“Turismo (3)” Primo obiettivo, rilanciare gli investimenti

30/05/2005
    domenica 29 maggio, 2005

    TURISMO – Pagina 18

    PAGINA A CURA DI
    VINCENZO CHIERCHIA

      AZIENDE & CREDITO

        Imperatori
        Presidente di Fineco Am
        (gruppo Capitalia)
        (Contrasto)

          Primo obiettivo, rilanciare gli investimenti

          MILANO • « Per il ministro Rocco Buttiglione il turismo di domani è in grande misura turismo culturale: io aggiungo che l’industria turistica deve crescere avendo sì la cultura come principale catalizzatore, ma con mentalità imprenditoriale » , afferma Gianfranco Imperatori, banchiere e promotore di iniziative in campo turistico culturale come l’Associazione Civita, che coordina 120 imprese no profit.

          « La nostra industria turistica — aggiunge Imperatori— soffre per una sottocultura della frammentazione e della divisione, con il risultato di una microimprenditoria che non ha ancora trovato i giusti stimoli alla crescita dimensionale. Non si investe a sufficienza dall’interno — prosegue —, mentre dall’esterno assistiamo al tipico " paradosso italico": un’industria che troverebbe investitori interessati ma è troppo parcellizzata per rappresentare un investimento significativo nei portafogli, soprattutto esteri » .

          Lo scenario del settore turistico italiano resta critico e per Imperatori è necessario intervenire su più fronti. « La situazione richiede di ripensare il ruolo dei privati — afferma —. Se gli investimenti languono significa che l’industria non sfrutta in pieno le potenzialità di leva finanziaria o quelle offerte dall’investment banking. Il risultato è la sottocapitalizzazione degli operatori economici rispetto a quanto sarebbe necessario per dare vita a strutture moderne ed efficienti, mentre l’incertezza contrae gli investimenti promozionali che sono necessari a collocare attivamente il proprio prodotto sul mercato estero» .

          Anzitutto, secondo Imperatori, la debolezza dell’industria turistica va affrontata a monte.

          « Serve un coordinamento non solo delle politiche industriali mirate al turismo, ma anche negli sforzi dei privati. Un coordinamento che analizzi le dinamiche dei flussi internazionali, che coinvolga tutte le attività economiche " derivate" dal turismo, che rappresentano oltre il 10% del Pil, che si occupi istituzionalmente del miglioramento della ricettività ».

          E la recente riforma annunciata dal Governo con il varo dell’Agenzia nazionale al posto dell’Enit sembra andare in questa direzione.
          Il rilancio comunque è possibile « solo se gli operatori sono ben assistiti dalla banche, e gli investimenti vengono correttamente strutturati in vista dei ritorni che il settore offre — rilancia Imperatori —. Ciò che le banche si aspettano sono proposte ben ragionate, e ponderate da parte di imprenditori e addetti ai lavori, tra cui anche la fattibilità di formule sperimentate con successo all’estero. Ad esempio d’intesa con l’associazione dei costruttori Ance, Civita ha proposto al Governo un programma teso a diffondere in Italia gli " hotel di cultura" sull’esperienza dei Paradores in Spagna, con un potenziale di 800 alberghi a tre stelle » .

            Infine, secondo Imperatori, sarebbe opportuna l’istituzione di « un Sottosegretariato presso la Presidenza del Consiglio, che coordini le attività dei ministeri Atttività produttive, Infrastrutture e Beni culturali nel settore del turismo, solo così il sistema degli incentivi potrà ispirarsi, come nel manifatturiero, alla logica di distretto e al concetto del " fare sistema"; serve poi un Osservatorio per il monitoraggio delle spese effettuate a livello regionale, provinciale e comunale da parte di Fondazioni e Camere di commercio, spese oggi disperse in mille rivoli » .