TURISMO CONFCOMMERCIO, CCNL 1.07.1994 – 30.06.1998 (testo ufficiale)

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL SETTORE TURISMO

Addì 1994, il giorno 6 del mese di ottobre, in Roma

TRA

la Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo FEDERALBERGHI
- rappresentata dal proprio Presidente Amato Ramondetti, con la
partecipazione della Commissione Sindacale presieduta da Piero Brogi e
composta da Bernabò Bocca, Presidente del Sindacato Italiano Grandi
Alberghi, Vanni Cecchinelli, Presidente dell’Associazione Italiana Alberghi
per la Gioventù, Alessandro Giorgetti, Presidente del Comitato Nazionale
Attività Stagionali, Armando Petromilli, Presidente del Comitato Nazionale
Mezzogiorno, Antonio Triunfo, Presidente del Comitato Nazionale Piccola
Impresa e da Angelo Ambrosini, Anita Baldi, Maurizio Baldini, Giacomo
Bardelli, Massimo Bettoja, Giancarlo Buja, Salvatore Cacopardo, Clemente
Cammarota, Rosario Carpita, Remo Casagranda, Filippo Catalano, Emilio
Cresta, Sergio Donati, Guido De Sio, Francesco Erdarelli, Christoph Engl,
Stefano Falchetta, Vincenzo Faraone, Pietro Foti, Carlo Gambaccini, Klas
Kjallquist, Pietro Mongardi, Vittorio Moroncelli, Giancarlo Mulas, Ovidio
Mugnai, Ugo Nanni, Corrado Neyroz, Fausto Placucci, Gastone Ricci, Mario
Ruozi Beretta, Enzo Rosolino, Carlo Sorce, Osvaldo Stoker, Antonio Terrin,
Gaetano Torino, Giuseppe Trefiletti, Roberto Trentaz, Emilio Valdameri,
Enrico Valle, Alberto Viti Gian Ernesto Zanin, assistita dal Direttore
Generale Alessandro Cianella, dal Vice Direttore Alberto Piccardo e dal Capo
Servizio Sindacale Alessandro Massimo Nucara;
la Federazione Italiana Pubblici Esercizi – FIPE rappresentata dal proprio
presidente Sergio Billè e dai Signori Giorgio Bodoni, Natale Abbate, Ezio
Ardizzi, Cesare Balbo, Francesco Boero, Sebastiano Bologna, Giorgio Buratti,
Gianni Carbone, Gabriele Cerruti, Franco Cremaschi, Vincenzo Cremonini,
Francesco D’Angelo, Bruno Dirindin, Alberto Fabbri, Arnaldo Fiorenzoni,
Giuseppe Fiorilli, Giuseppe Lauria, Angelo Luni, Vincenzo Luotto, Luigi
Magnotti, Oriano Marinari, Carlo Marinelli, Sergio Mattana, Edmondo
Mignucci, Paolo Moro, Massimiliano Polacco, Giorgio Quarto, Renato Raschi
Angelo Russo, Silvio Salza, Riccardo Scarselli, Leandro Tifi, Michele Tozzi,
assistiti dal Segretario Generale Edi Sommariva e da Silvio Moretti, Capo
Servizio Sindacale;
la Federazione Italiana delle Associazioni delle Imprese di Viaggi e Turismo
- FIAVET rappresentata dal proprio Presidente Alis Maccarini, con la
partecipazione della Delegazione Sindacale composta da Luciano Bertelli,
Francesco De Sario, Walter Marchi, Giustino Patricelli, Bruno Rosati,
Antonio Scipioni, Norberto Soussa, Paolo Valdastri, assistiti dal Segretario
Generale Sergio Piscitello e dai responsabili del Servizio Sindacale
Pierluigi Fiorentino e Marco Lucchetti;
la Federazione delle Associazioni Italiane dei Complessi Turistico – Ricettivo
dell’Aria Aperta – FAITA, rappresentata dal proprio Presidente Manlio
Zefferi e dai Vice Presidenti Maurizio Vianello e Giuseppe Zingale a mezzo
della Commissione sindacale presieduta da Giorgio Godeas, con l’assistenza
del Segretario Generale Salvatore Vingiani;
con la partecipazione della Confederazione Generale Italiana del Commercio
Turismo e Servizi – CONFCOMMERCIO;
l’Associazione Sindacale INTERSIND, rappresentata dal Direttore Generale
Dott. Ettore Attolini, assistito dal Dott. Marcello Lanza e dal Dott.
Stanislao Grazioli con la partecipazione di una delegazione composta dal
Dott. Stefano Mauro e dal Sig. Nicola Muro;
E
la Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi FILCAMS
CGIL, rappresentata dal Segretario Generale Aldo Amoretti, dal Segretario
Aggiunto Pietro Ruffolo, dai Segretari Renata Bagatin, Ivano Corraini
Gennaro Pannozzo e Luigi Piacenti e dai componenti il Comitato Direttivo
Nazionale Sandra Ferretti, Lionello Giannini, Piero Marconi, Manlio
Mazziotta, Bruno Perin, Maria Regina Ruiz, Claudio Treves, Marco Bertolotti
Antonio Paparatto, Cristina Ronco, Marisa Valenti, Giovanna Vaudano, Gaetano
Vazzana, Antonio Amoruso, Giovanni Baseotto, Domenico Campagnoli, Marco
Cipriano, Nadia D’Amely, Beatrice Di Bari, Patrizia Ferrari, Renato Franchi,
Adriana Freddi, Lucia Giorgi, Angioletta La Monica, Antonio Lareno, Melissa
Oliviero, Carla Pasquale, Santino Pizzamiglio, Bruno Rastelli, Marco
Vicedomini, Mauro Dassio, Carmela Minniti, Giorgio Scarinci, Patrizia
Vistori, Elsa Ruzza, Renato Zanieri, Marina Beragmin, Loredana De Checchi,
Giorgio Loro, Sandro Maccatrozzo, Vittorio Meneghini, Giusy Muchon, Celeste
Paulon, Diana Pelizza, Sandra Veneri, Roberto Cinelli, Ezio Medeot, Denise
Trevisan, Dino Bonazza, Ramona Campari, Mauro Capacci, Dino Chieregatti,
Silvano Conti, Gualtiero Francisconi, Gabriele Guglielmi, Mirella Losi,
Patrizia Maestri, Gabriele Marchi, Marinella Meschieri, Anna Naldi, Daniela
Pellacani, Franca Rosini, Walter Sgargi, Giulio Tiberio, Daniela Zini, Carlo
Amato, Dalida Angelini, Fabio Giunti, Paolo Graziani, Roberto Mati, Silena
Menchetti, Raffaello Nesi, Erminio Ontani, Stefania Palli, Marco Raiconi,
Alessandra Salvato, Silvano Marani, Roberto Ghiselli, Roberta Massacesi,
Claudio Bazzichetto, Orfeo Cecchini, Simona Cervellini, Antonella
Chiusaroli, Luigi Corazzesi, Fabio De Rossi Amedeo Fileri, Simona Iovinella,
Giuseppe Mancini, Carla Matiussi, Vincenzo Quaranta, Laura Ricci, Antonio
Stancampiano, Luigi Castiglione, Domenico Troise, Alfonso Argeni, Giovanni
Carpino, Antonio Coppola, Paola Di Celmo, Carlo Frascati, Rosario
Stornaiuolo, Maria Antonelli, Giuseppe Giuri, Giuseppe Scognamillo, Canio
Cioffi, Michele Furci, Giovanna Pellegrino, Concetta Alario, Luisa
Albanella, Cono Minnì, Sante Pellegrino, Antonino Triglia, Gianni Cotzia,
Rosanna Facchin, Mirto Bassoli, Franca Bertolini, Giuseppe Di Stefano,
Gabriella Fanesi, Jolanda Fumagalli, Carla Imovilli, Giuseppe Meini Bruno
Mignucci, Alba Peruzzi, Franca Tamburi, Andrea Vitagliano, Franco Antimi,
Umberto Apicella, Gianfranco Cococcia, Valerio Mantovani, Gaetano Morgese,
Mercede Parisi, Ladise Pastorelli, Emilia Simonetti, Antonella Sommariva, con
l’intervento della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (CGIL)
rappresentata dai Segretari Confederali Alfiero Grandi e Walter Cerfeda;
la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del
Turismo – FISASCAT CISL – rappresentata dal Segretario Generale Gianni
Baratta, dai Segretari Generali Aggiunti: Antonio Michelagnoli, Maria
Pantile e dai Segretari Nazionali: Luciana Cirillo, Mario Marchetti,
Pierangelo Raineri; da Salvatore Falcone dell’Ufficio Sindacale unitamente
ad una delegazione composta dai Sigg. Piero Abrami, Attilio Albanello,
Cecilia Andriolo, Antonio Attanasio, Alberto Bizzocchi, Angelo Candido,
Rocco Carbone, Luigi Carignani, Alberto Cavalloni, Osvaldo Cecconi Romano
Celandroni, Antonio Cinosi, Nereo Colautti, Bruno Cordiano, Franco Di
Liberto, Imma Egger, Giovanni Fabrizio, Patrizio Fattorini, Renzo Frau,
Marino Friggeri, Pietro Giordano, Mario Lapia, Calogero Lauria, Alfredo
Magnifico, Guido Malvisi, Gilberto Mangone, Enrico Mazzetti, Amedeo
Meniconi, Biagio Montefusco, Ivano Morandi, Giorgio Pajaro, Marcello
Pasquarella, Gianfranco Patrignani, Ferruccio Petri, Leonardo Piccinno,
Simone Ponziani, Vincenzo Ramogida, Roberto Ricciardi, Tullio Ruffoni,
Vincenzo Sacchetta, Francesco Sanfile, Rosanna Santarello, Fausto Scandola,
Santo Schiappacasse, Rinelda Segatto, Domenico Simone, Rolando Sirni, Paola
Taddei, Mario Testoni, Giancarlo Trotta, Alessandro Varriale, Vincenzo
Vasciaveo, Laura Zerbin, con l’intervento della Confederazione Italiana
Sindacati Lavoratori (CISL) rappresentata dal Segretario Confederale Natale
Forlani;
la Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi UILTuCS UIL -
rappresentata dal Segretario Generale Raffaele Vanni, dal Segretario
Generale Aggiunto Salvatore Caronia, dai Segretari Nazionali: Michele
Malerba, Pier Luigi Paolini Virgilio Scarpellini, Parmenio Stroppa, Antonio
Zilli; dai membri del Comitato Esecutivo Nazionale: Sergio Amari, Bruno
Bettocchi, Gianni Callegaro, Renzo Canella, Grazia Chisin, Michele De
Simone, Pietro La Torre, Giulio Parisi, Giannantonio Pezzetta, Paolo Poma,
Sandro Sansone, Antonio Vargiu, Luca Visentini e da una delegazione di un
coordinamento settoriale composta da: Andreani Paolo, Babbo Gianni, Baio
Pietro, Belletti Pina, Bellocchi Marco, Boco Bruno, Boscaro LUigi Bove
Salvatore, Broglia Roberto, Canella Manuela, Canepari Giancarlo, Cardonatti
Enzo, Casadei Maurizio, Ceccarelli Roberto, Celentano Antonio, Cieri Nicola,
Coppo Pietro, D’Amico Francesco, Della Maria Roberto, Del Zotto Sergio, Di
Bella Giuseppe, Diecidue Sergio, Esposito Michele, Fanzone Salvatore,
Fiorino Gabriele, Fontanella Marcello, Forgia Giacomo, Frugiero Giuseppe,
Fulciniti Caterina, Gagliardi Giuseppe, Gazzo Giovanni, Giorgio Giovanni
Gullone Luciano, Iozzia Bartolo, Lana Venanzio, La Via Giuseppe, Luchetti
Maria Ermelinda, Manzelli Dino, Moio Giovanni, Molin Giancarlo, Monaco
Antonio, Musu Roberta, Neri Riberto, Pellegrini Aurelio, Poma Paolo, Renna
Gianluigi Rivela Mirella, Sama Carlo, Sagliocco Giuseppe, Scannella Pietro,
Scanzio Gianni, Siciliano Rodrigo, Siniscalchi Nunzio, Tanzi Franco,
Tarantino Lorenzo, Tomasi Gianni, Valleri Salvatorico, Venturi Gianfranco,
Veronese Ivana, Votano Rocco e con la partecipazione della UIL – Unione
Italiana del Lavoro – nella persona del Segretario Confederale Bruno Bruni;
visto il CCNL Turismo 30 maggio 1991 nonché il relativo accordo di rinnovo
del 6 ottobre 1994, si è stipulato il presente Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende alberghiere, complessi
turistico-ricettivo dell’aria aperta, pubblici esercizi, stabilimenti
balneari, alberghi diurni, imprese di viaggi e turismo, porti ed approdi
turistici di cui all’articolo 1, composto da 15 titoli, 404 articoli e 14
allegati letti, approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le
Organizzazioni stipulanti.

PREMESSA AL CCNL

Il Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti
contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema
produttivo del 23 luglio 1993 costituisce il quadro di riferimento sulle cui
linee le Parti confermano di sviluppare, ad ogni livello, il proprio
confronto.
Il presente Contratto ne realizza, per quanto di propria competenza, le
finalità e gli indirizzi in tema di relazioni sindacali:
- attribuendo alla autonomia collettiva una funzione primaria per la
gestione delle relazioni di lavoro mediante lo sviluppo del confronto ai
diversi livelli e con diversi strumenti, al quale le parti riconoscono un ruolo
essenziale nella prevenzione del conflitto;
- regolando l’assetto della contrattazione collettiva in funzione di una
dinamica delle relazioni di lavoro medesime tale da consentire ai lavoratori
benefici economici con contenuti non inflazionistici ed alle imprese una
gestione corretta e programmabile del costo del lavoro nonché di sviluppare e
valorizzare pienamente le opportunità offerte dalle risorse umane;
- definendo il complesso normativo ed economico che dovrà essere assunto
come riferimento inderogabile ai fini della emanazione di un provvedimento
legislativo che garantisca l’efficacia erga omnes del sistema contrattuale.
Le Parti – nel rispetto della piena autonomia imprenditoriale e ferme
restando le rispettive distinte responsabilità e funzioni delle
organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori – hanno
inteso realizzare con il presente contratto non solamente una fase
negoziale, bensì un confronto globale teso al consolidamento ed allo
sviluppo delle potenzialità del Turismo, dandosi atto reciprocamente della
necessità di favorire lo sviluppo economico e la crescita occupazionale
mediante l’allargamento della base produttiva ed un recupero della capacità
competitiva delle imprese sui mercati internazionali.
In questo quadro, le iniziative congiunte nei confronti delle istituzioni
pubbliche saranno fondate sulla ricerca di impegni indirizzati a riaffermare
le politiche settoriali ed a consolidare il ruolo del Turismo quale risorsa
primaria del sistema produttivo nazionale, cui destinare, in una visione
globale di strategia economica e programmatoria, mezzi e risorse congrui
rispetto all’incidenza del Turismo nella formazione della ricchezza e della
occupazione del Paese.
Analogamente, le Parti convengono di mettere in atto le opportune iniziative
nei confronti della Unione Europea, al fine di utilizzare al meglio le
opportunità offerte dalla legislazione comunitaria in materia di Turismo,
ivi compreso il Turismo Sociale.

Le Parti, nel darsi atto della validità dell’assetto e della struttura
contrattuale, sono impegnate a sviluppare organicamente e a tutti i livelli
le relazioni sindacali. In questo quadro le Parti, a tutti i livelli, sono
reciprocamente impegnate ad instaurare corretti e proficui rapporti,
attraverso l’approfondimento organico delle conoscenze dei problemi del
settore e la pratica realizzazione di un sistema di relazioni sindacali e di
strumenti di gestione degli accordi, anche al fine di garantire il rispetto
delle intese e Favorire l’eventuale insorgere di conflittualità tra le
Parti. In questo senso, le Parti assegnano rilievo cruciale al sistema degli
Enti Bilaterali e dei Centri di Servizio, ai fini della promozione e del
monitoraggio di politiche attive del Mercato del Lavoro, anche con
riferimento al lavoro interinale ed a nuove tipologie di rapporto di lavoro
che potranno essere individuate dalla legislazione, da adottare tanto sul
versante delle nuove forme di flessibilità, quanto per gli aspetti che
attengono alla creazione di un efficiente canale di ingresso nel mercato del
lavoro.
Le Parti concordano, inoltre, sull’esigenza di partecipare attivamente
affinché lo sviluppo del Dialogo Sociale, in sede comunitaria, affronti
l’analisi e l’approfondimento dei percorsi di armonizzazione delle normative
legislative in tema di rapporti di lavoro negli Stati membri, con
particolare riferimento agli strumenti di formazione nonché alla
equiparazione dei titoli professionali.
A fronte della concorde valutazione sulla necessità di politiche di
investimento, riorganizzazione e sviluppo qualificato e stabile del settore
Turismo, le Parti hanno inteso non solo concorrere ad individuare le
conseguenti normative ma, anche, realizzare un sistema di relazioni
sindacali e di informazioni coerente con le esigenze sia delle imprese sia
dei lavoratori del settore nonché funzionale alla individuazione ed alla
esaltazione delle potenzialità e degli aspetti innovativi espressi nelle
diverse tipologie settoriali ed aziendali.
Inoltre, le Parti riconoscono funzionale agli obiettivi di progresso del
settore la riforma del sistema contributivo e, nel quadro degli impegni
assunti a livello interconfederale e comunitario, riconfermano la necessità
di eliminare le sperequazioni rispetto agli altri settori produttivi, anche
alfine di attenuare il divario tra costo del lavoro e reddito disponibile.
Ai fini del processo di recupero e sviluppo di efficienza e produttività, le
Parti – ciascuna nell’ambito delle proprie possibilità e competenze -
riconoscono la necessità di porre in essere iniziative atte a rafforzare e
valorizzare il ruolo del settore Turismo nel quadro della programmazione
nazionale, anche tramite appositi provvedimenti legislativi e finanziari
tesi ad una efficace tutela dei livelli produttivi e occupazionali e il
riequilibrio delle condizioni che sfavoriscono la situazione italiana
rispetto al contesto europeo. In particolare, le Parti convengono di
elaborare interventi congiunti nei confronti del Governo al fine di non
pregiudicare le prospettive di mantenimento o di potenziale sviluppo
dell’occupazione nel Mezzogiorno d’Italia, gravemente compromesse dai
recenti procedimenti in materia di oneri sociali.
Le Parti, inoltre – tenuto conto della specifica caratteristica di
intersettorialità del Turismo e della sua forte dipendenza dal contesto
economico contiguo con particolare riferimento alle problematiche
dell’ambiente, del trasporto, ed, in generale, delle carenze
infrastrutturali nel suo insieme – intendono promuovere ad ogni livello
iniziative idonee alfine di realizzare un quadro di riferimento economico ed
istituzionale efficace per lo sviluppo del turismo ed, in particolare, per
porre in essere condizioni omogenee rispetto agli altri settori.
In tale contesto le Parti valutano indifferibile l’adozione di strumenti e
l’impegno di risorse che consentano una organica politica di promozione del
sistema Paese adeguata rispetto al contributo offerto dal Turismo alla
formazione della ricchezza nazionale.
In questo quadro si colloca anche la necessità di riforma della disciplina
legislativa del settore ed in particolare della legge quadro sul turismo al
fine di attivare forme di sostegno e di agevolazione degli investimenti
diretti alla riqualificazione dell’offerta, dell’intermediazione turistica
nel suo complesso, all’incentivazione della domanda, allo sviluppo
dell’occupazione e della sua qualificazione.

DICHIARAZIONE SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Le Parti attribuiscono alla formazione professionale una valenza strategica
ai fini della elevazione degli standard qualitativi offerti alla clientela
e dello sviluppo delle risorse umane.
Con il presente Contratto, le Parti hanno individuato gli opportuni
strumenti normativi capaci di agevolare l’ingresso e la permanenza nel
settore dei lavoratori in possesso di specifici titoli di studio e/o di
adeguata esperienza professionale.
Nel contempo, le Parti, hanno sviluppato le possibilità di ricorso agli
istituti che agevolano la formazione professionale dei lavoratori neo
assunti e la formazione continua dei lavoratori in servizio.
Al fine di potenziare le azioni intraprese, le Parti si impegnano
congiuntamente a richiedere alle competenti istituzioni pubbliche una
maggiore e rinnovata attenzione nei confronti degli strumenti formativi
destinati al settore, con particolare riferimento all’attivazione degli
investimenti che ai sensi della legge n. 236 del 1993 possono essere
realizzati per il tramite degli Enti Bilaterali.
In questo quadro, le Parti, considerata la competenza primaria assegnata
alle Regioni in materia di formazione professionale, si impegnano a
sviluppare il confronto tra gli Enti Bilaterali e gli Assessorati Regionali
alla formazione professionale al fine di realizzare le opportune sinergie
tra le rispettive iniziative.
Le Parti, infine, ritengono necessaria l’attivazione di una sede
istituzionale di confronto tra Governo e Parti sociali sul tema della
formazione professionale nel settore Turismo.

DICHIARAZIONE SULLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

Alla luce del dibattito in atto sui sistemi di previdenza integrativa le
Parti concordano di esaminare le tematiche connesse all’istituzione di un
sistema di previdenza complementare volontaria anche alla luce delle
indicazioni che potranno emergere dai confronti in atto a livello
intercategoriale. Le Parti ritengono presupposto necessario per
l’attivazione di un sistema di previdenza integrativa adeguato alle esigenze
dei lavoratori e delle aziende la sostanziale modifica del decreto
legislativo n. 124 del 1993 che, allo stato, la rende inattuabile.
Conseguentemente, verrà insediata una commissione paritetica di esperti che
esaminerà le problematiche connesse alla determinazione dell’aliquota del
T.F.R. nonché all’assistenza sanitaria. La commissione dovrà terminare i
suoi lavori entro dodici mesi dalla data di stipula del presente accordo.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

Le Parti, in coerenza con quanto stabilito dal Protocollo del 23 luglio
1993, ed al fine di garantire la normalizzazione delle condizioni
concorrenziali delle aziende, richiedono al Governo l’adozione di un
provvedimento legislativo finalizzato alla generalizzazione del presente
sistema normativo contrattuale, anche con riferimento al regime contributivo
che sarà stabilito per la contrattazione di secondo livello.
Le Parti stipulanti convengono che qualsiasi riduzione di oneri o qualsiasi
trattamento di miglior favore che una delle Parti stipulanti il presente
Contratto dovesse concedere posteriormente alla stipula del presente
Contratto ad una qualsiasi altra Organizzazione, è automaticamente esteso
anche alle Parti stipulanti il presente Contratto.

TITOLO I – VALIDITA’ E SFERA DI APPLICAZIONE

Articolo 1

(1) Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina i rapporti
di lavoro tra le aziende sotto indicate ed il relativo personale dipendente:

I) AZIENDE ALBERGHIERE

a) alberghi, hotels meublés, alberghi specializzati per il soggiorno degli
anziani, pensioni e locande; ristoranti self-services, tavole calde, caffè e
bar annessi; servizio di mensa per il personale dipendente; ogni altra
attrezzatura ricettiva munita o non di licenza di esercizio alberghiero;
b) taverne, locali notturni, caffè e mescite annesse agli alberghi e pensioni
con licenze separate e con personale adibito prevalentemente ad essi in quanto
formino parte integrante del complesso dell’azienda alberghiera e purché vi sia
gestione diretta dell’albergatore;
c) ostelli; residences, villaggi turistici;
d) colonie climatiche e attività
similari.

II) COMPLESSI TURISTICO – RICETTIVI DELL’ARIA APERTA

a) campeggi e villaggi turistici non aventi caratteristiche alberghiere.

III) AZIENDE PUBBLICI ESERCIZI

a) ristoranti, sia di tipo tradizionale che self-services,
fast-foods,trattorie, tavole calde, osterie con cucina, pizzerie,
rosticcerie,friggitorie e similari;
- piccole pensioni locande, piccole trattorie ed osterie con cucina, che
abbiano non più di nove camere per alloggio;
b) caffè, bar, snack bar, bottiglierie, birrerie, fiaschetterie, latterie ed
ogni altro esercizio similare ove si somministrano bevande contemplate
nell’articolo 23 del d.m. 8 maggio 1976;
- chioschi di vendita di bibite, gelati e simili;
- gelaterie, cremerie;
- negozi di pasticceria e confetteria, reparti di pasticceria e confetteria annessi a pubblici esercizi;
c) locali notturni, sale da ballo e similari; sale da biliardo;
d) laboratori di pasticceria e confetteria anche di natura artigianale;
e) posti di ristoro sulle autostrade;
- posti di ristoro nelle stazioni ferroviarie (buffets di stazione), aeree,
marittime, fluviali, lacuali e piscinali; servizi di ristorazione sui treni;
ditte appaltatrici dei servizi di ristorazione sulle piattaforme
petrolifere;
-aziende addette alla preparazione, confezionamento e distribuzione dei
pasti (catering ed altre);
-aziende per la ristorazione collettiva (mense aziendali e simili); -spacci
aziendali di bevande (bar aziendali e simili);
f) pubblici esercizi sopra elencati annessi a stabilimenti balneari, marini
fluviali, lacuali e piscinali ad alberghi diurni, a palestre e impianti
sportivi.

IV) STABILIMENTI BALNEARI

a) stabilimenti balneari marini, fluviali, lacuali e piscinali.

V) ALBERGHI DIURNI

VI) IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO

a) imprese di viaggi e turismo, intendendosi per tali, indipendentemente
dalla definizione compresa nella ragione sociale o indicata nella licenza di
esercizio e dalla denominazione delle eventuali dipendenze (Agenzie, Uffici,
Sedi, Filiali, Succursali, ecc.) le imprese che svolgono in tutto o in parte
le attività di cui all’articolo 9 della legge 17 maggio 1983, n. 217;
b) operatori privati, associazioni del tempo libero, culturali, religiose,
studentesche giovanili e simili, in quanto svolgano attività di
intermediazione e/o organizzazione turistica comunque esercitata.

Vll) PORTI ED APPRODI TURISTICI

a) porti turistici, approdi turistici, punti di ormeggio.

NOTA A VERBALE

Il presente Contratto si applica agli addetti alle attività non turistiche -
esempio: commerciali – svolte all’interno delle strutture ricettive e
pararicettive, alla condizione che le relative licenze siano intestate al
titolare dell’azienda turistica. Il contratto si applica altresì ai lavoratori
di nazionalità straniera.

CHIARIMENTO A VERBALE

(1) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Alberghi" ci si è intesi riferire alle "Aziende alberghiere" di cui
al punto I dell’articolo 1.
(2) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Pubblici Esercizi" ci si è intesi riferire alle "Aziende Pubblici
Esercizi" di cui al punto III dell’articolo 1.
(3) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Agenzie di viaggio" ci si è intesi riferire alle "Imprese di viaggi
e turismo" di cui al punto VI dell’articolo 1.
(4) Laddove nel testo contrattuale originale o a stampa è stato usato il
termine "Campeggi" ci si è intesi riferire ai "Complessi turistico ricettivi
dell’aria aperta" di cui al punto II dell’articolo 1. Le norme dell’accordo 27
marzo 1979 con il quale è stata convenuta l’applicazione del presente Contratto
al settore Campeggi hanno trovato inserimento generale e specifico nei
rispettivi istituti ed articoli del presente testo a stampa.

Articolo 2

(1) Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in
maniera unitaria per tutto il territorio della Repubblica italiana i
rapporti di lavoro a tempo indeterminato e, in quanto compatibili con le
disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato.
(2) Esso deve essere considerato un complesso unitario ed inscindibile e
costituisce in ogni sua norma e nel suo insieme un trattamento minimo
inderogabile per i lavoratori dipendenti dalle aziende di cui al precedente
articolo 1 anche ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 4 della
Legge 5 agosto 1978, n. 502 e successive modificazioni.
(3) Il presente Contratto sostituisce ed assorbe ad ogni effetto le norme di
tutti i precedenti Contratti Collettivi ed Accordi Speciali del settore
turistico, nonché le norme e le consuetudini locali, in quanto da esso
disciplinate, riferentisi alle medesime aziende elencate nel precedente
articolo.
(4) Per quanto non previsto dal presente Contratto valgono le disposizioni
di legge vigenti in materia.
(5) Restano salve le condizioni di miglior favore. ccnl turismo – parte
generale

Articolo 3

(1) Laddove si riscontri la sussistenza di servizi organizzati in comune da
più unità aziendali aventi o meno un unico titolare od una unica ragione
sociale, il personale ivi adibito è regolamentato da tutte le norme del
presente Contratto.
(2) In tutti i casi deve trattarsi di servizi organizzati esclusivamente per
gli usi delle unità aziendali interessate e con esclusione di servizi verso
terzi.
DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti convengono di istituire una apposita Commissione cui è demandato il
compito di individuare le opportune modalità di graduale armonizzazione con
il CCNL Turismo delle discipline contrattuali attualmente applicate alle
colonie climatiche (accordo 28 luglio 1993). La stessa commissione esaminerà
inoltre l’applicazione di quanto convenuto per le piattaforme petrolifere.

TITOLO II – RELAZIONI SINDACALI

CAPO I – LIVELLO NAZIONALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 4

(1) Le Parti, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le
prerogative proprie dell’imprenditore e quelle delle organizzazioni
sindacali, tenuto conto delle caratteristiche in cui si articola l’attività
turistica in generale, convengono sulla necessità di promuovere una politica
turistica da attuarsi avvalendosi dello strumento della programmazione e di
una correlativa legge quadro.
(2) A tal fine, annualmente in uno specifico incontro congiunto da tenersi
di norma entro il primo trimestre, le Associazioni Imprenditoriali
firmatarie comunicheranno alle Organizzazioni Sindacali nazionali dei
lavoratori dati conoscitivi concernenti le dinamiche strutturali del settore
e le prospettive di sviluppo, con particolare riferimento alle implicazioni
occupazionali.
(3) Saranno altresì oggetto di esame congiunto le iniziative di
programmazione della politica turistica nonché lo stato di attuazione della
legge quadro.
(4) In tali incontri le Parti potranno adottare nei confronti dei competenti
Organi istituzionali iniziative tendenti a valorizzare una politica attiva
del lavoro, che, tenendo conto delle esigenze specifiche del mercato e delle
particolari caratteristiche strutturali del settore, possa condurre alla
realizzazione delle necessarie riforme della normativa relativa al
collocamento ed alla elevazione professionale dei lavoratori; ciò al fine di
conseguire una maggiore efficienza e funzionalità del servizio e a sostegno
dell’occupazione e della sua continuità, con riferimento alla migliore
utilizzazione degli impianti attraverso il prolungamento della stagione
derivante dalla soluzione dei problemi che ne condizionano l’attuazione.
(5) Le Parti, al fine di promuovere una maggiore garanzia dell’utenza
turistica e una più effettiva tutela dei diritti della collettività,
concordano sulla necessità di incentivare specifiche politiche di
riqualificazione del settore turistico ispirate al criterio della
salvaguardia e del recupero dell’equilibrio ambientale.
(6) Pertanto, anche in relazione al reciproco intendimento di cui alla
Premessa del presente Contratto, convengono sull’opportunità di dotarsi di
strumenti che, nelle aree di spiccata vocazione turistica, consentano di
valutare – avuto anche riguardo alla necessaria salvaguardia dei beni
artistici, culturali e paesaggistici – l’impatto ambientale delle attività
produttive nel complesso dei nuovi investimenti nonché delle dotazioni
infrastrutturali, e dei loro riflessi sulla composizione e la qualità
dell’occupazione.

PARI OPPORTUNITA’

Articolo 5

(1) Le Parti convengono sulla opportunità di realizzare, in attuazione della
Raccomandazione CEE del 13 dicembre 1984 n. 635 e delle disposizioni
legislative in tema di parità uomo-donna, interventi che favoriscano parità
di opportunità uomo-donna nel lavoro anche attraverso attività di studio e
di ricerca finalizzate alla promozione e attivazione di azioni positive ai
vari livelli contrattuali e di confronto (nazionale, territoriale,
aziendale) a favore delle lavoratrici.
(2) Entro il 1995 verrà costituito un gruppo paritetico di lavoro per le
pari opportunità, con il compito di:
a) svolgere attività di studio e di ricerca, nell’ambito delle attività
dell’osservatorio sul mercato del lavoro ai vari livelli anche al fine di
acquisire elementi conoscitivi per analizzare l’andamento dell’occupazione
femminile nel settore, utilizzando a tal fine dati disaggregati per sesso,
livello di inquadramento professionale e tipologia dei rapporti di lavoro;
b) verificare la legislazione vigente e le esperienze in materia, anche
confrontandole con la situazione degli altri settori a livello nazionale e
con le altre situazioni nei paesi della Comunità Europea;
c) predisporre schemi di progetti di "Azioni Positive".
(3) L’eventuale adesione delle aziende agli schemi di progetto di formazione
professionale concordemente definiti e recepiti dalle Organizzazioni
stipulanti il Contratto nazionale, dei quali le Parti promuoveranno la
conoscenza, costituisce titolo per la fruizione dei benefici previsti dalle
disposizioni di legge vigenti in materia.
(4) Il gruppo di lavoro di cui al secondo comma del presente articolo si
riunirà di norma trimestralmente ed annualmente riferirà sull’attività
svolta alle Organizzazioni stipulanti.

ENTE BILATERALE NAZIONALE UNITARIO DEL SETTORE TURISMO

Articolo 6

(1) Le Parti convengono di istituire l’Ente Bilaterale Nazionale Unitario
del Settore Turismo, regolato da apposito statuto.
(2) L’Ente Bilaterale Nazionale, nell’ambito di quanto contenuto nella
Premessa, si avvale dell’osservatorio Nazionale di cui al successivo
articolo 7.
(3) Al fine di assicurare operatività all’Ente Bilaterale Nazionale ed agli
Enti Territoriali previsti al successivo articolo 13, costituiti con gli
scopi e le modalità tassativamente previsti dal presente Contratto, la quota
contrattuale di servizio per il relativo finanziamento è fissata nella
misura globale dello 0,40 per cento di paga base e contingenza, di cui lo
0,30 per cento a carico dei datori di lavoro e lo 0,10 per cento a carico
dei lavoratori. A far data dal 1° settembre 1995, la quota contrattuale di
servizio è fissata nella misura globale dello 0,40 per cento di cui lo 0,20
per cento a carico del datore di lavoro e lo 0,20 per cento a carico del
lavoratore. Il quindici per cento del gettito netto globale è destinato
direttamente al finanziamento dell’osservatorio Nazionale. Il restante
ottantacinque per cento verrà ripartito – in ragione della provenienza del
gettito – di norma tra gli Enti Bilaterali Regionali ed, in alternativa, tra
gli Enti Bilaterali Territoriali di area omogenea eventualmente costituiti.
(4) La riscossione della suddetta quota contrattuale sarà effettuata in base
ad apposita convenzione nazionale da stipularsi con l’INPS ai sensi della
legge n. 311 del 1973.
(5) Gli organi di gestione dell’Ente Bilaterale Nazionale Unitario saranno
composti su base paritetica tra Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e
dei datori di lavoro.
(6) L’Ente Bilaterale Nazionale istituisce al proprio interno il Comitato di
Vigilanza Nazionale con le modalità definite dallo Statuto.

CHIARIMENTO A VERBALE

Le Parti confermano che nelle valutazioni per la definizione del costo per
il rinnovo contrattuale si è tenuto conto dell’incidenza della contribuzione
per il finanziamento degli Enti Bilaterali.

OSSERVATORIO NAZIONALE

Articolo 7

(1) L’Osservatorio Nazionale costituisce lo strumento per lo studio delle
iniziative adottate dalle Parti in materia di occupazione, mercato del
lavoro, formazione e qualificazione professionale.
(2) A tal fine, l’osservatorio attua ogni utile iniziativa, e, in
particolare:
a) programma ed organizza relazioni sul quadro economico e
produttivo del settore e dei comparti e le relative prospettive di sviluppo,
sullo stato e sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e
rilevazioni, elaborando stime e proiezioni finalizzate, tra l’altro, a
fornire alle Parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli
incontri annuali di informazione;
b) elabora proposte in materia di formazione e qualificazione professionale,
anche in relazione a disposizioni legislative nazionali e comunitarie e in
collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, finalizzate
altresì a creare le condizioni più opportune per la loro pratica
realizzazione a livello territoriale;
c) riceve ed elabora, a fini statistici, i dati forniti dagli Osservatori
Territoriali previsti dal successivo articolo 13 sulla realizzazione degli
accordi in materia di contratti di formazione e lavoro ed apprendistato
nonché dei contratti a termine;
d) predispone e/o coordina schemi formativi per specifiche figure
professionali, al fine del migliore utilizzo dei contratti di formazione e
lavoro;
e) riceve, anche con riferimento agli adempimenti di cui alla legge 936 del
1986 di riforma del CNEL, dalle organizzazioni territoriali gli accordi
collettivi territoriali ed aziendali curandone la raccolta.

COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE PARITETICA NAZIONALE

Articolo 8

(1) La Commissione Paritetica Nazionale dovrà essere costituita su basi
paritetiche da quattro rappresentanti della FILCAMS, quattro della FISASCAT,
quattro della UILTuCS, e da tre rappresentanti della FEDERALBERGHI, da tre
della FIPE, da tre della FIAVET e da tre della FAITA. Per gli aspetti di
carattere generale e per quelli di specifica competenza, la Commissione sarà
integrata con un rappresentante dell’Associazione Sindacale INTERSIND.
(2) La Commissione si articola in quattro sottocommissioni, una per gli
alberghi, una per i pubblici esercizi, una per le imprese di viaggi e
turismo, ed una per i campeggi, per la soluzione di questioni concernenti
esclusivamente i rispettivi settori.
(3) La Cornmissione avrà sede presso una delle Federazioni imprenditoriali.

COMPITI DELLA COMMISSIONE PARITETICA NAZIONALE

Articolo 9

(1) La Commissione paritetica nazionale ha il compito di salvaguardare il
rispetto delle intese intercorse nello spirito e con la finalità di cui alla
premessa del presente Contratto. A tal fine:
a) esamina tutte le controversie di interpretazione e di applicazione del
presente Contratto e di altri Contratti ed Accordi Nazionali di Lavoro
riguardanti i rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di
applicazione del presente Contratto Nazionale di Lavoro;
b) può proporre nel rispetto dei criteri indicati dal Contratto, soluzioni
che, contemperando le diverse specificità organizzative e strutturali dei
singoli comparti, consentano alle stesse Parti stipulanti, il rispetto degli
accordi;
c) esplica forme di intervento dirette a favorire la costituzione degli
E.B.T. ove essi non siano realizzati nel termine di cui all’articolo 13;
d) esamina le vertenze collettive concernenti l’applicazione,
l’interpretazione, il rinnovo e la prima stipula degli eventuali accordi
integrativi territoriali, per le quali debba essere compiuto a richiesta
delle Organizzazioni locali dei lavoratori e dei datori di lavoro il secondo
tentativo di conciliazione, unitamente ai rappresentanti delle predette
Organizzazioni locali.
(2) Le vertenze di carattere generale concernenti l’applicazione e
l’interpretazione del presente Contratto Nazionale di lavoro e di altri
Contratti ed Accordi nazionali riguardanti i rapporti di lavoro nelle
aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto
Nazionale di lavoro, dovranno essere demandate, prima di qualsiasi azione,
all’esame della Commissione Nazionale per il tentativo di amichevole
componimento.
(3) L’Organizzazione Nazionale o Territoriale che ha promosso o intende
promuovere vertenze di cui al presente articolo, dovrà investirne la
Commissione con lettera raccomandata, fornendo ogni possibile dettaglio in
ordine all’oggetto della vertenza.
(4) La Commissione sarà formalmente convocata dalla Federazione
imprenditoriale competente entro dieci giorni dal ricevimento della
richiesta e si dovrà pronunciare nel merito entro i successivi trenta
giorni.
(5) Dovranno essere redatti e sottoscritti appositi verbali di conciliazione
o di mancato accordo per ciascuna vertenza da notificare a tutte le Parti
interessate.
(6) Le funzioni di Segretario saranno svolte alternativamente, per ogni
vertenza da un rappresentante dei lavoratori e da un rappresentante dei
datori di lavoro.
(7) In caso di mancato accordo la Commissione potrà chiedere, per decisione
unanime, l’intervento del Ministero del Lavoro.

CAPO II – LIVELLO TERRITORIALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 10

(1) Annualmente, a richiesta delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori,
in appositi incontri a livello regionale, le Organizzazioni Imprenditoriali
forniranno dati conoscitivi relativi ai piani di sviluppo e
ristrutturazione, articolati per settori omogenei.
(2) In tale contesto le Parti effettueranno un esame congiunto dei
prevedibili effetti che le prospettive turistiche – come determinate dalle
dinamiche strutturali, dai processi di sviluppo e di ristrutturazione, dalle
ripercussioni della situazione ambientale e del territorio – potranno avere
sull’andamento globale dell’occupazione.

UTILIZZO DEGLI IMPIANTI

Articolo 11

(1) Le Organizzazioni Imprenditoriali si impegnano a contrattare a livello
regionale con le Regioni e i Sindacati forme di utilizzazione degli impianti
nei periodi di cosiddetta "bassa stagione" in collegamento con le iniziative
della regione, anche nel quadro delle politiche di scaglionamento delle
vacanze indicate dalle Confederazioni e dalle altre Federazioni di
categoria; a livello regionale sarà definito, mediante trattative tra le
Associazioni imprenditoriali, le Regioni ed i Sindacati, un regime di bassi
prezzi particolarmente nei periodi di cosiddetta "bassa Stagione" a favore
di:
a) lavoratori che utilizzino i periodi feriali o svolgano periodi di cure
termali;
b)lavoratori pensionati che utilizzino periodi di riposo e di cura termale,
marina, montana, ecc.;
c) studenti che utilizzino collettivamente o con le famiglie periodi di
vacanze non estive per cure termali, marine, montane, ecc. o a scopi di
ricerca culturale;
d) lavoratori di altri paesi che tramite le regioni o gli enti turistici
confederali utilizzino periodi di vacanze o svolgano precise attività
culturali.
(2) Saranno altresì contrattate tra Associazioni Imprenditoriali, Regioni e
Sindacati forme di sostegno anche economico per favorire le attività di
formazione professionale.

POLITICA ATTIVA DEL LAVORO

Articolo 12

(1) Le Parti, anche in relazione a quanto previsto dalla riforma del
collocamento ordinario e per gli esperimenti pilota in materia di avviamento
al lavoro, si impegnano a ricercare congiuntamente, a livello regionale per
settori o per l’intero comparto o per singole aree subregionali, soluzioni
capaci di:
a) definire la stima dei fabbisogni di mano d’opera e le esigenze relative
di qualificazione, le procedure di ricerca e disponibilità di lavoro extra e
surroga;
b) promuovere verso i terzi interessati le iniziative ritenute più idonee al
conseguimento degli obiettivi di cui al presente articolo.
(2) Sempre a livello regionale, anche per aree subregionali omogenee, le Parti
si impegnano a definire attraverso specifici accordi negoziali:
a)gli interventi idonei per realizzare il controllo sociale sui programmi di
qualificazione e riqualificazione predisposti dalle Regioni anche con
riferimento a quanto previsto in materia di diritto allo studio dal decimo
comma del successivo articolo 94;
b)l’accertamento delle strutture finalizzate all’addestramento
professionale, allo scopo di verificarne e migliorarne l’utilizzazione anche
attraverso la partecipazione delle stesse Parti sociali alla loro gestione.
(3) Le Parti, altresì, convengono di incontrarsi anche con le Regioni per
verificare gli obiettivi di sviluppo del settore con gli obiettivi
programmatici regionali con particolare riferimento ai problemi
dell’utilizzazione degli impianti dell’occupazione, del prolungamento della
stagione con la previsione dei relativi periodi di occupazione, della
formazione e riqualificazione professionale.
(4) Negli incontri di cui sopra le Parti valuteranno altresì i problemi
derivanti dall’applicazione delle norme del Contratto nazionale di lavoro in
tema di orari di lavoro e loro distribuzione, anche in rapporto alla
possibilità di modificare le norme che disciplinano gli orari di apertura e
chiusura delle attività.
(5) Le Parti convengono di esaminare anche i problemi che si pongono a
livello di area turistica omogenea in rapporto alla possibilità di attuare
gli obiettivi programmatici di sviluppo e riorganizzazione del settore, del
prolungamento della stagione e dell’occupazione.

CHIARIMENTO A VERBALE

Per quanto concerne le "Imprese di Viaggi e Turismo" si precisa che per
"organizzazioni territoriali" ai fini del presente Contratto ci si intende
riferire alle strutture regionali.

ENTI BILATERALI TERRITORIALI

Articolo 13

(1) L’Ente Bilaterale per il Settore Turismo verrà costituito, di norma a
livello regionale, e sarà strutturato in base alle modalità organizzative e
funzionali tassativamente definite dalle Parti a livello nazionale con
apposito Statuto e Regolamento (allegato C). In caso di mancato accordo,
l’Ente Bilaterale Nazionale può autorizzare in via transitoria la
costituzione di Enti Bilaterali con competenza limitata a singoli comparti
e/o a specifiche aree temporali.
(2) Lo stesso potrà essere costituito, sulla base di accordi intervenuti tra
le Parti, per singole aree omogenee subregionali.
(3) Le risorse degli Enti Bilaterali saranno, di norma, destinate alla
realizzazione delle iniziative di cui al successivo comma 6 concordate tra
le Parti a livello territoriale, in ragione della provenienza del gettito.
(4) L’Ente istituisce l’osservatorio, che svolge, a livello locale, le
medesime funzioni dell’osservatorio Nazionale, realizzando una fase di esame
e di studio idonea a cogliere gli aspetti peculiari delle diverse realtà
presenti nel territorio ed a consentire la stima dei fabbisogni
occupazionali.
(5) A tal fine, l’osservatorio:
a) programma ed organizza, al proprio livello di competenza, le relazioni
sulle materie oggetto di analisi dell’osservatorio Nazionale inviando a
quest’ultimo i risultati, di norma a cadenza trimestrale, anche sulla base
di rilevazioni realizzate dalle Associazioni imprenditoriali in ottemperanza
alle disposizioni di cui all’articolo 9 della legge n. 56 del 1987 e con le
garanzie di riservatezza ivi previste; b) ricerca ed elabora, a fini
statistici, i dati relativi agli accordi realizzati in materia di contratti
di formazione e lavoro, di apprendistato nonchè dei contratti a termine,
inviandone i risultati di norma a cadenza trimestrale, all’osservatorio
Nazionale;
c) promuove iniziative di studio, analisi e ricerche sul mercato del lavoro
al fine di orientare e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro
(anche rispetto ai lavoratori extracomunitari) nonché di verificare le
esigenze di formazione e di qualificazione reclamate dalle diverse esigenze
territoriali, settoriali e/o di comparto;
d) cura la raccolta e l’invio degli accordi territoriali ed aziendali
all’osservatorio Nazionale.
(6) L’Ente Bilaterale promuove e gestisce, a livello locale:
a) iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche
in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, anche
finalizzate all’avviamento dei lavoratori che vi abbiano proficuamente
partecipato;
b) iniziative finalizzate al sostegno temporaneo del reddito dei lavoratori
coinvolti in processi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino
la cessazione e/o la sospensione dei rapporti di lavoro a tempo
indeterminato, ovvero a finanziare corsi di riqualificazione per il
personale interessato da tali provvedimenti;
c) interventi per il sostegno del reddito dei lavoratori stagionali che
partecipino ai corsi di formazione predisposti dall’Ente stesso, nonché
altri interventi di carattere sociale in favore dei lavoratori;
d) funzioni di coordinamento, vigilanza e monitoraggio dell’attività dei
Centri di Servizio in materia di mercato del lavoro.
(7) Inoltre, l’Ente Bilaterale svolge le azioni più opportune affinché dagli
Organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo la
finalità di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei
lavoratori, favoriscano l’acquisizione di più elevati valori professionali e
siano appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto.
(8) Laddove già esistano strumenti analoghi a quelli sopra previsti, le
Parti che li hanno costituiti concorderanno le modalità per armonizzarli con
la normativa sopra specificata, ferme restando le condizioni di miglior
favore.

DICHIARAZIONE A VERBALE

La partecipazione dell’INTERSIND nell’ambito della rappresentanza di parte
imprenditoriale per il comparto Pubblici Esercizi negli organi dell’Ente
Bilaterale territoriale è regolata da accordi diretti tra la FIPE e
1′INTERSIND.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le quote contrattuali di servizio assicurate dalle agenzie di viaggio e dai
relativi lavoratori dipendenti per il finanziamento degli Enti Bilaterali,
per evidenti ragioni di congruità connesse alla particolare tipologia del
settore, verranno finalizzate ad iniziative di formazione professionale.

CENTRI Dl SERVIZIO

Articolo 14

(1) L’Ente Bilaterale di norma si articola nell’ambito del territorio in
Centri di Servizio. La costituzione dei Centri di Servizio – che potrà
avvenire per l’intero settore o per singoli comparti – si realizza con
accordo specifico tra le rappresentanze locali delle rispettive
Organizzazioni nazionali stipulanti il presente Contratto. Laddove non sia
ancora istituito l’EBT, le parti potranno promuovere la costituzione dei
Centri di Servizio, d’intesa con l’Ente Bilaterale Nazionale.
(2) il Centro di Servizio:
- cura la raccolta delle comunicazioni effettuate dalle aziende che si
avvalgano degli strumenti di cui agli articoli 61 e 62;
- assiste le imprese che ne facciano richiesta per la instaurazione dei
rapporti di lavoro di cui al terzo comma dell’articolo 23 della legge n. 56
del 1987 ricevendo a tal fine le domande dei lavoratori di cui all’articolo
61 del presente Contratto.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA TERRITORIALE

Articolo 15

(1) Alla contrattazione integrativa territoriale tra le Organizzazioni
Sindacali Territoriali delle Parti stipulanti il presente Contratto
Collettivo, per la stipula di accordi integrativi sono demandate
esclusivamente le seguenti materie:
a) l’elaborazione e la definizione di schemi di convenzioni di cui
all’articolo 17 legge 28 febbraio 1987, n. 56 (allegato G) al fine della sua
concreta attuazione;
b) la definizione delle iniziative relative alle funzioni per le quali è
istituito l’Ente Bilaterale ed in particolare di quelle per la formazione e
la riqualificazione professionale, la cui attuazione è demandata all’Ente
stesso. Ciò in relazione alle concrete esigenze territoriali e dei comparti
e nell’ambito delle disponibilità esistenti. Nella definizione delle
suddette iniziative si terrà conto delle previsioni comunitarie, nazionali e
regionali in materia al fine di realizzare possibili sinergie;
c) i programmi di formazione per l’attuazione dei contratti di formazione e
lavoro di cui al presente contratto fermo restando quanto previsto
dall’articolo 1, ultimo comma dell’accordo quadro sui contratti di
formazione e lavoro (allegato B/1), nonché specifici accordi in materia di
apprendistato relativamente alla durata dei rapporti di lavoro ed al numero
degli apprendisti in proporzione ai lavoratori qualificati anche con
riferimento a quanto previsto dall’articolo 21, quarto comma, legge 28
febbraio 1987, n. 56 (allegato G);
d) la individuazione di peculiari qualifiche reclamate dalla specificità
delle singole aree e non riconducibili alle qualifiche previste dal presente
Contratto;
e) azioni a favore del personale femminile, in attuazione della
raccomandazione CEE, n. 635 del 13 dicembre 1984 e delle disposizioni
legislative in tema di parità uomo-donna, in coerenza con quanto convenuto
in materia a livello nazionale;
f) l’adozione di ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di
lavoro settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 74;
g) il recupero delle ore di lavoro perse per forza maggiore o periodi di
minor lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 77;
h) il superamento del limite di novanta ore annue per lavoro supplementare
nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale;
i) la definizione di eventuali limiti massimi della durata della prestazione
lavorativa ridotta superiori rispetto a quanto previsto dall’articolo 52;
l) la determinazione del compenso per i lavoratori extra o di surroga
secondo quanto previsto dall’articolo 61;
m) la individuazione di ulteriori qualifiche per le quali è consentito
l’apprendistato, nonché la definizione di una maggiore durata del periodo di
apprendistato;
n) la disciplina delle modalità di svolgimento dell’apprendistato in cicli
stagionali, fermo restando quanto previsto al comma 5 dell’articolo 39;
o) la disciplina dello svolgimento del rapporto di formazione e lavoro in
cicli stagionali;
p) la definizione di ulteriori ipotesi di applicazione del primo comma
dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987 e maggiori percentuali rispetto
a quanto stabilito dal presente Contratto.
q) la definizione di meccanismi analoghi a quanto previsto dall’articolo 63
volti ad agevolare ulteriormente l’inserimento dei giovani nel mercato del
lavoro.
r) la definizione di ulteriori fattispecie ed eventi similari e/o qualifiche
per le quali è consentita l’assunzione di lavoratori extra in aggiunta
rispetto a quanto previsto dall’articolo 61.
(2) Alla contrattazione integrativa territoriale restano altresì demandate
le materie di cui alle disposizioni previste per ciascun comparto nella
relativa parte speciale e qui di seguito richiamate:

AZIENDE ALBERGHIERE

Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 78);
Misura del risarcimento per rotture e smarrimento oggetti (articolo 99);
Regolamentazione nastro orario stagionali (articolo 166);
Contratti a termine ed aziende di stagione (articoli 171 – 172 – 173);
Funzionamento Commissioni paritetiche (articolo 204);
Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (articolo
177);

COMPLESSI TURISTICO – RICETTIVI DELL’ARIA APERTA

Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 78);
Contratti a termine ed aziende di stagione (articoli 214 – 219 – 220);
Funzionamento Commissioni paritetiche (articolo 246);
Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (articolo
225);

AZIENDE PUBBLICI ESERCIZI

Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 78);
Ripartizione dell’orario giornaliero di lavoro (articolo 263);
Determinazione della percentuale di servizio e dei criteri di ripartizione
(articolo 273); Assegnazione della percentuale di servizio per i
banchetti e simili agli interni (articolo 276); Determinazione del
compenso fisso per il servizio a domicilio e per i banchetti (articolo 279);
Determinazione del compenso fisso ai maitres o capi camerieri (articolo
282);
Definizione delle modalità di calcolo della percentuale di servizio al
personale tavoleggiante dei locali notturni (articolo 294);
Determinazione della misura della trattenuta cautelativa (articolo 260);
Determinazione dei trattamenti integrativi salariali per i dipendenti dalle
aziende della ristorazione collettiva (articolo 310);
Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (articolo
257);

STABILIMENTI BALNEARI

Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 78);
Interruzione dell’orario giornaliero di lavoro (articoli 69, 76 e 334);
Definizione eventuali diversi sistemi di retribuzione per usi e consuetudini
locali;
Determinazione di una indennità per il personale assunto a tempo determinato
da corrispondersi in caso di chiusura dell’azienda per epidemie e per altre
cause similari;
Determinazione ed applicazione della trattenuta di cui all’articolo 332;
Eventuali deroghe a quanto stabilito dall’articolo 340;

ALBERGHI DIURNI

Intervallo per la consumazione dei pasti (articolo 78);
Determinazione della trattenuta cautelativa (articolo 353);
Decisioni in caso di epidemie o di altre cause di forza maggiore (articolo
350);
Ripartizione orario di lavoro giornaliero (articolo 356);

IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO

Funzionamento Commissioni paritetiche (articolo 401).

(3) Le parti si danno atto che la contrattazione integrativa, nel rispetto
di quanto previsto al punto 3) del capitolo assetti contrattuali del
Protocollo del 23 luglio 1993, che si intende integralmente richiamato, non
potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di
contrattazione, salvo quanto espressamente stabilito dal presente Contratto.

CHIARIMENTO A VERBALE

Fermi restando gli effetti prodotti dalla contrattazione integrativa
provinciale e regionale, così come previsto dagli articoli 195, 243, 308,
338 e 411 del CCNL 16 febbraio 1987, le Parti si danno reciprocamente atto
che le relative disposizioni sono state recepite e sostituite dall’articolo
15 del presente Contratto.

COMMISSIONI PARITETICHE TERRITORIALI

Articolo 16

(1) Le Organizzazioni Sindacali locali dei lavoratori e dei datori di lavoro
dovranno designare i propri rappresentanti effettivi e supplenti in seno
alle Commissioni Paritetiche Territoriali secondo le modalità di cui ai
successivi articoli.
(2) Ferma restando la facoltà delle Organizzazioni Sindacali locali dei
lavoratori di designare i propri rappresentanti anche successivamente, la
mancata designazione dei rappresentanti da parte di qualcuna delle
Organizzazioni Sindacali locali dei lavoratori non costituirà ostacolo alla
costituzione della Commissione per la composizione delle controversie
collettive limitando i suoi effetti negativi alla istituzione della
Commissione per le vertenze individuali.
(3) Le suddette Commissioni avranno sede presso una delle Associazioni
locali degli imprenditori aderenti alle Organizzazioni Nazionali stipulanti
il presente Contratto.

PROCEDURE PER LA COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE COLLETTIVE

Articolo 17

(1) Fatte salve le diverse procedure previste in relazione a singoli
istituti, le controversie concernenti l’interpretazione e/o l’applicazione
dei contratti e degli accordi collettivi saranno esaminate e possibilmente
risolte secondo le procedure di seguito indicate.
(2) Le valutazioni di parte aziendale e sindacale dovranno essere esaminate
dalle parti entro dieci giorni o comunque entro un termine concordato per la
ricerca di un accordo in sede aziendale.
(3) Trascorso tale termine, le parti – senza perdere la titolarità della
rappresentanza del negoziato e prima di riprendere la propria libertà
d’azione – si rivolgeranno alla Commissione di cui al successivo comma 6, al
fine di raggiungere un accordo entro i venti giorni successivi.
(4) Le parti potranno consensualmente decidere di prorogare i termini della
discussione relativi a tali procedure.
(5) Durante lo svolgimento delle procedure concordate entro i termini
predetti, le parti non procederanno ad azioni dirette.
(6) La Commissione per la composizione delle controversie collettive è
composta da un rappresentante di ciascuna Organizzazione locale della
FILCAMS, della FISASCAT, dell’UILTuCS e da tanti rappresentanti
dell’Associazione locale imprenditoriale aderente alla FEDERALBERGHI o alla
FIPE o alla FIAVET o alla FAITA quanti sono i rappresentanti delle predette
Organizzazioni dei lavoratori.
(7) La Commissione è convocata dall’Associazione locale imprenditoriale
interessata ogni qualvolta ne sia fatta richiesta con lettera raccomandata
da una della Parti rappresentate.
(8) La richiesta dovrà essere debitamente motivata con la precisa
indicazione dell’oggetto di controversia.
(9) La Commissione dovrà pronunciarsi entro venti giorni dal ricevimento
della richiesta, sottoscrivendo apposito verbale in tante copie quante sono
le Associazioni locali facenti parte della Commissione, sia in caso di
composizione della controversia, sia in caso di mancato accordo.
(10) Qualora il tentativo di conciliazione previsto abbia esito negativo, è
prescritto il secondo tentativo presso la Commissione Paritetica Nazionale
con l’intervento delle Organizzazioni che hanno esperito il primo.
(11) Anche in caso di mancato accordo per il rinnovo o la stipulazione degli
integrativi locali dovrà essere esperito un tentativo di conciliazione
tramite la Commissione Paritetica Nazionale.
(12) A tal fine le Organizzazioni locali interessate dovranno fare apposita
richiesta alla Commissione Paritetica Nazionale corredandola della copia del
verbale di mancato accordo, dal quale dovrà chiaramente risultare la
posizione delle Parti nella vertenza entro e non oltre dieci giorni dalla
firma del verbale suddetto.

PROCEDURE PER LA CONCILIAZIONE DELLE VERTENZE INDIVIDUALI

Articolo 18

(1) Tutte le vertenze individuali relative all’applicazione del presente
Contratto Nazionale di lavoro e dei relativi eventuali Accordi integrativi
provinciali e di altri contratti e accordi riguardanti i rapporti di lavoro
nelle Aziende comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto
dovranno essere demandate, prima dell’azione giudiziaria, all’esame di una
Commissione composta da un rappresentante dell’Associazione locale
imprenditoriale (FEDERALBERGHI o FIPE o FIAVET o FAITA) e da un
rappresentante dell’Organizzazione Sindacale locale dei lavoratori alla
quale il dipendente sia iscritto od abbia conferito mandato.
(2) La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a
richiedere il tentativo di conciliazione mediante l’Organizzazione Sindacale
alla quale sia iscritta od abbia conferito mandato, che deve a sua volta
denunciare la controversia all’Organizzazione locale che rappresenta la
controparte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno
contenente gli elementi essenziali della controversia stessa.
(3) Qualora il tentativo di conciliazione sia richiesto da un datore di
lavoro, l’Associazione locale imprenditoriale ne darà comunicazione con
lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al prestatore di lavoro
invitandolo a designare, entro otto giorni dalla data di ricevimento della
comunicazione, l’Organizzazione Sindacale dei lavoratori che dovrà
assisterlo.
(4) Ricevuta la richiesta o la segnalazione, l’Associazione locale
imprenditoriale provvederà a convocare presso la propria sede là Commissione
per esperire il tentativo di amichevole componimento, che dovrà esaurirsi
entro il termine di trenta giorni e comunque senza pregiudicare i termini di
prescrizione previsti dal Codice Civile.
(5) Dell’esame di ogni vertenza dovrà essere redatto verbale sia nel caso di
composizione della stessa, sia nel caso di mancato accordo facendo risultare
gli estremi della conciliazione o del mancato accordo.
(6) I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque
copie, dovranno essere sottoscritti dalle Parti interessate e dai
rappresentanti delle rispettive Associazioni. Copia del verbale sarà inviata
dalla locale Associazione Imprenditoriale all’Ufficio del Lavoro competente
per territorio per gli effetti dell’articolo 12 della legge 22 luglio 1961,
n. 628, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di
lavoro da parte dei predetti uffici. Le altre copie resteranno a
disposizione delle Parti interessate e delle rispettive Organizzazioni
Sindacali.

FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 19

(1) Per quanto concerne i mezzi necessari al funzionamento delle Commissioni
Paritetiche, si fa rinvio alle specifiche normative previste per ciascun
comparto nella parte speciale.

CAPO III – LIVELLO AZIENDALE

DIRITTI DI INFORMAZIONE

Articolo 20

(1) Le imprese turistiche di particolare importanza nell’ambito del settore,
distribuite in più esercizi dislocati in più zone del territorio nazionale o
regionale ed aventi rilevante influenza nel settore turistico in cui
operano, in quanto strategicamente collegate alle esigenze di sviluppo della
economia nazionale e regionale, e le aziende che occupino oltre cento
dipendenti, forniranno a richiesta delle Parti, di norma annualmente in un
apposito incontro, alle Organizzazioni Sindacali competenti, nazionali,
regionali o territoriali, informazioni sulle prospettive aziendali e su
eventuali programmi che comportino nuovi insediamenti.
(2) Nel corso di tale incontro le Organizzazioni Sindacali verranno
informate delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sui
criteri della loro localizzazione, sugli eventuali problemi della situazione
dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione e alla mobilità del
personale.
(3) Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori verranno informate
preventivamente delle eventuali modifiche ai piani già esposti e che
comportino sostanziali variazioni dei livelli occupazionali.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA AZIENDALE

Articolo 21

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, la contrattazione integrativa aziendale è
ammessa nelle aziende che occupino più di quindici dipendenti, limitatamente
alle seguenti materie:
a) qualifiche esistenti in azienda non equiparabili a quelle comprese
nella classificazione del presente Contratto;
b) ambiente di lavoro e tutela della salute e dell’integrità fisica dei
lavoratori nell’ambito delle norme dell’articolo 9 della legge 20 maggio
1970, n. 300;
c) elementi economici integrativi di cui al primo comma, lettera a)
dell’articolo 120;
d) distribuzione degli orari, dei turni di lavoro, degli eventuali riposi di
conguaglio;
e) articolazione dei turni di riposo settimanale nelle aziende che non
attuano la chiusura settimanale obbligatoria a turno ai sensi di legge;
f) eventuale istituzione del lavoro a turno intendendosi per tale il lavoro
prestato in uno dei tre o più turni giornalieri avvicendati nell’arco delle
ventiquattro ore;
g) diverse modalità di godimento dei permessi conseguenti alla riduzione
dell’orario di lavoro annuale di cui all’articolo 70 reclamate da
particolari esigenze produttive aziendali;
h) ulteriori diversi regimi di flessibilità dell’orario di lavoro
settimanale normale rispetto a quanto previsto dall’articolo 74;
i) diverse regolamentazioni dell’orario annuo complessivo di cui
all’articolo 75.
(2) La contrattazione avverrà tra l’azienda e le strutture sindacali
aziendali dei lavoratori con l’intervento delle Organizzazioni stipulanti il
presente Contratto ai relativi livelli di competenza.
(3) Le parti si danno atto che la contrattazione integrativa, nel rispetto
di quanto previsto al punto 3) del capitolo assetti contrattuali del
Protocollo del 23 luglio 1993, che si intende integralmente richiamato, non
potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di
contrattazione, salvo quanto espressamente stabilito dal presente Contratto.

CAPO IV – ATTIVITA’ SINDACALE

DELEGATO AZIENDALE

Articolo 22

(1) Nelle imprese da undici e sino a quindici dipendenti, le Organizzazioni
Sindacali stipulanti possono nominare congiuntamente un solo delegato
aziendale, su indicazione dei lavoratori, con compiti di intervento presso
il datore di lavoro per l’applicazione del Contratto e delle leggi sul
lavoro.
(2) I1 licenziamento di tale delegato per motivi inerenti all’esercizio
delle sue funzioni è nullo ai sensi di legge.

DIRIGENTI SINDACALI

Articolo 23

(1) Agli effetti di quanto stabilito negli articoli seguenti sono da
considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:
a) di Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle
Organizzazioni Sindacali dei lavoratori stipulanti il presente Contratto;
b) di Rappresentanze Sindacali Unitarie costituite ai sensi dell’accordo
interconfederale 27 luglio 1994 (allegato P).
(2) L’elezione dei lavoratori e dei dirigenti sindacali deve essere
comunicata dalla Organizzazione Sindacale di appartenenza per iscritto con
lettera raccomandata all’impresa e alla rispettiva Organizzazione dei datori
di lavoro.
(3) I1 licenziamento o il trasferimento da una unità produttiva ad un’altra
dei lavoratori che abbiano la qualifica di dirigenti sindacali, per tutto il
periodo in cui essi ricoprono la carica e fino a tre mesi dopo la cessazione
della stessa, deve essere motivato e non può essere originato da ragioni
inerenti all’esercizio della carica ricoperta.
(4) I1 mandato di delegato aziendale di cui all’articolo 22 e di dirigente
sindacale di cui alla lettera b) del primo comma del presente articolo
conferito ai dipendenti assunti a tempo determinato non influisce sulla
specialità del rapporto di lavoro e pertanto si esaurisce con lo scadere del
contratto a termine.
(5) Fermo restando che la data di svolgimento delle elezioni dovrà essere
concordata tra direzione aziendale e comitato elettorale, possono essere
candidati per l’elezione delle RSU i lavoratori stagionali il cui contratto
di lavoro preveda, alla data di svolgimento delle elezioni, una durata
residua del rapporto di lavoro non inferiore a tre mesi.
(6)Nelle aziende stagionali, ferma restando la durata triennale delle RSU,
gli eletti che vengano nuovamente assunti nella stagione successiva
all’elezione riassumono la carica con decorrenza dal momento in cui
sussistono i presupposti numerici di cui all’articolo 2 dell’accordo
interconfederale 27 luglio 1994 (allegato P).

PERMESSI SINDACALI

Articolo 24

(1) I componenti dei Consigli o Comitati di cui alla lettera a) del primo
comma dell’articolo 23 nella misura di uno per esercizio e per ogni
Organizzazione Sindacale stipulante, hanno diritto ai permessi o congedi
retribuiti necessari per partecipare alle riunioni degli organi suddetti,
nelle misure massime appresso indicate:
a) ventiquattro ore per anno nelle aziende con un numero di dipendenti non
inferiore a sei ma non superiore a quindici;
b) settanta ore per anno nelle aziende con oltre quindici dipendenti.
(2) Per le Imprese di Viaggi e Turismo i permessi o congedi retribuiti vanno
concessi indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati nell’azienda,
nella misura massima di settanta ore per anno.

Articolo 25

(1) I componenti delle rappresentanze sindacali unitarie di cui alla lettera
b) dell’articolo 23 hanno diritto, per l’espletamento del loro mandato, a
permessi retribuiti.
(2) il diritto riconosciuto al comma precedente spetta a:
a) 3 componenti per la R.S.U. costituita nelle unità produttive che occupano
fino a 200 dipendenti;
b) 3 componenti ogni 300 o frazione di 300 dipendenti nelle unità produttive
che occupano fino a 3000 dipendenti;
c) 3 componenti ogni 500 o fazione di 500 dipendenti nelle unità produttive
di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui alla precedente lettera
b).
(3) I permessi di cui al presente articolo saranno pari a otto ore mensili
nelle imprese di cui alle lettere b) e c) del comma precedente; nelle
imprese di cui alla lettera a) del comma precedente, i permessi saranno di
un’ora all’anno per ciascun dipendente.
(4) Il lavoratore che intenda esercitare il diritto di cui al primo comma
deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola ventiquattro
ore prima, tramite i competenti organismi delle rispettive Organizzazioni
Sindacali.

Articolo 26

(1) I dirigenti sindacali aziendali di cui al precedente articolo 23 hanno
diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative
sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non
inferiore ad otto giorni all’anno.
(2) I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma
precedente devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola
tre giorni prima tramite i competenti organismi delle rispettive
Organizzazioni Sindacali.
(3) I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento Nazionale o di
Assemblee regionali ovvero chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive
possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per
tutta la durata del loro mandato; la medesima disposizione si applica ai
lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali.

DIRITTO DI AFFISSIONE

Articolo 27

(1) E’ consentito ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle
Organizzazioni firmatarie del presente Contratto di far affiggere in
apposito albo comunicazioni a firma dei Segretari responsabili dei Sindacati
medesimi in luogo non accessibile alla clientela.
(2) Le anzidette comunicazioni dovranno riguardare argomentazioni sindacali
attinenti al rapporto di lavoro.
(3) Le copie delle comunicazioni di cui sopra dovranno essere
contemporaneamente consegnate alla direzione dell’esercizio.

ASSEMBLEA

Articolo 28

(1) Nelle unità aziendali ove siano occupati più di quindici dipendenti, i
lavoratori hanno diritto di riunirsi fuori dell’orario di lavoro in
assemblee indette dalle Organizzazioni Sindacali singolarmente o
congiuntamente, presso l’unità aziendale in cui prestano la loro opera, in
locale messo a disposizione dal datore di lavoro, con ordine del giorno su
materie di interesse sindacale e del lavoro, secondo ordine di precedenza
delle convocazioni.
(2) La convocazione dovrà essere comunicata alla direzione dell’impresa con
sufficiente anticipo e con l’indicazione dell’ordine del giorno.
(3) I lavoratori hanno anche diritto a partecipare alle assemblee durante
l’orario di lavoro fino a dieci ore all’anno normalmente retribuite.
(4) Le riunioni possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di
essi. Ad esse possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro,
dirigenti esterni dei sindacati.
(5) Le riunioni non potranno superare, singolarmente, le tre ore di durata.
(6) Le ulteriori modalità per lo svolgimento delle assemblee sono concordate
in sede aziendale tenendo conto dell’esigenza di garantire in ogni caso la
regolare funzionalità delle aziende, in considerazione delle loro finalità
ricettive e di pubblica utilità. Va altresì assicurata la sicurezza delle
persone, la salvaguardia degli impianti e delle attrezzature e il servizio
di vendita al pubblico.

REFERENDUM

Articolo 29

(1) Il datore di lavoro deve consentire, nelle aziende con più di quindici
dipendenti, lo svolgimento fuori dell’orario di lavoro di referendum, sia
generali che per categorie, su materie inerenti l’attività sindacale,
indetti dalla R.S.U. tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di
tutti i lavoratori appartenenti all’unità aziendale e alla categoria
particolarmente interessata.

NORME GENERALI

Articolo 30

(1) Per quanto non previsto espressamente dal presente Contratto in materia
di esercizio dell’attività sindacale e di tutela dei dirigenti sindacali si
rinvia alla legge 20 maggio 1970, n. 300 (allegato 1) ed all’accordo
interconfederale 27 luglio 1994 (allegato P)

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti costituiranno una Commissione Paritetica con l’incarico di
esaminare le problematiche relative alla direttiva dell’Unione Europea
concernente l’istituzione di una procedura per l’informazione e la
consultazione dei lavoratori nelle imprese di dimensioni comunitarie.

NORMA TRANSITORIA

Articolo 31

(1) Sino alla costituzione delle R.S.U. continuano a trovare applicazione le
norme del CCNL Turismo 30 maggio 1991 riferite alle rappresentanze sindacali
aziendali.

CONTRIBUTI ASSOCIATIVI

Articolo 32

(1) L’Azienda provvederà alla trattenuta del contributo associativo
sindacale nella misura dell’uno per cento della paga base e contingenza in
atto dal 1° gennaio di ciascun anno e per quattordici mensilità ai
dipendenti che ne facciano richiesta mediante consegna di una lettera di
delega debitamente sottoscritta dal lavoratore.
(2) La lettera di delega conterrà l’indicazione delle modalità di versamento
a cui l’azienda dovrà attenersi.
(3) L’azienda trasmetterà mensilmente l’importo della trattenuta al
Sindacato di spettanza.

TITOLO III – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 33

DECLARATORIE

(1) I lavoratori sono inquadrati nella classificazione unica articolata su
dieci livelli professionali di cui due relativi alla categoria Quadri ed
altrettanti livelli retributivi ai quali corrispondono le seguenti
declaratorie.

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione e preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche riportate per ciascun
comparto nella parte speciale del presente contratto.

quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.

quadro B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisiti
mediante approfondita preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche delle responsabilità di coordinamento tecnico -
funzionale di altri lavoratori.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specialistiche
comunque acquisite.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti demandano all’osservatorio Nazionale il compito di approfondire i
temi connessi alla classificazione del personale, con particolare
riferimento all’esame comparativo con la situazione in atto nei sistemi
turistici dell’Unione Europea e dell’area del Mediterraneo o ed alla
necessità di adeguamento ai processi di trasformazione tecnologica ed
organizzativa in atto. I risultati di tale approfondimento dovranno essere
portati a conoscenza delle parti stipulanti il CCNL Turismo sei mesi prima
della scadenza relativa alla parte normativa.

Articolo 34

(1) L’inquadramento dei lavoratori è effettuato secondo le declaratorie
generali, qualifiche e profili professionali, laddove espressamente
indicati, come risultano dalla classificazione del personale riportata nella
parte speciale del presente Contratto distinta per ciascun comparto.
(2) Nel caso in cui dovessero identificarsi, a livello territoriale,
mansioni non riconducibili alle qualifiche previste, l’inquadramento sarà
esaminato, sulla base delle declaratorie, dalle competenti Organizzazioni
territoriali ed in caso di mancata soluzione la questione sarà demandata
alle rispettive Organizzazioni Nazionali.
(3) Salvo le materie espressamente modificate dal presente Contratto, la
nuova classificazione unica non modifica le norme contenute nel Contratto di
lavoro 16 marzo 1972 per le aziende alberghiere, nel Contratto nazionale di
lavoro 13 marzo 1970 per le aziende pubblici esercizi, nel Contratto
nazionale di lavoro 14 giugno 1971 per le imprese di viaggi e turismo, nel
Contratto nazionale di lavoro 26 giugno 1974 per gli stabilimenti balneari,
nonché nei rispettivi Contratti nazionali di lavoro precedenti per i
relativi periodi in vigore riguardanti i diversi trattamenti del personale
con mansioni impiegatizie e del personale con mansioni non impiegatizie
(allegato P al CCNL Turismo 30 maggio 1991).
(4) I diversi trattamenti di cui al precedente capoverso conservano la loro
efficacia sia nell’ambito di ciascun istituto e delle singole norme che
nell’ambito dell’intero contratto.
(5) La nuova classificazione non modifica inoltre la sfera di applicazione
di leggi, regolamenti e norme amministrative che comportano differenziazioni
tra mansioni impiegatizie e mansioni non impiegatizie richiamate e non
richiamate nei contratti nazionali di lavoro sopra citati, quali il
trattamento per richiamo alle armi, l’assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro ed ogni altra norma in vigore o emananda.
(6) Con riferimento a quanto precede, per i dipendenti da Alberghi Diurni e
da Campeggi si fa riferimento, ai fini dei diversi trattamenti previsti dai
precedenti Contratti e dalla legge per il personale con mansioni
impiegatizie e per il personale con mansioni non impiegatizie, alla
classificazione di cui all’allegato P del CCNL Turismo 30 maggio 1991.
(7) Le parti stipulanti si danno reciprocamente atto che quanto sopra ha
rappresentato il comune presupposto per la stipulazione delle norme di
classificazione unica: pertanto eventuali azioni giudiziarie intese ad
ottenere l’estensione dei trattamenti normativi ed economici oltre i limiti
stabiliti nella presente sede di contrattazione e sopra indicati, avranno
come conseguenza l’automatico e corrispettivo scioglimento delle
Organizzazioni Imprenditoriali firmatarie e con esse delle aziende
rappresentate dalle obbligazioni in tale presupposto assunte.

PASSAGGI DI QUALIFICA

Articolo 35

(1) Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è
stato assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore che abbia
successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime
effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso
di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento
corrispondente all’attività svolta; l’assegnazione stessa diviene
definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di
lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo
non superiore a tre mesi.

MANSIONI PROMISCUE

Articolo 36

(1) In caso di mansioni promiscue si farà riferimento all’attività
prevalente, tenendo conto di quella di maggior valore professionale, sempre
che venga abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di
addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.

TITOLO IV – MERCATO DEL LAVORO

PREMESSA

Le Parti, in specifica considerazione delle caratteristiche proprie del
settore turistico, riconoscono concordemente la necessità di utilizzare
tutte le opportunità offerte dalla normativa vigente ed in corso di
emanazione al fine di promuovere e potenziare le occasioni di impiego nonché
di pervenire ad un miglior utilizzo degli impianti e delle attrezzature
anche facilitando il prolungamento delle fasi stagionali ed una
ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse umane.
In particolare le Parti confermano la validità, in aggiunta al contratto a
tempo indeterminato, di altri strumenti quali l’apprendistato, il contratto
formazione-lavoro, il contratto di inserimento, il contratto a termine, il
lavoro extra, il contratto a tempo parziale nonché le altre tipologie di
rapporti di lavoro che saranno individuate dalla legislazione.
In questo quadro le Parti si impegnano a facilitare l’incontro tra domanda
ed offerta di lavoro nelle diverse tipologie anche tramite gli Enti
Bilaterali cui, a tal fine, demandano funzioni di monitoraggio e di
coordinamento dell’attività dei Centri di Servizio in materia di Mercato del
Lavoro.

CAPO I – APPRENDISTATO

ASSUNZIONE DELL’APPRENDISTA

Articolo 37

(1) Nei casi in cui l’apprendistato è ammesso dalla legge, possono essere
assunti come apprendisti giovani di età non inferiore ai quindici anni e non
superiore ai venti, salvo quanto disposto dalla legge in materia di età
minima per l’ammissione al lavoro nelle attività non industriali e per i
lavori leggeri (D.P.R. 4 gennaio 1971, n. 36).
(2) Restano ferme le limitazioni ed i divieti della legge sul lavoro per le
donne, gli adolescenti e i fanciulli.

Articolo 38

(1) L’aspirante apprendista deve essere in possesso:
– del certificato comprovante l’adempimento dell’obbligo scolastico;
- del certificato medico attestante che le condizioni fisiche
dell’apprendista ne consentano la sua occupazione nel lavoro per il quale
deve essere assunto;
- del certificato di iscrizione nelle liste di collocamento.
(2) Per l’assunzione di apprendisti il datore di lavoro deve ottenere
l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro territorialmente competente,
cui dovrà precisare le condizioni della prestazione richiesta agli
apprendisti, il genere di addestramento al quale saranno adibiti e la
qualifica che essi potranno conseguire al termine del rapporto.

DURATA E QUALIFICHE DELL’APPRENDISTATO

Articolo 39

(1) Le qualifiche per le quali è consentito l’apprendistato sono stabilite
per ciascun comparto dalle apposite norme contenute nella parte speciale del
presente Contratto.
(2) Con decorrenza dal 30 settembre 1994 la durata dell’apprendistato, salvo
le maggiori misure concordate a livello territoriale per eventuali
qualifiche specifiche, è fissata in tre anni per tutti i comparti.
(3) Inoltre, le Parti, tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione
professionale necessario per l’espletamento delle relative mansioni,
convengono di elevare a quattro anni la durata dell’apprendistato per le
qualifiche specificate per ciascun comparto nella relativa parte speciale.
(4) Per gli apprendisti assunti prima del 30 settembre 1994 valgono le
precedenti disposizioni in materia di durata.
(5) In attesa della definizione a livello territoriale della disciplina
dell’apprendistato in cicli stagionali, è comunque consentito articolare lo
svolgimento dell’apprendistato in più stagioni, nell’ambito di una
distribuzione dei diversi periodi di lavoro comunque ricompresa in un
periodo di quarantotto mesi di calendario.
(6) Con riferimento ai limiti di età per la quale è ammesso l’apprendistato,
le parti si impegnano, previe intese territoriali e/o aziendali, a svolgere
le opportune azioni di competenza dirette ad estendere anche al settore
delle agenzie di viaggio quanto previsto al quinto comma dell’articolo 2I
della legge n. 56 del 1987 per le qualifiche ad alto contenuto
professionale.

Articolo 40

(1) I periodi di servizio prestato in qualità di apprendista presso più
datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del
periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad
un anno e purché si riferiscano alle stesse attività. Ai fini della idoneità
o meno dell’apprendista alla qualifica professionale che ha formato oggetto
dell’apprendistato si fa riferimento alle norme di legge.

PERIODO DI PROVA

Articolo 41

(1) La durata del periodo di prova per gli apprendisti è fissata in
venticinque giorni di effettiva presenza al lavoro.
(2) Durante il periodo di prova è reciproco il diritto di risolvere il
rapporto senza preavviso e con diritto al trattamento di fine rapporto.

Articolo 42

(1) Il numero di apprendisti nelle singole imprese non potrà superare la
proporzione di un apprendista ogni due lavoratori qualificati, comprendendo
in tale numero anche quelli che appartengono a categorie per le quali
l’apprendistato non è ammesso. Le frazioni di unità si computano per intero.
(2) L’imprenditore che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o
specializzati, o ne ha meno di due, può assumere apprendisti in numero non
superiore a due.

ORARIO DI LAVORO

Articolo 43

(1) L’orario di lavoro per gli apprendisti di età superiore a quindici anni
non può superare le otto ore giornaliere e quaranta ore settimanali e le
sette ore giornaliere e trentacinque settimanali per gli apprendisti di età
compresa tra i quattordici e i quindici anni.
(2) E’ vietato adibire al lavoro gli apprendisti fra le ore ventidue e le ore
sei.
(3) Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, secondo e terzo comma della
legge 19 gennaio 1955, n. 25, viene stabilito in novantasei ore annue,
ripartite in tre ore settimanali, il numero delle ore destinate
all’insegnamento complementare, che sono computabili agli effetti
retribuitivi e dei limiti di orario giornaliero e settimanale precisati nei
commi precedenti.
(4) L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo
stesso trattamento normativo previsto dal presente Contratto per i
lavoratori della qualifica per la quale egli compie il tirocinio.

OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Articolo 44

(1) Il datore di lavoro ha l’obbligo:
a) di impartire o di fare impartire nella sua impresa, all’apprendista alle
sue dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la
capacità di diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo né in
genere a quelle a incentivo;
c) di non adibire l’apprendista a lavori di manovalanza o di produzione in
serie e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze fisiche
e che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è
stato assunto;
d) di accordare i permessi necessari per gli esami relativi al conseguimento
dei titoli di studio;
e) di informare periodicamente, e comunque a intervalli non superiori a sei
mesi, la famiglia dell’apprendista o chi esercita legalmente la patria
potestà, dei risultati dell’addestramento.
(2) Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c), non sono
considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali
l’addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato sotto la
cui guida l’apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di
lavoro, e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino,
sempre che lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni
caso, rilevante in rapporto ai compiti affidati all’apprendista.

OBBLIGHI DELL’APPRENDISTA

Articolo 45

(1) L’apprendista deve: a) seguire le istruzioni del datore di lavoro o
della persona da questi incaricata della sua formazione professionale e
seguire con massimo impegno gli insegnamenti che gli vengono impartiti;
b) prestare la sua opera con la massima diligenza;
c) frequentare con assiduità e diligenza i corsi di insegnamento
complementare;
d) osservare le norme disciplinari generali previste dal presente contratto
e le norme contenute negli eventuali regolamenti interni di impresa, purché
questi ultimi non siano in contrasto con le norme contrattuali e di legge.
(2) L’apprendista è tenuto a frequentare i corsi di cui alla lettera c) del
presente articolo, anche se in possesso del titolo di studio, ove la
frequenza stessa sia ritenuta opportuna dal datore di lavoro.

Articolo 46

(1) Al termine del periodo di apprendistato, al lavoratore che venga
confermato in servizio viene attribuita la medesima qualifica per la quale
si era svolto l’apprendistato.
(2) Qualora, alla scadenza del periodo di apprendistato, un apprendista non
venga confermato in servizio, il datore di lavoro non potrà assumere,
nell’anno successivo, un altro apprendista in sua sostituzione.
(3) Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano in caso di
dimissioni o di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.
(4) I benefici contributivi previsti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e
successive modificazioni ed integrazioni, in materia di previdenza ed
assistenza sociale, sono mantenuti per un anno dopo la trasformazione del
rapporto a tempo indeterminato.

CONCLUSIONE DEL RAPPORTO

Articolo 47

(1) Il rapporto di apprendistato si estingue con l’esito positivo delle
prove di idoneità previste dall’articolo 18 della legge 19 Gennaio 1955, n.
25 e dagli articoli 24 e 25 del Regolamento approvato con D.P.R. 30 dicembre
1956, n. 1668 e comunque con la scadenza del termine della durata
complessiva dell’apprendistato, salvo il minor periodo di cui all’articolo
40 per i casi in esso contemplati.
(2) Agli effetti di quanto previsto nel comma precedente, hanno diritto in
ogni caso di essere ammessi a sostenere le prove di idoneità gli apprendisti
dei pubblici esercizi e degli alberghi diurni che abbiano compiuto i
diciotto anni di età ed i due anni di addestramento pratico.
(3) Le modalità di esecuzione delle prove pratiche saranno concordate tra le
Organizzazioni Sindacali provinciali interessate e gli Enti e Uffici
preposti all’istruzione professionale.
(4) Il datore di lavoro è tenuto a comunicare entro dieci giorni al
competente Ufficio di Collocamento i nominativi degli apprendisti ai quali
sia stata attribuite la qualifica, nonché i nominativi di quelli che, avendo
compiuto il diciottesimo anno di età ed effettuato un biennio di
addestramento pratico nei pubblici esercizi ed alberghi diurni, o avendo
comunque compiuto l’intero periodo di apprendistato previsto dal presente
contratto, non abbiano conseguito la qualifica.
(5) Il datore di lavoro è tenuto a comunicare all’Ufficio di Collocamento i
nominativi degli apprendisti di cui per qualunque motivo sia cessato il
rapporto di lavoro, entro il termine di cinque giorni dalla cessazione
stessa.

RETRIBUZIONE DEGLI APPRENDISTI

Articolo 48

(1) La retribuzione degli apprendisti è determinata con riferimento alla
normale retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello, secondo le
seguenti proporzioni:
I anno II anno III anno IV anno
75% 80% 85% 90%
(2) Restano salve le condizioni di miglior favore conseguite dagli
apprendisti assunti prima del 30 settembre 1994.

Articolo 49

(1) Per quanto non previsto dal presente capo in materia di apprendistato e
di istruzione professionale valgono le norme del presente Contratto nonché
le disposizioni di legge e di regolamento vigenti in materia.

CAPO II – CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO

Articolo 50

(1) Salvo quanto diversamente contrattato a livello territoriale o
aziendale, le Parti convengono quanto segue.
(2) Il contratto di formazione e lavoro mirato alla acquisizione di
professionalità elevate è consentito per il conseguimento delle
professionalità corrispondenti al terzo livello di inquadramento ed ai
livelli superiori ed ha una durata di ventiquattro mesi. Detti contratti
devono prevedere una formazione pari a centotrenta ore da effettuarsi in
luogo della prestazione lavorativa.
(3) Il contratto di formazione e lavoro mirato alla acquisizione di
professionalità intermedie è consentito per il conseguimento delle
professionalità corrispondenti al quarto e quinto livello di inquadramento
(per il comparto alberghi, è consentito anche per il livello sesto super) ed
ha una durata di ventiquattro mesi. Detti contratti devono prevedere una
formazione pari a ottanta ore da effettuarsi in luogo della prestazione
lavorativa.
(4) Il contratto di formazione e lavoro mirato ad agevolare l’inserimento
professionale mediante un’esperienza lavorativa che consenta un adeguamento
delle capacità professionali al contesto produttivo ed organizzativo ha una
durata di dodici mesi e deve prevedere una formazione pari a venti ore
relativa alla disciplina del rapporto di lavoro, all’organizzazione del
lavoro, nonché alla prevenzione ambientale e antinfortunistica. La stipula
di tale contratto è consentita per il conseguimento di tutte le
professionalità ad eccezione di quelle corrispondenti ai livelli sesto super
e settimo, ferme restando le ulteriori eccezioni previste per i singoli
comparti (per il comparto alberghi, è consentito anche per il livello sesto
super).
(5) Le eventuali ore aggiuntive devolute alla formazione in base a quanto
stabilito dai progetti formativi non vengono retribuite.
(6) Le cause di sospensione legale del rapporto comportano la prorogabilità
del termine finale per un periodo di durata pari alla effettiva sospensione,
unicamente nei casi in cui l’INPS riconosce il diritto alla proroga dei
benefici contributivi.
(7) Lo svolgimento del rapporto di formazione e lavoro è disciplinato in base
ai seguenti criteri:

destinazione inquadramento ore durata
finale iniziale formazione cfl
B I 130 24 mesi
I II 130 24 mesi
II III 130 24 mesi
III IV 130 24 mesi
IV V 80 24 mesi
VI VII 20 12 mesi

e, inoltre,

per il comparto alberghi

V VIS 80 24 mesi
VIS VI 80 24 mesi
VIS VI 20 12 mesi

per gli altri comparti

V VI 80 24 mesi

(8) Il contenuto dei progetti formativi esonerati dalla procedura di
approvazione da parte della competente autorità pubblica è definito dagli
Enti Bilaterali, dai Centri di Servizio o dalla contrattazione integrativa.
(9) In attesa della definizione dei nuovi progetti formativi è consentito il
ricorso ai progetti esistenti e definiti in base alla previgente disciplina,
fatte salve le modificazioni automaticamente applicabili in materia di età,
ore di formazione, durata, retribuzione e livello di inquadramento.
(10) La formazione sarà normalmente impartita dal personale qualificato o
dal datore di lavoro, i quali forniranno le conoscenze necessarie per
l’apprendimento del processo produttivo e delle mansioni cui il lavoratore
viene avviato. La formazione teorica potrà essere assicurata, su richiesta
del datore di lavoro, per il tramite degli Enti Bilaterali.
(11) Tre mesi prima della scadenza del rapporto formativo l’azienda
comunicherà al lavoratore l’esito della formazione stessa.
(12) I singoli rapporti di lavoro dovranno essere instaurati, ove i tempi di
assunzione non siano pianificati diversamente, entro tre mesi
dall’accertamento di conformità.
(13) Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo si
applicano le norme di cui all’allegato B.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti, stabiliscono sin d’ora che, in caso di abrogazione del comma 7
dell’articolo 16 del decreto legge n. 299 del 1994, convertito in legge n.
451 del 1994, saranno automaticamente riattivate le procedure già previste
dalla contrattazione integrativa in materia di contratti di formazione e
lavoro.
Con accordi specifici di livello territoriale, le materie di competenza
delle apposite Commissioni territoriali saranno trasferite ai Centri di
Servizio di cui all’articolo 14 del presente Contratto.

CAPO III – CONTRATTO A TEMPO PARZIALE

Articolo 51

(1) Il rapporto di lavoro a tempo parziale è considerato mezzo idoneo ad
agevolare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, al fine di garantire
ai lavoratori a tempo parziale un corretto ed equo regime normativo.
(2) Per lavoro a tempo parziale si intende il rapporto di lavoro prestato
con orario ridotto rispetto a quello stabilito dal presente Contratto.
(3) Il rapporto di lavoro a tempo parziale ha la funzione di consentire: la
flessibilità della forza lavoro in rapporto ai flussi di attività
nell’ambito della giornata, della settimana, del mese o dell’anno; la
risposta ad esigenze individuali dei lavoratori, anche già occupati.
(4) In caso di trasformazione temporanea di un rapporto di lavoro da tempo
pieno a tempo parziale, è consentita l’assunzione a termine di un altro
lavoratore a tempo parziale, per far fronte alle conseguenti esigenze
organizzative dell’azienda. Tale contratto a tempo determinato sarà
stipulato ai sensi dell’articolo 23, primo comma della legge n. 56 del 1987,
in aggiunta a quanto stabilito dall’articolo 62 del presente Contratto. Il
rapporto di lavoro part time temporaneo così articolato deve rispondere a
quanto previsto dal successivo articolo 52.

Articolo 52

(1) L’instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto
scritto, nel quale siano indicati:
- il periodo di prova per i nuovi assunti;
- la durata della prestazione lavorativa ridotta e relative modalità.
- il trattamento economico e normativo secondo i criteri di proporzionalità
all’entità della prestazione lavorativa;
- tutte le altre condizioni di impiego.
(2) La prestazione individuale sarà fissata tra datore di lavoro e
lavoratore, di norma, entro le seguenti fasce:
a) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale da 18 a
26 ore;
b) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile da 64 a 124
ore;
c) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale da 600 a
1352 ore.
(3) Eventuali superiori limiti massimi potranno essere definiti mediante
accordi tra le parti a livello territoriale.
(4) Sono fatte salve le condizioni aziendali in atto.

Articolo 53

(1) Il rapporto a tempo parziale sarà disciplinato secondo i seguenti
principi:
a) volontarietà di entrambe le parti;
b) reversibilità della prestazione da tempo parziale a tempo pieno in
relazione alle esigenze aziendali e quando sia compatibile con le mansioni
svolte e/o da svolgere, ferma restando la volontarietà delle parti;
c) priorità nel passaggio da tempo pieno a tempo parziale o viceversa dei
lavoratori già in forza rispetto ad eventuali nuove assunzioni, per le
stesse mansioni;
d) applicabilità delle norme del presente Contratto in quanto compatibili
con la natura del rapporto stesso.
(2) In presenza di specifiche esigenze organizzative, è consentito il
ricorso al lavoro supplementare sino ad un limite massimo di 90 ore annue,
salvo comprovati impedimenti.
(3) Eventuali limiti superiori rispetto a quelli sopra previsti potranno
essere definiti mediante specifici accordi aziendali o attraverso accordi
territoriali.
(4) Sono fatte salve le condizioni aziendalmente in atto.
(5) Le prestazioni di lavoro supplementare dovranno essere considerate utili
ai fini del computo dei ratei dei vari istituti normativi contrattuali.
(6) In particolare il conguaglio relativo alla gratifica natalizia, alla
gratifica di ferie ed alla retribuzione del periodo di ferie potrà avvenire,
tenuto conto delle esigenze aziendali, o sotto forma di integrazione diretta
applicando al compenso per il lavoro supplementare la percentuale del 24,99
per cento, oppure in occasione della liquidazione dei suddetti istituti
contrattuali secondo le modalità previste dal CCNL.

Articolo 54

(1) L’importo relativo al trattamento di fine rapporto calcolato nella
misura dell’8,64 per cento del compenso per il lavoro supplementare, dovrà
essere accantonato secondo quanto stabilito dalla legge n. 297 del 1982.

Articolo 55

(1) Nel rispetto delle norme contrattuali che disciplinano le relazioni
sindacali aziendali, potrà essere esaminata la corretta applicazione dei
principi suddetti.

Articolo 56

(1) Nel corso degli incontri previsti a livello regionale, si procederà
all’esame delle problematiche connesse all’istituto del rapporto a tempo
parziale, considerando le specificità del settore e dei suoi comparti.

Articolo 57

(1) Restano confermate eventuali condizioni di miglior favore, anche
aziendali, in atto, con riferimento alla materia di cui al presente capo.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti promuoveranno iniziative presso gli organi competenti affinché,
nell’ambito della riforma generale del sistema previdenziale, vengano
considerati gli specifici problemi del Settore e del rapporto di lavoro a
tempo parziale rispetto all’obiettivo della maturazione del diritto alla
pensione.

CAPO IV – CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 58

(1) Fermo restando che di norma le assunzioni del personale debbono avvenire
a tempo indeterminato, è tuttavia consentita la assunzione del personale con
prefissione di termini in tutti i casi o nelle condizioni espressamente
previsti dalle leggi vigenti sulla disciplina del contratto di lavoro a
tempo determinato, tenendo conto delle specifiche normative previste nella
parte speciale del presente Contratto.
(2) L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto
scritto. Copia dell’atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro
al lavoratore. La scrittura non è tuttavia necessaria quando la durata del
rapporto di lavoro puramente occasionale non sia superiore a dodici giorni
lavorativi.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

Le Parti richiedono l’integrazione del DPR attuativo della legge n. 230 del
1962 con la seguente voce "aziende stagionali del settore Turismo, ivi
compresi i pubblici esercizi (con esclusione delle mense scolastiche), che
abbiano un periodo di chiusura di almeno settanta giorni continuativi o
centoventi giorni non continuativi".

Articolo 59

(1) I lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa con contratto a
tempo determinato nelle ipotesi previste dall’articolo 8 bis del decreto
legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
marzo 1983, n. 79, hanno diritto di
precedenza nell’assunzione presso la stessa azienda, con la medesima
qualifica, a condizione che manifestino la volontà di esercitare tale
diritto entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
(2) Resta ferma la facoltà prevista dal quinto comma dell’articolo 15 della
legge n. 264 del 1949 per il datore di lavoro di rifiutare l’assunzione di
quei lavoratori inviati dall’Ufficio di Collocamento, i quali siano stati
precedentemente da lui licenziati per giusta causa.

Articolo 60

(1) Le prestazioni lavorative straordinarie eccedenti il normale orario di
lavoro settimanale potranno dare luogo, per i lavoratori stagionali, anziché
al trattamento economico di cui all’articolo 82, al godimento di riposi
compensativi di pari durata alla scadenza del contratto a termine che in tal
caso deve intendersi automaticamente prorogato.
(2) I congedi di conguaglio di cui all’articolo 74 nonché i permessi non
goduti di cui all’articolo 70 concorrono, insieme ai riposi compensativi del
lavoro straordinario, alla proroga del contratto a termine.
(3) Conseguentemente il calcolo dei soli ratei di ferie e tredicesima e
quattordicesima mensilità terrà conto dell’intera diversa durata del
rapporto e la eventuale frazione di mese darà luogo alla liquidazione di
tanti ventiseiesimi di un dodicesimo delle gratifiche e delle ferie suddette
per quante sono le giornate risultanti.
(4) E’ comunque escluso da tale criterio di computo il trattamento di fine
rapporto.
(5) Il dipendente che non intenda avvalersi di quanto previsto dal presente
articolo è tenuto a darne comunicazione scritta al datore di lavoro all’atto
dell’assunzione.

NOTA A VERBALE

Le Parti prendono atto del parere favorevole espresso da INPS e INAIL
(allegato H) relativamente all’attuazione del presente articolo.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti tenuto conto delle specifiche soluzioni normative adottate per i
lavoratori stagionali e in relazione agli adempimenti previsti dalle norme
di legge e regolamentari in materia di prestazioni di disoccupazione erogate
dall’INPS, si impegnano ad esaminare le conseguenti problematiche al fine di
favorire la corretta e migliore applicazione delle prescrizioni legislative
rispetto alla disciplina contrattuale nel suo complesso. Sulla base di tale
esame da espletare entro il 30 giugno 1991 verranno attuate le più opportune
iniziative.

CAPO V – LAVORO EXTRA E DI SURROGA

Articolo 61

(1) Ai sensi del terzo comma dell’articolo 23 della legge n. 56 del 1987, è
consentita l’assunzione diretta di lavoratori extra nei seguenti casi:
- banquetting;
- esigenze per le quali non sia possibile sopperire con il normale organico,
quali meeting, convegni, fiere, congressi, manifestazioni, presenze
straordinarie e non prevedibili di gruppi nonché eventi similari.
(2) La definizione della retribuzione del personale assunto ai sensi del
presente articolo è demandata alla contrattazione integrativa territoriale
da un minimo ad un massimo per ogni servizio a seconda della durata, tenuto
conto della classe dell’esercizio e delle condizioni locali.
(3) Per i pubblici esercizi detto compenso fisso sarà detratto dal tronco
della percentuale e distribuito tra i camerieri stabili e quelli di
rinforzo; se la parte spettante al personale di rinforzo dovesse risultare
inferiore al compenso fisso, la differenza sarà pagata dal datore di lavoro;
se invece risultasse superiore, l’eccedenza andrà ripartita tra il personale
stabile e quello di surroga.
(4) In mancanza della disciplina di cui al comma 2,fatte salve le condizioni
di miglior favore in vigore, il compenso orario omnicomprensivo lordo
rapportato ad un servizio minimo di quattro ore è fissato, per il primo
biennio di validità contrattuale, nella seguente misura:

livello dal 1 ° ottobre 1994 dal 1 ° settembre 1995

4 15.000 16.000
5 14.200 15.250
6s 13.750 14.600
6 13.500 14.400
7 12.800 13.500

Il compenso orario qui definito è comprensivo degli effetti derivanti da
tutti gli istituti economici diretti ed indiretti, determinati per contratto
nazionale e\o aziendale e\o territoriale, ivi compresi i ratei di
tredicesima e quattordicesima mensilità, nonché di trattamento di fine
rapporto.
(5) Il personale extra assunto negli stabilimenti balneari per prestazioni
temporanee, per rinforzi o sostituzioni, ha diritto alla retribuzione
maggiorata del 20 per cento.
(6) Le imprese comunicheranno al Centro di servizio – quadrimestralmente gli
elenchi nominativi e le qualifiche delle assunzioni di lavoratori extra.
(7) Le prestazioni del personale extra dovranno risultare da un separato
libro paga e matricola – anche meccanografico – come previsto dal T.U. 20
giugno 1965, n. 1124. Le parti richiedono al Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale di ribadire le istruzioni già impartite in proposito.
(8) Ai fini dell’impiego di detto personale dovrà essere data comunque
precedenza ai lavoratori non occupati.

CAPO VI – CONTRATTO A TERMINE

Articolo 62

(1) Ferma restando la possibilità di ricorso ai contratti a tempo
determinato in tutti gli altri casi previsti dalla legge e dal presente
contratto, ai sensi del primo comma dell’articolo 23 della legge 28 febbraio
1987, n. 56, è consentita l’apposizione di un termine alla durata dei
contratti di lavoro anche nelle seguenti ulteriori ipotesi:
a) intensificazioni temporanee dell’attività derivanti da situazioni
straordinarie e non prevedibili; b) sostituzione di lavoratori assenti per
ferie o per aspettative diverse da quelle già previste dall’articolo 1,
lettera b), legge n. 230 del 1962; c) esecuzione di servizi definiti e
predeterminati nel tempo cui non sia possibile sopperire con il normale
organico.
(2) La durata dei contratti di cui alle lettere a) e c) non potrà essere
superiore a sei mesi.
(3) Il numero dei lavoratori assunti a tempo determinato ai sensi delle
precedenti lettere a) e c) non potrà superare, in ciascuna impresa, i seguenti
limiti:

lavoratori dipendenti lavoratori dipendenti
a tempo indeterminato a tempo determinato
da 1 a 3 3 unità
da 4 a 9 4 unità
da 10 a 50 5 unità
oltre 50 10%

(4) La base di computo per il calcolo della percentuale di cui al comma
precedente è costituita dal numero dei lavoratori occupati a tempo
indeterminato all’atto dell’assunzione dei lavoratori a tempo determinato.
Le frazioni di unità si computano per intero.
(5) Le aziende a conduzione familiare che non abbiano dipendenti a tempo
indeterminato possono comunque assumere sino a tre dipendenti a tempo
determinato.
(e) L’adozione dei contratti a termine, numero dei lavoratori, motivazioni,
qualifiche e durata del rapporto dovranno essere comunicati per le
fattispecie di cui alle lettere a) e b) entro il termine massimo di tre mesi
alle RSU – o, in assenza, alle OO.SS. competenti – e all’Ente Bilaterale.
Per la fattispecie di cui alla lettera c) tale comunicazione dovrà essere
preventiva all’assunzione (vedi modulo tipo all’allegato A).
(7) All’atto delle assunzioni di cui al presente articolo, l’impresa dovrà
esibire agli organi del collocamento una dichiarazione avvalendosi degli
appositi moduli vidimati dal Centro di Servizio da cui risulti l’impegno
all’integrale applicazione della contrattazione collettiva vigente ed
all’assolvimento degli obblighi in materia di contribuzione e di
legislazione sul lavoro (vedi modulo tipo all’allegato A).

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

Le parti richiedono al Ministero del Lavoro di confermare ai propri uffici
periferici la possibilità di cui al comma 5 del presente articolo.

CAPO VII – CONTRATTO DI INSERIMENTO

Articolo 63

(1) In caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori privi di
specifica esperienza lavorativa nel comparto, qualora in ragione dell’età o del
titolo di studio non trovino applicazione le disposizioni concernenti il
contratto di apprendistato o il contratto di formazione e lavoro, si applica
per un periodo di dodici mesi il trattamento retributivo previsto per il
livello inferiore a quello di inquadramento.

CAPO VIII – ESCLUSIONE DALLE QUOTE DI RISERVA

Articolo 64

(1) Ai sensi del secondo comma dell’articolo 25 della legge n. 223 del 1991,
non sono computabili, ai fini della determinazione della riserva:
- le assunzioni dei lavoratori cui sia assegnata una qualifica ricompresa
nei livelli A, B, 1, 2, 3;
- le assunzioni dei lavoratori cui sia assegnata una qualifica ricompresa
nei livelli 4, 5, 6, 6s e 7 a condizione che abbiano già prestato servizio
presso imprese del settore o che siano in possesso di titolo di studio
professionale rilasciato da istituti o scuole professionali attinente alle
mansioni da svolgere;
- le assunzioni effettuate in occasione dei cambi di gestione, limitatamente
ai lavoratori già occupati alle dipendenze della gestione precedente.

TITOLO V – RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I – INSTAURAZIONE DEL RAPPORTO

ASSUNZIONE

Articolo 65

(1) L’assunzione del personale sarà fatta secondo le norme delle leggi
vigenti in materia.
(2) Il datore di lavoro, all’atto dell’assunzione deve rilasciare al
lavoratore una documentazione scritta dalla quale risulti la data di
assunzione, il livello e la qualifica d’inquadramento, gli elementi della
retribuzione, la durata del rapporto nei casi ammessi di contratto a
termine, la durata del periodo di prova, le lingue estere di cui sia
eventualmente richiesta la conoscenza nonché una ricevuta dei documenti
ritirati.
(3) All’atto dell’assunzione il lavoratore è tenuto a presentare al datore
di lavoro i seguenti documenti:
a) certificato di nascita;
b) tessera sanitaria aggiornata, ove prevista dalle leggi;

c) certificato di iscrizione alle liste di collocamento o libretto di
lavoro;
d) blocchetto personale dei moduli 01/MS per le denunce INPS, nonché
modello 1010 dichiarazione fiscale sostitutiva rilasciati dal precedente
datore di lavoro;
e) numero di codice fiscale;

e, ove necessari, i seguenti ulteriori documenti:

1) attestato di conoscenza di uno o più lingue estere per le mansioni che
implicano tale requisito;
2) certificato di servizio eventualmente prestato presso altre aziende;

3) certificato o diploma degli studi compiuti oppure diploma o attestato dei
corsi di addestramento frequentati.
(4) Il lavoratore è tenuto altresì a dichiarare al datore di lavoro la sua
residenza e dimora, a notificare immediatamente i successivi mutamenti ed a
consegnare lo stato di famiglia nonché gli altri documenti necessari per
beneficiare dei relativi assegni.

CAPO II – PERIODO DI PROVA

Articolo 66

(1) La durata del periodo di prova dovrà risultare dalla lettera di
assunzione. Durante il periodo di prova o alla fine di essa è reciproco il
diritto alla risoluzione del rapporto di lavoro, senza obbligo di preavviso
e con diritto al trattamento di fine rapporto.
(2) Durante il periodo di prova la retribuzione del lavoratore non potrà
essere inferiore al minimo contrattuale stabilito per la qualifica
attribuita al lavoratore stesso.
(3) Trascorso il periodo di prova, il personale si intenderà regolarmente
assunto in servizio se nessuna delle parti abbia dato regolare disdetta per
iscritto. In tal caso il periodo sarà computato agli effetti dell’anzianità
di servizio.

Articolo 67

(1) La durata del periodo di prova è stabilita nelle misure che seguono:

LIVELLI GIORNI

Quadri A e B 180
livello I 150
livello II 75
livello III 45
livello IV e V 30
livello VI S 20
livello VI e VII 15

(2) Ai fini del computo del periodo di prova sono utili esclusivamente le
giornate di effettiva prestazione lavorativa, fermo restando il termine
massimo di sei mesi previsto dall’articolo 10 della legge 15 luglio 1966, n.
604.
(3) Il personale che entro il termine di due anni viene riassunto, con la
stessa qualifica, presso la stessa azienda ove abbia già prestato servizio,
superando il periodo di prova, sarà in ogni caso dispensato
dall’effettuazione di un nuovo periodo di prova.
(4) Al personale assunto fuori provincia che, durante o alla fine del
periodo di prova, sia licenziato, il datore di lavoro dovrà rimborsare
l’importo del viaggio di andata e ritorno al luogo di provenienza.

CAPO III – DONNE E MINORI

Articolo 68

(1) Il lavoro delle donne e dei minori è tutelato dalle vigenti disposizioni
di legge in materia.

CAPO IV – ORARIO DI LAVORO

ORARIO NORMALE SETTIMANALE

Articolo 69

(1) La normale durata del lavoro settimanale effettivo è fissata in 40 ore,
salvo quanto diversamente stabilito nella parte speciale del presente
Contratto per le imprese di viaggi e turismo, gli stabilimenti balneari e i
complessi turistico ricettivi dell’aria aperta.
(2) I limiti settimanali del normale orario di lavoro previsti dal presente
Contratto sono fissati solo ai fini contrattuali.
(3) Le suddette limitazioni dell’orario di lavoro non si applicano agli
impiegati di cui all’articolo 1 del R.D. 15 marzo 1923, n. 692 in relazione
all’articolo 3 del R.D. 10 settembre 1923, n. 1955 e cioè ai capi di
agenzia, ai direttori tecnici o amministrativi, ai capi ufficio ed ai capi
reparto, fatte salve le condizioni di miglior favore.

RIDUZIONE DELL’ORARTO

Articolo 70

(1) Ferma restando la durata dell’orario settimanale normale prevista
dall’articolo 69, viene concordata una riduzione dell’orario annuale per
Alberghi, Pubblici Esercizi, Campeggi, Alberghi diurni ed Agenzie di Viaggi
pari a 104 ore.
(2) Per gli Stabilimenti Balneari la riduzione dell’orario annuale sarà,
invece pari a 108 ore.
(3) Tali riduzioni sono comprensive delle 32 ore relative alle festività
religiose abolite dalla legge n. 54 del 1977 (e con esclusione quindi della
festività dell’Epifania reintrodotta con D.P.R. 28 dicembre 1985,n. 792) e
delle 24 ore di cui al secondo comma dell’articolo 52 del CCNL 8 luglio
1982.
(4) Le riduzioni di cui al presente articolo verranno attuate mediante
godimento di permessi individuali retribuiti della durata di mezza giornata
o di una giornata intera. Tenuto conto delle particolari caratteristiche del
settore, i permessi saranno fruiti individualmente in periodi di minore
attività e mediante rotazione dei lavoratori e comunque in modo da non
ostacolare la normale attività produttiva dell’azienda.
(5) Salvo quanto previsto dall’articolo 21, lettera g), in presenza di
particolari esigenze produttive aziendali potranno essere attuate modalità
di godimento dei suddetti permessi diverse da quelle di cui al comma
precedente, limitatamente a trentadue ore annuali, previa programmazione e
tempestiva comunicazione ai lavoratori interessati. Tali permessi non
potranno essere inferiori ad un’ora, ne, comunque, utilizzati per frazioni
di ora.
(6) Gli eventuali trattamenti in atto non previsti dal CCNL 10 aprile 1979
in materia di riduzione, permessi e ferie, si intendono assorbiti fino a
concorrenza dai permessi di cui al terzo comma, eccezion fatta per le
eventuali riduzioni o permessi concessi a fronte di posizioni di lavoro
gravose o nocive.
(7) I permessi non goduti entro l’anno di maturazione saranno pagati con la
retribuzione in atto al momento della scadenza oppure potranno essere
fruiti, con le medesime modalità sopra previste, entro e non oltre il 30
giugno dell’anno seguente.
(8) In caso di prestazione lavorativa ridotta nel corso dell’anno di
calendario al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di cui
al primo comma, per ogni mese intero di servizio prestato.
(9) I permessi di cui sopra non maturano per i periodi di assenza del
lavoratore senza diritto alla retribuzione.
(10) Il pagamento dei permessi non goduti entro l’anno di maturazione al
personale dei pubblici esercizi retribuito in tutto o in parte con la
percentuale di servizio avverrà secondo quanto previsto nella parte speciale
del presente Contratto.

RIPARTIZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 71

(1) La ripartizione dell’orario di lavoro giornaliera è fissata per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto.

DISTRIBUZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE

Articolo 72

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto.

Articolo 73

(1) In ogni azienda dovranno essere affisse in luogo visibile una o più
tabelle, con l’indicazione dei turni dei servizi e relativi orari e delle
qualifiche del personale.

FLESSIBILlTA’

Articolo 74

(1) In relazione alle peculiarità del settore turistico e quindi alle
particolari esigenze produttive delle aziende potranno essere adottati
sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro per periodi plurisettimanali,
intendendosi per tali quei sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro
che comportano per una o più settimane prestazioni lavorative di durata
superiore a quelle prescritte dal precedente articolo 69 e per le altre, a
compensazione, prestazioni di durata inferiore.
(2) Conseguentemente il maggior lavoro effettuato nelle settimane con orario
di lavoro di durata superiore a quello prescritto dall’articolo 69 non dà
diritto a compenso per lavoro straordinario, mentre per le settimane con
prestazioni di durata inferiore a quella prevista dallo stesso articolo 69
non dovrà darsi luogo a riduzioni della normale retribuzione.
(3) Il numero delle settimane per le quali è possibile effettuare
prestazioni lavorative di durata superiore a quelle dell’articolo 69 non
potrà superare le sei consecutive ed in ogni caso l’orario di lavoro non
potrà superare le otto ore giornaliere, fermo restando il diritto al normale
godimento del riposo settimanale di legge.
(4) Il recupero delle maggiori prestazioni di lavoro verrà effettuato
attraverso congedi di conguaglio il cui godimento avverrà nei periodi di
minore intensità produttiva e comunque entro quindici settimane a far data
dall’inizio del periodo di maggior prestazione lavorativa.
(5) Qualora a livello aziendale o interaziendale le imprese intendano
applicare l’istituto della flessibilità, l’adozione dei programmi sarà
preceduta da un incontro tra direzione aziendale e RSU o delegato aziendale nel
corso del quale la direzione aziendale esporrà le esigenze dell’impresa ed i
relativi programmi, al fine di procedere ad un esame congiunto. Dopo questa
fase, concluso l’esame congiunto, e comunque almeno due settimane prima
dell’avvio dei nuovi programmi, a cura della direzione aziendale si darà
comunicazione ai lavoratori dei programmi definiti. Saranno fatte salve le
situazioni di persone che comprovino fondati e giustificati impedimenti.

DIVERSE REGOLAMENTAZIONI DELL’ORARIO ANNUO COMPLESSIVO

Articolo 75

(1) Le parti convengono sull’obiettivo di ottimizzare le risorse attraverso
una migliore organizzazione del lavoro, e cioè attraverso una più adeguata
combinazione tra l’utilizzo delle tipologie di rapporto di lavoro, le
rispettive entità necessarie a coprire le esigenze di organico previste, la
definizione degli orari e la loro distribuzione, il godimento delle ferie e
dei permessi.
(2) Le parti convengono che in questo modo si possa meglio corrispondere
alle esigenze di flessibilità delle imprese, volte al miglior utilizzo delle
attrezzature anche con il prolungamento delle fasi stagionali, facendo
meglio incontrare le esigenze delle imprese con quelle dei lavoratori, anche
per il contenimento del lavoro straordinario ed una migliore regolazione del
tempo parziale e dei rapporti di lavoro non a tempo indeterminato.
(3) Tutto ciò premesso, le parti convengono che le aziende o i gruppi di
aziende che intendessero avvalersi della possibilità di cui al presente
articolo dovranno attivare una negoziazione a livello aziendale o
interaziendale per il raggiungimento di accordi, anche di tipo sperimentale,
riferiti all’intera azienda o parti di essa, su una o più delle materie
concernenti l’utilizzo delle prestazioni lavorative sulla base delle ore di
lavoro complessivamente dovute a norma del presente Contratto e/o le
particolari citate tipologie di rapporti di lavoro.
(4) I contenuti dei predetti accordi, che saranno realizzati nel contesto di
programmi di massima annuali, potranno – fatte salve le norme di legge,
l’orario normale settimanale di riferimento di cui all’articolo 66, nonché
tutti gli aspetti concernenti maggiorazioni o a contenuto economico -
superare i limiti quantitativi previsti dalla normativa contrattuale vigente
per le relative materie.
(5) Con riferimento agli articoli 74 e 75 del presente Contratto, resta inteso
che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di ricorso a regimi
di orario plurisettimanale, esso decorre dalla prima ora successiva all’orario
definito.

ORARIO DI LAVORO DI FANCIULLI ED ADOLESCENTI

Articolo 76

(1) L’orario di lavoro dei fanciulli (minori di età inferiore a quindici
anni) che abbiano adempiuto agli obblighi scolastici non può superare le 7
ore giornaliere e le 35 settimanali.
(2) L’orario di lavoro degli adolescenti (minori di età compresa fra i
quindici anni compiuti ed i diciotto anni compiuti) non può superare le 8
ore giornaliere e le 40 settimanali.
(3) I minori di cui ai commi precedenti hanno diritto ad una interruzione di
almeno mezz’ora dell’orario giornaliero di lavoro qualora questo superi la
durata di quattro ore e mezza.
(4) L’interruzione dell’orario giornaliero di lavoro per il consumo dei
pasti negli Alberghi, nei Pubblici Esercizi e nei Campeggi, nonché
l’interruzione meridiana di riposo negli Stabilimenti Balneari non sono
cumulabili con le interruzioni previste per i minori dal presente articolo:
l’interruzione di maggior durata assorbe quella di minor durata.
(5) L’ora e la durata delle interruzioni suddette dovranno essere esposte
nella tabella dei turni, di cui all’articolo 73.

RECUPERI

Articolo 77

(1) E’ ammesso il recupero delle ore di lavoro perdute a causa di forza
maggiore, o per le interruzioni o periodi di minor lavoro concordati tra le
Organizzazioni Sindacali stipulanti il presente contratto, purché esso sia
contenuto nei limiti di un’ora al giorno e sia richiesto nel mese
successivo.

INTERVALLO PER LA CONSUMAZIONE DEI PASTI

Articolo 78

(1) E’ demandato ai contratti integrativi territoriali o aziendali dei settori
alberghi, pubblici esercizi e campeggi stabilire la durata del tempo per la
consumazione dei pasti tra un minimo di mezz’ora ed un massimo di un’ora al
giorno.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 79

(1) I1 lavoro notturno è regolato dalla normativa prevista per ciascun
comparto nella parte speciale del presente Contratto

LAVORO STRAORDINARIO (*)

Articolo 80

(1) I1 lavoro straordinario ha carattere di eccezionalità e non può essere
richiesto senza giustificato motivo; si intende per tale, ai soli fini
contrattuali, quello eccedente il normale orario contrattuale effettuato ai
sensi degli articoli 69 e 74 a seconda che vengano adottati o meno riposi di
conguaglio.
(2) 11 lavoro straordinario è consentito nel limite massimo di
duecentosessanta ore annuali e nel limite di due ore giornaliere.
(3) I lavoratori non potranno esimersi, senza giustificato motivo, dal
prestare lavoro straordinario entro i limiti fissati dal secondo comma del
presente articolo.
(4) I1 lavoratore non può compiere lavoro straordinario ove non sia
autorizzato dal datore di lavoro o da chi ne fa le veci.

(*) vedi allegato E

Articolo 81

(1) Le ore di lavoro straordinario dovranno essere autorizzate dal datore di
lavoro e saranno a cura di esso cronologicamente annotate in apposito
registro, la cui tenuta è obbligatoria e nel quale ciascun dipendente, che
abbia compiuto lavoro straordinario, è tenuto ad apporre il proprio visto e
ad annotare gli eventuali reclami.
(2) La liquidazione del lavoro straordinario sarà effettuata di norma alla
fine del periodo di paga in cui il lavoro è stato prestato e comunque non
oltre il mese successivo. Il registro di cui sopra dovrà essere conservato
per essere esibito occorrendo anche a richiesta delle Organizzazioni
Sindacali territoriali e servirà come documento di prova per stabilire se il
lavoratore abbia effettuato o meno il lavoro straordinario.
(3) Sono esentate dalla tenuta del registro di cui al secondo comma le aziende
presso le quali la registrazione delle ore di lavoro svolto è effettuata con
mezzi meccanici.

Articolo 82

(1) Il lavoro straordinario è compensato nelle misure e con le modalità
previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente Contratto.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti stipulanti si impegnano a favorire l’applicazione della normativa
del presente capo nello spirito informatore della stessa. Le Organizzazioni
Sindacali territoriali delle parti stipulanti si incontreranno almeno una
volta all’anno, per l’esame della situazione generale, anche in relazione ad
eventuali casi di palese e sistematica violazione delle norme contrattuali
previste dal presente capo.

CAPO V – RIPOSO SETTIMANALE

Articolo 83

(1) Ai sensi di legge, tutto il personale godrà di un riposo settimanale di
ventiquattro ore.
(2) Si richiamano in maniera particolare le norme di legge riguardanti le
attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale
corrisponde ad esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità, la vigilanza
delle imprese, la compilazione dell’inventario e del bilancio annuale.

LAVORO DOMENICALE

Articolo 84

(1) A partire dal 1° gennaio 1991, ai lavoratori che, ai sensi della legge
22 febbraio 1934, n. 370, godano del riposo settimanale in giornata diversa
dalla domenica, verrà corrisposta una indennità in cifra fissa pari al 10
per cento della quota oraria della paga base e della contingenza per
ciascuna ora di lavoro ordinario effettivamente prestato di Domenica.
(2) Relativamente al periodo precedente all’entrata in vigore del
trattamento di cui al primo comma del presente articolo, le Parti si danno
nuovamente reciproco atto di avere tenuto conto di dette prestazioni
lavorative domenicali nella determinazione dei trattamenti economici e
normativi complessivamente definiti dalla contrattazione collettiva.
(3) Sino al 31 dicembre 1990 si conferma la disciplina di cui all’articolo
44 del CCNL 16 febbraio 1987, di seguito riportato.
"In relazione a quanto stabilito dalla legge 22 febbraio 1934, n. 370 circa
la legittimità del godimento del riposo settimanale in giornata diversa
dalla domenica per le attività per le quali il funzionamento domenicale
corrisponda a ragioni di pubblica utilità o ad esigenze tecniche quali,
appunto, quelle del settore turistico, le Parti si danno atto che delle
prestazioni lavorative effettuate di domenica se ne è tenuto adeguatamente
conto nella determinazione dei trattamenti economici e normativi
complessivamente previsti dalla contrattazione collettiva. Le Parti,
pertanto, riconfermano, sulla base della disciplina contrattuale, la
esclusione del riconoscimento ai lavoratori del settore turismo di una
ulteriore specifica maggiorazione per il lavoro domenicale".

CAPO VI – FESTIVITA’

Articolo 85

(1) Le festività per le quali viene stabilito il trattamento economico di cui
al presente articolo sono le seguenti:

Festività nazionali:
Anniversario della Liberazione 25 aprile
Festa del Lavoro 1 maggio

Festività infrasettimanali:
Capodanno 1° gennaio
Epifania 6 gennaio
Lunedì di Pasqua mobile
Assunzione 15 agosto
Ognissanti 1° novembre
Immacolata Concezione 8 dicembre
S. Natale 25 dicembre
S. Stefano 26 dicembre
Patrono della Città

(2) In considerazione delle particolari caratteristiche delle aziende
turistiche il godimento delle festività suddette verrà subordinato alle
esigenze aziendali.
(3) Per effetto di quanto sopra nessuna detrazione dovrà essere fatta sulle
normali retribuzioni in caso di mancata prestazione di lavoro nelle
suindicate festività.
(4) A tutto il personale assente nelle giornate di festività, per riposo
settimanale, per malattia, infortunio, dovrà essere corrisposta una giornata
di retribuzione contrattuale senza alcuna maggiorazione.
(5) Per le festività cadenti nel periodo di assenza obbligatoria per
gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto ad una indennità
integrativa di quella a carico dell’INPS da corrispondersi a carico del
datore di lavoro.
(6) Il trattamento di cui al presente articolo non è dovuto nei casi di
coincidenza delle festività sopra elencate con uno dei giorni di sospensione
dal servizio o dalla retribuzione per provvedimenti disciplinari.
(7) Al personale che presta la propria opera nelle suindicate festività è
dovuta, oltre alla normale retribuzione giornaliera, la retribuzione per le
ore di servizio effettivamente prestate, con le maggiorazioni per lavoro
festivo previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente
Contratto.
(8) Per il trattamento economico per le festività del personale dei pubblici
esercizi retribuito in tutto o in parte con la percentuale di servizio si
rinvia alla parte speciale del presente Contratto.

Articolo 86

(1) A partire dal 1° gennaio 1979, il trattamento della Festa della
Repubblica 2 Giugno, e del giorno della Unità Nazionale 4 Novembre,
dichiarate non più festive agli effetti civili della legge 5 Marzo 1977, n.
54 è quello previsto dai commi seguenti.
(2) Al lavoratore chiamato a prestare servizio in una delle predette
giornate spetta oltre al trattamento economico mensile, la retribuzione per
le ore di servizio effettivamente prestato senza alcuna maggiorazione
ovvero, in alternativa, il godimento del corrispondente riposo compensativo,
che verrà subordinato, stante la precedente normativa del settore, alle
esigenze aziendali. In questo ultimo caso la relativa comunicazione sarà
data al lavoratore con congruo anticipo.
(3) Nessuna detrazione sarà effettuata sulla normale retribuzione mensile
qualora il lavoratore non venga chiamato a prestare servizio in una delle
suddette giornate.
(4) Al lavoratore assente nelle stesse giornate per riposo settimanale dovrà
essere corrisposta una giornata di retribuzione contrattuale senza alcuna
maggiorazione.
(5) Al lavoratore assente nelle suddette giornate per malattia, infortunio,
gravidanza o puerperio, tenuto conto delle disposizioni degli Istituti
assicuratori in materia di festività soppresse, dovrà essere corrisposta
secondo le norme e con i criteri in proposito previsti dal presente
Contratto Nazionale di Lavoro, la integrazione delle indennità corrisposte
dagli Istituti medesimi fino a raggiungere il cento per cento della
retribuzione giornaliera.
(6) Per il personale dei pubblici esercizi retribuito in tutto o in parte
con la percentuale di servizio si fa rinvio alla parte speciale del presente
Contratto.

CAPO VII – FERIE

Articolo 87

(1) Tutto il personale ha diritto ad un periodo di ferie nelle misura di
ventisei giorni. A tal fine, la settimana lavorativa qualunque sia la
distribuzione dell’orario di lavoro settimanale, viene considerata di sei
giornate.
(2) Pertanto dal computo del predetto periodo di ferie vanno escluse le
giornate di riposo settimanale spettanti per legge e le festività nazionali e
infrasettimanali, di cui all’articolo 85, le giornate non più festive agli
effetti civili di cui all’articolo 86, conseguentemente il periodo di ferie
sarà prolungato di tanti giorni quante sono le predette giornate di riposo
settimanale spettanti per legge, le festività nazionali ed infrasettimanali e
le giornate non più festive agli effetti civili cadenti nel periodo stesso.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le parti si danno reciprocamente atto che la nuova disciplina della misura e
del computo delle ferie di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo
costituisce un complesso normativo inscindibile migliorativo della
precedente disciplina in materia. I lavoratori che al 1° luglio 1978
godevano di un periodo di ferie superiore in base alle norme dei precedenti
Contratti Nazionali di lavoro conservano le condizioni di miglior favore.

Articolo 88

(1) Il turno delle ferie non potrà avere inizio dal giorno di riposo nè da
quello stabilito per l’eventuale congedo di conguaglio laddove venga
adottato.
(2) Il periodo di ferie non è di norma frazionabile.
(3) Diversi e più funzionali criteri di ripartizione delle ferie annuali
potranno essere concordati tra datore di lavoro e lavoratori nell’ambito di
una programmazione, possibilmente annuale, della distribuzione del tempo
libero.
(4) L’epoca delle ferie è stabilita dal datore di lavoro e dai lavoratori di
comune accordo in rapporto alle esigenze aziendali.

Articolo 89

(1) Al personale è dovuta durante le ferie la normale retribuzione in atto,
salvo quanto diversamente previsto nella parte speciale del presente
Contratto.
(2) Le ferie sono irrinunciabili e pertanto nessuna indennità è dovuta al
lavoratore che spontaneamente si presenti in servizio durante il turno di
ferie assegnatogli.
(3) In caso di licenziamento o di dimissioni, spetteranno al lavoratore
tanti dodicesimi del periodo di ferie al quale ha diritto quanto sono i mesi
di effettivo servizio prestato per l’anno di competenza.
(4) Salvo quanto diversamente previsto nella parte speciale del presente
Contratto, e per i contratti a termine, all’articolo 60, la frazione di mese
pari o superiore a quindici giorni viene considerata come mese intero,
mentre la frazione inferiore ai quindici giorni non verrà considerata.
(5) Ai fini del diritto alle ferie, dal computo dell’anzianità di servizio
non vanno detratti gli eventuali periodi di assenza per maternità,
limitatamente al periodo di assenza obbligatoria, nonché per malattia od
infortunio.
(6) Le ferie non possono essere concesse durante il periodo di preavviso.
(7) Il personale che rimane nell’azienda è tenuto a sostituire gli assenti
senza diritto a maggior compenso, senza pregiudizio dell’orario di lavoro o
soppressione del riposo settimanale.
(8) L’insorgenza della Malattia regolarmente denunciata dal lavoratore e
riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per territorio
interrompe il decorso delle ferie.
(9) Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il
lavoratore prima del termine del periodo di ferie, fermo restando il diritto
del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva, e il diritto
altresì, al rimborso delle spese sostenute sia per l’anticipato rientro,
quanto per tornare eventualmente al luogo dal quale il dipendente sia stato
richiamato.

Articolo 90

(1) Per i casi di prolungamento delle ferie o sospensione dell’attività
aziendale previsti per le aziende alberghiere e per i campeggi, si rinvia
alla disciplina contenuta nella parte speciale del presente Contratto
rispettivamente agli articoli 183 e 231.

CAPO VIII – PERMESSI E CONGEDI

CONGEDO PER MATRIMONIO

Articolo 91

(1) Il personale, che non sia in periodo di prova, ha diritto ad un congedo
straordinario retribuito di quindici giorni di calendario per contrarre
matrimonio.
(2) La richiesta di congedo matrimoniale deve essere avanzata dal lavoratore
con almeno dieci giorni di anticipo.
(3) Il datore di lavoro dovrà concedere il congedo straordinario con
decorrenza dal terzo giorno antecedente la celebrazione del matrimonio.
(4) Il personale ha l’obbligo di esibire alla fine del congedo regolare
documentazione dell’avvenuta celebrazione.
(5) Il lavoratore potrà richiedere la proroga del congedo per altri cinque
giorni senza retribuzione.

CONGEDO PER MOTIVI FAMILIARI

Articolo 92

(1) In caso di comprovata disgrazia a familiari legati da stretto vincolo di
parentela o di affinità, nonché nei casi di gravi calamità, il lavoratore
avrà diritto ad un congedo straordinario retribuito la cui durata sarà
strettamente rapportata alle reali esigenze di assenza, reclamate dalla
natura della disgrazia o dell’evento calamitoso, con un limite massimo di
cinque giorni di calendario. Tale congedo potrà essere prolungato sino ad un
limite massimo di ulteriori tre giorni di calendario in relazione alla
distanza del luogo da raggiungere.
(2) In altri casi di forza maggiore il lavoratore potrà usufruire di congedi
retribuiti deducibili dalla ferie annuali.
(3) In casi speciali e giustificati il lavoratore potrà usufruire di
permessi di breve durata recuperando le ore di assenza con altrettante ore
di lavoro nella misura massima di un’ora al giorno.

PERMESSI PER ELEZIONI

Articolo 93

(1) Ai sensi dell’articolo 11 della legge 21 marzo 1990, n. 53, in occasione
di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica
o delle regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli uffici elettorali,
ivi compresi i rappresentanti di lista o di gruppo di candidati nonché, in
occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e
dei promotori dei referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per
tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.
(2) I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al comma
precedente sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività
lavorativa.

PERMESSI PER LAVORATORI STUDENTI – DIRITTO ALLO STUDIO

Articolo 94

(1) Al fine di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei
lavoratori del settore turistico le aziende concederanno, nei casi e alle
condizioni di cui ai successivi commi, permessi retribuiti ai lavoratori non
in prova che intendano frequentare corsi di studio compresi nell’ordinamento
scolastico svolti presso istituti pubblici costituiti in base alla legge 31
dicembre 1962, n. 1859, o riconosciuti in base alla legge 19 gennaio 1942,
n. 86.
(2) I lavoratori potranno richiedere permessi retribuiti per un massimo di
centocinquanta ore pro capite in un triennio e nei limiti di un monte ore
globale per tutti i dipendenti dell’unità produttiva che sarà determinato
all’inizio di ogni triennio – a decorrere dal 1° ottobre 1978 -
moltiplicando le centocinquanta ore per un fattore pari al decimo del numero
totale dei dipendenti occupati nell’unità produttiva a tale data.
(3) I lavoratori che potranno assentarsi contemporaneamente dall’unità
produttiva per frequentare i corsi di studio non dovranno superare il due
per cento della forza occupata alla data di cui al precedente comma.
(4) In ogni unità produttiva e nell’ambito di questa, per ogni singolo
reparto, deve essere comunque garantito lo svolgimento della normale
attività.
(5) Il lavoratore che chiederà di assentarsi con permessi retribuiti ai
sensi del presente articolo dovrà specificare il corso di studio al quale
intende partecipare che dovrà comportare l’effettiva frequenza, anche in ore
non coincidenti con l’orario di lavoro, ad un numero di ore doppio di quelle
richieste come permesso retribuito.
(6) A tal fine il lavoratore interessato dovrà presentare la domanda scritta
all’azienda nei termini e con le modalità che saranno concordate con il
datore di lavoro. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al
trimestre.
(7) Qualora il numero dei richiedenti sia tale da comportare il superamento
della media annua del monte ore triennale e determini comunque l’insorgere
di situazioni contrastanti con le condizioni di cui al terzo e quarto comma
del presente articolo, la direzione aziendale d’accordo con la
rappresentanza sindacale ove esistente nell’azienda e fermo restando quanto
previsto ai precedenti terzo e quinto comma, provvederà a ridurre
proporzionalmente i diritti individuali sul monte ore complessivo in base a
criteri obiettivi (quali: età, anzianità di servizio, caratteristiche dei
corsi di studio) per la identificazione dei beneficiari dei permessi e della
relativa misura di ore assegnabili a ciascuno.
(8) I lavoratori dovranno fornire all’azienda un certificato di iscrizione
al corso e successivamente certificati mensili di effettiva frequenza con
identificazione delle ore lavorative.
(9) Le norme del presente articolo non si applicano alle aziende con meno di
cinquanta dipendenti.
(10) E’ demandato alle Organizzazioni territoriali aderenti alle
Associazioni nazionali contraenti di svolgere congiuntamente le azioni più
opportune affinché dagli organismi competenti siano predisposti corsi di
studio che, garantendo le finalità di cui al primo comma, favoriscano la
acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle
caratteristiche dell’attività turistica.
(11) Eventuali permessi spettanti per lo stesso titolo in forza di accordi
aziendali vigenti alla data di stipula del presente Contratto non sono
cumulabili con le ore di permesso riconosciute dal presente articolo.

CAPO IX – NORME DI COMPORTAMENTO

DOVERI DEL LAVORATORE

Articolo 95

(1) Il lavoratore deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti
all’esplicazione della sua attività, ed in particolare:
a) osservare l’orario di lavoro e adempiere alle formalità prescritte
dall’Azienda per il controllo delle presenze;
b) svolgere con assiduità e diligenza i compiti assegnatigli osservando le
norme del presente Contratto, nonché le conseguenti disposizioni impartite
dai superiori;
c) conservare la più assoluta segretezza sugli interessi dell’Azienda;
d) non trarre profitto in qualunque modo, con danno dell’Azienda, da quanto
forma oggetto dei compiti inerenti alla posizione assegnatagli, non svolgere
attività ne assumere incarichi contrari agli obblighi derivanti dal rapporto
di lavoro, ai sensi dell’articolo 8 del R.D.L. 13 novembre 1924 n. 1825;
e) usare modi cortesi con il pubblico;
f) non ritornare nei locali dell’impresa e trattenersi oltre l’orario
prescritto, salvo che per ragioni di servizio e con l’autorizzazione della
impresa, salvo quanto diversamente previsto dalle vigenti norme contrattuali
e dalle disposizioni di legge;
g) rispettare altre disposizioni interne in quanto non contrastanti con le
norme del presente Contratto e con le leggi vigenti e rientranti nelle
normali attribuzioni del datore di lavoro.

SANZIONI DISCIPLINARI

Articolo 96

(1) Le inadempienze del personale potranno essere sanzionate in rapporto
alla relativa gravità con:
a) rimprovero verbale;
b) rimprovero scritto;
c) multa non superiore all’importo di tre ore di lavoro;
d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore
a giorni cinque.
(2) Nessun provvedimento disciplinare più grave del rimprovero verbale potrà
essere adottato senza la preventiva contestazione degli addebiti al
lavoratore e senza averlo sentito a sua difesa.
(3) La contestazione degli addebiti con la specificazione del fatto
costitutivo della infrazione sarà fatta mediante comunicazione scritta nella
quale sarà indicato il termine entro cui il lavoratore potrà presentare gli
argomenti a propria difesa. Tale termine non potrà essere, in nessun caso,
inferiore a cinque giorni.
(4) La contestazione deve essere effettuata tempestivamente una volta che
l’azienda abbia acquisito conoscenza dell’infrazione e delle relative
circostanze.
(5) Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante
dell’Organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
(6) L’eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere
comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro dieci giorni dalla
scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue
giustificazioni. In tale comunicazione dovranno essere specificati i motivi
del provvedimento. Trascorso l’anzidetto periodo senza che sia stato mandato
ad effetto alcun provvedimento, le giustificazioni addotte dal lavoratore si
intenderanno accolte.
(7) Incorre nei provvedimenti del rimprovero verbale o del rimprovero
scritto o della multa o della sospensione il lavoratore che: a) dia luogo ad
assenze ingiustificate dal lavoro per più giorni consecutivi, fino ad un
massimo di cinque giorni; abbandoni il proprio posto di lavoro senza
giustificato motivo;
b) senza giustificato motivo ritardi reiteratamente l’inizio del lavoro o lo
sospenda o ne anticipi la cessazione;
c) non esegua il lavoro con assiduità oppure lo esegua con negligenza; d)
per disattenzione o negligenza procuri guasti non gravi a cose o impianti
comunque esistenti nelle aziende;
e) contravvenga al divieto di fumare laddove questo esiste e sia indicato
con apposito cartello o fumi nei locali riservati alla clientela;
f) in altro modo trasgredisca l’osservanza del presente Contratto o commetta
atti che portino pregiudizio alla disciplina, alla morale, all’igiene ed
alla sicurezza dell’azienda.
(8) Il rimprovero verbale e il rimprovero scritto sono applicati per le
mancanze di minor rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggior
rilievo. Maggiore o minore rilievo non è dato dall’ordine di elencazione
delle mancanze.
(9) Normalmente il rimprovero scritto è applicato nei casi di prima
mancanza, la sospensione nei casi di recidiva. In casi di maggiore gravità
potrà farsi ricorso alla sospensione anche in assenza di recidiva.
(10) L’importo delle multe sarà devoluto ad un centro di ricerca sociale da
stabilirsi.
(11) Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari
decorsi due anni dalla loro applicazione.
(12) Il lavoratore che intenda impugnare il provvedimento disciplinare
inflittogli può avvalersi delle procedure di conciliazione di cui
all’articolo 7, comma 4, della legge 20 maggio 1970, n. 300.
(13) Ai sensi di legge, il lavoratore risponde in proprio delle perdite
arrecate all’impresa nei limiti ad esso imputabili.

ASSENZE NON GIUSTIFICATE

Articolo 97

(1) Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al
dipendente l’onere della prova, le assenze devono essere giustificate per
iscritto entro le ventiquattro ore, per gli eventuali accertamenti.
(2) Nel caso di assenza non giustificata oltre alla mancata corresponsione
della retribuzione potrà essere applicata, nel caso di assenza fino a tre
giorni, una multa non eccedente l’importo del cinque per cento della
retribuzione non corrisposta e nel caso di assenza fino a cinque giorni una
multa non eccedente l’importo del dieci per cento della retribuzione non
corrisposta.

DIVIETO DI ACCETTAZIONE DELLE MANCE

Articolo 98

(1) Le mance sono vietate. Il personale che comunque le solleciti potrà
essere punito dal datore di lavoro con provvedimenti disciplinari ai sensi
dell’articolo 96.

CONSEGNE E ROTTURE

Articolo 99

(1) Il personale è responsabile del materiale e degli attrezzi avuti in
consegna per il lavoro. Ciascun dipendente dovrà custodire detto materiale,
conservarlo ed usarlo con normale cura e diligenza, specialmente quando
trattasi di materiale pregiato e di notevole valore intrinseco.
(2) Il personale designato dal datore di lavoro per la consegna del
materiale non potrà rifiutarsi.
(3) In caso di rottura e smarrimento degli oggetti frangibili ed
infrangibili è dovuto da parte del dipendente il relativo risarcimento nella
misura da stabilirsi negli Accordi Integrativi territoriali.
(4) Nessuna trattenuta preventiva potrà essere fatta a tale titolo dal
datore di lavoro. Le trattenute saranno effettuate posteriormente
all’accertamento del danno.

Articolo 100

(1) Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure preventive atte
ad eliminare o comunque a ridurre al minimo la possibilità di rottura o
deterioramento del materiale specialmente se pregiato.
(2) In particolare egli fornirà al personale che prende in consegna il
materiale infrangibile un armadio munito di chiusura.

Articolo 101

(1) In caso di sottrazione imputabile al personale, senza pregiudizio delle
sanzioni contrattuali e di legge, il personale è tenuto all’immediato
risarcimento del danno, e per questo il datore di lavoro ha facoltà di
esercitare il diritto di ritenzione sulle somme che dovessero essere dovute
all’interessato a qualsiasi titolo.
(2) In caso di furto a opera di terzi il personale è tenuto a darne
tempestiva comunicazione all’azienda, dimostrando di aver usato la normale
diligenza nella custodia ove trattasi di materiale a lui affidato in
consegna.

CORREDO – ABITI DI SERVIZIO

Articolo 102

(1) Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise,
diverse da quelle tradizionali di cui all’articolo 98 del CCNL 14 luglio
1976, la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.
(2) Le divise speciali dovranno essere indossate solo durante il servizio.
(3) Il datore di lavoro dovrà provvedere alla fornitura di idonei indumenti
per quei lavoratori le cui mansioni comportino l’uso prolungato di sostanze
imbrattanti, liquide o corrosive, quali gli addetti alle pulizie di sala,
bar, cucina, office, e relative dotazioni, magazzino e quali gli addetti
alla lavanderia.
(4) In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, indumenti, divise,
attrezzi e strumenti in dotazione dovranno essere restituiti al datore di
lavoro, mentre in caso di smarrimento, il prestatore d’opera è tenuto alla
sostituzione o al rimborso.
(5) Saranno a carico del datore di lavoro tutti gli arnesi di servizio.

CAPO X – NORME SPECIFICHE PER L’AREA QUADRI

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 103

(1) Per quanto non espressamente disposto nel presente capo, al lavoratore
con la qualifica di Quadro si applicano le norme contrattuali e di legge
disposte per gli impiegati.
(2) Le Parti concordano che con l’individuazione dei criteri per
l’attribuzione della qualifica Quadro e con la presente disciplina per tale
personale, è stata data piena attuazione a quanto disposto dalla legge 13
maggio 1985, n. 190.

ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

Articolo 104

(1) I Quadri del Settore Turismo devono essere iscritti alla Cassa di
Assistenza Sanitaria istituita per i Quadri del Settore Terziario (Qu.A.S.).

INDENNITA’ DI FUNZIONE

Articolo 105

(1) Ai Quadri è riconosciuta, a decorrere dal 1° maggio 1990, una indennità
di funzione mensile, assorbibile fino a concorrenza dai trattamenti
economici individuali comunque denominati riconosciuti aziendalmente, nelle
seguenti misure:
categoria A Lire 85.000
categoria B Lire 75.000

FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO

Articolo 106

(1) Ai fini di valorizzare l’apporto professionale dei quadri, volto a
mantenere e sviluppare nel tempo la loro partecipazione ai processi
gestionali, verranno concordati programmi di formazione e di aggiornamento
professionale.

RESPONSABILITA’ CIVILE

Articolo 107

(1) Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare il quadro contro di rischio
di responsabilità civile verso terzi conseguente a colpa nello svolgimento
delle proprie mansioni contrattuali.

TITOLO VI – TRATTAMENTO ECONOMICO

CAPO I – ELEMENTI DELLA RETRIBUZIONE

Articolo 108

(1) Di norma, la retribuzione del lavoratore è distinta nelle seguenti voci:
a) paga base nazionale conglobata di cui all’articolo 112 comprensiva
dell’indennità di caro pane prevista dalla legge;
b) eventuali trattamenti salariali integrativi comunque denominati previsti
per ciascun comparto nelle parti generale e speciale del presente Contratto;
c) indennità di contingenza;
d) eventuali scatti di anzianità nelle misure e con le modalità previste sia
nella parte generale che in quella relativa a ciascun comparto del presente
Contratto.
(2) Per il personale tavoleggiante dei pubblici esercizi la retribuzione è
costituita di norma, dalla percentuale di servizio secondo le misure e le
modalità previste nella parte speciale.
(3) A decorrere dal 1° gennaio 1995, l’importo di lire ventimila corrisposto
a titolo di elemento distinto della retribuzione ai sensi dell’accordo
interconfederale 31 luglio 1992 è conglobato nella indennità di contingenza
di cui alla legge 26 febbraio 1986, n. 38, cosi come modificata dalla legge
13 luglio 1990, n. 91.
(4) Conseguentemente, alla data del 1° gennaio 1995, l’importo della
indennità di contingenza spettante al personale qualificato alla data del 1°
novembre 1991 sarà aumentato di lire ventimila per tutti i livelli.
Contestualmente, le aziende cesseranno di corrispondere il predetto elemento
distinto della retribuzione.

Articolo 109

(1) La materia retributiva, con la istituzione della retribuzione base
nazionale rientra nella competenza delle Organizzazioni nazionali
stipulanti, salvo quanto espressamente demandato alle Associazioni
territoriali ed alla contrattazione integrativa aziendale.

DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE GIORNALIERA

Articolo 110

(1) La retribuzione giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione mensile
per ventisei.
(2) Tale indice è valido a tutti i fini contrattuali ivi compresi i casi di
trattenuta per assenze non retribuite.

DETERMINAZIONE DELLA RETRIBUZIONE ORARIA

Articolo 111

(1) La retribuzione oraria si ottiene dividendo la retribuzione per:

- 192 per il personale con orario normale di quarantacinque ore settimanali;
- 190 per il personale con orario normale di quarantaquattro ore
settimanali;
-172 per il personale con orario normale di quaranta ore settimanali.

CAPO II – PAGA BASE NAZIONALE

Articolo 112

(1) Ai rispettivi livelli previsti dalla classificazione del personale
corrisponde un valore di paga base nazionale conglobata mensile che si
raggiunge entro il 1 ° settembre 1995 con le gradualità e le decorrenze
sottoindicate:

livelli parametri 01-set-94 01-set-95

personale qualificato

A 270 1.364.595 1.492.298
B 240 1.212.973 1.326.486
1 213 1.076.514 1.177.257
2 183 924.891 1.011.446
3 165 833.892 911.932
4 148 748.000 818.000
5 130 657.027 718.514
6S 120 606.486 663.243
6 116 586.270 641.135
7 100 505.405 552.702

personale qualificato minore anni 18

4 710.600 777.100
5 624.176 682.588
6S 576.162 630.081
6 556.957 609.078
7 480.135 525.067

personale qualificato minore anni 16

4 673.200 736.200
5 591.324 646.662
6S 545.838 596.919
6 527.643 577.022
7 454.865 497.432

(2j Per il personale delle aziende minori degli alberghi, dei campeggi e
delle agenzie di viaggio, nonché per quello dei pubblici esercizi e degli
stabilimenti balneari di terza e quarta categoria, si fa rinvio ai valori
previsti per ciascun comparto nella parte speciale del presente contratto.
(3) Per gli apprendisti si fa rinvio a quanto previsto dall’articolo 48 del
presente Contratto.
(4) La paga base nazionale sopra riportata è comprensiva anche degli
elementi retributivi elencati:
- all’articolo 65 del CCNL 14 luglio 1976 per i dipendenti da Alberghi e
Pubblici Esercizi;
- all’articolo 40 del CCNL 9 febbraio 1978 per i dipendenti da Stabilimenti
balneari;
- nella terza parte dell’Accordo di rinnovo del 14 luglio 1977 per i
dipendenti da Imprese di viaggi e turismo;
- indennità di contingenza maturata fino al 31 gennaio 1977;
- elemento distinto o autonomo dalla retribuzione di cui agli articoli 81 e
87 del CCNL 10 aprile 1979.

CAPO III – CONTINGENZA

Articolo 113

(1) L’indennità di contingenza costituisce un elemento integrante della
retribuzione e la sua corresponsione, salvo quanto diversamente previsto
nella parte speciale del presente contratto, è regolata sino al 31 gennaio
1986 dagli accordi allegati in calce al Contratto e dal 1 febbraio 1986
dalla legge n. 38 del 26 febbraio 1986 e successive modifiche ed
integrazioni (allegato D/5).

CAPO IV – CORRESPONSIONE DELLA RETRIBUZIONE

Articolo 114

(1) La retribuzione sarà pagata al personale secondo le consuetudini locali
ed in ogni caso non più tardi della fine del mese con una tolleranza massima
di sei giorni.
(2) Quando ragioni tecniche derivanti dalla centralizzazione
dell’amministrazione lo impediscano, deve essere corrisposto entro il
termine sopra indicato un acconto pari al novanta per cento della
retribuzione presuntivamente dovuta con conguaglio nei dieci giorni
successivi.
(3) Ai sensi della legge 5 gennaio 1953 n. 4 le retribuzioni dovranno essere
corrisposte a mezzo di buste paga, nelle quali dovrà essere indicato il
periodo di lavoro cui la retribuzione stessa si riferisce, il relativo
importo, la misura e l’importo del lavoro straordinario e tutti gli altri
elementi che concorrono a formare la somma globale contenuta nella busta
paga. Dovranno parimenti essere elencate distintamente tutte le ritenute
effettuate.

CAPO V – ASSORBIMENTI

Articolo 115

(1) Le variazioni salariali derivanti dai nuovi valori di paga base
nazionale di cui all’articolo 112 non possono essere assorbite da quote
salariali comunque denominate derivanti dalla contrattazione collettiva
salvo che non sia stato diversamente ed espressamente previsto.
(2) Per quanto riguarda le Imprese di viaggi e turismo si fa riferimento
inoltre a quanto previsto dall’articolo 381.

CAPO VI – SCATTI DI ANZIANITA’

Articolo 116

(1) A tutto il personale verranno riconosciuti sei scatti triennali per
l’anzianità di servizio prestata senza interruzione di rapporto di lavoro
presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il
complesso di aziende facente capo alla stessa società), salvo quanto
diversamente stabilito per il settore della ristorazione collettiva dal capo
XIV del titolo XII.
(2) L’anzianità utile ai fini della maturazione del primo scatto di
anzianità è:
- quella maturata successivamente al compimento del diciottesimo anno di età
per il personale assunto a partire dal 1° giugno 1986;
- quella maturata dal 1° giugno 1986 per il personale di età compresa tra il
diciottesimo ed il ventunesimo anno, in servizio alla data del 1° giugno
1986;
- quella maturata successivamente al compimento del diciottesimo anno di età
per il personale di età inferiore al diciottesimo anno, in servizio alla
stessa data del 1° giugno 1986;
- quella maturata dal compimento del ventunesimo anno di età per il
personale di età superiore al ventunesimo anno, in servizio alla data del 1°
giugno 1986.
(3) Gli scatti triennali decorreranno dal primo giorno del mese
immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio di
anzianità.
(4) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale, a partire dal 1° maggio 1990 gli importi degli scatti sono
determinati in cifra fissa per ciascun livello di inquadramento, nelle
seguenti misure:
A 79.000
B 76.000
I 73.000
II 70.000
III 67.500
IV 64.000
V 63.000
VI S 60.500
VI 60.000
VII 59.000
(5) In occasione della maturazione del nuovo scatto, l’importo degli scatti
maturati è calcolato in base ai suddetti valori senza liquidazione di
arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.
(6) Nel caso in cui nel corso del triennio intercorrente tra l’uno e l’altro
scatto siano intervenuti passaggi a livello superiore, gli importi relativi
agli scatti precedenti saranno ricalcolati in base al nuovo valore al
momento di maturazione del nuovo scatto senza liquidazione di arretrati per
il periodo pregresso.
(7) Le modalità di coordinamento della normativa di cui sopra con quelle
diversificate previste dal presente CCNL sono definite per ciascun comparto
nella parte speciale del presente contratto.
Articolo 117

(1) Relativamente a quanto stabilito dall’articolo 116 sulla anzianità utile
ai fini della maturazione del primo scatto per il personale di età superiore
a ventuno anni in servizio alla data di entrata in vigore del presente
Contratto, resta confermato, in conformità di quanto stabilito
rispettivamente dagli articoli 258, 299 e 301 del CCNL 8 luglio 1982, il
riconoscimento del primo scatto a partire:
- dal 1° gennaio 1970 per il personale dipendente dai pubblici esercizi di
età pari o superiore a ventuno anni e con anzianità di servizio presso la
stessa azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni dalla data
suddetta;
- dal 1° maggio 1974 per il personale dipendente dagli stabilimenti balneari
con età superiore a ventuno anni e con anzianità di servizio presso la
stessa azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni alla data del
30 aprile 1974;
- dal 1° giugno 1978 per il personale dipendente dagli alberghi diurni con
età pari o superiore a ventuno anni e con anzianità di servizio presso la
stessa azienda o gruppo aziendale pari o superiore a tre anni alla data del
30 giugno 1978.

CAPO VII – MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

TREDICESIMA MENSILITA’

Articolo 118

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, in occasione delle ricorrenze natalizie a
tutto il personale verrà corrisposta una gratifica pari ad una mensilità di
retribuzione in atto (paga base nazionale, contingenza, eventuali scatti di
anzianità, eventuale terzo elemento o quote aggiuntive provinciali eventuali
trattamenti integrativi salariali aziendali comunque denominati), esclusi
gli assegni familiari.
(2) Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il
corso dell’anno, e sempre che sia stato superato il periodo di prova, il
lavoratore avrà diritto a tanti dodicesimi dell’ammontare della gratifica
natalizia per quanti sono i mesi di servizio prestati nell’azienda e la
frazione di mese viene considerata come mese intero se pari o superiore a
quindici giorni di calendario, mentre non viene computata se inferiore a
quindici giorni.
(3) Dall’ammontare della tredicesima mensilità saranno detratti i ratei
relativi ai periodi di assenza dal lavoro non retribuiti per una delle cause
previste dal presente Contratto fatto salvo quanto diversamente previsto
dalle disposizioni di legge e/o contrattuali ivi compreso per i soli
pubblici esercizi quanto previsto in materia di integrazione della indennità
di malattia nella relativa parte speciale.
(4) Per periodi di assenza obbligatoria per gravidanza o puerperio, sarà
corrisposta alla lavoratrice solamente il venti per cento della gratifica
(articolo 30 D.P.R. 21 maggio 1953, n. 568).

QUATTORDICESIMA MENSILITA’

Articolo 119

(1) Salvo quanto diversamente previsto per ciascun comparto nella parte
speciale del presente Contratto, a tutto il personale sarà corrisposta una
mensilità della retribuzione in atto al 30 giugno di ciascun anno (paga-base
nazionale, indennità di contingenza, eventuali scatti di anzianità,
eventuale terzo elemento o quote aggiuntive provinciali, eventuali
trattamenti integrativi salariali aziendali comunque denominati), esclusi
gli assegni familiari.
(2) La gratifica di ferie dovrà essere corrisposta con la retribuzione del
mese di luglio.
(3) I lavoratori avranno diritto a percepire per intero la gratifica di
ferie nella misura sopra indicata solo nel caso che abbiano prestato
servizio nella stessa azienda per i dodici mesi precedenti il 1° luglio.
(4) Qualora il rapporto di lavoro abbia inizio o cessi nel corso dei dodici
mesi precedenti il 1° luglio, i lavoratori avranno diritto a tanti
dodicesimi per quanti sono i mesi di servizio prestati nell’azienda sempre
che sia stato superato il periodo di prova e la frazione di mese viene
considerata come mese intero pari o superiore a quindici giorni di
calendario, mentre non viene computata se inferiore a quindici giorni.
(5) Per quanto riguarda il computo dei ratei relativi ai periodi di assenza
dal lavoro non retribuiti, valgono le disposizioni di cui al terzo comma del
precedente articolo.
(6) Nessun obbligo incombe al datore di lavoro per il caso previsto dal
quarto comma del precedente articolo.

CAPO VIII – ELEMENTI ECONOMICI INTEGRATIVI

Articolo 120

(1) In applicazione del protocollo 23 luglio 1993, l’erogazione di elementi
economici ulteriori rispetto a quanto già previsto dal presente Contratto è
prevista con le seguenti modalità:
a) per le aziende che occupano più di quindici dipendenti, mediante la
contrattazione integrativa a livello aziendale che avrà ad oggetto
erogazioni salariali – in coerenza con le strategie dell’impresa -
strettamente correlate ai risultati conseguiti con la realizzazione di
programmi aziendali concordati tra le parti, aventi per obiettivo, ad
esempio, incrementi di produttività, di competitività, di qualità, di
redditività. Al fine dell’acquisizione di elementi di conoscenza comune per
la definizione degli obiettivi della contrattazione aziendale a contenuto
economico, le parti valuteranno preventivamente le condizioni dell’impresa e
del lavoro, le sue prospettive di sviluppo anche occupazionale, tenuto conto
dell’andamento delle prospettive della competitività e delle condizioni
essenziali di redditività. Laddove a livello aziendale sussistano erogazioni
economiche di analoga natura, anche parzialmente variabili, la parte
variabile dovrà essere ricondotta nell’ambito delle nuove erogazioni sopra
specificate. La parte fissa sarà conservata.
b) per le aziende che occupano sino a quindici dipendenti, mediante una
contrattazione integrativa a livello nazionale che avrà ad oggetto
l’erogazione di un premio di produttività, eventualmente differenziato per
comparti e per aree territoriali, correlato ai risultati mediamente
conseguiti dalle piccole imprese del settore. Al fine dell’acquisizione di
elementi di conoscenza comune utili a verificare l’effettivo incremento di
produttività e redditività, le parti si avvarranno anche dell’assistenza
dell’Ente Bilaterale Nazionale e degli Osservatori istituiti presso gli Enti
Bilaterali Territoriali.
(2) Gli importi dei nuovi elementi economici integrativi di cui al comma
precedente sono variabili e non predeterminabili e non sono utili ai fini di
alcun istituto legale e contrattuale.
(3) Le erogazioni di cui sopra avranno caratteristiche tali da consentire
l’applicazione del particolare trattamento contributivo previsto dalla
normativa di legge che verrà emanata in attuazione del protocollo 23 luglio
1993.
(4) La durata degli accordi di cui alla lettera a) del comma 1 sarà pari a
quattro anni. Le relative piattaforme non potranno essere presentate prima
dell’ottobre 1995, fermo restando che gli effetti economici degli eventuali
accordi non potranno avere decorrenza anteriore al 1996. Restano ferme le
eventuali scadenze previste da accordi aziendali stipulati dopo il 23 luglio
1993.
(5) La durata degli accordi di cui alla lettera b) del comma 1 sarà pari a
quattro anni. Le relative piatteforme non potranno essere presentate prima
del gennaio 1997, fermo restando che gli effetti economici degli accordi non
potranno avere decorrenza anteriore al luglio 1997.
(6) In occasione della contrattazione integrativa saranno garantite
condizioni di assoluta normalità sindacale con esclusione in particolare del
ricorso ad agitazioni, per un periodo di due mesi dalla presentazione della
piattaforma rivendicativa e comunque fino a due mesi successivi alla
scadenza dell’accordo precedente.
(7) Le disposizioni di cui al comma 1 non operano nei confronti delle
aziende stagionali, per le quali continuano a trovare applicazione le norme
di cui agli articoli 171, 172, 173, 219, 220, 221 e 256.
(8) Per la ristorazione collettiva (mense aziendali), la determinazione
degli elementi economici integrativi – nel rispetto dell’attuale prassi di
cui all’articolo 310 – si svolgerà, anziché con accordi aziendali, con
accordi provinciali.

TITOLO VII – SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I – MALATTIA

Articolo 121

(1) Agli effetti di quanto previsto nel presente Capo si intende per
"malattia" ogni alterazione dello stato di salute, qualunque sia la causa da
cui dipende, che comporti incapacità al lavoro specifico al quale il
lavoratore è addetto, o che comunque comporti la necessità di assistenza
medica o la somministrazione di sussidi terapeutici, salvo i casi che
rientrano nella normativa contrattuale e di legge sugli infortuni di cui al
successivo articolo 125.

Articolo 122

(1) Nell’ambito della normativa del Servizio Sanitario Nazionale il datore
di lavoro ha l’obbligo di rilasciare ai propri dipendenti, all’atto
dell’assunzione, la certificazione eventualmente prescritta dalle vigenti
disposizioni di legge o di regolamento ai fini dell’iscrizione del
lavoratore stesso al Servizio Sanitario Nazionale.
(2) Il lavoratore ammalato ha l’obbligo di dare notizia al proprio datore di
lavoro del suo stato di salute all’atto del verificarsi della malattia ed
anche al fine della percezione delle indennità economiche di cui al
successivo articolo è tenuto ai sensi dell’articolo 15 della legge 23 aprile
1981, n. 155, a recapitare o a trasmettere a mezzo raccomandata con avviso
di ricevimento entro due giorni dal rilascio da parte del medico curante
l’attestazione dell’inizio e della durata presunta della malattia nonché i
successivi certificati in caso di ricaduta o continuazione di malattia.
(3) In mancanza di tali comunicazioni, salvo giuste ragioni di impedimento,
l’assenza si considera ingiustificata, ferme restando le sanzioni previste
dalla legge per il ritardo nel recapito o nella trasmissione della
certificazione di inizio o di continuazione della malattia.
(4) Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto
attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i
quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.
(5) Salvo il caso di opposizione contro l’accertamento degli organi
competenti e conseguente richiesta del giudizio del collegio medico a ciò
preposto, il lavoratore ha l’obbligo di presentarsi in servizio alla data
indicata dal certificato del medico curante; in caso di mancata
presentazione o di ritardo ingiustificato, il datore di lavoro resta
esonerato dall’obbligo della conservazione del posto di cui al successivo
articolo 127 ed il lavoratore sarà considerato dimissionario, restando a suo
carico l’indennità di mancato preavviso.
(6) In mancanza di comunicazioni da parte del lavoratore circa eventuali
mutamenti di indirizzo, durante il periodo di assenza per malattia o
infortunio, l’azienda presume che esso dimori all’ultimo indirizzo presso il
quale si riserva di far eseguire gli accertamenti sanitari.
(7) Il lavoratore che presti servizio in aziende addette alla preparazione,
manipolazione e vendita di sostanze alimentari di cui alla legge 30 aprile
1962, n. 283, ha l’obbligo, in caso di malattia di durata superiore a cinque
giorni di presentare al rientro in servizio al datore di lavoro il
certificato medico dal quale risulti che il lavoratore non presenta pericolo
di contagio dipendente dalla malattia medesima.
(8) Il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l’idoneità fisica del
lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto
pubblico.

Articolo 123

(1) Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare scrupolosamente
le prescrizioni mediche inerenti la permanenza presso il proprio domicilio.
(2) Il lavoratore è tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore dieci
alle ore dodici e dalle ore diciassette alle ore diciannove di tutti i
giorni, comprese le domeniche ed i giorni festivi al fine di consentire
l’effettuazione delle visite di controllo richieste dal datore di lavoro.
(3) Nel caso in cui a livello nazionale o territoriale le visite di
controllo siano effettuate a seguito di un provvedimento amministrativo o su
decisione dell’ente preposto ai controlli di malattia in orari diversi da
quelli indicati al secondo comma del presente articolo, questi ultimi
saranno adeguati ai nuovi criteri organizzativi.
(4) Salvo i casi di giustificata e comprovata necessità di assentarsi dal
domicilio per le visite, le prestazioni e gli accertamenti specialistici,
nonché le visite ambulatoriali di controllo, e salvo i casi di forza
maggiore, dei quali il lavoratore ha l’obbligo di dare immediata notizia
all’azienda da cui dipende, il mancato rispetto da parte del lavoratore
dell’obbligo di cui al secondo comma del presente articolo comporta comunque
l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 5 della legge 11
novembre 1983, n. 638, comma 15, nonché l’obbligo dell’immediato rientro in
azienda.

Articolo 124

(1) Durante il periodo di malattia al lavoratore competono oltre alle
prestazioni sanitarie assicurate dal Servizio Sanitario Nazionale quelle
economiche previste per ciascun comparto nella parte speciale del presente
Contratto.
(2) Al momento della risoluzione del rapporto, il datore di lavoro è
obbligato a rilasciare una dichiarazione di responsabilità, dalla quale
risulti il numero di giornate di malattia indennizzate nel corso dei
trecentosessantacinque giorni precedenti tale data, che il lavoratore è
tenuto a consegnare al nuovo datore di lavoro.

CAPO II – INFORTUNIO

Articolo 125

(1) Il datore di lavoro è tenuto ad assicurare presso l’INAIL il personale
soggetto all’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro secondo le
disposizioni di legge contenute nel Testo Unico approvato con D.P.R. 30
giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni e integrazioni.
(2) Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche
di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia
trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e il datore di lavoro, non
essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto
inoltrare la prescritta denuncia all’INAIL, resta esonerato da ogni e
qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
(3) Salvo quanto previsto per ciascun comparto nella parte speciale del
presente Contratto, ai sensi dell’articolo 73 del D.P.R. 30 giugno 1965, n.
1124, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere ai lavoratori soggetti
all’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro l’intera
retribuzione per la giornata in cui avviene l’infortunio ed una indennità
pari al sessanta per cento della normale retribuzione giornaliera per i tre
giorni successivi (periodo di carenza).

Articolo 126

(1) Per il personale assicurato dal datore di lavoro contro infortuni resta
inibita ogni forma di cumulo tra le indennità relative a tale assicurazione
e le prestazioni corrisposte dall’INPS.

CAPO III – CONSERVAZIONE DEL POSTO

Articolo 127

(1) In caso di malattia accertata o di infortunio il personale che non sia
in periodo di prova o di preavviso ha diritto alla conservazione del posto
per un periodo di centottanta giorni per anno, intendendosi per tale il
periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre.
(2) Ove il lavoratore si ammali o si infortuni più volte nel corso dell’anno
i relativi periodi di assenza sono cumulabili agli effetti del
raggiungimento del termine massimo di conservazione del posto di cui al
precedente comma.
(3) Per il personale assunto a termine, la conservazione del posto è
comunque limitata al solo periodo di stagione o di ingaggio.
(4) Qualora allo scadere del periodo per il quale è obbligatoria la
conservazione del posto, il personale non possa riprendere servizio per il
protrarsi della malattia, il rapporto di lavoro si intenderà risolto con
diritto all’intero trattamento di fine rapporto ed a quanto altro dovuto
esclusa l’indennità sostitutiva di preavviso.

Articolo 128

(1) Nei confronti dei lavoratori ammalati e infortunati sul lavoro la
conservazione del posto, fissata nel periodo massimo di centottanta giorni
dall’articolo 127 del presente Contratto, sarà prolungata, a richiesta del
lavoratore, per un ulteriore periodo non superiore a centoventi giorni, alle
seguenti condizioni:
a) che non si tratti di malattie croniche e/o psichiche;
b) che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici;
c)che il periodo eccedente i centottanta giorni sia considerato di
"aspettativa" senza retribuzione.
(2) I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui
al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata A.R.,
prima della scadenza del centottantesimo giorno di assenza per malattia o
infortunio e firmare espressa dichiarazione di accettazione delle suddette
condizioni.
(3) Al termine del periodo di aspettativa il datore di lavoro potrà
procedere al licenziamento ai sensi del precedente articolo 127; il periodo
stesso è considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio in caso di
prosecuzione del rapporto.

Articolo 129

(1) Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di malattia e
infortunio valgono le norme di legge e regolamenti vigenti.
(2) Restano ferme le norme previste dagli ordinamenti speciali regionali.
(3) Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla legge
per le provincie redente.

LAVORATORI AFFETTI DA TUBERCOLOSI

Articolo 130

(1) I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti
sanitari o case di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria tbc o dello
Stato, delle Regioni delle Province o dei Comuni, o a proprie spese, hanno
diritto alla conservazione del posto fino a diciotto mesi dalla data di
sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di
dimissioni dal sanatorio, per dichiarata guarigione, prima della scadenza di
quattordici mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla
conservazione del posto sussiste fino a quattro mesi successivi alla
dimissione stessa.
(2) Ai sensi dell’articolo 9 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088 le
imprese aventi un numero di dipendenti superiore a quindici unità hanno
l’obbligo di conservare il posto ai lavoratori affetti da tbc fino a sei
mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta guarigione o
stabilizzazione.
(3) Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia
dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della
malattia; in caso di contestazione in merito all’inidoneità stessa decide in
via definitiva il Direttore del Consorzio Provinciale Antitubercolare
assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai
sensi dell’ultimo comma dell’articolo 10 della legge 28 febbraio 1953 n. 86.
(4) Tanto nei casi di ricovero in luogo di cura quanto negli altri casi, al
lavoratore affetto da malattia tubercolare sarà riconosciuto nell’anzianità
di servizio un periodo massimo di centottanta giorni.

CAPO IV – GRAVIDANZA E PUERPERIO

Articolo 131

(1) Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto ad
astenersi dal lavoro:
a) per i due mesi precedenti la data presunta del parto indicata nel
certificato medico di gravidanza;
b) per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto
stesso;
c) per i tre mesi dopo il parto;
d) per un ulteriore periodo di sei mesi dopo il periodo di cui alla lettera
c).
(2) La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il
periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al
compimento di un anno di età del bambino, salvo le eccezioni previste dalla
legge (licenziamento per giusta causa, cessazione dell’attività
dell’impresa, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era
stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine
per il quale era stato stipulato).
(3) Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo
di gravidanza e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del periodo
in cui opera il divieto ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di
lavoro mediante presentazione, entro novanta giorni dal licenziamento di
idonea certificazione dalla quale risulti l’esistenza all’epoca del
licenziamento delle condizioni che lo vietavano.
(4) Ai sensi dell’articolo 4 del D.P.R. 25 novembre 1976 n. 1026 la mancata
prestazione di lavoro durante il periodo di tempo intercorrente tra la data
di cessazione effettiva del rapporto di lavoro e la presentazione della
certificazione non da luogo a retribuzione. Il periodo stesso è tuttavia
computato nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle
ferie e alla tredicesima mensilità o gratifica natalizia.
(5) In caso di malattia prodotta dallo stato di gravidanza nei mesi
precedenti il periodo di divieto di licenziamento, il datore di lavoro è
obbligato a conservare il posto alla lavoratrice alla quale è applicabile il
divieto stesso.
(6) I periodi di assenza obbligatoria di cui alle lettere a), b) e c) devono
essere computati agli effetti indicati dall’articolo 6 della legge 30
dicembre 1971, n. 1204. Il periodo di assenza facoltativa di cui alla
lettera d) è computabile solo ai fini di cui all’ultimo comma dell’articolo
7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204.
(7) Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice
ha diritto ad una indennità pari rispettivamente all’ottanta per cento ed al
trenta per cento della normale retribuzione, posta a carico dell’INPS
dall’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 secondo le modalità
stabilite e anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 1 della
legge 29 febbraio 1980, n. 33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è
posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di
cui agli articoli 1 e 2 della legge 29 febbraio 1980, n. 33.
(8) Nei confronti delle lavoratrici assunte a tempo determinato per i lavori
stagionali, l’INPS provvede direttamente al pagamento delle prestazioni di
maternità agli aventi diritto, ai sensi del sesto comma dell’articolo 1
della legge 29 febbraio 1980, n. 33.
(9) Nei confronti delle lavoratrici che abbiano adottato bambini o che li
abbiano ottenuti in affidamento preadottivo si applica l’articolo 6 della
legge 9 dicembre 1977, n. 903.
(10) Nessuna indennità è dovuta dal datore di lavoro per tutto il periodo di
assenza obbligatoria e facoltativa, fatto salvo quanto previsto all’articolo
118 del presente contratto.

Articolo 132

(1) Il diritto di assentarsi dal lavoro, trascorso il periodo di astensione
obbligatoria della lavoratrice madre, per un periodo di sei mesi entro il
primo anno di età del bambino ed il relativo trattamento economico, previsti
rispettivamente dagli articoli 7 e 15 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204,
nonché il diritto di assentarsi dal lavoro durante la malattia del bambino
di età inferiore a tre anni sono riconosciuti anche al padre lavoratore,
anche se adottivo o affidatario, ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184,
in alternativa alla madre lavoratrice ovvero quando i figli siano affidati
al solo padre.
(2) A tal fine, il padre lavoratore deve presentare al proprio datore di
lavoro una dichiarazione da cui risulti la rinuncia dell’altro genitore ad
avvalersi dei diritti di cui sopra, nonché nel caso di malattia del bambino
di età inferiore a tre anni, il relativo certificato medico.
(3) Nel caso di assenza per un periodo di sei mesi entro il primo anno di
età del bambino, il padre lavoratore, entro dieci giorni dalla dichiarazione
di cui al comma precedente deve altresì presentare al proprio datore di
lavoro una dichiarazione del datore di lavoro dell’altro genitore da cui
risulti l’avvenuta rinuncia.
(4) I periodi di assenza di cui ai precedenti comma sono computati agli
effetti indicati dall’articolo 7, ultimo comma, della legge 30 dicembre
1971, n. 1204.

Articolo 133

(1) Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il
primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili,
durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di
lavoro è inferiore a sei ore.
(2) Detti periodi di riposo hanno durata di un’ora ciascuno e comportano il
diritto della lavoratrice madre ad uscire dall’azienda; sono di mezz’ora
ciascuno e non comportano il diritto ad uscire dall’azienda quando la
lavoratrice voglia usufruire della camera di allattamento o dell’asilo nido,
ove istituiti dal datore di lavoro nelle dipendenze dei locali di lavoro.
(3) Per detti riposi, con effetto dal 1° gennaio 1980, è dovuta dall’INPS
un’indennità pari all’intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi
medesimi.
(4) L’indennità è anticipata dal datore di lavoro ed è portata a conguaglio
con gli importi dovuti all’ente assicuratore, ai sensi dell’articolo 8 della
legge 9 dicembre 1977, n. 903.
(5) I riposi di cui al presente articolo sono indipendenti dalle normali
interruzioni previste agli articoli 76 e 78 del presente Contratto e da
quelle previste dagli articoli 18 e 19 della legge 26 aprile 1934, n. 653
sulla tutela del lavoro della donna.
(6) La lavoratrice ha diritto altresì ad assentarsi dal lavoro durante la
malattia del bambino di età inferiore a tre anni, dietro presentazione di
certificato medico.
(7) I periodi di assenza di cui al precedente comma sono computabili solo ai
fini di cui all’articolo 7, ultimo comma, della legge 30 dicembre 1971, n.
1204.

Articolo 134

(1) La lavoratrice in stato di gravidanza ha l’obbligo di esibire al datore
di lavoro il certificato rilasciato dall’Ufficiale sanitario o da un medico
del servizio sanitario nazionale e il datore di lavoro è tenuto a darne
ricevuta.
(2) Per usufruire dei benefici connessi al parto ed al puerperio la
lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro entro il quindicesimo
giorno successivo al parto il certificato di nascita del bambino rilasciato
dall’ufficiale di Stato Civile o il certificato di assistenza al parto,
vidimato dal Sindaco, previsto dal R.D.L. 15 ottobre 1936, n. 2128.
(3) Nel caso di dimissioni presentate durante il periodo il cui è previsto
il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto al trattamento di
fine rapporto previsto dall’articolo 152 e ad una indennità pari a quella
spettante in caso di preavviso, secondo le modalità previste dall’articolo
138.
(4) La ripresa del lavoro da parte della lavoratrice determina di diritto lo
scioglimento senza preavviso del rapporto di lavoro della persona assunta in
sua sostituzione, purché a questa sia stata data notizia, all’atto
dell’assunzione, del carattere provvisorio del rapporto stesso.
(5) Per quanto non previsto dal presente Contratto in materia di gravidanza
e puerperio valgono le norme di legge ed i regolamenti vigenti.

CAPO V – CHIAMATA ALLE ARMI

SERVIZIO MILlTARE DI LEVA

Articolo 135

(1) La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva è disciplinata
dal D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 303, a norma del quale il rapporto di
lavoro non viene risolto, ma si considera sospeso per il periodo del
servizio militare di leva, con diritto alla conservazione del posto.
(2) Al termine del servizio militare di leva per congedo o per invio in
licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore entro trenta giorni
dal congedamento o dall’invio in licenza deve porsi a disposizione del
datore di lavoro per riprendere servizio, in mancanza di che il rapporto di
lavoro è risolto.
(3) Il periodo trascorso in servizio militare va computato nell’anzianità di
servizio ai soli effetti dell’indennità di anzianità, in vigore alla data
del 31 maggio 1982, e del preavviso.
(4) A decorrere dal 1° giugno 1982, il periodo trascorso in servizio
militare è considerato utile per il trattamento di fine rapporto, ai soli
fini dell’applicazione del tasso di rivalutazione di cui all’articolo 2120
del codice civile come modificato dalla legge 29 maggio 1982, n. 297.
(5) Non saranno, invece, computati a nessun effetto, nell’anzianità, i
periodi di ferma volontaria eccedenti la durata normale del servizio di
leva.
(6) Nel caso di cessazione dell’attività dell’azienda, il periodo trascorso
in servizio militare sarà computato nell’anzianità del lavoratore fino alla
cessazione della stessa.
(7) Le norme di cui al presente articolo si applicano, per effetto
dell’articolo 7 della legge 15 dicembre 1972, n. 772, sul riconoscimento
dell’obiezione di coscienza anche ai lavoratori che prestano servizio civile
sostitutivo, nonché per effetto della legge 9 febbraio 1978, n. 38 sulla
cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo, ai lavoratori ai
quali sia riconosciuta la qualifica di volontari in servizio civile, ai
sensi della legge stessa.
(8) Le norme del presente articolo si applicano nel caso di contratto a
termine, limitatamente alla durata del contratto stesso.

RICHIAMO ALLE ARMI

Articolo 136

(1) In caso di richiamo alle armi il lavoratore ha diritto per il periodo in
cui rimane sotto le armi, alla conservazione del posto.
(2) Tale periodo va computato nella anzianità di servizio ai soli effetti
della indennità di anzianità in vigore fino alla data del 31 maggio 1982,
nonché degli scatti di anzianità e del preavviso.
(3) Durante il periodo di richiamo alle armi tutto il personale avrà diritto
al trattamento previsto dalla legge 10 giugno 1940, n. 653 (Cfr. Sentenza
Corte Costituzionale 4 maggio 1984, n. 136).
(4) Il trattamento previsto dalle norme di legge e contrattuale a favore dei
richiamati ha termine con la cessazione dell’attività dell’azienda.
(5) Gli assegni di cui sopra saranno liquidati al personale dei pubblici
esercizi retribuito in tutto o in parte con la percentuale di servizio,
sulla base della retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 108.
(6) Alla fine del richiamo – sia in caso di invio in congedo come quello di
invio in licenza illimitata in attesa di congedo – il lavoratore deve porsi
a disposizione del datore di lavoro per riprendere la sua occupazione entro
il termine di cinque giorni se il richiamo ha avuto durata non superiore ad
un mese, di otto giorni se ha avuto durata superiore ad un mese, ma non a
sei mesi, di quindici giorni se ha avuto durata superiore a sei mesi; nel
caso che, senza giustificato impedimento il lavoratore non si ponga a
disposizione del datore di lavoro nei termini sopra indicati, sarà
considerato dimissionario.

TITOLO VIII – RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

CAPO I – RECESSO

Articolo 137

(1) Fermo restando quanto previsto dalle leggi n. 604 del 1966 e n. 300 del
1970, così come modificate dalla legge n. 108 del 1990, nei casi consentiti
dalla legge, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a
tempo indeterminato, dando preavviso scritto, a mezzo di lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno, nei termini stabiliti dal successivo
articolo 138.

CAPO II – PREAVVISO

Articolo 138

(1) Tanto per il caso di licenziamento quanto per quello di dimissioni i
termini di preavviso sono i seguenti:
a) fino a 5 anni di servizio compiuti:

Quadri A e B quattro mesi
livello I due mesi
livello II e III un mese
livello IV e V 20 giorni
livello VIS, VI e VII 15 giorni

b) oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:

Quadri A e B cinque mesi
livello I tre mesi
livello II e III 45 giorni
livello IV e V 30 giorni
livello VIS, VI e VII 20 giorni

c) oltre i 10 anni di servizio compiuti:

Quadri A e B sei mesi
livello I quattro mesi
livello II e III due mesi
livello IV e V 45 giorni
livello VIS, VI e VII 20 giorni

d) Apprendisti 10 giorni

(2) Durante il periodo di preavviso per licenziamento, il dipendente avrà
diritto ad un permesso straordinario di due ore giornaliere per le pratiche
relative alla ricerca di altra occupazione.

INDENNITA’ SOSTITUTIVA DEL PREAVVISO

Articolo 139

(1) Il datore di lavoro, in luogo del preavviso, potrà dare al personale
licenziato, per l’intero periodo di preavviso stesso, la normale
retribuzione salvo quanto diversamente previsto per i pubblici esercizi
all’articolo 287.
(2) Il dipendente avrà uguale obbligo di indennizzo verso il datore di
lavoro, laddove si dimetta senza rispettare i termini di preavviso.
(3) Il datore di lavoro avrà diritto di rivalersi di tale indennizzo sulle
competenze di spettanza del dipendente dimissionario, oppure su altri
crediti eventualmente in sue mani in dipendenza del rapporto di lavoro e di
proprietà dello stesso dipendente.
(4) Nei casi di licenziamento il preavviso non può avere inizio nè durante
la malattia nè durante le ferie. Le ferie non possono essere concesse
durante il preavviso.

CAPO III – DIMISSIONI

Articolo 140

(1) Le dimissioni del dipendente, che sia o non in servizio, devono essere
presentate con disdetta scritta e con i termini di preavviso stabiliti
all’articolo 138 ferme restando in difetto le norme di cui all’articolo 139.
(2) Il datore di lavoro può rinunciare al preavviso se richiesto dal
dimissionario facendo cessare subito il rapporto di lavoro. Quando il datore
di lavoro voglia di sua iniziativa far cessare il rapporto prima della
scadenza del termine di preavviso, potrà farlo corrispondendo però al
dimissionario l’indennità relativa al periodo di anticipata risoluzione del
rapporto.

Articolo 141

(1) Al dipendente in ogni caso di dimissioni spetta il trattamento di fine
rapporto di cui all’articolo 152.

GIUSTA CAUSA

Articolo 142

(1) Il lavoratore che si dimette per giusta causa ai sensi dell’articolo
2119 del Codice Civile, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto,
anche all’indennità sostitutiva del preavviso.
(2) Non avrà diritto ad alcun preavviso o corrispondente indennità quel
datore di lavoro che si fosse reso colpevole di ingiurie od atti lesivi per
l’onore e per la dignità del dipendente; e se per tali fatti il dipendente
ritenesse opportuno risolvere il rapporto, avrà diritto alle indennità
stabilite dagli articoli 139 e 152 salvo ogni maggior diritto per il
risarcimento di danni morali e materiali.

MATRIMONIO

Articolo 143

(1) In conformità dell’articolo 1, comma 4, legge 9 gennaio 1963, n. 7, le
dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il
giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio in quanto segua la
celebrazione e la scadenza di un anno dalla celebrazione stessa sono nulle
se non risultano confermate entro un mese all’Ufficio del Lavoro.
(2) La lavoratrice che rassegni le dimissioni per contrarre matrimonio ha
diritto sempre che abbia compiuto il periodo di prova al trattamento di fine
rapporto previsto dall’articolo 152 con esclusione dell’indennità
sostitutiva del preavviso.
(3) Anche in questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto
con l’osservanza dei termini di preavviso di cui all’articolo 138 e
confermate, a pena di nullità, all’Ufficio del Lavoro entro il termine di un
mese.
(4) L’indennità di cui al secondo comma del presente articolo sarà
corrisposta alla lavoratrice dimissionaria all’atto della esibizione del
certificato di matrimonio, purché tale esibizione sia effettuata entro sei
mesi dalla data della risoluzione del rapporto di lavoro.

CAPO IV – LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PER GIUSTA CAUSA O GIUSTIFICATO MOTIVO
Articolo 144

(1) Ai sensi e con i limiti previsti dalle leggi 15 luglio 1966 n. 604, 20
maggio 1970, n. 300, 11 maggio 1990 n. 108 e successive modifiche ed
integrazioni, il licenziamento individuale non può effettuarsi che per:
a)"giusta causa" senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato o
prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato,
qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche
provvisoria, del rapporto (articolo 2119 del Codice Civile).
b)"giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il
licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi
contrattuali del prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti alla
attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare
funzionamento di essa.
(2) Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a
mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, al lavoratore, che può
chiedere, entro quindici giorni dalla comunicazione, i motivi che lo hanno
determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per
iscritto entro sette giorni dalla richiesta.
(3) Il licenziamento intimato senza l’osservanza delle norme di cui al
precedente comma è inefficace.
(4) Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo, i
lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei requisiti
di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, fatte salve le
deroghe di legge emanate ed emanande.
(5) In via esemplificativa ricadono sotto il provvedimento del licenziamento
per "giusta causa" le seguenti infrazioni:
a) recidiva reiterata nelle mancanze di cui alle lettere a) e b) del settimo
comma dell’articolo 96;
b) assenze ingiustificate protratte per oltre cinque giorni;
c) irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo
delle presenze al lavoro;
d)abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio alla incolumità
delle persone e alla sicurezza degli impianti (centrali termiche ed impianti
di condizionamento d’aria);
e) gravi guasti provocati per negligenza al materiale dell’azienda;
f) diverbio litigioso seguito da vie di fatto, gravi offese alla dignità,
all’onore o gravi fatti di pregiudizio agli interessi del proprietario,
della sua famiglia, dei superiori, della clientela e dei colleghi di lavoro,
previo accertamento delle responsabilità sul fatto avvenuto;
g) grave abuso delle norme relative al trattamento di malattia;
h) asportazione di materiale dall’interno dell’azienda o danneggiamento
volontario di detto materiale;
i) rifiuto di eseguire i compiti ricadenti nell’ambito delle mansioni
afferenti alla qualifica d’inquadramento, ferma restando la norma
dell’articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n. 300, dopo l’applicazione
delle sanzioni di cui alle lettere a), b), c) e d) del primo comma
dell’articolo 93;
l) accertata insubordinazione verso i superiori accompagnata da
comportamento oltraggioso;
m) reiterato stato di ubriachezza.

Articolo 145

(1) Il licenziamento del lavoratore seguito da una nuova assunzione presso
la stessa ditta deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici quando
sia rivolto alla violazione delle norme protettive dei diritti del
lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.
(2) Il licenziamento si presume comunque simulato – salvo prova del
contrario – se la nuova assunzione venga effettuata entro un mese dal
licenziamento.

LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO

Articolo 146

(1) Il licenziamento determinato da ragioni discriminatorie ai sensi
dell’articolo 4 della legge 15 luglio 1966 n. 604, e dell’articolo 15 della
legge 20 maggio 1970 n. 300, come modificato dall’articolo 13 della legge 9
dicembre 1977, n. 903 è nullo indipendentemente dalla motivazione addotta e
comporta, quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di
lavoro, le conseguenze previste dall’articolo 18 della legge 20 maggio 1970,
n. 300, come modificato dalla legge n. 108 del 1990.

MATRIMONIO

Articolo 147

(1) Ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 gennaio 1963, n. 7, è nullo il
licenziamento della lavoratrice attuato a causa di matrimonio; a tali
effetti si presume disposto per causa di matrimonio il licenziamento
intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della
richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la
celebrazione, e la scadenza di un anno dalla celebrazione stessa.
(2) Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della
lavoratrice verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente non è
dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle
lettere a), b) e c) del terzo comma dell’articolo 2 della legge 30 dicembre
1971, n. 1204, e cioè: licenziamento per giusta causa, cessazione della
attività dell’azienda, ultimazione della prestazione per la quale la
lavoratrice è stata assunta o risoluzione del rapporto di lavoro per
scadenza del termine per il quale è stato stipulato.
(3) Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla
lavoratrice nel periodo specificato nel primo comma del presente articolo,
si rinvia al precedente articolo 143.

CAPO V- PROCEDURE DI CONCILIAZIONE ED ARBITRATO

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

Articolo 148

(1) Le controversie relative ai licenziamenti individuali saranno demandate
alla Commissione di cui all’articolo 18, per il tentativo di conciliazione
di cui all’articolo 7 della legge n. 604 del 15 luglio 1966 e per il
tentativo obbligatorio di conciliazione di cui all’articolo 5 della legge 11
maggio 1990, n. 108.
(2) Il termine di 60 giorni previsto dal comma 1 dell’articolo 6 della legge
n. 604 del 15 luglio 1966 per l’impugnativa del licenziamento resta sospeso
fino all’esaurimento della procedura conciliativa di cui al precedente
comma.
(3) Copia del verbale delle vertenze per i licenziamenti individuali dovrà
essere inviata all’Ufficio Provinciale del Lavoro competente per territorio.

COLLEGIO ARBITRALE

Articolo 149

(1) Ove il tentativo di conciliazione previsto dal precedente articolo 148
fallisca, ciascuna delle parti entro il termine di venti giorni potrà
promuovere, anche attraverso l’Associazione sindacale cui è iscritta o
conferisce mandato, il deferimento della controversia al Collegio arbitrale.

COMPOSIZIONE

Articolo 150

(1) Il Collegio arbitrale dovrà essere costituito di volta in volta a
livello territoriale.
(2) Il Collegio dovrà essere composto da un rappresentante del datore di
lavoro e da un rappresentante del lavoratore, nominati rispettivamente dalle
competenti Organizzazioni Sindacali, e da un presidente scelto di comune
accordo dalle stesse Organizzazioni tra i nominativi compresi in una lista
precedentemente concordata.
(3) In caso di mancato accordo per la nomina del presidente, si procederà al
sorteggio tra i componenti la lista suddetta.
(4) Il Presidente, non appena ricevuto l’incarico, provvede a convocare
entro quindici giorni il Collegio arbitrale, che dovrà pronunciarsi entro i
quindici giorni successivi alla prima convocazione.

COMPITI

Articolo 151

(1) Il Collegio arbitrale, ritenendo ingiustificato il licenziamento, emette
motivata decisione per il ripristino del rapporto di lavoro secondo quanto
previsto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604 e dalla legge 11 maggio 1990, n.
108. Nel caso in cui il datore di lavoro non intenda provvedere alla
riassunzione, deve darne comunicazione al Collegio entro il termine massimo
di tre giorni.
(2) Il Collegio, non appena a conoscenza di tale decisione, o comunque
trascorso l’anzidetto termine di tre giorni senza che l’azienda abbia
provveduto alla riassunzione determina l’indennità che il datore di lavoro
deve corrispondere al lavoratore.
(3) L’importo dell’indennità suddetta non può essere inferiore a due
mensilità e mezzo ne superiore a sei dell’ultima retribuzione e deve essere
determinato avendo riguardo al numero dei dipendenti occupati, alle
dimensioni della impresa, alla anzianità di servizio del lavoratore al
comportamento ed alle condizioni delle parti.
(4) La misura massima della predetta indennità è elevata a dieci mensilità
per i prestatori di lavoro con anzianità superiore a dieci anni e può essere
maggiorata fino a quattordici mensilità per il prestatore di lavoro con
anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che
occupa più di quindici prestatori di lavoro.
(5) Per mensilità di retribuzione si intende quella presa a base per la
determinazione del trattamento di fine rapporto.

CAPO VI – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 152

(1) In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro il prestatore di
lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto.
(2) Per i periodi di servizio prestati a partire dal 1° giugno 1982 il
trattamento di cui al comma precedente verrà calcolato in base a quanto
stabilito dalla legge 29 maggio 1982 n. 297.
(3) Per i periodi di servizio prestati sino al 31 maggio 1982 il trattamento
suddetto verrà calcolato, salvo quant’altro stabilito dalla stessa legge n.
297 del 1982, nelle misure e con le modalità previste per ciascun comparto
nella parte speciale del presente Contratto, fermo restando che per le
frazioni di anno il trattamento verrà computato per dodicesimi e le frazioni
di mese pari o superiori ai quindici giorni di calendario saranno
considerate come mese intero, mentre quelle inferiori non verranno prese in
considerazione.
(4) Ai fini di cui al comma precedente, il lavoratore appartenente a
qualifica non impiegatizia, in caso di promozione a categoria impiegatizia,
conserva le proprie anzianità maturate nelle rispettive qualifiche di
impiegato e di lavoratore con mansioni non impiegatizie.
(5) Per quant’altro non espressamente previsto in materia di trattamento di
fine rapporto si applicano le norme della legge 29 maggio 1982 n. 297
(allegato N).

CHIARIMENTO A VERBALE

Il trattamento di fine rapporto è costituito da quanto di competenza dei
lavoratori in base alle norme del presente articolo e dalle somme già
percepite a titolo di indennità di anzianità dai lavoratori aventi diritto
ai sensi di quanto stabilito nell’allegato B al CCNL 8 luglio 1982.

Articolo 153

(1) Il trattamento di fine rapporto deve essere corrisposto al dipendente
all’atto della cessazione dal servizio.
(2) Quando ragioni tecniche derivanti dalla elaborazione meccanografica
centralizzata delle retribuzioni lo impediscano, la liquidazione del
trattamento dovrà comunque avvenire non oltre trenta giorni dalla data di
cessazione del rapporto di lavoro.
(3) In caso di cessione o di trasformazione in qualsiasi modo dell’azienda,
il personale conserva i diritti acquisiti.
(4) Il nuovo proprietario è esonerato dall’obbligo di riconoscere tali
diritti qualora essi siano stati liquidati dal precedente proprietario.
(5) In caso di fallimento della ditta il dipendente ha diritto all’indennità
di preavviso e al trattamento di fine rapporto stabiliti dal presente
Contratto ed il complessivo suo avere sarà considerato credito privilegiato
nei limiti e nelle forme di legge.

Articolo 154

(1) In caso di decesso del dipendente, il trattamento di fine rapporto e
l’indennità sostitutiva del preavviso saranno corrisposti agli aventi
diritto secondo le norme contenute nel Codice Civile.

CAPO VII – RESTITUZIONE DOCUMENTI DI LAVORO

Articolo 155

(1) Alla cessazione del rapporto di lavoro l’azienda dovrà riconsegnare al
dipendente, che ne rilascerà ricevuta, il libretto di lavoro ed ogni altro
documento di sua pertinenza, un certificato con l’indicazione del tempo
durante il quale il prestatore d’opera è stato alle sue dipendenze e le
mansioni dallo stesso svolte, il modello 101 o una dichiarazione fiscale
sostitutiva, nonché il modello 01/MS.
(2) La consegna dei documenti, ivi compreso il certificato di servizio,
dovrà effettuarsi in ogni caso, indipendentemente cioè dalle eventuali
divergenze o vertenze tra l’azienda e il dipendente, entro il termine di tre
giorni dalla data di cessazione del rapporto, salvo che per il modello 01/MS
ed il modello 101 o la dichiarazione fiscale sostitutiva che dovranno essere
consegnati appena regolarizzati e comunque non oltre i termini di legge.

TITOLO IX – VIGENZA CONTRATTUALE

DECORRENZA E DURATA

Articolo 156

(1) Il presente Contratto, fatte salve le specifiche decorrenze
espressamente previste per i singoli istituti, decorre dal 1° luglio 1994 e
sarà valido sino al 30 giugno 1998 per la parte normativa e fino al 30
giugno 1996 per la parte retributiva.
(2) Si intenderà tacitamente rinnovato quando non ne sia stata data disdetta
da una delle parti stipulanti a mezzo lettera raccomandata almeno tre mesi
prima della scadenza.
(3) Il presente Contratto continuerà a produrre i suoi effetti anche dopo la
scadenza di cui sopra, fino alla data di decorrenza del successivo accordo
di rinnovo.

PROCEDURE PER IL RINNOVO DEL CCNL

Articolo 157

(1) La piattaforma per il rinnovo del presente Contratto sarà presentata in
tempo utile per consentire l’apertura delle trattative tre mesi prima della
scadenza.
(2) Durante i tre mesi precedenti la scadenza e nel mese successivo e,
comunque, per un periodo complessivamente pari a quattro mesi dalla data di
presentazione della piattaforma, le Parti non assumeranno iniziative
unilaterali né procederanno ad azioni dirette.
(3) In caso di mancato accordo, dopo tre mesi dalla data di scadenza del
Contratto e, comunque, dopo tre mesi dalla data di presentazione della
piattaforma di rinnovo se successiva alla scadenza del Contratto, verrà
corrisposto ai lavoratori dipendenti un elemento provvisorio della
retribuzione pari al trenta per cento del tasso di inflazione programmato,
applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa la ex
indennità di contingenza. Dopo sei mesi detto importo sarà pari al cinquanta
per cento della inflazione programmata. Tale meccanismo sarà unico per tutti
i lavoratori.
(4) La violazione delle disposizioni di cui al secondo comma del presente
articolo comporterà, a carico della Parte che vi avrà dato causa, l
‘anticipazione o lo slittamento di tre mesi del termine a partire dal quale
decorre l’indennità di vacanza contrattuale.
(5) Dalla decorrenza dell’accordo di rinnovo del Contratto, l’indennità di
vacanza contrattuale cessa di essere corrisposta.

INDENNITA’ DI VACANZA CONTRATTUALE – NORMA TRANSITORIA

Articolo 158

(1) In applicazione del Protocollo 23 luglio 1993, le Parti confermano che
gli importi mensili dell’indennità di vacanza contrattuale dovuti ai
lavoratori dipendenti da aziende del settore Turismo nel periodo
febbraio-aprile 1994 e maggio-agosto 1994 sono i seguenti.
febbraio – aprile maggio – agosto

A 23.677 39.461
B 22.145 36.908
I 20.842 34.736
II 19.309 32.182
III 18.384 30.641
IV 17.508 29.180
V 16.599 27.665
VIS 16.088 26.813
VI 15.895 26.491
VII 15.091 25.152

(2) Con lo stesso metodo sono stati determinati gli importi dell’indennità
di vacanza contrattuale dovuti agli apprendisti, ai lavoratori minori ed ai
lavoratori dipendenti delle aziende definite minori dalle parti speciali del
CCNL.
(3) Resta inteso che, a decorrere dal mese di settembre 1994, l’indennità di
vacanza contrattuale cessa di essere erogata.

TITOLO X- AZIENDE ALBERGHIERE

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 159

(1) La classificazione del personale per il comparto delle aziende
alberghiere è la seguente.
AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1° luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.

quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.

- Direttore

quadro B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa e cioè:
- Vice Direttore;
- Food and Beverage Manager, intendendosi per tale il lavoratore cui è
affidata, in strutture organizzative particolarmente complesse con elevato
livello di servizio, la responsabilità della conduzione e pianificazione di
tutti i servizi di ristorazione rispondendo dell’organizzazione dei servizi
e formulando standards di qualità, quantità e costo;
- Room Division Manager, intendendosi per tale colui che, in strutture
organizzative particolarmente complesse con elevato livello di servizio,
gestisce, con funzioni di supervisione, il settore comprendente i servizi di
ricevimento, portineria, piani, guardaroba e lavanderia, verificando e
determinando indirizzi organizzativi atti a coordinare i vari servizi,
fornendo inoltre proiezione di dati che possono essere usati per la
compilazione di situazioni relative all’attività gestionale;
- Capo Settore Commerciale – Capo Settore Marketing, intendendosi per tale
il lavoratore cui è affidata, in strutture organizzative particolarmente
complesse con elevato livello di servizio, la responsabilità della direzione
esecutiva, dell’organizzazione e pianificazione delle varie attività di
programmazione, promozione e vendita, delle quali analizza criticamente i
risultati formulando sintesi di situazioni preventive e consuntive;
- Capo Settore amministrativo – Capo Settore Personale, intendendosi per
tali quei lavoratori che, in strutture organizzative particolarmente
complesse con elevato livello di servizio, provvedono con autonomia tecnica
di gestione alla elaborazione, analisi controllo e verifica di fatti
amministrativi e/o attinenti all’amministrazione del personale, formulando
sintesi di situazioni preventive e/o consuntive;
- Capo Settore Acquisti – Economato, intendendosi per tale colui che, in
particolari e complesse strutture organizzative con elevato livello di
servizio articolate in vari settori, abbia autonomia tecnica e
amministrativa di gestione, pianificando, in collaborazione con gli altri
capi dei settori interessati, la politica di tutti gli acquisti;
- Capo Settore Tecnico, intendendosi per tale colui che in strutture
organizzative particolarmente complesse con elevato livello di servizio,
abbia piena autonomia tecnica ed amministrativa di gestione, coordini ed
organizzi l’attività dei responsabili degli impianti tecnici, attuando in
piena autonomia soluzioni e proposte fornitegli;
- Capo Centro Edp, intendendosi per tale colui che in autonomia esecutiva ha
la responsabilità delle direttive e dei programmi aziendali di un centro di
elaborazione dati, organizza e pianifica risorse umane e tecniche in
funzione dei progetti intendendo per tali una serie coordinata di procedure
atte alla risoluzione completa ed integrata di un sistema informativo
aziendale;
- Capo Settore Sedi Congressuali Alberghiere e Manifestazioni, intendendosi
per tale colui che, in strutture particolarmente complesse, abbia la
responsabilità della direzione, organizzazione e pianificazione delle varie
attività – programmazione, promozione, vendita – che si svolgono in una sede
congressuale alberghiera, analizzando criticamente i risultati e formulando
sintesi di situazioni preventive e consuntive.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Responsabile di Ristorante, intendendosi per tale colui che, in strutture
particolarmente complesse dotate di ristorante con elevato livello di
servizio, sovrintende, coordina e gestisce tutta l’attività relativa al
ristorante stesso, collaborando alla progettazione della linea di
ristorazione e curando la promozione del ristorante anche attraverso idonee
azioni di marketing e di relazioni esterne;
- Responsabile dei Servizi prenotazione, intendendosi per tale colui che, in
strutture articolate e complesse coordina con adeguata conoscenza
professionale dell’organizzazione del settore turistico, l’attività del
servizio, sovrintende alla sua gestione, con particolare riferimento ai
sistemi di comunicazione, contribuendo a impostarne e svilupparne le
politiche, curando i rapporti con i grandi utenti e gli interlocutori del
servizio stesso;
- Responsabile Vendite centralizzate, intendendosi per tale colui che,
operando nell’ambito di strutture commerciali articolate e complesse nonché
avvalendosi di qualificate conoscenze professionali coordina e sovrintende
all’attività della rete di vendita, avendo cura che siano rispettate le
politiche commerciali ed implementati gli obiettivi di marketing
dell’azienda;
- Responsabile Tecnico di area;
- Analista Sistemista, intendendosi per tale quel lavoratore che sia in
grado di svolgere la propria attività in assoluta autonomia tecnica anche se
secondo indirizzi di progetto, vale a dire una serie coordinata di procedure
atte alla risoluzione completa ed integrata di un sistema informativo
aziendale;
- Responsabile del coordinamento dei servizi di ricevimento e portineria;
- Capo cuoco responsabile del coordinamento di più cucine;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Capo ricevimento; – Primo portiere;
- Primo maitre d’hotel; – Capo cuoco;
- Prima governante;
- Responsabile impianti tecnici, intendendosi per tale colui che abbia la
responsabilità di tutti gli impianti, ne programmi la manutenzione ordinaria
e straordinaria in forma organica nell’ambito delle disposizioni ricevute,
proponga eventuali modifiche tecniche agli impianti, coordini l’attività del
personale addetto, nonché nei villaggi turistici svolga funzioni di
coordinamento degli altri servizi ad esso affidati, rispetto ai quali abbia
la responsabilità di attuare gli indirizzi organizzativi;
- Capo Barman, intendendosi per tale il responsabile delle attività di più
bar operanti contemporaneamente e/o autonomamente;
- Coordinatore del centro prenotazioni;
- Capo servizio amministrativo;
- Capo servizio personale;
- Capo C.E.D.;
- Analista – Programmatore C.E.D.;
- Assistente del Direttore, intendendosi per tale il lavoratore che svolga
con autonoma iniziativa, nell’ambito delle disposizioni ricevute dalla
direzione, funzioni di coordinamento, collegamento, ispettive e di controllo
di reparti e uffici avvalendosi della propria particolare esperienza
professionale, acquisita nell’ambito dei diversi settori;
- Funzionario di vendita;
- Cassiere centrale, intendendosi per tale quel lavoratore che in aziende
con strutture organizzative complesse, svolga con autonoma iniziativa
nell’ambito delle disposizioni ricevute, funzioni di controllo, collegamento
e coordinamento di più casse funzionanti autonomamente;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisita
mediante approfondita preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche delle responsabilità di coordinamento tecnico -
funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Impiegato addetto all’amministrazione del personale senza capo; -
Controllo amministrativo;
- Corrispondente in lingue estere;
- Segretario ricevimento cassa o amministrazione (il primo Segretario di cui
al CCNL 14 luglio 1976, che svolga funzioni di Capo ricevimento, verrà
inquadrato al secondo livello come Capo ricevimento, restando, viceversa, al
terzo livello con le qualifiche di segretario ricevimento e cassa o
amministrazione, il primo Segretario che non svolga le funzioni di Capo
ricevimento; la figura di Cassiere di cui al CCNL 14 luglio 1976 confluisce
in quella di Segretario ricevimento e cassa o amministrazione);
- Portiere unico;
- Segretario con funzioni di portineria, intendendosi per tale quel
lavoratore che nelle aziende nelle quali le attività di portineria e
ricevimento siano state unificate, svolga i compiti affidatigli con
autonomia operativa con prevalenza delle mansioni di segreteria, ricevimento
e cassa rispetto a quelle di portineria;
- Prima guardarobiera consegnataria, intendendosi per tale colei che abbia
l’incarico di predisporre sulla base di stime tecniche dettate da esigenze
di lavoro le disponibilità di biancheria occorrenti per il servizio, ne
abbia la consegna e coordini l’attività delle altre guardarobiere;
- Dietologo diplomato;
- Infermiere diplomato professionale; – Fisiochinesiterapista diplomato;
- Coordinatore reparto cure sanitarie; – Cuoco unico;
- Sotto capo cuoco;
- Governante unica; – Capo operaio;
- Primo barman (nei casi in cui il Primo Barman svolga funzioni di Capo dei
Servizi di bar va inquadrato al secondo livello);
- Maitre (nella nuova qualifica di Maitre confluiscono quei lavoratori che
svolgono mansioni di Secondo Mastre in subordine a un Capo servizio e quelli
che in posizione unica, direttamente interessati alla fase lavorativa,
operano in sala secondo istruzioni specifiche ricevute da personale di
inquadramento superiore o direttamente dal Gerente);
- Capo centralinista, intendendosi per tale il lavoratore che in complesse
strutture organizzative sia responsabile del controllo, verifica e
coordinamento dell’attività dei centralinisti e svolga altresì mansioni
complesse che comportano una specifica ed adeguata conoscenza professionale
delle comunicazioni e delle tariffazioni nazionali ed internazionali, con
adeguata conoscenza delle lingue estere;
- Barman unico;
- Economo e/o magazziniere consegnatario non considerati nei livelli
superiori;
- Portiere di notte;
- Operaio specializzato provetto, intendendosi per tale il lavoratore in
possesso di conoscenze tecnico – specialistiche tali da consentirgli di
interpretare schemi e/o disegni, di individuare e valutare i guasti,
scegliere la successione e le modalità d’intervento, i mezzi di esecuzione,
nonché di operare interventi di elevato grado di difficoltà per
aggiustaggio, riparazione e manutenzione di impianti ed attrezzature
complesse;
- Programmatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico – pratica o di vendita e relative
operazioni complementari, che richiedono il possesso di conoscenze
specialistiche comunque acquisite e cioè:
- Segretario, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di precise
e dettagliate istruzioni, nel rispetto delle procedure stabilite, svolga
operazioni di rilevazione ed elaborazione ed attività di corrispondenza;
- Stenodattilografa con funzioni di segreteria; – Addetto a macchine
elettrocontabili; – Guardarobiera unica consegnataria; – Portiere (ex
secondo portiere ed ex turnante); – Cuoco capo partita;
- Chef de rang, sala, piani, vini, trinciatore; – Seconda governante;
- Barman;
- Capo lavandaio, Dispensiere, Cantiniere e Caffettiere;
- Centralinista lingue estere, intendendosi per tale quel lavoratore che
avendo buona e specifica conoscenza delle lingue estere, sia in grado di
eseguire prestazioni specializzate oltre che per le comunicazioni interne
anche per quelle internazionali determinandone anche le tariffe;
- Capo garage;
- Capo giardiniere;
- Operaio specializzato, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature;
- Addetto fangoterapia;
- Massoterapista;
- Infermiere;
- Estetista;
- Istruttore di nuoto con brevetto;
- Istruttore di ginnastica correttiva;
- Operatore C.E.D., intendendosi per tale colui che pur operando a livello
di procedura non è in grado di agire in completa autonomia tecnica ma svolge
funzioni raccogliendo informazioni e dati necessari onde valutare ed operare
nella struttura procedurale informatica nonché intervenire su programmi
preesistenti secondo istruzioni logiche;
- Conducente di automezzi pesanti, intendendosi per tale quel lavoratore che
in possesso dei requisiti previsti dalla legge venga adibito alla conduzione
di automezzi di peso complessivo a pieno carico superiore a 3.500 Kg;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico – pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Centralinista;
- Telescriventista;
- Magazziniere comune con funzioni operaie;
- Assistente ai bagnanti (ex marinaio di salvataggio);
- Addetto amministrazione personale, al controllo amministrativo, al
ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e movimento
personale, con mansioni d’ordine;
- Cassiere bar ristorante;
- Dattilografo;
- Conduttore con lingue; – Autista;
- Giardiniere;
- Pulitore, lavatore a secco; – Lavandaio unico;
- capo stiratrice, cucitrice, rammendatrice o unica; – Caffettiere,
dispensiere, cantiniere o unici;
- Facchino di notte e/o guardiano di notte anche con compiti di controllo
alla porta e movimento clienti;
- Guardia giurata;
- Cameriera sala e piani, intendendosi per tale colei che oltre ad assolvere
alle tradizionali mansioni di pulizia e riassetto delle camere e degli
ambienti comuni, operi anche nel servizio di ristorazione;
- Conducente automezzi leggeri, intendendosi per tale quel lavoratore che,
in possesso dei requisiti previsti dalla legge venga adibito alla conduzione
di automezzi o autoveicoli per uso speciale o trasporti specifici, di peso
complessivo a pieno carico fino a 3.500 Kg, autoveicoli per trasporto
promiscuo e autovetture trainanti rimorchi leggeri; motoveicoli con peso a
vuoto superiore a 400 Kg;
- Operaio qualificato, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
dettagliate indicazioni esegue lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature;
- Demi Chef de Rang laddove il servizio di sala sia organizzato in ranghi;
- Cuoco, Cameriere, Barista, intendendosi per tali coloro che prestano la
propria attività in aziende alberghiere nelle quali la natura e la struttura
del servizio di ristorazione, per la semplicità dei modelli organizzativi
adottati, non ha caratteristiche tali da richiedere l’impiego delle figure
professionali previste ai livelli superiori, operando tali aziende con menu
fisso ed avendo le prestazioni fornite carattere semplice e ripetitivo sia
per quanto riguarda la preparazione dei cibi sia per quanto riguarda la
somministrazione degli alimenti e bevande, come ad esempio avviene in molte
aziende alberghiere minori;
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici o meccanografico; -
Addetto alle operazioni di trasporto del fango;
- Addetto alle inalazioni;
- Assistente di portineria, intendendosi per tale colui che con conoscenza
di lingue straniere, su precise e dettagliate disposizioni, esegue compiti
esecutivi di supporto e sostituzione temporanea;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Commis di cucina, sala e piani, bar, diplomato o che abbia comunque
acquisito pluriennale esperienza o pratica di lavoro, nella esecuzione delle
relative mansioni;
- Addetto ai servizi di camera negli esercizi a struttura complessa dove le
operazioni tradizionali di riassetto e pulizia dei piani e delle camere, ivi
compreso il rifornimento delle relative dotazioni, siano attribuite ad un
unico operatore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Addetto di cucina con mansioni di supporto nella preparazione dei cibi e
di riassetto e pulizia delle dotazioni e degli ambienti di lavoro;
- Addetto al self-service, tavola calda, banco bar e sala non diplomato.; -
Addetto portineria;
- Lavandaio;
- Conduttore; – Garagista;
- Rammendatrice, cucitrice, stiratrice;
- Facchino ai piani, ai saloni, ai bagagli;
- Cameriera ai piani, intendendosi per tale colei che assolve alle
operazioni di riassetto, pulizia dei piani e delle camere, ivi compreso il
rifornimento delle relative dotazioni;
- Cameriera villaggi turistici;
- Addetto mensa personale;
- Vetturiere;
- Aiuto reparto cure sanitarie;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia addetto alla sala, cucina, office,
magazzino e relative dotazioni;
- Vestiarista;
- Addetto al mangano ed alla stiratura con apparecchi automatici; -
Commissioniere;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

NOTA A VERBALE

Fermo restando che il rapporto di lavoro nel settore termale è disciplinato
dal C.C.N.L. 29 giugno 1979, laddove a livello territoriale siano stati
stipulati accordi per effetto dei quali ai lavoratori addetti al servizio
delle cure termali all’interno di strutture alberghiere sia stata concordata
l’applicazione del C.C.N.L. del Turismo 10 aprile 1979, si conviene che il
loro inquadramento verrà coordinato, a livello territoriale, d’intesa con le
organizzazioni nazionali, con la classificazione del presente contratto.

CAPO II – CLASSIFICA ESERCIZI ALBERGHIERI

Articolo 160

(1) Per la classifica degli esercizi alberghieri, ai fini della applicazione
del presente Contratto, si fa riferimento a quella determinata ai sensi
delle vigenti disposizioni di legge.
(2) Pertanto, allo stato, tutti gli esercizi alberghieri vengono suddivisi
nelle seguenti categorie:
Alberghi: cinque stelle (ex ctg. lusso); quattro stelle (ex I); tre stelle
(ex II): due stelle (ex III); una stella (ex IV);
Pensioni: tre stelle (ex ctg. I); due stelle (ex II); una stella (ex III).
Locande: una stella.
(3) Nei casi di diversa classificazione ufficiale degli esercizi alberghieri
stabilita dalle apposite leggi regionali le parti si incontreranno per
adeguare ad essa la disciplina contrattuale che risultasse difforme rispetto
al nuovo assetto classificatorio.

CAPO III – APPRENDISTATO

Articolo 161

(1) Ai sensi dell’articolo 2 della legge 9 gennaio 1955, n. 25,
l’apprendistato è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la
capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio:
segretario portiere, chef de rang, barman, seconda governante, operaio
specializzato, centralinista; addetto: all’amministrazione del personale, al
controllo amministrativo, al ricevimento cassa, alla segreteria, al
controllo merci e movimento personale, con mansioni d’ordine; cassiere,
giardiniere, caffettiere, dispensiere, cantiniere, operaio qualificato,
ecc..

Articolo 162

(1) Tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, la durata
dell’apprendistato per la qualifica di Cuoco capo partita è fissata in
quattro anni.

STAGIAIRES

Articolo 163

(1) Per il periodo di esercitazione, nell’intervallo dei corsi scolastici,
gli allievi delle Scuole alberghiere, accolti nelle aziende alberghiere, non
fanno parte del personale e non sono quindi sottoposti a nessuna delle norme
del presente Contratto, purché non prestino servizio effettivo in
sostituzione dei dipendenti normali.

CAPO IV – CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 164

(1) La disciplina del presente capo è correlata con quanto previsto
dall’articolo 58.
(2) Si considerano aziende di stagione quelle previste dall’articolo 1 del
presente Contratto che abbiano comunque un periodo di chiusura durante
l’anno.

Articolo 165

(1) I rapporti di lavoro possono essere costituiti a termini fisso per la
stagione o a tempo indeterminato.
(2) Il contratto a termine fisso può essere prorogato con riguardo alle
esigenze di svolgimento del ciclo dell’attività stagionale.

Articolo 166

(1) Il trattamento dei lavoratori stagionali viene uniformato a quello dei
lavoratori stabili; l’indicazione vale come indirizzo generale. Si riconosce
tuttavia l’opportunità che, specie in materia di nastro lavorativo,
particolari regolamentazioni possano essere definite a livello territoriale.
2) Dette regolamentazioni saranno concordate in sede di contratti
integrativi tenuto conto delle particolari caratteristiche ed esigenze delle
aziende stagionali.

Articolo 167

(1) Il periodo di prova è stabilito nella misura di dieci giorni lavorativi
per tutto il personale.
(2) Non sono sottoposti ad alcun periodo di prova i dipendenti che già in
precedenza abbiano prestato servizio presso la stessa azienda e con la
stessa qualifica.
(3) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in sei
giornate.

Articolo 168

(1) Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 169

(1) La disposizione dell’articolo 91 (licenza matrimoniale) non si applica
alle aziende a carattere stagionale.

Articolo 170

(1) Agli effetti della conservazione del posto di cui all’articolo 92
(disgrazie familiari) si stabilisce che essa è obbligatoria per un periodo
non superiore a sei giorni.

Articolo 171

(1) Fermi restando i valori della paga base nazionale, i contratti
integrativi territoriali determinano le quote di maggiorazione della
retribuzione per i lavoratori stagionali, tenendo conto della durata della
stagione convenuta a quel livello e delle conseguenti meno favorevoli
implicazioni che tale durata riversa sui lavoratori.

Articolo 172

(1) I contratti integrativi dovranno altresì prevedere delle percentuali di
maggiorazione con riferimento ai rapporti di lavoro di durata inferiore a
quella della stagione determinata ai sensi del precedente articolo.

Articolo 173

(1) Analogo trattamento di cui agli articoli 171 e 172 competerà al
personale assunto nei periodi di stagione, da aziende ad apertura annuale
site in località specificamente climatiche o balneari.

Articolo 174

(1) Il periodo di preavviso per il personale assunto a tempo indeterminato
nelle aziende stagionali è di quindici giorni.

Articolo 175

(1) Nelle aziende stagionali, l’apposizione del termine alla durata del
contratto di lavoro deve risultare da atto scritto, una copia del quale sarà
consegnata dal datore di lavoro al dipendente.
(2) Nel contratto a tempo determinato o di stagione, ove il dipendente venga
licenziato senza giustificato motivo o per effetto di chiusura dell’azienda
per colpa e fatto dell’imprenditore, durante il periodo di stagione, avrà
diritto ad un indennizzo pari all’ammontare della retribuzione che gli
sarebbe spettata dal giorno del licenziamento al termine del periodo di
ingaggio, meno le somme già percepite.
(3) Uguale indennizzo, ad eccezione del viaggio, spetterà al datore di
lavoro in caso di constatato ingiusto allontanamento da parte del personale,
con diritto ad esso datore di lavoro di trattenersi l’ammontare di tale
indennizzo sulle somme in sue mani di spettanza del dipendente.
(4) Tale diritto permane anche nel verificarsi dell’ipotesi di licenziamento
per colpa del dipendente.

Articolo 176

(1) Il personale delle aziende stagionali avrà diritto al biglietto di
andata dal punto di ingaggio (o dalla stazione di confine se proveniente
dall’estero).
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova nonché nella ipotesi
di licenziamento – nel contratto a tempo determinato – prima dello scadere
del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e fatto
dell’imprenditore.

Articolo 177

(1) Il caso di epidemia o di altre cause di forza maggiore che obbligassero
il proprietario a chiudere l’esercizio o a diminuire il personale prima
della fine della stagione, le competenti Organizzazioni locali decideranno a
norma dell’articolo 2119 del codice civile.

CAPO V – ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 178

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 179

(1) Il lavoro giornaliero si svolge in uno o due turni. Diversi e più
funzionali criteri di distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero
reclamati dalla peculiare natura dell’attività ricettiva potranno essere
negoziati dalle parti a livello aziendale.
(2) Salve le condizioni di miglior favore comunque conseguite, il nastro
orario è di quattordici ore per il personale di sala, ricevimento e
portineria, e di dodici ore per il restante personale.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 180

(1) Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei
verranno retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25 per cento,
fatte salve le condizioni di miglior favore.
(2) A decorrere dal 1° giugno 1990, al personale con qualifica notturna la
maggiorazione di cui sopra compete nella misura del 12 per cento in quanto
della specificità delle loro prestazioni si è già tenuto conto ai fini
dell’inquadramento e dei relativi livelli retributivi.
(3) Al personale che, peraltro, sostituisca quello con qualifica notturna,
assente per riposo settimanale o per altra causa, compete la normale
maggiorazione del 25 per cento.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 181

(1) Il lavoro straordinario diurno è compensato con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 30 per cento.
(2) Il lavoro straordinario notturno è compensato con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 60 per cento.
(3) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(4) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(5) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(6) Dovrà essere escluso dal lavoro straordinario notturno il personale
alberghiero di servizio al mattino seguente.

CAPO VI – FESTIVITA’

Articolo 182

(1) Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 85 è dovuta, oltre alla normale retribuzione, quella per le ore
di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20 per cento
per lavoro festivo.

CAPO VII – FERIE

Articolo 183

(1) Il periodo di ferie di cui all’articolo 87 potrà essere prolungato previ
accordi tra le parti con l’obbligo di comunicazione alla Commissione
Paritetica territorialmente competente.
(2) Resta inteso che per il maggior periodo di ferie non compete alcuna
retribuzione.
(3) La disciplina di cui al secondo comma può essere applicata anche in caso
di sospensione dell’attività aziendale di durata non superiore ad un mese a
causa di riparazioni.
CAPO VIII – ELEMENTI ECONOMICI

PAGA BASE AZIENDE ALBERGHIERE MINORI

Articolo 184

(1) Negli alberghi di 2 e 1 stelle e nelle pensioni e locande, le paghe base
indicate all’articolo 112 del presente Contratto, sono ridotte dei seguenti
importi:
+ 18 anni – 18 anni

A 22.000 -
B 20.000 -
I 20.000 -
II 17.000 15.000
III 15.000 13.000
IV 13.000 11.000
V 12.000 10.000
VIS 11.000 9.000
VI 11.000 9.000
VII 10.000 8.000

(2) Le riduzioni di cui al presente articolo non si applicano alle
qualifiche di cuoco, cameriere e barista inquadrate al quinto livello.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 185

(1) Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 108 le eventuali quote salariali aggiuntive determinate nei
contratti integrativi e le quote salariali aggiuntive aziendali di cui
all’articolo 39 del CCNL del 16 marzo 1972.

Articolo 186

(1) Poiché dalla nuova classificazione di cui all’articolo 159 possono
determinarsi effetti sulle quote aggiuntive provinciali e/o sulle quote "ad
qualificam aziendali" o comunque definite nel settore degli alberghi, se
stabilite in misura variabile per i diversi livelli retributivi, le parti
convengono che per le sopraddette quote aggiuntive non verrà operata alcuna
perequazione.

SCATTI DI ANZIANITA’- NORME TRANSITORIE

Articolo 187

(a) La misura degli scatti di anzianità spettante al singolo dipendente deve
tener conto delle norme transitorie di cui all’articolo 184 del CCNL Turismo
30 maggio 1991.

PREMIO DI ANZIANITA’

Articolo 188

(1) Il premio di anzianità di cui all’articolo 153 del CCNL 8 luglio 1982
con decorrenza dalla data del 31 maggio 1986 viene soppresso.
(2) Vengono fatti salvi i diritti acquisiti dai lavoratori in servizio al 31
maggio 1986 per i quali l’istituto continua a produrre i suoi effetti
(allegato O).

CAPO IX – MALATTIA

Articolo 189

(1) Durante il periodo di malattia previsto dall’articolo 121 il lavoratore
avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:.
a) ad una indennità pari al cinquanta per cento della retribuzione per i
giorni di malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della
retribuzione per giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico
dell’INPS ai sensi dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al
lavoratore con contratto a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1
della legge 29 febbraio 1980, n. 33. L’importo anticipato dal datore di
lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le
modalità di cui agli articoli 1 e 2 della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
la misura del settantacinque per cento per i giorni dal quarto al ventesimo
e del cento per cento per i giorni dal ventunesimo in poi della retribuzione
giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale
svolgimento del rapporto.
(2) L’integrazione è dovuta per centottanta giorni all’anno solare, fatta
eccezione per i dipendenti assunti con contratto a termine o stagionale per
i quali l’integrazione non verrà corrisposta oltre il termine di cessazione
del rapporto.
(3) Per gli episodi morbosi a cavaliere di due anni le giornate di
integrazione vanno attribuite ai rispettivi anni solari.
(4) L’integrazione non è dovuta se l’INPS non riconosce per qualsiasi motivo
l’indennità a suo carico; se l’indennità stessa è riconosciuta dall’INPS in
misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte di
indennità non corrisposta dall’Istituto.
(5) Il periodo di carenza stabilito dall’Istituto Nazionale Previdenza
Sociale è a carico del lavoratore per il primo giorno ed a carico del datore
di lavoro per i successivi due giorni. Nel caso però che la malattia sia
riconosciuta per il periodo eccedente i detti tre giorni l’intero periodo di
carenza sarà a carico del datore di lavoro.
(6) Restano ferme le migliori condizioni in atto nei contratti integrativi
territoriali.

Articolo 190

(1) Per il personale infermo alloggiato nei locali dell’azienda è in facoltà
del datore di lavoro di far trascorrere il periodo di infermità nell’azienda
stessa oppure di richiedere l’allontanamento in caso di malattie infettive o
per necessità di interventi chirurgici o per difficoltà di adeguata
assistenza a causa della natura o gravità della malattia.
(2) In caso di anticipazione da parte del datore di lavoro delle spese per i
medici e medicine a favore dei propri dipendenti questi ultimi saranno
tenuti ai relativi rimborsi.
(3) Quando il ricovero in ospedale avvenga per comodità dell’azienda – per
malattie per le quali il Servizio Sanitario Pubblico non prevede il ricovero
- le spese per la retta ospedaliera saranno a carico del datore di lavoro.

CAPO X – INFORTUNIO

Articolo 191

(1) Il personale impiegatizio, non soggetto all’assicurazione obbligatoria
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro di
assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una forma
di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono stabilite
con un massimale di almeno quindici milioni per l’invalidità permanente e
dieci milioni per la morte.

CAPO XI – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 192

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui agli articoli 189 e 190 del
CCNL Turismo 30 maggio 1991.

CAPO XII – NORME PER I PORTI E GLI APPRODI TURISTICI

Articolo 193

CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Ferme restando le declaratorie previste, per ciascun livello, all’articolo
32 del presente Contratto, la classificazione del personale per i porti e
gli approdi turistici è la seguente.
QUADRO A

- Direttore del porto

QUADRO B

- Vice Direttore del porto

LIVELLO PRIMO

- Responsabile tecnico o amministrativo del porto; Nostromo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

- Capo Ufficio tecnico o amministrativo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

- Impiegato di concetto; sommozzatore-ormeggiatore; operaio specializzato
provetto;
- Addetto alla torre di controllo;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

- Ormeggiatore con cumulo di mansioni (qualora all’ormeggiatore vengano
attribuite con carattere di continuità anche le mansioni di addetto alla
torre di controllo, lo stesso sarà inquadrato al terzo livello); operaio
specializzato con cumulo di mansioni; impiegato d’ordine;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

- Operaio qualificato addetto ai servizi portuali;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

- Operaio comune addetto ai servizi portuali;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

- Operatore unico dei servizi di pulizia,
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

- Inserviente generico;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti si danno atto che la definizione della classificazione del
personale non pregiudica le facoltà di cui all’articolo 36 del presente
Contratto.
Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste per i lavoratori
dalla contrattazione integrativa aziendale o territoriale vigente.
Eventuali controversie concernenti la classificazione del personale saranno
esaminate con le procedure di cui all’articolo 34 del presente Contratto.

SCATTI DI ANZIANITA’

Articolo 194

(1) Entro il 30 settembre 1995 le Parti si incontreranno per disciplinare il
raccordo tra la disciplina degli scatti di anzianità di cui all’articolo 116
e le prassi aziendali in atto.
(2) Tale raccordo sarà definito in base ai seguenti criteri: a) salvaguardia
degli importi maturati alla data del 1° agosto 1995; b) corresponsione degli
scatti di anzianità in base alla disciplina di cui all’articolo 116, fermo
restando l’assorbimento, sino a concorrenza, degli importi di cui alla
precedente lettera a);
c) riconoscimento di un’anzianità convenzionale massima di tre anni nei
confronti di coloro che, alla data del 1° agosto 1995, non percepiscono
importi comunque denominati, a titolo di scatti di anzianità.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 195

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982, il
trattamento di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui alle normative
aziendalmente applicate nei corrispondenti periodi.

PREMIO DI ANZIANITA’

Articolo 196

(1) Il premio di anzianità di cui all’articolo 153 del CCNL 8 luglio 1982
(allegato O) non trova applicazione nei confronti dei dipendenti dei porti e
degli approdi turistici, salvo che in precedenza non venisse applicato il
presente Contratto.

DISPOSIZIONI DI RACCORDO

Articolo 197

(1) Per quanto non espressamente stabilito dal presente capo, si applicano
le disposizioni di cui alla parte speciale aziende alberghiere.

Articolo 198

(1) Le Parti si danno reciprocamente atto che la definizione della
disciplina di cui al presente capo ha costituito il comune presupposto per
la applicazione del CCNL Turismo ai porti ed agli approdi turistici.
(2) Il presente capo, costituendo trattamento complessivo di miglior favore,
sostituisce ed assorbe ad ogni effetto, fatto salvo quanto qui espressamente
previsto, le norme di tutti i contratti nazionali in precedenza applicati.
(3) L’applicazione del presente Contratto ai porti ed agli approdi turistici
decorre dal 1° agosto 1995.

CAPO XIII – FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 199

(1) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale di cui
all’articolo 8 e delle Commissioni paritetiche territoriali di cui
all’articolo 16 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno
assicurate dalle Organizzazioni sindacali stipulanti ciascuna per la parte
di propria competenza.

Articolo 200

(1) Per la pratica realizzazione di quanto previsto all’articolo 199 del
presente CCNL, con riferimento al finanziamento delle spese della
Commissione Nazionale, nonché per le altre attività svolte in materia di
rapporti di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza
delle loro strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei datori di
lavoro, viene posto in riscossione l’apposito contributo di assistenza a
favore delle Organizzazioni nazionali stipulanti e delle rispettive
Associazioni Provinciali, di cui all’Accordo Nazionale stipulato tra le
parti contraenti in data 7 novembre 1972, che forma parte integrante del
presente Contratto e ne segue le sorti e del quale si riportano le norme di
cui ai seguenti articoli.
(2) Tale contributo sarà riscosso per il tramite di un Istituto
previdenziale o assistenziale in applicazione della legge 4 giugno 1973, n.
311 e successive integrazioni.

Articolo 201

(1) In relazione a quanto previsto dall’articolo precedente, viene estesa
alle aziende alberghiere comprese nella sfera di applicazione del presente
Contratto la convenzione del 1° agosto 1963 modificata con l’Accordo 3 marzo
1967 per il funzionamento delle Commissioni di conciliazione delle
controversie di lavoro del settore del commercio stipulata tra la
Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo e le
Federazioni Nazionali dei lavoratori del commercio da una parte e l’INPS
dall’altra e con la quale quest’ultimo si è impegnato a provvedere alla
riscossione del contributo CO.VE.L.CO. opportunamente modificata secondo le
norme di cui agli articoli seguenti.

Articolo 202

(1) Il contributo di cui all’articolo 200 dovrà calcolarsi mediante
l’applicazione delle rispettive aliquote percentuali di cui agli articoli
seguenti sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti.

Articolo 203

(1) L’aliquota di diretta competenza delle Organizzazioni Nazionali
stipulanti viene complessivamente fissata nella misura dello 0,20 per cento
di cui lo 0,10 per cento a carico dei lavoratori e lo 0,10 per cento a
carico del datore di lavoro.
(2) Tenuto conto di quanto disposto al successivo articolo 205, le aziende
sono comunque tenute a versare un contributo pari a quello
cumulativamente versato dai rispettivi dipendenti.

Articolo 204

(1) Per ciò che concerne la realizzazione di quanto previsto dall’articolo
199 del presente CCNL con riferimento al finanziamento delle spese per le
Commissioni locali e per le altre attività svolte in materia di rapporti di
lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza delle strutture
sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro per gli alberghi a tali
livelli, è data facoltà alle Associazioni Provinciali delle parti stipulanti
degli albergatori e dei lavoratori di agganciarsi al sistema nazionale di
riscossione tramite INPS determinando localmente con appositi accordi
aliquote aggiuntive al contributo nazionale di cui all’articolo 203 a carico
dei lavoratori e dei datori di lavoro (sostitutivi – ove esistano – degli
eventuali altri accordi locali sulla materia già esistenti nelle singole
province interessate).
(2) Tali nuovi accordi dovranno quindi essere inviati alle Organizzazioni
Nazionali stipulanti entro tre mesi dalla data di stipulazione, in modo che
queste ultime possano provvedere alle relative comunicazioni nei confronti
degli Organi Centrali dell’Istituto esattore.

Articolo 205

(1) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro
dipendenti il contenuto del presente capo.
(2) Le operazioni relative al calcolo ed alla raccolta del contributo a
carico di lavoratori saranno effettuate mediante trattenuta dei datori di
lavoro, da annotarsi sulla paga base nei confronti di tutti i lavoratori
compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto ad eccezione di
quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di singola
dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia entro e
non oltre il periodo di paga successivo. Una copia sarà conservata dal
datore di lavoro e l’altra sarà trasmessa alla Commissione locale per le
vertenze di lavoro presso l’Associazione territoriale degli albergatori.
(3) Detta norma dovrà essere applicata anche ai lavoratori nuovi assunti ai
sensi e con le modalità di cui al comma precedente.
(4) Resta stabilito (e i contraenti ne fanno esplicita, inderogabile
accettazione in uno con la firma del presente Contratto) che il datore di
lavoro non assume e non può assumere responsabilità alcuna di qualsiasi
natura in conseguenza delle operazioni di riscossione dei contributi a
carico dei lavoratori, e che, in difetto della dichiarazione di cui al
precedente capoverso, nessun lavoratore può accampare alcun diritto ne
avanzare rivendicazione alcuna neanche dopo la risoluzione del rapporto,
sulle trattenute effettuate in osservanza delle norme di cui al presente
Contratto.

Articolo 206

(1) La FAIAT e le Organizzazioni Sindacali Nazionali dei lavoratori
stipulanti, subito dopo la firma del presente Contratto, si rivolgeranno
all’INPS per il formale adempimento di quanto stabilito dai precedenti
articoli del presente capo.

Articolo 207

(1) In ogni provincia la Commissione Paritetica locale per le vertenze
individuali e collettive di lavoro fungerà anche da Comitato Paritetico
locale "CO.VE.L.CO. – Alberghi" mentre la Commissione Nazionale vertenze di
lavoro assumerà le funzioni del Comitato Nazionale CO.VE.L.CO. del settore
alberghiero.

TITOLO XI – COMPLESSI TURISTICO – RICETTIVI DELL’ARIA APERTA

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 208

La classificazione del personale per il comparto dei complessi
turistico-ricettivi dell’aria aperta è la seguente.

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.

quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.
- Direttore

quadro B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa e cioè:
- Direttore di campeggio o villaggio turistico nel quale la natura e la
struttura del servizio nonché la semplicità dei modelli organizzativi
adottati escluda la figura di direttore di categoria A.
- Vice Direttore di A.
- Vice Direttore commerciale, tecnico, turistico amministrativo.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Capo settore commerciale responsabile del complesso di operazioni
attinenti alla ristorazione e vendita di alimenti e merci varie,
intendendosi per tale colui che abbia autonomia tecnica e amministrativa di
gestione.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di settore commerciale o di servizio (ristorazione, vendita
di alimenti e merci varie) senza autonomia amministrativa di gestione;
- Responsabile impianti tecnici; – Capo servizio amministrativo; – Capo
Cuoco;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisiti
mediante approfondita preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche delle responsabilità di coordinamento tecnico-
funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Segretario di Direzione corrispondente in lingue estere.
- Capo operaio coordinatore del lavoro degli operai inquadrati a livello
inferiore.
- Magazziniere consegnatario senza responsabilità amministrativa di
conduzione.
- Segretario ricevimento e cassa o amministrazione.
- Cuoco unico che presti la propria attività in aziende nelle quali la
natura, la struttura e la complessità del servizio di ristorazione richieda
autonomia operativa specifica ed adeguate capacità professionali.
- Impiegato di concetto.
- Capo ufficio contabile – impiegato di concetto.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specialistiche
comunque acquisite e cioè:
- Capo squadra elettricisti, capo squadra idraulici, capo squadra falegnami,
capo squadra dipintori, capo squadra muratori, coordinatori del lavoro degli
operai inquadrati ai livelli inferiori.
- Operaio specializzato, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature.
- Infermiere.
- Stenodattilografa con funzioni di segreteria.
- Commesso vendita al pubblico intendendosi per tale il lavoratore addetto
al complesso delle operazioni connesse alla vendita.
- Cameriere, Chef de Rang che presti la propria attività in aziende nelle
quali la natura la struttura e la complessità del servizio di ristorazione
richieda autonomia esecutiva e conoscenze specialistiche.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Centralinista.
- Magazziniere comune.
- Addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo, al
ricevimento cassa, alla cassa bar, alla cassa ristorante, alla cassa negozi
vari etc, alla segreteria, al controllo clienti e movimento personale, con
mansioni d’ordine.
- Controllore di campeggio senza autonomia decisionale. – Sorvegliante di
infanzia non diplomato
- Dattilografo.
- Conducente automezzi e natanti. – Aiuto commesso.
- Addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita ed alla ristorazione
impiegato d’ordine.
- Cameriere di bar.
- Barista.
- Banconiere di tavola calda.
- Cuoco, cameriere che prestino la propria attività in aziende nelle quali
la natura e la struttura del servizio di ristorante, per la semplicità dei
modelli organizzativi adottati, non ha caratteristiche tali da richiedere
l’impiego delle figure professionali previste ai livelli superiori, operando
tali aziende con menù fisso ed avendo le prestazioni fornite carattere
semplice e ripetitivo, sia per quanto riguarda la preparazione dei cibi sia
per quanto riguarda la somministrazione degli alimenti e bevande.
- Pizzaiolo.
- Addetto ai campi sportivi ed ai giochi ad eccezione del personale addetto
esclusivamente alle pulizie;
- Addetto alla manutenzione delle aree verdi con patentino uso veleni. -
Assistente ai bagnanti (bagnino) (previo accordo tra le parti può essere
adibito anche ai servizi di spiaggia)
- Operaio qualificato intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
dettagliate indicazioni esegue i lavori di normale difficoltà’ nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature;
- Addetto a mansioni di ordine;
- Capo squadra del personale di fatica e/o pulizie.
- Addetto/a ai servizi di alloggio e ristorazione intendendosi per tale
colui/colei che oltre ad assolvere alle tradizionali mansioni di riassetto e
pulizia degli alloggi e ambienti comuni operi anche nel servizio di
ristorazione.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Commis di cucina. – Commis di ristorante. – Commis di bar. – Altre
qualifiche di Valore equivalente non espressamente comprese nella suddetta
elencazione

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Operaio comune e/o generico. – Guardiano notturno e diurno.
- Sorvegliante di ingresso.
- Accompagnatore su campo.
- Commis di cucina, ristorante, bar, banco bar, self service, tavola calda.
- Stiratrice.
- Lavandaio.
- Addetto ai servizi di spiaggia. – Custode.
- Cameriera/e villaggi turistici, intendendosi per tale colei/colui che
provvede alle tradizionali mansioni di pulizia e riassetto dei locali
destinati all’alloggio.
- Cameriera/e camping, intendendosi per tale colei/colui che provvede alle
tradizionali mansioni di pulizia e riassetto dei locali e degli ambienti
comuni.
- Aiuto ricezionista.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia anche dei servizi igienici. – Fattorino.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CAPO II – APPRENDISTATO

Articolo 209

(1) Tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, la durata
dell’apprendistato per la qualifica di segretario ricevimento e cassa o
amministrazione è fissata in quattro anni.

Articolo 210

(1) Ai sensi dell’articolo 2 della legge 19 gennaio 1955 n. 25,
l’apprendistato è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la
capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio:
chef de rang, operaio specializzato, centralinista; addetto
all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo, al
ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo clienti e movimento
personale, con mansioni d’ordine, operaio qualificato, cameriere al bar,
barista, banconiere di tavola calda, cameriere, pizzaiolo, ecc..

CAPO III – CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 211

(1) La disciplina del presente Capo è correlata a quanto previsto
dall’articolo 58.

Articolo 212

(1) Si considerano aziende di stagione quelle previste dall’articolo 1 del
presente Contratto, che abbiano comunque un periodo di chiusura durante
l’anno.

Articolo 213

(1) I rapporti di lavoro possono essere costituiti a termine fisso per la
stagione o a tempo indeterminato.
(2) I1 contratto a termine fisso può essere prorogato con riguardo alle
esigenze di svolgimento del ciclo dell’attività stagionale.

Articolo 214

(1) I1 trattamento degli stagionali viene uniformato a quello dei lavoratori
stabili; l’indicazione vale come indirizzo generale. Si riconosce tuttavia
l’opportunità che, specie in materia di nastro lavorativo, particolari
regolamentazioni possano essere definite a livello territoriale.
(2) Dette regolamentazioni saranno concordate in sede di contratti
integrativi, tenuto conto delle particolari caratteristiche ed esigenze
delle aziende stagionali.

Articolo 215

(1) I1 periodo di prova è stabilito nella misura di dieci giorni lavorativi
per tutto il personale.
(2) Non sono sottoposti ad alcun periodo di prova i dipendenti che già in
precedenza abbiano prestato servizio presso la stessa azienda e con la
stessa qualifica.
(3) La distribuzione dell’orario settimanale è fissata in sei giornate.

Articolo 216

(1) Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 217

(1) La disposizione dell’articolo 91 (licenza matrimoniale) non si applica
alle aziende a carattere stagionale.

Articolo 218

(1) Agli effetti della conservazione del posto di cui all’articolo 92
(disgrazie familiari) si stabilisce che essa è obbligatoria per un periodo
non superiore a giorni sei.

Articolo 219

(1) Fermi restando i valori della paga-base nazionale, i contratti
integrativi territoriali determineranno le quote di maggiorazione della
retribuzione per i lavoratori stagionali, tenendo conto della durata della
stagione convenuta a quel livello e delle conseguenti meno favorevoli
implicazioni che tale durata riversa sui lavoratori.

Articolo 220

(1) I contratti integrativi dovranno altresì prevedere delle percentuali di
maggiorazione con riferimento ai rapporti di lavoro di durata inferiore a
quella della stagione determinata ai sensi del precedente articolo.

Articolo 221

(1) Analogo trattamento di cui agli articoli 219 e 220 competerà al
personale assunto nei periodi di stagione, da aziende ad apertura annuale
site in località specificamente climatiche o balneari.

Articolo 222

(1) Il periodo di preavviso per il personale assunto a tempo indeterminato
nelle aziende stagionali è di quindici giorni .

Articolo 223

(1) Nelle aziende stagionali, l’apposizione del termine della durata del
contratto di lavoro deve risultare da atto scritto, una copia del quale sarà
consegnata dal datore di lavoro al dipendente.
(2) Nel contratto a tempo determinato o di stagione, ove il dipendente venga
licenziato senza giustificato motivo o per effetto di chiusura dell’azienda
per colpa o fatto dell’imprenditore, durante il periodo di stagione, avrà
diritto ad un indennizzo pari all’ammontare della retribuzione che gli
sarebbe spettata dal giorno del licenziamento al termine del periodo di
ingaggio, meno le somme già percepite.
(3) Uguale indennizzo, ad eccezione del viaggio, spetterà al datore di
lavoro in caso di constatato ingiusto allontanamento da parte del personale,
con diritto ad esso datore di lavoro, di trattenersi l’ammontare di tale
indennizzo sulle somme in sue mani di spettanza del dipendente.
(4) Tale diritto permane anche nel verificarsi dell’ipotesi di licenziamento
per colpa del dipendente.

Articolo 224

(1) Il personale delle aziende stagionali avrà diritto al biglietto di
andata dal punto di ingaggio (o dalla stazione di confine se proveniente
dall’estero).
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale in caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova nonché nella ipotesi
di licenziamento – nel contratto a tempo determinato – prima dello scadere
del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e fatto
dell’imprenditore.

Articolo 225

(1) In caso di epidemia o di altra causa di forza maggiore che obbligasse il
proprietario a chiudere l’esercizio o a diminuire il personale prima della
fine della stagione, le Organizzazioni competenti locali decideranno a norma
dell’articolo 2119 del codice civile.

CAPO IV – ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 226

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) La norma di cui al secondo comma dell’articolo 74 può essere derogata
previa intesa in sede aziendale.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 227

(1) Il lavoro giornaliero si svolge in uno o due turni. Diversi e più
funzionali criteri di distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero
reclamati dalla peculiare natura dell’attività ricettiva potranno essere
negoziati dalle parti a livello aziendale.
(2) Salve le condizioni di migliore favore comunque conseguite, il nastro
orario è di quattordici ore per il personale di sala, ricevimento e
portineria, e di dodici ore per il restante personale.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 228

(1) Le ore di lavoro svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei verranno
retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25 per cento.
(2) Sono fatte salve le condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 229

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata ad
ore maggiorata del 30 per cento se diurno e del 60 per cento se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.

CAPO V – FESTIVITA’

Articolo 230

(1) Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 85 è dovuta oltre la normale retribuzione quella per le ore di
servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20 per cento per
lavoro festivo.

CAPO VI – FERIE

Articolo 231

(1) Il periodo di ferie di cui all’articolo 87 potrà essere prolungato previ
accordi tra le parti con l’obbligo di comunicazioni alla Commissione
Paritetica territorialmente competente.
(2) Resta inteso che per il maggior periodo di ferie non compete alcuna
retribuzione.
(3) La disciplina di cui al secondo comma può essere applicata anche in caso
di sospensione dell’attività aziendale di durata non superiore ad un mese a
causa di riparazioni.
(4) Il calcolo della frazione di mese per la valutazione del rateo di ferie
non godute viene rapportato a ventiseiesimi.

CAPO VII – ELEMENTI ECONOMICI

PAGA BASE AZIENDE MINORI

Articolo 232

(1) Per i campeggi con un numero di presenze – licenza non superiore a
milleduecento, la paga base di cui all’articolo 112 del presente Contratto
verrà ridotta dei seguenti importi arrotondati:
+ 18 anni – 18 anni

A 22.000 -
B 20.000 -
I 20.000 -
II 17.000 15.000
III 15.000 13.000
IV 13.000 11.000
V 12.000 10.000
VIS 11.000 9.000
VI 11.000 9.000
VII 10.000 8.000

(2) Le riduzioni di cui al presente articolo non si applicano alle
qualifiche di cuoco, cameriere e barista inquadrate al quinto livello.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 233

(1) Costituiscono trattamenti integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 108 le eventuali quote salariali aggiuntive determinate nei
contratti integrativi al CCNL per il settore Alberghi, in quanto
espressamente stipulate con riferimento al settore Campeggi o comunque già
corrisposte a tale titolo dalle aziende.

Articolo 234

(1) Poiché dalla nuova classificazione di cui all’articolo 208 possono
determinarsi effetti sulle quote aggiuntive provinciali e/o sulle quote "ad
qualificam" aziendali o comunque definite nel settore dei campeggi se
stabilite in misura variabile per i diversi livelli retributivi, le parti
convengono che per le sopraddette quote aggiuntive non verrà operata alcuna
perequazione.

SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 235

(1) La misura degli scatti di anzianità spettante al singolo dipendente deve
tener conto della norma transitoria di cui all’articolo 229 del CCNL Turismo
30 maggio 1991.

MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

Articolo 236

(1) Il calcolo delle frazioni di mese per la valutazione dei ratei di
tredicesima e quattordicesima mensilità viene rapportato a ventiseiesimi.

CAPO VIII – MALATTIA

Articolo 237

(1) Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo 121 il lavoratore
avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al cinquanta per cento della retribuzione per i
giorni di malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della
retribuzione per i giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico
dell’INPS ai sensi dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al
lavoratore con contratto a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1
della legge 29 febbraio 1980, n. 33. L’importo anticipato dal datore di
lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le
modalità di cui agli articoli 1 e 2 della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione dell’indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
la misura del settantacinque per cento per i giorni dal quarto al ventesimo,
e del cento per cento, per i giorni dal ventunesimo in poi della
retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in
caso di normale svolgimento del rapporto.
(2? L’integrazione è dovuta per centottanta giorni all’anno solare, fatta
eccezione per i dipendenti assunti con contratto a termine o stagionale per
i quali l’integrazione non verrà corrisposta oltre il termine di cessazione
del rapporto.
(3) Per gli episodi morbosi a cavaliere di due anni le giornate di
integrazione vanno attribuite ai rispettivi anni solari.
(4) L’integrazione non è dovuta se l’INPS non riconosce per qualsiasi motivo
l’indennità a suo carico; se l’indennità stessa è riconosciuta dall’INPS in
misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte di
indennità non corrisposta dall’Istituto.
(5) Il periodo di carenza stabilito dall’Istituto Nazionale Previdenza
Sociale è a carico del lavoratore per il primo giorno ed a carico del datore
di lavoro per i successivi due giorni. Nel caso però che la malattia sia
riconosciuta per il periodo eccedente i detti tre giorni l’intero periodo di
carenza sarà a carico del datore di lavoro.
(6) Restano ferme le migliori condizioni in atto nei contratti integrativi
territoriali.

Articolo 238

(1) Per il personale infermo alloggiato nei locali dell’azienda è in facoltà
del datore di lavoro di far trascorrere il periodo di infermità nell’azienda
stessa oppure di richiederne l’allontanamento in caso di malattie infettive
o per necessità di interventi chirurgici o per difficoltà di adeguata
assistenza a causa della natura o gravità della malattia.
(2) In caso di anticipazione da parte del datore di lavoro delle spese per
medici e medicine a favore dei propri dipendenti questi ultimi saranno
tenuti ai relativi rimborsi.
(3) Quando il ricovero in ospedale avvenga per comodità dell’azienda – per
malattie per le quali il Servizio Sanitario Pubblico non prevede il ricovero
- le spese per retta ospedaliera saranno a carico del datore di lavoro.

CAPO IX – INFORTUNIO

Articolo 239

(1) Il personale impiegatizio, non soggetto all’assicurazione obbligatoria
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro di
assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una forma
di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono stabilite
con un massimale di almeno quindici milioni in caso di invalidità permanente
e dieci milioni in caso di morte.

CAPO X – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 240

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui agli articoli 234 e 235 del
CCNL Turismo 30 maggio 1991.

CAPO XI – FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 241

(1) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale di cui
all’articolo 8 e della Commissioni Paritetiche territoriali di cui
all’articolo 16 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno
assicurate dalle Organizzazioni sindacali stipulanti ciascuna per la parte
di propria competenza.

Articolo 242

(1) Per la pratica realizzazione di quanto previsto all’articolo 241 del
presente CCNL, con riferimento al finanziamento delle spese della
Commissione Nazionale, nonché per le altre attività svolte in materia di
rapporti di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza
delle loro strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei datori di
lavoro, viene posto in riscossione l’apposito contributo di assistenza a
favore delle Organizzazioni nazionali stipulanti e delle rispettive
Associazioni Provinciali di cui all’Accordo Nazionale stipulato tra le parti
contraenti in data 7 novembre 1972,che forma parte integrante del presente
Contratto e ne segue le sorti e del quale si riportano le norme di cui ai
seguenti articoli.
(2) Tale contributo sarà riscosso per il tramite di un Istituto
previdenziale o assistenziale in applicazione della legge 4 giugno 1973, n.
311.

Articolo 243

(1) In relazione a quanto previsto dall’articolo precedente, viene estesa ai
campeggi compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto, la
Convenzione del 1° agosto 1963 modificata con Accordo 3 marzo 1967 per il
funzionamento delle Commissioni di conciliazione delle controversie di
lavoro del settore del commercio – stipulato tra la Confederazione Generale
Italiana del Commercio e del Turismo e le Federazioni Nazionali dei
lavoratori del Commercio da una parte e l’INPS dall’altra e con la quale
quest’ultimo si è impegnato a provvedere alla riscossione del contributo
CO.VE.L.CO. opportunamente modificata secondo le norme di cui agli articoli
seguenti.

Articolo 244

(1) Il contributo di cui all’articolo 242 dovrà calcolarsi mediante
l’applicazione delle rispettive aliquote percentuali di cui agli articoli
seguenti sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti.

Articolo 245

(1) L’aliquota di diretta competenza delle Organizzazioni Nazionali
stipulanti viene complessivamente fissata nella misura dello 0,20 per cento
di cui lo 0,10 per cento a carico dei lavoratori e lo 0,10 per cento a
carico dei datori di lavoro.
(2) Tenuto conto di quanto disposto al successivo articolo 247 le aziende
sono comunque tenute a versare un contributo pari a quello cumulativamente
versato dai rispettivi dipendenti.

Articolo 246

(1) Per ciò che concerne la realizzazione di quanto previsto all’articolo
241 del presente CCNL con riferimento al finanziamento delle spese per le
Commissioni locali e per le altre attività svolte in materia di rapporti di
lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza delle strutture
sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro per il settore campeggi a
tali livelli, è data facoltà alle Associazioni periferiche delle parti
stipulanti di agganciarsi al sistema nazionale di riscossione tramite l’INPS
determinando localmente con appositi accordi aliquote aggiuntive al
contributo nazionale di cui all’articolo 245 a carico dei datori di lavoro
(sostitutivi – ove esistano – degli eventuali altri accordi locali sulla
materia già esistenti nelle singole provincie interessate).
(2) Tali nuovi accordi dovranno quindi essere inviati alle Organizzazioni
Nazionali firmatarie entro tre mesi dalla data di stipulazione in modo che
queste ultime possano provvedere alle relative comunicazioni nei confronti
degli Organi Centrali dell’Istituto esattore.

Articolo 247

(1) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro
dipendenti il contenuto del presente titolo.
(2) Le operazioni relative al calcolo ed alla raccolta del contributo a
carico dei lavoratori sacrario effettuate mediante trattenuta dei datori di
lavoro, da annotarsi sulla busta paga, nei confronti di tutti i lavoratori
compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto ad eccezione di
quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di singola
dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia entro e
non oltre il periodo di paga successivo. Una copia sarà conservata dal
datore di lavoro e l’altra sarà da questi trasmessa alla Commissione locale
per le vertenze di lavoro presso l’Associazione territoriale FAITA.
(3) Detta norma dovrà essere applicata anche ai lavoratori nuovi assunti ai
sensi e con le modalità di cui al comma precedente.
(4) Resta stabilito (e i contraenti ne fanno esplicita, inderogabile
accettazione in uno con la firma del presente Contratto) che il datore di
lavoro non assume e non può assumere responsabilità alcuna di qualsiasi
natura in conseguenza delle operazioni di riscossione dei contributi a
carico dei lavoratori, e che, in difetto della dichiarazione di cui al
precedente capoverso, nessun lavoratore può accampare alcun diritto ne
avanzare rivendicazione alcuna neanche dopo la risoluzione del rapporto,
sulle trattenute effettuate in osservanza delle norme di cui al presente
Contratto.

Articolo 248

(1) La FAITA e le Organizzazioni Sindacali Nazionali dei lavoratori
stipulanti, subito dopo la firma del presente Contratto, si rivolgeranno
all’INPS per il formale adempimento di quanto stabilito dai precedenti
articoli del presente Capo.

Articolo 249

(1) In ogni provincia la Commissione Paritetica locale per le vertenze
individuali e collettive di lavoro fungerà anche da Comitato Paritetico
locale "CO.VE.L.CO. – campeggi" mentre la commissione nazionale vertenze di
lavoro assumerà le funzioni di Comitato Nazionale CO.VE.L.CO. del settore
campeggi.

TITOLO XII – PUBBLICI ESERCIZI

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 250

(1) La classificazione del personale per il comparto dei Pubblici Esercizi è
la seguente.

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per le corrispondenze delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate:
quadro A

Appartengono a questa livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attributo, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.
- capo area di catena di esercizi; – direttore; – gerente; – capo servizi
amministrativi catering.
quadro B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizione di autonomia decisionale ed operativa.
- Vice Direttore;
- Responsabile area mense; – Capo del personale;
- Economo responsabile del settore acquisti intendendosi per tale colui che
abbia autonomia tecnica ed amministrativa di gestione;
- Responsabile punto vendita (esercizi minori) intendendosi per tale colui
al quale sia affidata la direzione esecutiva di un esercizio minore; – Capo
zona manutenzione.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzato da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Superintendente catering; – Capo servizio catering;
- Ispettore amministrativo catena d’esercizio,
- Assistente Senior di direzione intendendosi per tale colui che abbia già
maturato significativa esperienza di gestione esecutiva in almeno tre
distinti settori commerciali (ristorante, market, bar-snack, servizi, ecc.)
di un pubblico esercizio;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione;

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Direttore Servizio mensa o Capo impianto mensa – Capo laboratorio
gelateria (ex Capo gelatiere)
- Capo laboratorio pasticceria intendendosi per tale colui al quale vengono
attribuite la soprintendenza e la disciplina sul personale, la vigilanza
sull’impiego delle materie prime, degli utensili e dei macchinari e che
abbia alle sue dipendenze almeno tre operai, escludendo dal computo gli
apprendisti
- Responsabile di amministrazione (ex Segretario di azienda diplomato con
mansioni di concetto)
- Primo maitre o capo servizio sala
- Ispettore mensa
- Responsabile impianti tecnici
- Capo cuoco P.E. e ristorazione collettiva – Capo contabile
- Operatore o procuratore doganale catering – Capo ufficio catering -
Supervisore catering – Primo barman P.E.
- Capo barista, intendendosi per tale il responsabile dei servizi di banco -
bar
- Capo banconiere di pasticceria, intendendosi per tale l’addetto alla
vendita il quale sovrintenda ai servizi del relativo negozio o reparto
annesso a pubblico esercizio, in quanto il proprietario non attenda
continuamente alla vendita, e che abbia alle sue dipendenze dipendenti
qualificati delle categorie inferiori
- Magazziniere consegnatario o economo, intendendosi per tale colui che
abbia la responsabilità tecnico amministrativa del magazzino coordinando
l’attività di altri magazzinieri comuni
- Cassiere centrale catering
- Capo C.E.D.
- Analista – Programmatore C.E.D.
- Assistente di Direzione, intendendosi per tale colui che sovrintenda alla
gestione esecutiva di un settore commerciale di un pubblico esercizio.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari Conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisiti
mediante approfondita preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche delle responsabilità di coordinamento
tecnico-funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Controllo amministrativo
- Barman unico
- Sotto capo cuoco
- Cuoco unico
- Primo pasticcere
- Capo operaio
- Capo mensa surgelati e/o precotti – Capo reparto catering
- Assistente o vice o aiuto supervisore catering
- Operaio specializzato provetto, intendendosi per tale il lavoratore in
possesso di conoscenze tecnico – specialistiche tali da consentirgli di
interpretare schemi e/o disegni, di individuare e valutare i guasti
scegliere la successione e le modalità di intervento, i mezzi di esecuzione,
nonché di operare interventi di elevato grado di difficoltà per
aggiustaggio, riparazione e manutenzione di impianti ed attrezzature
complesse
- Maitre (nella nuova qualifica di Maitre confluiscono quei lavoratori che
svolgono mansioni di secondo Maitre in subordine ad un caposervizio e quelli
che in posizione unica, direttamente interessati alla fase lavorativa,
operano in sala secondo istruzioni specifiche ricevute da personale di
inquadramento superiore o direttamente dal Gerente)
- Dietologo
- Sommelier, intendendosi per tale colui che abbia precisa e completa
conoscenza di tutte le tipologie di vini nazionali ed esteri
- Programmatore C.E.D.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specialistiche
comunque acquisite e cioè:
- Segretario, intendendosi per tale quel lavoratore che sulla base di
precise e dettagliate istruzioni nel rispetto delle procedure stabilite,
svolga operazioni di rilevazione, elaborazione e attività di corrispondenza
- Cuoco capo partita
- Cuoco di cucina non organizzata in partite, intendendosi per tale colui
che indipendentemente dalla circostanza che operi in una o più partite
assicura il servizio di cucina
- Gastronomo
- Cameriere ai vini, antipasti, trinciatore – Barman
- Chef de rang di ristorante – Cameriere di ristorante
- Secondo pasticcere
- Capo gruppo mensa – Gelatiere
- Pizzaiolo
- Stenodattilografa con funzioni di segretaria – Altri impiegati d’ordine
- Centralinista lingue estere, intendendosi per tale quel lavoratore che,
avendo buona e specifica conoscenza delle lingue estere, sia in grado di
eseguire prestazioni specializzate oltre che per le comunicazioni interne
anche per quelle internazionali, determinandone anche le tariffe
- Conducenti automezzi pesanti, intendendosi per tale quel lavoratore che,
in possesso dei requisiti previsti dalla legge, venga adibito alla
conduzione di automezzi di peso complessivo a pieno carico superiore a
tremilacinquecento chilogrammi
- Operaio specializzato, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature
- Operaio specializzato addetto alla riparazione di macchine distributrici
di cibi e bevande, intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni, per schemi o disegni equivalenti esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine per la distribuzione di cibi e bevande
- Operatore C.E.D. – Consollista
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
– Tablottista e marchiere
– Cassiere bar, ristorante, self-service, tavola calda, pasticceria,
gelateria
– Cassiera mensa aziendale con funzioni di esazione
– Telescriventista
– Magazziniere comune
– Centralinista
– Cellista surgelati o precotti
– Terzo pasticcere
– Dattilografo
– Altri impiegati d’ordine
– Dispensiere
– Cantiniere
- Banconiere di gelateria, pasticceria, intendendosi per tale colui che
esplica prevalentemente operazioni di vendita nel negozio o nel reparto
annesso a pubblico esercizio in quanto il proprietario non attenda
normalmente alla vendita
- Banconiere di tavola calda, chiosco di stazione
- Operaio qualificato, intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
dettagliate indicazioni esegue lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature
- Carrelista di stazione e/o addetto alla vendita di generi vari alle
banchine
- Sfoglina, intendendosi per tale colei che appronta pasta fresca,
tortellini, ravioli, etc.
- Addetto al prelievo e al versamento di denaro dalle macchinette
distributrici di cibo e bevande
- Addetto al caricamento delle macchinette distributrici di cibi e bevande
nonché alla piccola riparazione e manutenzione
- Controllo merci
- Cameriere bar, tavola calda, self-service
- Demi chef de rang laddove il servizio di sala sia organizzato in ranghi;
- Barista;
- Guardarobiera non consegnataria; – Allestitore catering;
- Autista di pista catering;
- Secondo cuoco mensa aziendale, intendendosi per tale colui che, in
subordine ad un cuoco e/o in sua assenza, procede all’approntamento dei
pasti sulla base del lavoro già predisposto;
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici – Guardia giurata
- Conducente di automezzi leggeri, intendendosi per tale quel lavoratore
che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, venga adibito alla
conduzione di automezzi o autoveicoli per uso speciale o trasporti
specifici, di peso complessivo a pieno carico fino a tremilacinquecento
chilogrammi, autoveicoli per trasporto promiscuo e autovetture trainanti
rimorchi leggeri, motoveicoli con peso a vuoto superiore a quattrocento
chilogrammi
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche, comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Commis di cucina, sala e bar diplomato o che abbia, comunque, acquisito
pluriennale esperienza o pratica di lavoro nella esecuzione delle relative
mansioni;
- Addetto servizi mensa intendendosi per tale il lavoratore con mansioni
promiscue e fungibili, che partecipa alla preparazione dei cibi con aiuto
significativo alla cucina, alla loro distribuzione e provvede alle
operazioni di pulizia, riordino e riassetto dei locali, impianti, dotazioni
e attrezzature della mensa, che abbia compiuto un anno di anzianità nel
settore;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Confezionatrice di buffet stazione e pasticceria
- Secondo banconiere pasticceria, intendendosi per tale colui le cui
prestazioni promiscue, svolgendosi subordinatamente alle direttive ed al
controllo del datore di lavoro o del personale qualificato di categoria
superiore, non siano prevalentemente di vendita, ma di confezione, consegna
della merce, riordino del banco
- Commis di cucina, sala, tavola calda, self service (compresi ex aiuti in
genere P.E.)
- Commis di bar (ex aiuto barista), intendendosi per tale colui che esplica
mansioni di ausilio nei riguardi del personale di categoria superiore,
eccezione fatta per quelle attività che siano attinenti all’uso delle
macchine da caffè ed alle operazioni di mescita delle bevande alcoliche o
superalcoliche
- Stiratrice
- Lavandaia
- Guardiano notturno
- Addetto ai servizi di mensa con meno di un anno di anzianità nel settore
- Caffettiere non barista – Caricatore catering
- Aiutante pista catering – Preparatore catering
- Addetto alle consegne con o senza mezzi di locomozione con ritiro di buoni
- Guardarobiera clienti (vestiarista)
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica e/o pulizia addetto alla sala, cucina, office,
magazzino e relative dotazioni (compresi gli interni di cucina bar e
ristoranti)
- Lavatore catering
- Conducente di motocicli
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

Articolo 251

(1) La qualifica di capo presuppone la presenza di dipendenti di qualifica
inferiore.
(2) In ogni esercizio il numero dei commis di bar (ex aiuto baristi) non
potrà superare le proporzioni appresso indicate:
- pubblico esercizio avente da due a cinque baristi: un commis di bar (ex
aiuto barista) ogni due baristi;
- pubblico esercizio avente 6 o più baristi: 1 commis di bar (ex aiuto
barista) ogni 3 baristi.
Ai fini di cui sopra, nel computo del numero dei baristi va considerato
anche il capo-barista sempre che svolga la sua attività al banco.

CAPO II – APPRENDISTATO

Articolo 252

(1) Ai sensi dell’articolo 2 delle legge 19 gennaio 1955 n.25,
l’apprendistato è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la
capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio:
contabile d’ordine, cassiere, magazziniere comune, marchiare, tablottista,
cuoco capo partita, cameriere, gelatiere, gastronomo, barista, banconiere
tavola calda e fredda, operaio qualificato, terzo pasticcere, ecc.

Articolo 253

(1) Tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione professionale
necessario per l’espletamento delle relative mansioni, la durata
dell’apprendistato è fissata in quattro anni per le seguenti qualifiche:
- cuoco capo partita
- gastronomo
- pasticcere

CAPO III – CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 254

(1) La disciplina del presente Capo è correlata a quanto previsto
dall’articolo 58.

Articolo 255

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale.
(2) E’ escluso dal periodo di prova il personale che abbia già prestato
servizio nella stessa azienda.
(3) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 256

(1) Ferme restando le condizioni di miglior favore in atto per effetto degli
Accordi Integrativi provinciali, il personale dei Pubblici Esercizi avrà
diritto alla retribuzione maggiorata del:
- 20 per cento per ingaggio fino ad un mese – 15 per cento per ingaggio fino
a due mesi – 8 per cento per ingaggio oltre i due mesi fino alla fine della
stagione.

Articolo 257

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di altre cause similari, che obbligassero il
datore di lavoro a chiudere o a ridurre il personale, la decisione sulla
indennità sarà demandata alle Organizzazioni sindacali territoriali ed in
caso di dissenso a quelle nazionali.

Articolo 258

(1) Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a
termine, il personale avrà diritto ad una indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al termine
stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra analoga
occupazione per uguale e medesima retribuzione.

Articolo 259

(1) Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato, in proporzione al
periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente incompatibile
con la natura del contratto a termine.

Articolo 260

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore è riconosciuta al
datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla retribuzione,
la cui misura, che per i Pubblici Esercizi non potrà superare il 50 per
cento della maggiorazione di cui all’articolo 256, sarà determinata dai
contratti integrativi territoriali.
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza del
contratto, ma in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del
dipendente che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di lavoro, questi
avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento del danno.

Articolo 261

(1) Gli indennizzi che per effetto dei precedenti articoli debbono essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 286.

CAPO IV – ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 262

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in cinque
giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere
contrattati a livello aziendale, tenendo conto delle esigenze delle aziende
e dei lavoratori.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 263

(1) L’orario di lavoro giornaliero di ciascun dipendente non potrà essere
suddiviso in più di due frazioni, la cui determinazione e durata è demandata
alla contrattazione integrativa territoriale, mentre i turni di riposo
settimanale e del congedo di conguaglio nonché i turni di servizio saranno
disposti dal datore di lavoro tenendo conto delle esigenze dei lavoratori,
fermi restando i limiti di durata massima e le disposizioni del presente
Contratto in materia di orario di lavoro.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 264

(1) Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei
verranno retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25 per cento
fatte salve le condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 265

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata ad
ore maggiorata del 30 per cento se diurno o 60 per cento se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(5) Per il personale retribuito con la percentuale di servizio il compenso
per il lavoro straordinario è dato dalla percentuale stessa e dalle
maggiorazioni sopra indicate calcolate sulla quota oraria della retribuzione
stabilita ai sensi dell’articolo 286.

FESTIVITA’

Articolo 266

(1) Al personale retribuito in misura fissa che prestala propria opera nelle
festività di cui all’articolo 85 è dovuta oltre alla normale retribuzione
quella per le ore di servizio effettivamente prestate con la maggiorazione
del venti per cento.
(2) Il personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio, in caso di mancata prestazione di lavoro per effetto delle
festività di cui all’articolo 85 ed in caso di assenza nelle medesime
giornate di festività per malattia, infortunio, gravidanza o puerperio e
riposo settimanale, percepirà dal datore di lavoro una giornata di
retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 286.
(3) Qualora il personale retribuito in tutto od in parte con la percentuale
di servizio presti la propria opera nelle festività suddette percepirà un
compenso pari ad una giornata di retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 286 oltre alla normale retribuzione per le ore di lavoro
effettivamente prestato integrata dalla maggiorazione del 20 per cento
calcolata sulla retribuzione di cui all’articolo 286 ragguagliata ad ore di
lavoro.

Articolo 267

(1) Al personale retribuito in tutto od in parte con la percentuale di
servizio il trattamento per le giornate di cui all’articolo 86 della parte
generale verrà liquidato sulla base della retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 286.

FERIE

Articolo 268

(1) Al personale retribuito solo con la percentuale di servizio sarà
corrisposta la retribuzione calcolata ai sensi dell’articolo 286.
(2) Al personale suddetto retribuito con sistema misto verrà corrisposta la
differenza tra la parte fissa della retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 286.

PERMESSI E CONGEDI

Articolo 269

(1) Al personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio il trattamento per i permessi individuali di cui agli articoli 91,
92 e 93 del presente Contratto verrà liquidato sulla base della retribuzione
calcolata ai sensi dell’articolo 286.

CAPO V – TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 270

(1) Costituisce trattamento salariale integrativo di cui alla lettera b)
dell’articolo 108 l’eventuale terzo elemento provinciale e/o l’eventuale
terzo elemento aziendale in atto di cui all’articolo 55 del CCNL 19 ottobre
1973 coordinati con l’attuale classificazione del personale con i criteri di
cui all’articolo 79 del CCNL 10 aprile 1979.

CAPO VI – PAGA BASE PUBBLICI ESERCIZI DI TERZA E QUARTA CATEGORIA

Articolo 271

(1) Per i Pubblici Esercizi di terza e quarta categoria le paghe base indicate
all’articolo 112 del presente Contratto verranno ridotte dei seguenti importi
arrotondati:

LIVELLI + 18 – 18

A 11.000 -
B 10.000 -
I 10.000 -
II 8.500 7.500
III 7.500 6.500
IV 6.500 5.500
V 6.000 5.000
IV S 5.500 4.500
VI 5.500 4.500
VII 5.000 4.000

CAPO VII – TRATTAMENTO ECONOMICO DEI PERCENTUALISTI INDENNITA’ DI
CONTINGENZA

Articolo 272

(1) L’indennità di contingenza non spetta al personale dei pubblici esercizi
retribuito a percentuale.
PERCENTUALE DI SERVIZIO

Articolo 273

(1) La percentuale di servizio dovrà essere corrisposta entro i limiti
minimi e massimi stabiliti negli articoli che seguono, mediante punteggi di
ripartizione da determinarsi con i Contratti integrativi territoriali.

Articolo 274

Per le aziende ristoranti e similari di cui al punto III lettera a)
dell’articolo 1, i minimi ed i massimi della percentuale di servizio sono
i seguenti:
a) negli esercizi extra dal 12 al 15 per cento;
b) negli esercizi di prima classe dall’11 al 13 per cento;
c) negli esercizi di seconda e terza classe dall’11 al 12 per cento
d) negli esercizi di quarta Classe (osterie con cucina) il 10 per cento.

Articolo 275

(1) Per le aziende bar, caffè e similari, di cui al punto III lettera b)
dell’articolo 1, i minimi ed i massimi della percentuale di servizio sono i
seguenti:
a) negli esercizi extra dal 18 al 22 per cento;
b) negli esercizi di prima e
seconda classe dal 16 al 20 per cento;
c) negli esercizi di terza classe dal
14 al 17 per cento;
d) negli esercizi di quarta classe il 10 per cento.

(2) Nelle bottiglierie e fiaschetterie la percentuale sarà del 12 per cento,
nelle birrerie del 17 per cento.
(3) Nei locali adibiti a biliardi – qualunque sia la loro categoria – la
percentuale di servizio sarà del 15 per cento.

Articolo 276

(1) Per i banchetti e per qualsiasi altro servizio affine di non meno di
dieci persone, purché abbiano tale caratteristica, la percentuale di
servizio unica per tutti i locali sarà del 12 per cento.
(2) E’ consentita l’assegnazione di una parte della predetta percentuale al
personale interno nella misura stabilita dei Contratti integrativi
territoriali

Articolo 277

(1) La percentuale sarà applicata a criterio del datore di lavoro:
a) col sistema addizionale, nel qual caso il tavoleggiante riscuote
direttamente dal cliente la percentuale di servizio al momento della
presentazione del conto;
b) ovvero col sistema globale, includendo cioè nel prezzo della consumazione
l’importo della percentuale di servizio.
(2) In questo ultimo caso la percentuale di servizio va liquidata applicando
sull’incasso lordo delle consumazioni la misura della percentuale
opportunamente ridotta secondo la seguente Tabella Amell che garantisce
ugualmente la corresponsione della percentuale netta stabilita
contrattualmente:
% sul netto nel % sul lordo nel
sistema addizionale sistema globale

10% corrisponde al 9,10%
11% corrisponde al 9,99%
12% corrisponde al 10,72%
13% corrisponde al 11,51%
14% corrisponde al 12,29%
15% corrisponde al 13,05%
16% corrisponde al 13,80%
17% corrisponde al 14,53%
18% corrisponde al 15,27%
19% corrisponde al 15,97%
20% corrisponde al 16,67%
21% corrisponde al 17,36%
22% corrisponde al 18,03%

Articolo 278

(1) Quando la percentuale di servizio viene riscossa dal datore di lavoro,
essa dovrà essere corrisposta al personale non più tardi della fine di ogni
mese con una tolleranza massima di quattro giorni a meno che tra il
personale ed il datore di lavoro non si convenga che la corresponsione sia
effettuata settimanalmente o seralmente.

Articolo 279

(1) La percentuale di servizio di cui agli articoli precedenti deve essere
applicata sull’importo netto dei conti riguardanti esclusivamente le
consumazioni.
(2) La percentuale di servizio dovrà essere anticipata dal datore di lavoro
per i conti che restassero in sospeso oltre un mese, eccezione fatta per i
conti di persone divenute accertatamente insolvibili.
(3) Per i servizi a domicilio, nei contratti integrativi territoriali, potrà
stabilirsi invece un compenso fisso per i prestatori di opera che vi
prendano parte, ove tale sistema sia in uso, secondo quanto contemplato
dall’articolo 61.
(4) E’ abolito qualsiasi obbligo di fornitura da tavola a carico dei
camerieri.

Articolo 280

(1) Negli esercizi nei quali il servizio ai tavoli viene effettuato anche da
familiari del datore di lavoro, i quali vi siano addetti come veri e propri
prestatori d’opera soggetti alle stesse regole di lavoro dell’altro
personale, la percentuale di servizio competerà anche ad essi nella misura
dovuta al percentualista dipendente.

Articolo 281

(1) Debbono intendersi congelate le misure delle percentuali di servizio
stabilite dagli Accordi Integrativi Provinciali in atto al 31 ottobre 1973.

Articolo 282

(1) Ai maitres o capi camerieri oltre alla percentuale di servizio sarà
corrisposta una integrazione fissa mensile da stabilirsi nei contratti
integrativi territoriali.
(2) La partecipazione dei maitres o capi camerieri alla percentuale resta
quella concordata in sede territoriale sia dove esiste l’uso della
percentuale globale, sia dove esiste l’uso della percentuale individuale in
modo che essi non vengano a percepire meno del 5 per cento né più del 20 per
cento oltre quello che spetta ad ogni cameriere.
(3) I maitres o capi camerieri non potranno essere assunti in numero
maggiore di uno ogni quattro camerieri per gli esercizi extra e di uno ogni
sei camerieri per gli esercizi di prima classe.
(4) Nei locali extra e di prima classe ove siano occupati rispettivamente
meno di quattro camerieri o meno di sei camerieri è ammesso un maitre o capo
cameriere.
(5) In sede territoriale le Organizzazioni interessate potranno stabilire la
presenza di capi camerieri anche in esercizi di seconda classe.

Articolo 283

(1) Il personale tavoleggiante ha facoltà di optare per la retribuzione
fissa in luogo della percentuale di servizio.
(2) Col passaggio a paga fissa il personale suddetto ha diritto alla paga
base nazionale prevista dalla tabella di cui all’articolo 112, all’indennità
di contingenza e a tutti gli altri trattamenti economici e normativi
previsti dal presente Contratto e dai Contratti Integrativi Territoriali e/o
aziendali per il personale retribuito a paga fissa dello stesso livello
retributivo.
(3) L’opzione per la retribuzione fissa viene esercitata aziendalmente
mediante decisione della maggioranza del personale tavoleggiante, da rendere
nota al datore di lavoro a mezzo di lettera raccomandata sottoscritta dai
lavoratori interessati, entro la prima metà del mese.
(4) Il passaggio a paga fissa avverrà a decorrere dal primo giorno del mese
successivo a quello della comunicazione al datore di lavoro.
(5) L’opzione di cui al presente articolo viene esercitata in via definitiva
ed il passaggio a paga fissa è irrevocabile.

Articolo 284

(1) I sistemi di retribuzione diversi da quelli dal presente Contratto
stabiliti con Accordi Integrativi Provinciali in vigore 30 aprile 1973 in
base agli articoli 71 e seguenti del CCNL 13 marzo 1970 sono da considerarsi
congelati, ferma restando la facoltà delle Associazioni Territoriali di
abrogarli per stabilire il passaggio a paga fissa del personale
tavoleggiante, nel qual caso al personale interno sarà garantita la
conservazione dei livelli retributivi mediamente percepiti in precedenza.

MENSILITA’ SUPPLEMENTARI

Articolo 285

(1) Al personale retribuito con la percentuale di servizio verranno
corrisposte le tredicesima mensilità nell’intera misura e la quattordicesima
mensilità nella misura del 70 per cento con le modalità di cui all’articolo
286.

LIQUIDAZIONE TRATTAMENTI NORMATIVI AI PERCENTUALISTI

Articolo 286

(1) La liquidazione dei trattamenti normativi previsti dal presente
Contratto per il personale retribuito in tutto od in parte con la
percentuale di servizio avverrà in base alla retribuzione in atto
provincialmente o aziendalmente relativa al livello di appartenenza (paga
base nazionale, indennità di contingenza, eventuali terzi elementi,
eventuali trattamenti integrativi salariali aziendali, eventuali scatti di
anzianità).

Articolo 287

(1) Per il personale retribuito in tutto o in parte con la percentuale di
servizio, l’indennità sostitutiva del preavviso di cui all’articolo 139
verrà calcolata in base all’articolo 2121 codice civile nel testo modificato
dalla legge n. 297 del 1982, mentre, il trattamento di fine rapporto verrà
calcolato in base ai criteri di cui alla suddetta legge n. 297 del 1982 per
i periodi di servizio prestato dal 1° giugno 1982, e in base all’articolo
2121 codice civile nel testo modificato dalla legge n. 91 del 1977 per i
periodi di lavoro antecedenti sulla base della percentuale media percepita
nel triennio o nel minor periodo precedente il 31 maggio 1982.
(2) Ove ciò non sia in alcun modo possibile, tenuto conto delle particolari
caratteristiche di tale sistema di retribuzione, dette indennità verranno
calcolate sulla retribuzione di cui all’articolo 286 e con gli stessi
criteri e modalità previsti per il personale retribuito in misura fissa
dagli articoli 152 e 292 e per quanto attiene in particolare il trattamento
di fine rapporto.

CAPO VIII – SCATTI DI ANZIANITA’

NORMA TRANSITORIA

Articolo 288

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti dalle
aziende dei Pubblici Esercizi per il periodo 1 giugno 1986 – 28 febbraio
1989 sono stabiliti nelle seguenti misure:

I/S 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 258 del CCNL 8 luglio
1982 e quella prevista dall’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 verrà
effettuato come segue: al personale che alla data di entrata in vigore del
presente Contratto abbia maturato la precedente serie di quattro scatti, la
data di decorrenza del nuovo scatto sarà computata considerando utile, solo
a tal fine, una anzianità convenzionale pari al venticinque per cento del
tempo intercorso tra la data di maturazione dell’ultimo scatto e quella del
1° giugno 1986. A detto personale, al compimento del triennio, utilizzando
l’anzianità convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in aggiunta
all’importo degli scatti relativo alla vecchia serie, quello del nuovo
scatto nella misura prevista nella su riportata tabella.
(3) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella dell’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987, per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990, e per il valore fisso dello
scatto di cui alla tabella dell’articolo 116 del presente Contratto per
coloro che maturino lo scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà
l’importo complessivo degli scatti spettante.
(4) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO IX – MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 289

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto alle normali
scadenze dei periodi paga:
a) all’indennità di malattia da corrispondersi dall’INPS nella misura
dell’80 per cento, comprensiva della indennità posta a carico dello stesso
Istituto dall’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978 n. 833 e della
relativa integrazione di cui al D.M. 1° febbraio 1957 e al D.M. 6 Agosto
1962, per la quale i datori di lavoro sono tenuti a versare al predetto
Istituto la prevista aliquota aggiuntiva dello 0,77%. Ai sensi dell’articolo
1 della legge 29 febbraio 1980 n. 33 l’indennità suddetta è anticipata dal
datore di lavoro al lavoratore con contratto a tempo indeterminato ed è
posta a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di
cui agli articoli 1 e 2 della stessa legge 29 febbraio 1980 n. 33;
b) alla normale retribuzione da corrispondersi da parte dei datori di lavoro
per i primi tre giorni di malattia (periodo di carenza) qualora la durata
della malattia superi i cinque giorni. Al personale retribuito con la
percentuale di servizio sarà corrisposta la retribuzione calcolata ai sensi
dell’articolo 286.
(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui al punto a) del comma precedente non dovranno essere operate
detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie relativi
ai periodi di malattia.

INFORTUNIO

Articolo 290

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro corrisponderà una integrazione
dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il cento per cento
della retribuzione, sin dal giorno di cui si verifica l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedano indennità nelle
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
- invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme stabiliti
per il caso di malattia dagli articoli 122 e 289, considerandosi l’infermità
derivante da infortunio compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’INPS;
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni.

CAPO X – PULIZIA DEI LOCALI

Articolo 291

(1) Negli esercizi di particolare importanza il personale provvederà
normalmente alla pulizia e preparazione del reparto al quale è adibito,
esclusa la grossa pulizia (pavimenti e gabinetti).
(2) Per gli esercizi minori tale pulizia dovrà essere effettuata dal
personale di banco e tavoleggiante, esclusa la pulizia dei pavimenti e
gabinetti, quando fra i dipendenti vi sia personale di fatica.

CAPO XI – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 292

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui all’articolo 289 del CCNL
Turismo 30 maggio 1991.

CAPO XII – NORME PER I LOCALI NOTTURNI

Articolo 293

(1) Sono considerati locali notturni tutti gli esercizi nei quali vi siano
trattenimenti di varietà e danze, il cui orario di chiusura si protrae sino
alle prime ore del mattino senza limitazione.

Articolo 294

(1) Nei locali notturni la percentuale sarà del 16 per cento per le
consumazioni di ristorante e del 18 per cento per le altre consumazioni,
fermo restando che la percentuale di servizio dovrà essere applicata
sull’importo netto del conto riguardante esclusivamente le consumazioni.
(2) Per il personale tavoleggiante, le percentuali di servizio di cui sopra
sono comprensive della maggiorazione per il lavoro notturno.
(3) Nei Contratti integrativi territoriali verranno stabilite le modalità
per determinare il suddetto importo netto del conto delle consumazioni.
(4) E’ data inoltre facoltà alle Organizzazioni Sindacali territoriali di
ragguagliare la percentuale del 18 per cento sopra indicata con diverse
misure della percentuale stessa che operino sull’intero importo lordo del
conto garantendo lo stesso gettito.

Articolo 295

(1) Nei locali notturni sono ammessi i maitres o capi camerieri osservando
le stesse norme stabilite dall’articolo 282 del presente Contratto.

Articolo 296

(1) Tutto il personale addetto a tali servizi sarà escluso dal servizio
diurno, pulizia compresa.

Articolo 297

(1) Per quanto non fosse previsto nei precedenti articoli al personale
dipendente si applicano le norme del presente Contratto fatte salve le
condizioni di miglior favore già fissate dagli Accordi Integrativi
provinciali.

CAPO XIII – NORME PER RISTORANTI E BUFFETS DI STAZIONE

Articolo 298

(1) Il presente Contratto si applica anche ai ristoranti e buffets delle
stazioni ferroviarie fame le norme contenute nei capitolati delle Ferrovie.
Qualora il concessionario sia obbligato a far eseguire lavoro straordinario
per improvvisi ordini dell’Amministrazione Ferroviaria o per improvviso
cambiamento di orario dei turni, fermo restando il limite massimo annuo di
260 ore di lavoro straordinario, il personale sarà tenuto ad eseguirlo senza
alcuna limitazione di orario, eccettuato il caso che l’Ispettorato del
Lavoro riscontri non sussistere gli estremi di cui all’articolo 6 del
regolamento 10 settembre 1923, n. 1955.
(2) Restano congelate le misure delle percentuali dei carrellisti stabilite
dagli Accordi Integrativi provinciali in vigore.

Articolo 299

(1) In relazione al Decreto del Ministero dei Trasporti del 22 giugno 1971,
che al comma b) dell’articolo 1 precisa, tra l’altro, come condizioni da
porre a base delle gare e trattative per le concessioni degli esercizi dei
caffè ristoratori di stazioni F.S. e nei relativi contratti, il
riconoscimento, a tutti gli effetti, al personale dipendente, dell’anzianità
di servizio prestato in via continuativa nello stesso caffè ristoratore o
anche in continuità di rapporto di lavoro con lo stesso concessionario
presso altro caffè ristoratore di stazione F.S., i trattamenti di fine
rapporto del personale suddetto dovranno essere accantonati, mediante
polizza di capitalizzazione da stipularsi nei modi e nei termini stabiliti
dal Regolamento sottoscritto dalle Organizzazioni stipulanti in data 21
novembre 1972.

CAPO XIV – NORME PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA (mense aziendali)

Articolo 300

(1) Le Parti si danno atto che le norme di cui all’accordo nazionale per i
cambi di gestione nel settore della ristorazione collettiva (mense aziendali)
del 9 aprile 1979, modificato dagli accordi del 13 ottobre 1982, 17 giugno 1986
e del 3 maggio 1990, trovano inserimento nel seguente capo.

CAMBI DI GESTIONE

Articolo 301

(1) Rilevato che il settore della ristorazione collettiva – per la parte non
propriamente collegata a forme di ristorazione pubblica – è generalmente
caratterizzato dall’effettuazione del servizio tramite contratti di appalto
determinando frequenti cambi di gestione con conseguenti risoluzioni dei
rapporti di lavoro per giustificato motivo obiettivo, allo scopo di
garantire al personale dipendente la continuità e le condizioni di lavoro
limitatamente agli aspetti di seguito disciplinati, viene pattuito quanto
segue.

Articolo 302

(1) La Gestione uscente, con la massima tempestività possibile e comunque
prima dell’evento, darà formale notizia della cessazione della gestione alle
Organizzazioni Sindacali competenti per territorio e alla Gestione
subentrante, fornendo contestualmente tutte le informazioni utili alla
applicazione del presente Accordo.
(2) La Gestione subentrante – anch’essa con la massima tempestività
possibile e comunque prima del verificarsi dell’evento – darà a sua volta
formale comunicazione alle Organizzazioni Sindacali competenti per
territorio circa l’inizio della nuova gestione.

Articolo 303

(1) Su richiesta di una delle parti (Organizzazioni Sindacali, Gestione
uscente, Gestione subentrante) saranno effettuati incontri di verifica,
preventivi all’evento considerato, circa le condizioni di applicazione del
presente Accordo.
(2) Ove per comprovate ed oggettive difficoltà non fosse possibile
effettuare tali incontri preventivamente, gli stessi saranno comunque
effettuati al più presto possibile.
(3) L’effettuazione di tali incontri non dovrà in ogni caso compromettere la
prioritaria esigenza di garantire le condizioni necessarie per l’invio del
servizio presso la nuova unità produttiva.

Articolo 304

(1) La gestione subentrante assumerà tutto il personale addetto, in quanto
regolarmente iscritto da almeno tre mesi sui libri paga-matricola della
Gestione uscente, riferiti all’unità produttiva interessata, con facoltà di
esclusione del personale che svolge funzioni di direzione esecutiva, di
coordinamento e controllo dell’impianto nonché dei lavoratori di concetto
e/o degli specializzati provetti con responsabilità di coordinamento tecnico
funzionale nei confronti di altri lavoratori.
(2) I lavoratori in contratto di formazione e lavoro, fatte salve le
disposizioni di legge verranno parimenti assunti in contratto di formazione
e lavoro restando a carico della gestione subentrante l’effettuazione del
periodo di formazione e lavoro mancante rispetto al termine fissato
dall’azienda cedente.

Articolo 305

(1) Gli incontri di cui all’articolo 303 dovranno essere utilizzati anche
per l’esame dei problemi e per la ricerca delle relative soluzioni, nei
seguenti casi connessi a particolari situazioni dell’utenza che diano adito
a ripercussioni sul dato occupazionale dell’impianto, inteso nelle sue
componenti quantitative e qualitative:
a) mutamenti nell’organizzazione e nelle modalità del servizio;
b) mutamenti
nelle tecnologie produttive;
c) mutamenti nelle clausole contenute nei capitolati d’appalto;
d) riduzione del numero di pasti/giorno conseguente ad un calo della
occupazione nell’azienda appaltante.
(2) In tutti questi casi nella ricerca di soluzioni coinvolgenti il
personale addetto all’impianto, oltre alla possibilità di assunzione in
altre unità produttive dell’azienda subentrante non si esclude la
possibilità di instaurare diverse condizioni contrattuali, nonché il ricorso
- ove sussistano le specifiche condizioni di legge – alla CIGS ed ai
contratti di solidarietà.

Articolo 306

(1) Per il personale per cui non sussista la garanzia del mantenimento del
posto di lavoro, la Gestione subentrante e quella uscente si impegneranno in
ogni caso a verificare e ricercare con le Organizzazioni Sindacali ogni
possibilità di reimpiego, sempre che sussistano le specifiche condizioni
previste dalla normativa di legge vigente per le assunzioni.

Articolo 307

(1) Le assunzioni saranno effettuate sempre che sussistano le specifiche
condizioni previste dalle norme di legge vigenti (nulla osta per
l’avviamento al lavoro, libretto sanitario ecc.) ed i rapporti di lavoro
così instaurati si intenderanno ex novo, senza l’effettuazione del periodo
di prova per il personale di cui al primo comma del precedente articolo 304,
per il quale peraltro l’azienda uscente è esonerata dall’obbligo del
preavviso di cui agli articoli 137 e 138 del presente Contratto.
(2) Qualora tali condizioni non sussistessero, la Gestione subentrante ne
darà tempestiva comunicazione agli interessati ed alle Organizzazioni
sindacali ai fini delle possibili regolarizzazioni delle posizioni entro il
termine di trenta giorni.

Articolo 308

(1) Ai lavoratori neo assunti di cui sopra saranno corrisposte, come
trattamento di miglior favore, condizioni retributive, eventualmente
riproporzionate ai sensi dell’articolo 305, pari a quelle già percepite da
ogni singolo lavoratore, opportunamente e legalmente documentate derivanti
solo ed unicamente dall’applicazione del CCNL, ivi compresi gli eventuali
scatti di anzianità maturati e gli eventuali trattamenti integrativi
salariali comunque denominati, pattuiti ed erogati in data anteriore di
almeno tre mesi alla data di cambiamento di gestione in conformità di quanto
previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro.
(2) Ove tali trattamenti fossero superiori a quelli della gestione
subentrante per effetto di pattuizioni collettive aziendali stipulate
anteriormente al 9 aprile 1979, la differenza verrà mantenuta come quota ad
personam e sarà assorbita in occasione di futuri aumenti salariali
collettivi con modalità da definire tra le parti. Per quanto riguarda in
particolare gli scatti di anzianità, fermo restando il principio della
novazione del rapporto di lavoro sancito dall’articolo 307, la Gestione
subentrante dovrà considerare, ai soli fini del computo del triennio
relativo al primo scatto o a quelli successivi ed in base all’età di
decorrenza dell’anzianità utile per gli scatti così come fissata dal secondo
comma dell’articolo 116 del presente Contratto:
- le annualità intere di servizio maturate presso la Gestione uscente nei
casi di cambio di gestione, avvenuti anteriormente al 1° giugno 1986;
- l’intero periodo di servizio prestato senza interruzione presso la
gestione uscente per i casi di cambi di gestione intervenuti successivamente
al 1° giugno 1986.
(3) Al personale assunto con mansioni diverse da quelle svolte presso la
precedente Gestione sarà comunque garantito il trattamento economico
previsto dal Contratto Nazionale di Lavoro di categoria e dalla relativa
contrattazione integrativa salariale. Tale trattamento, se pur articolato
sotto diverse voci, sarà globalmente pari a quello percepito per la
qualifica ricoperta presso la precedente gestione. In ogni caso tale
trattamento non potrà, per la parte eccedente le voci contrattuali relative
alla nuova qualifica, essere riassorbito se non in occasione di successivi
passaggi di livello, o in virtù di specifici accordi fra le parti.

Articolo 309

(1) Le norme di cui al presente capo disciplinano ed esauriscono per tutto
il territorio nazionale la materia dei cambi di gestione nel settore della
ristorazione collettiva che rimane di esclusiva competenza delle
Organizzazioni Nazionali stipulanti.
(2) Restano salve, in ogni caso, le eventuali condizioni di miglior favore
previste dagli accordi territoriali o aziendali in atto. Tali accordi non
saranno comunque più negoziabili alla loro scadenza, per le materie in
questione.

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 310

(1) A parziale deroga di quanto previsto dall’articolo 21 del presente
Contratto, per il settore della ristorazione collettiva (mense), i
trattamenti integrativi salariali comunque denominati di cui alla lettera c)
del primo comma dello stesso articolo 21 saranno definiti, anziché con
accordi aziendali, con accordi provinciali dalle Organizzazioni provinciali
dei lavoratori delle Organizzazioni sindacali stipulanti e dalle
Associazioni provinciali dei pubblici esercizi aderenti alla Fipe con
l’intervento dell’Angem.

SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 311

(1) Fermo restando quanto previsto dal primo comma dell’articolo 288 del
presente Contratto, per il personale delle aziende della ristorazione
collettiva che abbia già maturato uno o più scatti di anzianità, il raccordo
tra la preesistente disciplina di cui all’articolo 258 del CCNL 8 luglio
1982 e quella prevista dall’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 verrà
effettuato come segue.
(2) Alla data di entrata in vigore del CCNL 16 febbraio 1987, alla voce
scatti di anzianità dovrà essere attribuito:
a) quanto sin qui erogato a titolo "scatti di anzianità"
b) quanto sin qui eventualmente erogato come superminimo ad personam, in
conseguenza dell’operazione di adeguamento alla legge n. 91 del 1977
attuato dall’azienda
c) quanto eventualmente sin qui erogato come "assegno ad personam" derivante
dagli scatti di anzianità maturati dalle gestioni precedenti ai sensi del
precedente articolo 308.
(3) Al personale suddetto che nel periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio 1989
maturerà un triennio di anzianità, dovrà essere corrisposto l’importo fisso
di uno scatto previsto nella tabella valida per il settore dei pubblici
esercizi per il periodo suddetto, in aggiunta degli importi degli scatti
precedenti come sopra ricostituiti.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella dell’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 per coloro che hanno
maturato lo scatto entro il 30 aprile 1990, e per il valore fisso dello
scatto di cui alla tabella dell’articolo 116 del presente Contratto per
coloro che maturino lo scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà
l’importo complessivo degli scatti spettante. L’eventuale residua frazione
di scatto che dovesse risultare da tale computo, verrà liquidata al
compimento del triennio successivo a quello di maturazione dell’ultimo
scatto intero e cioè alla maturazione del sesto scatto.
(5) Per quanto riguarda le modalità di erogazione degli scatti di anzianità
nei casi di cambi di gestione valgono le norme di cui all’articolo 308.

INDENNITA’SUPPLEMENTARE

Articolo 312

(1) Ai soli dipendenti da aziende di Ristorazione Collettiva in forza alla
data di stipula del CCNL 16 febbraio 1987 verrà riconosciuta una "indennità
supplementare" di lire diecimila lorde mensili nel periodo 1 giugno 1986 -
31 maggio 1988 (ventiquattro mensilità) secondo le modalità di seguito
specificate nel presente articolo.
(2) L’indennità supplementare deve essere corrisposta solo al personale che
abbia maturato almeno uno scatto di anzianità il cui importo sia stato
calcolato dall’azienda senza l’indennità di contingenza in relazione alla
legge 91 del 1977.
(3) Detta indennità non è computabile ai fini della maturazione del T.F.R.,
nè concorre a determinare la base di calcolo di altri istituti contrattuali.
(4) Essa sarà corrisposta limitatamente a ventiquattro mesi (escluse
tredicesima e quattordicesima mensilità) e la sua erogazione cesserà,
comunque, con il 31 maggio 1988.
(5) L’indennità citata non competerà a chi abbia già risolto, in via
consensuale con transazione e rinuncia od in forza di decisione giudiziale o
comunque, in altro modo, il contenzioso con la propria azienda relativamente
alle modalità di calcolo degli scatti rispetto alla legge 91 del 1977,
nonché – per le aliquote mensili non ancora corrisposte – a coloro che, per
qualsivoglia motivo, risolvano il rapporto di lavoro con le aziende al di
fuori dell’ipotesi prevista per i cambi di gestione.
(e) In questo caso, infatti, l’indennità in questione continuerà ad essere
corrisposta dall’azienda subentrante fino al 31 maggio 1988 o fino alla
cessazione del rapporto di lavoro con l’interessato entro tale data.

CLAUSOLA DI INSCINDIBILITA’

Articolo 313

(1) Le OO.SS. firmatarie riconoscono che la vertenzialità insorta nel
settore della ristorazione collettiva derivante da interpretazioni diverse
riguardo alla modalità di calcolo degli scalfi di anzianità, in applicazione
della legge n. 91 del 1977 – modalità che le aziende dichiarano essersi resa
necessaria in considerazione del particolare automatico collegamento
esistente per il settore tra costo del lavoro e prezzo del servizio – deve
intendersi superata con il CCNL 16 febbraio 1987.
(2) Ciò in considerazione del fatto che, in particolare per i dipendenti da
aziende di ristorazione collettiva che già percepiscono importi retributivi,
comunque denominati derivanti dalla maturazione di scatti di anzianità, i
benefici introdotti dal rinnovo del CCNL 16 febbraio 1987, derivanti da
a) – incremento del valore unitario degli scatti
b) – riconoscimento di anzianità convenzionale di settore, sia pure ai soli
fini della maturazione degli scatti
c) – incremento del numero degli scatti di anzianità,
d) – erogazione, a titolo transattivo dell’indennità supplementare" di cui
al precedente articolo 312,
sono stati espressamente concordati, perché complessivamente migliorativi
dell’attuale applicazione dell’istituto da parte del settore, a transazione
di quanto eventualmente preteso da ciascun lavoratore relativamente alla
disciplina degli scatti applicata.
(3) Con riferimento alla consensuale definizione di cui sopra, le OO.SS.
firmatarie si impegnano affinché le proprie articolazioni territoriali e
aziendali non prestino assistenza legale e/o sindacale ai propri iscritti
che intendessero promuovere azioni giudiziarie per il titolo riguardante gli
scatti di anzianità.
(4) Dichiarano altresì che interverranno presso le proprie articolazioni
organizzative affinché queste ultime richiedano ai propri iscritti di
abbandonare le azioni giudiziarie già promosse e di non promuoverne di
nuove. Confermano che la materia relativa agli scatti di anzianità non
formerà oggetto di rivendicazione alcuna ai vari livelli di contrattazione.

INDENNITA’ SPECIALE

Articolo 314

(1) Ai soli dipendenti della Ristorazione Collettiva in servizio alla data
del 1 maggio 1990 che abbiano prestato servizio continuato nel periodo dal
1° aprile 1989 al 30 aprile 1990, verrà corrisposta, per dodici mesi
consecutivi a partire dal 1° ottobre 1990 e fino al 30 settembre 1991 una
"Indennità speciale" pari ai seguenti importi mensili lordi ai vari livelli:

Quadri A e B £. 92.000
liv. I, II e III £. 79.000
liv. IV e V £. 70.000
liv. VIS, VI e VII £. 55.000

(2) Ai fini di cui sopra si considera servizio continuato anche il lavoro
prestato nell’anzidetto periodo dal 1° aprile 1989 al 30 aprile 1990 presso
le precedenti gestioni nell’esclusivo caso di riassunzione del personale in
base alle norme di cui al presente capo.
(3) Per i casi di anzianità minore, gli importi di cui sopra verranno
erogati in tredicesimi pro-quota. Analogamente si procederà per i casi in
cui non sia stata corrisposta retribuzione a norma di legge o di contratto.
(4) Per il personale in servizio con rapporto a tempo parziale l’erogazione
avverrà con criteri di proporzionalità. La suddetta indennità non competerà
ai lavoratori assunti a tempo determinato. L’indennità speciale, data la sua
natura temporanea, non sarà utile agli effetti del computo di alcun istituto
contrattuale e di legge ivi compreso il T.F.R.. L’erogazione dell’indennità
speciale è a carico delle gestioni in atto alla data del 1° ottobre 1990.
(5) Nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro non conseguenti a cambi
di gestione e nei casi di mancata assunzione nei cambi di gestione che si
verificheranno nel corso dell’anno di erogazione, al lavoratore interessato
verrà corrisposta la parte residua; nel caso di cambio di gestione, la parte
residua verrà corrisposta dall’azienda subentrante.

CHIARIMENTO A VERBALE

Le parti si danno atto che nessun riproporzionamento verrà effettuato per
assenze complessivamente non superiori, nel periodo 1° aprile 1989 – 30
aprile 1990, ai trenta giorni.

ORARIO DI LAVORO

Articolo 315

(1) Il godimento dei permessi retribuiti di cui all’articolo 70 potrà essere
attuato, in presenza di particolari esigenze aziendali da programmare e
comunicare preventivamente a livello di unità produttiva o di singolo
reparto, usufruendo degli stessi in misura di una o due ore settimanali
nell’arco di quarantotto settimane.
(2) Nella prima ipotesi, dal monte ore annuo dei permessi retribuiti (104
ore), verranno utilizzate quarantotto ore, nella seconda ipotesi,
settantasei ore.
(3) Per il personale a tempo parziale, le riduzioni di orario di cui sopra,
verranno attuate con criteri di proporzionalità. Il riproporzionamento della
retribuzione si determina sulla base del rapporto fra orario settimanale o
mensile ridotto ed il corrispondente orario intero previsto dall’articolo 69
del presente Contratto.
(4) La comunicazione di cui sopra verrà effettuata, oltre che ai lavoratori,
anche alle R.S.U. o al delegato aziendale, ove esistenti.
(5) Le unità produttive o i singoli lavoratori cui non si applicherà la
disciplina di cui sopra, continueranno a godere dei permessi retribuiti di
cui all’articolo 70 con le modalità di cui al precitato articolo.
(e) Il suddetto regime è applicabile esclusivamente alle aziende iscritte
alle Associazioni datoriali facenti parte delle Organizzazioni nazionali dei datori di
lavoro firmatarie del presente Contratto.

SCIOPERO NELLE MENSE OSPEDALIERE

Articolo 316

(1) Le Parti, allo scopo di contemperare l’esercizio del diritto di sciopero
con la tutela dei diritti della persona costituzionalmente tutelati,
convengono quanto segue.
(2) Nelle aziende di ristorazione collettiva operanti negli ospedali il
diritto di sciopero è esercitato nel rispetto di misure dirette a consentire
l’erogazione delle prestazioni indispensabili.
(3) In particolare, sarà garantita l’erogazione del servizio di ristorazione
destinato ai degenti le cui condizioni di salute – a giudizio della
direzione sanitaria – possano risultare pregiudicate dalla mancata
somministrazione dei pasti.
(4) Alfine di consentire la predisposizione di servizi sostitutivi, di
favorire lo svolgimento di tentativi di composizione del conflitto e di
consentire all’utenza di avvalersi di servizi alternativi, la proclamazione
degli scioperi dovrà avvenire con un preavviso minimo di dieci giorni.
(5) Le controversie concernenti l’individuazione o le modalità di
effettuazione delle prestazioni indispensabili, saranno esaminate e
possibilmente risolte, mediante il ricorso alle procedure di cui
all’articolo 17 del presente Contratto.
(6) Gli scioperi di qualsiasi genere, dichiarati o in corso di
effettuazione, saranno immediatamente sospesi in caso di epidemie e/o di
altri avvenimenti eccezionali di particolare gravità.

CONFRONTO SETTORIALE

Articolo 317

(1) Le parti, tenuto conto delle specificità del settore della ristorazione
collettiva e della opportunità di definire in sede settoriale una più
puntuale normativa di raccordo con quella del CCNL, convengono di avviare,
dopo la stipula del contratto stesso, incontri finalizzati a risolvere, tra
l’altro, le seguenti questioni:
- durata degli appalti
- aspetti relativi alla C.I.G.
- problematiche relative al mercato del lavoro
- integrazioni ed alcune normative, quale quella del part time per renderle
più adeguate alle obiettive esigenze organizzative del settore e a quelle
dei lavoratori interessati.

CAPO XV – REFEZIONE

Articolo 318

(1) Tutti gli esercizi che vendono caffè o bevande calde hanno l’obbligo di
somministrare al personale che presta servizio durante la mattinata almeno
una refezione di caffè, latte e pane ed una consumazione analoga nel
pomeriggio.
(2) La detta refezione non va calcolata a nessun effetto contrattuale.

CAPO XVI – FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 319

(1) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale di cui
all’articolo 8 e delle Commissioni Paritetiche Territoriali di cui
all’articolo 16 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno
assicurati dalle Organizzazioni Nazionali stipulanti per la parte di propria
competenza.

Articolo 320

(1) Per la pratica realizzazione di quanto previsto dall’articolo 319 del
presente Contratto Nazionale di Lavoro, con riferimento al finanziamento
delle spese della Commissione Nazionale nonché per le altre attività svolte
in materia di rapporti di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare
l’efficienza delle loro strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei
datori di lavoro dei pubblici esercizi, viene posto in riscossione
l’apposito contributo di assistenza contrattuale denominato CO.VE.L.CO. -
P.E. a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, a favore delle
Organizzazioni Nazionali stipulanti, di cui all’Accordo Nazionale stipulato
in data 30 gennaio 1970, modificato con accordi 19 ottobre 1973 e 3 maggio
1974.
(2) La parte del contributo a carico dei datori di lavoro è di competenza
della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, mentre la parte a carico dei
lavoratori è di competenza delle organizzazioni dei lavoratori stipulanti.

Articolo 321

(1) Tale contributo sarà riscosso tramite l’Istituto Nazionale per la
Previdenza Sociale – INPS – in base ad apposita convenzione stipulata ai
sensi della legge 4 giugno 1973, n. 311.

Articolo 322

(1) Il contributo di cui all’articolo 320 dovrà essere calcolato mediante
l’applicazione sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti,
delle aliquote percentuali appresso indicate:
a) l’aliquota del contributo CO.VE.L.CO. – P.E. a carico dei datori di
lavoro e di pertinenza della Federazione Italiana Pubblici Esercizi è
compresa nei contributi integrativi ASCOM;
b) l’aliquota a carico dei lavoratori e di pertinenza delle Organizzazioni
Sindacali dei lavoratori stipulanti è fissata nella misura dello 0,10 per
cento.

Articolo 323

(1) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro
dipendenti il contenuto del presento titolo.
(2) Le operazioni relative al calcolo ed alla raccolta del contributo a
carico dei lavoratori saranno effettuate dai datori di lavoro mediante
trattenuta da annotarsi sulla busta paga nei confronti di tutti i
lavoratori compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto ad
eccezione di quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di
singola dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia
entro e non oltre il periodo di paga immediatamente successivo
all’assunzione.
(3) Una copia sarà conservata dal datore di lavoro e l’altra sarà da questi
trasmessa alla Commissione Nazionale per le Vertenze di Lavoro presso la
FIPE.
(4) Le norme di cui ai precedenti articoli 320, 321 e 322 fanno parte
integrante del presente Contratto e non possono subire deroghe nei confronti
di soggetti ai quali il Contratto stesso si applica.

Articolo 324

(1) Secondo quanto convenuto tra l’Istituto Nazionale per la Previdenza
Sociale – INPS e le Organizzazioni stipulanti il presente Contratto con
apposito Accordo, l’ammontare dei contributi previsti dall’articolo 322 sarà
versato dai datori di lavoro all’Istituto suddetto unitamente ai contributi
obbligatori utilizzando il modello DM 10-M3 alla voce "Contributo ASCOM" per
la quota a carico dei datori di lavoro ed alla voce "Contributo CO.VE.L.CO."
per la quota a carico dei lavoratori.

CAPO XVII – ACCORDI SETTORIALI

Articolo 325

(1) Le Organizzazioni nazionali firmatarie potranno procedere alla stipula
di accordi settoriali integrativi per quelle aziende che diffuse in più
regioni o nell’intero territorio nazionale, pur rientrando nella sfera di
applicazione del presente Contratto presentano una particolare struttura
anche organizzativa per adempiere con indirizzo unitario a particolari
funzioni nel settore della ricettività e della ospitalità in genere.

NOTA A VERBALE

Le Parti si danno atto che – a seguito dell’inserimento nella sfera di
applicazione del presente Contratto delle ditte appaltatrici dei servizi di
ristorazione sulle piattaforme petrolifere – sarà avviata una trattativa per
la definizione di norme specifiche per il settore.

TITOLO XIII STABILIMENTI BALNEARI

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 326

(1) La classificazione del personale per il comparto degli stabilimenti
balneari è la seguente.

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 maggio 1985 n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.

quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive, che per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgano, con carattere di
continuità un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.
- Direttore

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziativa ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Vice Direttore
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale cioè:
- Ispettore.
- Cassiere centrale – Interprete
- Infermiere diplomato.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizione
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisita
mediante approfondita preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche delle responsabilità di coordinamento
tecnico-funzionale di altri lavoratori e cioè:
- Capo assistente bagnanti.
- Istruttore di ginnastica correttiva. – Capo operaio.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specialistiche
comunque acquisite e cioè:
- Segretario
- Operaio specializzato intendendosi per tale il lavoratore che in base ad
indicazioni, per schemi o disegni equivalenti, esegue interventi di
particolare precisione per l’aggiustaggio, manutenzione e riparazione di
macchine, impianti ed attrezzature.
- Infermiere – Pedicurista – Manicurista – Massaggiatore – Barbiere e
Parrucchiere – Istruttore di nuoto con brevetto – Stenodattilografo con
funzioni di segreteria – Altre qualifiche di valore equivalente non
espressamente comprese nella suddetta elencazione

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Cassiere
- Magazziniere comune
- Addetto all’amministrazione del personale, al controllo amministrativo, al
ricevimento cassa, alla segreteria, al controllo merci e movimento
personale, con mansioni d’ordine.
- Assistente ai bagnanti
- Dattilografo
- Addetto vendita biglietti
- Operaio qualificato (intendendosi per tale il lavoratore che sulla base di
dettagliate indicazioni esegue i lavori di normale difficoltà nella
riparazione e manutenzione di macchine, impianti ed attrezzature)
- Addetto a mansioni di ordine.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Maschera
- Guardiano notturno
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali cioè:
- Operaio comune
- Inserviente di stabilimento o cabina o capanna, o agli spogliatoi
(comunemente chiamato bagnino)
- Lavandaio
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Guardarobiera clienti
- Addetto esclusivamente alle pulizie anche dei servizi igienici
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

CAPO II – CONTRATTI A TERMINE

Articolo 327

(1) La disciplina del presente capo è correlata con quanto previsto
dall’articolo 58.

Articolo 328

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale. E’ escluso dal periodo di prova il personale che abbia già
prestato servizio nella stessa azienda.
(2) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 329

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di similari cause di forza maggiore, che
obbligassero il datore di lavoro a chiudere o a ridurre il personale, la
decisione sulla indennità sarà demandata alle Associazioni Sindacali
provinciali e in caso di dissenso a quelle nazionali

Articolo 330

(1) Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a
termine, il personale avrà diritto ad una indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al termine
stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra analoga
occupazione per uguale durata e medesima retribuzione.

Articolo 331

(1) Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 332

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore è riconosciuta al
datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla retribuzione,
la cui misura sarà determinata dagli Accordi integrativi Provinciali
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza del
contratto, ma in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del
dipendente che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di
lavoro, questi avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento
del danno.

Articolo 333

(1) I trattamenti che per effetto dei precedenti articoli debbono essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 286.

CAPO III – ORARIO DI LAVORO

Articolo 334

(1) In deroga a quanto previsto dall’articolo 69 la durata normale del
lavoro settimanale effettivo è fissata in quaranta ore per il personale
impiegatizio ed in quarantaquattro ore per il personale non impiegatizio.
(2) Nell’orario di lavoro giornaliero non è compresa l’interruzione
meridiana da trascorrersi nell’azienda, la cui durata non potrà essere
inferiore a due ore.

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 335

(1) La distribuzione dell’orario settimanale è fissata in sei giornate.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 336

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata ad
ore maggiorata del 30 per cento se diurno e del 60 per cento se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.
(5) Per il personale retribuito con una percentuale sugli incassi il
compenso per il lavoro straordinario è dato dalla percentuale stessa e dalle
maggiorazioni sopra indicate calcolate sulla quota oraria della retribuzione
stabilita ai sensi dell’articolo 111.

FESTIVITA’

Articolo 337

(1) Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 85 è dovuta oltre alla normale retribuzione, quella per le ore
di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20 per cento
per lavoro festivo.

CAPO IV – INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 338

(1) Le parti si danno reciprocamente atto: a) che in forza dell’articolo 40
del CCNL 9 febbraio 1978 per i dipendenti da stabilimenti balneari e si è
adempiuto al conglobamento degli importi dell’indennità di contingenza
maturata sino al 31 luglio 1975 nella paga base del personale dipendente
dagli stabilimenti balneari marini, fluviali, lacuali e piscinali;
b) che per il personale suddetto, in forza degli articoli 43 e 46 del CCNL 9
febbraio 1978 per i dipendenti da stabilimenti balneari si sono adottati,
con le diverse decorrenze convenute, gli importi più alti di ciascun
raggruppamento della contingenza maturata nel periodo 1 febbraio 1975 – 31
gennaio 1977 del personale dipendente dagli alberghi e pubblici esercizi,
dando attuazione all’articolo 2 dell’Accordo Nazionale 14 luglio 1976 per
l’applicazione della scala mobile nel settore degli alberghi e dei pubblici
esercizi

CAPO V – TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 339

Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 108, l’eventuale terzo elemento provinciale e/o eventuale
terzo elemento aziendale in atto di cui all’articolo 41 del CCNL 26 giugno
1974 coordinati con l’attuale classificazione del personale con i criteri di
cui all’articolo 79 del CCNL 10 aprile 1979.

CAPO VI – RIDUZIONE DELLA PAGA BASE PER GLI STABILIMENTI BALNEARI DI TERZA E
QUARTA CATEGORIA

Articolo 340

(1) Le riduzioni della paga base prevista dall’articolo 271 per il comparto
dei pubblici esercizi si applicano ai dipendenti dagli stabilimenti balneari
classificati di terza e quarta categoria, a partire dal 1° novembre 1987,
salvo quanto diversamente stabilito da specifici accordi provinciali entro
la validità del presente Contratto Nazionale di Lavoro.
(2) Resta confermata l’applicazione della riduzione suddetta ai dipendenti
dagli stabilimenti balneari addetti ai servizi di bar, ristoranti e
similari.

CAPO VII – SCATTI DI ANZIANITA’ – NORMA TRANSITORIA

Articolo 341

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti degli
Stabilimenti Balneari per il periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio 1989 sono
stabiliti nelle seguenti misure:

Livelli Importi

I/S 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 300 del CCNL 8 luglio
1982 e quella prevista dall’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 verrà
effettuato come segue.
(3) Al personale che alla data di entrata in vigore del presente contratto
abbia maturato la precedente serie di quattro scatti, la data di decorrenza
del nuovo scatto sarà computata considerando utile, solo a tal fine, una
anzianità convenzionale pari al venticinque per cento del tempo intercorso
tra la data di maturazione dell’ultimo scatto e quella del 1° giugno 1986. A
detto personale, al compimento del triennio, utilizzando l’anzianità
convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in aggiunta all’importo degli
scatti relativo alla vecchia serie, quello del nuovo scatto nella misura
prevista nella su riportata tabella.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati casi ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 per coloro che hanno maturato
lo scatto entro il 30 aprile 1990, e per il valore fisso dello scatto di cui
alla tabella articolo 116 del presente contratto per coloro che maturino lo
scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà l’importo complessivo degli
scatti spettante.
(5) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero e cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO VIII- MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 342

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto, alle normali
scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50 per cento della retribuzione per i giorni di
malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i
giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’ INPS ai
sensi dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le
modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al lavoratore con
contratto a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1 della legge 29
febbraio 1980, n. 33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a
conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le modalità di cui agli
articoli 1 e 2 della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione della indennità di malattia corrisposta dall’INPS
pari al 28 per cento della retribuzione, da corrispondersi da parte del
datore di lavoro;
c) alla normale retribuzione per i primi tre giorni di malattia (periodo di
carenza), da corrispondersi da parte del datore di lavoro, sempre che il
dipendente abbia provveduto a denunciare la malattia al proprio datore di
lavoro nel termine previsto dall’articolo 122.
(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui alla precedente lettera a) non dovranno essere operate
detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie relative
ai periodi di malattia.
(3) L’integrazione prevista sub b) non è dovuta se l’INPS non riconosce per
qualsiasi motivo l’indennità a suo carico; se l’indennità stessa è
riconosciuta dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto
ad integrare la parte di indennità non corrisposta dall’Istituto.

INFORTUNIO

Articolo 343

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro dovrà corrispondere una
integrazione dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il
cento per cento della retribuzione, sin dal giorno in cui si verifica
l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedono indennità nelle
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
- invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme stabilite
per il caso di malattia dagli articoli 122 e 342 considerandosi l’infermità
derivante da infortunio, compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’INPS;
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni;

CAPO IX – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 344

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui agli articoli 341 e 342 del
CCNL Turismo 30 maggio 1991.

CAPO X – FUNZIONAMENTO COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 345

(1) Per quanto concerne i mezzi necessari al funzionamento delle Commissioni
Paritetiche si applicano le disposizioni di cui agli articoli 319, 320, 321,
322, 323 e 324.

TITOLO XIV – ALBERGHI DIURNI

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 346

La classificazione del personale per il comparto degli Alberghi Diurni è la
seguente.

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 14 maggio 1985 n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio o di adeguata formazione, preparazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate.
quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’azienda e svolgano con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e della
attuazione di tali obiettivi. A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in
condizioni di autonomia decisionale e con ampi poteri discrezionali, la
gestione, il coordinamento ed il controllo dei diversi settori e servizi
della azienda.
- direttore
- gerente

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’azienda e cioè:
- Vice Direttore.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di amministrazione (ex segretario di azienda diplomato con
mansioni di concetto)
- responsabile del controllo di più reparti
- Consegnatario di magazzino con responsabilità tecnica ed amministrativa di
conduzione
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisiti
mediante approfondita preparazione teorica e\o tecnico-pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche responsabilità di coordinamento tecnico-funzionale
di altri lavoratori e cioè:
- Magazziniere consegnatario non considerato nei livelli superiori
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specialistiche
comunque acquisite e cioè:
- Cassiere centrale
- Barbiere
- parrucchiere – Manicure – Pedicure – Massaggiatore – Visagista
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione e pratica di lavoro e cioè:
- Magazziniere comune – Cassiera
- Aiuto parrucchiere
- Pulitore-lavatore a secco, addetto tintoria;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite, che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Addetto deposito bagagli
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente ricomprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Lustrascarpe – Bagnina
- Sciampista
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplici attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente compreso nella
suddetta elencazione

CAPO II – APPRENDISTATO

Articolo 347

(1) Ai sensi dell’articolo 2 della legge 19 gennaio 1955 n. 25,
l’apprendistato è consentito ogni qualvolta i giovani debbano acquisire la
capacità tecnica per diventare lavoratori qualificati, quali ad esempio.
parrucchiere, visagista, barbiere, manicure, pedicure, ecc.

CAPO III – CONTRATTO A TERMINE

Articolo 348

(1) La disciplina del presente Capo è correlata con quanto previsto
dall’articolo 58.

Articolo 349

(1) Il periodo di prova è stabilito in dieci giorni lavorativi per tutto il
personale.
(2) E escluso dal periodo di prova il personale che abbia già prestato
servizio nella stessa azienda.
(3) Il rimborso del biglietto di ritorno spetterà al personale nel caso di
licenziamento durante o al termine del periodo di prova, nonché nelle
ipotesi di licenziamento, nel contratto a tempo determinato, prima dello
scadere del termine di ingaggio senza giustificato motivo o per colpa e
fatto dell’esercente.

Articolo 350

(1) Qualora il datore di lavoro, per giusta causa, sia costretto a chiudere
anticipatamente l’esercizio o a ridurre il personale, competerà ai
dipendenti un indennizzo pari alla metà della retribuzione che essi
avrebbero dovuto percepire per effetto del contratto a termine, a meno che
non provveda ad altra analoga occupazione per uguale durata e medesima
retribuzione.
(2) In caso di epidemia o di altre cause similari, che obbligassero il
datore di lavoro a chiudere o a ridurre il personale, la decisione sulla
indennità sarà demandata alle Organizzazioni sindacali territoriali ed in
caso di dissenso a quelle nazionali.

Articolo 351

(1) Nel caso di ingiustificata risoluzione anticipata del contratto a
termine, il personale avrà diritto ad una indennità pari all’ammontare della
retribuzione che avrebbe percepito dalla data di risoluzione fino al termine
stabilito, a meno che il datore di lavoro non provveda ad altra analoga
occupazione per uguale durata e medesima retribuzione.

Articolo 352

(1) Al dipendente con contratto a tempo determinato spettano le ferie, la
tredicesima e la quattordicesima mensilità e ogni altro trattamento previsto
per i dipendenti regolamentati con contratto a tempo indeterminato, in
proporzione al periodo di lavoro prestato, sempreché non sia obiettivamente
incompatibile con la natura del contratto a termine.

Articolo 353

(1) A titolo cautelativo, per i casi di ingiustificata risoluzione
anticipata del contratto a termine da parte del lavoratore, è riconosciuta
al datore di lavoro la facoltà di effettuare una trattenuta sulla
retribuzione, la cui misura sarà determinata dai contratti integrativi
territoriali.
(2) Tale importo sarà restituito al dipendente nel giorno della scadenza del
contratto, in caso di anticipata risoluzione di esso da parte del dipendente
che non sia dovuta a fatto o colpa del datore di
lavoro, questi avrà diritto a trattenere l’importo a titolo di risarcimento
del danno.

Articolo 354

(1) I trattamenti che per effetto dei precedenti articoli debbano essere
corrisposti al personale retribuito in tutto o in parte a percentuale
saranno ragguagliati alla retribuzione di cui all’articolo 286.

CAPO IV – ORARIO DI LAVORO

DISTRIBUZIONE ORARIO SETTIMANALE

Articolo 355

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata in cinque
giornate e mezza.
(2) Ferma restando la ripartizione dell’orario settimanale in cinque
giornate e mezza, diversi criteri di ripartizione potranno essere
contrattati a livello aziendale, tenendo conto delle esigenze delle aziende
e dei lavoratori.

RIPARTIZIONE ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO

Articolo 356

(1) L’orario di lavoro giornaliero di ciascun dipendente non potrà essere
suddiviso in più di due frazioni, la cui determinazione e durata è demandata
alla contrattazione integrativa territoriale, mentre i turni di riposo
settimanale e del congedo di conguaglio nonché i turni di servizio saranno
disposti dal datore di lavoro tenendo conto delle esigenze dei lavoratori,
fermi restando i limiti di durata massima e le disposizioni del presente
Contratto in materia di orario di lavoro.

LAVORO NOTTURNO

Articolo 357

(1) Le ore di lavoro notturno svolto dalle ore ventiquattro alle ore sei
verranno retribuite con la retribuzione oraria maggiorata del 25 per cento
fatte salve le condizioni di miglior favore.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 358

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata ad
ore maggiorata del 30 per cento se diurno e del 60 per cento se notturno.
(2) Per lavoro straordinario notturno si intende quello prestato tra le ore
ventiquattro e le ore sei.
(3) La maggiorazione per il lavoro straordinario notturno non è cumulabile
con la maggiorazione per il lavoro ordinario notturno e la maggiore assorbe
la minore.
(4) Non è considerato lavoro straordinario quello effettuato di notte nel
normale orario di lavoro da parte del personale adibito a servizi notturni.

FESTIVITA’

Articolo 359

(1) Al personale che presta la propria opera nelle festività dei cui
all’articolo 85 è dovuta oltre alla normale retribuzione anche quella per le
ore di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del 20 per
cento per lavoro festivo.

CAPO V – INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 360

Le parti si danno reciprocamente atto:

1) che in forza della lettera b) della norma transitoria all’articolo 7 del
CCNL 10 aprile 1979 si è adempiuto ad conglobamento degli importi
dell’indennità di contingenza maturata fino al 31 luglio 1975 nella paga
base del personale dipendente dagli Alberghi diurni.
2) che per il personale suddetto, in forza della lettera b) della norma
transitoria all’articolo 7 del CCNL 10 aprile 1979 si sono adottati, con le
diverse decorrenze convenute, gli importi più alti di ciascun raggruppamento
della contingenza maturata nel periodo 1° febbraio 1975 – 31 gennaio 1977
del personale dipendente dagli alberghi e pubblici esercizi, dando
attuazione all’articolo 2 dell’Accordo
Nazionale 14 luglio 1976 per l’applicazione della scala mobile nel settore
degli alberghi e dei pubblici esercizi.

CAPO VI – TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 361

(1) Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 108 l’eventuale terzo elemento provinciale e/o eventuale
elemento aziendale in atto di cui alla norma transitoria in calce
all’articolo 7 lettera b) del CCNL 10 aprile 1979.

CAPO VII – SCATTI DI ANZIANITA’

NORMA TRANSlTORIA

Articolo 362

(1) Gli importi fissi degli scatti di anzianità per i dipendenti dalle
aziende degli Alberghi Diurni per il periodo 1° giugno 1986 – 28 febbraio
1989 sono stabiliti nelle seguenti misure:
Livelli Importi

I/S 55.000
I 52.000
II 49.000
III 47.000
IV 44.000
V 43.000
VI 42.000
VII 41.000

(2) Il raccordo tra la disciplina di cui all’articolo 331 del CCNL 8 luglio
1982 e quella prevista dall’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 verrà
effettuato come segue.
(3) Al personale che alla data di entrata in vigore del presente Contratto
abbia maturato la precedente serie di quattro scatti, la data di decorrenza
del nuovo scaltro sarà computata considerando utile, solo a tal fine, una
anzianità convenzionale pari, al venticinque per cento del tempo intercorso
tra la data di maturazione dell’ultimo scatto e quella del 1° giugno 1986. A
detto personale, al compimento del triennio, utilizzando l’anzianità
convenzionale di cui sopra, sarà corrisposto, in aggiunta all’importo degli
scatti relativo alla vecchia serie, quello del nuovo scatto nella misura
prevista nella su riportata tabella.
(4) Successivamente al 1° marzo 1989 si dovrà procedere per tutto il
personale all’atto della maturazione individuale del nuovo scatto al
ragguaglio dell’importo degli scatti già maturati con il rispettivo valore
dello scatto di cui all’articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987, per
determinare il corrispondente numero dei nuovi scatti maturati e quelli da
maturare rispetto alla nuova serie di sei scatti. Il numero degli scatti
maturati così ragguagliato, compresa l’eventuale frazione, sommato al nuovo
scatto maturato, moltiplicato per il valore fisso dello scatto di cui alla
tabella articolo 78 del CCNL 16 febbraio 1987 per coloro che hanno maturato
lo scatto entro il 30 aprile 1990 e per il valore fisso dello scatto di cui
alla tabella articolo 116 del presente Contratto per coloro che maturino lo
scatto successivamente al 1° maggio 1990, darà l’importo degli scatti
spettante.
(5) L’eventuale residua frazione di scatto che dovesse risultare da tale
computo, verrà liquidata al compimento del triennio successivo a quello di
maturazione dell’ultimo scatto intero é cioè alla maturazione del sesto
scatto.

CAPO VIII – MALATTIA ED INFORTUNIO

MALATTIA

Articolo 363

(1) Durante il periodo di malattia il lavoratore avrà diritto, alle normali
scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al 50 per cento della retribuzione per i giorni di
malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione per i
giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi
dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, secondo le modalità
stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al lavoratore con contratto a
tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1 della legge 29 febbraio 1980,
n. 33. L’importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i
contributi dovuti all’INPS secondo le modalità di cui agli articoli 1 e 2
della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) ad una integrazione della indennità di malattia corrisposta dall’INPS
pari al 28 per cento della retribuzione, da corrispondersi da parte del
datore di lavoro;
c) alla normale retribuzione per i primi tre giorni di malattia (periodo di
carenza) da corrispondersi da parte del datore di lavoro, sempre che sia
stato provveduto da parte del dipendente a denunciare la malattia al proprio
datore di lavoro nel termine previsto dall’articolo 122.
(2) A titolo di ulteriore e definitiva integrazione dell’indennità di
malattia di cui alla precedente lettera a) non dovranno essere operate
detrazioni dei ratei di gratifica natalizia e di gratifica di ferie relative
ai periodi di malattia.
(3) L’integrazione prevista sub b) non è dovuta se l’INPS non riconosce per
qualsiasi motivo l’indennità a suo carico: se l’indennità stessa è
riconosciuta dall’INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto
ad integrare la parte di indennità non corrisposta dall’INPS.

INFORTUNIO

Articolo 364

(1) In caso di infortunio il datore di lavoro dovrà corrispondere una
integrazione dell’indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere il
cento per cento della retribuzione, sin dal giorno in cui si verifica
l’infortunio.
(2) L’integrazione suddetta è dovuta in tutti i casi in cui l’INAIL
corrisponde l’indennità prevista dalla legge.
(3) Per il restante personale non soggetto per legge all’obbligo
assicurativo il datore di lavoro deve adempiere ad altre forme di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che prevedono indennità nella
modalità e con un minimo di massimale seguenti:
-invalidità temporanea: nella misura, nei limiti e con le norme stabilite
per il caso di malattia degli articoli 122 e 363 considerandosi l’infermità
derivante da infortunio, compresa nella previdenza stabilita
dall’assicurazione dei dipendenti all’INPS;
- invalidità permanente: quindici milioni;
- morte: dieci milioni.

CAPO IX-TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo365

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui agli articoli 371 e 372 del
CCNL Turismo 30 maggio 1991.

CAPO X – FUNZIONAMENTO COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo366

(1) Per quanto concerne i mezzi necessari al funzionamento delle Commissioni
Paritetiche si applicano le disposizioni di cui agli articoli 319, 320, 321,
322, 323 e 324.

TITOLO XV – IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO

CAPO I – CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 367

La classificazione del personale del comparto delle Imprese di viaggi e
turismo è la seguente:

AREA QUADRI

Ai sensi della legge 13 Maggio 1985, n. 190 e successive modificazioni, sono
considerati Quadri, in base alle seguenti declaratorie, i lavoratori che,
pur non appartenendo alla categoria dei Dirigenti di cui agli articoli 6 e
34 del R.D.L. 1130 del 1 luglio 1926, siano in possesso di idoneo titolo di
studio e di adeguata formazione professionale specialistica.
Conseguentemente rientrano in quest’area, per la corrispondenza delle
declaratorie alle indicazioni di legge, le qualifiche successivamente
specificate:
quadro A

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’alto livello di responsabilità gestionale ed
organizzativa loro attribuito, forniscano contributi qualificati per la
definizione degli obiettivi dell’Azienda e svolgano, con carattere di
continuità, un ruolo di rilevante importanza ai fini dello sviluppo e
dell’attuazione di tali obiettivi.
A tali lavoratori, inoltre, è affidata, in condizioni di autonomia
decisionale e con ampi poteri discrezionali, la gestione, il coordinamento
ed il controllo dei diversi settori e servizi dell’Azienda.
- Capo area, responsabile unico di più agenzie di viaggi facenti capo ad una
stessa azienda, anche se ubicate in località diverse.

quadro B

Appartengono a questo livello della categoria Quadri i lavoratori con
funzioni direttive che, per l’attuazione degli obiettivi aziendali
correlativamente al livello di responsabilità loro attribuito, abbiano in
via continuativa la responsabilità di unità aziendali la cui struttura
organizzativa non sia complessa o di settori di particolare complessità
organizzativa in condizioni di autonomia decisionale ed amministrativa.
- Capo agenzia di categoria A + B con autonomia tecnica ed amministrativa di
gestione.

LIVELLO PRIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono funzioni ad elevato
contenuto professionale, caratterizzate da iniziative ed autonomia operativa
ed ai quali sono affidate, nell’ambito delle responsabilità ad essi
delegate, funzioni di direzione esecutiva di carattere generale o di un
settore organizzativo di notevole rilevanza dell’agenzia e cioè:
- Capo agenzia di categoria A + B con funzioni tecniche ed amministrative
subordinate
- Capo agenzia di categoria B oppure A con autonomia tecnica ed
amministrativa di gestione
- Capo C.E.D.
- Analista – Programmatore C.E.D.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SECONDO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni che
comportano sia iniziativa che autonomia operativa nell’ambito ed in
applicazione delle direttive generali ricevute, con funzioni di
coordinamento e controllo o ispettive di impianti, reparti e uffici, per le
quali è richiesta una particolare competenza professionale e cioè:
- Responsabile di servizio o di reparto tecnico, intendendosi esclusi i
reparti o servizi con attribuzioni puramente esecutive e di ordine quali
archivio, copia e spedizione
- Capo agenzia di categoria C, con autonomia tecnica ed amministrativa di
gestione
- Capo servizio vendite ovvero marketing ovvero amministrativo
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO TERZO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono mansioni di concetto
o prevalentemente tali che comportano particolari conoscenze tecniche ed
adeguata esperienza; i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni
di autonomia operativa nell’ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori
che comportano una specifica ed adeguata capacità professionale acquisita
mediante adeguata preparazione teorica e/o tecnico pratica; i lavoratori
che, in possesso delle caratteristiche professionali di cui ai punti
precedenti, hanno anche responsabilità di coordinamento tecnico-funzionale
di altri lavoratori e cioè:
- Addetto ai servizi di prenotazione o addetto ai servizi turistici e/o alle
biglietterie ferroviarie, aeree, marittime e automobilistiche, con capacità
di costruzione tariffaria autonoma e conoscenza di lingue;
- Programmatore di acquisita capacità, intendendosi per tale l’impiegato
tecnico qualificato per la creazione di programmi e determinazione di costi
per viaggi nazionali ed internazionali di gruppi ed individuali con
conoscenza completa di lingue estere con o senza l’ausilio di
apparecchiature elettroniche;
- Promotore commerciale addetto allo sviluppo ed alla illustrazione
dell’attività di Agenzia, di provata esperienza tecnica e con conoscenza di
almeno due lingue estere;
- Stenodattilografa in lingue estere;
- Segretario di Direzione corrispondente in lingue estere; – Traduttore e/o
corrispondente in lingue estere;
- Cassiere e/o addetto al cambio delle valute;
- Impiegato amministrativo e/o contabile di acquisita esperienza;
- Impiegato con buona conoscenza di almeno due lingue estere addetto
all’assistenza e/o accompagnamento di gruppi e crociere all’estero;
- Programmatore C.E.D.;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO QUARTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in condizioni di autonomia
esecutiva, anche preposti a gruppi operativi, svolgono mansioni specifiche
di natura amministrativa, tecnico-pratica o di vendita e relative operazioni
complementari, che richiedono il possesso di conoscenze specifiche comunque
acquisite e cioè:
- Addetto ai servizi di prenotazione, o addetto ai servizi turistici e/o
alle biglietterie ferroviarie, aeree, marittime ed automobilistiche anche
con mezzi di tariffazione automatica
- Impiegato addetto ai servizi operativi proiettivi e/o ricettivi con
mansioni di ordine e conoscenza di due lingue estere
- Impiegato addetto alla propaganda ed acquisizione della clientela di
agenzia
- Impiegato con buona conoscenza di una lingua estera addetto all’assistenza
e/o all’accompagnamento di gruppi e crociere nel territorio nazionale
- Contabile d’ordine – Stenodattilografo
- Transferista (addetto all’assistenza e ricevimento agli arrivi e partenze)
- Impiegato addetto prevalentemente alla vendita al banco di viaggi già
programmati
- Operatore C.E.D.
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO QUINTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che, in possesso di qualificate
conoscenze e capacità tecnico pratiche, svolgono compiti esecutivi che
richiedono preparazione pratica di lavoro e cioè:
- Hostess
- Dattilografo
- Addetto esclusivamente alle macchine contabili – Addetto al centralino e/o
telescriventi
- Fatturista
- Operatore macchine perforatrici e/o verificatrici – Archivista
- Autista
- Portavalori
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione

LIVELLO SESTO SUPER

Appartengono a questo livello i lavoratori in possesso di adeguate capacità
tecnico-pratiche comunque acquisite che eseguono lavori di normale
complessità e cioè:
- Personale addetto al trasferimento manuale di pratiche, anche mediante
guida di mezzi di trasporto ed operazioni complementari;
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SESTO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono attività che
richiedono un normale addestramento pratico ed elementari conoscenze
professionali e cioè:
- Custode
- Portiere
- Personale addetto a mansioni di semplice attesa
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

LIVELLO SETTIMO

Appartengono a questo livello i lavoratori che svolgono semplice attività
anche con macchine già attrezzate e cioè:
- Personale di fatica ed addetto alle pulizie
- Altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella
suddetta elencazione.

CHIARIMENTO A VERBALE

1) Le parti si danno atto che per le imprese di viaggi e turismo il
"Dirigente Tecnico" o "Direttore Tecnico" di cui alle norme R.D.L. 23
novembre 1936, n. 2523 legge 4 aprile 1940 n.860, circolare n. 08680 del 25
novembre 1955 del Commissariato per il Turismo, analoghi provvedimenti
modificativi ed integrativi non costituisce una qualifica a se stante ma
deve essere inquadrato nei livelli a seconda delle sue effettive mansioni.
2) Per la tipologia delle Agenzie di Viaggio di categoria A-B si fa
riferimento alla Legge Regionale Lombardia n. 39, articolo 2 del 9 marzo
1983 che così recita:
A) Imprese che svolgono attività di produzione, organizzazione e vendita
esclusivamente tramite altre agenzie di viaggi (per via terrestre, marittima
ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone e gruppi.
B) Imprese che svolgono prevalentemente attività di organizzazione e vendita
diretta al pubblico senza il tramite di altre agenzie di viaggi (per via
terrestre, marittima ed aerea) soggiorni e crociere per singole persone e
gruppi.

CAPO II – APPRENDISTATO

Articolo 368

(1) Con decorrenza dalla data di stipula del presente contratto, la durata
dell’apprendistato, salvo le maggiori misure concordate a livello
territoriale per eventuali qualifiche specifiche, è fissata in tre anni.
(2) Le qualifiche per le quali è ammesso l’apprendistato sono quelle
comprese nel quarto e quinto livello con le seguenti eccezioni:
a) lavori di scrittura e archivio (corrispondenti alla qualifica di
"archivista");
b)lavori di dattilografia (corrispondenti alla qualifica di "dattilografo")
purché il relativo personale risulti in possesso di specifico diploma di
scuola professionale di dattilografia legalmente riconosciuta;
c) mansioni per le quali è richiesta la patente di abilitazione.
(3) Per i giovani che abbiano frequentato con profitto, superando le
relative prove di esame, corsi di formazione organizzati da Istituti, Scuole
Professionali legalmente riconosciute, Scuole di formazione per il Turismo
legalmente riconosciute, il periodo di apprendistato è fissato in dodici
mesi, limitatamente alle mansioni corrispondenti al diploma.
(4) Inoltre, le parti, tenuto conto dell’elevato livello di qualificazione
professionale necessario per l’espletamento delle relative mansioni,
convengono di elevare o confermare a quattro anni la durata
dell’apprendistato per le seguenti qualifiche:
- Addetto ai servizi di prenotazione o addetto ai servizi turistici e/o alle
biglietterie, ferroviarie, aeree, marittime ed automobilistiche anche con
mezzi di tariffazione automatica.
- Impiegato addetto ai servizi proiettivi e/o ricettivi con mansioni di
ordine e conoscenza di due lingue estere.
- Impiegato addetto alla propaganda ed acquisizione della clientela di
agenzia.
- Impiegato con buona conoscenza di una lingua estera addetto all’assistenza
e/o all’accompagnamento di gruppi e crociere nel territorio nazionale ed
all’estero.
- Transferista (addetto all’assistenza e ricevimento degli arrivi e
partenze).
- Impiegato addetto prevalentemente alla vendita al banco di viaggi già
programmati.

Articolo 369

(1) Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore
ai quindici anni e non superiore ai venti, anche se in possesso di titolo di
studio di scuola media superiore, maturità o titolo equivalenti.
(2) A parziale deroga di quanto previsto dal secondo comma dell’articolo
368, con riferimento ai limiti di età per i quali è ammesso l’apprendistato,
per le qualifiche inquadrate al terzo livello ed oltre, il limite massimo di
cui al comma 1 è elevato, previe intese territoriali, a ventidue anni, per i
giovani in possesso di titolo di studio di scuola media superiore, maturità
o titolo equivalente. Tale elevazione di età non è consentita in caso di
attinenza del titolo di studio alle mansioni svolte.
(3) Per gli apprendisti assunti antecedentemente alla data di entrata in
vigore del presente Accordo valgono le precedenti disposizioni in materia di
durata.

CAPO III – ORARIO DI LAVORO

Articolo 370

(1) A decorrere dal 1° luglio 1974, in deroga a quanto previsto
dall’articolo 69, la durata normale del lavoro è fissata in quarantacinque
ore settimanali per il seguente personale addetto a lavoro discontinuo di
semplice attesa o custodia:
- custodi
- guardiani diurni e notturni
- portieri
- telefonisti
- uscieri ed inservienti
- addetti ai transfert
- autisti
- ogni altro personale addetto a lavoro discontinuo o di semplice attesa e
custodia di cui alla tabella approvata con R.D. 6 dicembre 1923 n. 2657 e
successive modifiche ed integrazioni.
(2) Il personale telefonista e addetto ai transfert non sarà considerato
discontinuo qualora svolga mansioni promiscue.

DISTRIBUZIONE DELL’ORARIO SETTIMANALE

Articolo 371

(1) La distribuzione dell’orario settimanale di lavoro è fissata, secondo i
turni stabiliti in base ad esigenze aziendali e dei lavoratori, di norma in
cinque giornate.
(2) La giornata di libertà, oltre quella del riposo settimanale di legge,
potrà essere goduta in una intera giornata o in due mezze giornate, tenuto
conto delle esigenze delle imprese e di quelle dei lavoratori.
(3) Quanto sopra salvo deroghe da concordarsi tra le parti per periodi di
alta stagione.
(4) Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente
Contratto in materia, gli orari di lavoro possono essere fissati dal datore
di lavoro tanto per tutti i dipendenti come per taluni di essi, armonizzando
le istanze del personale con le esigenze delle imprese.
(5) I turni di lavoro devono essere fissati dal datore di lavoro e risultare
da apposita tabella collocata in posizione ben visibile a tutto il personale
interessato.
(e) Gli orari di lavoro praticati nelle imprese devono essere comunicati a
cura del datore di lavoro all’Ispettorato del Lavoro.

LAVORO STRAORDINARIO

Articolo 372

(1) Il lavoro straordinario è compensato con la retribuzione ragguagliata ad
ore maggiorata del 30 per cento.
(2) Salvo quanto disposto dal successivo articolo le ore straordinarie di
lavoro prestato nei giorni festivi verranno retribuite con la retribuzione
ragguagliata ad ore maggiorata del 40 per cento.
(3) Le ore straordinarie di lavoro prestate la notte – intendendosi per tali
quelle effettuate dalle ore ventidue alle ore sei del mattino, sempre che
non si tratti di turni regolari di servizio – verrano retribuite con la
retribuzione ragguagliata ad ore maggiorata del 50 per cento.
(4) Per i lavoratori retribuiti in tutto o in parte a provvigione, la
maggiorazione del compenso per lavoro straordinario verrà computata sulla
retribuzione ragguagliata ad ore percepita, tenendo conto, per il calcolo
delle provvigioni, della media dell’ultimo semestre solare o del periodo di
lavoro prestato, qualora questo sia inferiore a sei mesi.
(5) Le varie maggiorazioni previste dal presente articolo non sono
cumulabili fra loro.

CAPO IV – FESTIVITA`

Articolo 373

(1) Al personale che presta la propria opera nelle festività di cui
all’articolo 85 è dovuta oltre alla normale retribuzione anche quella per le
ore di servizio effettivamente prestate, con la maggiorazione del quaranta
per cento per lavoro festivo.

CAPO V – FERIE

Articolo 374

(1) L’insorgenza della malattia regolarmente denunciata dal lavoratore e
riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per il
territorio interrompe il decorso delle ferie.
(2) Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare il
lavoratore prima del termine del periodo di ferie fermo restando il diritto
del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva e il diritto,
altresì, al rimborso delle spese sostenute sia per l’anticipato rientro,
quanto per tornare eventualmente al luogo dal quale il dipendente sia stato
richiamato.

CAPO VI – MISSIONI E TRASFERIMENTI

Articolo 375

(1) L’impresa ha facoltà di inviare il personale in missione temporanea
fuori dalla propria residenza.
(2) In tal caso al personale compete oltre alle normali spettanze:
a) il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute;
b) il rimborso delle spese di vitto e di alloggio a piè di lista, quando la
durata della trasferta obblighi il dipendente a sostenere tali spese;
c) il rimborso di eventuali altre spese sostenute in stretta relazione
all’espletamento della missione sempre che autorizzate e comprovate
(postali, telefoniche e simili);
d) un’indennità di trasferta pari al quindici per cento di un ventiseiesimo
della retribuzione mensile per ogni giornata intera di assenza; per le
assenze inferiori alle ventiquattro ore, ma superiori alle sei ore, spetterà
il dieci per cento di un ventiseiesimo della retribuzione mensile.
(3) Nei confronti del personale le cui mansioni comportino viaggi abituali,
la misura dell’indennità di trasferta sarà in ogni caso pari al dieci per
cento calcolato come sopra.
(4) L’indennità di cui al punto d) non è cumulabile con eventuali
trattamenti aziendali o individuali già in atto a tale titolo,
riconoscendosi al lavoratore in servizio, alla data di entrata in vigore del
presente Contratto, la facoltà di optare per iscritto, entro tre mesi, per
il trattamento ritenuto più favorevole.
(5) Può essere concordata aziendalmente una diaria fissa per gli
accompagnatori, hostess e simili.
(e) In caso di trasferta fuori del territorio nazionale, fermo restando il
rimborso di cui ai precedenti punti a), b) e c) per quanto riguarda
l’indennità prevista al punto d), la stessa resta stabilita nel venti per
cento calcolato come sopra.
(7) Per i viaggi in ferrovia, eventuali differenze o supplementi, dovranno
essere concordati e autorizzati preventivamente, di volta in volta,
dall’impresa.
(8) Per i viaggi aerei, da autorizzarsi preventivamente, sarà rimborsato il
costo della classe turistica.
(9) Per quanto attiene alla categoria degli alberghi e ristoranti, all’atto
della partenza saranno fornite al dipendente opportune istruzioni; in ogni
caso non potranno essere indicati alberghi di categoria inferiore alle due
stelle.

Articolo 376

(1) I trasferimenti di residenza danno diritto, nei confronti del lavoratore
che sia capo famiglia con congiunti a carico:
a) al rimborso delle spese effettive di viaggio sostenute per sé e per ogni
familiare a carico previa presentazione dei relativi giustificativi;
b) al rimborso della spesa effettiva per il trasporto del mobilio e del
bagaglio, previa presentazione dei relativi giustificativi;
c) al rimborso dell’eventuale perdita di pigione ove non sia stato possibile
sciogliere la locazione o far luogo al subaffitto; tale rimborso va
corrisposto per un massimo di sei mesi;
d) ad una indennità pari ad una mensilità della normale retribuzione
(esclusi gli assegni familiari).

Articolo 377

(1) Al lavoratore che non sia capo famiglia o che non abbia congiunti a
carico spettano i rimborsi di cui ai punti a), b) e c) del precedente
articolo, mentre la indennità di cui al punto d) sarà ridotta al cinquanta
per cento.

Articolo 378

(1) A norma dell’articolo 13 della legge 20 maggio 1970 n.300, il lavoratore
non può essere trasferito da una unità aziendale ad un’altra se non per
comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive
(2) Il personale trasferito avrà diritto, in caso di successivo
licenziamento, al rimborso delle spese per il ritorno suo e della sua
famiglia nel luogo di provenienza, purché il rientro sia effettuato entro
sei mesi dal licenziamento, salvo i casi di forza maggiore.

Articolo 379

(1) Qualora il lavoratore sia comandato per lavoro fuori della sede ove egli
presta normalmente servizio, l’orario di lavoro avrà inizio sul posto
indicatogli.
(2) In tale ipotesi, ove gli venga richiesto di rientrare in sede alla fine
della giornata lavorativa, il lavoro cesserà tanto tempo prima della fine
del normale orario di lavoro quanto è strettamente necessario al lavoratore,
in rapporto alla distanza ed al mezzo di locomozione, per raggiungere la
sede.
(3) Le spese di trasporto, di vitto e di pernottamento, saranno rimborsate
dal datore di lavoro secondo le norme contenute nel presente capo.

CAPO VII – TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 380

(1) Costituiscono trattamenti salariali integrativi di cui alla lettera b)
dell’articolo 108 gli eventuali trattamenti salariali aggiuntivi regionali o
provinciali di cui all’articolo 124 del C.C.N.L. del 1° luglio 1974.
(2) Alla scadenza del presente contratto le parti si incontreranno per un
riesame sulla destinazione dei predetti trattamenti aggiuntivi.

Articolo 381

(1) La paga base nazionale di cui all’articolo 112 si intende comprensiva
degli importi delle eccedenze ad personam previsti all’articolo 81 colonna C
del CCNL 10 aprile 1979 e cioè:
I Super L. 10.500
I Livello L. 25.600
III Livello L. 600

PAGA BASE AGENZIE MINORI

Articolo 382

(1) I valori di paga base per le Agenzie di Viaggio che svolgono l’attività
indicata alla lettera "B" dell’articolo 2 della legge regionale Lombardia n.
39 del 9 maggio 1983 o comunque ad essa riconducibile, sono ridotti delle
seguenti misure:
LIVELLI
1 33.000
2 31.000
3 28.000
4 26.000
5 24.000
6S 23.000
6 22.000
7 21.000

INDENNITA’ DI CONTINGENZA

Articolo 383

(1) In conformità a quanto previsto dall’Accordo Interconfederale 14 febbraio
1975 il valore del singolo punto dell’indennità di contingenza a decorrere dal
1 luglio 1978 è il seguente:
– Dipendenti qualificati di età superiore ai 18 anni: L. 2.389
– Dipendenti qualificati di età inferiore ai 18 anni: L. 2.031
– Apprendisti: L. 1.792
(2) A decorrere dal 1° maggio 1981 gli importi dell’indennità di contingenza
per i dipendenti di età superiore ai diciotto anni sono uniformati a quelli
in vigore alla stessa data per il settore alberghi e pubblici esercizi.

PROVVIGIONI

Articolo 384

(1) Per il personale compensato in tutto o in parte a provvigione la parte
fissa di assegni ed il tasso di provvigione dovranno essere determinati dal
datore di lavoro caso per caso e comunicati per iscritto. Con tale sistema
dovrà essere assicurata al personale di normale capacità una media mensile
riferita al periodo non eccedente l’anno, che sia superiore di almeno il
cinque per cento rispetto alla paga base nazionale stabilita dall’articolo
112 del presente Contratto.
(2) Dovrà essere comunque effettuato mensilmente il versamento di una somma
pari al minimo come sopra stabilito, tutte le volte che tale minimo tra
stipendio e provvigione non sia raggiunto, e sempre che nei mesi precedenti
il lavoratore non abbia percepito di più del minimo tra stipendio e
provvigione, fermo restando il conguaglio alla fine del periodo di cui
sopra.

INDENNITA` DI CASSA

Articolo 385

(1) Senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni
disciplinari, al seguente personale normalmente adibito ad operazioni di
cassa con carattere di continuità: cassiere, addetto al cambio valute quando
detto personale abbia la piena e completa responsabilità della gestione di
cassa, con l’obbligo di accollarsi le eventuali differenze compete una
"indennità di cassa o di maneggio denaro" nella misura del cinque per cento
della paga base tabellare conglobata prevista per le rispettive qualifiche.

SCATTI DI ANZIANITA`

Articolo 386

A partire dal Omaggio 1990, ai dipendenti delle agenzie di viaggio e
turismo, verranno riconosciuti sei scatti triennali secondo le seguenti
misure in cifra fissa per ciascun livello di inquadramento:

QUADRI

A 79.000
B 76.000

LIVELLI

1 73.000
2 70.000
3 67.500
4 64.000
5 63.000
6S 60.500
6 60.000
7 59.000

NORMA TRANSITORIA

Articolo 387

(1) Ai dipendenti delle agenzie di viaggio in servizio alla data del 30
aprile 1990, continuerà ad essere assicurata la maturazione della serie di
otto scatti di anzianità; in applicazione di tale disposizione, in occasione
della maturazione del nuovo scatto di cui alla precedente tabella, verrà
operata la rivalutazione degli scatti già maturati, senza liquidazione degli
arretrati per gli scatti maturati nel periodo pregresso, secondo le seguenti
misure in cifra fissa per ciascun livello di inquadramento:

QUADRI

A 64.000
B 61.000

LIVELLI

1 60.000
2 57.000
3 54.500
4 51.000
5 50.000
6S 49.000
6 48.500
7 47.500

(2) Gli scatti che matureranno successivamente al 1° luglio 1993 verranno
riconosciuti nella misura di cui all’articolo 116 e secondo le modalità ivi
previste ed i criteri di riproporzionamento utilizzati in base all’articolo
288 del presente Contratto.

CAMBI DI LIVELLO

Articolo 388

(1) Il lavoratore promosso a livello superiore ha diritto alla retribuzione
contrattuale del nuovo livello; ove il lavoratore percepisca all’atto della
promozione una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo livello,
conserverà la relativa eccedenza come assegno ad personam riassorbibile in
caso di futuri aumenti.

ANZIANITA’ CONVENZIONALE

Articolo 389

(1) Ai lavoratori che si trovino nelle condizioni appresso indicate verrà
riconosciuta, agli effetti del preavviso, o della relativa indennità
sostitutiva, nonché del trattamento di fine rapporto in caso di
licenziamento, una maggiore anzianità convenzionale commisurata come segue:
a) mutilati e invalidi di guerra: un anno;
b) decorati al valore e insigniti di ordini militari promossi per meriti di
guerra e feriti di guerra: sei mesi per ogni titolo di benemerenza;
c) ex combattenti e ad essi equiparati a norma di legge che abbiano prestato
servizio presso reparti mobilitati in zone di operazioni: sei mesi per ogni
anno di campagna e tre mesi per le frazioni di anno superiori ad almeno sei
mesi.
(2) Le predette anzianità sono cumulabili fino al limite di trentasei mesi.
(3) L’anzianità convenzionale non può essere fatta valere che una sola volta
nella carriera del lavoratore, anche nel caso di prestazioni presso aziende
ed enti diversi, comprese le pubbliche amministrazioni; il datore di lavoro
ha pertanto diritto di assumere informazioni ed esperire indagini al
riguardo.
(4) Il lavoratore di nuova assunzione dovrà comunicare, a pena di decadenza,
al datore di lavoro i propri titoli validi ad ottenere il diritto alle
predette anzianità all’ano dell’assunzione stessa, impegnandosi a fornire la
relativa documentazione entro sei mesi dal termine del periodo di prova.
(5) Per i lavoratori in servizio all’atto dell’entrata in vigore del CCNL
del 16 febbraio 1987 restano ferme le norme di cui all’articolo 76 del CCNL
23 ottobre 1950, in base alle quali i lavoratori stessi per ottenere il
riconoscimento dell’anzianità convenzionale, dovranno esibire la
documentazione entro sei mesi, se in servizio alla data del 23 ottobre 1950,
e denunciare all’atto dell’assunzione i titoli validi, con riserva di
presentazione dei documenti entro sei mesi, se assunti dopo tale data.
(6) L’entrata in vigore del presente CCNL non riapre i suddetti termini.
(7) Il datore di lavoro ricevuta la comunicazione e la documentazione dei
titoli, dovrà computare a favore del lavoratore il periodo di anzianità
convenzionale cui egli ha diritto, retrodatando la data di inizio del
rapporto di lavoro.

MENSILITA` SUPPLEMENTARI

Articolo 390

(1) Ai lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o
percentuali, il calcolo dell’importo della tredicesima mensilità dovrà
essere effettuato sulla base della media delle provvigioni o delle
percentuali maturate nell’anno corrente o comunque nel periodo di minor
servizio prestato presso l’impresa.

Articolo 391

(1) Nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con
provvigioni o percentuali, il calcolo dell’importo della quattordicesima
mensilità sarà effettuato sulla base della media degli elementi fissi e
variabili della retribuzione percepita nei dodici mesi precedenti la
maturazione del diritto.

CAPO VIII – MALATTIA

Articolo 392

(1) Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo 121, il
lavoratore avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:
a) ad una indennità pari al cinquanta per cento della retribuzione per i
giorni di malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della
retribuzione per i giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico
dell’INPS, ai sensi dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833,
secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro al
lavoratore con contratto a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 1
della legge 29 febbraio 1980 n. 33. L’importo anticipato dal datore di
lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le
modalità di cui agli articoli 1 e 2 della legge 29 febbraio 1980, n. 33;
b) a una integrazione delle indennità a carico dell’INPS da corrispondersi
dal datore di lavoro a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente
le seguenti misure:
- il cento per cento della normale retribuzione per i primi tre giorni
(periodi di carenza);
- il settantacinque per cento della normale retribuzione per i giorni dal
quarto al ventesimo;
- il cento per cento della normale retribuzione per i giorni dal ventunesimo
in poi.
(2) Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute se 1′INPS non
riconosce per qualsiasi motivo l’indennità di cui alla precedente lettera
a); se l’indennità stessa è riconosciuta dall’INPS in misura ridotta, il
datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte di indennità non
corrisposta dall’Istituto.
(3) Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute nei casi di
cui agli articoli 125 e 130, nè agli apprendisti.
(4) Nel caso di malattie o infortuni denunciati dopo la notificazione del
preavviso, le .norme relative alla conservazione del posto ed al relativo
trattamento economico, ove dovuto, sono applicabili nei limiti di scadenza
del preavviso stesso; nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a
tempo determinato le norme medesime sono applicabili nei limiti di scadenza
del contratto stesso.

CAPO IX – INFORTUNIO

Articolo 393

(1) Il personale impiegatizio, non soggetto all’assicurazione obbligatoria
per legge, beneficia della stessa tutela con facoltà del datore di lavoro di
assumere in proprio il rischio conseguente o provvedere attraverso una forma
di assicurazione.
(2) Le relative indennità per detto personale impiegatizio vengono
stabilite con un massimale di almeno, quindici milioni per i casi di
invalidità permanente e dieci milioni in caso di morte.

SOSPENSIONE DAL LAVORO

Articolo 394

(1) Ove il dipendente sia privato della libertà personale in conseguenza di
procedimento penale, il datore di lavoro lo sospenderà dal servizio e dalla
retribuzione e da ogni altro emolumento e compenso fino al giudicato
definitivo.
(2) In caso di condanna per delitto non colposo commesso fuori dall’impresa
al lavoratore che non sia riammesso in servizio spetterà il trattamento
previsto dal. presente CCNL per il caso di dimissioni. Il rapporto di lavoro
si intenderà, invece, risolto di pieno diritto e con gli effetti del
licenziamento per giusta causa, qualora la condanna risulti motivata da
reato commesso nei riguardi del datore di lavoro o in servizio.

CAPO X – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 395

(1) Per i periodi di servizio prestati fino al 31 maggio 1982 il trattamento
di fine rapporto è stabilito nelle misure di cui all’articolo 409 del CCNL
Turismo 30 maggio 1991.

CAPO XI – FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE
Articolo 396

(1) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione Nazionale di cui
all’articolo 8 e delle Commissioni Paritetiche Territoriali di cui
all’articolo 16 ed allo svolgimento delle procedure inerenti saranno
assicurati dalle Organizzazioni Sindacali stipulanti ciascuna per la parte
di propria competenza.

Articolo 397

(1) Per la pratica realizzazione di quanto previsto all’articolo 396 del
presente C.C.N.L. con riferimento al finanziamento delle spese della
Commissione Nazionale, nonché per le altre attività svolte in materia di
rapporti di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza
delle loro strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei datori di
lavoro, viene posto in riscossione l’apposito contributo di assistenza a
favore delle Organizzazioni Nazionali stipulanti e delle rispettive
Associazioni Provinciali, di cui all’Accordo Nazionale stipulato tra le
parti contraenti in data 7 novembre 1972, che forma parte integrante del
presente Contratto e ne segue le sorti e del quale si riportano le norme di
cui ai seguenti articoli.
(2) Tale contributo sarà riscosso per il tramite di un Istituto
previdenziale o assistenziale in applicazione della legge 4 giugno 1973 n.
311.

Articolo 398

(1) In relazione a quanto previsto dall’articolo precedente, viene estesa
alle Imprese di Viaggi e Turismo comprese nella sfera di applicazione del
presente Contratto la convenzione del 1° agosto 1963 modificata con Accordo
del 3 marzo 1967 per il funzionamento delle Commissioni di conciliazione
delle controversie di lavoro del settore del commercio, stipulata tra la
Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo e le
Federazioni Nazionali dei lavoratori del commercio da una parte e l’INPS
dall’altra e con la quale quest’ultimo si è impegnato a provvedere alla
riscossione del contributo CO.VE.L.CO opportunamente modificata secondo le
norme di cui agli articoli seguenti.

Articolo 399

(1) Il contributo di cui all’articolo 397 dovrà calcolarsi mediante
l’applicazione delle rispettive aliquote percentuali di cui agli articoli
seguenti sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti.

Articolo 400

(1) L’aliquota di diretta competenza delle Organizzazioni Nazionali
stipulanti viene complessivamente fissata nella misura dello 0,20 per cento
di cui:
- a carico dei lavoratori 0,10 per cento
- a carico dei datori di lavoro 0,10 per cento
(2) Tenuto conto di quanto disposto al successivo articolo 402 le aziende
sono comunque tenute a versare un contributo pari a quello cumulativamente
versato dai rispettivi dipendenti.

Articolo 401

(1) Per ciò che concerne la realizzazione di quanto previsto all’articolo
396 del presente C.C.N.L. con riferimento al finanziamento delle spese per
le Commissioni locali e per le altre attività svolte in materia di rapporti
di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l’efficienza delle
strutture sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro a tali livelli è
data facoltà alle Associazioni Provinciali delle parti stipulanti di
agganciarsi al sistema nazionale di riscossione tramite INPS determinando
localmente con appositi accordi aliquote aggiuntive al contributo nazionale
di cui all’articolo 399 a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro
(sostitutivi – ove esistano – degli eventuali altri accordi locali sulla
materia già esistenti nelle singole provincie interessate).
(2) Tali nuovi accordi dovranno quindi essere inviati alle Organizzazioni
Nazionali stipulanti entro la data del 31 dicembre 1976 in modo che queste
ultime possano provvedere alle relative comunicazioni nei confronti degli
Organi Centrali dell’Istituto esattore.

Articolo 402

(1) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro
dipendenti il contenuto del presente capo.
(2) Le operazioni relative al calcolo ed alla raccolta del contributo a
carico dei lavoratori saranno effettuate mediante trattenuta dei datori di
lavoro, da annotarsi sulla busta paga, nei confronti di tutti i lavoratori
compresi nella sfera di applicazione del presente Contratto ad eccezione di
quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di singola
dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia entro e
non oltre il periodo di paga successivo. Una copia sarà conservata dal
datore di lavoro e l’altra sarà da questi trasmessa alla Commissione
Paritetica Territoriale per le vertenze di lavoro presso l’Associazione
territoriale Imprese di Viaggi e Turismo.
(3) Detta norma dovrà essere applicata anche ai lavoratori nuovi assunti ai
sensi e con le modalità di cui al comma precedente.
(4) Resta stabilito (e i contraenti ne fanno esplicita ed inderogabile
accettazione in uno con la firma del presente Contratto) che il datore di
lavoro non assume e non può assumere responsabilità alcuna di qualsiasi
natura in conseguenza delle operazioni di riscossione dei contributi a
carico dei lavoratori, e che, in difetto della dichiarazione di cui al
precedente capoverso, nessun lavoratore può accampare alcun diritto ne
avanzare rivendicazione alcuna neanche dopo la risoluzione del rapporto,
sulle trattenute effettuate in osservanza delle norme di cui al presente
Contratto.

Articolo 403

(1) La FIAVET e le Organizzazioni Sindacali Nazionali dei lavoratori
stipulanti, subito dopo la firma del presente Contratto, si rivolgeranno
all’INPS per il formale adempimento di quanto stabilito dai precedenti
articoli del presente Capo

Articolo 404

(1) In ogni provincia la Commissione Paritetica locale per le vertenze
individuali e collettive di lavoro fungerà anche da Comitato Paritetico
locale "CO.VE.L.CO. – Imprese di Viaggi e Turismo" mentre la Commissione
Nazionale vertenze di lavoro assumerà le funzioni del Comitato Nazionale
CO.VE.L.CO del settore Imprese di Viaggi e Turismo.

ALLEGATO A – MODULI TIPO CONTRATTI A TERMINE

Comunicazione ex articolo 62, comma 6
ALLA RSU
(o alle OO.SS.LL.)
AL CENTRO DI SERVIZIO

La sottoscritta impresa …………………………., in conformità a
quanto previsto dall’articolo 62 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 comunica
che:

  • nei tre mesi precedenti ha proceduto all’assunzione a termine di n….
    lavoratori per intensificazioni temporanee dell’attività derivanti da
    situazioni straordinarie e non prevedibili;
  • nei tre mesi precedenti ha proceduto all’assunzione a termine di n….
    lavoratori per sostituzione di lavoratori assenti per ferie o per
    aspettative diverse da quelle già previste dall’articolo 1, lettera b),
    legge n. 230 del 1962;
  • intende procedere all’assunzione a termine di n…. lavoratori per
    l’esecuzione di servizi definiti e predeterminati nel tempo cui non è
    possibile sopperire con il normale organico.

    Dichiarazione ex articolo 62, comma 7

    La sottoscritta impresa ………………….. , in conformità a quanto
    previsto dall’articolo 62 del CCNL Turismo 6 ottobre 1994 ai fini
    dell’applicabilità delle disposizioni di cui alla legge 28 febbraio 1987, n.
    56 dichiara di impegnarsi all’integrale applicazione della contrattazione
    collettiva vigente ed all’assolvimento degli obblighi in materia di
    contribuzione e legislazione
    sul lavoro.

    ALLEGATO B – CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO

    B/1 – ACCORDO QUADRO SUI CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO

    Articolo 1

    (1) Nel quadro delle iniziative di riforma legislativa dei rapporti di
    lavoro, le parti, ciascuna per le proprie competenze, convengono di attivare
    strumenti contrattuali e legislativi atti a favorire l’inserimento dei
    giovani nelle aziende del settore turismo.
    (2) Conseguentemente, esprimono la volontà di utilizzare le disposizioni
    della legge 19 dicembre 1984 n. 863 relativa ai contratti di formazione e
    lavoro al fine di incentivare l’assunzione di giovani e di assicurare agli
    stessi, oltre all’inserimento nell’attività produttiva, una adeguata fase
    formativa finalizzata all’acquisizione di professionalità conforme alle
    esigenze del settore turismo.
    (3) Le Organizzazioni territoriali delle Parti stipulanti il presente
    accordo si attiveranno nei confronti dell’Ente Regione per determinare
    indirizzi e obiettivi sui programmi e sulle strutture formative.
    (4) Le Organizzazioni territoriali datoriali e sindacali dei lavoratori
    definiranno attraverso specifici accordi i progetti di formazione, per
    l’attuazione dei contratti di formazione e lavoro. Copia del precedente
    accordo verrà depositata a cura delle parti presso gli Uffici centrali del
    Ministero del Lavoro.
    (5) I progetti di formazione definiti tra le parti a livello territoriale
    verranno depositati presso gli Uffici provinciali e regionali del lavoro ai
    fini del rilascio immediato alle aziende associate alle Federazioni
    imprenditoriali stipulanti del nulla osta da parte degli Uffici del
    collocamento territorialmente competenti, per le assunzioni nominative in
    attuazione del disposto dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 863 del
    1984.
    (6) In deroga a quanto disposto dal quarto comma, particolari accordi per i
    progetti di formazione potranno essere stipulati tra le Organizzazioni
    Sindacali nazionali dei lavoratori e le imprese turistiche di particolare
    importanza nell’ambito del settore, distribuite in più esercizi dislocati in
    più zone del territorio nazionale, assistite dalle rispettive Federazioni
    nazionali.
    (7) Copia dell’accordo dovrà essere inviata agli Uffici centrali del
    Ministero del lavoro ed alle Organizzazioni Sindacali territoriali dei
    lavoratori e dei datori di lavoro interessate, che provvederanno a
    depositarla presso gli Uffici provinciali e regionali del lavoro ai fini di
    cui al citato comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 863 del 1984.

    PROGETTO DI FORMAZIONE E LAVORO

    Articolo 2

    (1) Il progetto di formazione deve indicare l’iter professionale dei
    lavoratori interessati, l’inquadramento di ingresso, quello eventualmente
    intermedio e quello finale da conseguire al termine del contratto di
    formazione e lavoro.
    (2) L’inquadramento di ingresso potrà essere al massimo di due livelli
    inferiore a quello finale.
    (3) Il contratto di formazione e lavoro avrà durata non superiore a 24 mesi
    di prestazione.
    (4) La durata dovrà comunque essere corrispondente alle relative esigenze
    formative.
    (5) L’azienda assicurerà la formazione teorica e pratica con personale
    qualificato che fornirà le conoscenze necessarie per l’apprendimento del
    processo produttivo e delle mansioni alle quali il giovane viene avviato,
    coerentemente con il progetto di formazione. Per i contratti di formazione
    stipulati con giovani in possesso di diplomi di qualifica conseguiti presso
    un istituto professionale o di attestati di qualifica conseguiti ai sensi
    dell’art. 14 della L. n. 845/1978 e preordinati al conseguimento di
    qualificazioni inerenti ai diplomi ed agli attestati predetti, le ore di
    formazione teorica possono essere sostituite, in tutto o in parte, da un
    numero equivalente di ore di formazione tecnico-pratica.
    (6) La formazione teorica potrà essere realizzata anche attraverso la
    partecipazione a corsi presso gli Enti Bilaterali Territoriali.
    (7) Comunicazione delle assunzioni deve essere data, a cura della azienda,
    all’Ispettorato del Lavoro.
    (8) Alla conclusione del contratto di formazione e lavoro, l’azienda è
    tenuta ad attestare agli Uffici di collocamento territorialmente competenti
    l’attività svolta ed i risultati formativi conseguiti.

    TRATTAMENTO ECONOMICO E NORMATIVO

    Articolo 3

    (1) Ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro sarà
    assicurato il trattamento normativo di cui al presente Contratto, salvo
    quanto esplicitamente e diversamente concordato tra le parti nel presente
    accordo.
    (2) Ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro sarà
    assicurato il trattamento economico previsto dal presente Contratto.
    (3) Il periodo di prova per i lavoratori assunti con contratto di formazione
    e lavoro sarà di sessanta giorni quando il contratto di formazione preveda
    un livello di inquadramento, all’atto dell’assunzione, superiore al quarto e
    di trenta giorni negli altri casi.
    (4) Fermo restando la durata del contratto di formazione e lavoro, in ogni
    caso di interruzione della prestazione dovuta a malattia, il lavoratore non
    in prova ha diritto alla conservazione del posto prevista dall’articolo 127.
    (5) Ai fini suddetti, i periodi di assenza sono cumulabili tra loro.
    (6) Per i casi di malattia ai lavoratori assunti con contratto di formazione
    e lavoro spetta il trattamento economico previsto dalle specifiche norme di
    legge in vigore, nonché le relative integrazioni previste per ciascun
    comparto nella parte speciale del presente Contratto sotto forma diretta per
    un periodo di novanta giorni.
    (7) Le aziende del settore Pubblici Esercizi assicureranno l’integrazione di
    malattia attraverso la Convenzione in atto con l’INPS, previa assicurazione
    da parte di quest’ultimo dell’applicabilità di tale accordo per i casi di
    contratto di formazione e lavoro.
    (8) Allo stesso modo verranno estesi ai lavoratori suddetti i particolari
    trattamenti previsti dalle parti speciali del CCNL per i casi di infortunio,
    ad integrazione di quanto previsto dalle specifiche norme di legge in
    vigore.

    Articolo 4

    (1) Resta salva in alternativa per le aziende che intendono assumere giovani
    con contratti di formazione e lavoro, la possibilità di adire direttamente
    la Commissione Regionale per l’impiego, avvalendosi della procedura di cui
    all’articolo 3 della legge n. 863 del 1984 e successive modifiche ed
    integrazioni.

    Articolo 5

    (1) Le parti si impegnano ad incontrarsi qualora la disciplina legislativa
    del contratto di formazione e lavoro subisca modifiche.

    B/2- FAC-SIMILE PROGETTO FORMAZIONE E LAVORO

    Il presente progetto è finalizzato all’inserimento nell’azienda ed alla
    formazione di n…. lavoratori, tutti di età compresa tra i 15 e i 32 anni
    (N.B.: per ogni figura professionale dovrà essere redatto apposito progetto)
    - L’assunzione avverrà il …./…./…… ovvero entro il…. /…./……
    (non oltre tre mesi dalla data dell’accertamento di conformità da parte del
    Centro di Servizio).
    - Durata del contratto di formazione e lavoro n. 24 mesi.

    - Mansioni ed inquadramento contrattuale all’atto dell’assunzione:
    ………………………….. (indicare il livello di entrata previsto
    dal CCNL Turismo).
    – Inquadramento cui tende la formazione ………….. (indicare quello previsto dal CCNL
    Turismo per la mansione cui è finalizzata la formazione).

    Programma di formazione ……………..

    -Inserimento iniziale per …………. mesi di effettivo lavoro con mansioni e compiti
    di ……………………..
    -Inserimento per ulteriori ………… mesi di effettivo lavoro con mansioni e compiti
    di ……………………..

    Modalità di svolgimento della formazione

    La formazione sarà di tipo teorico/pratico con inserimento graduale nella
    posizione lavorativa a seguito di progressiva acquisizione delle capacità
    professionali cui è preordinata la formazione.
    L’istruzione teorica si svolgerà nei locali dell’azienda o
    …………………. (indicare la sede) e sarà impartita con riferimento
    ai seguenti contenuti e programmi:
    ………………………………………………..

    L’addestramento pratico si svolgerà nei locali dell’azienda normalmente
    adibiti ai processi produttivi e sarà orientato all’acquisizione delle
    seguenti Competenze specifiche:
    ………………………………………………………………….
    ………………………………………………………………….
    …..

    B/3- PROGETTO FORMAZIONE E LAVORO DI TIPO B

    Il Comitato Direttivo dell’Ente Bilaterale Nazionale, riunito in Roma il 19
    aprile 1995,

    visto quanto disposto dall’articolo 2 dell’accordo di rinnovo del CCNL
    Turismo del 6 ottobre 1994, il quale stabilisce la possibilità di instaurare
    rapporti di formazione e lavoro mirati ad agevolare l’inserimento
    professionale (c.d. cfl di tipo b);
    visto quanto disposto dal decreto legislativo n. 626 del 1994 che prevede
    l’obbligo di impartire a tutti i dipendenti una formazione adeguata in
    relazione alla sicurezza ed alla salute dei lavoratori sul luogo di lavoro;
    considerato che la definizione dei contenuti dei progetti formativi
    concernenti i contratti di formazione e lavoro è demandata agli Enti
    Bilaterali, ai centri di Servizio, alla contrattazione integrativa, alle
    Commissioni Paritetiche;
    delibera di approvare l’allegato progetto di formazione e lavoro, fermo
    restando che l’effettivo ricorso allo stesso dovrà essere preceduto
    dall’apposizione del visto di conformità da parte dei competenti organismi
    paritetici territoriali.

    PROGETTO

    Il presente progetto è mirato ad agevolare l’inserimento professionale di
    n…… lavoratori mediante un’esperienza lavorativa che consenta un
    adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo ed
    organizzativo.

    caratteristiche generali

    - il rapporto di formazione e lavoro avrà una durata di dodici mesi
    - la formazione avrà una durata complessiva di venti ore – inquadramento
    contrattuale per la durata del rapporto …….
    - inquadramento contrattuale cui tende la formazione ……….

    contenuti della formazione

    - il concetto di qualità del servizio, con particolare riferimento ai
    modelli organizzativi orientati alla soddisfazione del cliente; la
    conoscenza dell’organigramma aziendale: persone, incarichi e responsabilità;
    apprendimento dei contenuti delle mansioni affidate, con inserimento
    graduale nella posizione lavorativa a seguito di progressiva acquisizione
    delle capacità professionali;
    - la disciplina del rapporto di lavoro, con particolare riferimento al CCNL
    Turismo ed alla contrattazione integrativa, alle disposizioni aziendali ed
    al sistema sanzionatorio;
    - il servizio di prevenzione incendi e le azioni da espletare a tutela della
    sicurezza dei lavoratori e dei clienti, con particolare riferimento agli
    incarichi specifici assegnati in relazione alla lotta antincendio ed alle
    procedure d’evacuazione in caso di allarme d’incendio;
    - il servizio di prevenzione e protezione dagli infortuni, con particolare
    riferimento ai rischi per la sicurezza e la salute connessi all’attività
    dell’impresa in generale, alle misure ed alle attività di protezione e
    prevenzione adottate, agli eventuali rischi specifici cui il lavoratore è
    esposto in relazione all’attività svolta, alle normative di sicurezza ed
    alle disposizioni aziendali in materia;
    - le azioni da adottarsi a tutela e promozione della qualità del luogo di
    lavoro e dell’ambiente circostante, con particolare riferimento alle
    normative igienico sanitarie, al risparmio energetico, alla tutela dal
    rumore.

    svolgimento della formazione

    La formazione si svolgerà nei locali dell’azienda normalmente adibiti ai
    processi produttivi eccezion fatta per l’eventuale partecipazione a corsi
    organizzati dall’Ente Bilaterale Territoriale o da altri enti individuati
    dal datore di lavoro.

    data di assunzione

    L’assunzione avverrà il .. /.. /…. ovvero entro il .. /.. /…. (non oltre
    tre mesi dalla data dell’accertamento di conformità da parte del Centro di
    Servizio).

    il datore di lavoro
    (timbro e firma)

    il Centro di Servizio
    (timbro e firma)

    B / 4 – RIEPILOGO DELLE CARATTERISTICHE DEI CFL AI SENSI DELL’ARTICOLO 50
    DEL CCNL TURISMO 6 OTTOBRE 1994
    Per il cfl mirato all’acquisizione di professionalità elevate:
    livello livello ore durata
    iniziale finale formazione in mesi

    1 B 130 24
    2 1 130 24
    3 2 130 24
    4 3 130 24

    Per il cfl mirato all’acquisizione di professionalità intermedie:

    livello livello ore durata
    iniziale finale formazione in mesi

    5 4 80 24
    6S* 5 80 24
    6 ** 5 80 24
    6 * 6S 80 24

    * solo alberghi ** esclusi alberghi

    Per il cfl mirato ad agevolare l’inserimento professionale:
    livello livello ore durata
    iniziale finale formazione in mesi

    1 B 20 12
    2 1 20 12
    3 2 20 12
    4 3 20 12
    5 4 20 12
    6S 5 20 12
    6 * 6S 20 12
    7 6 20 12
    * solo alberghi

    ALLEGATO C- STATUTO E REGOLAMENTO PER LA
    COSTITUZIONE DELL’ENTE BILATERALE TERRITORIALE
    UNITARIO DEL SETTORE TURISMO

    STATUTO

    Articolo 1

    Costituzione

    (1) Conformemente a quanto previsto dall’articolo 13 del CCNL Turismo 6
    ottobre 1994 è costituito ad iniziativa delle Organizzazioni Regionali della
    FEDERALBERGHI, FAITA, FIAVET, e FIPE e della FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e
    UILTuCS-UIL l’Ente Bilaterale Territoriale Unitario del Settore turismo…………………., di seguito
    denominato E.B.T.

    Articolo 2
    Natura

    (1) L’E.B.T. ha natura giuridica di associazione non riconosciuta e non
    persegue finalità di lucro.

    Articolo 3
    Durata

    (1) La durata dell’E.B.T. è a tempo indeterminato.

    Articolo 4
    Sede

    (1) L’E.B.T. ha sede in …

    Articolo 5
    Scopi

    (1) L’E.B.T. promuove e gestisce, a livello locale:
    a)iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche
    in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, anche
    finalizzate all’avviamento dei lavoratori che vi abbiano proficuamente
    partecipato;
    b)iniziative finalizzate al sostegno temporaneo del reddito dei lavoratori
    coinvolti in processi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino
    la cessazione e/o la sospensione dei rapporti di lavoro a tempo
    indeterminato, ovvero a finanziare corsi di riqualificazione per il
    personale interessato da tali provvedimenti;
    c) interventi per il sostegno del reddito dei lavoratori stagionali che
    partecipino ai corsi di formazione predisposti dall’Ente stesso, nonché
    altri interventi di carattere sociale in favore dei lavoratori.
    (2) Inoltre, svolge le azioni più opportune affinché dagli Organismi
    competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di
    contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori
    favoriscano l’acquisizione di più elevati valori professionali e siano
    appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto.
    (3) L’E.B.T. istituisce l’osservatorio del Mercato del Lavoro, che
    costituisce lo strumento per lo studio delle iniziative adottate dalle Parti
    in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione
    professionale, realizzando una fase di esame e di studio idonea a cogliere
    gli aspetti peculiari delle diverse realtà presenti nel territorio ed a
    consentire la stima dei fabbisogni occupazionali.
    (4) A tal fine, l’osservatorio:
    a)programma ed organizza, al proprio livello di competenza, le relazioni
    sulle materie oggetto di analisi dell’osservatorio Nazionale inviando a
    quest’ultimo i risultati di norma a cadenza trimestrale, anche sulla base di
    rilevazioni realizzate dalle Associazioni imprenditoriali in ottemperanza
    alle disposizioni di cui all’articolo 9 della legge n. 56 del 1987 e con le
    garanzie di riservatezza ivi previste;
    b) ricerca ed elabora, a fini statistici, i dati relativi agli accordi
    realizzati in materia di contratti di formazione e lavoro, di apprendistato
    nonché di contratti a termine, inviandone i risultati, di norma a cadenza
    trimestrale, all’osservatorio Nazionale.
    c) promuove iniziative di studio, analisi e ricerche sul mercato del lavoro
    al fine di orientare e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro
    (anche rispetto ai lavoratori extracomunitari) nonché di verificare le
    esigenze di formazione e di qualificazione reclamate dalle diverse esigenze
    territoriali, settoriali e/o di comparto.
    d) cura la raccolta e l’invio degli accordi territoriali ed aziendali
    all’osservatorio Nazionale;
    e) svolge funzioni di coordinamento, vigilanza e monitoraggio dell’attività
    dei Centri di Servizio in materia di mercato del lavoro.

    Articolo 6
    Soci e Beneficiari

    (1) Sono Soci dell’E.B.T. le Organizzazioni Sindacali territoriali dei
    lavoratori e dei datori di lavoro firmatarie dell’Accordo del ../../..
    stipulato in attuazione dell’articolo 6 del CCNL Turismo del 6 ottobre 1994.
    (2) Le iniziative di cui all’articolo 5 del presente Statuto integrano i
    trattamenti minimi normativi contrattuali e sono destinate ai dipendenti da
    Aziende che corrispondono all’E.B.T. le quote di finanziamento di cui al
    successivo articolo 7.
    (3) In coerenza con gli obiettivi di cui sopra e conformemente a quanto
    disposto dall’articolo 6 del CCNL Turismo del 6 ottobre 1994, il 15 per
    cento del gettito netto globale dell’E.B.T. derivante dalle quote di cui al
    successivo articolo 7 è destinato al finanziamento dell’osservatorio
    Nazionale del mercato del lavoro.
    (4) Le risorse degli Enti Bilaterali saranno, di norma, destinate alla
    realizzazione delle iniziative di cui all’articolo 5, in ragione della
    provenienza del gettito.

    Articolo 7
    Finanziamento

    (1) L’E.B.T. è finanziato da quote versate da tutte le Aziende e dai loro
    dipendenti nella misura prevista dal vigente Contratto Collettivo Nazionale
    di Lavoro per i dipendenti da aziende del settore Turismo.
    (2) La quota a
    carico dei dipendenti sarà trattenuta dai datori di lavoro sulla
    retribuzione mensile e versata all’E.B.T., unitamente a quella a proprio
    carico, con le modalità stabilite nel regolamento.

    Articolo 8
    Organi dell’E.B.T.

    (1) Sono organi dell’E.B.T.:
    - L’Assemblea
    - Il Presidente
    - Il Comitato Esecutivo
    - Il Collegio dei Sindaci

    Articolo 9
    Assemblea

    (1) L’Assemblea è composta in modo paritetico tra i rappresentanti delle
    Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali dei
    datori di lavoro da … membri, nominati:
    - n…. dalle Organizzazioni dei datori di lavoro di cui n…. nominati
    dall’Associazione aderente alla FEDERALBERGHI, n…. nominati
    dall’Associazione aderente alla FIPE, n…. nominati dall’Associazione
    aderente alla FAITA e n…. nominati dall’Associazione aderente alla FIAVET;
    - n…. dalle Organizzazioni dei lavoratori di cui n…. nominati dalla
    FILCAMS-CGIL di …………………. , n…. nominati dalla FISASCAT-CISL di
    ………………. e n……. nominati dalla UILTuCS-UIL
    di…………………… ;
    (2) I membri dell’Assemblea durano in carica tre anni e si intendono
    riconfermati di triennio in triennio, qualora dalle rispettive
    Organizzazioni non siano state fatte nomine diverse almeno un mese prima
    della scadenza. E’ però consentito alle stesse Organizzazioni di provvedere
    alla sostituzione dei propri membri anche prima della scadenza del triennio,
    in qualunque momento e per qualsiasi causa, con comunicazione scritta.
    (3) Il nuovo membro avrà per la durata della carica, la stessa anzianità di
    quello sostituito.

    Articolo 10
    Poteri dell’Assemblea

    (1) Spetta all’Assemblea di:
    - eleggere il Presidente ed il Vice Presidente;
    - approvare i regolamenti interni dell’E.B.T.;
    - deliberare le iniziative per l’attuazione degli scopi di cui all’articolo
    5 del presente Statuto;
    - provvedere alla approvazione dei bilanci consuntivi e preventivi
    dell’E.B.T.;
    - promuovere provvedimenti amministrativi e giudiziari nell’interesse
    dell’E.B.T.;
    - deliberare in ordine all’eventuale compenso per gli Amministratori ed i
    Sindaci;
    - stabilire la misura degli interessi di mora da corrispondersi in caso di
    ritardato pagamento;
    - svolgere tutte le altre attività ad essa demandate dal presente Statuto.
    - approvare i verbali delle proprie riunioni;

    Articolo 11
    Riunioni dell’Assemblea

    (1) L’Assemblea si riunisce ordinariamente tre volte all’anno, e,
    straordinariamente, ogni qualvolta sia richiesto da almeno tre membri
    effettivi dell’Assemblea o dal Presidente o dal Collegio dei Sindaci.
    (2) La convocazione dell’Assemblea è effettuata mediante avviso scritto da
    recapitarsi almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione.
    (3) Gli avvisi devono contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della
    riunione e gli argomenti da trattare.
    (4) Le riunioni sono presiedute dal Presidente dell’E.B.T. . Per la validità
    delle adunanze dell’Assemblea e le relative deliberazioni è necessaria la
    presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
    (5) Le delibere sono
    valide solo se ricevono il voto favorevole di almeno la metà più uno dei
    componenti. Ciascun membro ha un voto.

    Articolo 12
    Il Presidente

    (1) Il Presidente dell’E.B.T. viene eletto dall’Assemblea alternativamente,
    una volta fra i membri effettivi rappresentanti i Sindacati dei Lavoratori e
    la volta successiva tra i membri effettivi rappresentanti le Associazioni
    dei datori di lavoro. Il Presidente dura in carica per un triennio. Qualora,
    nel corso del triennio, il Presidente venga a mancare, il nuovo Presidente
    dura in carica fino alla scadenza del triennio.
    (2) Spetta al Presidente dell’E.B.T. di:
    - rappresentare l’E.B.T. di fronte ai terzi e stare in giudizio;
    - promuovere le convocazioni ordinarie e straordinarie dell’Assemblea e del
    Comitato Esecutivo e presiederne le adunanze;
    - presiedere le riunioni del Comitato Esecutivo;
    - sovrintendere alla applicazione del presente Statuto;
    - dare esecuzione alle deliberazioni dell’Assemblea e del Comitato
    Esecutivo;
    - svolgere tutti gli altri compiti ad esso demandati dal presente Statuto o
    che gli vengano affidati dall’Assemblea o dal Comitato Esecutivo.
    (3) Il Presidente ha la firma sociale.

    Articolo 13
    Il Vice Presidente

    (1) Il Vice Presidente dell’E.B.T. viene eletto dall’Assemblea
    alternativamente, una volta tra i membri effettivi rappresentanti le
    Associazioni dei datori di lavoro e la volta successiva fra i membri
    effettivi rappresentanti i Sindacati dei Lavoratori, in modo che, nel
    periodo in cui il Presidente eletto sarà scelto fra i rappresentanti
    l’Associazione dei datori di lavoro, il Vice Presidente sia scelto fra i
    rappresentanti i Sindacati dei Lavoratori e viceversa.
    (2) Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nell’espletamento delle sue
    mansioni e lo sostituisce in caso di assenza. Relativamente alla durata
    della carica, valgono le stesse disposizioni stabilite per il Presidente.

    Articolo 14
    Il Comitato Esecutivo

    (1) Il Comitato Esecutivo si compone di 6 membri, scelti tra i componenti
    l’Assemblea e casi ripartiti:
    a) Il Presidente dell’Assemblea;
    b) Il Vicepresidente dell’Assemblea;
    c) due membri nominati dalle Organizzazioni dei datori di lavoro;
    d) due membri nominati dalle Organizzazioni dei lavoratori;

    Articolo 15
    Poteri del Comitato Esecutivo

    (1) Spetta al Comitato Esecutivo di:
    - vigilare sul funzionamento di tutti i servizi sia tecnici che
    amministrativi;
    - vigilare sull’attuazione delle iniziative promosse dall’E.B.T.;
    - provvedere alla redazione dei bilanci consuntivi e preventivi dell’E.B.T.;
    - assumere e licenziare il personale dell’E.B.T. e regolarne il trattamento
    economico;
    - predisporre i regolamenti interni dell’E.B.T. e sottoporli
    all’approvazione dell’Assemblea;
    - riferire all’Assemblea in merito alle proprie delibere;
    - approvare i verbali delle proprie riunioni;

    Articolo 16
    Riunioni del Comitato Esecutivo

    (1) Il Comitato Esecutivo si riunisce ordinariamente ogni due mesi e,
    straordinariamente, ogni qualvolta sia richiesto da almeno due membri
    effettivi del Comitato o dal Presidente.
    (2) La convocazione del Comitato è effettuata con avviso scritto almeno
    cinque giorni prima di quello fissato per la riunione. In caso di urgenza,
    il termine per la convocazione può essere ridotto e la convocazione stessa
    può avvenire anche telegraficamente o con qualsiasi altro mezzo.
    (3) Gli avvisi devono contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della
    riunione e gli argomenti da trattare.
    (4) Le riunioni sono presiedute dal Presidente dell’E.B.T..
    (5) Per la validità delle adunanze e delle relative deliberazioni è
    necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti, e cioè
    di almeno quattro membri.
    (6) Le delibere sono valide solo se ricevono il voto favorevole di almeno
    quattro membri.
    (7) Ciascun membro ha un voto.

    Articolo 17
    Il Collegio dei Sindaci

    (1) Il Collegio dei Sindaci è composto di tre membri effettivi così
    designati: uno dalle Associazioni dei datori di lavoro, uno dai Sindacati
    dei Lavoratori, il terzo scelto di comune accordo fra gli iscritti all’albo
    dei revisori ufficiali dei Conti, che ne è il Presidente.
    (2) Le predette Organizzazioni designano inoltre due Sindaci supplenti, uno
    per parte, destinati a sostituire i Sindaci eventualmente assenti per cause
    di forza maggiore.
    (3) I Sindaci, sia effettivi che supplenti, durano in carica tre anni e
    possono essere riconfermati.
    (4) I Sindaci esercitano le attribuzioni ed hanno i doveri di cui agli
    articoli 2403, 2404 e 2407 C.C. in quanto applicabili. Essi devono riferire
    immediatamente all’Assemblea le eventuali irregolarità riscontrate durante
    l’esercizio delle loro funzioni.
    (5) Il Collegio dei Sindaci esamina i bilanci consuntivi dell’E.B.T. per
    controllare la corrispondenza delle relative voci alle scritture dei
    registri contabili.
    (6) Esso si riunisce ordinariamente una volta a trimestre ed ogni qualvolta
    il Presidente del Collegio dei Sindaci lo ritenga opportuno ovvero quando
    uno dei Sindaci ne faccia richiesta.
    (7) La convocazione è effettuata dal Presidente del Collegio con avviso
    scritto almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione. In
    caso di urgenza, il termine per la convocazione può essere ridotto e la
    convocazione stessa può avvenire anche telegraficamente o con qualsiasi
    altro mezzo. Gli avvisi devono contenere l’indicazione del luogo, giorno ed
    ora della riunione e gli argomenti da trattare.
    (8) I Sindaci potranno essere invitati a partecipare alle riunioni
    dell’Assemblea senza voto deliberativo.

    Articolo 18
    Il Patrimonio dell’E.B.T.

    (1) Le disponibilità dell’E.B.T. sono costituite dall’ammontare dei
    contributi di cui al precedente articolo 7, dagli interessi attivi maturati
    sull’ammontare dei contributi stessi e dagli interessi di mora per ritardati
    versamenti.
    (2) Costituiscono, inoltre, disponibilità dell’E.B.T. le somme ed i beni
    mobili ed immobili che per lasciti, donazioni o per qualsiasi altro titolo
    previe, occorrendo, eventuali autorizzazioni di legge, entrano a far parte
    del patrimonio dell’E.B.T. ed eventuali contributi provenienti dallo Stato o
    da altre strutture pubbliche internazionali o locali.
    (3) In adesione allo spirito ed alle finalità del Contratto Collettivo
    Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende del settore Turismo, il
    patrimonio dell’E.B.T. è utilizzato esclusivamente per il conseguimento
    delle finalità di cui all’articolo 5 o accantonato – se ritenuto necessario
    o opportuno – per il conseguimento delle medesime finalità in futuro.
    (4) Il regime giuridico relativo ai beni e, più in generale, al patrimonio
    dell’E.B.T., è quello del "fondo comune" regolato per solidale irrevocabile
    volontà dei soci dalle previsioni del presente Statuto, con
    espressa esclusione e conseguente inapplicabilità delle disposizioni in tema
    di comunione di beni. (5) I singoli Associati non hanno diritto ad alcun
    titolo sul patrimonio dell’E.B.T. sia durante la vita dell’Ente che in caso
    di scioglimento dello stesso.

    Articolo 19
    Gestione dell’E.B.T.

    (1) Per le spese di impianto e di gestione, l’E.B.T. potrà avvalersi delle
    disponibilità di cui all’articolo 18. Ogni pagamento di spese ed ogni
    erogazione per qualsiasi titolo, ordinario o straordinario, dovrà essere
    giustificato dalla relativa documentazione firmata dal Presidente e dal Vice
    Presidente.

    Articolo 20
    Bilancio dell’E.B.T.

    (1) Gli esercizi finanziari dell’E.B.T. hanno inizio il primo gennaio e
    termineranno il 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio il
    Comitato Esecutivo provvede alla redazione del bilancio consuntivo
    riguardante la gestione dell’E.B.T. e del bilancio preventivo.
    (2) Entrambi i bilanci, consuntivo e preventivo, devono essere approvati
    dall’Assemblea entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio e cioè entro il
    31 marzo dell’anno successivo. Il bilancio consuntivo, situazione
    patrimoniale e il conto economico accompagnati dalla relazione del Comitato
    Esecutivo e dei Sindaci, nonché il bilancio preventivo devono essere
    trasmessi, entro dieci giorni dall’approvazione al Comitato di Vigilanza
    Nazionale di cui all’articolo 6 del CCNL Turismo del 6 ottobre 1994 ed alle
    Organizzazioni Sindacali di cui all’articolo 1 del presente Statuto .

    Articolo 21
    Liquidazione dell’E.B.T.

    (1) La messa in Iiquidazione dell’E.B.T. è disposta, su conforme
    deliberazione delle Organizzazioni stipulanti di cui all’articolo 1 nei
    seguenti casi:
    a) qualora esso cessi da ogni attività per disposizioni di legge;
    b) qualora esso venga a perdere per qualsiasi titolo o causa la propria
    autonomia finanziaria e funzionale;
    c) qualora, per qualsiasi motivo, cessi l’efficacia generale per tutti gli
    appartenenti alla categoria delle disposizioni contenute nel Contratto
    Nazionale di Lavoro in ordine alla trattenuta ed al versamento dei
    contributi.
    (2) Nel momento stesso in cui dovesse verificarsi una delle ipotesi di cui
    innanzi, cesserà automaticamente l’obbligo per tutti i datori di lavoro di
    accantonare presso l’E.B.T. i contributi di cui al precedente comma e per
    essi e per i lavoratori di pagare i medesimi.
    (3) Nella ipotesi di messa in liquidazione, le Organizzazioni stipulanti
    provvederanno alla nomina di sei liquidatori di cui tre nominati dalla
    Associazione dei datori di lavoro e tre nominati dai Sindacati dei
    Lavoratori; trascorso un mese dal giorno della messa in liquidazione,
    provvederà in difetto, ad istanza della parte diligente, il Presidente del
    Tribunale.
    (4) Le anzidette Organizzazioni determinano all’atto della messa in
    liquidazione dell’E.B.T. i compiti dei liquidatori e successivamente ne
    ratificano l’operato.
    (5) Il patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione
    sarà devoluto ad attività assistenziali da concordare tra le Organizzazioni
    firmatarie del presente atto.
    (6) In caso di mancato accordo la devoluzione sarà effettuata dal Presidente
    del Tribunale tenuti presenti i suddetti scopi.

    Articolo 22
    Modifiche statutarie

    (1) Qualunque modifica al presente statuto, nonché al regolamento, deve
    essere proposta dalle Organizzazioni Sindacali di cui all’articolo 1,
    sentito il parere vincolante del Comitato di Vigilanza Nazionale il quale è
    tenuto ad esprimerlo entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta e
    deliberata dall’Assemblea dell’E.B.T., con votazione a maggioranza di due
    terzi dei componenti l’Assemblea stessa.

    Articolo 23
    Controversie

    (1) Qualsiasi controversia inerente all’interpretazione ed applicazione del
    presente statuto, nonché del regolamento, è deferita all’esame della
    Comitato di Vigilanza Nazionale costituito in seno all’Ente Bilaterale
    Nazionale.

    Articolo 24
    Disposizioni finali

    (1) Per quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto, valgono le
    norme in cui al Regolamento ed, in quanto applicabili, le norme di legge in
    vigore.

    REGOLAMENTO

    (1) Il presente Regolamento disciplina il funzionamento dell’Ente Bilaterale
    Territoriale costituito ai sensi dell’articolo 13 del Contratto Collettivo
    Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende del settore Turismo del 6
    ottobre 1994.
    (2) La misura delle quote mensili di finanziamento dell’Ente Bilaterale
    Territoriale è stabilita nello 0,40 per cento di paga base e contingenza, di
    cui lo 0,10 per cento a carico del lavoratore e lo 0,30 per cento a carico
    del datore di lavoro. A far data dal 1° settembre 1995, la misura delle
    quote mensili di finanziamento è stabilita nello 0,40 per cento di paga base
    e contingenza di cui lo 0,20 per cento a carico del datore di lavoro e lo
    0,20 per cento a carico del lavoratore. La misura delle quote potrà essere
    variata solo ad opera delle Organizzazioni Sindacali Nazionali stipulanti il
    CCNL Turismo.
    (3) La quota a carico del lavoratore è trattenuta dal datore di lavoro
    all’atto del pagamento della retribuzione mensile. Il relativo importo deve
    essere indicato con apposita voce nel foglio paga e sul libro paga. (4) Le
    quote a carico dei lavoratori e del datore di lavoro devono essere versate
    all’Ente Bilaterale Territoriale (avvalendosi esclusivamente del sistema di
    riscossione appositamente individuato a livello nazionale).
    (5) Gli importi delle quote di cui all’articolo precedente devono essere
    versati dalle aziende entro il mese successivo al periodo di paga al quale
    si riferisce il versamento. In caso di ritardato versamento sono dovuti
    all’Ente Bilaterale Territoriale gli interessi di mora fissati nella misura
    del dieci per cento in ragione di anno, senza che ciò pregiudichi il diritto
    dell’E.B.T. medesimo ad adire le vie legali.
    (6) I lavoratori che intendano avvalersi delle iniziative promosse dall’Ente
    Bilaterale sono tenuti a comprovare l’avvenuta trattenuta delle quote di
    propria competenza mediante l’esibizione del foglio paga.
    (7) Entro il 1° luglio ed il 1° febbraio di ogni anno, i datori di lavoro
    sono tenuti ad inviare all’Ente Bilaterale Territoriale il riepilogo
    distinto per mese delle quote versate nel semestre precedente utilizzando a
    tal fine esclusivamente i moduli che saranno messi gratuitamente a
    disposizione dall’E.B.T. e che dovranno essere compilati in ogni parte. Il
    riepilogo dovrà essere sottoscritto dal datore di lavoro o dal suo
    rappresentante legale. Il datore di lavoro è responsabile delle omissioni e
    delle inesattezze contenute nel riepilogo.
    (8) La quota di competenza dell’osservatorio Nazionale dovrà essere versata
    trimestralmente entro e non oltre l’ultimo giorno del mese di: gennaio
    (versamenti relativi al trimestre ottobre-dicembre), aprile (versamenti
    relativi al trimestre gennaio-marzo), luglio (versamenti
    relativi al trimestre aprile-giugno) e ottobre (versamenti relativi al
    trimestre luglio-settembre).
    (9) Il calcolo del quindici per cento del gettito complessivo dovrà assumere
    a base l’insieme delle quote versate all’Ente Bilaterale Territoriale entro
    l’ultimo giorno del mese precedente.
    (10) Entro il medesimo termine di cui al punto (8) l’Ente Bilaterale
    Territoriale è tenuto ad inviare all’osservatorio Nazionale il riepilogo
    distinto per mese delle quote versate ed il numero dei dipendenti cui si
    riferiscono

    ALLEGATO D – ELEMENTI DELLA RETRIBUZIONE

    D/1 – TABELLA GENERALE
    dal 1° settembre 1994
    lavoratori qualificati
    paga base contingenza edr totale

    A 1.364.595 1.030.809 20.000 2.415.404
    B 1.212.973 1.020.915 20.000 2.253.888
    1 1.076.514 1.019.209 20.000 2.115.723
    2 924.891 1.009.306 20.000 1.954.197
    3 833.892 1.002.850 20.000 1.856.742
    4 748.000 996.420 20.000 1.764.420
    5 657.027 991.444 20.000 1.668.471
    6S 606.486 988.096 20.000 1.614.582
    6 586.270 987.843 20.000 1.594.113
    7 505.405 983.857 20.000 1.509.262

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza edr totale

    4 710.600 918.170 20.000 1.648.770
    5 624.176 913.501 20.000 1.557.677
    6S 576.162 910.217 20.000 1.506.379
    6 556.957 909.986 20.000 1.486.943
    7 480.135 905.858 20.000 1.405.993

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza edr totale

    4 673.200 916.906 20.000 1.610.106
    5 591.324 912.297 20.000 1.523.621
    6S 545.838 909.142 20.000 1.474.980
    6 527.643 908.916 20.000 1.456.559
    7 454.865 904.926 20.000 1.379.791

    dal 1° gennaio 1995
    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.364.595 1.050.809 2.415.404
    B 1.212.973 1.040.915 2.253.888
    1 1.076.514 1.039.209 2.115.723
    2 924.891 1.029.306 1.954.197
    3 833.892 1.022.850 1.856.742
    4 748.000 1.016.420 1.764.420
    5 657.027 1.011.444 1.668.471
    6S 606.486 1.008.096 1.614.582
    6 586.270 1.007.843 1.594.113
    7 505.405 1.003.857 1.509.262

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 710.600 938.170 1.648.770
    5 624.176 933.501 1.557.677
    6S 576.162 930.217 1.506.379
    6 556.957 929.986 1.486.943
    7 480.135 925.858 1.405.993

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 673.200 936.906 1.610.106
    5 591.324 932.297 1.523.621
    6S 545.838 929.142 1.474.980
    6 527.643 928.916 1.456.559
    7 454.865 924.926 1.379.791

    dal 1° settembre 1995
    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.492.298 1.050.809 2.543.107
    B 1.326.486 1.040.915 2.367.401
    1 1.177.257 1.039.209 2.216.466
    2 1.011.446 1.029.306 2.040.752
    3 911.932 1.022.850 1.934.782
    4 818.000 1.016.420 1.834.420
    5 718.514 1.011.444 1.729.958
    6S 663.243 1.008.096 1.671.339
    6 641.135 1.007.843 1.648.978
    7 552.702 1.003.857 1.556.559

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 777.100 938.170 1.715.270
    5 682.588 933.501 1.616.089
    6S 630.081 930.217 1.560.298
    6 609.078 929.986 1.539.064
    7 525.067 925.858 1.450.925

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 736.200 936.906 1.673.106
    5 646.662 932.297 1.578.959
    6S 596.919 929.142 1.526.061
    6 577.022 928.916 1.505.938
    7 497.432 924.926 1.422.358

    D/2 – TABELLA AZIENDE MINORI (ALBERGHI E COMPLESSI
    TURISTICO RICETTIVI DELL’ARIA APERTA)

    dal 1° settembre 1994

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza edr totale

    A 1.342.595 1.028.711 20.000 2.391.306
    B 1.192.973 1.019.014 20.000 2.231.987
    1 1.056.514 1.017.309 20.000 2.093.823
    2 907.891 1.007.686 20.000 1.935.577
    3 818.892 1.001.415 20.000 1.840.307
    4 735.000 995.173 20.000 1.750.173
    5 645.027 990.290 20.000 1.655.317
    6S 595.486 987.039 20.000 1.602.525
    6 575.270 986.787 20.000 1.582.057
    7 495.405 982.895 20.000 1.498.300

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza edr totale

    4 699.600 917.111 20.000 1.636.711
    5 614.176 912.535 20.000 1.546.711
    6S 567.162 909.351 20.000 1.496.513
    6 547.957 909.119 20.000 1.477.076
    7 472.135 905.082 20.000 1.397.217

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza edr totale

    4 662.200 915.846 20.000 1.598.046
    5 581.324 911.330 20.000 1.512.654
    6S 536.838 908.273 20.000 1.465.111
    6 518.643 908.048 20.000 1.446.691
    7 446.865 904.150 20.000 1.371.015

    dal 1° gennaio 1995

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.342.595 1.048.711 2.391.306
    B 1.192.973 1.039.014 2.231.987
    1 1.056.514 1.037.309 2.093.823
    2 907.891 1.027.686 1.935.577
    3 818.892 1.021.415 1.840.307
    4 735.000 1.015.173 1.750.173
    5 645.027 1.010.290 1.655.317
    6S 595.486 1.007.039 1.602.525
    6 575.270 1.006.787 1.582.057
    7 495.405 1.002.895 1.498.300

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 699.600 937.111 1.636.711
    5 614.176 932.535 1.546.711
    6S 567.162 929.351 1.496.513
    6 547.957 929.119 1.477.076
    7 472.135 925.082 1.397.217

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 662.200 935.846 1.598.046
    5 581.324 931.330 1.512.654
    6S 536.838 928.273 1.465.111
    6 518.643 928.048 1.446.691
    7 446.865 924.150 1.371.015

    dal 1° settembre 1995

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.470.298 1.048.711 2.519.009
    B 1.306.486 1.039.014 2.345.500
    1 1.157.257 1.037.309 2.194.566
    2 994.446 1.027.686 2.022.132
    3 896.932 1.021.415 1.918.347
    4 805.000 1.015.173 1.820.173
    5 706.514 1.010.290 1.716.804
    6S 652.243 1.007.039 1.659.282
    6 630.135 1.006.787 1.636.922
    7 542.702 1.002.895 1.545.597

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 766.100 937.111 1.703.211
    5 672.588 932.535 1.605.123
    6S 621.081 929.351 1.550.432
    6 600.078 929.119 1.529.197
    7 517.067 925.082 1.442.149

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 725.200 935.846 1.661.046
    5 636.662 931.330 1.567.992
    6S 587.919 928.273 1.516.192
    6 568.022 928.048 1.496.070
    7 489.432 924.150 1.413.582

    D/3 – TABELLA AZIENDE MINORI (PUBBLICI ESERCIZI E STABILIMENTI BALNEARI DI
    Ill E IV CATEGORIA)
    dal 1° settembre 1994

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza edr totale

    A 1.353.595 1.029.818 20.000 2.403.413
    B 1.202.973 1.020.012 20.000 2.242.985
    1 1.066.514 1.018.306 20.000 2.104.820
    2 916.391 1.008.540 20.000 1.944.931
    3 826.392 1.002.176 20.000 1.848.568
    4 741.500 995.836 20.000 1.757.336
    5 651.027 990.902 20.000 1.661.929
    6S 600.986 987.600 20.000 1.608.586
    6 580.770 987.347 20.000 1.588.117
    7 500.405 983.406 20.000 1.503.811

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza edr totale

    4 705.100 917.673 20.000 1.642.773
    5 619.176 913.050 20.000 1.552.226
    6S 571.662 909.815 20.000 1.501.477
    6 552.457 909.584 20.000 1.482.041
    7 476.135 905.497 20.000 1.401.632

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza edr totale

    4 667.700 916.409 20.000 1.604.109
    5 586.324 911.845 20.000 1.518.169
    6S 541.338 908.736 20.000 1.470.074
    6 523.143 908.510 20.000 1.451.653
    7 450.865 904.566 20.000 1.375.431

    dal 1° gennaio 1995

    lavoratori qualificati
    paga base contingenza totale

    A 1.353.595 1.049.818 2.403.413
    B 1.202.973 1.040.012 2.242.985
    1 1.066.514 1.038.306 2.104.820
    2 916.391 1.028.540 1.944.931
    3 826.392 1.022.176 1.848.568
    4 741.500 1.015.836 1.757.336
    5 651.027 1.010.902 1.661.929
    6S 600.986 1.007.600 1.608.586
    6 580.770 1.007.347 1.588.117
    7 500.405 1.003.406 1.503.811

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 705.100 937.673 1.642.773
    5 619.176 933.050 1.552.226
    6S 571.662 929.815 1.501.477
    6 552.457 929.584 1.482.041
    7 476.135 925.497 1.401.632

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 667.700 936.409 1.604.109
    5 586.324 931.845 1.518.169
    6S 541.338 928.736 1.470.074
    6 523.143 928.510 1.451.653
    7 450.865 924.566 1.375.431

    dal 1° settembre 1995

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.481.298 1.049.818 2.531.116
    B 1.316.486 1.040.012 2.356.498
    1 1.167.257 1.038.306 2.205.563
    2 1.002.946 1.028.540 2.031.486
    3 904.432 1.022.176 1.926.608
    4 811.500 1.015.836 1.827.336
    5 712.514 1.010.902 1.723.416
    6S 657.743 1.007.600 1.665.343
    6 635.635 1.007.347 1.642.982
    7 547.702 1.003.406 1.551.108

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 771.600 937.673 1.709.273
    5 677.588 933.050 1.610.638
    6S 625.581 929.815 1.555.396
    6 604.578 929.584 1.534.162
    7 521.067 925.497 1.446.564

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 730.700 936.409 1.667.109
    5 641.662 931.845 1.573.507
    6S 592.419 928.736 1.521.155
    6 572.522 928.510 1.501.032
    7 493.432 924.566 1.417.998

    D/4 – TABELLA AZIENDE MINORI (IMPRESE DI VIAGGIO E TURISMO)

    dal 1° settembre 1994

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza edr totale

    A 1.364.595 1.030.196 20.000 2.414.791
    B 1.212.973 1.020.305 20.000 2.253.278
    1 1.043.514 1.018.599 20.000 2.082.113
    2 893.891 1.008.732 20.000 1.922.623
    3 805.892 1.002.332 20.000 1.828.224
    4 722.000 995.937 20.000 1.737.937
    5 633.027 991.000 20.000 1.644.027
    6S 583.486 987.670 20.000 1.591.156
    6 564.270 987.436 20.000 1.571.706
    7 484.405 983.468 20.000 1.487.873

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza edr totale

    4 684.600 917.940 20.000 1.622.540
    5 600.176 913.289 20.000 1.533.465
    6S 553.162 910.016 20.000 1.483.178
    6 534.957 909.793 20.000 1.464.750
    7 459.135 905.673 20.000 1.384.808

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza edr totale

    4 647.200 916.675 20.000 1.583.875
    5 567.324 912.085 20.000 1.499.409
    6S 522.838 908.939 20.000 1.451.777
    6 505.643 908.722 20.000 1.434.365
    7 433.865 904.741 20.000 1.358.606

    dal 1° gennaio 1995

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.364.595 1.050.196 2.414.791
    B 1.212.973 1.040.305 2.253.278
    1 1.043.514 1.038.599 2.082.113
    2 893.891 1.028.732 1.922.623
    3 805.892 1.022.332 1.828.224
    4 722.000 1.015.937 1.737.937
    5 633.027 1.011.000 1.644.027
    6S 583.486 1.007.670 1.591.156
    6 564.270 1.007.436 1.571.706
    7 484.405 1.003.468 1.487.873

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 684.600 937.940 1.622.540
    5 600.176 933.289 1.533.465
    6S 553.162 930.016 1.483.178
    6 534.957 929.793 1.464.750
    7 459.135 925.673 1.384.808

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 647.200 936.675 1.583.875
    5 567.324 932.085 1.499.409
    6S 522.838 928.939 1.451.777
    6 505.643 928.722 1.434.365
    7 433.865 924.741 1.358.606

    dal 1° settembre 1995

    lavoratori qualificati

    paga base contingenza totale

    A 1.492.298 1.050.196 2.542.494
    B 1.326.486 1.040.305 2.366.791
    1 1.144.257 1.038.599 2.182.856
    2 980.446 1.028.732 2.009.178
    3 883.932 1.022.332 1.906.264
    4 792.000 1.015.937 1.807.937
    5 694.514 1.011.000 1.705.514
    6S 640.243 1.007.670 1.647.913
    6 619.135 1.007.436 1.626.571
    7 531.702 1.003.468 1.535.170

    lavoratori qualificati minori di anni diciotto

    paga base contingenza totale

    4 751.100 937.940 1.689.040
    5 658.588 933.289 1.591.877
    6S 607.081 930.016 1.537.097
    6 587.078 929.793 1.516.871
    7 504.067 925.673 1.429.740

    lavoratori qualificati minori di anni sedici

    paga base contingenza totale

    4 710.200 936.675 1.646.875
    5 622.662 932.085 1.554.747
    6S 573.919 928.939 1.502.858
    6 555.022 928.722 1.483.744
    7 476.432 924.741 1.401.173

    D/5 – INDENNITA’ DI CONTINGENZA

    ACCORDO PER L’INDENNITA’ DI CONTINGENZA A VALERE PER LE AZIENDE DEI SETTORI
    DEGLI ALBERGHI, DEI CAMPEGGI, DEI PUBBLICI ESERCIZI, DEGLI STABILIMENTI
    BALNEARI E DEGLI ALBERGHI DIURNI

    Visto l’Accordo interconfederale 14/2/1975 sulla contingenza, nonché
    l’Accordo Nazionale di rinnovo del 10/8/1975 dei CC.CC.NN.LL. 21 ottobre
    1973 pubblici esercizi e 16/3/1972 alberghi col quale, fra l’altro, è stato
    convenuto il conglobamento dei punti della contingenza maturati sino al
    31/1/1975; preso atto delle disposizioni contenute in materia nel C.C.N.L.
    14 luglio 1976 e dai precedenti Accordi Nazionali e Contratti Nazionali di
    lavoro, si è convenuto quanto segue:

    Art 1

    I punti di contingenza che scatteranno dal 1/2/1977 verranno calcolati in
    base ai seguenti valori-punto pesante:
    a) Personale qualificato:
    + 18 anni 2.243
    - 18 anni 2.019

    b) Apprendisti:
    + 18 anni 2.019
    - 18 anni 1.817

    I punti di contingenza che scatteranno dal 1/8/1977 verranno calcolati in
    base ai seguenti valori-punto pesante:
    a) Personale qualificato:
    + 18 anni 2.316
    - 18 anni 2.085

    b) Apprendisti:
    + 18 anni 2.085
    - 18 anni 1.876

    I punti di contingenza che scatteranno dal 1/2/1978 verranno calcolati in
    base ai seguenti valori-punto pesante:
    a) Personale qualificato:
    + 18 anni 2.389
    - 18 anni 2.150

    b) Apprendisti:
    + 18 anni 2.150
    - 18 anni 1.935

    Art. 2

    Gli importi di contingenza maturati dal 1/2/1975 al 31/1/1977 verranno
    allineati all’importo di contingenza più alto esistente nell’ambito di
    ciascun Raggruppamento della classificazione del personale del CCNL
    14/7/1976.
    Gli importi derivanti dalle suddette operazioni di allineamento verranno
    corrisposti ad iniziare dalla retribuzione del mese di novembre 1977 (La
    corresponsione di tali importi ai dipendenti dagli stabilimenti balneari e
    dagli alberghi diurni decorre dal 1/7/1978).

    Art. 3

    Restano confermate tutte le disposizioni dei precedenti accordi e contratti
    nazionali in materia di contingenza non espressamente modificate dal
    presente Accordo.

    ACCORDO 22 GENNAIO 1983 TRA IL GOVERNO E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI
    LAVORATORI E DEI DATORI DI LAVORO SUL COSTO DEL LAVORO
    (Omissis)

    Il Governo, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di
    lavoro si impegnano a mantenere l’incremento medio annuo del costo del
    lavoro, nei settori pubblico e privato, entro i limiti indicati in premessa.
    Per il perseguimento degli obiettivi e l’osservanza dei vincoli
    sopraindicati, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli
    imprenditori concordano le seguenti modifiche agli accordi che regolano le
    indennità di contingenza; il Governo e le Organizzazioni sindacali dei
    lavoratori si impegnano ad adottare le stesse misure per il pubblico impiego
    e con riferimento all’istituto della indennità integrativa speciale o
    indennità similari:
    a) riporto a 100, con trimestre novembre 1982 – gennaio 1983 dell’indice del
    costo della vita, valevole ai fini della determinazione dell’indennità di
    contingenza, secondo le norme di cui al protocollo n. 1 annesso all’Accordo
    interconfederale del 15 gennaio 1957, assumendo come nuova base dell’indice,
    uguale a 100, le spese della famiglia tipo del trimestre agosto-ottobre
    1982. Restano in vigore tutte le altre norme di cui al citato protocollo,
    integrato da quanto stabilito con l’Accordo di modifica del 25 gennaio 1968
    per il calcolo della spesa del capitolo "abitazione";
    b) per determinare gli aumenti dell’indennità di contingenza si farà
    riferimento alle differenze assolute al netto delle frazioni di punto che
    l’indice medio trimestrale del costo della vita presenta rispetto all’indice
    medio del trimestre precedente. Le variazioni così calcolate determineranno
    gli scatti dell’indennità di contingenza o punti attribuendo ad ogni punto
    di variazione dell’indice l’importo di lire 6.800 mensili. Tale valore è
    frazionabile ad ora e/o giornata, secondo le norme dei rispettivi contratti
    di lavoro;
    c) nel caso il Governo proceda a variazioni delle imposte indirette, ai fini
    di un accorpamento delle aliquote e di una loro razionalizzazione, le parti
    si incontreranno – in via straordinaria – per concordare modalità e limiti
    di incidenza di tali variazioni sui prezzi dei beni che compongono il
    bilancio familiare, assunto a base di calcolo per la determinazione
    dell’indennità di contingenza;
    d) alla fine di ciascun anno, il Governo e le parti si incontreranno per
    verificare l’andamento dell’inflazione rispetto al tasso di inflazione
    programmato e per valutare le misure di compensazione nel caso di
    scostamento. In tale valutazione non si terrà conto di eventuali aumenti
    dell’inflazione conseguenti alla rivalutazione del dollaro rispetto alla
    media ponderata delle valute della Comunità europea, ivi inclusa la lira,
    depurando la dinamica salariale dagli effetti di tale eventuale
    rivalutazione.

    LEGGE 26 FEBBRAIO 1986, N. 38 – Disposizioni in materia di indennità di
    contingenza.
    Art. 1

    1. A partire dal 31 gennaio 1986 e fino alla data del 31 dicembre 1989 i
    datori di lavoro appartenenti a categorie per le quali sono stati stipulati
    accordi o contratti collettivi nazionali, che prevedano meccanismi di
    adeguamento automatico della retribuzione per effetto di variazioni del
    costo della vita, sono tenuti a corrispondere il predetto adeguamento
    determinandolo nella misura derivante dall’applicazione dei criteri di
    calcolo di cui all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 1
    febbraio 1986, n. 13, con la decorrenza e con le cadenze ivi previste. A tal
    fine si farà riferimento alla somma del minimo tabellare previsto dai
    contratti collettivi nazionali di categoria per ciascun livello di
    inquadramento e dell’indennità di contingenza, spettanti nel mese precedente
    a quello dell’adeguamento. In sede di prima applicazione del meccanismo di
    cui sopra, l’entità dell’indennità di contingenza è pari per il settore
    industriale a 684.189 lire e per gli altri settori contrattuali ai
    corrispondenti valori in atto.
    2. Sono abrogate le disposizioni in contrasto con la disciplina prevista nel
    comma 1. Sono nulle e vengono sostituite di diritto dalla norma di cui al
    comma 1 le clausole di accordi o contratti collettivi vigenti, in contrasto
    con la predetta norma.
    3. Le norme della presente legge non si applicano ai prestatori di lavoro
    con qualifica di dirigente ai sensi dell’articolo 2095 del codice civile
    nonché ai prestatori di lavoro addetti ai servizi domestici.

    Art. 2

    La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    N.B.: il D.P.R. n. 13/1986 reca: "Norme risultanti dalla disciplina prevista
    dall’accordo intercompartimentale, di cui all’art. 12 della legge-quadro sul
    pubblico impiego 29 marzo 1983, n. 93, relativo al triennio 1985-87". Si
    trascrive il testo dell’art. 16 di detto decreto:
    "Art. 16
    (Modifica del meccanismo della indennità speciale)

    1. L’attuale sistema di adeguamento retributivo al costo della vita è
    modificato come segue:
    a) cadenza semestrale di rivalutazione retributiva: per tale rivalutazione
    si fa riferimento al tasso percentuale di incremento risultante dal rapporto
    fra il valore medio dell’indice sindacale di un semestre rispetto a quello
    del semestre precedente. tale tasso percentuale di incremento è arrotondato
    sulla seconda cifra decimale;
    b) rivalutazione del cento per cento di una somma mensile uguale per tutti
    di L. 580.000 e di una percentuale pari al 25 per cento della quota di
    retribuzione mensile eccedente tale parte. I benefici derivanti dalla
    rivalutazione semestrale delle 580.000 lire indicizzate al 100 per cento
    costituiscono base per le correlative rivalutazioni dei semestri successivi.
    La retribuzione eccedente, sulla quale si calcola il 25 per cento, viene
    determinata come segue: lo stipendio mensile della qualifica di
    appartenenza, ottenuto dividendo per dodici quello annuo lordo base in atto
    il mese precedente a quello dell’adeguamento, più l’indennità integrativa
    speciale maturata fino a quel momento, meno la quota di retribuzione
    indicizzata al 100 per cento, come sopra rivalutata;
    c) il primo semestre di attuazione decorre dal mese di novembre 1985 e
    termina il mese di aprile 1986; pertanto il primo adeguamento decorre dal 1
    maggio 1986;
    d) per la prima applicazione del nuovo meccanismo il tasso percentuale
    semestrale medio è determinato prendendo come base di riferimento
    dell’indice sindacale il valore di 134.00.
    2. Nel caso di variazioni delle imposte indirette, ai fini di un
    accorpamento delle aliquote di una loro razionalizzazione, saranno
    concordate tra le delegazioni di cui all’art. 12 della legge 29 marzo 1983,
    n. 93, modalità e limiti di incidenza di tali variazioni sui prezzi dei beni
    che compongono il bilancio familiare, assunto a base di calcolo per la
    determinazione dell’indennità di contingenza.
    3. L’efficacia del sistema di adeguamento retributivo al costo della vita di
    cui al presente articolo sarà assicurata per un periodo non inferiore a
    quattro anni".
    LEGGE 13 LUGLIO 1990, N. 19 – Norme in materia di adeguamento automatico
    della retribuzione per effetto di variazioni del costo della vita.
    Art. 1
    1. Le disposizioni in materia di adeguamento automatico della retribuzione
    per effetto di variazioni del costo della vita contenute nella legge 26
    febbraio 1986, n. 38, e nell’articolo 16 del decreto del Presidente della
    Repubblica 1 febbraio 1986, n. 13, sono prorogate fino alla data del 31
    dicembre 1991.
    2. Sono fatte salve le disposizioni derivanti da accordi interconfederali
    stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente
    legge che prevedono modificazioni nella struttura delle retribuzioni
    riguardanti anche la materia di cui al comma 1.

    ALLEGATO E-LAVORO STRAORDINARIO

    Il giorno 17 Giugno 1986 in Roma

    -la Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo (FAIAT)
    rappresentata dal suo Presidente Comm. Angelo Bettoja e dal Presidente della
    Commissione Rapporti di Lavoro Arch. Piero Brogi assistiti dal Direttore
    generale Dr. Bonaventura Vaccarella e dal Direttore dei Servizi Sindacali
    Dr. Alessandro Cianella;
    -la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) rappresentata dal suo Vice
    Presidente Dr. Sergio Billè e dal Presidente della Commissione Problemi del
    Lavoro Dr. Francesco D’Angelo, assistiti dal Segretario Generale Dr. Bruno
    Ferranti, dal Vice Segretario Generale Dr. Claudio Niola e dal Capo Servizi
    Sindacali Dr. Massimiliano Marcucci;
    -la Federazione Italiana delle Associazioni delle Imprese di Viaggi e
    Turismo (FIAVET), rappresentata dal Segretario Generale Dr. Aldo Agosteo;
    -la Federazione delle Associazioni Italiane dei Complessi Turistico-Ricettivi
    dell’Aria Aperta (FAITA), rappresentata dal suo Presidente Manlio Zefferi e
    da Mario Pigorini, assistiti dal Dr. Rino Sportoletti;
    -la Associazione Sindacale per le Aziende Petrol-chimiche e Collegate a
    Partecipazione Statale (ASAP), rappresentata dal Vice Presidente Avv. Guido
    Fantoni e dal Direttore Generale Dr. Modestino Fusco, assistiti dal Sig.
    Camillo Coldagelli, dal Dr. Giovanni Angelucci
    da una parte

    E

    dall’altra

    -la Federazione Italiana Lavoratori Commercio Albergo, Mensa e Servizi
    (FILCAMS-CGIL), rappresentata dal Segretario Generale Gilberto Pascucci, dal
    Segretario Generale Aggiunto Roberto Di Gioacchino e dai Segretari nazionali
    Giuseppe Mancini e Luigi Piacenti;
    -la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del
    Turismo (FISASCAT-CISL), rappresentata dal suo Segretario Generale Renato Di
    Marco;
    -la Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi (UILTuCS-UIL),
    rappresentata dal Segretario Generale Raffaele Vanni e dal Segretario
    Nazionale Parmenio Stroppa;
    a conclusione delle trattative per il rinnovo del CCNL per i dipendenti
    dalle aziende del settore turismo si danno reciprocamente atto che, con
    tutte le disposizioni che riguardano la materia dello straordinario
    contenute nel CCNL 8/7/1982 e in tutti i precedenti CCNL, hanno sempre
    inteso non superare la qualificazione legale del lavoro straordinario, di
    cui alle disposizioni di legge che si riferiscono alla prestazione
    lavorativa oltre le 48 ore settimanali, avendo sempre ed unicamente voluto,
    infatti, individuare la percentuale di maggiorazione equiparando a tale
    effetto la percentuale per il lavoro supplementare (cioè quello eccedente
    l’orario normale, e fino al limite legislativo) a quella prevista per il
    lavoro straordinario (cioè quello eccedente il limite legislativo).

    ALLEGATO F – VITTO E ALLOGGIO

    F/1 – CONVENZIONE PER LA FORNITURA DEL VITTO E ALLOGGIO PER LE AZIENDE
    ALBERGHIERE
    Le aziende alberghiere provvederanno alla somministrazione del vitto ed alla
    fornitura dell’alloggio ai lavoratori dipendenti alle condizioni appresso
    indicate:
    a) ogni pasto, pranzo, o cena, deve essere composto da un primo piatto, da
    un secondo con contorno, pane, frutta ed un quarto di vino;
    b) la prima colazione deve essere servita secondo gli usi e le consuetudini
    locali;
    c) le camere adibite ad alloggio dovranno soddisfare le esigenze di decoro e
    di igiene e sanità, in particolare per quanto riguarda la cubatura d’aria a
    disposizione del dipendente;
    d 1) il lavoratore che usufruirà delle somministrazioni dei pasti e
    dell’alloggio, corrisponderà dal 3 maggio 1990 il relativo prezzo
    all’azienda fornitrice, secondo le seguenti tabelle:
    - un pranzo lire 500
    - una prima colazione lire 125
    - un pernottamento lire 625
    corrispondenti a lire 1.250 giornaliere e lire 33.750 mensili per il vitto
    intero e a lire 18.750 mensili per l’alloggio.
    d 2) a decorrere dal 1° luglio 1996 il prezzo di cui sopra è determinato
    come segue:
    - un pranzo lire 650
    - una prima colazione lire 150
    - un pernottamento lire 800
    corrispondenti a lire 1.600 giornaliere e lire 43.500 mensili per il vitto
    intero e a lire 24.000 mensili per l’alloggio.
    e) le parti si danno reciprocamente atto che, avendo inteso stipulare con il
    presente atto una convenzione per la fornitura del vitto e alloggio su scala
    nazionale ai dipendenti dalle aziende alberghiere, tale fornitura non è
    collegabile in alcun modo alle prestazioni lavorative dei singoli dipendenti
    e che pertanto essa non è valutabile ai fini contrattuali ed assicurativi;
    f) il dipendente è tenuto ad avvertire all’atto dell’assunzione il datore di
    lavoro della propria intenzione di usufruire del servizio vitto e alloggio.
    Di ogni modifica di detta scelta deve dame comunicazione al datore di lavoro
    con preavviso di almeno 30 giorni;
    g.) il datore di lavoro che per accertate oggettive esigenze aziendali non
    sia in grado di fornire il servizio di vitto e alloggio deve dichiararlo per
    iscritto all’atto dell’assunzione in servizio del dipendente. Qualora
    l’impossibilità a prestare il servizio intervenga in un momento successivo
    il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione alle R.S.A. per ricercare
    le più idonee soluzioni.

    NOTA A VERBALE

    A decorrere dal 3 maggio 1990, eventuali valori del vitto e alloggio
    provincialmente in atto superiori a quelli di cui al punto d 1) della
    presente convenzione verranno adeguati nella misura massima di lire 100 per
    un pranzo, di lire 25 per una prima colazione e di lire 125 per un
    pernottamento.
    A decorrere dal 1° luglio 1996, eventuali valori del vitto e alloggio
    provincialmente in atto superiori a quelli di cui al punto d 2) della
    presente convenzione verranno adeguati nella misura massima di lire 150 per
    un pranzo, di lire 25 per una prima colazione e di lire 125 per un
    pernottamento.

    F/2 – CONVENZIONE PER LA SOMMINISTRAZIONE DEL VITTO PER I PUBBLICI ESERCIZI
    DEL 21 OTTOBRE 1973

    I titolari degli esercizi pubblici della ristorazione provvederanno alla
    somministrazione, nei giorni in cui l’azienda è aperta, di due pasti
    giornalieri ai propri dipendenti, alle condizioni appresso specificate.
    1) Ogni pasto deve essere composto da un primo piatto, un secondo con
    contorno, pane, frutta ed un quarto di vino. Il pasto deve essere sano ed in
    quantità sufficiente.
    2) I lavoratori che usufruiranno della somministrazione dei pasti dai
    rispettivi datori di lavoro fornitori corrisponderanno il prezzo relativo da
    determinarsi con specifici contratti dalle Organizzazioni provinciali dei
    lavoratori e dei datori di lavoro entro un limite massimo di 150 lire a
    pasto. Il prezzo massimo di ciascun pasto sopra specificato sarà soggetto a
    verifica annuale da parte delle Organizzazioni contraenti.

    3) Le parti si danno reciprocamente atto che avendo inteso stipulare con il
    presente atto una convenzione per la fornitura del vitto su scala nazionale
    ai dipendenti delle aziende della ristorazione tale fornitura non è
    collegabile in alcun modo alle prestazioni lavorative dei singoli dipendenti
    e che pertanto essa non è valutabile ai fini contrattuali ed assicurativi.

    NOTA A VERBALE

    A partire dal 1° giugno 1986 il prezzo del vitto in atto nelle varie
    provincie è aumentato di lire 150 a pasto.
    A partire dal 3 maggio 1990 il prezzo del vitto in atto nelle varie
    provincie è aumentato di lire 100.
    A partire dal 1° luglio 1996 il prezzo del vitto in atto nelle varie
    provincie è aumentato di lire 150 a pasto.

    ALLEGATO G – MERCATO DEL LAVORO

    Legge 28 febbraio 1987, n. 56 – Norme sull’organizzazione del mercato del
    lavoro.
    Articolo 10
    (Classificazione dei lavoratori iscritti nelle liste di collocamento)

    (1) A modifica dell’articolo 10, secondo comma, della legge 29 aprile 1949,
    n. 264, i lavoratori iscritti nelle liste di collocamento sono classificati
    nel modo seguente:
    a) classe prima: lavoratori disoccupati o in cerca di prima occupazione
    oppure occupati a tempo parziale con orario non superiore a venti ore
    settimanali e che aspirino ad una diversa occupazione; conservano la
    iscrizione in questa classe i lavoratori avviati con contratti a tempo
    determinato, la cui durata complessiva non superi i quattro mesi nell’anno
    solare;
    b) classe seconda: lavoratori occupati, esclusi quelli assegnati alla prima
    classe, che aspirino a diversa occupazione;
    c) classe terza: titolari di trattamenti pensionistici di vecchiaia o di
    anzianità.
    (2) Le classi di cui al comma 1 costituiscono ordine di precedenza
    nell’avviamento al lavoro.
    (3) La commissione regionale per l’impiego stabilisce uniformi criteri di
    valutazione degli elementi che concorrono alla formazione delle graduatorie
    tenendo conto del carico familiare, della situazione economica e
    patrimoniale dei lavoratori e dell’anzianità di iscrizione nelle liste,
    secondo gli orientamenti generali assunti dalla commissione centrale per
    l’impiego.
    (4) E’ abrogato il secondo comma dell’articolo 9 della legge 29 aprile 1949,
    n. 264, e successive modificazioni ed integrazioni. La sezione di
    collocamento, in occasione della revisione mensile dello stato di
    disoccupazione, provvede a restituire all’interessato il libretto di lavoro.
    Articolo 17
    (Convenzioni tra imprese e commissioni regionali o circoscrizionali
    per l’impiego)

    (1) L’impresa o il gruppo di imprese, anche tramite le corrispondenti
    associazioni sindacali, possono proporre alla commissione regionale o
    circoscrizionale per l’impiego un programma di assunzioni di
    lavoratori, ivi compresi quelli di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482.
    Sulla base di tale proposta e dall’esame preventivo con le
    organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori e dei datori di
    lavoro, la commissione regionale o circoscrizionale può stipulare una
    convenzione con l’impresa o il gruppo di imprese nella quale siano stabiliti
    i tempi delle assunzioni, le qualifiche e i requisiti professionali ed
    attitudinali dei lavoratori da assumere, i corsi di formazione professionale
    ritenuti necessari, da organizzare di intesa con la regione, nonché, in
    deroga alle norme in materia di richiesta numerica, l’eventuale facoltà di
    assumere con richiesta nominativa una quota di lavoratori per i quali
    sarebbe prevista la richiesta numerica. La convenzione può prevedere misure
    tendenti a promuovere l’occupazione femminile e giovanile.
    (2) La convenzione può anche prevedere l’ammissione a periodi di formazione
    professionale sul posto di lavoro dei lavoratori. In detta convenzione
    saranno determinati i requisiti e i criteri di selezione e di avviamento per
    l’ammissione ai predetti periodi di formazione. Al termine di tali periodi,
    l’impresa ha facoltà di assumere nominativamente coloro che hanno svolto
    tali attività formative.
    (3) La convenzione stipulata dalla commissione circoscrizionale è trasmessa
    per la approvazione alla commissione regionale per l’impiego. Nel caso in
    cui la deliberazione della commissione regionale per l’impiego non sia
    intervenuta nel termine di trenta giorni dal ricevimento della convenzione,
    quest’ultima è sottoposta all’approvazione del Ministro del lavoro e della
    previdenza sociale e si intende approvata quando siano inutilmente trascorsi
    ulteriori trenta giorni.
    (4) Il nulla osta di avviamento è rilasciato dalla sezione circoscrizionale.
    (5) Gli oneri conseguenti all’attività formativa organizzata di intesa con
    le regioni sono a carico delle regioni, ai sensi dell’articolo 22 della
    legge 21 dicembre 1978, n. 845.

    Articolo 20
    (Organi provinciali del collocamento e ricorsi)

    (1) La commissione di cui all’articolo 25 della legge 29 aprile 1949, n.
    264, assume la denominazione di commissione provinciale per l’impiego. Essa
    è nominata dal direttore dell’ufficio regionale del lavoro e della massima
    occupazione, dura in carica tre anni ed è composta dal direttore
    dell’ufficio provinciale del lavoro, o da un suo delegato, in qualità di
    presidente, da sei rappresentanti dei lavoratori e da sei rappresentanti dei
    datori di lavoro, designati dalle associazioni sindacali maggiormente
    rappresentative. Per ogni membro effettivo è nominato un supplente.
    (2) Contro i provvedimenti adottati dalla sezione circoscrizionale per
    l’impiego ovvero dalla commissione circoscrizionale è ammesso ricorso alla
    commissione provinciale per l’impiego entro il termine di dieci giorni. Tale
    termine decorre dalla data di pubblicazione, mediante affissione all’albo di
    sezione, delle delibere della commissione o del provvedimento adottato dalla
    sezione.
    (3) Della presentazione del ricorso deve essere data notizia, mediante
    affissione all’albo della sezione e pubblicazione gratuita sul foglio
    annunzi legali, ai controinteressati, i quali possono prendere visione del
    ricorso presso l’organo decidente e presentare eventuali controdeduzioni
    entro quindici giorni dal primo giorno di affissione del ricorso, ovvero
    dalla data di pubblicazione sul foglio annunzi legali.
    (4) La commissione provinciale per l’impiego decide sui ricorsi con
    provvedimento definitivo entro quindici giorni dalla scadenza del termine
    per la presentazione delle controdeduzioni di cui al comma 3. Ove la
    commissione non si pronunci entro il suddetto termine, nei successivi
    quindici giorni decide il direttore dell’uffcio provinciale del lavoro e
    della massima occupazione. Scaduto tale ulteriore termine, il ricorso si
    intende respinto.

    Articolo 21
    (Disposizioni in materia di apprendistato)

    (1) In deroga a quanto disposto dall’articolo della legge 19 gennaio 1955,
    n. 25, come modificato dalla legge 2 aprile 1968, n. 424, l’imprenditore che
    non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o ne
    ha meno di tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.
    (2) Per i lavoratori assunti successivamente all’entrata in vigore della
    presente legge, l’apprendistato non può avere una durata superiore a quella
    stabilita dai contratti collettivi di lavoro, con esclusivo riferimento al
    periodo ritenuto necessario all’apprendimento, senza distinzioni basate
    sull’età del lavoratore. La durata dell’apprendistato non può essere
    superiore a 5 anni.
    (3) Ferma rimanendo per l’impresa artigiana la facoltà di assunzione
    diretta, prevista dall’articolo 26 della legge 19 gennaio 1955, n. 25, gli
    apprendisti possono essere assunti con richiesta nominativa.
    (4) Per le imprese che svolgono la propria attività in cicli stagionali i
    contratti collettivi di lavoro di categoria possono prevedere specifiche
    modalità di svolgimento del contratto di apprendistato.
    (5) Nel settore artigiano i contratti collettivi nazionali di categoria
    possono elevare fino a 29 anni l’età massima di cui all’articolo 6 della
    legge 19 gennaio 1955, n. 25, per qualifiche ad alto contenuto
    professionale.
    (e) I benefici contributivi previsti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e
    successive modificazioni ed integrazioni, in materia di previdenza ed
    assistenza sociale, sono mantenuti per un anno dopo la trasformazione del
    rapporto a tempo indeterminato.
    (7) I lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal
    computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi di
    lavoro per l’applicazione di particolari normative ed istituti, fermo
    restando per il settore artigiano quanto disposto dall’articolo 4 della
    legge 8 agosto 1985, n. 443.

    Articolo 22
    (Applicazione degli articoli 21 e 22 della legge n. 25 del 1955)

    (1) Ai rapporti di lavoro istituiti con giovani in possesso di diploma di
    qualifica conseguito presso un istituto professionale o di attestato di
    qualifica conseguito ai sensi dell’articolo 14 della legge 21 dicembre 1978,
    n. 845, si applicano, per un periodo di sei mesi le norme contenute negli
    articoli 21 e 22 della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive
    modificazioni ed integrazioni. I contratti collettivi di lavoro possono
    disporre, per lo stesso periodo, un limite massimo retributivo.

    Articolo 23
    (Disposizioni in materia di contratto a termine)

    (1) L’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre
    che nelle ipotesi di cui all’articolo 1 della legge 18 aprile 1962, n. 230,
    e successive modificazioni ed integrazioni, nonché all’articolo 8 bis del
    decreto legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni dalla
    legge 25 marzo 1983, n. 79, è consentita nelle ipotesi individuate nei
    contratti collettivi di lavoro stipulati con i sindacati nazionali o locali
    aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano
    nazionale. I contratti collettivi stabiliscono il numero in percentuale dei
    lavoratori che possono essere assunti con contratto di lavoro a termine
    rispetto al numero dei lavoratori impegnati a tempo indeterminato.
    (2) I lavoratori che abbiano prestato attività lavorative con contratto a
    tempo determinato nelle ipotesi previste dall’articolo 8 bis del decreto
    legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni dalla legge 25
    marzo 1983, n. 79, hanno diritto di precedenza nell’assunzione presso la
    stessa azienda, con la medesima qualifica quando per questa è obbligatoria
    la richiesta numerica e a condizione che manifestino la volontà di
    esercitare tale diritto entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto
    di lavoro.
    (3) Nei settori del turismo e dei pubblici esercizi è ammessa l’assunzione
    diretta di manodopera per l’esecuzione di speciali servizi di durata non
    superiore ad un giorno, determinata dai contratti collettivi stipulati con i
    sindacati locali o nazionali aderenti alle confederazioni maggiormente
    rappresentative sul piano nazionale. Dell’avvenuta assunzione deve essere
    data comunicazione all’ufficio di collocamento entro il primo giorno non
    festivo successivo.
    (4) I lavoratori assunti con contratti a tempo determinato la cui durata
    complessiva non superi quattro mesi nell’anno solare conservano l’iscrizione
    e la posizione di graduatoria nella lista di collocamento.

    Articolo 25
    (Poteri derogatori delle commissioni regionali per l’impiego)

    (1) Le commissioni regionali per l’impiego, anche su proposta delle agenzie
    per l’impiego, al fine di incentivare l’incontro tra domanda ed offerta di
    lavoro, possono, con motivata deliberazione, proporre deroghe ai vincoli
    esistenti per le imprese in materia di assunzioni dei lavoratori, tenendo
    conto delle dimensioni delle imprese presenti sul territorio e della
    tipologia differenziata delle fasce di disoccupazione, in specie di quella
    giovanile.
    (2) Le deliberazioni concernenti le deroghe di cui al comma 1 sono
    sottoposte, a cura del direttore dell’ufficio regionale del lavoro e della
    massima occupazione, all’approvazione del Ministro del lavoro e della
    previdenza sociale, che adotta le sue determinazioni entro trenta giorni dal
    ricevimento della delibera.

    ALLEGATO H – LAVORATORI STAGIONALI

    H/1- LETTERA INAIL

    ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO
    DIREZIONE GENERALE
    OGGETTO: Contratto Collettivo Nazionale

    Roma, 5 ott. 1988

    Alla FAIAT
    Alla ASAP
    Alla FIPE
    Alla FIAVET
    Alla FAITA
    Alla FILCAMS
    Alla FISASCAT-CISL
    Alla UILTUSC-UIL

    Con riferimento alla nota a margine si osserva preliminarmente che esula
    dalla competenza dello scrivente Istituto esprimere valutazioni in tema di
    accordi sindacali, la cui piena attuazione, per lo più, è informata a
    considerazioni di carattere politico-sociale.
    Sotto l’aspetto tecnico si rileva, peraltro, che non sembra possano derivare
    conseguenze negative per i lavoratori dall’adozione del particolare sistema.
    Infatti l’importo giornaliero della retribuzione, determinato, a seconda dei
    casi, sulle retribuzioni effettive o convenzionali o – se superiori sui
    minimi di legge, va moltiplicato, ai fini contributivi ed indennitari, per
    il numero dei giorni di effettiva presenza al lavoro, dovendosi intendere
    per giorni di effettiva presenza al lavoro non solo quelli nei quali il
    lavoratore presta effettivamente la sua opera, ma anche quelli che vengono
    retribuiti in forza di legge o di contratto pur non essendo il lavoratore
    fisicamente presente; in tale ipotesi possono ben rientrare i riposi
    compensativi ai sensi dell’art. 119 del contratto nazionale collettivo in
    oggetto.

    IL DIRETTORE GENERALE

    H/2 – LETTERA INPS

    ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
    SEDE CENTRALE
    Servizio Riscossioni Contributi e Vigilanza

    Roma, 1 luglio 1988

    Alla FILCAMS
    Alla FISASCAT
    Alla UILTUCS
    Alla FIPE
    Alla FAIAT
    Alla FIAVET
    Alla FAITA
    Alla ASAP

    Oggetto: Accordo 17 giugno 1986 per il rinnovo del CCNL Settore Turismo
    -Stagionali.

    Si fa riferimento alle richieste di codeste Organizzazioni formulate con
    note del 1.8.86 e 4.9.87, in merito alla legittimità ed ai possibili
    riflessi in materia contributiva della previsione contrattuale contenuta nel
    CCNL delle aziende del turismo, in base alla quale le prestazioni lavorative
    straordinarie eccedenti il normale orario di lavoro settimanale potranno
    dare luogo, per i lavoratori stagionali, al godimento di riposi compensativi
    di pari durata alla scadenza del contratto a termine, che in tal caso deve
    intendersi prorogato.
    Si comunica che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, interessato da questo Istituto, con lettera n. 6 PS/40141/C/10 del 9.2.88, ha
    espresso l’avviso che l’ipotesi prospettata debba ritenersi legittima,
    considerato che l’intento che si realizza con la norma contrattuale di cui
    trattasi (consentire ai lavoratori di recuperare attraverso riposi
    compensativi le ore di straordinario effettuate) è un elemento del tubo
    estraneo alla previsione della legge n. 230/62.
    Una volta affermata tale legittimità, sempre secondo il Ministero, non
    sorgono problemi per la copertura contributiva del periodo di protrazione
    del contratto a termine. Tale problema va risolto in base ai principi
    generali vigenti in materia, secondo i quali, ove sussista retribuzione in
    dipendenza di un rapporto lavorativo, si rinviene l’obbligo del versamento
    dei contributi previdenziali ed assistenziali da parte del datore di lavoro.
    Conseguentemente, nel caso specifico, prosegue la nota ministeriale, se
    effettivamente la retribuzione base relativa alle ore di lavoro
    straordinario effettuate viene corrisposta nel periodo di paga, nel corso
    del quale il lavoratore fruisce dei riposi compensativi (che nella
    fattispecie coincide con il periodo di protrazione del contratto), è con
    riferimento a tale periodo che l’obbligo contributivo deve essere assolto.
    Si ritiene, pertanto, che le aziende interessate potranno adottare
    comportamenti conformi alle citate indicazioni ministeriali.

    IL DIRETTORE GENERALE

    H/3 – CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

    Legge 18 aprile 1962, n. 230 – Disciplina del contratto di lavoro a tempo
    indeterminato.
    Art.1

    Il contratto di lavoro si reputa a tempo indeterminato salvo le eccezioni
    appresso indicate. E’ consentita l’apposizione di un termine alla durata del
    contratto:
    a)quando ciò sia richiesto dalla speciale natura dell’attività lavorativa
    derivante dal carattere stagionale della medesima;
    b)quando l’assunzione abbia luogo per sostituire lavoratori assenti e per i
    quali sussiste il diritto alla conservazione del posto, sempreché nel
    contratto di lavoro a termine sia indicato il nome del lavoratore sostituito
    e la causa della sua sostituzione;
    c)quando l’assunzione abbia luogo per l’esecuzione di un’opera o di un
    servizio definiti e predeterminati nel tempo aventi carattere straordinario
    od occasionale;
    d)per le lavorazioni a fasi successive che richiedono maestranze diverse,
    per specializzazioni, da quelle normalmente impiegate e limitatamente alle
    fasi complementari od integrative per le quali non vi sia continuità di
    impiego nell’ambito dell’azienda;
    e)nelle scritture del personale artistico e tecnico della produzione di
    spettacoli.
    L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto.
    Copia dell’atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al
    lavoratore. La scrittura non è tuttavia necessaria quando la durata del
    rapporto di lavoro puramente occasionale non sia superiore a dodici giorni
    lavorativi.
    L’elenco delle attività di cui al secondo comma, lettera a) del presente
    articolo sarà determinato con decreto del Presidente della Repubblica, su
    proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, entro un anno
    dalla pubblicazione della presente legge. L’elenco suddetto potrà essere
    successivamente modificato con le medesime procedure. In attesa della
    emanazione di tale provvedimento, per la determinazione di dette attività si
    applica il decreto ministeriale 11 dicembre 1939 che approva l’elenco delle
    lavorazioni che si compiono annualmente in periodi di durata inferiore a sei
    mesi.

    Art. 2

    Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del
    lavoratore, eccezionalmente prorogato non più di una volta e per un tempo
    non superiore alla durata del contratto iniziale, quando la proroga sia
    richiesta da esigenze contingenti ed
    imprevedibili e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il
    contratto è stato stipulato a tempo determinato, ai sensi del secondo comma
    dell’articolo precedente.
    Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente
    fissato o successivamente prorogato, il contratto si considera egualmente a
    tempo indeterminato fin dalla data della prima assunzione del lavoratore.
    Il contratto si considera egualmente a tempo indeterminato quando il
    lavoratore venga riassunto a termine entro un periodo di quindici ovvero
    trenta giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata
    rispettivamente inferiore o superiore a sei mesi e, in ogni caso, quando si
    tratti di assunzioni successive a termine intese ad eludere le disposizioni
    della presente legge.

    Art. 3

    L’onere della prova relativa all’obiettiva esistenza delle condizioni che
    giustificano sia l’apposizione di un termine al contratto di lavoro sia
    l’eventuale temporanea proroga del termine stesso è a carico del datore di
    lavoro.

    Art. 4

    E’ consentita la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato,
    purché di durata non superiore a cinque anni, con i dirigenti amministrativi
    e tecnici, i quali possono, comunque, recedere da essi trascorso un triennio
    e osservata la disposizione dell’articolo 2118 del Codice civile.

    Art. 5

    Al prestatore di lavoro, con contratto a tempo determinato, spettano le
    ferie e la gratifica natalizia o la tredicesima mensilità e ogni altro
    trattamento in atto nell’impresa per i lavoratori regolamentati con
    contratto a tempo indeterminato, in proporzione al periodo lavorativo
    prestato, sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del
    contratto a termine.
    Alla scadenza del contratto verrà corrisposto al lavoratore un premio di
    fine lavoro proporzionato alla durata del contratto stesso, e pari
    all’indennità di anzianità prevista dai contratti collettivi.

    Art. 6

    Sono esclusi dalla disciplina della presente legge i rapporti di lavoro tra
    i datori di lavoro dell’agricoltura e salariati fissi comunque denominati,
    regolati dalla legge 15 agosto 1949, n. 533, e successive modificazioni.

    Art. 7

    Nei casi di inosservanza degli obblighi derivanti dall’articolo 5 della
    presente legge il datore di lavoro è punito con un’ammenda da lire 5.000 a
    lire 100.000 per ogni lavoratore cui si riferisce l’inosservanza stessa.

    Art. 8

    La vigilanza sulla applicazione della presente legge è affidata al Ministero
    del lavoro e dalla previdenza sociale, che la esercita attraverso
    l’ispettorato del lavoro.

    Art. 9

    L’articolo 2097 del Codice civile è abrogato.

    Art. 10

    Entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente legge, con decreto del
    Presidente della Repubblica, su proposta congiunta del Ministro per il
    lavoro e la previdenza sociale e dei Ministri competenti, di concerto con il
    Ministro per la riforma burocratica, saranno emanate le norme per adeguare
    la disciplina dei contratti di lavoro dei lavoratori assunti a termine dalle
    Amministrazioni statali e dalle Aziende autonome dello Stato, alle
    disposizioni di cui alla presente legge.

    Art. 11

    La presente legge entra in vigore il novantesimo giorno successivo a quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    Decreto-Legge 3 dicembre 1977, n. 876 – DISCIPLINA DEL CONTRATTO DI LAVORO A
    TEMPO DETERMINATO NEI SETTORI DEL COMMERCIO E DEL TURISMO

    Art. 1

    Nei settori del commercio e del turismo è consentita l’apposizione di un
    termine alla durata del contratto di lavoro, quando si verifichi, in
    determinati e limitati periodi dell’anno, una necessità di intensificazione
    dell’attività lavorativa, cui non sia possibile sopperire con il normale
    organico; le condizioni ed i singoli periodi di cui innanzi devono essere
    accertati, preventivamente alle assunzioni, con provvedimento del capo
    dell’Ispettorato provinciale del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali
    provinciali e di categoria.
    Ai contratti stipulati ai sensi del comma precedente si applica la
    disciplina stabilita dalla legge 18 aprile 1962 n. 230.

    Art. 2

    Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
    pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sarà
    presentato alle Camere per la conversione in legge.

    Legge 3 febbraio 1978, n. 18 – CONVERSIONE IN LEGGE CON MODIFICAZIONI DEL
    DECRETO-LEGGE 3 DICEMBRE 1977 n. 876 CONCERNENTE LA DISCIPLINA DEL CONTRATTO
    DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO NEI SETTORI DEL COMMERCIO E DEL TURISMO

    Art. 1

    E’ convertito in legge 3 dicembre 1977 n. 876, concernente la disciplina del
    contratto di lavoro a tempo determinato nei settori del commercio e del
    turismo, con le seguenti modificazioni: All’articolo 1, primo comma, sono
    aggiunte, in fine, le parole: maggiormente rappresentative.

    Art. 2

    Le norme del decreto-legge 3 dicembre 1977, n. 876, di cui al precedente
    articolo 1 hanno efficacia fino all’entrata in vigore della nuova disciplina
    in materia di occupazione e comunque non oltre il 30 settembre 1978.

    Legge 24 novembre 1978, n. 737 – PROROGA DELL’EFFICACIA DELLE NORME SULLA
    DISCIPLINA DEL CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO NEI SETTORI DEL
    COMMERCIO E DEL TURISMO

    Art. 1

    Le norme di cui al decreto-legge 3 dicembre 1977, n. 876, convertito, con
    modificazioni, nella legge 3 febbraio 1978, n. 18, continuano ad avere
    efficacia al 30 settembre 1979.

    Art. 2

    Alle condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di categoria
    stipulati tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, i
    lavoratori stagionali del settore turistico che hanno prestato attività
    lavorativa in detto settore con contratto a tempo determinato, hanno la
    precedenza nell’avviamento al lavoro presso le stesse aziende o presso altre
    aziende dello stesso settore per l’assunzione con nuovo contratto del
    medesimo tipo o a tempo indeterminato.
    Resta ferma l’applicazione ai contratti di cui al comma precedente della
    disciplina stabilita dalla legge 18 aprile 1962 n. 230.

    Legge 26 novembre 1979, n. 598 – ULTERIORE PROROGA DELL’EFFICACIA DELLE
    NORME SULLA DISCIPLINA DEL CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO NEI
    SETTORI DEL COMMERCIO E DEL TURISMO

    Art. 1

    Le norme di cui al decreto legge 3 dicembre 1977, n. 876, convertito con
    modificazioni, nella legge 3 febbraio 1978, n. 18, concernenti la disciplina
    del contratto di lavoro a tempo determinato nei settori del commercio e del
    turismo e prorogate con la legge 24 novembre 1978 n. 737, sono ulteriormente
    prorogate fino alla entrata in vigore di una nuova disciplina legislativa in
    materia di collocamento.

    Art. 2

    Alle condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di categoria
    stipulati tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, i
    lavoratori stagionali del settore turistico che hanno prestato attività
    lavorativa nei tre anni precedenti in detto settore con contratto a tempo
    determinato hanno la precedenza nell’avviamento al lavoro presso le stesse
    aziende dello stesso settore per l’assunzione con nuovo contratto del
    medesimo tipo o a tempo indeterminato.
    Resta ferma l’applicazione ai contratti di cui al comma precedente della
    disciplina stabilita dalla legge 18 aprile 1962, n. 230.

    Legge 25 Marzo 1983, n. 79, articolo 8 bis – DISPOSIZIONI PER I LAVORATORI
    STAGTONALI

    I lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa a carattere stagionale
    con contratto a tempo determinato, stipulato ai sensi dell’articolo 1,
    secondo comma, lettera a), della legge 18 Aprile 1962, n. 230, e successive
    modificazioni ed integrazioni hanno diritto di precedenza nella assunzione
    con la medesima qualifica presso la stessa azienda, a condizione che
    manifestino la volontà di esercitare tale diritto entro tre mesi dalla data
    di cessazione del rapporto di lavoro.
    La condizione di cui al comma precedente si applica anche ai lavoratori
    assunti a norma del decreto-legge 3 Dicembre 1977, n. 876, convertito, con
    modificazioni, nella legge 3 Febbraio 1978, n. 18, e della legge 26 novembre
    1979, n. 598, le cui disposizioni restano in vigore e sono estese a tutti i
    settori economici.

    (sono stati omessi gli allegati da I a N)

    ALLEGATO O

    - PREMIO DI ANZIANITA’ AZIENDE ALBERGHIERE
    I lavoratori hanno diritto ad un premio di anzianità nelle seguenti misure:
    - una mensilità di retribuzione dopo un decennio di continuato servizio;
    - una mensilità e mezza di retribuzione al compimento del quindicesimo anno;
    - due mensilità di retribuzione dopo il secondo decennio; – tre mensilità di
    retribuzione dopo il terzo decennio.
    L’anzianità utile ai fini della corresponsione del premio decorre per gli
    impiegati dal 1° gennaio 1950 e per gli intermedi e salariati dal 18
    dicembre 1949.
    Dopo il decimo anno di anzianità, in caso di risoluzione del rapporto di
    lavoro, il dipendente avrà diritto ai ratei ulteriori maturati in frazione
    di anni.
    La retribuzione sulla quale si calcola il premio viene determinata con gli
    stessi criteri di cui all’articolo 115 del presente contratto.

    NOTA A VERBALE

    I premi di anzianità maturati e liquidati agli intermedi e salariati fino al
    30 settembre 1971 non sono soggetti a rivalutazione secondo le misure
    previste dal presente allegato.

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