Turismo: Cit investe su hotel e agenzie

16/02/2001





Turismo Maxi-piano per passare da 3.500 a 15mila posti letto in tre anni

Cit investe su hotel e agenzie
di C.Fo
Milano. Sviluppo in due mosse: crescita delle strutture alberghiere e potenziamento della rete distributiva. La Cit (Compagnia italiana turismo) vara il opiano di azione 2001-2003, confidando nei risultati dell’ultimo esercizio, con il giro d’affari aggregato in crescita del 16.5%: da 790 a 921 miliardi. E nel 2001 la Cit prevede un’ulteriore crescita a 1.150 miliardi.
Nel bilancio che si chiuderà a fine anno entrerà a far parte anche il complesso che il gruppo aprirà a Venezia ad ottobre. La struttura alberghiera, di 350 camere, sarà aperta sull’isola lagunare di Sacca Sessola. L’investimento complessivo, per acquistare l’ex ospedale che sorgeva sull’isola e per restaurarlo, ammonta a 130 miliardi. Il piano di sviluppo, spiega Alexis Agnello di Cit Hotels Vacanze italiane (la società che gestisce gli alberghi e i villaggi della holding) «prevede il passaggio dai 3.500 posti letto del 2000 a 5.250 nel 2001, per superare nel 2003 quota 15mila. Al Sud – dice Agnello – sono in corso trattative per aprire strutture in Sicilia, Sardegna, Puglia e Basilicata. Al Nord miriamo al Trentino e al Piemonte, con un interesse particolare per Torino e Sestriere, in previsione delle Olimpiadi invernali 2006».
Esclusa Venezia, dove la Cit è proprietaria del complesso, per le nuove strutture bisognerà scegliere la formula da adottare: affitto o ocquisto dell’immobile. «Decideremo secondo le singole circostanze – spiega l’aamministratore delegato della holding, Gianvittorio Gandolfi – fermo restando che preferiamo la prima opzione, per preseguire nella nostra politica di separazione dall’area immobiliare».
L’altra mossa per crescere sul mercato è lo sviluppo della rete distributiva: le agenzie di proprietà sono passate da 108, nel ’99, a 132, nel 2000, con l’obiettivo di portarle a 160 nel 2001. Di queste, a fine anno saranno 30 quelle affidate a franchisee. E lo sviluppo del franchising dovrebbe crescere ulteriormente, fino a superare 40 affiliati, nel 2002. Proprio nell’anno in cui, come confermato ieri durante la conferenza stampa organizzara alla Bit, la Cit dovrebbe approdare in Borsa.

L’innovazione più importante riguarda la copertura finanziaria che sale da 400 a 410 miliardi fino al 2003. E poiché il Governo ha annunciato in commissione Attività produttive che si sono resi disponibili altri 100 miliardi nel Fondo unico per le imprese, le somme disponibili ammontano a 510 miliardi. La legge quadro ha adottato altre norme già approvate a dicembre scorso dalla legge di semplificazione annuale (collegate alla riforme Bassanini) e dai Regolamenti di semplificazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: in particolare, l’abolizione del registro dei portieri d’albergo e la trasformazione delle licenze alberghiere in autorizzazioni, valide per cinque anni e automaticamente rinnovabili.

Approvato in Aula un emendamento dell’opposizione relativo alla multiproprietà. Le norme generali vengono estese agli edifici che hanno una destinazione alberghiera, totale o parziale.

Riguardo poi all’assetto principale della legge, «abbiamo abrogato — ha riferito Gambini — tutte le norme vecchie relative all’igiene, all’accoglienza degli ospiti, alla trasparenza dei prezzi, nonché la vecchia legge quadro». Le norme fondamentali, affidate alla Conferenza Stato-Regioni, verranno invece riassunte nelle linee guida mentre il Parlamento si è limitato ad elencare i titoli delle materie sulle quali è necessario che la Conferenza Stato-Regioni definisca gli standard di qualità unitari per tutto il Paese.

Proprio dalle Regioni arriva una decisa opposizione al provvedimento. Il governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, aspetta che «la Camera faccia i giusti correttivi a una legge che altrimenti è anticostituzionale». Contesta, in particolare, «l’articolo due e cioè le Linee guida che non sono coerenti con il dettato costituzionale». Ma Gambini riferisce che il testo tiene conto delle richieste delle Regioni: è stata reinserita la norma (abolita dalla Camera) che richiama l’articolo 44 del decreto legislativo n. 112 in materia di linee guida.

Altri punti importanti della legge sono: la carta dei diritti del turista che istituisce la conciliazione presso le Camere di commercio e l’individuazione del sistema turistico locale. Prevista anche la definizione di impresa turistica riservata a tutte le attività del settore (dal bar alla discoteca, dallo stabilimento balneare al ristorante) che consente di accedere a tutti i benefici riservati alle altre imprese, compresi i contributi e gli sgravi fiscali.

Da segnalare l’insoddisfazione di Salvatore Lauro (Fi) per l’esiguità delle somme stanziate e per l’abolizione di norme sui porti turistici, la balneazione, il demanio marittimo e i bus turistici.

Venerdì 16 Febbraio 2001

 
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