Turismo «blindato» per Pasqua

29/03/2002





Allarme terrorismo – La procura di Venezia lancia l’allarme per piazza San Marco: possibile azione di un commando

Turismo «blindato» per Pasqua

L’Enit: l’Italia resta una delle mete favorite – Federalberghi: la situazione non ci aiuta ma gli stranieri sono già arrivati

MILANO – I timori di un attacco terroristico si concentrano su Venezia, in particolare su piazza San Marco, e su Firenze. Lo ha dichiarato ieri il procuratore aggiunto della Repubblica di Venezia, Remo Smitti. La possibile azione nel giorno di Pasqua – secondo Smitti – sarebbe stata affidata a un commando di sette-otto presunti terroristi islamici di cui sono indicate le generalità e il viaggio che avrebbero compiuto per preparare l’attentato. Così dalla notte scorsa Venezia è una città blindata. Tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine sono stati richiamati in servizio, anche se in ferie. L’obiettivo più vigilato sarà ovviamente piazza San Marco, a rischio con la basilica, come luogo altamente simbolico della cristianità. L’area sarà pattugliata da uomini in divisa e in borghese. Ma la sorveglianza sarà potenziata su tutti gli obiettivi sensibili, dal ghetto al museo Guggenheim, dal casinò ai ristoranti e agli alberghi più frequentati dai turisti americani. Particolare attenzione a tutti gli accessi in città, dall’aeroporto al porto all’autostrada. Controlli accuratissimi e filtraggi anche a Firenze, in piazza del Duomo, ma saranno dislocati per tutto il centro storico i circa 500 uomini in divisa, oltre al personale in borghese, impegnato dopo l’allarme terrorismo Queste notizie non mancheranno di avere un forte impatto sul turismo, che è già duramente provato dalla crisi innescata dai fatti dell’11 settembre e – come hanno dimostrato proprio ieri i dati resi noti da Federalberghi – ancora non si è ripreso. Gli albergatori di Venezia, intanto (si veda articolo in pagina), avrebbero già ricevuto disdette nell’ordine del 15% delle prenotazioni. Eppure, ancora nel pomeriggio di ieri, gli addetti ai lavori sembravano propendere per un moderato ottimismo. L’allarme terrorismo lanciato dagli Usa per le città d’arte è infatti arrivato all’ultimo minuto, quando rinviare o annullare la partenza costa molto caro, o più semplicemente quando molti turisti sono già in viaggio. Difficile dire quali saranno le reazioni, anche degli italiani, ora che un magistrato ha confermato con tanta precisione i rischi di un attacco. «Non è la prima volta che sono diffusi allarmi del genere», ha sottolineato Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit, aggiungendo che nei giorni scorsi «l’Enit ha incontrato i massimi esperti del turismo statunitense e ha avuto piena conferma che l’Italia è uno dei Paesi favoriti dalla costante ripresa dei viaggi all’estero dovuta alla minore paura di volare, alla conferma di programmi con destinazione Italia dei grandi tour operator e a un’immagine dell’Italia molto stimolante. Prevediamo quindi – ha proseguito – che le nostre città d’arte anche a Pasqua vedranno tra gli ospiti molti americani, ma è necessario che noi per primi siamo più "rassicuranti"». Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, l’associazione maggiormente rappresentativa dei 33mila hotel italiani, pur esprimendo «stupore» per come è stato dato l’allarme terrorismo dal Dipartimento di Stato americano «a tre giorni dalla Pasqua», si dice «tranquillo». «Siamo in costante contatto con le prefetture – ha detto Bocca – e ci viene garantito che la situazione è sotto controllo e che nulla è cambiato rispetto anche solo a poche settimane fa». Certo l’allarme «così a ridosso della Pasqua non ci aiuta e mi chiedo anche se per caso abbia uno scopo preciso ma – ha osservato – i turisti stranieri sono già in Italia. E, comunque, se cancellazioni di prenotazioni ci sono state, queste risalgono alla scorsa settimana». In ogni caso, non è davvero quello che ci voleva per un settore che, a sette mesi dagli attacchi terroristici negli Usa, non si è affatto ripreso. Dopo le vacanze invernali sotto tono, la Pasqua non promette bene. E così, mentre il Paese festeggia una disoccupazione ai minimi da dieci anni, alberghi e ristoranti – secondo Federalberghi, che ha presentato i dati Inail – hanno assunto negli ultimi sei mesi ben 70mila persone in meno dello stesso periodo di un anno fa. All’appello mancano anche 6 miliardi di euro di fatturato.
Martino Cavalli

Venerdí 29 Marzo 2002