“Turismo 2″ Ospitalità in cerca di riqualificazione

01/02/2005
    del lunedì
    lunedì 31 gennaio 2005

    sezione: ECONOMIA E FINANZA – pagina 9

    TURISMO Presentato da Ermeneia il rapporto sulle prospettive del settore che fornisce attrezzature per alberghi, ristoranti e bar
    ANALISI
    Ospitalità in cerca di riqualificazione
    NADIO DELAI
    Ermeneia
    Il settore dell’ospitalità ha sofferto, analogamente agli altri, le vicende difficili del ciclo degli ultimi tre anni e mezzo. Eppure qualche segnale di novità è emerso nel corso del 2004, soprattutto sotto il profilo degli arrivi degli ospiti stranieri che sembrano aver interrotto la precedente tendenza negativa (con un +2,2%, in particolare negli alberghi), anche se con una riduzione parallela delle presenze.

    Anche il mercato delle attrezzature, pari a 7,3 miliardi di euro l’anno, manda nel 2004 qualche segnale di novità. I dati di preconsuntivo infatti cominciano a mostrare spinte di crescita sia del fatturato che dell’export, con riferimento agli otto comparti produttivi considerati, dopo un andamento problematico e alternante dei tre anni precedenti.
    Sul fronte invece del "sentiment" degli operatori, il 2005 sembra aprirsi all’insegna di una scommessa positiva sia per quanto riguarda le aziendeclienti che per quanto riguarda le aziende produttrici.


    Anche se va sottolineato come ormai si vadano polarizzando le posizioni: ci sono, da un lato, le aziende-clienti che hanno accettato la sfida della competizione (e cercano perciò di riqualificarsi) e, dall’altro, quelle che non si sono messe sufficientemente in gioco e vivono un 2004 e un 2005 ancora sotto soglia (per clima di fiducia e per fatturato). Ormai il mercato appare molto selettivo e tende a premiare chi accetta di cavalcare la discontinuità, innovando i prodotti, razionalizzando i processi e sviluppando alleanze intelligenti con le altre aziende, per ridurre i costi o per conquistare clienti.


    Del resto tale sforzo è confermato anche dai dati sull’occupazione di nuove nicchie che possano far recuperare clienti. Nel periodo 2000-2004 le imprese dedicate specificamente al wellness sono cresciute in Italia della ragguardevole cifra del +76,7 per cento. E gli stessi albergatori più avvertiti (quelli "polarizzati" in alto) sembrano voler suonare una più vasta tastiera di innovazioni di prodotto per "sedurre" la propria clientela: nel 2004 il 24% ha investito nel wellness, il 43,7% nella ristorazione, il 47,1% in strutture per i bambini al seguito e il 26,7% per gli anziani, il 23,1% nella congressualità e nella formazione.


    Siamo dunque davanti a un settore che vede una quota non trascurabile di operatori impegnati a riposizionarsi, entrando così in una logica di vero e proprio sviluppo industriale della propria azienda. Il che significa uscire definitivamente dalla fase di residualità che spesso ha caratterizzato l’imprenditorialità ospitale, la quale ha assunto non di rado identità e ruolo da second best rispetto ad altre, possibili attività che potevano essere intraprese sul piano individuale, familiare o societario.


    Il mondo delle attrezzature e dei servizi destinati agli operatori dell’ospitalità ha dunque bisogno e convenienza nell’accompagnare le aziende-clienti lungo il nuovo sentiero di sviluppo che si sta disegnando e che tende a configurare un panorama selettivo che distingue tra le imprese che accettano di compiere un salto di qualità e quelle che non riescono a farlo.


    Insomma questo settore sta diventando pienamente adulto e per questo ha bisogno anche di un accompagnamento, altrettanto adulto, da parte di un soggetto pubblico che deve trattare quest’attività economica come un vero e proprio settore industriale, importante e distintivo per il Paese, con la conseguente necessità di essere riqualificato in profondità, con decisione e in tempi brevi.