“Turismo 3″ «Può essere l’anno del rilancio»

01/02/2005
    del lunedì
    lunedì 31 gennaio 2005

    sezione: ECONOMIA E FINANZA – pagina 9

    TURISMO Presentato da Ermeneia il rapporto sulle prospettive del settore che fornisce attrezzature per alberghi, ristoranti e bar

    Le previsioni / Jannotti Pecci (Federturismo)
    «Può essere l’anno del rilancio»
    ENRICO NETTI
    «Il 2005 può essere l’anno del rilancio, grazie a una ripresa economica che dovrebbe iniziare a farsi vedere nei prossimi mesi». È questa la speranza di Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo, sull’andamento della stagione appena iniziata. Oltre a un maggior clima di fiducia Jannotti Pecci confida anche su un recupero del dollaro sull’euro, «che farà ritornare gli ospiti nordamericani in Europa: sarebbe già una bella boccata d’ossigeno per il nostro sistema turistico. È necessario però lavorare su più fronti per invertire la flessione nell’incoming (i clienti che giungono in Italia, ndr) generato dai mercati chiave del Nord Europa, mentre la tragedia dello tsumani non aiuta gli operatori dell’outgoing. Così si potrebbe fare approdare una parte di quei flussi di turismo orientati verso quelle destinazioni nel nostro Paese».
    Secondo le previsioni Enit, gli arrivi dagli Usa quest’anno dovrebbero raggiungere i 4,6 milioni di unità, con quasi 10,9 milioni di presenze e un apporto valutario vicino ai due miliardi di euro. «L’obiettivo è essere più competitivi, per questo si devono ricalibrare i prodotti montagna, balneare, benessere e crociere — sottolinea Jannotti Pecci —, ma sarebbero utili anche provvedimenti congiunturali come, per esempio, l’armonizzazione dell’Iva ai valori dei nostri competitor».
    Ma il comparto si dibatte anche per un rapporto prezzo/qualità non più competitivo, a cui si aggiunge l’offensiva di destinazioni come Croazia, Malta, Spagna, Grecia e Nord Africa. Non basta più promuovere il prodotto Italia, si deve anche far crescere la dimensione delle imprese nazionali, ricorrendo ad aggregazioni tra i vari consorzi, e poi presentarsi in forze sul mercato per contrastare l’attività di questi Paesi che riescono a mettere in campo anche ottime infrastrutture. «È una partita difficile», confessa Jannotti Pecci.
    Si perde terreno anche nella qualità della filiera dei servizi alberghieri, perché la formazione professionale «si sta allineando verso il basso, mentre andrebbero avviati collegamenti più diretti tra scuole e imprese».