Treviso. Denunciato istituto di vigilanza privata

02/03/2006
    gioved� 2 marzo 2006

    Pagina 30 – Provincia

      La polizia amministrativa della Questura di Treviso, dopo i controlli, ha contestato le violazioni al titolare e al direttore della societ�

        Denunciato istituto di vigilanza privata

          Turni massacranti e auto proprie anzich� di servizio: Vigile San Giorgio nei guai

            CONEGLIANO. Turni di 15 ore, guardie giurate lasciate sole a se stesse senza poter comunicare con la centrale operativa. Cellulari al posto di radio, auto private invece di macchine di servizio riconoscibili e dotate di sistemi di sicurezza e di allarme. Denunciati dalla Polizia Amministrativa della Questura di Treviso il titolare e il direttore dell’istituto di vigilanza privata la �Vigile San Giorgio�.

              �Tutto � partito quanto abbiamo notato che nei servizi di vigilanza assegnati all’istituto di Conegliano, c’erano sempre le stesse guardie giurate. Situazione impossibile visto che i turni di lavoro previsti sono di sei, massimo otto, ore�. Il dirigente della polizia amministrativa di Treviso, Vincenzo Zappone ha spiegato cos� come ha preso avvio l’indagine che ha portato a scoprire la sfilza di irregolarit� e le condizioni di lavoro in cui erano costrette le 25 guardie giurate della Vigile San Giorgio.

              Insospettiti, gli uomini dell’amministrativa insieme a personale del commissariato di Conegliano si sono presentati alla centrale operativa della ditta. �Abbiamo effettuato verifiche a varie ore del giorno e della notte e solo in un caso abbiamo trovato una persona in centrale� ha raccontato Zappone. Dunque, guardie giurate abbandonate a se stesse sulla strada senza poter comunicare con la centrale ed, eventualmente, chiedere rinforzi. Gli investigatori si sono resi conto che ai vigilantes non solo venivano lasciati soli, ma gli veniva chiesto di fare i giri di controllo utilizzando il proprio cellulare e l’auto personale. In quelle condizioni dovevano controllare enti pubblici, istituti di credito, perfino caserme dell’esercito sparsi in tutta la provincia.

                Ma le irregolarit� non sono finite qui. Controllati i fogli di presenza degli agenti impegnati sia all’interno degli uffici che nei servizi di vigilanza esterna, si � scoperto che erano stati falsificati e fatti firmare ai dipendenti con l’inganno. Dipendenti costretti a ritmi di lavoro massacranti: molti di loro coprivano turni per il doppio delle ore previste dal contratto. Arrivando a 14-15 ore consecutive. In un caso, un agente � stato costretto a lavorare 22 ore di fila. �Un caso limite – ha detto ancora Zappone – ma che testimonia il clima che si respirava in azienda. In quella situazione come potevano essere garantite la tutela non solo della guardia giurata, ma anche degli obiettivi su cui era chiamata a vigilare�. Insomma, condizioni di lavoro rischiose, falsificazione di rapporti consegnati in questura, persino gli strumenti di lavoro non erano in regola. Giubbotti-antipriettile e radio insufficienti, torce non funzionanti, poche auto con il nome di riconoscimento dell’istituto. Una condizione pericolosa. Qualcuno avrebbe potuto scambiare una guardia della �Vigile San Giorgio� per un malvivente, visto che il proprio lavoro � quello di entrare di notte in negozi e uffici.