«TROPPA PRECARIETA’ NEL COMMERCIO E TURISMO: BISOGNA CAMBIARE PROFONDAMENTE»

29/03/2006

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

29 marzo 2006

«TROPPA PRECARIETA’ NEL COMMERCIO E TURISMO: BISOGNA CAMBIARE PROFONDAMENTE»
I delegati sindacali Filcams di Modena scrivono a Prodi

Le rappresentanze sindacali Filcams CGIL di Coop Estense, Nordiconad, Rete Conad, Esselunga, Metro, Manutencoop, Pedus, Mediagroup, Cir, Autogrill, GD Leclerc, hanno scritto una lettera al candidato dell’Unione a presidente dei ministri.

«Egregio Professor Prodi,

siamo delegati e delegate sindacali di negozi, uffici, mense e del pulimento delle più importanti aziende modenesi.

Abbiamo assistito in questi anni, nei nostri luoghi di lavoro, ad una sempre maggiore precarizzazione dell’occupazione e ad un netto peggioramento delle condizioni di tutti i lavoratori.

Se nella nostra provincia le assunzioni a tempo indeterminato in tutti i settori si sono ridotte ad uno striminzito 30%, nei nostri settori è ormai sostanzialmente assente il tempo indeterminato come forma di prima assunzione.

Allo stesso tempo è quasi scomparso il lavoro a tempo pieno in negozi, ipermercati, mense e nel pulimento.

Il part-time è ormai l’unica forma di rapporto di lavoro proposta dalle aziende. Si tratta di una modalità lavorativa che non ha nulla a che vedere con le necessità della persona, perché esclusivamente piegata alle esigenze delle imprese.

Non è un caso che oltre il 90% dei part-time siano donne, perché proprio su di esse si scatena il peggio della cosiddetta flessibilità, che per noi è soltanto precarietà.

Va però detto che anche se il reddito è parziale, non lo sono gli affitti, le rette degli asili, il conto della spesa.

A questa situazione va poi aggiunta la progressiva terziarizzazione delle attività svolte in supermercati ed ipermercati affidate a soggetti quali cooperative di facchinaggio o a puri e semplici intermediari di manodopera. Nel tempo, in forma strisciante, si sostituiscono lavoratrici e lavoratori dipendenti diretti con altri lavoratori che hanno meno diritti e meno salario, e che allestiscono scaffali, affettano salame, lavorano alla cassa.

Drammatica è poi la situazione delle lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti di servizi, pulizia e ristorazione, sia pubblici che privati. Ad ogni cambio d’appalto, anche più volte in un anno, è messa in gioco l’occupazione, lo stipendio e l’orario di lavoro.

È indifferibile una legislazione nuova che ci tuteli maggiormente.

Noi riteniamo che i guasti compiuti dalla legge 30 siano davvero profondi.

Ciò non solo per effetto della sua applicazione, ma per aver costruito un’opinione diffusa nell’imprenditoria che la precarietà del lavoro è determinante per la competizione tra le imprese e per abbassare il costo del lavoro.

Proprio su quest’ultimo tema crediamo che il programma elettorale dell’Unione dia una risposta convincente, laddove si dà l’obbiettivo di ridurre il lavoro precario rendendolo meno conveniente per le imprese, dal punto di vista economico.

Più in generale condividiamo la necessità di riformare tutta la legislazione del lavoro, intervenendo anche sulle norme introdotte dal centro sinistra nella precedente legislatura, e affidando alla contrattazione nazionale un ruolo maggiore rispetto ad oggi.

È anche per questo che il nostro voto, il 9 e 10 aprile, andrà alla coalizione da Lei guidata.

Allo stesso tempo le assicuriamo che saremo costantemente vigili sul rispetto degli impegni presi in campagna elettorale se Ella sarà chiamato alla guida del governo.

In conclusione gradisca il nostro in bocca al lupo !!!»