Trento. Emergenza camerieri, ora è polemica

22/07/2002

20 luglio 2002

ECONOMIA





 

Vertice con Andreolli per affrontare la situazione della mancanza di personale. Interrogazione di Olivieri a Maroni
Emergenza camerieri, ora è polemica

La Cgil attacca gli albergatori: paghe troppo basse. Rigotti: non è vero

TRENTO. Gli albergatori stanno ultimando un documento da sottoporre al ministro del Lavoro Roberto Maroni. E per martedì l’associazione presieduta da Natale Rigotti ha convocato d’urgenza il direttivo con l’assessore provinciale Remo Andreolli. La situazione è critica: nelle cucine e nelle sale degli alberghi il personale è insufficiente per affrontare l’alta stagione. Ma la Cgil attacca.
«Il Trentino – dice Roland Caramelle della segreteria Filcams Cgil – è uno dei pochi territori ad utilizzare apprendisti stagionali, cioè lavoratori che ricevono paghe nettamente inferiori a quelle corrisposte normalmente per una determinata mansione. Di fronte alla scarsità della manodopera si dovrebbero offrire stabilmente maggiori salari e migliori condizioni, assieme a adeguati percorsi di formazione. Gli incentivi monetari dell’ultimo minuto non servono: bisogna rimuovere i veri nodi del turismo trentino, ancora distante dai diritti e dalla qualità». Affermazioni rispedite al mittente dall’associazione albergatori che dice: «Siamo quelli che retribuiscono meglio il personale». Ma l’accendersi delle polemiche non risolve il problema oggettivo. L’associazione albergatori denuncia, ad oggi, la mancanza di quattrocento tra cuochi e aiuto-cuochi e milleduecento addetti alle sale. «Il problema – dice Igor De Pellegrini, Hotel San Marco di Moena – è che i giovani questo mestiere non lo vogliono più fare perché si lavora di sabato e di domenica e perché vogliono lavori più semplici». «Mai avuto tanti problemi come quest’anno nel reperire il personale», dice il titolare dell’Hotel Villa Wilma di Folgaria che, due settimane fa cercava disperatamente aiuto cuoco e cameriere di sala.
L’assessore al Turismo Marco Benedetti conosce il problema: «Bisogna affrontarlo in maniera nuova. Dare al personale una dignità diversa, un riconoscimento economico che tenga conto anche dei mesi che non lavorano. Mi spiego: assicurare loro non solo le stagionalità che lavorano ma anche un sussidio che copra loro i rimanenti mesi dell’anno. E poi risolvere il problema dell’alloggio, pensare ad un progetto che preveda anche una migliore accoglienza. I camerieri vanno curati di più perché, volenti o nolenti, sono loro che fanno la fortuna del nostro comparto. Sono loro che trattano con i clienti molto più che il titolare dell’albergo. Va recuperato un progetto complessivo che tenga conto dell’aspetto formativo, dell’alloggio, del versante economico».
L’assessore Andreolli martedì incontrerà gli albergatori e mette un’ipoteca sul futuro: «Chiederemo un congruo numero di lavoratori immigrati per il turismo». L’onorevole Luigi Olivieri ieri ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro Maroni illustrando la situazione del Trentino e chiedendo quali iniziative intenda adottare per tentare di salvare la stagione turistica.