Trento. Più vicino il «contratto» per studenti-baristi

19/10/2004

            martedì 19 ottobre 2004

            Pagina 19 – Cronaca 

            Più vicino il «contratto» per studenti-baristi  
            Confesercenti ottimista sulla firma, la Cgil frena sulla flessibilità     

            TRENTO. Sempre più vicino il “contrattino” per gli studenti delle superiori e dell’Università che intendono lavorare – in alcuni giorni della settimana o in certi periodi dell’anno – in bar e ristoranti di Trento e Rovereto. La firma dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, forse già venerdì 29 ottobre. Sul trattamento economico c’è convergenza fra l’associazione dei datori di lavoro appartenenti alla Confesercenti e i sindacati. Restano, però, da discutere e definire vari aspetti della flessibilità.

             Nei giorni scorsi la Confesercenti, per la precisione la Fiepet che è il settore degli esercenti pubblici e turistici, aveva preparato una bozza per arrivare a un accordo territoriale, un’integrazione del contratto del turismo ad hoc per studenti universitari e studenti delle scuole superiori. Ieri mattina il primo incontro con i sindacati.

            Assente la Fisascat Cisl, la Fiepet si è trovata nella propria sede di via Maccani attorno a un tavolo con la Filcams Cgil e la Uiltucs Uil. Da una parte l’intenzione di rispondere alle esigenze di flessibilità del settore riducendo, per quanto possibile, il ricorso al lavoro nero. Dall’altra l’esigenza di tutelare i giovani lavoratori che, sempre più numerosi, si affacciano alle porte dei locali desiderosi di guadagnarsi un po’ di soldi nel tempo libero da lezioni e studio. Accordo innovativo, primo in Italia, tutto da inventare. Il presidente della Fiepet, Nicola Malossini, è ottimista: «L’incontro è stato tranquillo. Ora valuteremo le osservazioni dei sindacati. La soluzione credo stia a metà strada».
            Interviene Ezio Casagranda della Filcams Cgil: «Abbiamo fatto una serie di rilievi. Vogliamo evitare assolutamente il “lavoro a chiamata” perché è il massimo della precarietà».

            (eli.b.)