Trento. Studenti baristi: si prepara il contratto

13/10/2004


            mercoledì 13 ottobre 2004

            Pagina 20 – Cronaca 

            LA NOVITÀ  
            Studenti baristi: si prepara il contratto
            Lunedì la Confesercenti incontra i sindacati. Fra i nodi: la retribuzione     




            TRENTO. Studenti dietro al bancone, a servire caffè e birra. Non più solo clienti. Torna un fenomeno che ha coinvolto generazioni di universitari: trovarsi lavoretti e attività part-time per non far pesare sulle spalle della famiglia tutte le spese degli studi, magari fuori casa.
            È osservando la domanda di lavoro dei giovani e, al tempo stesso, raccogliendo la difficoltà degli esercenti di trovare personale solo per alcuni giorni la settimana e alcuni periodi l’anno, che la Confesercenti ha avviato una trattativa.

            «L’obiettivo è stipulare un accordo territoriale, un’integrazione del contratto del turismo ad hoc per studenti universitari e studenti delle scuole superiori» spiega Nicola Malossini, presidente della categoria (Fiepet) della Confesercenti, che si occupa di aziende operanti nel settore del turismo, come bar e ristoranti. Una soluzione per «rispondere alle esigenze di flessibilità del settore» riducendo «il ricorso al lavoro nero».

             Il lavoro nero è un rischio sempre presente, soprattutto nei fine settimana. La guardia di finanza, impegnata in una serie di controlli, nei giorni scorsi ha sorpreso tre persone che servivano i clienti di un pub senza essere in possesso di un regolare contratto.


             «Sarebbe il primo accordo di questo tipo a livello nazionale» sostiene Malossini. Un accordo che avrà validità solo «per le aziende, aderenti a Confesercenti, operanti nel settore del turismo nelle città di Trento e Rovereto» e solo per gli studenti. La Confesercente pensa a contratti part-time «per una durata complessiva e continuativa non inferiore ai 3 mesi e non superiore agli 8 mesi per anno accademico». Si ipotizza una prestazione minima di 15 ore settimanali su due giornate e massima di 25 ore su cinque giornate, affermando che le prestazioni supplementari non potranno «superare le 20 ore nel mese e saranno contenute nel limite di una settimana (una volta) al mese».


             Lunedì 18 la Confesercenti incontrerà Cgil, Cisl e Uil. «Vogliamo capire se l’obiettivo sia arrivare a una normativa che tuteli gli studenti o solo cercare di risparmiare qualcosa» commenta Ezio Casagranda della Filcams-Cgil. Che intende verificare la disciplina della flessibilità, il trattamento economico e la durata del contratto.