Turismo, al Nord 488 senza appeal

06/09/2002

                ItaliaOggi (Diritto e Impresa)
                Numero
                211, pag. 28 del 6/9/2002

                di Roberto Lenzi

                Un monitoraggio di ItaliaOggi sui risultati dell’ultimo bando rivela che in molte regioni rimangono ancora fondi da assegnare.
                Turismo, al Nord 488 senza appeal

                Buco nell’acqua per la 488 turismo al Centronord. Solo Umbria, Toscana e Liguria hanno ricevuto domande leggermente eccedenti rispetto alle risorse stanziate dal bando. Nelle altre regioni avanzano ancora fondi. L’obiettivo 1 fa invece il pieno di contributi. Inoltre, la già avvenuta pubblicazione del bando 2003 (decreto in G.U. n. 177 del 30/7/2002), non permette di sanare gli errori individuati sul bando 2002. Il tutto emerge dall’analisi effettuata da ItaliaOggi sulle graduatorie pubblicate sul Supplemento ordinario n. 165 alla G.U. n. 185 dell’8/8/2002. Uno dei primi elementi che emerge è determinato dal fatto che le aziende operanti nelle regioni del Centronord hanno smesso di correre dietro ai contributi previsti dalla 488; 3 domande in Friuli, 9 in Lombardia, 20 in Veneto. Come risulta dallo specchietto allegato, la maggior parte delle regioni del Centronord non ha utilizzato neanche tutti i fondi che erano a disposizione. In controtendenza l’obiettivo 1 utilizza completamente i fondi che sono a disposizione, lasciando anche numerose aziende senza agevolazione. Una spiegazione a questi risultati può essere riconducibile al fatto che i fondi previsti per il bando sul turismo non sono moltissimi; di conseguenza le imprese già in fase di pre analisi preferiscono scartare questa agevolazione. Il fatto che il bando risentisse della concorrenza del credito d’imposta ex art. 8 della legge 388/2000 è poco credibile considerando che l’art. 8, nella vecchia versione era molto più appetibile al Sud rispetto al Centronord. Infatti al Centronord entrava in concorrenza con la Tremonti-bis , che dava diritto a un contributo equivalente; al Sud dava invece diritto a un bonus fiscale pari al 50% (65% in Calabria) se a richiederlo è una pmi. Quindi la concorrenza dell’art. 8 avrebbe avuto senso se i risultati fossero stati esattamente opposti, ossia con un Centronord che presentava molte domande e un obiettivo 1 con poche richieste. La più plausibile spiegazione è legata al fatto che le imprese sono ormai consapevoli che per concorrere nel bando del turismo devono chiedere un’agevolazione molto bassa. Questa considerazione lascia in corsa soltanto le imprese dell’obiettivo 1, le quali pur richiedendo una percentuale ridotta, riescono comunque a incassare un importo soddisfacente; è opportuno ricordare che le percentuali massime di agevolazione sono di circa il 20% al Centronord e possono arrivare al 66% nel Sud. Ne consegue che le imprese in obiettivo 1, pur richiedendo un 30% dell’agevolazione massima spettante, possono fare affidamento su un contributo effettivo del 20%. Questa percentuale, sebbene valga il costo di gestione di una pratica presentata sulla legge 488, sicuramente non può essere considerata un incentivo valido per le aree depresse dell’obiettivo 1. Il risultato di questo bando è che vengono agevolati quegli investimenti talmente remunerativi che gli imprenditori farebbero comunque. Con questi presupposti anche un’agevolazione bassa ottimizza l’investimento; ma si cade in contrapposizione con lo spirito comunitario, secondo cui le agevolazioni devono essere erogate alle imprese che altrimenti non avrebbero fatto l’investimento. La problematica sul parametro relativo alla riduzione dell’agevolazione era già stata presa in esame nella conferenza stato-regioni, che aveva previsto l’eliminazione di questo indicatore tra quelli che devono determinare la graduatoria. In concreto, la modifica al regolamento e alla circolare di attuazione della legge 488 prevederà che i parametri sui quali si baserà la graduatoria non saranno più cinque ma quattro. I risultati di questo bando confermano l’opportunità della modifica. Ma la circolare che prevede questa variazione non è mai uscita in Gazzetta Ufficiale poiché è ancora aperto il bando 488 industria. Inoltre, le attività produttive, onde evitare alle imprese che dovevano iniziare gli investimenti di dover ritardare l’inizio degli stessi, ovvero di perdere l’ammissibilità delle spese effettuata prima dell’apertura dei termini, ha riaperto il bando del turismo e del commercio sulla 488 in data 30/7/2002. L’apertura dei bandi impedirà di fatto l’uscita delle modifiche della legge 488 in quanto le regole non possono essere cambiate in corsa. La diretta conseguenza è che anche il prossimo bando si giocherà con gli stessi cinque parametri.