Trento. Pulizie: «Pronti per lo sciopero generale»

20/12/2006

    marted� 19 dicembre 2006

    Pagina 7 – Economia

    Trattative ferme a Trento e a Roma. Il sindacato: �Da gennaio azioni di protesta dei 5.000 addetti�

      Pulizie: �Pronti per lo sciopero generale�

        Presidio dei lavoratori al Santa Chiara per il rinnovo del contratto

          TRENTO – Gli addetti trentini impiegati nel settore delle pulizie protestano per il mancato rinnovo contrattuale richiesto da oltre un anno e mezzo. Secondo il sindacato �la situazione rischia di esplodere e i cinquemila lavoratori impiegati in tutta la provincia sono gi� pronti per lo sciopero generale�. Intanto a Roma � stato rotto anche il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale, aperto dopo la manifestazione nazionale di categoria dello scorso 15 giugno, dopo che i rappresentanti dei lavoratori hanno definito �inaccettabili� le proposte della controparte datoriale.

          Dopo diciannove mesi di attesa, quindi, gli addetti trentini del settore delle pulizie decidono di incrociare le braccia, stufi �di aspettare invano un rinnovo contrattuale che appare ancora lontano�. Ieri mattina, presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, una quarantina di lavoratori ha infatti allestito un piccolo presidio, distribuendo volantini informativi nel tentativo di sensibilizzare la popolazione sui problemi legati alla categoria.

          Il sindacato, Filcams Cgil e Fisascat Cisl, ritiene le proposte dei datori di lavoro, nell’ambito della bozza per il rinnovo del contratto nazionale, �inaccettabili�, in particolare le ipotesi di togliere le prime tre giornate di malattia pagate e di cancellare la maggiorazione salariale per il lavoro prestato il sabato, lamentando anche proposte di aumenti troppo bassi per quanto riguarda la parte economica. I rappresentanti dei lavoratori, infatti, chiedono circa 90 euro di aumento sullo stipendio per il biennio 2006-2007, mentre la controparte datoriale avrebbe fissato, su proposta informale, un tetto massimo di circa 50 euro, praticamente 25 euro lordi per chi lavora part-time, ovvero 85 centesimi lordi di aumento.

          Inoltre, il sindacato condanna le ipotesi di riforma del sistema di assunzione nell’ambito della gestione degli appalti, che prevederebbero l’assunzione dei lavoratori a tempo determinato fino a chiusura dell’appalto, mentre fino ad ora chi subentrava alla ditta uscente aveva l’onere di riassumere il personale rimasto senza lavoro, in un quadro di rapporto lavorativo a tempo indeterminato.

          Il presidio di ieri ha avuto luogo presso il Santa Chiara perch� il coordinatore delle parti datoriali (a Roma per il tavolo delle trattative) � il proprietario della Pedus Service che ha in gestione il servizio del presidio ospedaliero. �Se i datori di lavoro non ci faranno delle proposte concrete – spiega Walter Bonatti della Fisascat Cisl – a gennaio cominceremo una serie di azioni di protesta che potranno arrivare fino ad uno sciopero generale di tutti i cinquemila addetti che lavorano in provincia�.

          G. Pe.