Turismo: chiusa la Conferenza nazionale

16/10/2000

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Sabato 14 Ottobre 2000
italia – economia
Melandri: «Disponibili 5mila miliardi di fondi europei mentre con la piena deducibilità ci aspettiamo erogazioni per 500 miliardi».

Più privati nei beni culturali.
Chiusa la Conferenza nazionale – Fabris: adesso dobbiamo approvare subito la nuova legge quadro

ROMA A favore del turismo italiano non ci sono solo i 12mila miliardi riservati dai fondi strutturali dell’Unione europea. In aggiunta c’è anche un pacchetto di 5mila miliardi che l’Italia potrà spendere per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.

Ed è questa un’occasione da non perdere per moltiplicare le occasioni di sviluppo del turismo del Belpaese. Nel dare l’annuncio delle nuove opportunità finanziarie nel corso della seconda giornata della Conferenza nazionale del Turismo il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, ha sostenuto che occorre rafforzare la presenza dei privati e degli enti locali nella gestione dei beni culturali. Un obiettivo facilmente raggiungibile per incrementare ancor di più il fatturato del nostro turismo specie dopo l’esperienza finora maturata negli ultimi due anni che ha consentito di aumentare gli incassi dei musei grazie all’ausilio fornito dai privati nella gestione e nell’accoglienza.

E coinvolgere ancor di più privati ed enti locali nella gestione dei beni culturali è possibile a breve scadenza, non appena verrà definitivamente approvato un emendamento del collegato fiscale 2000 che prevede la piena deducibilità dal reddito delle erogazioni destinate ai beni culturali. Intervento che dovrebbe attivare per il settore della cultura altri 500 miliardi di lire. Insomma, dopo tutti gli strumenti che si stanno creando a favore del settore «l’Italia — ha detto Melandri — può vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi del turismo».

Parole di conforto sono giunte anche da Michelle Demessine — ministro francese del Turismo e presidente di turno dell’Ue — secondo la quale bisogna favorire un turismo europeo sostenibile ed equilibrato in vista del raddoppio delle presenze (da 386 a 700 milioni di unità) che si registreranno entro il 2020 in tutto il territorio europeo.

E sempre in tema europeo, il ministro per le Politiche comunitarie, Gianni Mattioli, ha sostenuto la necessità di «riaprire il problema dell’inserimento della questione turismo nei trattati comunitari. Offrendo il suo contributo di idee il presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani, ha affermato che va irrobustita la promozione turistica nel mondo tenendo anche conto che il turista non richiede più risposte standardizzate ma individuali e personalizzate.

E dopo le richieste al Governo del presidente delle Regioni, Enzo Ghigo, sono giunte le risposte del sottosegretario alle Finanze, Armando Veneto. Il rappresentante dell’Esecutivo ha reso noto che un emendamento approvato dalla Camera trasferisce al ministero dell’Industria 100 miliardi che si aggiungono ai 500 già previsti in Finanziaria. E tra l’elenco di prossimi agevolazioni spiccano: l’applicazione dei benefici del 36% di imposta detraibile anche per le ristrutturazioni delle parti di servizio degli edifici; la possibilità di deduzione dell’Iva per viaggi e soggiorni di affari e di approfondimenti professionali; l’applicazione dell’Irpef al 19% anche per l’acquisto di immobili destinati ad attività turistiche ricreative.

Ma — ha aggiunto Veneto — il Governo sta lavorando perché il credito d’imposta, magari legato all’ampliamento della stagionalità, possa essere concesso alle imprese turistiche anche per gli stagionali e non solo per gli assunti a tempo indeterminato.

Michele Menichella