Treviso. Contratto per i fine-settimana

05/02/2003



Treviso, mercoledì 5 febbraio 2003, S. Agata

TREVISO

 

Una cameriera: nei weekend le possibilità di lavoro raddoppiano

Renato Salvadori,

Vigilio Biscaro
e un barman al lavoro


Siglato nella Marca l’accordo sindacale di secondo livello, mentre in sede nazionale la trattativa langue da un anno
Contratto per i fine-settimana
Novità per i dipendenti di pizzerie, ristoranti bar e alberghi
Consentirà di mettere «in regola» studenti e personale che finora non erano inquadrabili e lavoravano «in nero»

a.f.

Contratto rivoluzionario per il settore dei pubblici esercizi, quello presentato ieri nella sede Ascom. Un contratto che riguarda pizzerie, bar, ristoranti, tavole calde (non aziendali), stazioni di servizio autostradali, discoteche, club, bottiglierie, paninoteche e alberghi; imprese commerciali che devono fare i conti con i flussi di clientela doppi o tripli del fine-settimana, e che fino a ieri non potevano dimensionare appositamente gli organici dei lavoratori (camerieri, cuochi, pizzaioli, baristi…) per il venerdì, il sabato e la domenica, se non ricorrendo al «lavoro nero» o storpiando, a proprio rischio, il concetto di lavoro part-time.
Nella Marca – e per ora solo qui, all’avanguardia su tutto il territorio nazionale – è stato firmato un accordo territoriale provinciale che supera la trattativa nazionale ferma da un anno, e che viene accolto con soddisfazione sia dalla rappresentanza dei lavoratori che dall’ associazione che raggruppa i titolari dei pubblici esercizi. «Un parto podalico – ha spiegato in modo colorito il presidente dell’Ascon Renato Salvadori – si è trasformato nella nascita di un neonato robusto, sano e vivace. Questo, accontentando le aspettative dei titolari delle imprese del settore Turismo, ma anche nel rispetto delle regole. Questo accordo mettre Treviso, una volta di più, ai vertici della contrattazione, e non nascondo che qualche mugugno, dal tavolo nazionale, ci è arrivato. Tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che attorno al tavolo si sono ritrovati dei galantuomini: se rispetteremo le regole e le promesse, sarà a vantaggio di tutti». «Un accordo – ha ribadito anche Franco Marchi della Fipe – che supera l’ostacolo del lavori interinale, difende i lavoratori dai contratti impropri e le cui regole possono rappresentare anche un inizio di introduzione nel lavoro a tempo pieno». Certo, per coloro cui il tempo pieno interessa. In realtà le regole sembrano disegnate per categorie marcatamente «da week-end» come gli studenti che vogliono guadagnare qualche soldo senfa far rischiare ispezioni e sonore multe al titolare della pizzeria, o donne che vogliono andare in soccorso al bilancio familiare senza per questo trascurare la famiglia.
Concordando (è consentito) di aumentare a 16 (da 15) il minimo delle ore settimanali previste dal contratto nazionale, e creando così il presupposto per l’assunzione di personale con orario inferiore nelle sole giornate di venerdì, sabato e domenica, si è definito che per i lavoratori «da week-end» del settore siano possibili contratti da 5 ore settimanali nell’arco di un’unica giornata, oppure un orario di 12 ore/settimana da dividere in due giornate, oppure di 12 ore/settimana in tre giornate. Salvo esplicita rinuncia da parte del dipendente, sarà garantita anche una progressione oraria: 5 ore/settimana nel primo anno, 8 nel secondo, 12 nel terzo, 16 nel quarto. Pericolo di dimissioni pre-firmate nel cassetto del titolare? «Improbabile: perderebbe una serie di agevolazioni», dice Salvadori. Lavoratori di aziende registrate a Treviso fatti migrare d’estate a Jesolo (ad esempio, la solita pizzeria estiva che ha… casa madre in città)? L’accordo vale solo entro i confini trevigiani e a vigiliare è l’osservatorio provinciale per il lavoro. Certo, finchè a livello nazionale non verrà cambiata la normativa fiscale, ci sarà sempre lo studente lavoratore che preferisce lavorare «in nero» per non dover pagare le tasse, ma di sicuro la svolta c’è e se qualcuno volesse copiarla…
«un contratto che va tenuto d’occhio per capirne l’evoluzione, ha spiegato Mico Ceotto di Fisascat Cisl. «Un contratto modellato sulle caratteristiche della nostra provincia», per Massimo Marchetti Uiltucs Uil. E sulla lotta al lavoro nero e sul ferreo controllo post- accordo ha posto l’accento anche Vigilio Biscaro di Filcams Cgil.