Trento. Turismo, l’Unione non ci sta

24/03/2006
    venerd� 24 marzo 2006

    Pagina 9 – Economia

      Turismo, l’Unione non ci sta

        Il sindacato denuncia: disertato il tavolo contrattuale

          TRENTO. Il confronto era iniziato, si stavano individuando i temi su cui concentrare l’attenzione… poi � arrivato Giorgio Buratti e tutto � tornato in alto mare. Non hanno dubbi, i sindacati, a chi attribuire la responsabilit� per l’interruzione, ieri, delle trattative per il contratto provinciale del turismo.

            �Il rappresentante dell’Unione commercio nell’ultimo incontro aveva sostenuto che, siccome il contratto nazionale era scaduto il 31 dicembre scorso, non aveva senso parlare di quello provinciale. Dovevamo attendere il nuovo accordo� ha spiegato ieri Ezio Casagranda, segretario provinciale Filcams Cgil, assieme ai colleghi della Cisl, Giovanni Agostini, e della Uil, Gianni Tomasi. Tutti tre si sono chiesti chi mai rappresentasse nelle riunioni precedenti il direttore dell’Unione, Giovanni Profumo, cos� bruscamente scavalcato dal presidente dei pubblici esercenti. La sensazione � che questa �politica muscolare� di via Solteri manifesti tensioni interne che si scaricano sugli 11 mila lavoratori e delle 5 mila aziende del settore.

            Quanto alla ragione contrattuale, i tre segretari sorridono: �E’ da 9 anni che chiediamo l’accordo territoriale, un contratto appena chiuso o appena aperto lo si trova sempre�. Plaudono invece allo sforzo degli assessori Mellarini e Dalmaso per favorire la trattativa, ricordano il severo giudizio di Dellai per l’assenza di un contratto provinciale (�Un fatto vergognoso�) e prendono atto della maggiore disponibilit� di Confsercenti (ieri presente), dell’Asat (ieri assente per un disguido, assicura il suo direttore) contro il formale abbandono della trattativa (con una lettera al Servizio lavoro della Provincia) dell’Unione.

              Intanto ci si lamenta del calo della professionalit� degli addetti al turismo. Una ragione ci sar�.