Turismo ammalato di frammentazione

30/01/2006
    sabato 28 gennaio 2006

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    Turismo ammalato di frammentazione

      di Massimo Galli

      Il turismo nazionale è malato, e non soltanto per il calo di vacanzieri. La diagnosi, contenuta nel rapporto dell’Eurispes, parla di troppa frammentazione in ambito legislativo e promozionale, di ripetitività nel proporre la destinazione Italia ai viaggiatori esteri. Da tempo è sotto gli occhi di tutti la crisi del comparto, ma finora non si è riusciti a invertire la tendenza che vede l’Italia perdere terreno rispetto ai principali concorrenti europei, soprattutto nel segmento balneare.

      La prima questione da affrontare, secondo l’Eurispes, è quella della promozione della marca Italia. La riforma del titolo quinto della costituzione ha assegnato alle regioni la competenza in materia turistica ma questo ha portato, si legge nel rapporto, ´a una serie di 20 sottosistemi regionali strutturati in maniera spesso totalmente difforme fra regione e regione, con altrettante strategie di marketing che inevitabilmente portano alla competizione fra di loro sui mercati internazionali’. Tutto questo, secondo l’istituto, è frutto di un equivoco perché ci si è dimenticati che l’economia del turismo non riguarda soltanto le imprese e le attività, ma è soprattutto economia dell’ambiente in senso lato, ´i cui aspetti sono governati in base a principi fondamentali riservati alla legislazione dello stato, almeno secondo l’attuale Costituzione’. Ecco perché, sostiene ancora il rapporto, allo stato ´dovrebbe competere l’enunciazione dei principi che disegnano il sistema turistico nazionale, sotto il profilo delle politiche generali intersettoriali’. Per ovviare alla frammentazione, è necessario che il Comitato nazionale per il turismo, insediatosi recentemente, oltre a coordinare e orientare le politiche di settore, riesca a ´resistere a istanze e rivendicazioni corporative di ciascuno degli organismi che vi sono rappresentati al suo interno’.

        Un altro aspetto critico riguarda quello che l’Eurispes definisce ´il caos legislativo delle 20 Italie’, cioè la disomogeneità tra regioni a livello di organizzazione turistica e di normativa.

          Gli enti regionali si sono mossi in maniera molto diversa nell’attuazione della legge quadro (la 135 del 2001). Per esempio, nella costituzione dei sistemi turistici locali, in alcuni casi si è verificata un’azione troppo centralista. Non tutte le regioni, inoltre, hanno recepito le novità relative agli stl. In generale, servirebbero principi unitari in materia di servizi di informazione e di accoglienza turistica, di tipologie di imprese, di professioni, di canoni demaniali.

            In fatto di promozione, poi, l’Eurispes invoca una maggiore partecipazione dei privati per un efficiente marketing territoriale e, in particolare, più impegno nell’incoming da parte dei tour operator italiani. Infine, va valorizzata la cosiddetta Italia minore, ricca di patrimonio artistico, storico e culturale, nella quale rientra il turismo rurale come scoperta delle antiche tradizioni contadine che caratterizzano il nostro paese. (riproduzione riservata)