Turismo – Campagna #Backstage: Landini “Un’altra cultura del lavoro è possibile”

09/08/2019
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Naspi dimezzata dal Jobs Act: restituiamo valore al lavoro stagionale del turismo

“Se il lavoro non ha diritti, non è lavoro e non c’è dignità. Solo attraverso il lavoro si può vivere dignitosamente, se pur lavorando si è poveri c’è un problema”. Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil ha fatto visita ai lavoratori del turismo di Rimini e Cesenatico partecipando ai banchetti informativi organizzati dalla Filcams Cgil. Un’occasione per conoscere le tante difficoltà degli addetti del settore e ascoltare le loro storie, come quella di Boguslawa, percossa dal padrone dell’albergo perché riteneva il suo lavoro imperfetto.

Per il segretario è indispensabile rimettere al centro il lavoro e la qualità del lavoro, eliminando “quella competizione fatta sulla riduzione dei diritti e sullo sfruttamento delle persone. Chi vuole lavorare non deve dover competere con gli altri, ma deve poter usare la propria intelligenza per fare al meglio il proprio lavoro.”

Tutto ciò è possibile solo creando una diversa cultura, che coinvolga tutti.
E proprio da questa idea è partita la campagna informativa “Backstage, il lavoro che non vedi, vale”, portata sulle spiagge dalla Filcams Cgil per chiedere più attenzione alle condizioni di chi lavora nel settore turistico, ma allo stesso tempo sensibilizzare il turista e creare una coscienza attenta e critica.

“Vogliamo dire alle persone che entrano in un albergo o che vanno al ristorante, che valutino cosa succede ai lavoratori, quali sono le loro condizioni di lavoro, come vivono” spiega Landini; “la qualità delle vacanze deve dare qualità anche a chi permette di farle queste ferie; perché non sempre le persone che fanno lo stesso lavoro, hanno gli stessi diritti.”

Dobbiamo creare una cultura del lavoro e del turismo.

“Non esiste un’attività turistica se non rilanci anche un’idea della cultura e della storia di un paese, anche per come l’Italia ha la fortuna di essere geograficamente posizionata nel Mediterraneo” prosegue il numero uno della Cgil, “potremmo essere la culla della cultura e del turismo, ma dobbiamo capire come organizzare l’accoglienza, non come chiudere i porti!”.

Dignità e qualità del lavoro, quindi, che passano anche attraverso la Naspi, ora dimezzata dal Jobs Act, una legge che, oltre ad aver abolito l’art.18, ha ridotto gli ammortizzatori sociali invece di espanderli: “è necessario un cambiamento e una riforma complessiva, per dare al paese un sistema di ammortizzatori sociali davvero universale e reintrodurre una Naspi economicamente significativa”.
Un richiamo esplicito al Governo perché inizi davvero ad affrontare i problemi del paese e “interrompa, dopo un anno, questa campagna elettorale infinita”.

Il sindacato è tornato in strada, anzi in spiaggia perché, con le parole del segretario, “vogliamo essere lì dove le persone hanno bisogno. Vogliamo essere vicino ai lavoratori, perché non vogliamo lasciare solo nessuno. Vogliamo che le persone entrino nell’organizzazione anche per cambiarla e far valere le loro idee.”

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