Trento. Il commercio è senza contratto

15/06/2004
         
        MARTEDÌ, 15 GIUGNO 2004
         
        Pagina 30 – Cronaca
         
        SCIOPERO NAZIONALE CGIL CISL UIL
         
        Il commercio è senza contratto, sabato negozi chiusi
         
         TRENTO. Cgil, Cisl e Uil si preparano per lo sciopero nazionale del commercio di sabato 19 giugno, a Roma. Per la prima volta l’intera categoria si riunirà per portare in piazza non solo 100 mila lavoratori, ma anche tutto il malcontento accumulato in 8 mesi di trattative. “Con il contratto scaduto da 18 mesi e l’impossibilità di negoziare seriamente con la controparte – ha affermato Ezio Casagranda della Filcams-Cgil – l’unico strumento che ci rimane è quello dello sciopero.”
         E’ duro Casagranda quando viene toccato il tasto del rinnovo contrattuale. “I commercianti non possono nascondersi dietro ad un dito affermando che se ci sarà il tanto auspicato aumento dei salari si verificherà un’impennata dei prezzi. E’ vergognoso che qualcuno avanzi un ricatto simile.” Numerose sono le richieste dei sindacati per tutelare i lavoratori del settore e un mercato del lavoro che va verso una preoccupante flessibilità.
         Innanzitutto un aumento salariale di 107 euro per recuperare la differenza tra inflazione programmata e reale. Molto distante la controproposta della Confcommercio: l’aumento salariale è di soli 100 euro lordi distribuiti su 4 anni, anziché 2 anni come previsto dalla piattaforma sindacale. Alla somma dovrebbe essere sotratto l’aumento di 14,46 uro per il quarto livello e l’assistenza sanitaria integrativa. “Conti alla mano – ha proseguito Casagranda – ci ritroveremmo con 81 euro lordi da suddividere in 4 anni. A queste condizioni non è più possibile nemmeno discutere.”
         Alla spinosa questione degli aumenti salariali va aggiunto il secco “no” delle associazioni di categoria alle leggi di riforma dell’orario di lavoro. “Con l’introduzione della Legge 30 e il successivo decreto legge 276 – ha incalzato Giovanni Agostini della Fisascat – Cisl – flessibilità e precarietà saranno selvagge”. Il governo vorrebbe prolungare di un anno il periodo di apprendistato, raggiungendo così i 36 mesi per un commesso (anziché gli attuali 24) e i 48 mesi per un banconiere (a fronte degli attuali 36).
         Altro nodo del contendere è poi il contratto part-time che sarebbe fortemente penalizzato dalle nuove norme. “Non possiamo accettare condizioni così penalizzanti per tutte quelle lavoratrici – ha dichiarato Gianni Tomasi della Uiltucs – che grazie al part time riescono a conciliare impegni familiari e lavorativi”. Secondo i sindacati è inconcepibile che per il cambiamento degli orari il datore dia un preavviso di soli 2 giorni o che si cancelli il consolidamento delle ore “supplementari” rendendole obbligatorie. Ora la palla passa ai lavoratori che aderiranno agli scioperi di venerdì 18 giugno (per le imprese che lavorano 5 giorni) e di sabato 19 giugno (per quelle che lavorano 6 giorni). Cgil, Cisl e Uil organizzeranno pullman in partenza dall’area Zuffo venerdì 18 giugno alle 23. 

        (ch.ma.)