Trento. Villaggio Valtur, causa per i lavoratori

29/07/2005
    venerdì 29 luglio 2005

      Pagina 14 – Cronaca

        I sindacati sul piede di guerra per la situazione a Marilleva.
        Il responsabile: «Noi siamo sono intermediari»

          Villaggio Valtur, causa per i lavoratori

            Cinquantamila euro di stipendi non versati per la sola stagione invernale

              TRENTO. «Vogliamo denunciare la politica che la Valtur ha adottato lo scorso inverno al villaggio di Marilleva: voleva risparmiare sulla pelle dei lavoratori». La denuncia arriva da Ezio Casagranda (segretario generale della Filcams Cgil del Trentino) e Walter Largher della Uil. I sindacati ricorreranno infatti alle vie legali per veder riconosciuti i diritti salariali di ventisei lavoratori.

                Ad essere accusato è il sistema degli appalti. La Valtur Italia ha infatti affidato al gruppo Ina la gestione dei suoi villaggi. Nella stagione invernale 2004/05, la società ha scelto la cooperativa Pu.Ma per l’appalto del villaggio di Marilleva. Ed è proprio la Pu.Ma ad essere attaccata direttamente. «Spesso – dichiara Casagranda – si usa la cooperazione per scardinare i diritti dei lavoratori». I dipendenti infatti sono stati assunti come “soci lavoratori”, formula che, secondo i sindacati, implica una netta riduzione dei diritti: il salario è inferiore del 30% rispetto a quello del contratto nazionale (Ccnl); non è prevista la tredicesima; si perde il diritto alla disoccupazione e, infine, si riducono i contributi pensionistici. I sindacati calcolano che il credito dei lavoratori ammonti a 50 mila euro. Ma recuperare questi soldi non è facile «perché – denuncia Casagranda – la giurisprudenza non funziona: bisogna aspettare mesi prima di ottenere un riconoscimento, e spesso il lavoratore rinuncia».

                I sindacati sottolineano che questo caso non è «una mosca bianca».
                Hanno così inviato una lettera a Marta Dalmaso, assessore alle politiche sociali, per un incontro. La proposta è quella di una task force per controllare la situazione del lavoro nel turismo. «Nel settore – afferma Largher – è fondamentale sia la qualità della struttura che del personale», ma, aggiunge Casagranda, se la situazione resta questa, è inevitabile che la gente scappi. Inoltre, si preferisce assumere lavoratori provenienti da paesi dell’est per risparmiare.

                C’è la volontà di coinvolgere anche l’assessore al turismo Tiziano Meccarini, con due proposte: un contratto provinciale e l’utilizzo di una di “banca del tempo” che permetta al lavoratore di utiliazzare le ore di straordinario per corsi di formazione durante i mesi di mancata attività.
                Dal villaggio di Marivella, il responsabile Valtur del personale, risponde che «noi siamo solo degli intermediari. A noi non interessa quello che fa la ditta appaltatrice». «La Valtur – afferma Casagranda – fa orecchie da mercante alle nostre accuse, perché pensa che l’appalto la scarichi dalle responsabilità. Ma per noi in tutto questo c’entra anche lei».

                (a.l.)