Turismo: ci vuole più cooperazione

21/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Turismo
Numero 121, pag. 15 del 21/5/2004
Autore: di Carlo Russo
 
Ci vuole più cooperazione
 
SUMMIT/ Sotto la lente turismo etico, sicurezza e classificazione degli hotel.
Il Wto vuole spingere le iniziative sovranazionali
 
La crisi dell’economia mondiale e la paura del terrorismo sono i due mali che stanno colpendo il turismo internazionale. Con un occhio rivolto al business mancato, e un altro al fatto che meno viaggi significano anche minore comprensione tra i popoli e quindi un passo indietro rispetto alla reciproca condivisione del mondo, la Commissione per l’Europa dell’Organizzazione mondiale del turismo si è riunita a Rimini per discutere le prospettive del settore. Il punto di partenza è stato un rapporto che indica un calo dell’1% del turismo mondiale nel 2003, con 8,6 milioni di arrivi in meno (694 milioni rispetto ai 703 del 2002). A determinare il calo è stata soprattutto la performance negativa (-9%) dell’Asia e del Pacifico, che hanno risentito della vicenda Sars, e il -2% degli Stati Uniti. La geografia del turismo mondiale disegnata dal Wto (World tourism organization) pone al top l’Europa, con il 57,8% del mercato, seguita dall’Asia e dal Pacifico (17,2%), dagli Stati Uniti (compresi i Caraibi) con il 16,2%, dall’Africa e dal Middle east con il 4% ciascuno. Rispetto al 1995, è aumentata comunque la quota dell’Asia e del Pacifico (era al 15,6%), dell’Africa (3,6%), del Middle east (era al 2,5%). In flessione l’Europa (nel 1995 la quota di mercato era del 58,6%) e gli Stati Uniti (19,8%). Per riprendere fiato, il Wto punta sul turismo etico e sta promuovendo un protocollo che dovrebbe vincolare gli stati. Però l’organismo mondiale chiede anche più coordinamento, per esempio sui problemi legati alla sicurezza negli aeroporti, in modo da non penalizzare il turismo pur mantenendo i necessari controlli.

´Il turismo ha bisogno di strategie internazionali’, ha spiegato Francesco Frangialli, direttore generale del Wto, ´e il Wto può diventare un punto di riferimento per le iniziative sovranazionali legate al turismo. C’è molto da fare sul piano della cooperazione, che peraltro non penalizza una salutare concorrenza. Il turismo ha sempre più una dimensione globale, ed è con questa che dobbiamo fare i conti’.

Sono 210 i delegati, provenienti da 22 paesi, che partecipano al summit di Rimini. Tra i temi in discussione, quello di una nuova classificazione degli hotel a livello internazionale, che dovrebbe avere proprio il Wto come garante. Un’iniziativa che si propone di dare al cliente un’indicazione immediata del livello di comfort della struttura, in qualsiasi parte del mondo egli si trovi. Probabilmente spetterà a una commissione approfondire il tema e formulare proposte concrete.

Quanto all’Italia, il sottosegretario alle attività produttive Giuseppe Galati ha annunciato la ´candidatura italiana come sede permanente delle riunioni del comitato etico per il turismo’. Inoltre, ha aggiunto Galati, ´l’Italia è impegnata, nell’ambito delle regole europee, a creare occasioni di sviluppo nell’area mediterranea, dall’Egitto alla Tunisia, al Marocco, all’Algeria e alla Libia. Siamo convinti che non c’è il rischio della concorrenza, ma solo quello positivo della sinergia tra offerte diverse, specializzate, nella cultura, nei servizi, nello stesso clima’. (riproduzione riservata)