Turismo: Associarsi adesso è un optional

26/01/2006
    giovedì 26 gennaio 2006

    Pagina 17 – Turismo

      Sempre meno iscritti minano le strategie operative delle maggiori rappresentanze datoriali

      Adv, associarsi adesso è un optional

        Manca un rapporto stringente fra i vertici e la base agenziale

          di Luca Simeoni

            Sempre meno attraenti, sempre più in debito d’ossigeno per quote non riscosse, le associazioni di categoria degli agenti di viaggi stanno vivendo uno dei momenti più critici della loro storia. Alla vigilia del ricambio ai vertici della Fiavet, che a conti fatti rappresenta ancora il sindacato d’impresa di riferimento, la conta degli iscritti e soprattutto il calcolo delle quote associative delle varie sigle assomiglia a un bollettino sanitario di un malato terminale.

            Dal 2001, anno spartiacque per molte vicende del comparto, a oggi, secondo le ammissioni delle stesse associazioni, si è registrato un calo d’iscrizioni pari al 30-35% e soltanto la Fiavet (Confturismo-Confcommercio) deve ammettere una mancata riscossione di quote associative per circa 200 mila euro, pari a quasi un terzo del bilancio complessivo di quote dâiscrizione. Che succede? E soprattutto è una crisi irreversibile dell’associazionismo nel turismo organizzato?

              Per la candidata alla presidenza Fiavet, Cinzia Renzi, ´siamo di fronte a una crisi d’identità dell’associazionismo che risente di vecchie e obsolete impostazioni. Oggi occorre recuperare la fiducia degli iscritti, soprattutto tra i giovani, e riavvicinare i vertici alla base. Dobbiamo anche dare, come sindacato d’impresa, un segnale forte alle nuove leve imprenditoriali delle agenzie, magari promuovendo scambi di esperienze tra vecchi e nuovi adv e ancora occuparci di tutte quelle emergenze che impongono la presenza vigile di una federazione come la nostra e mi riferisco all’incoming ai rapporti operativi con gds e vettori e con le istituzioni pubbliche’.

                Sulla condivisione di obiettivi concorda anche il secondo candidato alla presidenza Fiavet, Giuseppe Cassarà. ´La mia idea forte è quella di organizzare consigli nazionali itineranti, in ogni parte d’Italia, per stare realmente vicini alle esigenze dei soci. Solo con il consenso e la collegialità, una federazione come la nostra può rilanciarsi’.

                  Anche per Andrea Giannetti, presidente di Assotravel (Federturismo-Confindustria), l’associazionismo deve riformarsi. ´Il mondo associativo delle adv, oggi in Italia, sembra non avere più la cognizione di quale sia il vero business di riferimento e di conseguenza non può certo fornire risposte concrete ai suoi associati. E ancora, in uno scenario dove predominano quattro, cinque grandi gruppi e una serie di network spesso fittizi, con chi interagisce l’agente di viaggio indipendente? E su quale terreno può auspicare un intervento associativo? Se 10 anni fa, con ben altri presupposti e ben altre forze, non siamo riusciti a fare serrate, scioperi o atti di forza nei confronti di alcuni nostri referenti (vedi Alitalia), possiamo mai sperare di farlo oggi?’.

                    Di ben altro tenore la riflessione di Amalio Guerra, presidente Assoviaggi (Assoturismo-Confesercenti), che rivendica ancora il ruolo centrale delle associazioni. ´I continui mutamenti delle strategie di mercato, gli eventi internazionali, le norme legislative e fiscali per il settore turistico e soprattutto ultimamente i rapporti con i fornitori di servizi richiedono un punto di riferimento qualificato al quale rivolgersi per ottenere la consulenza adeguata. L’associazione ha questa opportunità da cogliere, oltre a svolgere i compiti di tutela e rappresentanza che le sono propri. È chiaro che quando questo ruolo non è adeguatamente comunicato e riconosciuto dal mercato si avrà un effetto di sostituzione’.