Trento. Commercio, Unione divisa sull’accordo territoriale

01/12/2005
    giovedì 1 dicembre 2005

    Pagina 9 – Economia

      Contratti

        Le associazioni imprenditoriali avviano il confronto sul lavoro festivo. Un’occasione per riprendere il dialogo con Cgil, Cisl e Uil

        Commercio, Unione divisa sull’accordo territoriale

          Grossisti e Servizi prendono le distanze da Zecchini. Bort apre sulle domeniche d’oro

            TRENTO. Qualcosa si muove sul fronte del commercio. Ieri mattina Unione, Confesercenti e Cooperazione hanno comunicato ai segretari di categoria Cgil, Cisl e Uil la loro disponibilità a trovare l’accordo sulle “domeniche d’oro”. E’ la prima presa di contatto dopo l’interruzione a luglio delle trattative per il contratto territoriale, un nodo irrisolto che sta facendo emergere diverse sensibilità nella conduzione della politica sindacale dell’Unione commercio.

              Forse hanno contribuito le critiche dei sindacati. Probabilmente ha pesato anche il duro giudizio – «è una vergogna» – pronunciato da Dellai per l’assenza, in Trentino, di un contratto di secondo livello per i 15 mila dipendenti del commercio. Fatto sta che la conduzione della politica sindacale del commercio sin qui delegata al presidente dei Dettaglianti, Elio Zecchini, sta suscitando qualche perplessità in via Solteri.

              Le ragioni dono diverse: perché la trattativa si trascina da un anno senza risultati, perché i rapporti con le controparti s’inaspriscono senza plausibili ragioni, perché alcune categorie imprenditoriali cominciano a prendere le distanze dalla logica del rinvio ingiustificato che, dicono, inevitabilmente finirà per portare allo scontro.

              Zecchini respinge le critiche e si dice pronto a sedersi al tavolo con Ezio Casagranda (Filcams), Giovanni Agostini (Fisascat) e Gianni Tomasi (Uiltucs). Ma questi replicano che dopo essersi lasciati a luglio «per ritrovarsi dopo la pausa estiva», si è già arrivati a dicembre. Insomma, non gli credono più. Fino a prova contraria.

              LE PERPLESSITA’. Nella stessa Unione c’è qualche perplessità che ha spinto il presidente dei Grossisti, Paolo Mondini, a dichiarare che d’ora in avanti la trattativa, per quanto concerne la sua categoria, l’avrebbe condotta direttamente la sua associazione. Un modo non brutale per far sapere che i Grossisti non si sentono più rappresentati da Zecchini e che perciò ritirano la delega che gli avevano affidato per coordinare i contatti.

                Anche la terza associazione coinvolta nel contratto del commercio, quella dei Servizi presieduta da Mario Oss, sembra voler prendere le distanze dalla conduzione sin qui praticata, avendo già manifestato la sua maggiore disponibilità per la ricerca di un accordo territoriale.

                Insomma in questa partita l’Unione – mentre Confesercenti e Cooperazione se ne stanno comprensibilmente alla finestra – sta attraversando uno dei suoi ciclici riassestamenti interni, che stavolta vede Zecchini protagonista ed il presidente Bort impegnato, com’è nel suo carattere, più a sopire che a troncare. Per cui nella faccenda finiscono per concentrarsi tutte le tensioni e le recriminazioni di via Solteri, con un occhio attento alle prossime scadenze dei mandati presidenziali. Con il risultato, però, di inimicarsi sindacati ed istituzioni senza visibili contropartite.

                La trattativa per le “domeniche d’oro” potrebbe essere l’occasione per uscire dall’imbarazzo. Si tratta dell’accordo ormai tradizionale – «si ripete dal 1998» ricorda Gianni Tomasi, segretario Uiltucs – per le cinque festività del periodo natalizio.

                LE RICHIESTE. I sindacati chiedono che la maggiorazione per il lavoro straordinario sia portato al 60% contro il 30% già previsto dal contratto nazionale e che si comprenda anche la domenica 27 novembre (i negozi erano già aperti) oltre a quelle di dicembre.

                  La trattativa riguarda la maggioranza degli esercizi, mentre le imprese maggiori hanno già tempo raggiunto accordi aziendali (Orvea applica la maggiorazione dell’80%, Poli e Sait del 70%) compreso, come da contratto, il recupero della giornata.

                  Una trattativa su un tema specifico, come si vede. Ma potrebbe essere l’occasione per riprendere il filo interrotto del contratto territoriale. A meno che nella giunta dell’Unione non si voglia procede prima alla periodica resa dei conti interna.