Troppi contratti atipici nei negozi del centro Protesta, Cgi! in via Grande

05/05/2011

LIVORNO. Nuova manifestazione della Cgil in difesa dei diritti dei lavoratori. Dopo la protesta organizzata dal sindacato domenica primo maggio davanti alla rivendita Stefan di viale Carducci, l`unica attività commerciale che ha deciso di restare aperta nonostante la delibera comunale che prevedeva la chiusura dei negozi per la Festa dei lavoratori, ieri la Cgil ha deciso di allargare l`opera di sensibilizzazione. Dalle prime ore della mattina i rappresentanti del sindacato (Filcams e Nidil) hanno cominciato a sfilare lungo via Grande, da piazza della Repubblica fino al porto. Con bandiere e volantini hanno fatto il giro dei negozi del centro, per chiedere informazioni sui tipi di contratto applicati nei negozi cittadini e sensibilizzare titolari e dipendenti sulla necessità di avviare una battaglia contro quelle aziende che, assumendo personale con contratti non regolari, rischiano di schiacciare quelle realtà che invece rispettano i lavoratori. «Abbiamo verificato – spiega Monica Cavallini, Filcams Cgil – che decine di dipendenti dei negozi del centro sono assunti con contratti atipici, da quelli a chiamata a quelli di collaborazione coordinata e continuativa. Non è regolare che le aziende applichino queste forme contrattali». Per questo la Cgil chiede da tempo un incontro con il Comune, così da aprire un tavolo per combattere i contratti atipici all`interno delle imprese commerciali. «Nonostante le varie richieste – prosegue Cavallini – fatte all`assessore Bernardo non solo da noi, ma da tutte le sigle sindacali, non ci è mai stata fornita risposta. Visto che è il Comune a rilasciare le autorizzazioni per nuovi insediamenti commerciali, come è stato per Zara e adesso per H&M, dovrebbe essere la stessa amministrazione ad interessarsi al fatto che negozi e catene commerciali applichino contratti di lavoro secondo le norme». La Cgil, nel sottolineare la carenza di confronto con l`amministrazione sui temi del commercio, chiarisce come «da tempo il Comune non ci convoca neanche per informarci delle deroghe sugli orari di apertura dei negozi, ce le invia soltanto per mail. E inaccettabile. Chiediamo al Comune che si adoperi per creare in città un sistema commerciale responsabile e solidale, che rispetti i lavoratori».