente
variabili, la parte variabile dovrà essere ricondotta nell’ambito delle
nuove erogazioni sopra specificate. La parte fissa sarà conservata;
b) per le aziende che occupano sino a quindici dipendenti, mediante una
contrattazione integrativa a livello nazionale che avrà ad oggetto
l’erogazione di un premio di produttività, eventualmente differenziato per
comparti e per aree territoriali, correlato ai risultati mediamente
conseguiti dalle piccole imprese del settore. Al fine dell’acquisizione di
elementi di conoscenza comune utili a verificare l’effettivo incremento di
produttività e redditività, le parti si avvarranno anche dell’assistenza
dell’Ente Bilaterale Nazionale e degli Osservatori istituiti presso gli
Enti Bilaterali Territoriali.
(2) Gli importi dei nuovi elementi economici integrativi di cui al comma
precedente sono variabili e non predeterminabili e non sono utili ai fini
di alcun istituto legale e contrattuale.
(3) Le erogazioni di cui sopra avranno caratteristiche tali da consentire
l’applicazione del particolare trattamento contributivo previsto dalla
normativa di legge che verrà emanata in attuazione del protocollo 23 luglio
1993.
(4) La durata degli accordi di cui alla lettera a) del comma 1 sarà pari a
quattro anni. Le relative piattaforme non potranno essere presentate prima
dell’ottobre 1995, fermo restando che gli effetti economici degli eventuali
accordi non potranno avere decorrenza anteriore al 1996. Restano ferme le
eventuali scadenze previste da accordi aziendali stipulati dopo il 23
luglio 1993.
(5) La durata degli accordi di cui alla lettera b) del comma 1 sarà pari a
quattro anni. Le relative piattaforme non potranno essere presentate prima
del gennaio 1997, fermo restando che gli effetti economici degli accordi
non potranno avere decorrenza anteriore al luglio 1997.
(6) In occasione della contrattazione integrativa saranno garantite
condizioni di assoluta normalità sindacale con esclusione in particolare
del ricorso ad agitazioni, per un periodo di due mesi dalla presentazione
della piattaforma rivendicativa e comunque fino a due mesi successivi alla
scadenza dell’accordo precedente.
(7) Le disposizioni di cui al comma i non operano nei confronti delle
aziende stagionali, per le quali continuano a trovare applicazione le norme
di cui agli articoli 174, 175, 176, 217, 218, 219 e 249.
(8) Per la ristorazione collettiva (mense aziendali), la determinazione
degli elementi economici integrativi – nel rispetto dell’attuale prassi di
cui all’articolo 307 del CCNL Turismo 14 giugno 1991 – si svolgerà, anziché
con accordi aziendali, con accordi provinciali.

TITOLO VII

SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I
MALATTIA

Articolo 123

(1) Agli effetti di quanto previsto nel presente Capo si intende per
"malattia" ogni alterazione dello stato di salute, qualunque sia la causa
da cui dipende, che comporti incapacità al lavoro specifico al quale il
lavoratore è addetto, o che comunque comporti la necessità di assistenza
medica o la somministrazione di sussidi terapeutici, salvo i casi che
rientrano nella normativa contrattuale e di legge sugli infortuni di cui al
successivo articolo 127.

Articolo 124

(1) Nell’ambito della normativa del Servizio Sanitario Nazionale il datore
di lavoro ha l’obbligo di rilasciare ai propri dipendenti, all’atto
dell’assunzione, la certificazione eventualmente prescritta dalle vigenti
disposizioni di legge o di regolamento ai fini dell’iscrizione del
lavoratore stesso al Servizio Sanitario Nazionale.
(2) Il lavoratore ammalato ha l’obbligo di dare notizia al proprio datore
di lavoro del suo stato di salute all’atto del verificarsi della malattia
ed anche al fine della percezione delle indennità economiche di cui al
successivo articolo è tenuto ai sensi dell’articolo 15 della legge 23
aprile 1981, n. 155, a recapitare o a trasmettere a mezzo raccomandata con
avviso di ricevimento entro due giorni dal rilascio da parte del medico
curante l’attestazione dell’inizio e della durata presunta della malattia
nonché i successivi certificati in caso di ricaduta o continuazione di
malattia.
(3) In mancanza di tali comunicazioni, salvo giuste ragioni di impedimento,
l’assenza si considera ingiustificata, ferme restando le sanzioni previste
dalla legge per il ritardo nel recapito o nella trasmissione della
certificazione di inizio o di continuazione della malattia.
(4) Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto
attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i
quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.
(5) Salvo il caso di opposizione contro l’accertamento degli organi
competenti e conseguente richiesta del giudizio del collegio medico a ciò
preposto, il lavoratore ha l’obbligo di presentarsi in servizio alla data
indicata dal certificato del medico curante; in caso di mancata
presentazione o di ritardo ingiustificato, il datore di lavoro resta
esonerato dall’obbligo della conservazione del posto di cui al successivo
articolo 129 ed il lavoratore sarà considerato dimissionario, restando a
suo carico l’indennità di mancato preavviso.
(6) In mancanza di comunicazioni da parte del lavoratore circa eventuali
mutamenti di indirizzo, durante il periodo di assenza per malattia o
infortunio, l’azienda presume che esso dimori all’ultimo indirizzo presso
il quale si riserva di far eseguire gli accertamenti sanitari.
(7) Il lavoratore che presti servizio in aziende addette alla preparazione,
manipolazione e vendita di sostanze alimentari di cui alla legge 30 aprile
1962, n. 283, ha l’obbligo, in caso di malattia di durata superiore a 5
giorni, di presentare al rientro in servizio al datore di lavoro il
certificato medico dal quale risulti che il lavoratore non presenta
pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima.
(8) Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l’idoneità fisica del
lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto
pubblico.

Articolo 125

(1) Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare
scrupolosamente le prescrizioni mediche inerenti la permanenza presso il
proprio domicilio.
(2) Il lavoratore è tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10.00
alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni, comprese
le domeniche ed i giorni festivi al fine di consentire l’effettuazione
delle visite di controllo richieste dal datore di lavoro.
(3) Nel caso in cui a livello nazionale o territoriale le visite di
controllo siano effettuate a seguito di un provvedimento amministrativo o
su decisione dell’ente preposto ai controlli di malattia in orari diversi
da quelli indicati al secondo comma del presente articolo, questi ultimi
saranno adeguati ai nuovi criteri organizzativi.
(4) Salvo i casi di giustificata e comprovata necessità di assentarsi dal
domicilio per le visite, le prestazioni e gli accertamenti specialistici,
nonché le visite ambulatoriali di controllo, e salvo i casi di forza
maggiore, dei quali il lavoratore ha l’obbligo di dare immediata notizia
all’azienda da cui dipende, il mancato rispetto da parte del lavoratore
dell’obbligo di cui al secondo comma del presente articolo comporta
comunque l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 5 della legge
11 novembre 1983, n. 638, comma 15, nonché l’obbligo dell’immediato rientro
in azienda.

Articolo 126

(1) Durante il periodo di malattia al lavoratore competono oltre alle
prestazioni sanitarie assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale quelle
economiche previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente
Contratto.
(2) Al momento della risoluzione del rapporto, il datore di lavoro è
obbligato a rilasciare una dichiarazione di responsabilità, dalla quale
risulti il numero di giornate di malattia indennizzate nel corso dei 365
giorni precedenti tale data, che il lavoratore è tenuto a consegnare al
nuovo datore di lavoro.

CAPO II
INFORTUNIO

Articolo 127

(1) Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare presso l’INAIL il personale
soggetto all’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro secondo
le disposizioni di legge contenute nel Testo Unico approvato con D.P.R. 30
giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni e integrazioni.
(2) Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio,
anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore
abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e il datore di lavoro,
non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, e non abbia
potuto inoltrare la prescritta denuncia all’INAIL, resta esonerato da ogni
e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
(3) Salvo quanto previsto per ciascun comparto nella parte speciale del
presente Contratto, ai sensi dell’articolo 73 del D.P.R. 30 giugno 1965, n.
1124, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere ai lavoratori soggetti
all’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro, l’intera
retribuzione per la giornata in cui avviene l’infortunio ed una indennità
pari al 60% (sessanta per cento) della normale retribuzione giornaliera per
i tre giorni successivi (periodo di carenza).

Articolo 128

Per il personale assicurato dal datore di lavoro contro gli infortuni resta
inibita ogni forma di cumulo tra le indennità relative a tale assicurazione
e le prestazioni corrisposte dall’INPS.

CAPO III
CONSERVAZIONE DEL POSTO

Articolo 129

(1) In caso di malattia accertata o di infortunio il personale che non sia
in periodo di prova o di preavviso ha diritto alla conservazione del posto
per un periodo di 180 giorni per anno, intendendosi per tale il periodo
compreso tra il Io gennaio e il 31 dicembre.
(2) Ove il lavoratore si ammali o si infortuni più volte nel corso
dell’anno i relativi periodi di assenza sono cumulabili agli effetti del
raggiungimento del termine massimo di conservazione del posto di cui al
precedente comma.
(3) Per il personale assunto a termine, la conservazione del posto è
comunque limitata al solo periodo di stagione o di ingaggio.
(4) Qualora allo scadere del periodo per il quale è obbligatoria la
conservazione del posto, il personale non possa riprendere servizio per il
protrarsi della malattia, il rapporto di lavoro si intenderà risolto con
diritto all’intero trattamento di fine rapporto ed a quanto altro dovuto,
esclusa l’indennità sostitutiva di preavviso.

Articolo 130

(1) Nei confronti dei lavoratori ammalati e infortunati sul lavoro la
conservazione del posto, fissata nel periodo massimo di 180 giorni
dall’articolo 129 del presente Contratto, sarà prolungata, a richiesta del
lavoratore, per un ulteriore periodo non superiore a giorni 120, alle
seguenti condizioni:
a) che non si tratti di malattie croniche e/o psichiche;
b) che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici;
c) che il periodo eccedente i 180 giorni sia considerato di "aspettativa"
senza retribuzione.

(2) I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di
cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata
A.R., prima della scadenza del 180′ giorno di assenza per malattia o
infortunio e firmare espressa dichiarazione di accettazione delle suddette
condizioni.
(3) Al termine del periodo di aspettativa il datore di lavoro potrà
procedere al licenziamento ai sensi del precedente articolo 129; il periodo
stesso è considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio in caso di
prosecuzione del rapporto.

Articolo 131

(1) Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di malattia e
infortunio valgono le norme di legge e regolamenti vigenti.
(2) Restano ferme le norme previste dagli ordinamenti speciali regionali.
(3) Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla legge
per le provincie redente.

LAVORATORI AFFETTI DA TUBERCOLOSI

Articolo 132

(1) I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti
sanitari o case di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria tbc o
dello Stato, delle Regioni, delle Province o dei Comuni, o a proprie spese,
hanno diritto alla conservazione del posto fino a 18 mesi dalla data di
sospensione dal lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di
dimissioni dal sanatorio, per dichiarata guarigione, prima della scadenza
di 14 mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla
conservazione del posto sussiste fino a 4 mesi successivi alla dimissione
stessa.
(2) Al sensi dell’articolo 9 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088 le
imprese aventi un numero di dipendenti superiore a 15 unità hanno l’obbligo
di conservare il posto ai lavoratori affetti da tbc fino a sei mesi dopo la
data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta guarigione o
stabilizzazione.
(3) Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia
dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della
malattia; in caso di contestazione in merito all’inidoneità stessa decide
in via definitiva il direttore del Consorzio Provinciale Antitubercolare
assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai
sensi dell’ultimo comma dell’articolo 10 della legge 28 febbraio 1953, n.
86.
(4) Tanto nei casi di ricovero in luogo di cura quanto negli altri casi, al
lavoratore affetto da malattia tubercolare sarà riconosciuto nell’anzianità
di servizio un periodo massimo di 180 giorni.

CAPO IV
GRAVIDANZA E PUERPERIO

Articolo 133

(1) Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto ad
astenersi dal lavoro:
a) per i 2 mesi precedenti la data presunta del parto indicata nel
certificato medico di gravidanza;
b) per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto
stesso;
c) per i tre mesi dopo il parto;
d) per un ulteriore periodo di 6 mesi dopo il periodo di cui alla lettera
c).

(2) La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il
periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al
compimento di un anno di età del bambino, salvo le eccezioni previste dalla
legge (licenziamento per giusta causa, cessazione dell’attività
dell’impresa, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era
stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine
per il quale era stato stipulato).
(3) Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo
di gravidanza e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del periodo
in cui opera il divieto ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto
di lavoro mediante presentazione, entro 90 giorni dal licenziamento di
idonea certificazione dalla quale risulti l’esistenza all’epoca del
licenziamento delle condizioni che lo vietavano.
(4) Al sensi dell’articolo 4 del D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1026 la
mancata prestazione di lavoro durante il periodo di tempo intercorrente tra
la data di cessazione effettiva del rapporto di lavoro e la presentazione
della certificazione non dà luogo a retribuzione. Il periodo stesso è
tuttavia computato nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi
alle ferie e alla tredicesima mensilità o gratifica natalizia.
(5) In caso di malattia prodotta dallo stato di gravidanza nei mesi
precedenti il periodo di divieto di licenziamento, il datore di lavoro è
obbligato a conservare il posto alla lavoratrice alla quale è applicabile
il divieto stesso.
(6) I periodi di assenza obbligatoria di cui alle lettere a) b) e) devono
essere computati agli effetti indicati dall’articolo 6 della legge 30
dicembre 1971, n. 1204. Il periodo di assenza facoltativa di cui alla
lettera d) è computabile solo ai fini di cui all’ultimo comma dell’articolo
7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204.
(7) Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice
ha diritto ad un’indennità pari rispettivamente all’80% ed al 30% della
normale retribuzione, posta a carico dell’INPS dall’articolo 74 della legge
23 dicembre 1978, n. 833 secondo le modalità stabilite e anticipata dal
datore di lavoro ai sensi dell’articolo 1 della legge 29 febbraio 1980, n.
33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33.
(8) Nei confronti delle lavoratrici assunte a tempo determinato per i
lavori stagionali, l’INPS provvede direttamente al pagamento delle
prestazioni di maternità agli aventi diritto, ai sensi del sesto comma
dell’articolo 1 della legge 29 febbraio 1980, n. 33.
(9) Nei confronti delle lavoratrici che abbiano adottato bambini o che li
abbiano ottenuti in affidamento preadottivo si applica l’articolo 6 della
legge 9 dicembre 1977, n. 903.
(10) Nessuna indennità è dovuta dal datore di lavoro per tutto il periodo
di assenza obbligatoria e facoltativa, fatto salvo quanto previsto
dall’articolo 120 del presente Contratto.

Articolo 134

(1) Il diritto di assentarsi dal lavoro, trascorso il periodo di astensione
obbligatoria della lavoratrice madre, per un periodo di sei mesi entro il
primo anno di età del bambino ed il relativo trattamento economico,
previsti rispettivamente dagli articoli 7 e 15 della legge 30 dicembre
1971, n. 1204, nonché il diritto di assentarsi dal lavoro durante la
malattia del bambino di età inferiore a tre anni sono riconosciuti anche al
padre lavoratore, anche se adottivo o affidatario, ai sensi della legge 4
maggio 1983, n. 184 in alternativa alla madre lavoratrice ovvero quando i
figli siano affidati al solo padre.
(2) A tal fine, il padre lavoratore deve presentare al proprio datore di
lavoro una dichiarazione da cui risulti la rinuncia dell’altro genitore ad
avvalersi dei diritti di cui sopra, nonché nel caso di malattia del bambino
di età inferiore a tre anni, il relativo certificato medico.
(3) Nel caso di assenza per un periodo di sei mesi entro il primo anno di
età del bambino, il padre lavoratore, entro dieci giorni dalla
dichiarazione di cui al comma precedente deve altresì presentare al proprio
datore di lavoro una dichiarazione del datore di lavoro dell’altro genitore
da cui risulti l’avvenuta rinuncia.
(4) I periodi di assenza di cui ai precedenti commi sono computati agli
effetti indicati dall’articolo 7, ultimo comma, della legge 30 dicembre
1971, n. 1204.

Articolo 135

(1) Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il
primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili,
durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di
lavoro è inferiore a sei ore.
(2) Detti periodi di riposo hanno durata di un ‘ora ciascuno e comportano
il diritto della lavoratrice madre ad uscire dall’azienda; sono di mezz’ora
ciascuno e non comportano il diritto ad uscire dall’azienda quando la
lavoratrice voglia usufruire della camera di allattamento o dell’asilo
nido, ove istituiti dal datore di lavoro nelle dipendenze dei locali di
lavoro.
(3) Per detti riposi, con effetto dal 1° gennaio 1980, è dovuta dall’INPS
un’indennità pari all’intero ammontare della retribuzione relativa ai
riposi medesimi.
(4) L’indennità è anticipata dal datore di lavoro ed è portata a conguaglio
con gli importi dovuti all’ente assicuratore, ai sensi dell’articolo 8
della legge 9 dicembre 1977, n. 903.
(5) I riposi di cui al presente articolo sono indipendenti dalle normali
interruzioni previste dagli articoli 78 e 80 del presente Contratto e da
quelle previste dagli articoli 18 e 19 della legge 26 aprile 1934, n. 653
sulla tutela del lavoro della donna.
(6) La lavoratrice ha diritto altresì ad assentarsi dal lavoro durante la
malattia del bambino di età inferiore a tre anni, dietro presentazione di
certificato medico.
(7) I periodi di assenza di cui al precedente comma sono computabili solo
ai fini di cui all’articolo 7 ultimo comma, della legge 30 dicembre 1971,
n.1204.

Articolo 136

(1) La lavoratrice in stato di gravidanza ha l’obbligo di esibire al datore
di lavoro il certificato rilasciato dall’ufficiale sanitario o da un medico
del Servizio Sanitario Nazionale e il datore di lavoro è tenuto a darne
ricevuta.
(2) Per usufruire dei benefici connessi al parto e al puerperio la
lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro entro il quindicesimo
giorno successivo al parto il certificato di nascita del bambino rilasciato
dall’ufficiale di Stato Civile o il certificato di assistenza al parto,
vidimato dal Sindaco, previsto dal R.D.L. 15 ottobre 1936, n. 2128.
(3) Nel caso di dimissioni presentate durante il periodo in cui è previsto
il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto al trattamento di
fine rapporto previsto dall’articolo 154 e ad un’indennità pari a quella
spettante in caso di preavviso, secondo le modalità previste dall’articolo
140.
(4) La ripresa del lavoro da parte della lavoratrice determina di diritto
lo scioglimento senza preavviso del rapporto di lavoro della persona
assunta in sua sostituzione, purché a questa sia stata data notizia,
all’atto dell’assunzione, del carattere provvisorio del rapporto stesso.
(5) Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di gravidanza
e puerperio valgono le norme di legge ed i regolamenti vigenti.

CAPO V
CHIAMATA ALLE ARMI

SERVIZIO MILITARE DI LEVA

Articolo 137

(1) La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva è
disciplinata dal D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 303, a norma del quale il
rapporto di lavoro non viene risolto, ma si considera sospeso per il
periodo del servizio militare di leva, con diritto alla conservazione del
posto.
(2) Al termine del servizio militare di leva per congedo o per invio in
licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore entro trenta giorni
dal congedo o dall’invio in licenza deve porsi a disposizione del datore di
lavoro per riprendere servizio, in mancanza di che il rapporto di lavoro è
risolto.
(3) Il periodo trascorso in servizio militare va computato nell’anzianità
di servizio ai soli effetti dell’indennità di anzianità, in vigore alla
data del 31 maggio 1982, e del preavviso.
(4) A decorrere dal 1° giugno 1982, il periodo trascorso in servizio
militare è considerato utile per il trattamento di fine rapporto, ai soli
fini dell’applicazione del tasso di rivalutazione di cui all’articolo 2120
del Codice Civile come modificato dalla legge 29 maggio 1982, n. 297.
(5) Non saranno, invece, computati a nessun effetto, nell’anzianità, i
periodi di ferma volontaria eccedenti la durata normale del servizio di
leva.
(6) Nel caso di cessazione dell’attività dell’azienda, il periodo trascorso
in servizio militare sarà computato nell’anzianità del lavoratore fino alla
cessazione della stessa.
(7) Le norme di cui al presente articolo si applicano, per effetto
dell’articolo 7 della legge 15 dicembre 1972, n. 772, sul riconoscimento
dell’obiezione di coscienza anche ai lavoratori che prestano servizio
civile sostitutivo, nonché per effetto della legge 9 febbraio 1978, n. 38
sulla cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo, ai
lavoratori ai quali sia riconosciuta la qualifica di volontari in servizio
civile, ai sensi della legge stessa.
(8) Le norme del presente articolo si applicano nel caso di contratto a
termine, limitatamente alla durata del contratto stesso.

RICHIAMO ALLE ARMI

Articolo 138

(1) In caso di richiamo alle armi il lavoratore ha diritto per il periodo
in cui rimane sotto le armi, alla conservazione del posto.
(2) Tale periodo va computato nella anzianità di servizio ai soli effetti
della indennità di anzianità in vigore fino alla data del 31 maggio 1982,
nonché degli scatti di anzianità e del preavviso.
(3) Durante il periodo di richiamo alle armi tutto il personale avrà
diritto al trattamento previsto dalla legge 10 giugno 1940, n. 653 (Cfr
Sentenza Corte Costituzionale 4 maggio 1984, n. 136).
(4) Il trattamento previsto dalle norme di legge e contrattuale a favore
dei richiamati ha termine con la cessazione dell’attività dell’azienda.
(5) Gli assegni di cui sopra saranno liquidati al personale dei pubblici
esercizi retribuito in tutto o in parte con la percentuale di servizio,
sulla base della retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 110.
(6) Alla fine del richiamo – sia in caso di invio in congedo come quello di
invio in licenza illimitata in attesa di congedo – il lavoratore deve porsi
a disposizione del datore di lavoro per riprendere la sua occupazione entro
il termine di 5 giorni se il richiamo ha avuto durata non superiore ad un
mese, di 8 giorni se ha avuto durata superiore ad un mese, ma non a sei
mesi, di 15 giorni se ha avuto durata superiore a sei mesi; nel caso che,
senza giustificato impedimento, il lavoratore non si ponga a disposizione
del datore di lavoro nei termini sopra indicati, sarà considerato
dimissionario.

TITOLO VIII
RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I
RECESSO

Articolo 139

Fermo restando quanto previsto dalle leggi n. 604 del 1966 e n. 300 del
1970, così come modificate dalla legge n. 108 del 1990, nei casi consentiti
dalla legge, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a
tempo indeterminato, dando preavviso scritto, a mezzo di lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno, nei termini stabiliti nel successivo
articolo 140.

CAPO II
PREAVVISO

Articolo 140

(1) Tanto per il caso di licenziamento quanto per quello di dimissioni i
termini di preavviso sono i seguenti:

a) fino a 5 anni di servizio compiuti:
——————————————–
Quadri A e B 4 mesi
livello I 2 mesi
livello Il e III 1 mese
livello IV e V 20 giorni
livello VI S, VI e VII 15 giorni
——————————————-

b) oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:
——————————————————
Quadri A e B 5 mesi
livello I 3 mesi
livello Il e III 45 giorni
livello IV e V 30 giorni
livello VI S, VI e VII 20 giorni
——————————————————-

c) oltre i 10 anni di servizio compiuti:
——————————————————-
Quadri A e B 6 mesi
livello I 4 mesi
livello Il e II 2 mesi
livello IV e V 45 giorni
livello VI S, VI e VII 20 giorni
——————————————————

d) apprendisti 10 giorni

(2) Durante il periodo di preavviso per licenziamento, il dipendente avrà
diritto ad un permesso straordinario di due ore giornaliere per le pratiche
relative alla ricerca di altra Occupazione.

INDENNITA’ SOSTITUTIVA DEL PREAVVISO

Articolo 141

(1) Il datore di lavoro, in luogo del preavviso, potrà dare al personale
licenziato, per l’intero periodo di preavviso stesso, la normale
retribuzione salvo quanto diversamente previsto per i pubblici esercizi
all’articolo 281.
(2) Il dipendente avrà uguale obbligo di indennizzo verso il datore di
lavoro, laddove si dimetta senza rispettare i termini di preavviso.
(3) Il datore di lavoro avrà diritto di rivalersi di tale indennizzo sulle
competenze di spettanza del dipendente dimissionario, oppure su altri
crediti eventualmente in sue mani in dipendenza del rapporto di lavoro e di
proprietà dello stesso dipendente.
(4) Nei casi di licenziamento il preavviso non può avere inizio né durante
la malattia né durante le ferie. Le ferie non possono essere concesse
durante il preavviso.

CAPO III
DIMISSIONI

Articolo 142

(1) Le dimissioni del dipendente, che sia o non in servizio, devono essere
presentate con disdetta scritta e con i termini di preavviso stabiliti
all’articolo 140 ferme restando in difetto le norme di cui all’articolo
141.
(2) Il datore di lavoro può rinunciare al preavviso se richiesto dal
dimissionario facendo cessare subito il rapporto di lavoro. Quando il
datore di lavoro voglia di sua iniziativa far cessare il rapporto prima
della scadenza del termine di preavviso, potrà farlo corrispondendo però al
dimissionario l’indennità relativa al periodo di anticipata risoluzione del
rapporto.

Articolo 143

Al dipendente in ogni caso di dimissioni spetta il trattamento di fine
rapporto di cui all’articolo 154.

GIUSTA CAUSA

Articolo 144

(1) Il lavoratore che si dimette per giusta causa ai sensi dell’articolo
2119 del Codice Civile, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto,
anche all’indennità sostitutiva del preavviso.
(2) Non avrà diritto ad alcun preavviso o corrispondente indennità quel
datore di lavoro che si fosse reso colpevole di ingiurie od atti lesivi per
l’onore e per la dignità del dipendente; e se per tali fatti il dipendente
ritenesse opportuno risolvere il rapporto, avrà diritto alle indennità
stabilite dagli articoli 141 e 154 salvo ogni maggior diritto per il
risarcimento di danni morali e materiali.

MATRIMONIO

Articolo 145

(1) In conformità dell’articolo 1, comma 4, legge 9 gennaio 1963, n. 7, le
dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il
giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio in quanto segua la
celebrazione e la scadenza di un anno dalla celebrazione stessa sono nulle
se non risultano confermate entro un mese all’Ufficio del Lavoro.
(2) La lavoratrice che rassegni le dimissioni per contrarre matrimonio ha
diritto sempre che abbia compiuto il periodo di prova, al trattamento di
fine rapporto previsto dall’articolo 154 con esclusione dell’indennità
sostitutiva del preavviso.
(3) Anche in questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per
iscritto con l’osservanza dei termini di preavviso di cui all’articolo 141
e confermate, a pena di nullità, all’Ufficio del Lavoro entro il termine di
un mese.
(4) L’indennità di cui al secondo comma del presente articolo sarà
corrisposta alla lavoratrice dimissionaria all’atto della esibizione del
certificato di matrimonio, purché tale esibizione sia effettuata entro sei
mesi dalla data della risoluzione del rapporto di lavoro.

CAPO IV
LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PER GIUSTA CAUSA O GIUSTIFICATO MOTIVO

Articolo 146

(1) Ai sensi e con i limiti previsti dalle leggi 15 luglio 1966 n. 604, 20
maggio 1970, n. 300, il maggio 1990 n. 108 e successive modifiche ed
integrazioni, il licenziamento individuale non può effettuarsi che per:
a) "giusta causa" senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato o
prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato,
qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche
provvisoria, del rapporto (articolo 2119 del Codice Civile).
b) "giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il
licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi
contrattuali del prestatore di lavoro, ovvero da ragioni inerenti
all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare
funzionamento di essa.

(2) Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a
mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, al lavoratore, che può
chiedere, entro quindici giorni dalla comunicazione, i motivi che lo hanno
determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per
iscritto entro sette giorni dalla richiesta.
(3) Il licenziamento intimato senza l’osservanza delle norme di cui al
precedente comma è inefficace.
(4) Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo, i
lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei requisiti
di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, fatte salve le
deroghe di legge emanate ed emanande.
(5) In via esemplificativa ricadono sotto il provvedimento del
licenziamento per "giusta causa" le seguenti infrazioni:
a) recidiva reiterata nelle mancanze di cui alle lettere a) e b) del
settimo comma dell’articolo 98;
b) assenze ingiustificate protratte per oltre 5 giorni;
c) irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo
delle presenze al lavoro;
d) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla incolumità
delle persone e alla sicurezza degli impianti (centrali termiche ed
impianti di condizionamento d’aria);
e) gravi guasti provocati per negligenza al materiale dell’azienda;
f) diverbio litigioso seguito da vie di fatto, gravi offese alla dignità,
all’onore o gravi fatti di pregiudizio agli interessi del proprietario,
della sua famiglia, dei superiori, della clientela e dei colleghi di
lavoro, previo accertamento delle responsabilità sul fatto avvenuto;
g) grave abuso delle norme relative al trattamento di malattia;
h) asportazione di materiale dall’interno dell’azienda o danneggiamento
volontario di detto materiale;
i) rifiuto di eseguire i compiti ricadenti nell’ambito delle mansioni
afferenti alla qualifica d’inquadramento, ferma restando la norma
dell’articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n. 300, dopo l’applicazione
delle sanzioni di cui alle lettere a), b), c) e d) del primo comma
dell’articolo 97.
l) accertata insubordinazione verso superiori accompagnata da
comportamento oltraggioso;
m) reiterato stato di ubriachezza.

Articolo 147

(1) Il licenziamento del lavoratore seguito da una nuova assunzione presso
la stessa ditta deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici quando
sia rivolto alla violazione delle norme protettive dei diritti del
lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.
(2) Il licenziamento si presume comunque simulato – salvo prova del
contrario – se la nuova assunzione venga effettuata entro un mese dal
licenziamento.

LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO

Articolo 148

Il licenziamento determinato da ragioni discriminatorie ai sensi
dell’articolo 4 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e dell’articolo 15
della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall’articolo 13 della
legge 9 dicembre 1977, n. 903 è nullo indipendentemente dalla motivazione
addotta e comporta) quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal
datore di lavoro, le conseguenze previste dall’articolo 18 della legge 20
maggio 1970, n. 300, come modificato dalla legge n. 108 del 1990.

MATRIMONIO

Articolo 149

(1) Ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 gennaio 1963, n. 7 è nullo il
licenzia mento della lavoratrice attuato a causa di matrimonio; a tali
effetti si presume disposto per causa di matrimonio il licenziamento
intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della
richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la
celebrazione, e la scadenza di un anno dalla celebrazione stessa.
(2) Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della
lavoratrice verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente non è
dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle
lettere a), b), c), del terzo comma dell’articolo 2 della legge 30 dicembre
1971, n. 1204, e cioè licenziamento per giusta causa, cessazione
dell’attività dell’azienda, ultimazione della prestazione per la quale la
lavoratrice è stata assunta o risoluzione del rapporto di lavoro per
scadenza del termine per il quale è stato stipulato.
(3) Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla
lavoratrice nel periodo specificato nel primo comma del presente articolo,
si rinvia al precedente articolo 145.

CAPO V
PROCEDURE DI CONCILIAZIONE ED ARBITRATO

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

Articolo 150

(1) Le controversie relative ai licenziamenti individuali saranno demandate
alla Commissione di cui all’articolo 17, per il tentativo di conciliazione
di cui all’articolo 7 della legge n. 604 del 15 luglio 1966 e per il
tentativo obbligatorio di conciliazione di cui all’articolo 5 della legge
il maggio 1990, n. 108.
(2) Il termine di 60 giorni previsto dal comma 1 dell’articolo 6 della
legge n. 604 del 15 luglio 1966 per l’impugnativa del licenziamento resta
sospeso fino all’esaurimento della procedura conciliativa di cui al
precedente comma.
(3) Copia del verbale delle vertenze per i licenziamenti individuali dovrà
essere inviata all’Ufficio Provinciale del Lavoro competente per
territorio.

COLLEGIO ARBITRALE

Articolo 151

Ove il tentativo di conciliazione previsto dal precedente articolo 150
fallisca, ciascuna delle parti entro il termine di venti giorni potrà
promuovere, anche attraverso l’Associazione sindacale cui è iscritta o
conferisce mandato, il deferimento della controversia al Collegio
arbitrale.

COMPOSIZIONE

Articolo 152

(1) Il Collegio arbitrale dovrà essere costituito di volta in volta a
livello territoriale.
(2) Il Collegio dovrà essere composto da un rappresentante del datore di
lavoro e da un rappresentante del lavoratore, nominati rispettivamente
dalle competenti Organizzazioni Sindacali, e da un presidente scelto di
comune accordo dalle stesse Organizzazioni tra i nominativi compresi in una
lista precedentemente concordata.
(3) In caso di mancato accordo per la nomina del Presidente, si procederà
al sorteggio tra i componenti la lista suddetta.
(4) Il Presidente, non appena ricevuto l’incarico, provvede a convocare
entro quindici giorni il Collegio arbitrale, che dovrà pronunciarsi entro i
quindici giorni successivi alla prima convocazione.

COMPITI

Articolo 153

(1) Il collegio arbitrale, ritenendo ingiustificato il licenziamento,
emette motivata decisione per il ripristino del rapporto di lavoro secondo
quanto previsto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604 e dalla legge 15 maggio
1990, n. 108. Nel caso in cui il datore di lavoro non intenda provvedere
alla riassunzione, deve darne comunicazione al Collegio entro il termine
massimo di tre giorni.
(2) Il Collegio, non appena a conoscenza di tale decisione, o comunque
trascorso l’anzidetto termine di tre giorni senza che l’azienda abbia
provveduto alla riassunzione determina l’indennità che il datore di lavoro
deve corripondere al lavoratore.
(3) L’importo dell’indennità suddetta non può essere inferiore a due
mensilità e mezzo nè superiore a sei dell’ultima retribuzione e deve essere
determinato avendo riguardo al numero dei dipendenti occupati, alle
dimensioni della impresa, all’anzianità di servizio del lavoratore al
comportamento ed alle condizioni delle parti.
(4) La misura massima della predetta indennità è elevata a dieci mensilità
per i prestatori di lavoro con anzianità superiore a dieci anni e può
essere maggiorata fino a quattordici mensilità per il prestatore di lavoro
con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro
che occupa più di quindici prestatori di lavoro.
(5) Per mensilità di retribuzione si intende quella presa a base per la
determinazione del trattamento di fine rapporto.

CAPO VI
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 154

(1) In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro il prestatore di
lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto.
(2) Per i periodi di servizio prestati a partire dal 1° giugno 1982 il
trattamento di cui al comma precedente verrà calcolato in base a quanto
stabilito dalla legge 29 maggio 1982 n. 297.
(3) Per i periodi di servizio prestati sino al 31 maggio 1982 il
trattamento suddetto verrà calcolato, salvo quant’altro stabilito dalla
stessa legge n. 297 del 1982, nelle misure e con le modalità previste per
ciascun comparto nella parte speciale del presente Contratto, fermo
restando che per le frazioni di anno il trattamento verrà computato per
dodicesimi e le frazioni di mese pari o superiori ai quindici giorni di
calendario saranno considerate come mese intero, mentre quelle inferiori
non verranno prese in considerazione.
(4) Al fini di cui al comma precedente, il lavoratore appartenente a
qualifica non impiegatizia, in caso di promozione a categoria impiegatizia,
conserva le proprie anzianità maturate nelle rispettive qualifiche di
impiegato e di lavoratore con mansioni non impiegatizie.
(5) Per quant’altro non espressamente previsto in materia di trattamento di
fine rapporto si applicano le norme della legge 29 maggio 1982, n. 297
(allegato P).

CHIARIMENTO A VERBALE

Il trattamento di fine rapporto è costituito da quanto di competenza dei
lavoratori in base alle norme del presente articolo e dalle somme già
percepite a titolo di indennità di anzianità dai lavoratori aventi diritto
ai sensi di quanto stabilito nell’allegato B al C.C.N.L. 8 luglio 1982.

Articolo 155

(1) Il trattamento di fine rapporto deve essere corrisposto al dipendente
all’atto della cessazione dal servizio.
(2) Quando ragioni tecniche derivanti dalla elaborazione meccanografica
centralizzata delle retribuzioni lo impediscano, la liquidazione del
trattamento dovrà comunque avvenire non oltre 30 giorni dalla data di
cessazione del rapporto di lavoro.
(3) In caso di cessione o di trasformazione in qualsiasi modo dell’azienda,
il personale conserva i diritti acquisiti.
(4) Il nuovo proprietario è esonerato dall’obbligo di riconoscere tali
diritti qualora essi siano stati liquidati dal precedente proprietario.
(5) In caso di fallimento della ditta il dipendente ha diritto
all’indennità di preavviso e al trattamento di fine rapporto stabiliti dal
presente Contratto ed il complessivo suo avere sarà considerato credito
privilegiato nei limiti e nelle forme di legge.

Articolo 156

In caso di decesso del dipendente, il trattamento di fine rapporto e
l’indennità sostitutiva del preavviso saranno corrisposti agli aventi
diritto secondo le norme contenute nel Codice Civile.

CAPO VII
RESTITUZIONE DOCUMENTI DI LAVORO

Articolo 157

(1) Alla cessazione del rapporto di lavoro l’azienda dovrà riconsegnare al
dipendente, che ne rilascerà ricevuta, il libretto di lavoro ed ogni altro
documento di sua pertinenza, un certificato con l’indicazione del tempo
durante il quale il prestatore d’opera è stato alle sue dipendenze e le
mansioni dallo stesso svolte, il modello 101 o dichiarazione fiscale
sostitutiva, nonché il modello 01/MS.
(2) La consegna dei documenti, ivi compreso il certificato di servizio,
dovrà effettuarsi in ogni caso, indipendentemente cioè dalle eventuali
divergenze o vertenze tra l’azienda e il dipendente, entro il termine di
giorni 3 dalla data di cessazione del rapporto, salvo che per il modello
01/MS ed il modello 101 o la dichiarazione fiscale sostitutiva che dovranno
essere consegnati appena regolarizzati e comunque non oltre i termini di
legge.

TITOLO IX
VIGENZA CONTRATTUALE

DECORRENZA E DURATA

Articolo 158

(1) Il presente Contratto, fatte salve le specifiche decorrenze
espressamente previste per i singoli istituti, decorre dal 1° luglio 1994 e
sarà valido sino al 30 giugno 1998 per la parte normativa e fino al 30
giugno 1996 per la parte retributiva.
(2) Si intenderà tacitamente rinnovato quando non ne sia stata data
disdetta da una delle parti stipulanti a mezzo lettera raccomandata almeno
tre mesi prima della scadenza.
(3) Il presente Contratto continuerà a produrre i suoi effetti anche dopo
la scadenza di cui sopra, fino alla data di decorrenza del successivo
accordo di rinnovo.

PROCEDURE PER IL RINNOVO DEL CCNL

Articolo 159

(1) La piattaforma per il rinnovo del presente Contratto sarà presentata in
tempo utile per consentire l’apertura delle trattative tre mesi prima della
scadenza.
(2) Durante i tre mesi precedenti la scadenza e nel mese successivo e,
comunque, per un periodo complessivamente pari a quattro mesi dalla data di
presentazione della piattaforma, le Parti non assumeranno iniziative
unilaterali né procederanno ad azioni dirette.
(3) In caso di mancato accordo, dopo tre mesi dalla data di scadenza del
contratto e, comunque, dopo tre mesi dalla data di presentazione della
piattaforma di rinnovo se successiva alla scadenza del Contratto, verrà
corrisposto ai lavoratori dipendenti un elemento provvisorio della
retribuzione pari al trenta per cento del tasso di inflazione programmato,
applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa la ex
indennità di contingenza. Dopo sei mesi detto importo sarà pari al
cinquanta per cento della inflazione programmata. Tale meccanismo sarà
unico per tutti i lavoratori.
(4) La violazione delle disposizioni di cui al secondo comma del presente
articolo comporterà, a carico della Parte che vi avrà dato causa,
l’anticipazione o lo slittamento di tre mesi del termine a partire dal
quale decorre l’indennità di vacanza contrattuale.
(5) Dalla decorrenza dell’accordo di rinnovo del Contratto, l’indennità di
vacanza contrattuale cessa di essere corrisposta.

INDENNITA’ DI VACANZA CONTRATTUALE – NORMA TRANSITORIA

Articolo 160

(1) In applicazione del protocollo 23 luglio 1993, le Parti confermano che
gli importi mensili dell’indennità di vacanza contrattuale dovuti ai
lavoratori dipendenti da aziende del settore Turismo nel periodo
febbraio-aprile 1994 e maggio-agosto 1994 sono i seguenti:

————————————————————————
febbraio – aprile maggio – agosto
————————————————————————
A 23.677 39.461
B 22.145 36.908
I 20.842 34.736
II 19.309 32.182
III 18.384 30.641
IV 17.508 29.180
V 16.599 27.665
VI S 16.088 26.813
VI 15.895 26.491
VII 15.091 25.152
————————————————————————-

(2) Con lo stesso metodo sono stati determinati gli importi dell’indennità
di vacanza contrattuale dovuti agli apprendisti, ai lavoratori minori ed ai
lavoratori dipendenti delle aziende definite minori dalle parti speciali
del CCNL.
(3) Resta inteso che, a decorrere dal mese di settembre 1994, l’indennità
di vacanza contrattuale cessa di essere erogata.

PARTE SPECIALE

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 161

La classificazione del personale per il comparto delle aziende alberghiere
è la seguente.

Articolo 162

AREA QUADRI

Al sensi della legge 13 maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli artt. 6
e 34 del R.D.L. 1130 del 1.7.1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio e di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per le corrispondenze delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’Azienda.
- Direttore.

QUADRO B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa e cioè:
- Vice Direttore;
- Food and Beverage Manager, intendendosi per tale il lavoratore cui è
affidata, in strutture organizzative particolarmente complesse con elevato
livello di servizio, la responsabilità della conduzione e pianificazione di
tutti i servizi di ristorazione rispondendo dell’organizzazione dei servizi
e formulando standards di qualità, quantità e costo;
- Rooms Division Manager, intendendosi per tale colui che, in strutture
organizzative particolarmente complesse con elevato livello di servizio,
gestisce, con funzioni di supervisione, il settore comprendente i servizi
di ricevimento portineria, piani, guardaroba e lavanderia, verificando e
determinando indirizzi organizzativi atti a coordinare i vari servizi,
fornendo inoltre proiezioni di dati che possono essere usati per la
compilazione di situazioni relative all’attività gestionale;
- Capo Settore Commerciale – Capo Settore Marketing, intendendosi per tale
il lavoratore cui è affidata, in strutture organizzative particolarmente
complesse con elevato livello di servizio, la responsabilità della
direzione esecutiva, dell’organizzazione e pianificazione delle varie
attività di programmazione, promozione e vendita, delle quali analizza
criticamente i risultati, formulando sintesi di situazioni preventive e
consuntive;
- Capo Settore Amministrativo – Capo Settore Personale, intendendosi per
tali quei lavoratori che, in strutture organizzative particolarmente
complesse con elevato livello di servizio, provvedono con autonomia tecnica
di gestione alla elaborazione, analisi, controllo e verifica di fatti
amministrativi e/o attinenti all’amministrazione del personale, formulando
sintesi di situazioni preventive e/o consuntive;
- Capo Settore Acquisti – Economato, intendendosi per tale colui che, in
particolari e complesse strutture organizzative con elevato livello di
servizio articolate in vari settori, abbia autonomia tecnica e
amministrativa di gestione, pianificando, in collaborazione con gli altri
capi dei settori interessati, la politica di tutti gli acquisti;
- Capo Settore Tecnico, intendendosi per tale colui che in strutture
organizzative particolarmente complesse con elevato livello di servizio,
abbia piena autonomia tecnica ed amministrativa di gestione, coordini ed
organizzi l’attività dei responsabili degli impianti tecnici, attuando in
piena autonomia soluzioni e proposte fornitegli;
- Capo Centro Edp, intendendosi per tale colui che in autonomia esecutiva
ha la responsabilità delle direttive e dei programmi aziendali di un centro
di elaborazione dati, organizza e pianifica risorse umane e tecniche in
funzione dei progetti intendendo per tali una serie coordinata di procedure
atte alla risoluzione completa ed integrata di un sistema informativo
aziendale;
- Capo Settore Sedi Congressuali Alberghiere e Manifestazioni, intendendosi
per tale colui che, in strutture particolarmente complesse, abbia la
responsabilità della direzione, organizzazione e pianificazione delle varie
attività, programmazione, promozione, vendita – che si svolgono in una sede
congressuale alberghiera, analizzando criticamente risultati e formulando
sintesi di situazioni preventive e consuntive.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono funzioni ad
elevato contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Responsabile di Ristorante, intendendosi per tale colui che, in
strutture particolarmente complesse dotate di ristorante con elevato
livello di servizio, sovrintende, coordina e gestisce tutta l’attività
relativa al ristorante stesso, collaborando alla progettazione della linea
di ristorazione e curando la promozione del ristorante anche attraverso
idonee azioni di marketing e di relazioni esterne;
- Responsabile dei Servizi prenotazione, intendendosi per tale colui che,
in strutture articolate e complesse, coordina con adeguata conoscenza
professionale dell’organizzazione del settore turistico, l’attività del
servizio, sovraintende alla sua gestione, con particolare riferimento ai
sistemi di comunicazione, contribuendo a impostarne e svilupparne le
politiche, curando i rapporti con i grandi utenti e gli interlocutori del
servizio stesso;
- Responsabile Vendite centralizzate, intendendosi per tale colui che,
operando nell’ambito di strutture commerciali articolate e complesse nonché
avvalendosi di qualificate conoscenze professionali, coordina e
sovraintende all’attività della rete di vendita, avendo cura che siano
rispettate le politiche commerciali ed implementati gli obiettivi di
marketing dell’azienda;
- Responsabile tecnico di area;
- Analista Sistemista, intendendosi per tale quel lavoratore che sia in
grado di svolgere la propria attività in assoluta autonomia tecnica anche
secondo indirizzi di progetto, vale a dire una serie coordinata di
procedure atte alla risoluzione completa ed integrata di un sistema
informativo aziendale;
- Responsabile del coordinamento dei servizi di ricevimento e portineria.
- Capo cuoco responsabile del coordinamento di più cucine;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Capo ricevimento;
- Primo portiere;
- Primo maitre d’hotel;
- Capo cuoco;
- Prima governante;
- Responsabile impianti tecnici, intendendosi per tale colui che abbia la
responsabilità di tutti gli impianti, ne programmi la manutenzione
ordinaria e straordinaria in forma organica nell’ambito delle disposizioni
ricevute, proponga eventuali modifiche tecniche agli impianti, coordini
l’attività del personale addetto, nonché nei villaggi turistici svolga
funzioni di coordinamento degli altri servizi ad esso affidati, rispetto ai
quali abbia la responsabilità di attuare gli indirizzi organizzativi;
- Capo Barman, intendendosi per tale il responsabile delle attività di più
bar operanti contemporaneamente e/o autonomamente;
- Coordinatore del centro prenotazioni;
- Capo servizio amministrativo;
- Capo servizio personale;
- Capo CED;
- Analista – Programmatore CED;
- Assistente del Direttore, intendendosi per tale il lavoratore che svolga
con autonoma iniziativa, nell’ambito delle disposizioni ricevute dalla
direzione, funzioni di coordinamento, collegamento, ispettive e di
controllo di reparti e uffici avvalendosi della propria particolare
esperienza professionale, acquisita nell’ambito dei diversi settori;
- Funzionario di vendita;
- Cassiere centrale, intendendosi per tale quel lavoratore che in aziende
con strutture organizzative complesse, svolga con autonoma iniziativa
nell’ambito delle disposizioni ricevute, funzioni di controllo,
collegamento e coordinamento di più casse funzionanti autonomamente;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
sud

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisita mediante razione teorica e/o tecnico pratica; i
lavoratori che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai
punti precedenti, hanno anche delle responsabilità hanno anche delle
responsabilità di coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori e
cioè:
- Impiegato addetto all’amministrazione del personale senza capo;
- Controllo amministrativo;
- Corrispondente in lingue estere;
- Segretario ricevimento cassa o amministrazione (1) (2);
- Portiere unico;
- Segretario con funzioni di portineria, intendendosi per tale quel
lavoratore che nelle aziende nelle quali le attività di portineria e
ricevimento siano state unificate, svolga i compiti affidatigli con
autonomia operativa con prevalenza delle mansioni di segreteria,
ricevimento e cassa rispetto alla portineria;
- Prima guardarobiera consegnataria, intendendosi per tale colei che abbia
l’incarico di predisporre sulla base di stime tecniche dettate da esigenze
di lavoro le disponibilità di biancheria occorrenti per il servizio, ne
abbia la consegna e coordini l’attività delle altre guardarobiere;
- Dietologo diplomato;
- Infermiere diplomato professionale;
- Fisiochinesiterapista diplomato;
- Coordinatore reparto cure sanitarie;
- Cuoco unico;
- Sotto capo cuoco;
- Governante unica;
- Capo operaio;
- Primo barman (3);
- Maitre (4);
- Capo centralinista, intendendosi per tale quel lavoratore che in
complesse strutture organizzative sia responsabile del controllo, verifica
e coordinamento dell’attività dei centralinisti e svolga altresì mansioni
complesse che comportano una specifica ed adeguata conoscenza professionale
delle comunicazioni e delle tariffazioni nazionali ed internazionali, con
adeguata conoscenza delle lingue estere;
- Barman unico;
- Economo e/o magazziniere consegnatario non considerati nei livelli
superiori;
- Portiere di notte;
- Operaio specializzato provetto, intendendosi per tale il lavoratore in
possesso di conoscenze tecnico-specialistiche tali da consentirgli di
interpretare schemi e/o disegni, di individuare e valutare i guasti,
scegliere la successione e le modalità di intervento, i mezzi di
esecuzione, nonché di operare interventi di elevato grado di difficoltà per
aggiustaggio, riparazione e manutenzione di impianti ed attrezzature
complesse;
- Programmatore CED;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

NOTE

(1) Il primo Segretario di cui al C.C.NL. 14 luglio 1976, che svolge
funzioni di Capo ricevimento, verrà inquadrato al secondo livello come Capo
ricevimento, restando, viceversa, al terzo livello con le qualifiche di
segretario ricevimento e cassa o amministrazione, il primo Segretario che
non svolga le funzioni di Capo ricevimento.
(2) La figura di Cassiere di cui al C.C.N.L. 14 luglio 1976 confluisce in
quella di Segretario ricevimento e cassa o amministrazione.
(3) Nei casi in cui il Primo Barman svolga funzioni di Capo dei Servizi di
bar va inquadrato al secondo livello.
(4) Nella nuova qualifica di Maitre confluiscono quei lavoratori che
svolgono mansioni di Secondo Maitre in subordine a un Capo servizio e
quelli che in posizione unica, direttamente interessati alla fase
lavorativa, operano in sala secondo istruzioni specifiche ricevute da
personale di inquadramento superiore o direttamente dal Gerente.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Segretario, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
precise e dettagliate istruzioni, nel rispetto delle procedure stabilite,
svolga operazioni di rilevazione ed elaborazione ed attività di
corrispondenza;
- Stenodattilografa con funzioni di segreteria;
- Addetto a macchine elettrocontabili;
- Guardarobiera unica consegnataria;
- Portiere (ex secondo portiere ed ex turnante);
- Cuoco capo partita;
- Chef de rang, sala, piani, vini, trinciatore;
Seconda governante;
- Barman;
- Capo lavandaio, dispensiere, cantiniere e caffettiere;
- Centralinista lingue estere, intendendosi per tale il lavoratore che
avendo buona e specifica conoscenza delle lingue estere, sia in grado di
eseguire prestazioni specializzate oltre che per le comunicazioni interne
anche per quelle internazionali, determinandone anche le tariffe;
- Capo garage;
- Capo giardiniere;
- Operaio specializzato, intendendosi per tale quel lavoratore che in base
ad indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature;
- Addetto fangoterapia;
- Massoterapista;
- Infermiere;
- Estetista;
- Istruttore di nuoto con brevetto;
- Istruttore di ginnastica correttiva;
- Operatore CED, intendendosi per tale colui che pur operando a livello di
procedura non è in grado di agire in completa autonomia tecnica ma svolge
funzioni raccogliendo informazioni e dati necessari onde valutare ed
operare nella struttura procedurale informatica nonché intervenire su
programmi preesistenti secondo istruzioni logiche;
- Conducente di automezzi pesanti, intendendosi per tale quel lavoratore
che in possesso dei requisiti previsti dalla legge venga adibito alla
conduzione di automezzi di peso complessivo a pieno carico superiore a
3.500 Kg.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche, svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Centralinista;
- Telescriventista;
- Magazziniere comune con funzioni operaie;
- Assistente ai bagnanti (ex marinaio di salvataggio);
- Addetto amministrazione personale, al controllo amministrativo, al
ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e movimento
personale, con mansioni d’ordine;.
- Cassiere bar ristorante;
- Dattilografo;
- Conduttore con lingue;
- Autista;
- Giardiniere;
- Pulitore, lavatore a secco;
- Lavandaio unico;
- Capo stiratrice, cucitrice, rammendatrice o unica;
- Caffettiere, dispensiere, cantiniere o unici;
- Facchino di notte e/o guardiano di notte anche con compiti di controllo
alla porte e movimento clienti;
- Guardia giurata;
- Cameriera sala e piani, intendendosi per tale colei che oltre ad ssolvere
alle tradizionali mansioni di pulizia e riassetto delle camere e degli
ambienti comuni, operi anche nel servizio di ristorazione;
- Conducente automezzi leggeri, intendendosi per tale quel lavoratore che,
in possesso dei requisiti previsti dalla legge venga adibito alla
conduzione di automezzi o autoveicoli per uso speciale o trasporti
specifici, di peso complessivo a pieno carico fino a 3.500 Kg., autoveicoli
per trasporto promiscuo e autovetture trainanti rimorchi leggeri;
motoveicoli con peso a vuoto superiore a 400 kg.;
- Operaio qualificato, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base
di dettagliate indicazioni esegue lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature;
- Demi Chef de Bang laddove il servizio di sala sia organizzato in ranghi;
- Cuoco, cameriere, barista, intendendosi per tali coloro che prestano la
propria attività in aziende alberghiere nelle quali la natura e la
struttura del servizio di ristorazione, per la semplicità dei modelli
organizzativi adottati, non ha caratteristiche tali da richiedere l’impiego
delle figure professionali previste ai livelli superiori, operando tali
aziende con menù fisso ed avendo le prestazioni fornite carattere semplice
e ripetitivo sia per quanto riguarda la preparazione dei cibi sia per
quanto riguarda la somministrazione degli alimenti e bevande come ad
esempio avviene in molte aziende alberghiere minori;
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici o meccanografico;
- Addetto alle operazioni di trasporto del fango;
- Addetto alle inalazioni;
- Assistente di portineria, intendendosi per tale colui che con conoscenza
di lingue straniere, su precise e dettagliate disposizioni, esegue compiti
esecutivi di supporto e sostituzione temporanea;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Commis di cucina, sala e piani, bar, diplomato o che abbia comunque
acquisito pluriennale esperienza o pratica di lavoro, nella esecuzione
delle relative mansioni;
- Addetto ai servizi di camera negli esercizi a struttura complessa dove le
operazioni tradizionali di riassetto e pulizia dei piani e delle camere,
ivi compreso il rifornimento delle relative dotazioni, siano attribuite ad
un unico operatore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Addetto di cucina con mansioni di supporto nella preparazione dei cibi e
di riassetto e pulizia delle dotazioni e degli ambienti di lavoro;
- Addetto al self-service, tavola calda, banco bar e sala non diplomato;
- Addetto portineria;
- Lavandaio;
- Conduttore;
- Garagista;
- Rammendatrice, cucitrice, stiratrice;
- Facchino ai piani, ai saloni, ai bagagli;
- Cameriera ai piani, intendendosi per tale colei che assolve alle
operazioni di riassetto, pulizia dei piani e delle camere, ivi compreso il
rifornimento delle relative dotazioni;
- Cameriera villaggi turistici;
- Addetto mensa personale;
- Vetturiere;
- Aiuto reparto cure sanitarie;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia addetto alla sala, cucina, office,
magazzino e relative dotazioni;
- Vestiarista;
- Addetto al mangano ed alla stiratura con apparecchi automatici;
- Commissioniere;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

NOTA A VERBALE
Fermo restando che il rapporto di lavoro nel settore termale è disciplinato
dal C.C.N.L. 29 giugno 1979, laddove a livello territoriale siano stati
stipulati accordi per effetto dei quali ai lavoratori addetti al servizio
delle cure termali all’interno di strutture alberghiere sia stata
concordata l’applicazione del C.C.N.L. del Turismo 10 aprile 1979, si
conviene che il loro inquadramento verrà coordinato a livello territoriale,
d’intesa con le organizzazioni nazionali, con la classificazione del
presente Contratto.

CAPO II
CLASSIFICA ESERCIZI ALBERGHIERI

Articolo 163

(1) Per la classifica degli esercizi alberghieri, ai fini della
applicazione del presente Contratto, si fa riferimento a quella determinata
ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
(2) Pertanto allo stato, tutti gli esercizi alberghieri vengono suddivisi
nelle seguenti categorie:
- Alberghi: cinque stelle (ex ctg. lusso); quattro stelle (ex I); tre
stelle (ex Il); due stelle (ex III); una stella (ex IV);
- Pensioni: tre stelle (ex ctg. I); due stelle (ex Il); una stella (ex
III);
- Locande: una stella.
(3) Nei casi di diversa classificazione ufficiale degli esercizi
alberghieri stabilita dalle apposite leggi regionali, le parti si
incontreranno per adeguare ad essa la disciplina contrattuale che
risultasse difforme rispetto al nuovo assetto classificatorio.

CAPO III
APPRENDISTATO

Articolo 164

Ai sensi dell’art.2 della legge 9 gennaio 1955, n. 25, l’apprendistato è
consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica
per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio: segretario
portiere, chef de rang, barman, seconda governante, operaio specializzato,
centralinista; addetto: all’amministrazione del personale, al controllo
amministrativo, al ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e
movimento personale, con mansioni d’ordine; cassiere, giardiniere,
caffettiere, dispensiere, cantiniere, operaio qualificato, ecc.

Articolo 165

Tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, è fissata in quattro
anni la durata dell’apprendistato per la qualifica di cuoco capo partita.

STAGIAIRES

Articolo 166

Per il periodo di esercitazione, nell’intervallo dei corsi scolastici, gli
allievi delle scuole alberghiere, accolti nelle aziende alberghiere, non
fanno parte del personale e non sono quindi sottoposti a nessuna delle
norme del presente Contratto, purché non prestino servizio effettivo in
sostituzione dei dipendenti normali.

CAPO IV
CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 167

(1) La disciplina del presente capo è correlata a quanto previsto
all’art.60.
(2) Si considerano aziende di stagione quelle previste dall’articolo 1 del
presente Contratto che abbiano comunque un periodo di chiusura durante
l’anno.

Articolo 168

(1) I rapporti di lavoro potranno essere costituiti a termine fisso per la
stagione o a tempo indeterminato.
(2) Il contratto a termine fisso può essere prorogato con riguardo alle
esigenze di svolgimento del ciclo dell’attività stagionale.

Articolo 169

(1) Il trattamento dei lavoratori stagionali viene uniformato a quello dei
lavoratori stabili; l’indicazione vale come indirizzo generale. Si
riconosce tuttavia l’opportunità che, specie in materia di nastro
lavorativo, particolari regolamentazioni possano essere definite a livello
territoriale.
(2) Dette regolamentazioni saranno concordate in sede di contratti
integrativi, tenuto conto delle particolari caratteristiche ed esigenze
delle aziende stagionali.

Articolo 170

(1) Il periodo di prova è stabilito nella misura di dieci giorni lavorativi
per tutto il personale.
(2) Non sono sottoposti ad alcun periodo di prova i dipendenti che già in
precedenza abbiano prestato servizio presso la stessa azienda e con la
stessa qualifica.
(3) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in sei
giornate.

Articolo 171

Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima, la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 172

La disposizione dell’articolo 93 (licenza matrimoniale) non si applica alle
aziende a carattere stagionale.

Articolo 173

Agli effetti della conservazione del posto di cui all’articolo 94
(disgrazie familiari) si stabilisce che essa è obbligatoria per un periodo
non superiore a giorni sei.

Articolo 174

Fermi restando i valori della paga base nazionale, i contratti integrativi
territoriali determinano le quote di maggiorazione della retribuzione per i
lavoratori stagionali, tenendo conto della durata della stagione convenuta
a quel livello e delle conseguenti meno favorevoli implicazioni che tale
durata riversa sui lavoratori.

Articolo 175

I contratti integrativi dovranno altresì prevedere delle percentuali di
maggiorazione con riferimento ai rapporti di lavoro di durata inferiore a
quella della stagione determinata ai sensi del precedente articolo.

Articolo 176

Analogo trattamento di cui agli articoli 174 e 175 competerà al personale
assunto nei periodi di stagione, da aziende ad apertura annuale site in
località specificatamente climatiche o balneari.

Articolo 177

Il periodo di preavviso per il personale assunto a tempo indeterminato
nelle aziende stagionali è di quindici giorni.

Articolo 178

(1) Nelle aziende stagionali l’apposizione del termine alla durata del
contratto di lavoro deve risultare da atto scritto, una copia del quale
sarà consegnata dal datore di lavoro al dipendente.
(2) Nel contratto a tempo determinato o di stagione, ove il dipendente
venga licenziato senza giustificato motivo o per effetto di chiusura
dell’azienda per colpa e fatto dell’imprenditore, durante il periodo di
stagione, avrà diritto ad un indennizzo pari all’ammontare della
retribuzione che gli sarebbe spettata dal giorno del licenziamento al
termine del periodo di ingaggio, meno le somme già percepite.
(3) Uguale indennizzo, ad eccezione del viaggio, spetterà al datore di
lavoro in caso di constatato ingiusto allontanamento da parte del personale
con diritto ad esso datore di lavoro di trattenersi l’ammontare di tale
indennizzo sulle somme in sue mani di spettanza del dipendente.
(4) Tale diritto permane anche nel verificarsi dell’ipotesi di
licenziamento per colpa del dipendente.

Articolo 179

(1) Il personale delle aziende stagionali avrà diritto al biglietto di
andata dal punto di ingaggio (o dalla stazione di confine se proveniente
dall’estero).
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova nonché nella
ipotesi di licenziamento – nel contratto a tempo determinato – prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’imprenditore.

Articolo 180

(1) In caso di epidemia o di altre cause di forza maggiore che obbligassero
il proprietario a chiudere l’esercizio o a diminuire il personale prima
della fine della stagione, le Organizzazioni competenti locali decideranno
a norma dell’articolo 2119 del codice civile.

CAPO V
ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 181

La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissato in cinque
giornate e mezza.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 182

(1) Il lavoro giornaliero si svolge in uno o due turni. Diversi e più
funzionali criteri di distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero
reclamati dalla peculiare natura dell’attività ricettiva potranno essere
negoziati dalle parti a livello aziendale.
(2) Salve le condizioni di miglior favore comunque conseguite, il nastro
orario è di quattordici ore per il personale di sala, ricevimento e
portineria, e di dodici per il restante personale.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 183

(1) Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei
verranno retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25%, fatte
salve le condizioni di miglior favore.
(2) A decorrere dal 1 giugno 1990, al personale con qualifica notturna la
maggiorazione di cui sopra compete nella misura del dodici per cento in
quanto della specificità delle loro prestazioni si è già tenuto conto ai
fini dell’inquadramento e dei relativi livelli retributivi.
(3) Al personale che, peraltro, sostituisca quello con qualifica notturna,
assente per riposo settimanale o per altra causa, compete la normale
maggiorazione del 25%.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 184

(1) Il lavoro straordinario diurno è compensato con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 30%.
(2) Il lavoro straordinario notturno è compensato con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 60%.
(3) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(4) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(5) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(6) Dovrà essere escluso dal lavoro straordinario notturno il personale
alberghiero di servizio al mattino seguente.

CAPO VI
FESTIVITA’

Articolo 185

Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 87 è dovuta, oltre alla normale retribuzione, quella per le
ore di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20% per
lavoro festivo.

CAPO VII
FERIE

Articolo 186

(1) Il periodo di ferie di cui all’art.89 potrà essere prolungato previ
accordi tra le parti con l’obbligo di comunicazione alla Commissione
Paritetica territorialmente competente.
(2) Resta inteso che per il maggior periodo di ferie non compete alcuna
retribuzione.
(3) La disciplina di cui al secondo comma può essere applicata anche in
caso di sospensione dell’attività aziendale di durata non superiore ad un
mese a causa di riparazioni.

CAPO VIII
ELEMENTI ECONOMICI

RETRIBUZIONE PERSONALE APPRENDISTA

Articolo 187

Per la determinazione della retribuzione del personale apprendista si fa
riferimento a quanto stabilito nell’articolo 49.

PAGA BASE AZIENDE ALBERGHIERE MINORI

Articolo 188

(1) Negli alberghi di 2 e 1 stelle e nelle pensioni e locande, le paghe
base indicate negli articoli 114 e 187 del presente contratto, sono ridotte
dei seguenti importi:

PERSONALE QUALIFICATO
————————————————————————
+18 anni -18 anni
————————————————————————
A 22.000 -
B 20.000 -
I 20.000 -
II 17.000 15.000
III 15.000 13.000
IV 13.000 11.000
V 12.000 10.000
VI S 11.000 9.000
VI 11.000 9.000
VII 10.000 8.000

(2) Le riduzioni di cui al presente articolo non si applicano alle
qualifiche di cuoco, cameriere e barista inquadrate al V livello.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 189

Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 105 le eventuali quote salariali aggiuntive determinate nei
contratti integrativi e le quote salariali aggiuntive aziendali di cui
all’articolo 39 del C.C:N.L. del 16 marzo 1972.

Articolo 190

Poiché dalla nuova classificazione di cui all’articolo 161 possono
determinarsi effetti sulle quote aggiuntive provinciali e/o sulle quote "ad
qualificam aziendali" o comunque definite nel settore degli alberghi, se
stabilite in misura variabile per i diversi livelli retributivi, le parti
convengono che per le sopraddette quote aggiuntive non verrà operata alcuna
perequazione.

SCATTI DI ANZIANITA’ – NORME TRANSITORIE

Articolo 191

(1) La misura degli scatti di anzianità spettante al singolo dipendente
deve tener conto delle norme transitorie previste dal CCNL 14 giugno 1991
qui di seguito riportate.
(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 152 del C.C.N.L. 8
luglio 1982 e quella prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio
1987 viene effettuato con le seguenti modalità.
a) Per il personale intermedio e salariato si procede al ragguaglio degli
importi degli scatti corrisposti precedentemente all’entrata in vigore del
C.C.N.L. 18 febbraio 1987 con il valore in cifra fissa dello scatto di cui
all’art.78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per determinare il numero degli
scatti interi e l’eventuale frazione maturata rispetto ai sei previsti. La
frazione di scatto residua viene liquidata al compimento del triennio
successivo a quello di maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla
maturazione del sesto scatto.
Nei casi in cui sia stata già maturata l’intera serie di scatti prevista
dal C.C.N.L. 8 luglio 1982, la data di decorrenza di maturazione del nuovo
scatto viene computata considerando utile, solo a tal fine, una anzianità
convenzionale pari al quindici per cento del periodo intercorso tra la data
di maturazione dell’ultimo scatto e la data del 1° giugno 1986.
ESEMPIO: per un dipendente che abbia maturato il terzo ed ultimo scatto
della vecchia serie il 1° giugno 1976 si prenderà in considerazione il
numero dei mesi intercorsi tra tale data e quella del 31 maggio 1986, che
in questo caso è pari a 120 mesi.
Di tale numero di mesi viene considerato il 15% e cioè 18 mesi che
concorreranno alla determinazione dei 36 mesi necessari a decorrere dal 1°
giugno 1986 per la maturazione del nuovo scatto. Pertanto, nel caso in
esame, il dipendente maturerà il nuovo scatto (36-18=18)18 mesi dopo il 1°
giugno 1986 e cioè il 1° gennaio 1988.
b) Per il personale impiegatizio resta fermo il valore degli scatti già
maturati. Limitatamente al solo scatto in maturazione nel periodo 1° giugno
1986 – 31 marzo 1989 in luogo del valore scatti di cui all’articolo 78 del
C.C.N.L. 18 febbraio 1987 verrà assunto il valore dell’ultimo scatto
percepito, rivalutato al 31 dicembre 1985, ove superiore.
c) Ai fini di cui alle lettere a) e b) si considera:
- per gli impiegati l’anzianità maturata a decorrere dal’1 gennaio 1949 o
alla data successiva di inizio rapporto;
- per gli intermedi e salariati l’anzianità maturata a decorrere dal 1°
giugno 1964 o dalla successiva data di inizio del rapporto.

(3) Al fine di correggere gli effetti sperequativi che, in occasione della
modificazione del valore degli scatti, si determinano in virtù della
disciplina di ricalcolo di cui al comma 5 dell’articolo 113, nei confronti
dei soli dipendenti che alla data del 3 maggio 1990 abbiano già maturato
l’intera serie dei sei scatti triennali, sarà adottato per la vigenza del
presente Contratto il meccanismo di ragguaglio di cui ai punti successivi
a) L’importo complessivo degli scatti maturati e corrisposti al 18 maggio
1990 sarà diviso per il nuovo valore dello scatto corrispondente al livello
di appartenenza cosi come risultante dal comma 4 dell’articolo 118.
b) Il quoziente ottenuto corrisponderà ad un nuovo numero di scatti ed
eventuale trazione, ferma restando la corresponsione dell’importo maturato
al 3 maggio 1990.
c) Trascorso un triennio dalla data di maturazione dell’intera serie da sei
scatti e in ogni caso non prima del 30 giugno 1991, l’importo totale degli
scatti da corrispondersi a tali dipendenti sarà calcolato in base ai valori
di cui al comma 4 dell’articolo 118 senza liquidazione di arretrati per il
periodo pregresso.

PREMIO DI ANZIANITA’

Articolo 192

(1) Il premio di anzianità di cui all’articolo 153 del C.C.N.L. 8 luglio
1982 con decorrenza dalla data del 31 maggio 1986 viene soppresso.
(2) Vengono fatti salvi i diritti acquisiti dai lavoratori in servizio al
31 maggio 1986 per i quali l’Istituto continua a produrre i suoi effetti
(allegato R).

CAPO IX
MALATTIA

Articolo 193

(1) Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo 123 il
lavoratore avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:
a) una indennità pari al 50% della retribuzione per i giorni di malattia
dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per giorni di
malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipate dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’articolo i della legge 29 febbraio 1980,
n. 33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di cui agli articoli i e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
la misura del 75% per i giorni dal quarto al ventesimo e 100% per i giorni
dal ventunesimo in poi, della retribuzione giornaliera netta cui il
lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del
rapporto.
(2) L’integrazione è dovuta per centottanta giorni all’anno solare fatta
eccezione per i dipendenti assunti con contratto a termine o stagionale per
i quali l’integrazione non verrà corrisposta oltre il termine di cessazione
del rapporto.
(3) Per gli episodi morbosi a cavaliere di due anni le giornate di
integrazione vanno attribuite ai rispettivi anni solari.
(4) L’integrazione non è dovuta se l’INPS non riconosce per qualsiasi
motivo l’indennità a suo carico; se l’indennità stessa è riconosciuta
dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare
la parte di indennità non corrisposta dall’istituto.
(5) Il periodo di carenza stabilito dall’Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale è a carico del lavoratore per il primo giorno ed a
carico del datore di lavoro per i successivi due giorni. Nel caso però che
la malattia sia riconosciuta per il periodo eccedente i detti tre giorni,
l’intero periodo di carenza sarà a carico del datore di lavoro.
(6) Restano ferme le migliori condizioni in atto nei contratti integrativi
territoriali.

Articolo 194

(1) Per il personale infermo alloggiato nei locali dell’azienda è in
facoltà del datore di lavoro di far trascorrere il periodo di infermità
nell’azienda stessa oppure di richiedere l’allontanamento in caso di
malattie infettive o per necessità di interventi chirurgici o per
difficoltà di adeguata assistenza a causa della natura o gravità della
malattia.
(2) In caso di anticipazione da parte del datore di lavoro delle spese per
i medici e medicine a favore dei propri dipendenti questi ultimi saranno
tenuti ai relativi rimborsi.
(3) Quando il ricovero in ospedale avvenga per comodità dell’azienda – per
malattie per le quali il Servizio Sanitario Pubblico non prevede il
ricovero – le spese per la retta ospedaliera saranno a carico del datore di
lavoro.

CAPO X
INFORTUNIO

Articolo 195

(1) Il personale impiegatizio non soggetto all’assicurazione obbligatoria,
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro
di assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una
forma di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono
stabilite con un massimale di almeno quindici milioni per l’invalidità
permanente e dieci milioni per la morte.

CAPO XI
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 196

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il
trattamento di cui all’articolo 154 è stabilito salvo quanto altro previsto
dalla legge 29 maggio 1982, n. 297 (allegato P) nelle seguenti misure della
retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione degli
assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1° febbraio
1977 al 31 maggio 1982.
(2) Personale impiegatizio: una mensilità di retribuzione di fatto per ogni
anno di servizio prestato.
(3) Personale non impiegatizio:
a) per l’anzianità di servizio al 31 dicembre 1950:12 giorni di
retribuzione per gli intermedi e salariati del quinto raggruppamento; 9
giorni per il personale salariato degli altri raggruppamenti;
b) per l’anzianità dal 1° gennaio 1951 sino al 30 giugno 1959: giorni 15
per gli intermedi ed i salariati del raggruppamento 5; giorni 12 per il
personale salariato degli altri raggruppamenti;
c) per l’anzianità di servizio dal 1° luglio 1959 sino al 30 giugno 1962:
giorni 18 per gli intermedi;
d) per l’anzianità di servizio dal 1° luglio 1962 sino al 30 settembre
1971: giorni 26 per gli intermedi; giorni 21 per il personale salariato del
raggruppamento cinque; giorni 16 per il personale salariato dei rimanenti
raggruppamenti e giorni 15 per il personale salariato degli alberghi di 2 e
1 stella (terza e quarta categoria) e pensioni e locande con meno di
quarantacinque posti letto.
e) per l’anzianità di servizio dal 1° ottobre 1971 sino al 30 settembre
1973: giorni 26 per gli intermedi; giorni 23 per il personale salariato del
raggruppamento cinque; giorni 18 per il personale salariato dei rimanenti
raggruppamenti e giorni 7 per il personale salariato degli alberghi di 2 e
1 stella (terza e quarta categoria) e pensioni e locande con meno di
quarantacinque posti letto.
f) per l’anzianità di servizio dal 1° ottobre 1973 sino al 31 maggio 1978:
giorni 26 per gli intermedi; giorni 24 per il personale salariato del
raggruppamento cinque; giorni 19 per il personale salariato dei rimanenti
raggruppamenti e giorni 18 per il personale salariato degli alberghi di 2 e
1 stella (terza e quarta categoria) e pensioni e locande con meno di
quarantacinque posti letto.
g) per le anzianità maturate successivamente al 1 giugno 1978: una
mensilità di retribuzione di fatto per ogni anno di servizio prestato.

(4) Il trattamento di fine rapporto di cui alle lettere a), b), c), e), f),
g) che precedono sarà calcolato in ventiseiesimi della retribuzione
mensile.

Articolo 197

Relativamente alla preesistente distinzione del personale di impiegati,
intermedi, operai, si fa riferimento ai fini della determinazione del
trattamento di fine rapporto alla classificazione del personale di cui al
C.C.N.L. Alberghi del 16 marzo 1972 (allegato S).

CAPO XII
NORME PER I PORTI E GLI APPRODI TURISTICI

Articolo 198

CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Ferme restando le declaratorie previste, per ciascun livello, all’articolo
34 del presente Contratto, la classificazione del personale per i porti e
gli approdi turistici è la seguente.

QUADRO A
- Direttore del porto

QUADRO B
- Vice Direttore del porto

LIVELLO PRIMO

- Responsabile tecnico o amministrativo del porto; Nostromo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

- Capo Ufficio tecnico o amministrativo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

- Impiegato di concetto; sommozzatore-ormeggiatore; operaio specializzato
provetto;
- Addetto alla torre di controllo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

- Ormeggiatore con cumulo di mansioni (qualora all’ormeggiatore vengano
attribuite con carattere di continuità anche le mansioni di addetto alla
torre di controllo, lo stesso sarà inquadrato al terzo livello); operaio
specializzato con cumulo di mansioni; impiegato d’ordine;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

- Operaio qualificato addetto ai servizi portuali;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

- Operaio comune addetto ai servizi portuali;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

- Operatore unico dei servizi di pulizia;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

- Inserviente generico;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti si danno atto che la definizione della classificazione del
personale non pregiudica le facoltà di cui all’articolo 37 del presente
Contratto.
Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste per i lavoratori
dalla contrattazione integrativa aziendale o territoriale vigente.
Eventuali controversie concernenti la classificazione del personale saranno
esaminate con le procedure di cui all’articolo 37 del presente Contratto.

SCATTI DI ANZIANITA’

Articolo 199

(1) Entro il 30 settembre 1995 le Parti si incontreranno per disciplinare
il raccordo tra la disciplina degli scatti di anzianità di cui all’articolo
118 e le prassi aziendali in atto.
(2) Tale raccordo sarà definito in base ai seguenti criteri:
a) salvaguardia degli importi maturati alla data del 1 agosto 1995.
b) corresponsione degli scatti di anzianità in base alla disciplina di cui
all’art. 118, fermo restando l’assorbimento, sino a concorrenza, degli
importi di cui alla precedente lettera a);
c) riconoscimento di un’anzianità convenzionale massima di tre anni nei
confronti di coloro che, alla data di del 1° agosto 1995, non percepiscono
importi comunque denominati, a titolo di scatti di anzianità.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 200

Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982, il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui alle normative
aziendalmente applicate nei corrispondenti periodi.

PREMIO DI ANZIANITA’

Articolo 201

Il premio di anzianità di cui all’articolo 153 del CCNL 8 luglio 1982
(allegato R) non trova applicazione nei confronti dei dipendenti dei porti
e degli approdi turistici, salvo che in precedenza non venisse applicato il
presente Contratto.

DISPOSIZIONI DI RACCORDO

Articolo 202

Per quanto non espressamente stabilito dal presente capo, si applicano le
disposizioni di cui alla parte speciale aziende alberghiere.

Articolo 203

(1) Le Parti si danno reciprocamente atto che la definizione della
disciplina di cui al presente capo ha costituito il comune presupposto per
la applicazione del CCNL Turismo ai porti ed agli approdi turistici.
(2) Il presente capo, costituendo trattamento complessivo di miglior
favore, sostituisce ed assorbe ad ogni effetto, fatto salvo quanto qui
espressamente previsto, le norme di tutti i contratti nazionali in
precedenza applicati.
(3) L’applicazione del presente contratto ai porti ed agli approdi
turistici decorre dall’1 agosto 1995.

CAPO XIII
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 204

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

TITOLO XI
COMPLESSI TURISTICO RICETTIVI DELL’ARIA APERTA

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 205

La classificazione del personale per il comparto dei complessi turistico
ricettivi dell’aria aperta è la seguente.

Articolo 206

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli
6 e 34 del R.D.L. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio o di adeguata formazione, preparazione professionale
specialistica. Conseguentemente rientrano in quest’area, per le
corrispondenze delle declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche
successivamente specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgono, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’azienda.
- Direttore.

QUADRO B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa e cioè:
- Direttore di campeggio o villaggio turistico nel quale la natura e la
struttura del servizio nonché la semplicità dei modelli organizzativi
adottati escluda la figura di direttore di categoria A;
- Vice Direttore di A;
- Vice Direttore commerciale, tecnico, turistico amministrativo

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Capo settore commerciale responsabile del complesso di operazioni
attinenti alla ristorazione e vendita di alimenti e merci varie,
intendendosi per tale colui che abbia autonomia tecnica e amministrativa di
gestione;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di settore commerciale o di servizio (ristorazione,
vendita di alimenti e merci varie) senza autonomia amministrativa di
gestione;
- Responsabile impianti tecnici;
- Capo servizio amministrativo;
- Capo Cuoco;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisita mediante approfondita preparazione teorica e/o
tecnico pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche
professionali di cui ai punti precedenti hanno anche delle responsabilità
di coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Segretario di Direzione corrispondente in lingue estere;
- Capo operaio coordinatore del lavoro degli operai inquadrati a livello
inferiore;
- Magazziniere consegnatario senza responsabilità amministrativa di
conduzione;
- Segretario ricevimento e cassa o amministrazione;
- Cuoco unico che presti la propria attività in aziende nelle quali la
natura, la struttura e la complessità del servizio di ristorazione richieda
autonomia operativa specifica ed adeguate capacità professionali;
- Impiegato di concetto;
- Capo ufficio contabile;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Capo squadra elettricisti, capo squadra idraulici, capo squadra
falegnami, capo squadra dipintori, capo squadra muratori, coordinatori del
lavoro degli operai inquadrati ai livelli inferiori;
- Operaio specializzato, intendendosi per tale il lavoratore che in base
ad indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature;
- Infermiere;
- Stenodattilografa con funzioni di segreteria;
- Commesso vendita al pubblico intendendosi per tale il lavoratore
addetto al complesso delle operazioni connesse alla vendita;
- Cameriere, Chef de Rang che presti la propria attività in aziende nelle
quali la natura la struttura e la complessità del servizio di ristorazione
richieda autonomia esecutiva e conoscenze specialistiche;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Centralinista;
- Magazziniere comune;
- Addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo,
al ricevimento cassa, alla cassa bar, alla cassa ristorante, alla cassa
negozi vari etc, alla segreteria, al controllo clienti e movimento
personale, con mansioni d’ordine;
- Controllore di campeggio senza autonomia decisionale;
- Sorvegliante di infanzia non diplomato;
- Dattilografo;
- Conducente automezzi e natanti;
- Aiuto commesso;
- Addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita ed alla ristorazione -
impiegato d’ordine;
- Cameriere di bar;
- Barista;
- Banconiere di tavola calda;
- Cuoco, cameriere che prestino la propria attività in aziende nelle
quali la natura e la struttura del servizio di ristorante, per la
semplicità dei modelli organizzativi adottati, non ha caratteristiche tali
da richiedere l’impiego delle figure professionali previste ai livelli
superiori, operando tali aziende con menu fisso ed avendo le prestazioni
fornite carattere semplice e ripetitivo, sia per quanto riguarda la
preparazione dei cibi sia per quanto riguarda la somministrazione degli
alimenti e bevande;
- Pizzaiolo;
- Addetto ai campi sportivi ed ai giochi ad eccezione del personale addetto
esclusivamente alle pulizie;
- Addetto alla manutenzione delle aree verdi con patentino uso veleni;
- Assistente ai bagnanti (bagnino) (previo accordo tra le parti può essere
adibito anche ai servizi di spiaggia);
- Operaio qualificato intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
dettagliate indicazioni esegue i lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature;
- Addetto a mansioni di ordine;
- Capo squadra del personale di fatica e/o pulizie;
- Addetto/a ai servizi di alloggio e ristorazione intendendosi per tale
colui/colei che oltre ad assolvere alle tradizionali mansioni di riassetto
e pulizia degli alloggi e ambienti comuni operi anche nel servizio di
ristorazione;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità, e cioè:
- Commis di cucina, di ristorante, di bar, diplomato o che abbia
pluriennale esperienza o pratica di lavoro, nella esecuzione delle relative
mansioni.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Operaio comune e/o generico;
- Guardiano notturno e diurno;
- Sorvegliante di ingresso;
- Accompagnatore su campo;
- Commis di cucina, ristorante, bar, banco bar, self service, tavola calda;
- Stiratrice;
- Lavandaio;
- Addetto ai servizi di spiaggia;
- Custode;
- Cameriera/e villaggi turistici, intendendosi per tale colei/colui che
provvede alle tradizionali mansioni di pulizia e riassetto dei locali
destinati all’alloggio;
- Cameriera/e camping, intendendosi per tale colei/colui che provvede alle
tradizionali mansioni di pulizia e riassetto dei locali e degli ambienti
comuni;
- Aiuto ricezionista;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia anche dei servizi igienici;
- Fattorino;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CAPO II
APPRENDISTATO

Articolo 207

Le parti, tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, convengono di
elevare o confermare a quattro anni la durata dell’apprendistato per la
qualifica di segretario ricevimento e cassa o amministrazione.

Articolo 208

Ai sensi dell’art. 2 della legge 19 gennaio 1955, n. 25, l’apprendistato è
consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica
per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio: chef de rang,
operaio specializzato, centralinista; addetto all ‘amministrazione del
personale, al controllo amministrativo, al ricevimento cassa, alla
segreteria, al controllo clienti e movimento personale, con mansioni
d’ordine; operaio qualificato, cameriere al bar, barista, banconiere di
tavola calda, cameriere, pizzaiolo, ecc.

CAPO III
CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 209

La disciplina del presente capo è correlata a quanto previsto dall’art. 60.

Articolo 210

Si considerano aziende di stagione quelle previste dall’articolo 1 del
presente Contratto che abbiano comunque un periodo di chiusura durante
l’anno.

Articolo 211

(1) I rapporti di lavoro possono essere costituiti a termine fisso per la
stagione o a tempo indeterminato.
(2) Il contratto a termine fisso può essere prorogato con riguardo alle
esigenze di svolgimento del ciclo dell’attività stagionale.

Articolo 212

(1) Il trattamento degli stagionali viene uniformato a quello dei
lavoratori stabili; l’indicazione vale come indirizzo generale. Si
riconosce tuttavia l’opportunità che, specie in materia di nastro
lavorativo, particolari regolamentazioni possano essere definite a livello
territoriale.
(2) Dette regolamentazioni saranno concordate in sede di contratti
integrativi, tenuto conto delle particolari caratteristiche ed esigenze
delle aziende stagionali.

Articolo 213

(1) Il periodo di prova è stabilito nella misura di dieci giorni lavorativi
per tutto il personale.
(2) Non sono sottoposti ad alcun periodo di prova i dipendenti che già in
precedenza abbiano prestato servizio presso la stessa azienda e con la
stessa qualifica.
(3) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in sei
giornate.

Articolo 214

Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima, la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 215

La disposizione dell’articolo 93 (licenza matrimoniale) non si applica alle
aziende a carattere stagionale.

Articolo 216

Agli effetti della conservazione del posto di cui all’articolo 94
(disgrazie familiari) si stabilisce che essa è obbligatoria per un periodo
non superiore a giorni sei.

Articolo 217

Fermi restando i valori della paga base nazionale, i contratti integrativi
territoriali determineranno le quote di maggiorazione della retribuzione
per i lavoratori stagionali, tenendo conto della durata della stagione
convenuta a quel livello e delle conseguenti meno favorevoli implicazioni
che tale durata riversa sui lavoratori.

Articolo 218

I contratti integrativi dovranno altresì prevedere delle percentuali di
maggiorazione con riferimento ai rapporti di lavoro di durata inferiore a
quella della stagione determinata ai sensi del precedente articolo.

Articolo 219

Analogo trattamento di cui agli articoli 217 e 218 competerà al personale
assunto nei periodi di stagione, da aziende ad apertura annuale site in
località specificatamente climatiche o balneari.

Articolo 220

Il periodo di preavviso per il personale assunto a tempo indeterminato
nelle aziende stagionali è di quindici giorni.

Articolo 221

(1) Nelle aziende stagionali l’apposizione del termine alla durata del
contratto di lavoro deve risultare da atto scritto, una copia del quale
sarà consegnata dal datore di lavoro al dipendente.
(2) Nel contratto a tempo determinato o di stagione, ove il dipendente
venga licenziato senza giustificato motivo o per effetto di chiusura
dell’azienda per colpa e fatto dell’imprenditore, durante il periodo di
stagione, avrà diritto ad un indennizzo pari all’ammontare della
retribuzione che gli sarebbe spettata dal giorno del licenziamento al
termine del periodo di ingaggio, meno le somme già percepite.
(3) Uguale indennizzo, ad eccezione del viaggio, spetterà al datore di
lavoro in caso di constatato ingiusto allontanamento da parte del personale
con diritto ad esso datore di lavoro di trattenersi l’ammontare di tale
indennizzo sulle somme in sue mani di spettanza del dipendente.
(4) Tale diritto permane anche nel verificarsi dell’ipotesi di
licenziamento per colpa del dipendente.

Articolo 222

(1) Il personale delle aziende stagionali avrà diritto al biglietto di
andata dal punto di ingaggio (o dalla stazione di confine se proveniente
dall’estero).
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova nonché nella
ipotesi di licenziamento – nel contratto a tempo determinato – prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’imprenditore.

Articolo 223

In caso di epidemia o di altre cause di forza maggiore che obbligassero il
proprietario a chiudere l’esercizio o a diminuire il personale prima della
fine della stagione, le Organizzazioni competenti locali decideranno a
norma dell’articolo 2119 del codice civile.

CAPO IV
ORARIO DI LAVORO

RIPARTIZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 224

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) La norma di cui al secondo comma dell’articolo 76 può essere derogata
previa intesa in sede aziendale.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 225

(1) Il lavoro giornaliero si svolge in uno o due turni. Diversi e più
funzionali criteri di distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero
reclamati dalla peculiare natura dell’attività ricettiva potranno essere
negoziati dalle parti a livello aziendale.
(2) Salve le condizioni di miglior favore comunque conseguite, il nastro
orario è di quattordici ore per il personale di sala, ricevimento e
portineria, e di dodici ore per il restante personale.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 226

(1) Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei
verranno retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25%.
(2) Sono fatte salve le condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 227

(1) Il lavoro straordinario è compensato nelle misure e con le modalità
appresso indicate e con la retribuzione ragguagliata ad ore maggiorata del
30% se diurno e del 60% se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.

CAPO V
FESTIVITA’

Articolo 228

Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 87 è dovuta, oltre la normale retribuzione, quella per le ore
di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20% per
lavoro festivo.

CAPO VI
FERIE

Articolo 229

(1) Il periodo di ferie di cui all’articolo 89 potrà essere prolungato
previ accordi tra le parti con l’obbligo di comunicazione alla Commissione
Paritetica territorialmente competente.
(2) Resta inteso che per il maggior periodo di ferie non compete alcuna
retribuzione.
(3) La disciplina di cui al secondo comma può essere applicata anche in
caso di sospensione dell’attività aziendale di durata non superiore ad un
mese a causa di riparazioni.
(4) Il calcolo della frazione di mese per la valutazione del rateo di ferie
non godute viene rapportato a ventiseiesimi.

CAPO VII
ELEMENTI ECONOMICI

PAGA BASE NAZIONALE DEGLI APPRENDISTI

Articolo 230

Per la determinazione della retribuzione del personale apprendista si fa
riferimento a quanto stabilito nell’articolo 49.

PAGA BASE AZIENDE MINORI

Articolo 231

(1) Per i campeggi con un numero di presenze-licenza non superiore a 1.200
la paga base di cui agli articoli 114 e 230 del presente Contratto, verrà
ridotta dei seguenti importi arrotondati:

PERSONALE QUALIFICATO
—————————————————————————
LIVELLI + 18 anni – 18 anni
—————————————————————————
A 22.000 -
B 22.000 -
I 20.000 -
II 17.000 15.000
III 15.000 13.000
IV 13.000 11.000
V 12.000 10.000
VIS 11.000 9.000
VI 11.000 9.000
VII 11.000 9.000

(2) Le riduzioni di cui al presente articolo non si applicano alle
qualifiche di cuoco, cameriere e barista inquadrate al V livello.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 232

Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 110 le eventuali quote salariali aggiuntive determinate nei
contratti integrativi al C.C.N.L. per il settore Alberghi, in quanto
espressamente stipulate con riferimento al settore Campeggi o comunque già
corrisposte a tale titolo dalle aziende.

Articolo 233

Poiché dalla nuova classificazione di cui all’articolo 205 possono
determinarsi effetti sulle quote aggiuntive provinciali e/o sulle quote "ad
qualificam ,’ aziendali o comunque definite nel settore dei campeggi, se
stabilite in misura variabile per i diversi livelli retributivi, le parti
convengono che per le sopraddette quote aggiuntive non verrà operata alcuna
perequazione.

SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 234

(1) La misura degli scatti di anzianità spettante al singolo dipendente
deve tener conto delle norme transitorie previste dal CCNL 14 giugno 1991
qui di seguito riportate.
(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 199 del C.C.N.L. 8
luglio 1982 e la disciplina prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18
febbraio 1987 viene effettuato come segue:
a) per il personale intermedio e salariato si procede al ragguaglio degli
importi degli scatti corrisposti precedentemente alla data di entrata in
vigore del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 con il valore in cifra fissa dello
scatto di cui all’art. 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per determinare il
numero degli scatti interi e l’eventuale frazione maturati rispetto ai sei
previsti. La frazione di scatto residua viene liquidata al compimento del
triennio successivo a quello di maturazione dell’ultimo scatto intero e
cioè alla maturazione del sesto scatto. Nei casi in cui sia stata maturata
l’intera serie di scatti prevista dal C.C.N.L. 8 luglio 1982, la data di
decorrenza di maturazione del nuovo scatto viene computata considerando
utile, solo a tal fine, una anzianità convenzionale pari al 15% del periodo
intercorso tra la data di maturazione dell’ultimo scatto e la data del 1
giugno 1986.
ESEMPIO: per un dipendente che abbia maturato il terzo ed ultimo scatto
della vecchia serie il 1° giugno 1976 si prenderà in considerazione il
numero dei mesi intercorsi tra tale data e quella del 31 maggio 1986, che
in questo caso è pari a 120 mesi. Di tale numero di mesi viene considerato
il 15% e cioè 18 mesi che concorreranno alla determinazione dei 36 mesi
necessari a decorrere dal 1° giugno 1986 per la maturazione del nuovo
scatto. Pertanto, nel caso in esame) il dipendente maturerà il nuovo scatto
(36-18=18) 18 mesi dopo l’1 giugno 1986 e cioè il 1° gennaio 1988;
b) per il personale impiegatizio resta fermo il valore degli scatti già
maturati. Limitatamente al solo scatto in maturazione nel periodo 1° giugno
1986 – 31 marzo 1989 in luogo del valore scatti di cui all’articolo 78 del
C.C.N.L. 18 febbraio 1987 verrà assunto il valore dell’ultimo scatto
percepito, rivalutato al 31 dicembre 1985, ove superiore;
c) ai fini di cui alle lettere a) e b) si considera:
- per gli impiegati l’anzianità maturata a decorrere dall’1 gennaio 1949 o
dalla data successiva di inizio rapporto;
- per gli intermedi e salariati l’anzianità maturata a decorrere il 1°
giugno 1964 o dalla successiva data di inizio del rapporto.

MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

Articolo 235

Il calcolo delle frazioni di mese per la valutazione dei ratei di
tredicesima e quattordicesima mensilità viene rapportato a ventiseiesimi.

CAPO VIII
MALATTIA

Articolo 236

(1) Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo 123 il
lavoratore avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50% della retribuzione per i giorni di malattia
dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i giorni
di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipate dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1 della legge 29 febbraio 1980,
n. 33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
la misura del 75% per i giorni dal quarto al ventesimo e del 100% per i
giorni dal ventunesimo in poi, della retribuzione giornaliera netta cui il
lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del
rapporto.

(2) L’integrazione è dovuta per centottanta giorni all’anno solare fatta
eccezione per i dipendenti assunti con contratto a termine o stagionale per
i quali l’integrazione non verrà corrisposta oltre il termine di cessazione
del rapporto.
(3) Per gli episodi morbosi a cavaliere di due anni le giornate di
integrazione vanno attribuite al rispettivi anni solari.
(4) L’integrazione non è dovuta se l’INPS non riconosce per qualsiasi
motivo l’indennità a suo carico; se l’indennità stessa è riconosciuta
dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare
la parte di indennità non corrisposta dall’istituto.
(5) Il periodo di carenza stabilito dall’Istituto Nazionale della
Previdenza Sociale è a carico del lavoratore per il primo giorno ed a
carico del datore di lavoro per i successivi due giorni. Nel caso però che
la malattia sia riconosciuta per il periodo eccedente i detti tre giorni
l’intero periodo di carenza sarà a carico del datore di lavoro.
(6) Restano ferme le migliori condizioni in atto nei contratti integrativi
territoriali.

Articolo 237

(1) Per il personale infermo alloggiato nei locali dell’azienda è in
facoltà del datore di lavoro di far trascorrere il periodo di infermità
nell’azienda stessa oppure di richiedere l’allontanamento in caso di
malattie infettive o per necessità di interventi chirurgici o per
difficoltà di adeguata assistenza a causa della natura o gravità della
malattia.
(2) In caso di anticipazione da parte del datore di lavoro delle spese per
i medici e medicine a favore dei propri dipendenti questi ultimi saranno
tenuti ai relativi rimborsi.
(3) Quando il ricovero in ospedale avvenga per comodità dell’azienda – per
malattie per le quali il servizio Sanitario Pubblico non prevede il
ricovero – le spese per la retta ospedaliera saranno a carico del datore di
lavoro.

CAPO IX
INFORTUNIO

Articolo 238

(1) Il personale impiegatizio non soggetto all’assicurazione obbligatoria,
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro
di assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una
forma di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono
stabilite con un massimale di almeno quindici milioni in caso di invalidità
permanente e dieci milioni in caso di morte.

CAPO X
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 239

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il
trattamento di cui all’articolo 154 è stabilito salvo quanto altro previsto
dalla legge 29 maggio 1982, n. 297 (allegato P) nelle seguenti misure della
retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione degli
assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1 febbraio
1977 al 31 maggio 1982.
1) Per l’anzianità di servizio sino al 30 giugno 1962:
a) per l’anzianità di servizio al 31 dicembre 1950: dodici giorni di
retribuzione per gli intermedi e i salariati del quinto raggruppamento;
nove giorni per il personale salariato degli altri raggruppamenti;
b) per l’anzianità dal 1° gennaio 1951 in poi: quindici giorni per gli
intermedi ed i salariati del quinto raggruppamento; dodici giorni per il
personale salariato degli altri raggruppamenti;
c) per l’anzianità di servizio dal 1° luglio 1959: diciotto giorni per gli
intermedi;

2) per l’anzianità di servizio dal 1° luglio 1962: ventisei giorni per gli
intermedi; ventuno giorni per il personale salariato del quinto
raggruppamento; sedici giorni per il personale salariato degli altri
raggruppamenti:
a) Il trattamento di fine rapporto di cui ai punti 1 e 2 che precedono,
sarà calcolato in ventiseiesimi della retribuzione mensile;
b) Il trattamento di fine rapporto a favore dei salariati è aumentato di
due ventiseiesimi a decorrere dal 1 ottobre 1971, e di un ulteriore
ventiseiesimo a decorrere dal 1 ottobre 1973.

3) Per le anzianità maturate successivamente al 1 giugno 1978: una
mensilità di retribuzione di fatto per ogni anno di servizio prestato.

(4) Il calcolo delle frazioni di mese per la valutazione dei ratei del
trattamento di cui al presente articolo viene rapportato a ventiseiesimi.

Articolo 240

Relativamente alla preesistente distinzione del personale di impiegati,
intermedi, operai, si fa riferimento ai fini della determinazione del
trattamento di fine rapporto alla classificazione del personale di cui al
C.C.N.L. Alberghi del 16 marzo 1972 (allegato S).

CAPO XI
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 241

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

TITOLO XII
PUBBLICI ESERCIZI

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 242

La classificazione del personale per il comparto dei Pubblici Esercizi è la
seguente.

Articolo 243

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli
6 e 34 del R.D.L. n. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio o di adeguata formazione, preparazione professionale
specialistica. Conseguentemente rientrano in quest’area, per le
corrispondenze delle declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche
successivamente specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscono contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgono, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e
dell’attuazione di tali obiettivi.
A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in condizioni di autonomia
decisionale e con ampi poteri discrezionali, la gestione, il coordinamento
ed il controllo dei diversi settori e servizi dell’azienda.
- Capo Area di catena di esercizi;
- Direttore;
- Gerente;
- Capo Servizi Amnministrativi catering.

QUADRO B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa.
- Vice Direttore;
- Responsabile area mense;
- Capo del personale;
- Economo responsabile del settore acquisti intendendosi per tale colui che
abbia autonomia tecnica ed amministrativa di gestione;
- Responsabile punto vendita (esercizi minori) intendendosi per tale colui
al quale sia affidata la direzione esecutiva di un esercizio minore;
- Capo zona manutenzione.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzato da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Superintendente catering;
- Capo Servizio catering;
- Ispettore Amministrativo catena d’esercizi;
- Assistente Senior di direzione intendendosi per tale colui che abbia già
maturato significativa esperienza di gestione esecutiva in almeno tre
distinti settori commerciali (ristorante, market, bar-snak, servizi, ecc.)
di un pubblico esercizio;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Direttore Servizio mensa o Capo impianto mensa;
- Capo laboratorio gelateria (ex Capo gelatiere);
- Capo laboratorio pasticceria intendendosi per tale colui al quale vengono
attribuite la soprintendenza e la disciplina sul personale, la vigilanza
sull’impiego delle materie prime, degli utensili e dei macchinari e che
abbia alle sue dipendenze almeno tre operai, escludendo dal computo gli
apprendisti;
- Responsabile di Amministrazione (ex Segretario di azienda diplomato con
mansioni di concetto);
- Primo maitre o capo servizio sala;
- Ispettore mensa;
- Responsabile impianti tecnici;
- Capo cuoco P.E. e ristorazione collettiva;
- Capo contabile;
- Operatore o procuratore doganale catering;
- Capo Ufficio Catering;
- Supervisore Catering;
- Primo barman P.E.;
- Capo barista, intendendosi per tale il responsabile dei servizi di
banco-bar;
- Capo banconiere di pasticceria, intendendosi per tale l’addetto alla
vendita il quale sovraintenda ai servizi del relativo negozio o reparto
annesso a pubblico esercizio, in quanto il proprietario non attenda
continuamente alla vendita, e che abbia alle sue dipendenze dipendenti
qualificati delle categorie inferiori;
- Magazziniere consegnatario o economo, intendendosi per tale colui che
abbia la responsabilità tecnico-amministrativa del magazzino coordinando
l’attività di altri magazzinieri comuni;
- Cassiere centrale catering;
- Capo C.E.D.;
- Analista-Programmatore C.E.D.;
- Assistente di Direzione, intendendosi per tale colui che sovraintenda
alla gestione esecutiva di un settore commerciale di un pubblico esercizio;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisiti mediante approfondita preparazione teorica e/o
tecnico-pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche
professionali di cui ai punti precedenti, hanno anche delle responsabilità
di coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Controllo amministrativo;
- Barman unico;
- Sotto capo cuoco;
- Cuoco unico;
- Primo pasticciere;
- Capo operaio;
- Capo mensa surgelati e/o precotti;
- Capo reparto catering;
- Assistente o vice o aiuto supervisore catering;
- Operaio specializzato provetto, intendendosi per tale il lavoratore in
possesso di conoscenze tecnico-specialistiche tali da consentirgli di
interpretare schemi e/o disegni, di individuare e valutare i guasti,
scegliere la successione e le modalità di intervento, i mezzi di
esecuzione, nonchè di operare interventi di elevato grado di difficoltà per
aggiustaggio, riparazione e manutenzione di impianti ed attrezzature
complesse;
- Maitre (Nella nuova qualifica di Maitre confluiscono quei lavoratori che
svolgono mansioni di secondo Maitre in subordine ad un capo-servizio e
quelli che in posizione unica, direttamente interessati alla fase
lavorativa, operano in sala secondo istruzioni specifiche ricevute da
personale di inquadramento superiore o direttamente dal Gerente);
- Dietologo;
- Sommelier, intendendosi per tale colui che abbia precisa e completa
conoscenza di tutte le tipologie di vini nazionali ed esteri;
- Programmatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Segretario, intendendosi per tale quel lavoratore che sulla base di
precise e dettagliate istruzioni nel rispetto delle procedure stabilite,
svolga operazioni di rilevazione, elaborazione e attività di
corrispondenza;
- Cuoco capo partita;
- Cuoco di cucina non organizzata in partite, intendendosi per tale colui
che indipendentemente dalla circostanza che operi in una o più partite
assicura il servizio di cucina;
- Gastronomo;
- Cameriere ai vini;
- Barman;
- Cameriere di ristorante;
- Chef de rang di ristorante;
- Secondo pasticciere;
- Capo gruppo mensa;
- Gelatiere;
- Pizzalolo;
- Stenodattilografa con funzioni di segreteria;
- Altri impiegati d’ordine;
- Centralinista lingue estere, intendendosi per tale quel lavoratore che,
avendo buona e specifica conoscenza delle lingue estere, sia in grado di
eseguire prestazioni specializzate oltre che per le comunicazioni interne
anche per quelle internazionali, determinandone anche le tariffe;
- Conducenti automezzi pesanti, intendendosi per tale quel lavoratore che,
in possesso dei requisiti previsti dalla legge, venga adibito alla
conduzione di automezzi di peso complessivo a pieno carico superiore a
tremilacinquecento chilogrammi;
- Operaio specializzato, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature;
- Operaio specializzato addetto alla riparazione di macchine distributrici
di cibi e bevande, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine per la distribuzione di cibi e bevande;
- Operatore C.E.D. – Consollista;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Tablottista e marchiere;
- Cassiere bar, ristorante, self-service, tavola calda, pasticceria,
gelateria;
- Cassiera mensa aziendale con funzioni di esazione;
- Telescriventista;
- Magazziniere comune;
- Centralinista;
- Cellista surgelati o precotti;
- Terzo pasticcere;
- Dattilografo;
- Altri impiegati d’ordine;
- Dispensiere;
- Cantiniere;
- Banconiere di gelateria, pasticceria, intendendosi per tale colui che
esplica prevalentemente operazioni di vendita nel negozio o nel reparto
annesso a pubblico esercizio in quanto il proprietario non attenda
normalmente alla vendita;
- Banconiere di tavola calda, chiosco di stazione;
- Operaio qualificato, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base
di dettagliate indicazioni esegue lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature;
- Carrellista di stazione e/o addetto alla vendita di generi vari alle
banchine;
- Sfoglina, intendendosi per tale colei che appronta pasta fresca,
tortellini, ravioli, etc.;
- Addetto al prelievo e al versamento di denaro dalle macchinette
distributrici di cibo e bevande;
- Addetto al caricamento delle macchinette distributrici di cibi e bevande
nonché alla piccola riparazione e manutenzione;
- Controllo merci;
- Cameriere bar, tavola calda, self-service;
- Demi chef de rang laddove il servizio di sala sia organizzato in ranghi;
- Barista;
- Guardarobiera non consegnataria;
- Allestitore catering;
- Autista di pista catering;
- Secondo cuoco mensa aziendale, intendendosi per tale colui che, in
subordine ad un cuoco e/o in sua assenza; procede all’approntamento dei
pasti sulla base del lavoro già predisposto;
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici;
- Guardia giurata;
- Conducente di automezzi leggeri, intendendosi per tale quel lavoratore
che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, venga adibito alla
conduzione di automezzi o autoveicoli per uso speciale o trasporti
specifici, di peso complessivo a pieno carico fino a tremilacinquecento
chilogrammi, autoveicoli per trasporto promiscuo e autovetture trainanti
rimorchi leggeri, motoveicoli con peso a vuoto superiore a quattrocento
chilogrammi;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche, comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Commis di cucina, sala e bar diplomato o che abbia, comunque, acquisito
pluriennale esperienza o pratica di lavoro nell’esecuzione delle relative
mansioni;
- Addetto servizi mensa intendendosi per tale il lavoratore con mansioni
promiscue e fungibili, che partecipa alla preparazione dei cibi con aiuto
significativo alla cucina, alla loro distribuzione e provvede alle
operazioni di pulizia, riordino e riassetto dei locali, impianti, dotazioni
e attrezzature della mensa, che abbia compiuto un anno di anzianità nel
settore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Confezionatrice di buffet stazione e pasticceria;
- Secondo banconiere pasticceria, intendendosi per tale colui le cui
prestazioni promiscue, svolgendosi subordinatamente alle direttive ed al
controllo del datore di lavoro o del personale qualificato di categoria
superiore, non siano prevalentemente di vendita, ma di confezione, consegna
della merce, riordino del banco;
- Commis di cucina, sala, tavola calda, self service (compresi ex aiuti in
genere P.E.);
- Commis di bar (ex aiuto barista), intendendosi per tale colui che esplica
mansioni di ausilio nei riguardi del personale di categoria superiore,
eccezione fatta per quelle attività che siano attinenti all’uso delle
macchine da caffè ed alle operazioni di mescita delle bevande alcoliche o
superalcoliche;
- Stiratrice;
- Lavandaia;
- Guardiano notturno;
- Addetto ai servizi di mensa con meno di un anno di anzianità nel settore;
- Caffettiere non barista;
- Caricatore catering;
- Aiutante pista catering;
- Preparatore catering;
- Addetto alle consegne con o senza mezzi di locomozione con ritiro di
buoni;
- Guardarobiera clienti (vestiarista);
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia addetto alla sala, cucina, office,
magazzino e relative dotazioni (compresi gli interni di cucina bar e
ristoranti);
- Lavatore catering;
- Conducente di motocicli;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

Articolo 244

(1) La qualifica di capo presuppone la presenza di dipendenti di qualifica
inferiore.
(2) In ogni esercizio il numero dei commis di bar (ex aiuto baristi) non
potrà superare le proporzioni appresso indicate:
- pubblico esercizio avente da due a cinque baristi: un commis di bar (ex
aiuto barista) ogni due baristi;
- pubblico esercizio avente 6 o più baristi: 1 commis di bar (ex aiuto
barista) ogni 3 baristi.
Ai fini di cui sopra, nel computo del numero de! baristi va considerato
anche il capo barista sempre che svolga la sua attività al banco.

CAPO II
APPRENDISTATO

Articolo 245

Ai sensi dell’articolo 2 della legge 19 gennaio 1955, n. 25,
l’apprendistato è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la
capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio:
contabile d’ordine, cassiere, magazziniere comune, marchiere, tablottista,
cuoco capo partita, cameriere, gelatiere, gastronomo, barista, banconiere
tavola calda e fredda, operaio qualificato, 3 pasticcere, ecc..

Articolo 246

Tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, la durata
dell’apprendistato è fissata in quattro anni per le seguenti qualifiche:
- Cuoco capo partita;
- Gastronomo;
- Pasticcere.

CAPO III
CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 247

La disciplina del presente Capo è correlata a quanto previsto dall’articolo
60.

Articolo 248

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale.
(2) E’ escluso dal periodo di prova il personale che abbia già prestato
servizio nella stessa azienda.
(3) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 249

Ferme restando le condizioni di miglior favore in atto per effetto degli
Accordi Integrativi provinciali, il personale dei Pubblici Esercizi avrà
diritto alla retribuzione maggiorata del:
- 20% per ingaggio fino ad un mese;
- 15% per ingaggio fino a due mesi;
- 8% per ingaggio oltre i due mesi fino alla fine della stagione.

Articolo 250

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di altre cause similari, che obbligassero il
datore di lavoro chiudere o a ridurre il personale, la decisione sulla
indennità sarà demandata alle Associazioni sindacali territoriali ed in
caso di dissenso a quelle nazionali.

Articolo 251

Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a termine,
il personale avrà diritto ad un’indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al
termine stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra
analoga occupazione per uguale e medesima retribuzione.

Articolo 252

Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, in proporzione al
periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente incompatibile
con la natura del contratto a termine.

Articolo 253

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore è riconosciuta
al datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla
retribuzione, la cui misura, che per i Pubblici Esercizi non potrà superare
il 50% della maggiorazione di cui all’articolo 249 sarà determinata dagli
Accordi Integrativi provinciali.
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza
del contratto, ma in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del
dipendente che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di lavoro, questi
avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento del danno.

Articolo 254

Gli indennizzi che, per effetto dei precedenti articoli debbono essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale,
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 280.

CAPO IV
ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 255

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in cinque
giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere
contrattati a livello aziendale, tenendo conto delle esigenze delle aziende
e dei lavoratori.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 256

L’orario di lavoro giornaliero di ciascun dipendente non potrà esser
suddiviso in più di due frazioni, la cui determinazione e durata è
demandata alla contrattazione integrativa territoriale, mentre i turni di
riposo settimanale e del congedo di conguaglio, nonché i turni di servizio,
saranno disposti dal datore di lavoro tenendo conto delle esigenze dei
lavoratori, fermi restando i limiti di durata massima e le disposizioni del
presente Contratto in materia di orario di lavoro.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 257

Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore 24 alle ore 6 verranno
retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25%, fatte salve le
condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 258

(1) Il lavoro straordinario è compensato nelle misure e con le modalità
appresso indicate. Con h retribuzione ragguagliata ad ore maggiorata del:
- 30% se diurno;
- 60% se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(5) Per il personale retribuito con la percentuale di servizio il compenso
per il lavoro straordinario è dato dalla percentuale stessa e dalle
maggiorazioni sopra indicate calcolate sulla quota oraria della
retribuzione stabilita ai sensi dell’articolo 280.

FESTIVITA’

Articolo 259

(1) Al personale retribuito in misura fissa che presta la propria opera
nelle festività di cui all’articolo 87 è dovuta oltre alla normale
retribuzione quella per le ore di servizio effettivamente prestate con la
maggiorazione del venti per cento.
(2) Il personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio, in caso di mancata prestazione di lavoro per effetto delle
festività di cui all’articolo 87 ed in caso di assenza nelle medesime
giornate di festività per malattia, infortunio, gravidanza o puerperio e
riposo settimanale, percepirà dal datore di lavoro una giornata di
retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 280.
(3) Qualora il personale retribuito in tutto od in parte con la percentuale
di servizio presti la propria opera nelle festività suddette percepirà un
compenso pari ad una giornata di retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 280 oltre alla normale retribuzione per le ore di lavoro
effettivamente prestato integrata dalla maggiorazione del venti per cento
calcolata sulla retribuzione di cui all’articolo 280 ragguagliata ad ore di
lavoro.

Articolo 260

Al personale retribuito in tutto od in parte con la percentuale di servizio
il trattamento per le giornate di cui all’articolo 88 della parte generale
verrà liquidato sulla base della retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 280

FERIE

Articolo 261

(1) Al personale retribuito solo con la percentuale di servizio sarà
corrisposta la retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 267.
(2) Al personale suddetto retribuito con sistema misto verrà corrisposta la
differenza tra la parte fissa della retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 280.

PERMESSI E CONGEDI

Articolo 262

Al personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di servizio
il trattamento per i permessi individuali di cui agli articoli 93, 94 e 95
del presente Contratto verrà liquidato sulla base della retribuzione
calcolata ai sensi dell’articolo 280.

CAPO V
TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 263

Costituisce trattamento salariale integrativo di cui alla lettera b)
dell’articolo 110 l’eventuale terzo elemento provinciale e/o l’eventuale
terzo elemento aziendale in atto di cui all’articolo 55 del C.C.N.L. 19
ottobre 1973 coordinati con l’attuale classificazione del personale con i
criteri all’articolo 79 del C.C.N.L. 10 aprile 1979.

CAPO VI
PAGA BASE NAZIONALE APPRENDISTI

Articolo 264

Per la determinazione della retribuzione del personale apprendista si fa
riferimento a quanto stabilito nell’articolo 49.

CAPO VII
PAGA BASE PUBBLICI ESERCIZI DI TERZA E QUARTA CATEGORIA

Articolo 265

Per i Pubblici Esercizi di terza e quarta categoria le paghe base indicate
agli articoli 114 e 49 del presente Contratto verranno ridotte dei seguenti
importi arrotondati:

QUALIFICATI
————————————————-
LIVELLI + 18 – 18
————————————————
A 11.000 -
B 10.000 -
I 10.000 -
II 8.500 7.500
III 7.500 6.500
IV 6.500 5.500
V 6.000 5.000
VIS 5.500 4.500
VI 5.500 4.500
VII 5.000 4.000

CAPO VIII
TRATTAMENTO ECONOMICO DEI PERCENTUALISTI

INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 266

L’indennità di contingenza non spetta al personale dei pubblici esercizi
retribuito a percentuale.

PERCENTUALE DI SERVIZIO

Articolo 267

La percentuale di servizio dovrà essere corrisposta entro i limiti minimi e
massimi stabiliti negli articoli che seguono, mediante punteggi di
ripartizione da determinarsi con gli Accordi integrativi provinciali.

Articolo 268

Per le aziende ristoranti e similari di cui al punto III lettera a)
dell’articolo 1, i minimi ed i massimi della percentuale di servizio sono i
seguenti:
a) negli esercizi extra dal 12% al 15%;
b) negli esercizi di prima classe dall’11% al 13%;
c) negli esercizi di seconda e terza classe dall’11% e al 12%;
d) negli esercizi di quarta classe (osterie con cucina) il 10%.

Articolo 269

(1) Per le aziende bar, caffè e similari, di cui al punto III lettera b)
dell’articolo 1, i minimi ed i massimi della percentuale di servizio sono i
seguenti:
a) negli esercizi extra dal 18% al 22%;
b) negli esercizi di prima e seconda classe dal 16% al 20%;
c) negli esercizi di terza classe dal 14% al 17%;
d) negli esercizi di quarta classe il 10%.

(2) Nelle bottiglierie e fiaschetterie la percentuale sarà del 12%, nelle
birrerie del 17%.
(3) Nei locali adibiti a biliardi – qualunque sia la loro categoria – la
percentuale di servizio sarà del quindici per cento.

Articolo 270

(1) Per i banchetti e per qualsiasi altro servizio affine di non meno di
dieci persone, purché abbiano tale caratteristica, la percentuale di
servizio unica per tutti i locali sarà del 12%.
(2) È consentita l’assegnazione di una parte della predetta percentuale al
personale interno nella misura stabilita negli Accordi integrativi
provinciali.

Articolo 271

(1) La percentuale sarà applicata a criterio del datore di lavoro:
a) col sistema addizionale, nel qual caso il tavoleggiante riscuote
direttamente dal cliente la percentuale di servizio al momento della
presentazione del conto;
b) ovvero col sistema globale, includendo cioè nel prezzo della
consumazione l’importo della percentuale di servizio.

(2) In questo ultimo caso la percentuale di servizio va liquidata
applicando sull’incasso lordo delle consumazioni la misura della
percentuale opportunamente ridotta secondo la seguente Tabella Amell che
garantisce ugualmente la corresponsione della percentuale netta stabilita
contrattualmente:
————————————————————————–
% sul netto nel sistema addizionale % sul lordo nel sistema globale
————————————————————————–
10% corrisponde al 9,10%
11% corrisponde al 9,99%
12% corrisponde al 10,72%
13% corrisponde al 11,51%
14% corrisponde al 12,29%
15% corrisponde al 13,05%
16% corrisponde al 13,80%
17% corrisponde al 14,53%
18% corrisponde al 15,27%
19% corrisponde al 15,97%
20% corrisponde al 16,67%
21% corrisponde al 17,36%
22% corrisponde al 18,03%

Articolo 272

Quando la percentuale di servizio viene riscossa dal datore di lavoro, essa
dovrà essere corrisposta al personale non più tardi della fine di ogni mese
con una tolleranza massima di 4 giorni, a meno che tra il personale ed il
datore di lavoro non si convenga che la corresponsione sia effettuata
settimanalmente o seralmente.

Articolo 273

(1) La percentuale di servizio di cui agli articoli precedenti deve essere
applicata sull’importo netto dei conti riguardanti esclusivamente le
consumazioni.
(2) La percentuale di servizio dovrà essere anticipata dal datore di lavoro
per i conti che restassero in sospeso oltre un mese) eccezione fatta per i
conti di persone divenute accertatamente insolvibili.
(3) Per i servizi a domicilio, negli Accordi integrativi provinciali, potrà
stabilirsi invece un compenso fisso per i prestatori di opera che vi
prendano parte, ove tale sistema sia in uso, secondo quanto contemplato
dall’articolo 63.
(4) E’ abolito qualsiasi obbligo di fornitura da tavola a carico dei
camerieri.

Articolo 274

Negli esercizi nei quali il servizio ai tavoli viene effettuato anche da
familiari del datore di lavoro, i quali vi siano addetti come veri e propri
prestatori d’opera soggetti alle stesse regole di lavoro dell’altro
personale, la percentuale di servizio competerà anche ad essi nella misura
dovuta al percentualista dipendente.

Articolo 275

Debbono intendersi congelate le misure delle percentuali di servizio
stabilite dagli Accordi Integrativi Provinciali in atto al 31 ottobre 1973.

Articolo 276

(1) Ai maitres o capo-camerieri oltre alla percentuale di servizio sarà
corrisposta una integrazione fissa mensile da stabilirsi negli Accordi
Integrativi Provinciali.
(2) La partecipazione dei maitres o capo-camerieri alla percentuale resta
quella concordata in sede provinciale sia dove esiste l’uso della
percentuale globale, sia dove esiste l’uso della percentuale individuale in
modo che essi non vengano a percepire meno del cinque per cento né più del
venti per cento oltre quello che spetta ad ogni cameriere.
(3) I maitres o capo-camerieri non potranno essere assunti in numero
maggiore di uno ogni quattro camerieri per gli esercizi extra e di uno ogni
sei camerieri per gli esercizi di prima classe.
(4) Nei locali extra e di prima classe ove siano occupati rispettivamente
meno di quattro camerieri o meno di 6 camerieri è ammesso un maitre o capo
cameriere.
(5) In sede provinciale le Organizzazioni interessate potranno stabilire la
presenza di capo-camerieri anche in esercizi di seconda classe.

Articolo 277

(1) Il personale tavoleggiante ha facoltà di optare per la retribuzione
fissa in luogo della percentuale di servizio.
(2) Col passaggio a paga fissa il personale suddetto ha diritto alla
paga-base nazionale prevista dalla tabella di cui all’articolo 112
all’indennità di contingenza e a tutti gli altri trattamenti economici e
normativi previsti dal presente Contratto e dagli Accordi Integrativi
Provinciali e/o aziendali per il personale retribuito a paga fissa dello
stesso livello retributivo.
(3) L’opzione per la retribuzione fissa viene esercitata aziendalmente
mediante decisione della maggioranza del personale tavoleggiante, da
rendere nota al datore di lavoro a mezzo di lettera raccomandata
sottoscritta dai lavoratori interessati, entro la prima metà del mese.
(4) Il passaggio a paga fissa avverrà a decorrere dal 1° mese successivo a
quello della comunicazione al datore di lavoro.
(5) L’opzione di cui al presente articolo viene esercitata in via
definitiva ed il passaggio a paga fissa è irrevocabile.

Articolo 278

I sistemi di retribuzione diversi da quelli del presente Contratto
stabiliti con Accordi Integrativi provinciali in vigore dal 30 aprile 1973
in base agli articoli 71 e seguenti del C.C.N.L. 13 marzo 1970 sono da
considerarsi congelati, ferma restando la facoltà delle Associazioni
Provinciali di abrogarli per stabilire il passaggio a paga fissa del
personale tavoleggiante, nel qual caso al personale interno sarà garantita
la conservazione dei livelli retributivi mediamente percepiti in
precedenza.

MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

Articolo 279

Al personale retribuito con la percentuale di servizio verranno corrisposte
la tredicesima mensilità nell’intera misura e la quattordicesima mensilità
nella misura del 70% con le modalità di cui all’articolo 280.

LIQUIDAZIONE TRATTAMENTI NORMATIVI AI PERCENTUALISTI

Articolo 280

La liquidazione dei trattamenti normativi del presente Contratto per il
personale retribuito in tutto od in parte con la percentuale di servizio
avverrà in base alla retribuzione in atto provincialmente o aziendalmente
relativa al livello di appartenenza (paga-base nazionale, indennità di
contingenza, eventuali terzi elementi, eventuali trattamenti integrativi
salariali aziendali, eventuali scatti di anzianità).

Articolo 281

(1) Per il personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio l’indennità sostitutiva del preavviso di cui all’articolo 141
verrà calcolata in base all’articolo 2121 del Codice civile nel testo
modificato della legge n. 297 del 1982, mentre, il trattamento di fine
rapporto verrà calcolato in base ai criteri di cui alla suddetta legge n.
297 del 1982 per i periodi di servizio prestato dal 1° giugno 1982, e in
base all’articolo 2121 del Codice civile nel testo modificato della legge
n. 91 del 1977 per i periodi di lavoro antecedenti sulla base della
percentuale media percepita nel triennio o nel minor periodo precedente il
31 maggio 1982.
(2) Ove ciò non sia in alcun modo possibile, tenuto conto delle particolari
caratteristiche di tale sistema di retribuzione, dette indennità verranno
calcolate sulla retribuzione di cui all’articolo 280 e con gli stessi
criteri e modalità previsti per il personale retribuito in misura fissa
dagli articoli 154 e 286 e per quanto attiene in particolare il trattamento
di fine rapporto.

CAPO IX
SCATTI DI ANZIANITA’

NORMA TRANSITORIA

Articolo 282

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti delle
aziende dei Pubblici Esercizi per il periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio
1989 sono stabiliti nelle seguenti misure:
————————-
LIVELLI IMPORTI
————————-
IS 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 258 del C.C.N.L. 8
luglio 1982 e quella prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio
1987 verrà effettuato come segue: al personale che alla data di entrata in
vigore del presente Contratto abbia maturato la precedente serie di 4
scatti, la data di decorrenza del nuovo scatto sarà computata considerando
utile, solo a tal fine, un’anzianità convenzionale pari al venticinque
percento del tempo intercorso tra la data di maturazione dell’ultimo scatto
e quella del 1° giugno 1986. A detto personale, al compimento del triennio,
utilizzando l’anzianità convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in
aggiunta all’importo degli scatti relativo alla vecchia serie, quello del
nuovo scatto nella misura prevista nella su riportata tabella.
(3) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati cosi ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella dell’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990 e per !l valore fisso dello
scatto di cui alla tabella dell’articolo 118 del presente Contratto per
coloro che maturino lo scatto successivamente al lo maggio 1990, darà
l’importo complessivo degli scatti spettante.
(4) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO X
MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 283

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto alle normali
scadenze dei periodi di paga:
a) all’indennità di malattia da corrispondersi dall’INPS nella misura
dell’80%, comprensiva dell’indennità posta a carico dello stesso Istituto
dall’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e della relativa
integrazione di cui al D.M. 1° febbraio 1957 e al D.M. 6 agosto 1962, per
la quale i datori di lavoro sono tenuti a versare al predetto Istituto la
prevista aliquota aggiuntiva dello 0,77% ai sensi dell’articolo 1 della
legge 29 febbraio 1980, n. 33 l’indennità suddetta è anticipata dal datore
di lavoro al lavoratore con contratto a tempo indeterminato ed è posta a
conguaglio con i contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di cui agli
articoli 1 e 2 della stessa legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) alla normale retribuzione da corrispondersi da parte dei datori di
lavoro per i primi tre giorni di malattia (periodo di carenza) qualora la
durata della malattia superi i cinque giorni. Al personale retribuito con
la percentuale di servizio sarà corrisposta la retribuzione calcolata ai
sensi dell’articolo 280.

(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui al punto 1) del comma precedente non dovranno essere
operate detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie
relativi ai periodi di malattia.

INFORTUNIO

Articolo 284

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro corrisponderà una
integrazione dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il
100% della retribuzione, sin dal giorno in cui si verifica l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedono indennità nella
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
- invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme
stabilite per il caso di malattia dagli articoli 124 e 283 considerandosi
infermità derivante da infortunio compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’Istituto Malattia;
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni.

CAPO XI
PULIZIA DEI LOCALI

Articolo 285

(1) Negli esercizi di particolare importanza il personale provvederà
normalmente alla pulizia e preparazione del reparto al quale è adibito,
esclusa la grossa pulizia (pavimenti e gabinetti).
(2) Per gli esercizi minori tale pulizia dovrà essere effettuata dal
personale di banco e tavoleggiante, esclusa la pulizia dei pavimenti e
gabinetti, quando fra i dipendenti vi sia personale di fatica.

CAPO XII
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 286

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il
trattamento di cui all’articolo 154 è stabilito, salvo quanto altro
previsto dalla legge 29 maggio 1982, n. 297, nelle seguenti misure della
retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione degli
assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1° febbraio
1977 al 31 maggio 1982:

Personale impiegatizio:
una mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato;

Personale non impiegatizio:
a) per le anzianità maturate fino al 31 maggio 1978: quindici giorni di
retribuzione per ogni anno di servizio prestato;
b) per le anzianità maturate successivamente alla suddetta data: una
mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato.

(2) Il trattamento di fine rapporto verrà calcolato in ventiseiesimi della
retribuzione mensile.
(3) Relativamente alla preesistente distinzione del personale in impiegati
e operai, si fa riferimento ai fini della determinazione del trattamento di
fine rapporto alla classificazione del personale di cui alla nota
dell’articolo 3 del C.C.N.L. Pubblici Esercizi del 19 ottobre 1973
(allegato S).

CAPO XIII
NORME PER I LOCALI NOTTURNI

Articolo 287

Sono considerati locali notturni tutti gli esercizi nei quali vi siano
trattenimenti di varietà e danze, il cui orario di chiusura si protrae sino
alle prime ore del mattino senza limitazione.

Articolo 288

(1) Nei locali notturni la percentuale sarà del 16% per le consumazioni di
ristorante e del 18% per le altre consumazioni, fermo restando che la
percentuale di servizio dovrà essere applicata sull’importo netto del conto
riguardante esclusivamente le consumazioni.
(2) Per il personale tavoleggiante le percentuali di servizio di cui sopra
sono comprensive della maggiorazione per il lavoro notturno.
(3) Negli accordi integrativi provinciali verranno stabilite le modalità
per determinare il suddetto importo netto del conto delle consumazioni.
(4) È data inoltre facoltà alle Organizzazioni Sindacali territoriali di
ragguagliare la percentuale del 18% sopra indicata con diverse misure della
percentuale stessa che operino Sull’intero importo lordo del conto
garantendo lo stesso gettito.

Articolo 289

Nei locali notturni sono ammessi i maitres o capi camerieri osservando le
stesse norme stabilite dall’articolo 276 del presente Contratto.

Articolo 290

Tutto il personale addetto a tali servizi sarà escluso dal servizio diurno,
pulizia compresa.

Articolo 291

Per quanto non fosse previsto nei precedenti articoli al personale
dipendente si applicano le norme del presente Contratto fatte salve le
condizioni di miglior favore già fissate dagli Accordi Integrativi
provinciali.

CAPO XIV
NORME PER USTORANTI E BUFFETS DI STAZIONE

Articolo 292

(1) Il presente Contratto si applica anche ai ristoranti e buffets delle
stazioni ferroviarie fatte salve le norme contenute nei capitolati delle
Ferrovie. Qualora il concessionario sia obbligato a far eseguire lavoro
straordinario per improvvisi ordini dell’Amministrazione Ferroviaria o per
improvviso cambiamento di orario dei turni, fermo restando il limite
massimo annuo di 270 ore di lavoro straordinario, il personale sarà tenuto
ad eseguirlo senza alcuna limitazione di orario, eccettuato il caso che
l’Ispettorato del Lavoro riscontri non sussistere gli estremi di cui
all’articolo 6 del regolamento 10 settembre 1923, n. 1955.
(2) Restano congelate le misure delle percentuali dei carrellisti stabilite
dagli Accordi Integrativi provinciali in vigore.

Articolo 293

In relazione al Decreto del Ministero dei Trasporti del 22 giugno 1971, che
al comma b) dell’articolo i precisa, tra l’altro, come condizioni da porre
a base delle gare e trattative per le concessioni degli esercizi dei caffè
ristoratori di stazioni F.S. e nei relativi contratti, il riconoscimento, a
tutti gli effetti, al personale dipendente, dell’anzianità di servizio
prestato in via continuativa nello stesso caffè ristorante o anche in
continuità di rapporto di lavoro con lo stesso concessionario presso altro
caffè ristoratore di stazione F.S., i trattamenti di fine rapporto del
personale suddetto dovranno essere accantonati, mediante polizza di
capitalizzazione da stipularsi nei modi e nei termini stabiliti dal
Regolamento sottoscritto dalle Organizzazioni stipulanti in data 21
novembre 1972.

CAPO XV
NORME PER LA RISTORAZIONE COLLETTWA
(MENSE AZIENDALI)

Articolo 294

Le Parti si danno atto che le norme di cui all’accordo nazionale per i
cambi di gestione nel settore della ristorazione collettiva (mense
aziendali) del 9 aprile 1979, modificato dagli accordi del 13 ottobre 1982,
17 giugno 1986 e del 18 maggio 1990, trovano inserimento nel presente capo.

CAMBI DI GESTIONE

Articolo 295

Rilevato che il settore della ristorazione collettiva – per la parte non
propriamente collegata a forme di ristorazione pubblica – è generalmente
caratterizzato dall’effettuazione del servizio tramite contratti di appalto
determinando frequenti cambi di gestione con conseguenti risoluzioni dei
rapporti di lavoro per giustificato motivo obiettivo; allo scopo di
garantire al personale dipendente la continuità e le condizioni di lavoro
limitatamente agli aspetti di seguito disciplinati, viene pattuito quanto
segue.

Articolo 296

(1) La Gestione uscente, con la massima tempestività possibile e comunque
prima dell’evento, darà formale notizia della cessazione della gestione
alle Organizzazioni Sindacali competenti per territorio e alla Gestione
subentrante, fornendo contestualmente tutte le informazioni utili alla
applicazione del presente Accordo.
(2) La Gestione subentrante – anch’essa con la massima tempestività
possibile e comunque prima del verificarsi dell’evento – darà a sua volta
formale comunicazione alle Organizzazioni Sindacali competenti per
territorio circa l’inizio della nuova gestione.

Articolo 297

(1) Su richiesta di una delle parti (Organizzazioni Sindacali, Gestione
uscente, Gestione subentrante) saranno effettuati incontri di verifica,
preventivi all’evento considerato, circa le condizioni di applicazione del
presente Accordo.
(2) Ove per comprovate ed oggettive difficoltà non fosse possibile
effettuare tali incontri preventivamente, gli stessi saranno comunque
effettuati al piu’ presto possibile.
(3) L’effettuazione di tali incontri non dovrà in ogni caso compromettere
la prioritaria esigenza di garantire le condizioni necessarie per l’inizio
del servizio presso la nuova unità produttiva.

Articolo 298

(1) La gestione subentrante assumerà tutto il personale addetto, in quanto
regolarmente iscritto da almeno tre mesi sui libri paga-matricola della
Gestione uscente, riferiti all’unità produttiva interessata, con facoltà di
esclusione del personale che svolge funzioni di direzione esecutiva, di
coordinamento e controllo dell’impianto nonché dei lavoratori di concetto
e/o degli specializzati provetti con responsabilità di coordinamento
tecnico funzionale nei confronti di altri lavoratori.
(2) I lavoratori in contratto di formazione e lavoro, fatte salve le
disposizioni di legge, verranno parimenti assunti in contratto di
formazione e lavoro restando a carico della gestione subentrante
l’effettuazione del periodo di formazione e lavoro mancante rispetto al
termine fissato dall’azienda cedente.

Articolo 299

(1) Gli incontri di cui all’articolo 297 dovranno essere utilizzati anche
per l’esame dei problemi e per la ricerca delle relative soluzioni, nei
seguenti casi connessi a particolari situazioni dell’utenza che diano adito
a ripercussioni sul dato occupazionale dell’impianto, inteso nelle sue
componenti quantitative e qualitative:
a) mutamenti nell’organizzazione e nelle modalità del servizio;
b) mutamenti nelle tecnologie produttive;
c) mutamenti nelle clausole contenute nei capitolati d’appalto;
d) riduzione del numero di pasti/giorno conseguente ad un calo della
occupazione nell’azienda appaltante.

(2) In tutti questi casi nella ricerca di soluzioni coinvolgenti il
personale addetto all’impianto, oltre alla possibilità di assunzione in
altre unità produttive dell’azienda subentrante non si esclude la
possibilità di instaurare diverse condizioni contrattuali, nonché il
ricorso – ove sussistano le specifiche condizioni di legge – alla CIGS ed
ai contratti di solidarietà.

Articolo 300

Per il personale per cui non sussista la garanzia del mantenimento del
posto di lavoro, la Gestione subentrante e quella uscente si impegneranno
in ogni caso a verificare e ricercare con le Organizzazioni Sindacali ogni
possibilità di reimpiego, sempre che sussistano le specifiche condizioni
previste dalla normativa di legge vigente per le assunzioni.

Articolo 301

(1) Le assunzioni saranno effettuate sempre che sussistano le specifiche
condizioni previste dalle norme di legge vigenti (nulla osta per
l’avviamento al lavoro, libretto sanitario ecc.) ed i rapporti di lavoro
così instaurati si intenderanno ex novo, senza l’effettuazione del periodo
di prova per il personale di cui al primo comma del precedente articolo 298
per il quale peraltro l’azienda uscente è esonerata dall’obbligo del
preavviso di cui agli articoli 139 e 140 del presente C.C.N.L..
(2) Qualora tali condizioni non sussistessero, la Gestione subentrante ne
darà tempestiva comunicazione agli interessati ed alle Organizzazioni
sindacali ai fini delle possibili regolarizzazioni delle posizioni entro il
termine di trenta giorni.

Articolo 302

(1) Ai lavoratori neo-assunti di cui sopra saranno corrisposte, come
trattamento di miglior favore, condizioni retributive, eventualmente
riproporzionate ai sensi dell’articolo 299, pari a quelle già percepite da
ogni singolo lavoratore, opportunamente e legalmente documentate derivanti
solo ed unicamente dall’applicazione del C.C.N.L., ivi compresi gli
eventuali scatti di anzianità maturati e gli eventuali trattamenti
integrativi salariali comunque denominati, pattuiti ed erogati in data
anteriore di almeno tre mesi alla data di cambiamento di gestione in
conformità di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
(2) Ove tali trattamenti fossero superiori a quelli della gestione
subentrante per effetto di pattuizioni collettive aziendali stipulate
anteriormente al 9 aprile 1979, la differenza verrà mantenuta come quota ad
personam e sarà assorbita in occasione di futuri aumenti salariali
collettivi, con modalità da definire tra le parti. Per quanto riguarda in
particolare gli scatti di anzianità, fermo restando il principio della
novazione del rapporto di lavoro sancito dall’articolo 301, la Gestione
subentrante dovrà considerare, ai soli fini del computo del triennio
relativo al primo scatto o a quelli successivi ed in base all’età di
decorrenza dell’anzianità utile per gli scatti cosi come fissata dal
secondo comma dell’articolo 118 del presente Contratto:
- le annualità intere di servizio maturate presso la Gestione uscente nei
casi di cambio di gestione, avvenuti anteriormente al lo giugno 1986;
- l’intero periodo di servizio prestato senza interruzione presso la
gestione uscente per i casi di cambi di gestione intervenuti
successivamente al 1° giugno 1986.

(3) Al personale assunto con mansioni diverse da quelle svolte presso la
precedente Gestione sarà comunque garantito il trattamento economico
previsto dal Contratto Nazionale di Lavoro di categoria e dalla relativa
contrattazione integrativa salariale. Tale trattamento, se pur articolato
sotto diverse voci, sarà globalmente pari a quello percepito per la
qualifica ricoperta presso la precedente gestione. In ogni caso tale
trattamento non potrà, per la parte eccedente le voci contrattuali relative
alla nuova qualifica, essere riassorbito se non in occasione di successivi
passaggi di livello, o in virtù di specifici accordi fra le parti.

Articolo 303

(1) Le norme di cui al presente capo disciplinano ed esauriscono per tutto
il territorio nazionale la materia dei cambi di gestione nel settore della
ristorazione collettiva che rimane di esclusiva competenza delle
Organizzazioni Nazionali stipulanti.
(2) Restano salve, in ogni caso, le eventuali condizioni di miglior favore
previste dagli accordi territoriali o aziendali in atto. Tali accordi non
saranno comunque più negoziabili alla loro scadenza, per le materie in
questione.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 304

(1) A parziale deroga di quanto previsto dall’articolo 21 del presente
Contratto, per il settore della ristorazione collettiva (mense), i
trattamenti integrativi salariali comunque denominati di cui alla lettera
c) del primo comma dello stesso articolo 21 saranno definiti, anziché con
accordi aziendali, con accordi provinciali dalle Organizzazioni provinciali
dei lavoratori delle Organizzazioni sindacali stipulanti e dalle
Associazioni provinciali dei pubblici esercizi aderenti alla F.I.E.P.eT..

SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 305

(1) Fermo restando quanto previsto dal primo comma dell’articolo 282 del
presente Contratto, per il personale delle aziende della ristorazione
collettiva che abbia già maturato uno o più scatti di anzianità, il
raccordo tra la preesistente disciplina di cui all’articolo 285 del
C.C.N.L. 8 luglio 1982 e quella prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18
febbraio 1987 verrà effettuato come segue.
(2) Alla data di entrata in vigore del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, alla voce
scatti di anzianità dovrà essere attribuito:
a) quanto sin qui erogato a titolo "scatti di anzianità";
b) quanto sin qui eventualmente erogato come superminimo ad personam, in
conseguenza dell’operazione di adeguamento alla legge n. 91 del 1977
attuato dall’azienda;
c) quanto eventualmente erogato come "assegno ad personam" derivante dagli
scatti di anzianità maturati dalle gestioni precedenti ai sensi del
precedente articolo 304.

(3) Al personale suddetto che nel periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio 1989
maturerà un triennio di anzianità, dovrà essere corrisposto l’importo fisso
di uno scatto previsto nella tabella valida per il settore dei pubblici
esercizi per il periodo suddetto, in aggiunta degli importi degli scatti
precedenti come sopra ricostruiti.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella dell’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990 e per il valore fisso dello
scatto di cui alla tabella dell’articolo 118 del presente Contratto per
coloro che maturino lo scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà
l’importo complessivo degli scatti spettante. L’eventuale residua frazione
di scatto che dovesse risultare da tale computo, verrà liquidata al
compimento del triennio successivo a quello di maturazione dell’ultimo
scatto intero e cioè alla maturazione del sesto scatto.
(5) Per quanto riguarda le modalità di erogazione degli scatti di anzianità
nei casi di cambi di gestione valgono le norme di cui all’articolo 302.

INDENNITA’ SUPPLEMENTARE

Articolo 306

(1) Ai soli dipendenti da aziende di Ristorazione Collettiva in forza alla
data di stipula del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 verrà riconosciuta una
"indennità supplementare" di lire diecimila lorde mensili nel periodo 1°
giugno 1986 – 31 maggio 1988 (24 mensilità) secondo le modalità specificate
nel presente articolo.
(2) L’indennità supplementare deve essere corrisposta solo al personale che
abbia maturato almeno uno scatto di anzianità il cui importo sia stato
calcolato dall’azienda senza l’indennità di contingenza in relazione alla
legge 91 del 1977.
(3) Detta indennità non è computabile ai fini della maturazione del T.F.R.,
né concorre a determinare la base di calcolo di altri istituti
contrattuali.
(4) Essa sarà corrisposta limitatamente a ventiquattro mesi (escluse
tredicesima e quattordicesima mensilità) e la sua erogazione cesserà,
comunque, con il 31 maggio 1988.
(5) L’indennità citata non competerà a chi abbia già risolto, in via
consensuale con transazione e rinuncia od in forza di decisione giudiziale
o comunque, in altro modo, il contenzioso con la propria azienda
relativamente alle modalità di calcolo degli scatti rispetto alla legge 91
del 1977, nonché – per le aliquote mensili non ancora corrisposte – a
coloro che, per qualsivoglia motivo, risolvano il rapporto di lavoro con le
aziende al di fuori dell’ipotesi prevista per i cambi di gestione.
(6) In questo caso, infatti, l’indennità in questione continuerà ad essere
corrisposta dall’azienda subentrante fino al 31 maggio 1988 o fino alla
cessazione del rapporto di lavoro con l’interessato entro tale data.

CLAUSOLA DI INSCINDIBILITA’

Articolo 307

(1) Le OO.SS. firmatarie riconoscono che la vertenzialità insorta nel
settore della ristorazione collettiva derivante da interpretazioni diverse
riguardo alla modalità di calcolo degli scatti di anzianità, in
applicazione della legge n. 91 del 1977 – modalità che le aziende
dichiarano essersi resa necessaria in considerazione del particolare
automatico collegamento esistente per il settore tra costo del lavoro e
prezzo del servizio – deve intendersi superata con il C.C.N.L. 18 febbraio
1987.
(2) Ciò in considerazione del fatto che, in particolare per i dipendenti da
aziende di ristorazione collettiva che già percepiscono importi
retributivi, comunque denominati derivanti dalla maturazione di scatti di
anzianità, i benefici introdotti dal rinnovo del C.C.N.L. 18 febbraio 1987,
derivanti da: incremento del valore unitario degli scatti, riconoscimento
di anzianità convenzionale di settore, sia pure ai soli fini della
maturazione degli scatti, incremento del numero degli scatti di anzianità,
erogazione, a titolo transattivo, dell"’indennità supplementare" di cui al
precedente articolo 306 sono stati espressamente concordati, perché
complessivamente migliorativi dell’attuale applicazione dell’istituto da
parte del settore, a transazione di quanto eventualmente preteso da ciascun
lavoratore relativamente alla disciplina degli scatti applicata.
(3) Con riferimento alla consensuale definizione di cui sopra, le OO.SS.
firmatarie si impegnano affinché le proprie articolazioni territoriali e
aziendali non prestino assistenza legale e/o sindacale ai propri iscritti
che intendessero promuovere azioni giudiziarie per il titolo riguardante
gli scatti di anzianità.
(4) Dichiarano altresì che interverranno presso le proprie articolazioni
organizzative affinché queste ultime richiedano ai propri iscritti di
abbandonare le azioni giudiziarie già promosse e di non promuoverne di
nuove. Confermano che la materia relativa agli scatti di anzianità non
formerà oggetto di rivendicazione alcuna ai vari livelli di contrattazione.

INDENNITA’ SPECIALE

Articolo 308

(1) Ai soli dipendenti della Ristorazione Collettiva in servizio alla data
del 1° maggio 1990 che abbiano prestato servizio continuato nel periodo dal
la aprile 1989 al 30 aprile 1990, verrà corrisposta, per dodici mesi
consecutivi a partire dal lo ottobre 1990 e fino al 30 settembre 1991 una
"indennità speciale" pari ai seguenti importi mensili lordi ai vari
livelli:

Quadri A e B L. 92.000
liv. I, II e III L. 79.000
liv. IV e V L. 70.000
liv. VIS, VI e VII L. 55.000

(2) Ai fini di cui sopra si considera servizio continuato anche il lavoro
prestato nell’anzidetto periodo dal 1° aprile 1989 al 30 aprile 1990 presso
le precedenti gestioni nell’esclusivo caso di riassunzione del personale in
base alle norme di cui al presente capo.
(3) Per i casi di anzianità minore, gli importi di cui sopra verranno
erogati in tredicesimi proquota. Analogamente si procederà per i casi in
cui non sia stata corrisposta retribuzione a norma di legge o di contratto.
(4) Per il personale in servizio con rapporto a tempo parziale l’erogazione
avverrà con criteri di proporzionalità. La suddetta indennità non competerà
ai lavoratori assunti a tempo determinato. L’indennità speciale, data la
sua natura temporanea, non sarà utile agli effetti del computo di alcun
istituto contrattuale e di legge ivi compreso il T.F.R.. L’erogazione
dell’indennità speciale è a carico delle gestioni in atto alla data del la
ottobre 1990.

(5) Nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro non conseguenti a cambi
di gestione e nei casi di mancata assunzione nei cambi di gestione che si
verificheranno nel corso dell’anno di erogazione, al lavoratore interessato
verrà corrisposta la parte residua; nel caso di cambio di gestione, la
parte residua verrà corrisposta dall’azienda subentrante.

CHIARIMENTO A VERBALE
Le parti si danno atto che nessun riproporzionamento verrà effettuato per
assenze complessivamente non superiori, nel periodo 1° aprile 1989 – 30
aprile 1990, ai trenta giorni.

ORARIO DI LAVORO

Articolo 309

(1) Il godimento dei permessi retribuiti di cui all’articolo 72 potrà
essere attuato, in presenza di particolari esigenze aziendali da
programmare e comunicare preventivamente a livello di unità produttiva o di
singolo reparto, usufruendo degli stessi in misura di una o due ore
settimanali nell’arco di quarantotto settimane.
(2) Nella prima ipotesi, dal monte ore annuo dei permessi retribuiti (104
ore), verranno utilizzate quarantotto ore, nella seconda ipotesi,
settantasei ore.
(3) Per il personale a tempo parziale, le riduzioni di orario di cui sopra,
verranno attuate con criteri di proporzionalità. Il riproporzionamento
della retribuzione si determina sulla base del rapporto fra orario
settimanale o mensile ridotto ed il corrispondente orario intero previsto
dall’articolo 71 del presente Contratto.
(4) La comunicazione di cui sopra verrà effettuata, oltre che ai
lavoratori, anche alle R.S.U. o al delegato aziendale, ove esistenti.
(5) Le unità produttive o i singoli lavoratori cui non si applicherà la
disciplina di cui sopra, continueranno a godere dei permessi retribuiti di
cui all’articolo 72 con le modalità di cui al precitato articolo.
(6) Il suddetto regime è applicabile esclusivamente alle aziende iscritte
alle Associazioni datoriali facenti parte delle Organizzazioni nazionali
dei datori di lavoro firmatarie del presente Contratto.

SCIOPERO NELLE MENSE OSPEDALIERE

Articolo 310

(1) Le Parti, allo scopo di contemperare l’esercizio del diritto di
sciopero con la tutela dei diritti della persona costituzionalmente
tutelati, convengono quanto segue.
(2) Nelle aziende di ristorazione collettiva operanti negli ospedali il
diritto di sciopero è esercitato nel rispetto di misure dirette a
consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili.
(3) In particolare, sarà garantita l’erogazione del servizio di
ristorazione destinato ai degenti le cui condizioni di salute – a giudizio
della direzione sanitaria – possono risultare pregiudicate dalla mancata
somministrazione dei pasti.
(4) Al fine di consentire la predisposizione di servizi sostitutivi, di
favorire lo svolgimento di tentativi di composizione del conflitto e di
consentire all’utenza di avvalersi di servizi alternativi, la proclamazione
degli scioperi dovrà avvenire con un preavviso minimo di dieci giorni.
(5) Le controversie concernenti l’individuazione o le modalità di
effettuazione delle prestazioni indispensabili, saranno esaminate e
possibilmente risolte, mediante il ricorso alle procedure di cui
all’articolo 17 del presente contratto.
(6) Gli scioperi di qualsiasi genere, dichiarati o in corso di
effettuazione saranno immediatamente sospesi in caso di epidemia e/o di
altri avvenimenti eccezionali di particolare gravità.

CONFRONTO SETTORIALE

Articolo 311

Le parti, tenuto conto delle specificità del settore della ristorazione
collettiva e della opportunità di definire in sede settoriale una più
puntuale normativa di raccordo con quella del C.C.N.L., convengono di
avviare, dopo la stipula del contratto stesso, incontri finalizzati a
risolvere, tra l’altro, le seguenti questioni:
- durata degli appalti;
- aspetti relativi alla C.I.G.;
- problematiche relative al mercato del lavoro;
- integrazioni ad alcune normative, quale quella del part time per
renderle più adeguate alle obiettive esigenze organizzative del settore e a
quelle dei lavoratori interessati.

CAPO XVI
REFEZIONE

Articolo 312

(1) Tutti gli esercizi che vendono caffè o bevande calde hanno l’obbligo di
somministrare al personale che presta servizio durante la mattinata almeno
una refezione di caffè, latte e pane ed una consumazione analoga nel
pomeriggio.
(2) La detta refezione non va calcolata a nessun effetto contrattuale.

CAPO XVII
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 313

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

CAPO XVIII
ACCORDI SETTORIALI

Articolo 314

Le Organizzazioni nazionali firmatarie potranno procedere alla stipula di
accordi settoriali integrativi per quelle aziende che diffuse in più
regioni o nell’intero territorio nazionale, pur rientrando nella sfera di
applicazione del presente Contratto presentano una particolare struttura
anche organizzativa per adempiere con indirizzo unitario a particolari
funzioni nel settore della ricettività e della ospitalità in genere.

NOTA A VERBALE
Le parti si danno atto che – a seguito dell’inserimento nella sfera di
applicazione del presente Contratto delle ditte appaltatrici dei servizi di
ristorazione sulle piattaforme petrolifere – sarà avviata una trattativa
per la definizione di norme specifiche per il settore.

TITOLO XIII

STABILIMENTI BALNEARI

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 315

La classificazione del personale per il comparto degli Stabilimenti
Balneari è la seguente.

Articolo 316

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli
6 e 34 del R.D.L. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio o di adeguata formazione, preparazione professionale
specialistica. Conseguentemente rientrano in quest’area, per le
corrispondenze delle declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche
successivamente specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscono contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgono, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e
dell’attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata,
in condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’azienda.
- Direttore.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Vice Direttore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Ispettore;
- Cassiere centrale;
- Interprete;
- Infermiere diplomato;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizione di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisita mediante approfondita preparazione teorica e/o
tecnico-pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche
professionali di cui ai punti precedenti, hanno anche delle responsabilità
di coordinamento tecnico – funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Capo assistente bagnanti;
- Istruttore di ginnastica correttiva;
- Capo operaio;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico – pratica o di vendita e relative
operazioni complementari che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Segretario;
- Operaio specializzato intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature;
- Infermiere;
- Pedicurista;
- Manicurista;
- Massaggiatore;
- Barbiere e Parrucchiere;
- Istruttore di nuoto con brevetto;
- Stenodattilografo con funzioni di segreteria;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Cassiere;
- Magazziniere comune;
- Addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo,
al ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e movimento
personale, con mansioni d’ordine;
- Assistente ai bagnanti;
- Dattilografo;
- Addetto vendita biglietti;
- Operaio qualificato (intendendosi per tale il lavoratore che sulla base
di dettagliate indicazioni esegue lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature);
- Addetto a mansioni di ordine;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
sud-detta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico – pratiche comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Maschera;
- Guardiano notturno;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Operaio comune;
- Inserviente di stabilimento o cabina o capanna o agli spogliatoi
(comunemente chiamato bagnino);
- Lavandaio;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Guardarobiera clienti;
- Addetto esclusivamente alle pulizie anche dei servizi igienici;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CAPO II
CONTRATTI A TERMINE

Articolo 317

La disciplina del presente Capo è correlata con quanto previsto
dall’articolo 60.

Articolo 318

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale. E escluso dal periodo di prova il personale che abbia già
prestato servizio nella stessa azienda.
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 319

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di similari cause di forza maggiore, che
obbligassero il datore di lavoro a chiudere o a ridurre il personale, la
decisione sull’indennità sarà demandata alle Associazioni sindacali
provinciali ed in caso di dissenso a quelle nazionali.

Articolo 320

Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a termine,
il personale avrà diritto ad un’indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al
termine stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra
analoga occupazione per uguale durata e medesima retribuzione.

Articolo 321

Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento
previsto per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo
indeterminato, in proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non
sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 322

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore è riconosciuta
al datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla
retribuzione, la cui misura sarà determinata dagli Accordi Integrativi
Provinciali.
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza
del contratto, ma in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del
dipendente che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di lavoro, questi
avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento del danno.

Articolo 323

I trattamenti che per effetto dei precedenti articoli debbono essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 280.

CAPO III
ORARIO DI LAVORO

Articolo 324

(1) In deroga a quanto previsto dall’articolo 71, la durata normale del
lavoro settimanale effettivo è fissata in quaranta ore per il personale
impiegatizio ed in quarantaquattro ore per il personale non impiegatizio.
(2) Nell’orario di lavoro giornaliero non è compresa l’interruzione
meridiana da trascorrersi nell’azienda, la cui durata non potrà essere
inferiore a due ore.

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 325

La distribuzione dell’orario settimanale è fissata in sei giornate.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 326

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata
ad ore maggiorata del 30% se diurno e del 60% se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
24.00 e le ore 06.00.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(5) Per il personale retribuito con una percentuale sugli incassi, il
compenso per il lavoro straordinario è dato dalla percentuale stessa e
dalle maggiorazioni sopra indicate calcolate sulla quota oraria della
retribuzione stabilita ai sensi dell’articolo 113.

FESTIVITA’

Articolo 327

Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 87) è dovuta oltre alla normale retribuzione, quella per le
ore di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20% per
lavoro festivo.

CAPO IV
INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 328

Le parti si danno reciprocamente atto:
a) che in forza dell’articolo 40 del C.C.N.L. 9 febbraio 1978 per i
dipendenti da stabilimenti balneari si è adempiuto al conglobamento degli
importi dell’indennità di contingenza maturata fino al 31luglio 1975 nella
paga base del personale dipendente dagli Stabilimenti balneari, marini,
fluviali, lacuali e piscinali;
b) che per il personale suddetto, in forza degli articoli 43 e 46 del
C.C.N.L. 9 febbraio 1978 per i dipendenti da stabilimenti balneari si sono
adottati, con le diverse decorrenze convenute, gli importi più alti di
ciascun raggruppamento della contingenza maturata nel periodo 1° febbraio
1975 – 31 gennaio 1977 del personale dipendente dagli alberghi e pubblici
esercizi, dando attuazione all’articolo 2 dell’Accordo Nazionale 14 luglio
1976 per l’applicazione della scala mobile nel settore degli alberghi e dei
pubblici esercizi.

CAPO V
TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 329

Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 110 l’eventuale terzo elemento provinciale e/o eventuale
terzo elemento aziendale in atto di cui all’articolo 41 del C.C.N.L. 26
giugno 1974 coordinati con l’attuale classificazione del personale con i
criteri di cui all’articolo 79 del C.C.N.L. 10 aprile 1979.

CAPO VI
RIDUZIONE DELLA PAGA BASE PER GLI STABILIMENTI BALNEARI DI TERZA E QUARTA
CATEGORIA

Articolo 330

(1) Le riduzioni della paga base prevista dall’articolo 265 per il comparto
dei pubblici esercizi si applicano ai dipendenti dagli stabilimenti
balneari classificati di terza e quarta categoria, a partire dal 1°
novembre 1987, salvo quanto diversamente stabilito da specifici accordi
provinciali entro la validità del presente Contratto Nazionale di Lavoro.
(2) Resta confermata l’applicazione della riduzione suddetta ai dipendenti
dagli stabilimenti balneari addetti ai servizi di bar, ristoranti e
similari.

CAPO VII
SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 331

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti degli
Stabilimenti Balneari per il periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio 1989 sono
stabiliti nelle seguenti misure:
———————————
LIVELLI IMPORTI
———————————
IS 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 300 del C.C.N.L. 8
luglio 1982 e quella prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio
1987 verrà effettuato come segue.
(3) Al personale che alla data di entrata in vigore del presente Contratto
abbia maturato la precedente serie di 4 scatti, la data di decorrenza del
nuovo scatto sarà computata considerando utile, solo a tal fine,
un’anzianità convenzionale pari al 25% del tempo intercorso tra la data di
maturazione dell’ultimo scatto e quella del 1° giugno 1986. A detto
personale, al compimento del triennio, utilizzando l’anzianità
convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in aggiunta all’importo degli
scatti relativo alla vecchia serie, quello del nuovo scatto nella misura
prevista nella su riportata tabella.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990 e per il valore fisso dello
scatto di cui alla tabella articolo 118 del presente contratto per coloro
che maturino lo scatto successivamente al 1 maggio 1990, darà l’importo
complessivo degli scatti spettante.
(5) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO VIII
MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 332

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto alle normali
scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50% della retribuzione per i giorni di malattia
dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i giorni
di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipata ‘dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’art. 1 della legge 29 febbraio 1980, n.
33, l’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità di malattia corrisposta dall’INPS
pari al ventotto per cento della retribuzione, da corrispondersi da parte
del datore di lavoro; c) alla normale retribuzione per i primi tre giorni
di malattia (periodo di carenza) da corrispondersi da parte del datore di
lavoro, sempre che sia stato provveduto da parte del dipendente a
denunciare la malattia al proprio datore di lavoro nel termine previsto
dall’articolo 124.

(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui alla precedente lettera a) non dovranno essere operate
detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie
relative ai periodi di malattia.
(3) L’integrazione prevista sub b) non è dovuta se l’INPS non riconosce per
qualsiasi motivo l’indennità a suo carico: se l’indennità stessa è
riconosciuta dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto
ad integrare la parte di indennità non corrisposta dall’Istituto.

INFORTUNIO

Articolo 333

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro dovrà corrispondere una
integrazione dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il
100% della retribuzione, sin dal giorno in cui si verifica l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedono indennità nelle
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
- invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme stabilite
per il caso di malattia dagli articoli 124 e 331 considerandosi l’infermità
derivante da infortunio, compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’INPS;
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni.

CAPO IX
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 334

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il
trattamento di cui all’articolo 154 è stabilito, salvo quanto altro
previsto dalla legge 29 maggio 1982, n. 297 (allegato P) nelle seguenti
misure della retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione
degli assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1°
febbraio 1977 al 31 maggio 1982.

Personale impiegatizio:
una mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato;

Personale non impiegatizio:
per le anzianità maturate:
a) sino al 30 giugno 1979: quindici giorni di retribuzione per ogni anno di
servizio prestato;
b) per le anzianità maturate successivamente al 30 luglio 1979: una
mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato.

(2) Il trattamento di fine rapporto verrà calcolato in ventiseiesimi della
retribuzione mensile.

Articolo 335

Relativamente alla preesistente distinzione del personale in impiegati,
intermedi ed operai, si fa riferimento ai fini della determinazione del
trattamento di fine rapporto alla classificazione del personale di cui alla
nota dell’articolo 3 del C.C.N.L. 26 giugno 1974 per gli stabilimenti
balneari (allegato S).

CAPO X
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 336

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

TITOLO XIV
ALBERGHI DIURNI

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 337

La classificazione del personale per il comparto degli Alberghi Diurni è la
seguente.

Articolo 338

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 14 maggio 1985, n.190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. n. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio o di adeguata formazione, preparazione professionale
specialistica. Conseguentemente rientrano in quest’area, per la
corrispondenza delle declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche
successivamente specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscono contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgono con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e
dell’attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata,
in condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’azienda.
- Direttore;
- Gerente.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Vice Direttore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti ed uffici, per
le quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di amministrazione (ex segretario di azienda diplomato con
mansioni di concetto);
- Responsabile del controllo di più reparti;
- Consegnatario di magazzino con responsabilità tecnica ed amministrativa
di conduzione;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisiti mediante approfondita preparazione teorica e/o
tecnico pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche
professionali di cui ai punti precedenti, hanno anche responsabilità di
coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori e cioè’:
- Magazziniere consegnatario non considerato nei livelli superiori;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Cassiere centrale;
- Barbiere;
- Parrucchiere;
- Manicure;
- Pedicure;
- Massaggiatore;
- Visagista;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Magazziniere comune;
- Cassiera;
- Aiuto parrucchiere;
- Pulitore-lavatore a secco, addetto tintoria;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Addetto deposito bagagli.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Lustrascarpe;
- Bagnina;
- Sciampista;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CAPO II
APPRENDISTATO

Articolo 339

Ai sensi dell’articolo 2 della legge 19 gennaio 1955, n. 25 l’apprendistato
è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la capacità tecnica
per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio parrucchiere,
visagista, barbiere, manicure, pedicure, ecc..

CAPO III
CONTRATTO A TERMINE

Articolo 340

La disciplina del presente Capo è correlata con quanto previsto
dall’articolo 60.

Articolo 341

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale.
(2) E’ escluso dal periodo di prova il personale che abbia già prestato
servizio nella stessa azienda.
(3) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 342

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di altre cause similari, che obbligassero il
datore di lavoro a chiudere o a ridurre il personale, la decisione
sull’indennità sarà demandata alle Organizzazioni Sindacali territoriali ed
in caso di dissenso a quelle nazionali.

Articolo 343

Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a termine,
il personale avrà diritto ad un’indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al
termine stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra
analoga occupazione per uguale durata e medesima retribuzione.

Articolo 344

Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento
previsto per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo
indeterminato, in proporzione al periodo di lavoro prestato, sempre che non
sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 345

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore è riconosciuta
al datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla
retribuzione, la cui misura sarà determinata dai Contratti Integrativi
territoriali.
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza
del contratto, in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del
dipendente che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di lavoro, questi
avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento del danno.

Articolo 346

I trattamenti che, per effetto dei precedenti articoli debbono essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale,
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 280.

CAPO IV
ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 347

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in cinque
giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere
contrattati a livello aziendale, tenendo conto delle esigenze delle aziende
dei lavoratori.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 348

L’orario di lavoro giornaliero di ciascun dipendente non potrà essere
suddiviso in più di due frazioni, la cui determinazione e durata è
demandata alla contrattazione integrativa territoriale, mentre i turni di
riposo settimanale e del congedo di conguaglio, nonché i turni di servizio,
saranno disposti dal datore di lavoro tenendo conto delle esigenze dei
lavoratori, fermi restando i limiti di durata massima e le disposizioni del
presente Contratto in materia di orario di lavoro.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 349

Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore 24 alle ore 6 verranno
retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25%, fatte salve le
condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 350

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata
ad ore maggiorata del 30% se diurno o 60% se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
24.00 e le ore 06.00.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.

FESTIVITA’

Articolo 351

Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 87 è dovuta oltre alla normale retribuzione anche quella per
le ore di servizio effettivamente prestate con la maggiorazione del 20% per
lavoro festivo.

CAPO V
INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 352

Le parti si danno reciprocamente atto:

1) che in forza della lettera b) della norma transitoria all’articolo 7 del
C.C.N.L. 10 aprile 1979 si è adempiuto al conglobamento degli importi
dell’indennità di contingenza maturata fino al 31luglio 1975 nella paga
base del personale dipendente dagli Alberghi diurni.
2) che il personale suddetto, in forza della lettera b) della norma
transitoria all’articolo 7 del C.C.N.L. 10 aprile 1979 si sono adottati,
con le diverse decorrenze convenute, gli importi più atti di ciascun
raggruppamento della contingenza maturata nel periodo 1° febbraio 1975 – 31
gennaio 1977 del personale dipendente dagli alberghi e pubblici esercizi,
dando attuazione all’articolo 2 dell’Accordo Nazionale 14 luglio 1976 per
l’applicazione della scala mobile nel settore degli alberghi e dei pubblici
esercizi.

CAPO VI
TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 353

(1) Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 105 l’eventuale terzo elemento provinciale e/o eventuale
elemento aziendale in atto di cui alla norma transitoria in calce
all’articolo 7 lettera b) del C.C.N.L. 10 aprile 1979.

CAPO VII
PAGA BASE NAZIONALE APPRENDISTI

Articolo 354

Per la determinazione della retribuzione del personale apprendista si fa
riferimento a quanto stabilito nell’articolo 49.

CAPO VIII
SCATTI DI ANZIANITA’

NORMA TRANSITORIA

Articolo 355

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti dalle
aziende degli Alberghi Diurni per il periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio
1989 sono stabiliti nelle seguenti misure:
————————
LIVELLI IMPORTI
————————
IS 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 331 del C.C.N.L. 8
luglio 1982 e quella prevista dall’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio
1987 verrà effettuato come segue.
(3) Al personale che alla data di entrata in vigore del presente Contratto
abbia maturato la precedente serie di 4 scatti, la data di decorrenza del
nuovo scatto sarà computata considerando utile, solo a tal fine,
un’anzianità convenzionale pari al 25% del tempo intercorso tra la data di
maturazione dell’ultimo scatto e quella del 1° giugno 1986. A detto
personale, al compimento del triennio, utilizzando l’anzianità
convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in aggiunta all’importo degli
scatti relativo alla vecchia serie, quello del nuovo scatto nella misura
prevista nella su riportata tabella.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella dell’articolo 78 del C.C.N.L. 18 febbraio 1987 per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990 e per il valore fisso dello
scatto di cui alla tabella articolo 118 del presente Contratto per coloro
che maturino lo scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà l’importo
degli scatti spettante.
(5) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO IX
MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 356

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto alle normali
scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50% della retribuzione per i giorni di malattia
dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i giorni
di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’art. 1 della legge 29 febbraio 1980, n.
33, l’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di cui agli articoli i e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità di malattia corrisposta dall’INPS
pari al ventotto per cento della retribuzione, da corrispondersi da parte
del datore di lavoro;
c) alla normale retribuzione per i primi tre giorni di malattia (periodo di
carenza) da corrispondersi da parte del datore di lavoro, sempre che sia
stato provveduto da parte del dipendente a denunciare la malattia al
proprio datore di lavoro nel termine previsto dall’articolo 124.

(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui alla precedente lettera a) non dovranno essere operate
detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie
relative ai periodi di malattia.
(3) L’integrazione prevista sub b) non è dovuta se l’INPS non riconosce per
qualsiasi motivo l’indennità a suo carico: se l’indennità stessa è
riconosciuta dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto
ad integrare la parte di indennità non corrisposta dall’INPS.

INFORTUNIO

Articolo 357

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro dovrà corrispondere una
integrazione dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il
100% della retribuzione, sin dal giorno in cui si verifica l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedono indennità nella
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
- invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme stabilite
per il caso di malattia degli articoli 124 e 369 considerandosi infermità
derivante da infortunio, compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’INPS.
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni.

CAPO X
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 358

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il
trattamento di cui all’articolo 154 è stabilito salvo quanto previsto dalla
legge 29 maggio 1982 n. 279 (allegato P), nelle seguenti misure della
retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione degli
assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1° febbraio
1977 al 31 maggio 1982:

personale impiegatizio:
una mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato;

personale non impiegatizio:

per le anzianità maturate:
a) sino al 30 giugno 1978 nelle misure in atto aziendalmente con un minimo
di sei giorni di retribuzione per ogni anno di servizio prestato;
b) dal 1° luglio 1978 in poi, una mensilità di retribuzione per ogni anno
di servizio prestato.

(2) Il trattamento di fine rapporto verrà calcolato in ventiseiesimi della
retribuzione mensile.

Articolo 359

Relativamente alla preesistente distinzione del personale in impiegati ed
operai, si fa riferimento ai fini della determinazione del trattamento di
fine rapporto alla classificazione del personale degli alberghi diurni di
cui all’allegato A del C.C.N.L. 10 aprile 1979 (allegato S).

CAPO XI
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 360

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

TITOLO XV
IMPRESE DI VIAGGIO E TURISMO

CAPO I
CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 361

La classificazione del personale del comparto delle Imprese di viaggi e
turismo è la seguente.

Articolo 362

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni,
sono considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori
che, pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli
6 e 34 del R.D.L. n. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo
titolo di studio e di adeguata formazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.

QUADRO A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgano con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e
dell’attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata,
in condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
dell’azienda.
- Capo area, responsabile unico di più agenzie di viaggi facenti capo ad
una stessa azienda, anche se ubicate in località diverse.

QUADRO B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed amministrativa.
- Capo agenzia di categoria A + B con autonomia tecnica ed amministrativa
di gestione.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia
operativa ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad
essi delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di
un settore organizzativo di notevole rilevanza dell’agenzia e cioè:
- Capo Agenzia di categoria A+B con funzioni tecniche ed amministrative
subordinate;
- Capo Agenzia di categoria B oppure A con autonomia tecnica ed
amministrativa di gestione:
- Capo C.E.D.;
- Analista – Programmatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di servizio o di reparto tecnico, intendendosi esclusi i
reparti o servizi con attribuzioni puramente esecutive e di ordine quali
archivio, copia e spedizione;
- Capo Agenzia di categoria C, con autonomia tecnica ed amministrativa di
gestione;
- Capo servizio vendite ovvero marketing ovvero amministrativo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di
concetto o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze
tecniche ed adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che,
in condizioni di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni,
svolgono lavori che comportano una specifica ed adeguata capacità
professionale acquisita mediante adeguata preparazione teorica e/o tecnico
pratica; i lavoratori che, in possesso delle caratteristiche professionali
di cui ai punti precedenti, hanno anche responsabilità di coordinamento
tecnico – funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Addetto ai servizi di prenotazione o addetto ai servizi turistici e/o
alle biglietterie ferroviarie, aeree, marittime e automobilistiche, con
capacità di costruzione tariffaria autonoma e conoscenza di lingue;
- Programmatore di acquisita capacità, intendendosi per tale l’impiegato,
tecnico qualificato per la creazione di programmi e determinazione di costi
per viaggi nazionali ed internazionali di gruppi ed individuali con
conoscenza completa di lingue estere con o senza l’ausilio di
apparecchiature elettroniche;
- Promotore commerciale addetto allo sviluppo ed alla illustrazione
dell’attività di Agenzia, di provata esperienza tecnica e con conoscenza di
almeno due lingue estere;
- Stenodattilografa in lingue estere;
- Segretario di Direzione corrispondente in lingue estere;
- Traduttore e/o corrispondente in lingue estere;
- Cassiere e/o addetto al cambio delle valute;
- Impiegato amministrativo e/o contabile di acquisita esperienza;
- Impiegato con buona conoscenza di almeno due lingue estere addetto alla
assistenza e/o accompagnamento di gruppi e crociere all’estero;
- Programmatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative
operazioni complementari che richiedono il possesso di conoscenze
specifiche comunque acquisite e cioè:
- Addetto ai servizi di prenotazione, o addetto ai servizi turistici e/o
alle biglietterie, ferroviarie, aeree, marittime ed automobilistiche anche
con mezzi di tariffazione automatica;
- Impiegato addetto ai servizi operativi proiettivi e/o ricettivi con
mansioni di ordine e conoscenza di due lingue estere;
- Impiegato addetto alla propaganda ed acquisizione della clientela di
agenzia;
- Impiegato con buona conoscenza di una lingua estera addetto
all’assistenza e/o all’accompagnamento di gruppi e crociere nel territorio
nazionale;
- Contabile d’ordine;
- Stenodattilografo;
- Transferista (addetto alla assistenza e ricevimento agli arrivi e
partenze);
- Impiegato addetto prevalentemente alla vendita al banco di viaggi già
programmati;
- Operatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico – pratiche, svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Hostess;
- Dattilografo;
- Addetto esclusivamente alle macchine contabili;
- Addetto al centralino e/o telescriventi;
- Fatturista;
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici;
- Archivista;
- Autista;
- Portavalori;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Personale addetto al trasferimento manuale di pratiche, anche mediante
guida di mezzi di trasporto ed operazioni complementari.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Custode;
- Portiere;
- Personale addetto a mansioni di semplice attesa;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica ed addetto alle pulizie;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CHIARIMENTO A VERBALE
(1) Le parti si danno atto che per le imprese di viaggi e turismo il
"Dirigente Tecnico" o "Direttore Tecnico" di cui alle norme del R.D.L. 23
novembre 1936, n. 2523, legge 4 aprile 1940, n. 860, circolare n. 08680 del
25 novembre 1955 del Commissariato per il Turismo e analoghi provvedimenti
modificativi ed integrativi, non costituisce una qualifica a sé stante, ma
deve essere inquadrato nei livelli a seconda delle sue effettive mansioni.
(2) Per la tipologia delle Agenzie di Viaggio di categoria A-B si fa
riferimento alla Legge Regionale Lombardia n. 39, articolo 2 del 9 marzo
1983 che così recita:
A) Imprese che svolgono attività di produzione, organizzazione e vendita
esclusivamente tramite altre agenzie di viaggi (per via terrestre,
marittima ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone e gruppi. B)
Imprese che svolgono prevalentemente attività di organizzazione e vendita
diretta al pubblico senza il tramite di altre agenzie di viaggi (per via
terrestre, marittima ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone e
gruppi.

CAPO II
APPRENDISTATO

Articolo 363

(1) Con decorrenza dalla data di stipula del presente Contratto, la durata
dell’apprendistato, salvo le maggiori misure concordate a livello
territoriale per eventuali qualifiche specifiche, è fissata in tre anni.
(2) Le qualifiche per le quali è ammesso l’apprendistato sono quelle
comprese nel quarto e quinto livello con le seguenti eccezioni:
a) lavori di scrittura e archivio (corrispondenti alla qualifica di
"archivista");
b) lavori di dattilografia (corrispondenti alla qualifica di
"dattilografo") purché il relativo personale risulti in possesso di
specifico diploma di scuola professionale di dattilografia legalmente
riconosciuta;
c) mansioni per le quali è richiesta la patente di abilitazione.

(3) Per i giovani che abbiano frequentato con profitto, superando le
relative prove di esame, corsi di formazione organizzati da Istituti,
Scuole Professionali legalmente riconosciute, il periodo di apprendistato è
fissato in dodici mesi, limitatamente alle mansioni corrispondenti al
diploma.
(4) Inoltre, le parti, tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione
professionale necessario per l’espletamento delle relative mansioni,
convengono di elevare o confermare a quattro anni la durata
dell’apprendistato per le seguenti qualifiche:
- Addetto ai servizi di prenotazione o addetto ai servizi turistici e/o
alle biglietterie ferroviarie, aeree, marittime ed automobilistiche anche
con mezzi di tariffazione automatica;
- Impiegato addetto ai servizi proiettivi e/o ricettivi con mansioni di
ordine e conoscenza di due lingue estere;
- Impiegato addetto alla propaganda ed acquisizione della clientela di
agenzia;
- Impiegato con buona conoscenza di una lingua estera addetto
all’assistenza e/o all’accompagnamento di gruppi e crociere nel territorio
nazionale ed all’estero;
- Transferista (addetto all’assistenza e ricevimento degli arrivi e
partenze);
- Impiegato addetto prevalentemente alla vendita al banco di viaggi già
programmati.

Articolo 364

(1) Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore
ai quindici anni e non superiore ai venti, anche se in possesso di titolo
di studio di scuola media superiore, maturità o titolo equivalente.
(2) A parziale deroga di quanto previsto dal secondo comma dell’articolo
363, con riferimento ai limiti di età per i quali è ammesso
l’apprendistato, per le qualifiche inquadrate al terzo livello ed oltre, il
limite massimo di cui al comma 1 è elevato, previe intese territoriali, a
ventidue anni, per i giovani in possesso di titolo di studio di scuola
media superiore, maturità o titolo equivalente. Tale elevazione di età non
è consentita in caso di attinenza del titolo di studio alle mansioni
svolte.
(3) Le parti si impegnano, previe intese territoriali e/o aziendali, a
svolgere le opportune azioni di competenza dirette ad estendere anche al
settore delle agenzie di viaggio quanto previsto al quinto comma
dell’articolo 21 della legge 56 del 1987 per le qualifiche ad alto
contenuto professionale.
(4) Per gli apprendisti assunti antecedentemente alla data di entrata in
vigore del presente Contratto valgono le precedenti disposizioni in materia
di durata.

CAPO III
ORARIO DI LAVORO

Articolo 365

(1) A decorrere dal 1°luglio 1974, in deroga a quanto previsto
dall’articolo 71, la durata normale del lavoro è fissata in quarantacinque
ore settimanali per il seguente personale addetto a lavoro discontinuo o di
semplice attesa e custodia:
- custodi;
- guardiani diurni e notturni
- portieri;
- telefonisti;
- uscieri ed inservienti;
- addetti ai transfert;
- autisti;
- ogni altro personale addetto a lavoro discontinuo o di semplice attesa e
custodia di cui alla tabella approvata con R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657 e
successive modifiche ed integrazioni.

(2) Il personale telefonista e addetto ai transfert non sarà considerato
discontinuo qualora svolga mansioni promiscue.

DISTRIBUZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE

Articolo 366

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata, secondo i
turni stabiliti in base ad esigenze aziendali e dei lavoratori, di norma in
cinque giornate.
(2) La giornata di libertà, oltre quella del riposo settimanale di legge,
potrà essere goduta in una intera giornata o in due mezze giornate’, tenuto
conto delle esigenze delle imprese e di quelle dei lavoratori.
(3) Quanto sopra salvo deroghe da concordarsi tra le parti per i periodi di
alta stagione.
(4) Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente
Contratto in materia, gli orari di lavoro possono essere fissati dal datore
di lavoro tanto per tutti i dipendenti come per taluni di essi,
armonizzando le istanze del personale con le esigenze delle imprese.
(5) I turni di lavoro devono essere fissati dal datore di lavoro e
risultare da apposita tabella collocata in posizione ben visibile a tutto
il personale interessato.
(6) Gli orari di lavoro praticati nelle imprese devono essere comunicati a
cura del datore di lavoro all’Ispettorato del Lavoro.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 367

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata
ad ore maggiorata del 30%.
(2) Salvo quanto disposto dal successivo articolo le ore straordinarie di
lavoro prestato nei giorni festivi verranno retribuite con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 40%.
(3) Le ore straordinarie di lavoro prestate la notte – intendendosi per
tali quelle effettuate dalle ore ventidue alle ore sei del mattino, sempre
che non si tratti di turni regolari di servizio – verranno retribuite con
la retribuzione ragguagliata ad ore maggiorata del 50%.
(4) Per i lavoratori retribuiti in tutto o in parte a provvigione, la
maggiorazione del compenso per lavoro straordinario verrà computata sulla
retribuzione ragguagliata ad ore percepita, tenendo conto per il calcolo
delle provvigioni della media dell’ultimo semestre solare o del periodo di
lavoro prestato, qualora questo sia inferiore a sei mesi.
(5) Le varie maggiorazioni previste dal presente articolo non sono
cumulabili fra loro.

CAPO IV
FESTIVITA’

Articolo 368

Al personale che presta la propria opera nella festività di cui
all’articolo 87, è dovuta oltre alla normale retribuzione, anche quella per
le ore di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del
quaranta per cento per lavoro festivo.

CAPO V
FERIE

Articolo 369

(1) L’insorgenza della malattia regolarmente denunciata dal lavoratore e
riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per il
territorio interrompe il decorso delle ferie.
(2) Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il
lavoratore prima del termine del periodo di ferie fermo restando il diritto
del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva e il diritto,
altresì, al rimborso delle spese sostenute sia per l’anticipato rientro,
quanto per tornare eventualmente al luogo dal quale il dipendente sia stato
richiamato.

CAPO VI
MISSIONI E TRASFERIMENTI

Articolo 370

(1) L’impresa ha facoltà di inviare il personale in missione temporanea
fuori dalla propria residenza.
(2) In tal caso al personale compete oltre alle normali spettanze:
a) il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute;
b) il rimborso delle spese di vitto e di alloggio a piè di lista, quando la
durata della trasferta obblighi il dipendente a sostenere tali spese;
c) il rimborso di eventuali altre spese sostenute in stretta relazione
all’espletamento della missione sempre che autorizzate e comprovate
(postali, telefoniche e simili);
d) un’indennità di trasferta pari al 15% di un ventiseiesimo della
retribuzione mensile per ogni giornata intera di assenza; per le assenze
inferiori alle ventiquattro ore, ma superiori alle sei ore, spetterà il 10%
di un ventiseiesimo della retribuzione mensile.

(3) Nei confronti del personale le cui mansioni comportino viaggi abituali,
la misura dell’indennità di trasferta sarà in ogni caso pari al 10%
calcolato come sopra.
(4) L’indennità di cui al punto d) non è cumulabile con eventuali
trattamenti aziendali o individuali già in atto a tale titolo,
riconoscendosi al lavoratore in servizio, alla data di entrata in vigore
del presente Contratto, la facoltà di optare per iscritto, entro tre mesi,
per il trattamento ritenuto più favorevole.
(5) Può essere concordata aziendalmente una diana fissa per gli
accompagnatori, hostess e simili.
(6) In caso di trasferta fuori del territorio nazionale, fermo restando il
rimborso di cui ai precedenti punti a), b) e c) per quanto riguarda
l’indennità prevista al punto d), la stessa resta stabilita nel 20%
calcolato come sopra.
(7) Per i viaggi in ferrovia, eventuali differenze o supplementi, dovranno
essere concordati e autorizzati preventivamente, di volta in volta,
dall’impresa.
(8) Per i viaggi aerei, da autorizzarsi preventivamente, sarà rimborsato il
costo della classe turistica.
(9) Per quanto attiene alla categoria degli alberghi e ristoranti, all’atto
della partenza saranno fornite al dipendente opportune istruzioni; in ogni
caso non potranno essere indicati alberghi di categoria inferiore alle due
stelle.

Articolo 371

I trasferimenti di residenza danno diritto, nei confronti del lavoratore
che sia capo famiglia con congiunti a carico:
a) al rimborso delle spese effettive di viaggio sostenute per sé e per ogni
familiare a carico previa presentazione dei relativi giustificativi;
b) al rimborso della spesa effettiva per il trasporto del mobilio e del
bagaglio, previa presentazione dei relativi giustificativi;
c) al rimborso dell’eventuale perdita di pigione ove non sia stato
possibile sciogliere la locazione o far luogo al subaffitto; tale rimborso
va corrisposto per un massimo di sei mesi;
d) ad un’indennità pari ad una mensilità della normale retribuzione
(esclusi gli assegni familiari).

Articolo 372

Al lavoratore che non sia capo famiglia o che non abbia congiunti a carico,
spettano i rimborsi di cui ai punti a), b) e c) del precedente articolo,
mentre l’indennità di cui al punto d) sarà ridotta al 50%.

Articolo 373

(1) A norma dell’articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n. 300, il
lavoratore non può essere trasferito da una unità aziendale ad un’altra se
non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
(2) Il personale trasferito avrà diritto, in caso di successivo
licenziamento, al rimborso delle spese per il ritorno suo e della sua
famiglia nel luogo di provenienza, purché il rientro sia effettuato entro
sei mesi dal licenziamento, salvo i casi di forza maggiore.

Articolo 374

(1) Qualora il lavoratore sia comandato per lavoro fuori della sede ove
egli presta normalmente servizio, l’orario di lavoro avrà inizio sul posto
indicatogli.
(2) In tale ipotesi, ove gli venga richiesto di rientrare in sede alla fine
della giornata lavorativa, il lavoro cesserà tanto tempo prima della fine
del normale orario di lavoro quanto è strettamente necessario al
lavoratore, in rapporto alla distanza ed al mezzo di locomozione, per
raggiungere la sede.
(3) Le spese di trasporto, di vitto e di pernottamento, saranno rimborsate
dal datore di lavoro secondo le norme contenute nel presente capo.

CAPO VII
TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 375

(1) Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera B
dell’articolo 110 gli eventuali trattamenti salariali aggiuntivi regionali
o provinciali di cui all’articolo 124 del C.C.N.L. del 1° luglio 1974
(2) Alla scadenza del presente Contratto le parti si incontreranno per un
riesame sulla destinazione dei predetti trattamenti aggiuntivi.

Articolo 376

La paga base nazionale di cui all’articolo 114 si intende comprensiva degli
importi delle eccedenze ad personam previsti dall’art.81 colonna C del
C.C.N.L. 10 aprile 1979 e cioè:

I Super L. 10.500
I Livello L. 25.600
III Livello L. 600

PAGA BASE AGENZIE MINORI

Articolo 377

I valori di paga base per le Agenzie di Viaggio che svolgono l’attività
indicata alla lettera "B" dell’articolo 2 della legge regionale Lombardia,
n. 39 del 9 maggio 1983, o comunque ad essa riconducibile, sono ridotti
delle seguenti misure:
——————————————
LIVELLI
——————————————
1 33.000
2 31.000
3 28.000
4 26.000
5 24.000
6S 23.500
6 22.000
7 21.000

PAGA BASE NAZIONALE APPRENDISTI

Articolo 378

Per la determinazione della retribuzione del personale apprendista si fa
riferimento a quanto stabilito nell’articolo 49.

INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 379

(1) In conformità a quanto previsto dall’Accordo Interconfederale 14
febbraio 1975 il valore del singolo punto dell’indennità di contingenza a
decorrere dal 1° luglio 1978 è il seguente:
- Dipendenti qualificati di età superiore ai 18 anni: L. 2.389
- Dipendenti qualificati di età inferiore ai 18 anni: L. 2.031
- Apprendisti: L. 1.792

(2) A decorrere dal 1° maggio 1981 gli importi dell’indennità di
contingenza per i dipendenti di età superiore ai 18 anni sono uniformati a
quelli in vigore alla stessa data per il settore alberghi e pubblici
esercizi.

PROVVIGIONI

Articolo 380

(1) Per il personale compensato in tutto o in parte a provvigione la parte
fissa di assegni ed il tasso di provvigione dovranno essere determinati dal
datore di lavoro caso per caso e comunicati per iscritto. Con tale sistema
dovrà essere assicurata al personale di normale capacità una media mensile
riferita al periodo non eccedente l’anno, che sia superiore di almeno il 5%
rispetto alla paga base nazionale stabilita dall’articolo 114 del presente
C.C.N.L.
(2) Dovrà essere comunque effettuato mensilmente il versamento di una somma
pari al minimo come sopra stabilito, tutte le volte che tale minimo tra
stipendio e provvigione non sia raggiunto, e sempre che nei mesi precedenti
il lavoratore non abbia percepito di più del minimo tra stipendio e
provvigione, fermo restando il conguaglio alla fine del periodo di cui
sopra.

INDENNITA’ DI CASSA

Articolo 381

Senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni
disciplinari, al seguente personale normalmente adibito ad operazioni di
cassa con carattere di continuità: cassiere, addetto al cambio valute -
quando detto personale abbia la piena e completa responsabilità della
gestione di cassa, con l’obbligo di accollarsi le eventuali differenze -
compete una "indennità di cassa o di maneggio denaro" nella misura del 5%
della paga base tabellare conglobata prevista per le rispettive qualifiche.

SCATTI DI ANZIANITA’

Articolo 382

A partire dal 1° maggio 1990, ai dipendenti delle agenzie di viaggio e
turismo, verranno riconosciuti sei scatti triennali secondo le seguenti
misure in cifra fissa per ciascun livello di inquadramento:
——————
QUADRI IMPORTI
——————
A L. 79.000
B L. 76.000

——————
LIVELLI IMPORTI
——————
I L. 73.000
II L. 70.000
III L. 67.500
IV L. 64.000
V L. 63.000
VI S L. 60.500
VI L. 60.000
VII L. 59.000

NORMA TRANSITORIA

Articolo 383

(1) Ai dipendenti delle agenzie di viaggio in servizio alla data del 30
aprile 1990, continuerà ad essere assicurata la maturazione della serie di
otto scatti di anzianità; in applicazione di tale disposizione, in
occasione della maturazione del nuovo scatto di cui alla precedente
tabella, verrà operata la rivalutazione degli scatti già maturati, senza
liquidazione degli arretrati per gli scatti maturati nel periodo pregresso,
secondo le seguenti misure in cifra fissa per ciascun livello di
inquadramento:
———————
QUADRI IMPORTI
———————
A L. 64.000
B L. 61.000

———————
LIVELLI IMPORTI
———————
I L. 60.000
II L. 57.000
III L. 54.500
IV L. 51.000
V L. 50.000
VI S L. 49.000
VI L. 48.500
VII L. 47.500

(2) Gli scatti che matureranno successivamente al 1° luglio 1993 verranno
riconosciuti nella misura di cui all’articolo 118 e secondo le modalità ivi
previste ed i criteri di riproporzionamento utilizzati in base all’articolo
282 del presente C.C.N.L..

CAMBI DI LIVELLO

Articolo 384

Il lavoratore promosso a livello superiore ha diritto alla retribuzione
contrattuale del nuovo livello; ove il lavoratore percepisca all’atto della
promozione una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo
livello, conserverà la relativa eccedenza come assegno ad personam
riassorbibile in caso di futuri aumenti.

ANZIANITA’ CONVENZIONALE

Articolo 385

(1) Al lavoratori che si trovino nelle condizioni appresso indicate verrà
riconosciuta, agli effetti del preavviso, o della relativa indennità
sostitutiva, nonché del trattamento di fine rapporto in caso di
licenziamento, una maggiore anzianità convenzionale commisurata come segue:
a) mutilati e invalidi di guerra: un anno;
b) decorati al valore e insigniti di ordini militari, promossi per meriti
di guerra e feriti di guerra: sei mesi per ogni titolo di benemerenza;
c) ex combattenti e ad essi equiparati a norma di legge che abbiano
prestato servizio presso reparti mobilitati in zone di operazioni: sei mesi
per ogni anno di campagna e tre mesi per le frazioni di anno superiori ad
almeno sei mesi.

(2) Le predette anzianità sono cumulabili fino al limite di trentasei mesi.
(3) L’anzianità convenzionale non può essere fatta valere che una sola
volta nella carriera del lavoratore, anche nel caso di prestazioni presso
aziende ed enti diversi, comprese le pubbliche amministrazioni; il datore
di lavoro ha pertanto diritto di assumere informazioni ed esperire indagini
al riguardo.
(4) Il lavoratore di nuova assunzione dovrà comunicare, a pena di
decadenza, al datore di lavoro i propri titoli validi ad ottenere il
diritto alle predette anzianità all’atto dell’assunzione stessa,
impegnandosi a fornire la relativa documentazione entro sei mesi dal
termine del periodo di prova.
(5) Per i lavoratori in servizio all’atto dell’entrata in vigore del
C.C.N.L. del 18 febbraio 1987 restano ferme le norme di cui all’articolo 76
del C.C.N.L. 23 ottobre 1950, in base alle quali i lavoratori stessi per
ottenere il riconoscimento dell’anzianità convenzionale, dovranno esibire
la documentazione entro sei mesi, se in servizio alla data del 23 ottobre
1950, e denunciare all’atto dell’assunzione i titoli validi, con riserva di
presentazione dei documenti entro sei mesi, se assunti dopo tale data.
(6) L’entrata in vigore del presente C.C.N.L. non riapre i suddetti
termini.
(7) Il datore di lavoro ricevuta la comunicazione e la documentazione dei
titoli, dovrà computare a favore del lavoratore il periodo di anzianità
convenzionale cui egli ha diritto, retrodatando la data di inizio del
rapporto di lavoro.

MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

Articolo 386

Al lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali,
il calcolo dell’importo della 13ma mensilità dovrà essere effettuato sulla
base della media delle provvigioni o delle percentuali maturate nell’anno
corrente o comunque nel periodo di minor servizio prestato presso
l’impresa.

Articolo 387

Nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni
o percentuali, il calcolo dell’importo della quattordicesima mensilità sarà
effettuato sulla base della media degli elementi fissi e variabili della
retribuzione percepita nei dodici mesi precedenti la maturazione del
diritto.

CAPO VIII
MALATTIA

Articolo 388

(1) Durante il periodo di malattia, previsto dall’art.123 il lavoratore
avrà diritti alle normali scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50% della retribuzione per i giorni di malattia
dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i giorni
di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’art.1 della legge 29 febbraio 1980, n.
33, l’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad un’integrazione delle indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
le seguenti misure:
il 100% della normale retribuzione per i primi tre giorni (periodo di
carenza);
il 75% della normale retribuzione per i giorni dal quarto al ventesimo;
il 100% della normale retribuzione per i giorni dal ventunesimo in poi.

(2) Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute se l’INPS
non riconosce per qualsiasi motivo l’indennità di cui alla precedente
lettera a); se l’indennità stessa è riconosciuta dall’INPS in misura
ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte di
indennità non corrisposta dall’Istituto.
(3) Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute nei casi di
cui agli articoli 127 e 132, né agli apprendisti.
(4) Nel caso di malattie o infortuni denunciati dopo la notificazione del
preavviso, le norme relative alla conservazione del posto ed al relativo
trattamento economico, ove dovuto, sono applicabili nei limiti di scadenza
del preavviso stesso; nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a
tempo determinato le norme medesime sono applicabili nei limiti di scadenza
del contratto stesso.

CAPO IX
INFORTUNIO

Articolo 389

(1) Il personale impiegatizio, non soggetto all’assicurazione obbligatoria
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro
di assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una
forma di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono
stabilite con un massimale di almeno:
a) invalidità permanente: quindici milioni;
b) morte: dieci milioni.

CAPO X
SOSPENSIONE DAL LAVORO

Articolo 390

(1) Ove il dipendente sia privato della libertà personale in conseguenza di
procedimento penale, il datore di lavoro lo sospenderà dal servizio e dalla
retribuzione e da ogni altro emolumento e compenso fino al giudicato
definitivo.
(2) In caso di condanna per delitto non colposo commesso fuori dall’impresa
al lavoratore che non sia riammesso in servizio spetterà il trattamento
previsto dal presente C.C.N.L. per il caso di dimissioni. Il rapporto di
lavoro si intenderà, invece, risolto di pieno diritto e con gli effetti del
licenziamento per giusta causa, qualora la condanna risulti motivata da
reato commesso nei riguardi del datore di lavoro o in servizio.

CAPO XI
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 391

Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento di
cui all’articolo 154 è stabilito, salvo quanto altro previsto dalla legge
29 maggio 1982, n. 297 (allegato P), nelle seguenti misure della
retribuzione di fatto in atto al 31 maggio 1982 con esclusione degli
assegni familiari e dell’indennità di contingenza maturata dal 1° febbraio
1977 al 31 maggio 1982;

Personale impiegatizio:
una mensilità di retribuzione per ogni anno di servizio prestato;

Personale non impiegatizio:
- per le anzianità maturate:
1) sino al 31 dicembre 1963, giorni dodici di retribuzione per ogni anno di
servizio;
2) dal 1° gennaio 1964 al 31 dicembre 1970, sedici giorni di retribuzione
per ogni anno di servizio prestato;
3) dal 1° gennaio 1971 al 31 dicembre 1973, venti giorni di retribuzione
per ogni anno di servizio prestato.
Il trattamento di fine rapporto di cui ai punti 1), 2) e 3) che precedono
sarà calcolato in ventiseiesimi di retribuzione mensile;
4) dal 1° gennaio 1974 in poi una mensilità di retribuzione per ogni anno
di servizio prestato.

CAPO XII
FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 392

Per il funzionamento delle Commissioni Paritetiche si fa riferimento a
quanto stabilito dall’articolo 19 del presente Contratto.

ALLEGATI

ALLEGATO A
(COMUNICAZIONE EX ART. 64, COMMA 6)

MODULI TIPO CONTRATTI A TERMINE

ALLA RSU
(o alle OO.SS.LL.)
AL CENTRO DI SERVIZIO

La sottoscritta impresa …………… , in conformità a quanto previsto
dall’articolo 64 del vigente CCNL per i dipendenti da aziende del settore
del Turismo comunica che:
- nei tre mesi precedenti ha proceduto all’assunzione a termine di
n……………..lavoratori per intensificazioni temporanee dell’attività
derivanti da situazioni straordinarie e non prevedibili;
- nei tre mesi precedenti ha proceduto all’assunzione a termine di
n……………..lavoratori per sostituzione di lavoratori assenti per
ferie o per aspettative diverse da quelle già previste dall’articolo 1,
lettera b), legge n. 230 del 1962;
- intende procedere all’assunzione a termine di n…………lavoratori per
l’esecuzione di servizi definiti e predeterminati nel tempo cui non è
possibile sopperire con il normale organico.

TIMBRO E FIRMA

DICHIARAZIONE EX ART. 64, COMMA 7

La sottoscritta impresa…………….., in conformità a quanto previsto
dall’articolo 64 del vigente CCNL per i dipendenti da aziende del settore
del Turismo ai fini dell’applicabilità delle disposizioni di cui alla legge
28 febbraio 1987, n. 56 dichiara di impegnarsi all’integrale applicazione
della contrattazione collettiva vigente ed all’assolvimento degli obblighi
in materia di contribuzione e legislazione sul lavoro.

TIMBRO E FIRMA