Turismo, arriva lo sciopero

11/11/2002


            9 novembre 2002



            ITALIA-LAVORO
            Turismo, arriva lo sciopero

            Posizioni lontane sul rinnovo del contratto: stop il 6 dicembre


            tMILANO – Uno sciopero del turismo all’inizio del ponte dell’Immacolata. Lo hanno proclamato per il 6 dicembre i sindacati confederali del settore, che protestano per il mancato rinnovo del contratto nazionale. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno deciso lo sciopero dopo aver esaminato i documenti di Confturismo-Confcommercio e Aica-Confindustria. Le due associazioni datoriali sono sedute ad altrettanti tavoli di confronto con i sindacati: gli altri negoziati aperti sono con Federturismo-Confindustria e Confesercenti. In ballo c’è il nuovo contratto per i lavoratori del turismo e dei pubblici esercizi (bar e ristoranti), oltre 1.100.000 in tutta Italia. A Milano l’agitazione slitterà al 9 dicembre, per non sovrapporsi alla festa di Sant’Ambrogio. «Abbiamo chiesto – spiega Carmelo Caravella della Filcams – un rafforzamento del secondo livello di contrattazione. Nella piattaforma ci sono anche l’assistenza sanitaria integrativa, con un contributo di 8 euro a carico dell’azienda e due a carico del lavoratore, e le nuove regole su malattia e maternità». Le risposte delle organizzazioni imprenditoriali non sono piaciute. «Nei documenti che abbiamo ricevuto – dice Emilio Fargnoli della Uiltucs – non sono accolte le nostre proposte e in più si chiedono modifiche inaccettabili su orari di lavoro e part-time. Poi, ci sono le distanze sugli aumenti: noi abbiamo chiesto 85 euro, Aica ha ribattuto con 70 euro e Confturismo con 63». Le associazioni datoriali si dicono sorprese. «Sul nostro specifico tavolo – ha detto il presidente di Federturismo-Confindustria, Giancarlo Abete – il confronto è fermo al 25 settembre e il successivo incontro non si è potuto tenere perché è stato rinviato dai sindacati e non si sono potute verificare le nostre proposte. Perciò invito i segretari delle organizzazioni sindacali a continuare responsabilmente il confronto di merito con Federturismo. Ovviamente prima della proclamata giornata di sciopero, della quale non possiamo considerarci automaticamente destinatari». La scelta dei sindacati è contestata anche dalle altre associazioni. «In un contesto di difficoltà per il settore – dice Guido Garavello, vicepresidente vicario Fipe e capo della delegazione imprenditoriale di Fipe, Federalberghi, Fiavet, Faita e Federreti – gli imprenditori speravano su qualche apertura da parte dei sindacati e in questa ottica mantengono una posizione di grande disponibilità al confronto». Il direttore di Federalberghi-Confturismo, Alessandro Cianella, precisa che i 63 euro sono stati indicati in base ai meccanismi all’accordo del luglio ’93. «Noi eravamo disponibili a continuare la trattativa: sulle nostre proposte si poteva fare un approfondimento. Per noi, il tavolo è ancora aperto».
            A.Ba.