Trento. Mediazione fallita, Amsa dal giudice

13/10/2004


            mercoledì 13 ottobre 2004

            MERCOLEDÌ, 13 OTTOBRE 2004
             
            Pagina 34 – Provincia
             
            Si fa sempre più strada una soluzione giudiziaria della vertenza. Sul piatto anche un risarcimento danni
             
            Mediazione fallita, Amsa dal giudice
             
            Negativo l’esito dell’arbitrato tra azienda e dipendente spiato
             

            ARCO. Finirà inevitabilmente nelle aule di un tribunale, l’ormai famosa vertenza che vede protagonisti da una parte i vertici dell’Amsa spa, l’ex municipalizzata arcense, e dall’altra il dipendente fatto spiare da un’agenzia investigativa di Trento durante il suo congedo parentale. Ieri mattina, infatti, è andato fallito il tentativo di mediazione, previsto dalla legge, per una soluzione “pacifica” della controversia.

             Presenti all’arbitrato le due controparti assistite dai rispettivi legali. Accanto al dipendente anche il segretario della Filcams Cgil Ezio Casagranda. «Il tentativo di conciliazione è andato fallito – commenta Casagranda – la proposta di mediazione dell’azienda era inaccettabile. L’Amsa proponeva di abbassare la sospensione comminata al dipendente da cinque a quattro giorni. Noi, invece, chiedevamo il ritiro del provvedimento disciplinare. Constata l’impossibilità a tentare una mediazione, si è dichiarato concluso l’arbitrato.

            Ora stiamo a vedere quello che succederà. L’azienda può ancora risolvere la vicenda rimanendo in ambito sindacale. Ovviamente togliendo la sospensione al dipendente spiato. In caso contrario si andrà in tribunale e a quel punto possibilità di mediazione non ve ne saranno più. Anzi, prenderemo in considerazione l’ipotesi di una richiesta di risarcimento danni». «In questa vicenda si sono violati i diritti del lavoratore – incalza il sindacalista – con un ritorno al passato di almeno 50 anni. Contestiamo l’atteggiamento dell’azienda sia nel modo, dato che ha fatto spiare un proprio dipendente, sia nel merito visto che ciò che gli si contesta è falso». Il dipendente era stato fatto spiare in vari momenti della giornata (anche in piscina dove svolgeva, sembra, opera di volontariato) durante il suo periodo di congedo parentale. «Prendo atto del fallimento dell’arbitrato – commenta il presidente dell’Amsa Bernardis – se non vi sono margini vorrà dire che andremo in tribunale. Ma noi siamo più che tranquilli».