Trento. Protestato dei lavoratori delle imprese di pulizia

11/07/2007
    mercoledì 11 luglio 2007

    Pagina Economia

    Protestato dei lavoratori delle
    imprese di pulizia e multiservizi

      TRENTO – Contratto scaduto da 26 mesi, salari orari molto bassi (dai 5,93 ai 6,13 euro lordi), rischio di perdere il lavoro se cambia l’appalto, part time non lineare. Una situazione inaccettabile per i lavoratori delle imprese di pulizia e multiservizi, che ieri mattina hanno protestato presidiando l’ingresso di Confindustria in via Degasperi.

      «Stiamo pagando – spiega Ezio Casagranda, segretario Filcams-Cgil – i costi sociali della politica del massimo ribasso. Ci dovrebbe essere maggior controllo, soprattutto nell’ente pubblico, perché non è accettabile ad esempio vedere un appalto da 11 milioni che viene aggiudicato a 9».

      Sono 3.500 gli operatori del settore, in netta maggioranza donne che usufruiscono di part time tra le 14 e le 24 ore settimanali, con stipendi quindi che difficilmente superano i 500 euro mensili. «Il settore è polverizzato – aggiunge Walter Bonatti della Fisascat-Cisl – quindi è molto difficile controllarlo. Accade anche che le operatrici straniere (circa il 40% nel settore, ndr) vengano facilmente ricattate per poter rinnovare il permesso di soggiorno». Francesca Vespa della Uil sottolinea come sia difficile in una situazione tale programmare la propria vita famigliare: «Chiediamo di arrivare ad un salario orario di 8 euro lordi».

      Per ora dalla controparte la proposta è quella di un aumento di 37 euro lorde per 40 ore settimanali, «un’offerta economica – sottolinea Casagranda – sotto di 3 punti rispetto all’inflazione».

      Tra le norme evidenziate come peggiorative dal sindacato vi sono il mancato pagamento fino ai 3 giorni di malattia, l’abolizione della maggiorazione del 25% sulla sesta giornata lavorativa e lo spezzettamento del part time sull’orario lavorativo previsto dalla legge di 13 ore. La protesta ha voluto simbolicamente indirizzarsi anche alla vicina sede dell’azienda sanitaria, visto che «è scandaloso – denuncia Casagranda – come l’80% dei lavoratori lavori in queste condizioni per l’ente pubblico. Nel settore è molto diffusa la pratica del lavoro "grigio", con ad esempio ore straordinarie pagate in nero».

      Lo sciopero dei lavoratori di pulizie e multiservizi proseguirà anche nella giornata di oggi.