“Turismo 1″ «Un piano per rilanciare il turismo»

12/11/2004


    venerdì 12 novembre 2004


    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 18
    L’INDUSTRIA DELLE VACANZE • Jannotti Pecci (Federturismo) ripropone il Progetto Paese: la promozione va sostenuta con un’offerta globale
    «Un piano per rilanciare il turismo»
    I nodi restano le infrastrutture, la riqualificazione dei centri urbani e la riduzione dell’Iva

    MICHELE MENICHELLA

    ROMA • Un’intera giornata dedicata ai problemi del settore turistico si svolgerà a fine gennaio a Napoli. È questa la decisione dell’assemblea di Federturismo che si è svolta ieri a Roma alla presenza del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.

    Sarà quella l’occasione — ha affermato il presidente di Federturismo Costanzo Jannotti Pecci nel corso dell’assemblea di settore — per rilanciare un "Progetto Paese" per il turismo in coerenza con le potenzialità del tessuto delle imprese e il ruolo di questa industria nello sviluppo economico e sociale. L’aspettativa è anche quella di rendere visibile all’esterno il rinnovato impegno del sistema in tutte le sue componenti per valorizzare — ha puntualizzato Jannotti Pecci — sia le straordinarie risorse esistenti all’interno delle associazioni e delle imprese di tutte le componenti della filiera produttiva che la capacità di mobilitarsi per affrontare in maniera vincente le sfide del cambiamento per la competitività. «Un compito che richiede concretezza, visione, capacità organizzativa, di coinvolgimento e motivazione» ha sostenuto il presidente di Federturismo precisando che «sono risorse che possiamo mettere in campo per la crescita dell’impresa turistica e del sistema turistico del nostro Paese».


    Non è mancata la convinzione che per rilanciare il settore si debba promuovere il Paese con un’offerta globale, con una cabina di regia centrale capace di rafforzare la sua attrattività. E un passo importante, ha ricordato Jannotti Pecci, è stato fatto recentemente da Confindustria, dalle altre organizzazioni imprenditoriali e dai sindacati con la sottoscrizione del documento sul Mezzogiorno con il quale si punta ai progetti integrati come i sistemi turistici locali finalizzati all’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta complessiva.


    Per promuovere adeguatamente il turismo gli operatori chiedono, in sostanza, il potenziamento delle infrastrutture, la riqualificazione dei centri urbani, la creazione di itinerari d’interesse turistico e il rafforzamento dei servizi per il tempo libero. Ma per poter diventare competitivi a livello europeo occorre puntare (la richiesta non è nuova, ma è sempre disattesa da anni dai Governi in carica) all’abbassamento dell’Iva a carico delle nostre strutture ricettive. All’Iva alberghiera in vigore in Italia (pari al 10%) si contrappongono aliquote più contenute per gli operatori francesi (5%), spagnoli (7%) e greci (8%). Una situazione che penalizza fortemente le imprese turistiche italiane che fanno fatica a competere soprattutto quando ospitano convegni e congressi di alto livello.


    Ma nonostante tutte le difficoltà operative esistenti Jannotti Pecci è convinto che le imprese di Confindustria hanno tutte le carte in regola per far diventare l’Italia il primo Paese europeo per attrazione turistica.