“Turismo (1)” Imprese piccole e senza scorta di capitali

30/05/2005
    domenica 29 maggio, 2005

    TURISMO – Pagina 18

    PAGINA A CURA DI
    VINCENZO CHIERCHIA

      AZIENDE & CREDITO • Il Paese perde competitività, sale l’allarme sull’indebitamento

        Imprese turistiche, piccole e senza scorta di capitali
        L’esposizione con le banche a quota 30 miliardi

          MILANO • La stagione 2005 è iniziata con difficoltà e per gli operatori turistici è allarme debiti. Secondo i dati Banca d’Italia ( relativi solo ad alberghi e pubblici esercizi), l’esposizione verso il sistema bancario si attesta intorno ai 27 miliardi e sale verso quota 30 considerando il totale del sistema turistico. Dal 2000 l’esposizione, considerando il complesso dei crediti rilevati da Via Nazionale, è quasi raddoppiata. Nel campo dei tour operator — secondo proiezioni sulle stime Databank — il passivo strutturale si aggirerebbe oggi oltre quota un miliardo di euro.
          Sintomi di una debolezza strutturale di un sistema che resta contraddistinto da una estrema parcellizzazione. In Italia i tour operator sono circa 400, ma una ventina o poco più realizzano oltre il 70% del giro d’affari complessivo di oltre 6 miliardi di euro. Un gruppo leader come Ventaglio resta impegnato in una profonda ristrutturazione finanziaria, anche dopo il pagamento del bond da 100 milioni, con l’aiuto determinante di grandi banche come UniCredit e Intesa ( 113 milioni accordati e ingresso nell’azionariato). Il gruppo Cit è in piena turbolenza, c’è un cambio di maggioranza in atto, si profila la necessità di un’iniezione di fondi freschi per oltre 100 milioni, mentre sono bloccati investimenti e accordi di programma per oltre 300 milioni. Parmatour ha causato un " buco" di oltre 800 milioni.

          « L’effetto tsunami si è fatto sentire sui ricavi, ma c’è stato un recupero su Caraibi ed Egitto — commenta Giuseppe Boscoscuro, presidente Astoi —. Resta il problema della capitalizzazione delle imprese, molto dipende dagli investimenti sui mercati. La nuova frontiera si chiama incoming. La frammentazione in generale resta un problema per tutto il settore. È difficile portare avanti una politica industriale come nel Nord Europa. È mancata la diversificazione » .

          Nel comparto alberghiero la frammentazione regna sovrana. Le grandi catene contano solo per il 4% del totale di 33.480 alberghi, che sviluppano un giro d’affari di circa 20 miliardi di euro ( secondo Federalberghi solo 5.157 hotel sono Spa). Secondo l’Aica i ricavi 2005 cedono oggi il 3% e il presidente Renzo Iorio denuncia i vincoli del sistema italiano agli investimenti e allo sviluppo di moderne catene. I grandi gruppi soffrono.

          Jolly hotels, ad esempio, deve fronteggiare un indebitamento netto di 2.563 milioni a fronte di ricavi per 234, con una massiccia ricapitalizzazione.