Trento. Commercio: i sindacati chiedono il rinnovo del contratto

26/04/2004

    sabato 24 aprile 2004 – Trento (pag.29)

    Commercio, i sindacati chiedono il rinnovo del contratto per 17 mila lavoratori
    Presidio davanti all´Unione
    Auto bloccate, qualche momento di tensione

    Di MATTIA ECCHELI
    L´autista di un potente fuoristrada nero si ferma e smonta proprio in mezzo al centro dell´incrocio. E litiga con i manifestanti. Quello di una Panda bianca sgomma e sfiora un paio di delegati sindacali sotto gli occhi attenti di un dirigente della Digos che annota il numero di targa.
    Sono gli unici momenti di tensione del presidio unitario organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede dell´Unione Commercio e Turismo per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da 16 mesi.
    Se i disagi per gli automobilisti derivati dalla contestazione di ieri sono contenuti e sono limitati a qualche minuto di attesa, quelli dei lavoratori del settore (15-17mila in Trentino) sono decisamente superiori.
    «Non chiediamo la luna» recita il volantino distribuito da Enzo Casagranda, Gianni Tomasi e Giovanni Agostini e dagli altri delegati che danno vita al presidio. «Vogliamo rendere il lavoro più stabile e meno soggetto ai ricatti» spiegano. Le richieste non sono solo economiche, anche se i 107 euro lordi mensili (per 14 mensilità) compaiono al primo posto nelle rivendicazioni. I sindacati chiedono «regole precise in merito agli orari dei part-time e che eventuali disagi siano retribuiti», esortano alla «informazione preventiva qualora le aziende intendano terziarizzare, appaltare, cedere rami d´impresa» e denunciano «il grave comportamento di Confcommercio che pretende di mercificare le persone, scambiando qualche euro per la totale ed indiscriminata flessibilità del lavoro».
    Il presidio dura un paio di ore ma non frutta alcun risultato concreto (eccezion fatta per la visibilità) poiché i vertici di via Solteri sono assenti: «Secondo me – afferma Tomasi della Uiltucs – nelle relazioni sindacali è buona norma sentire le ragioni della controparte». Per Casagranda della Filcams Cgil «l´Unione ha perso una buona occasione per prendere le distanze dalla posizione oltranzista di Confcommercio». L´auspicio è che si possa anche avviare in provincia la contrattazione territoriale, attualmente inesistente. I sindacati, che individuano anche nel sistema cooperativo ed in Confesercenti le proprie controparti, non escludono un nuovo ricorso allo sciopero che potrebbe venire proclamato in tutta Italia ancora per il prossimo maggio.