Trieste. Negozi: 7 mila firme contro la legge regionale

22/11/2005
    martedì 22 novembre 2005

    Pagina 7 – Attualità

      Procede la macchina organizzativa dei sindacati in opposizione alla normativa Bertossi sulla deregulation delle domeniche

        Negozi: 7 mila firme contro la legge regionale
        Nuova protesta venerdì in occasione dello sciopero generale per la Finanziaria

          Piero Rauber

            TRIESTE - Settemila firme. Forse di più. È la quota raggiunta, al momento, dalla macchina organizzativa messa in piedi dai sindacati della regione contro le aperture domenicali dei negozi, contemplate dalla riforma del commercio. Le sigle di categoria, dunque, procedono a colpi di penna verso la protesta di venerdì prossimo, quando in Friuli Venezia Giulia – in occasione dello sciopero generale di quattro ore indetto a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil contro la finanziaria – i lavoratori del comparto incroceranno le braccia per un’intera giornata, manifestando così la loro contrarietà alla legge Bertossi sulla deregulation delle domeniche.

              «Stavolta – rileva in proposito il responsabile confederale della Cisl, Giovanni Fania – l’adesione sarà molto elevata. Quella delle aperture domenicali, infatti, è una questione estremamente sentita fra gli operatori del sistema. I quali, lo ricordo, in Friuli Venezia Giulia sono 56mila e rappresentano oltre il 10% della forza lavoro su scala regionale».

              «Ad oggi – aggiunge Fania – abbiamo raccolto circa 7mila firme tra gli operatori stessi. L’obiettivo, nel breve periodo, è raggiungere le diecimila sottoscrizioni. Il colpo finale lo daremo proprio il giorno dello sciopero».

              «Dopo la protesta di venerdì prossimo – incalza l’esponente della Cisl – faremo una riunione unitaria fra le diverse sigle sindacali, per decidere assieme i modi e i tempi attraverso i quali sarà opportuno muoversi. La settimana successiva, in ogni caso, chiederemo un incontro al presidente del Consiglio regionale, Alessandro Tesini, per consegnarli tutte le firme che avremo raccolto fino a quel momento».

              «Noi non ci arrendiamo – annuncia ancora Fania – anche perché la politica dovrebbe tener conto delle indicazioni che le vengono dall’humus sociale. Ripeteremo che, con il testo unico del commercio, si è andato letteralmente ad invertire il concetto di apertura e chiusura delle domeniche. E faremo presente che questa regione, in sostanza, non ha una legge sui tempi della città, cioè sul funzionamento dei servizi in coerenza con gli aspetti urbanistici e ambientali, visto che poi, dal 2007, le giornate di chiusura al traffico dovrebbero essere come minimo 35 all’anno».

              «Già oggi – gli fa eco Adriana Merola, segretario regionale Cgil-Filcams – le firme contro la legge sul commercio potrebbero essere più di settemila, giacché, al momento, dobbiamo recuperare ancora molte sottoscrizioni raccolte dai nostri delegati territoriali. Per quanto riguarda il prossimo futuro, in ogni caso, puntiamo in alto: vedremo a quale quota riusciremo ad arrivare a dicembre».

                Anche in casa Cgil si attende un’ampia partecipazione da parte dei lavoratori del comparto alla protesta di venerdì prossimo. I quali – come spiega la stessa Adriana Merola – «parteciperanno con striscioni propri ai cortei e alle manifestazioni che si terranno, nelle varie città della regione, nell’ambito del programma previsto dallo sciopero nazionale».