Turismo: addio, caro italico mare

15/11/2005
    martedì 15 novembre 2005

    Pagina 18 -Turismo

    Addio, caro italico mare

      I primi segnali dall’Art cities exchange. Prezzi troppo alti e servizi non adeguati. Anche nel 2006 emorragia di vacanzieri esteri

        di Luca Simeoni

          Città d’arte a gonfie vele, mare a picco: questa la radiografia emersa all’XI edizione dell’Art cities exchange, la borsa turistica delle città d’arte italiane, conclusa nel fine settimana a Roma, nel corso della quale oltre 200 buyer esteri hanno incontrato 600 operatori dell’offerta d’arte italiana.

            Ad ascoltare le opinioni dei partner esteri, c’è da preoccuparsi: se, infatti, il prodotto delle città d’arte continua a catalizzare l’attenzione dei compratori esteri, il prodotto-mare è in piena crisi.

              Per Angelo Quaranta, senior contracting manager di Tui, la più grande organizzazione di viaggi in Europa, la diagnosi è sconfortante: ´Da almeno due anni il mare italiano non attira più come prima e da due anni si verifica una progressiva erosione dei suoi share: in Germania è in atto una vera e propria disaffezione e non per la crisi economica interna, che pur esiste, ma per la scoperta di destinazioni-mare con tariffe molto più appetibili e un mare incantevole, come Turchia, Spagna, Tunisia e Marocco. Queste quattro mete hanno primeggiato nella scorsa stagione estiva sul mercato tedesco, mentre l’Italia e in particolare tutta la costa adriatica, ha sofferto un crollo.

                Tui, fino a pochi anni fa, registrava un traffico medio annuo di 45 mila tedeschi verso le località adriatiche e quest’anno si è al di sotto di 7 mila turisti. ´Quando c’è un’offerta come quella croata che propone soggiorni a 16-18 euro al giorno in mezza pensione, l’Italia è fuori gioco’, spiega Quaranta.

                  Per altri due buyer nordeuropei, Marcello Nari, di Schoner reisen e Elfi Baumann Pucher, dell’agenzia austriaca Ebp selective resisen, c’è anche uno scadimento nei servizi. ´In molti casi, l’Italia mostra uno squilibrio tra tariffe e qualità del servizio, che in un mercato globale non si può accettare. Nel caso di viaggi esclusivi, il vostro paese difetta spesso di alta qualità nell’erogazione di servizi ricettivi’.

                    Amedeo Ottaviani, commissario Enit, conferma. ´Per l’arte tutto bene’, spiega, ma ´per il mare esiste una sola terapia: a fronte di una qualità delle coste, dei prezzi e dei servizi, dove paesi come Croazia e Turchia stanno vincendo a mani basse, c’è l’unicità del nostro paese, che accanto al mare, offre bellezze culturali nell’entroterra, un’organizzazione di servizi e trasporti e una serie di occasioni ricreative che potrebbero ancora fare la differenza a nostro favore. Occorre fare davvero sistema, attraverso questo nuovo Comitato nazionale del turismo’.

                      Non si riparte da zero, a giudicare dal successo di questa borsa con un prodotto Italia che tira, con le città d’arte minori proposte ai mercati tradizionali e diverse formule di visita delle grandi città d’arte per i nuovi mercati, come Est Europa, India, Brasile e Corea.