Tripi(Fita): «Più mercato e riforma delle professioni per crescere»

01/07/2005
    venerdì 1 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

      Tripi: «Più mercato e riforma delle professioni per crescere»

      A pertura del mercato e riforma delle professioni. Saranno le battaglie che Alberto Tripi, neo presidente della Fita, la Federazione del terziario avanzato, ha messo al primo posto della sua agenda. « Sono due condizioni importanti per permettere alle imprese dei servizi di crescere e per fare esprimere al meglio le professionalità » , dice Tripi, imprenditore leader in Italia nel settore del call center. Che rivendica la centralità del settore dei servizi nella crescita del Paese.

      «Lo sviluppo è certamente legato alla ricostruzione e al rilancio del sistema industriale, che ancora oggi il presidente di Confindustria, Montezemolo, definisce la colonna portante dell’economia.
      Ma è altrettanto forte la consapevolezza che siamo entrati come sistema Paese in un’economia diversa che vede nei servizi innovativi il vero fattore di sviluppo e di rilancio della competitività. Non ha senso porli in alternativa: servizi vuol dire innovazione » , sostiene Tripi. Il neo presidente cita alcune cifre: il terziario rappresenta il 63,5% del valore aggiunto nazionale, un addetto su tre opera in questo settore economico.

      Nei servizi lavorano 9,4 milioni di persone, mentre solo a Roma esistono 222mila imprese. Se si guardano le statistiche sulla crescita dell’occupazione, nei servizi il segno è positivo, + 1,5%, a fronte di un 1,8% dell’industria e il 4,1% dell’agricoltura. «Il terziario avanzato, non tanto la Pubblica amministrazione, quanto i servizi privati innovativi, la finanza, i servizi professionali, sono uno sbocco importante per chi cerca un’occupazione» , dice ancora Tripi.

      Entro il mese di luglio presenterà un programma, coinvolgendo, nella stesura le 43 associazioni che fanno capo alla Fita, oltre alle federazioni di settori contigue, come Federcomin, di cui è presidente, Federturismo e Federtrasporti. «I servizi avanzati possono offrire ad un’azienda quel valore aggiunto che serve per essere competitivi. Un esempio: Ibm fa produrre i computer in Cina, per puntare sui servizi.

      In Italia l’avevamo già capito in passato, quando si diceva che il design rende il prodotto più competitivo. Bisogna allargare il raggio » , insiste il neo presidente della Federazione del terziario avanzato. La sua convinzione è che bisogna andare avanti con la liberalizzazione e la privatizzazione dei servizi pubblici: « È stato un male che la Ue abbia rallentato la direttiva sui servizi e che da noi non si sia sbloccata la liberalizzazione dei servizi pubblici locali » , continua. Comporterebbe una maggiore efficienza, a suo parere, la scelta delle amministrazioni di dare ai privati la gestione dei servizi informatici, del marketing, l’organizzazione e la comunicazione.

        Infine, secondo Tripi è urgente la riforma delle professioni. Recentemente il sottosegretario all’Economia, Michele Vietti, ha ammesso che se ne parlerà la prossima legislatura. «Un ritardo che ci penalizza. Alcune lobby bloccano una fetta del Paese dove invece si potrebbero esprimere nuove professionalità. Non aver realizzato la riforma è stato un errore» . Per il presidente della Fita sono i due obiettivi prioritari