Turismo 2003 sull’altalena

16/02/2004


ItaliaOggi (Turismo)
Numero
038, pag. 25 del 14/2/2004
di Fabio Donfrancesco


BIT/Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, traccia un primo bilancio.

Turismo 2003 sull’altalena

Mancano all’appello 3,4 mln di presenze in hotel

Il 2003 è stato ancora un anno con poche luci e molte ombre per il turismo italiano. Almeno secondo la fotografia scattata da Confturismo, da cui emergono dati allarmanti dovuti alla stagnazione dei consumi turistici. ´Si è assistito a un andamento altalenante per tutto il corso del 2003′, ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, presentando ieri i dati a Milano alla vigilia dell’apertura della Borsa internazionale del turismo. Tra le pieghe del documento, però, si coglie comunque qualche aspetto meno opaco rispetto al quadro generale.

Le presenze complessive negli alberghi (227,7 milioni) sono scese dell’1,5% rispetto al 2002 (-3,4 mln), con marcate perdite nelle città d’arte (-4,8%), nelle località montane (-4,3%) e nelle città d’affari (-3,4%). A fronte di una flessione del 4,8% dei clienti stranieri (93,1 mln) giunti negli hotel italiani, si è però registrato un aumento di quelli italiani dell’1% (134,6 mln). Quest’ultimi sono aumentati nei mesi di gennaio (+3,8%), maggio (+5,1%) e giugno (+4,4%), mentre hanno subito uno stop nel periodo primaverile (-2,3% a febbraio e -6,6% a marzo). La domanda dei turisti stranieri invece ha mostrato segni positivi solo nei mesi di gennaio (+1,8%) e aprile (+1,7%). Si può quindi dire che gli italiani prediligono andare in vacanza sempre nel quadrimestre estivo (da giugno a settembre) dove si registrano oltre il 55% delle presenze dell’intero anno. Al contrario, la stagione per i turisti stranieri si protrae nell’arco di sei mesi, da maggio a ottobre, durante i quali si contano il 69% delle presenze annuali. Sono venuti a mancare all’appello principalmente i turisti americani, inglesi e in misura minore i giapponesi. In crescita spagnoli, olandesi e russi.

Il numero uno di Confturismo, svestendo per un momento i panni di imprenditore alberghiero, ha voluto fornire i dati anche di tutto il settore dei pubblici esercizi, sceso mediamente dell’1% (variabile tra il -1,8% nei ristoranti e il -4% nelle discoteche). Sono stati in particolare gli stranieri a spendere di meno in Italia (-2,6%), mentre gli italiani che si sono recati all’estero sembrerebbe che non abbiano badato a spese (+2,9%).

Questo ha comportato un peggioramento della bilancia dei pagamenti turistica, il cui saldo, valutato dall’Ufficio italiano cambi, è stato di 9,1 miliardi di euro con una diminuzione del 10,2% rispetto al 2002.

L’estate 2003, si chiude con una flessione delle presenze turistiche di 12 milioni di unità, di cui 7,8 milioni italiane e 4,4 mln estere, che hanno generato una perdita di consumi stimata in 865 mln di euro.

Sulla scorta di questi e di altri dati, il presidente di Confturismo è tornato alla carica chiedendo immediati interventi di sostegno del govero, soprattutto in materia fiscale e per la promozione all’estero: ´Sarebbe ora di guardare cosa sta accadendo negli altri paesi nostri concorrenti, come la Francia’, ha auspicato Bocca, ´dove il governo ha deciso di abbattere le aliquote Iva per la ristorazione dal 19,6 al 5,5%. Non regge più quindi la giustificazione addotta dai nostri governanti, che non si possa intervenire su tale materia per non superare i limiti di spesa imposti dagli accordi Ue. Anzi, il governo diminuisce i finanziamenti per la promozione all’Enit, portandoli a 26 mln quando la Francia ne stanzia 115, la Spagna 110 e addirittura l’Austria 47, quasi il doppio dell’Italia’.