Turismo: anno boom per effetto del Giubileo

26/02/2001

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26 Febbraio 2001Oggi in edicola Pagina 24
Turismo, anno boom
per effetto del Giubileo

Le presenze straniere hanno portato il 12% di incassi in più


ROMA — La ciliegina sulla torta è arrivata a Natale con un aumento del 4,8% degli arrivi e l’1,4% delle giornate di presenza, ma tutto il 2000 è stato un anno boom. Il Giubileo, come nelle aspettative, ha riempito alberghi e ristoranti facendo lievitare gli incassi e regalando all’Italia la maggior crescita tra i Paesi turisticamente maturi. «Le spese dei viaggiatori stranieri — spiega Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit — hanno toccato, da gennaio a novembre, 55.100 miliardi di lire con un incremento del 12,7%. La bilancia dei pagamenti turistica ha così registrato un saldo netto positivo di 1.250 miliardi».
Ottaviani è particolarmente entusiasta dei risultati raggiunti, che ha presentato alla Bit, la Borsa del Turismo in programma a Milano. E spazza via le polemiche sui dati diffusi a fine gennaio dall’Organizzazione mondiale del Turismo che ha piazzato l’Italia al terzo posto tra le destinazioni europee dopo Francia e Spagna. «L’Omt — spiega — considera gli arrivi e non l’andamento valutario, ben più importanti». In effetti anche le statistiche dell’Organizzazione del Turismo sono molto positive per l’Italia: le presenze nel nostro Paese sono cresciute del 12,8% contro il 2% della Francia e il 3,7% della Spagna. Nel mondo hanno fatto meglio solo Russia, Cina e Hong Kong, mete turisticamente emergenti. Un riscontro si ha anche dai dati della Federalberghi che ha registrato 6,5 milioni di pernottamenti in più, con un aumento del 3%. «Un record assoluto», sottolineano gli albergatori.
Il 2001 sarà l’anno del consolidamento dei risultati, un compito non facile da realizzare vista la grande crescita dell’anno passato e l’esiguità delle risorse. Le disponibilità dell’Ente, che negli ultimi anni ha dovuto combattere con la razionalizzazione delle attività, sono leggermente aumentate. Nel prossimo triennio potranno essere spesi in attività promozionali 18 miliardi in più all’anno (le risorse dell’Enit sono passate da 47,5 miliardi a 65,5 miliardi). Circa 10 miliardi andranno agli accordi di programma con le Regioni e serviranno a far conoscere all’estero le città d’arte e quelle termali, l’offerta in montagna e la gastronomia locale. Gli altri otto saranno destinati alla promozione e alle manifestazioni.
Gli operatori del settore, dal palco della Bit, hanno chiesto maggiori investimenti e sgravi fiscali per il settore. Anche il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, ha presentato uno studio da cui si evince che la burocrazia pesa sul turismo, tra bolli e certificati, per oltre settemila miliardi. «Se riducessimo anche solo di un quarto questi costi — ha spiegato Billè — potremmo creare 50 mila posti di lavoro in più». La Confturismo farà il primo passo: ricorrerà alla Corte di Giustizia europea per chiedere che la direttiva comunitaria sulla detraibilità dell’Iva nel turismo d’affari venga recepita anche dall’Italia.
(a.lup.)