Trento. Turismo in sciopero, Unione assediata

30/04/2003

 ECONOMIA
mercoledì 30 aprile 2003




 


A sinistra, Giorgio Buratti dell’Unione Commercio parla all’incontro voluto dai sindacati Sopra, un gruppo di manifestati durante la manifestazione di ieri mattina (foto Panato)

A sinistra, un momento dell’occu- pazione della strada davanti all’Unione dei duecento manifestanti del turismo in sciopero

Turismo in sciopero, Unione assediata
Duecento operatori, cori e bandiere per il contratto. E Bort scende in strada
LA PROTESTA DEI LAVORATORI

di Nicola Baldo

TRENTO. Nessun incidente, ma traffico bloccato e screzi con gli automobilisti: non è stata una manifestazione di routine quella a cui hanno partecipato ieri mattina oltre 200 lavoratori del settore turismo, in maggior parte donne, davanti alla sede dell’Unione commercio e turismo ai Solteri per lo sciopero di categoria indetto da Cgil, Cisl e Uil. A causa dell’agitazione alcuni disagi si sono registrati in alcune mense scolastiche e, in parte, anche in quella dell’ospedale S. Chiara.
Episodi isolati, non certo gravi, come quando una parte dei lavoratori sostavano sulla carreggiata impedendo di fatto agli automobilisti di proseguire, i quali hanno risposto con diversi colpi di clacson. Ne è seguita una breve discussione, risoltasi poi in pochi minuti. Toni un po’ accesi ma nessuna colluttazione e tanto meno nessun contuso, finché una delegazione di lavoratori non ha ottenuto di incontrare Bort e Buratti dell’Unione.
«Abbiamo voluto questo incontro per esporre le nostre richieste all’Unione, – spiega Giovanni Zambelli, della Fisascat Cisl – e come al solito devo dire di aver purtroppo ricevuto risposte piuttosto vaghe. L’adesione allo sciopero è stata alta in tutte le zone della provincia, segno che il problema c’è e deve essere affrontato». «Io credo che con i sindacati si abbia avuto un confronto e uno scambio di idee molto franco e impostato sul rispetto reciproco, – esordisce Gianni Bort, presidente dell’Unione Commercio, – noi, ora come ora, non possiamo fare altro che aspettare il rinnovo del contratto nazionale al quale si è piuttosto vicini. Dopo che questo sarà stato approvato, siamo disponibili a degli incontri con i sindacati per discutere del contratto provinciale».
Dopo la manifestazione ai Solteri, il corteo si è spostato sotto la sede della Provincia, chiedendo a gran voce un incontro con gli assessori Andreolli e Benedetti, per avere anche con loro un confronto. Ma entrambi gli assessori erano fuori sede e così i lavoratori del turismo hanno dovuto parlare con un funzionario provinciale.
Lo sciopero provinciale indetto dai sindacati uniti Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Ulitucs-Uil interessa circa 20 mila lavoratori (tra stagionali e non), che operano in Trentino e che attendono il rinnovo del contratto di lavoro. Scaduto da un anno il contratto nazionale, ben più spinosa è la partita a livello provinciale, dove il contratto integrativo è bloccato da dieci anni. Il braccio di ferro con le categorie locali non riguarda solo la tutela del potere d’acquisto dei salari, ma anche la difesa di diritti del lavoro.

Sul fronte nazionale, i sindacati chiedono il miglioramento delle normative del contratto che, per il Trentino, si concentrano soprattutto nel settore degli operatori delle mense aziendali e scolastiche. In questo caso si tratta, per il 99%, di lavoratrici part time. Donne che l’attuale contratto di lavoro tutela solo parzialmente in caso di malattia, infortunio, maternità e congedi, e che non copre dal punto di vista previdenziale, i mesi estivi. Per questo motivo ieri a manifestare erano per la maggior parte le donne di questa categoria.