Trento. «A Roma con 200 lavoratori»

09/06/2004

      9 giugno 2004 / Economia (pag.9)

      La vertenza
      L´assemblea unitaria di Cgil, Cisl e Uil rilancia
      la mobilitazione:

      «A Roma con 200 lavoratori»
      Per sabato 19 giugno è in programma lo sciopero del commercio

      Di ALESSANDRO GENOVESE


      TRENTO – Nessun passo avanti, dopo otto mesi di trattative e due scioperi nazionali, nella vertenza sul rinnovo del contratto nazionale del commercio, scaduto ormai da quasi un anno e mezzo. L´assemblea regionale dei delegati del settore, organizzata ieri all´Hotel Laurin di Bolzano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per fare il punto sul negoziato, ha infatti confermato lo scontro tra sindacati e Confcommercio sui temi «caldi» del salario e del mercato del lavoro. Uno scontro frontale, culminato nella proclamazione di uno sciopero generale per sabato 19 giugno e nell´organizzazione, per lo stesso giorno, di una manifestazione nazionale di protesta che si svolgerà a Roma.
      È toccato al segretario nazionale Fisascat Giovanni Baratta il compito di riassumere le motivazioni della protesta di fronte ai 150 delegati presenti a Bolzano.
      Sul salario, Confcommercio ha proposto un accordo di durata quadriennale con 100 euro di aumento, a fronte di una richiesta sindacale di 107 euro per il biennio.
      Da parte datoriale si punta poi al recepimento all´interno del contratto delle nuove norme di legge sul part-time e sull´apprendistato: modifiche che i sindacati non esitano a definire inaccettabili, «in quanto fondate sulla pretesa di ristabilire un potere unilaterale sulla prestazione dei lavoratori e delle lavoratrici».
      Per quanto riguarda il part-time, Baratta ha richiesto il mantenimento delle regole previste dall´attuale Ccnl, l´aumento delle ore minime settimanali, la regolazione delle clausole elastiche e flessibili con introduzione della possibilità di recesso, il pagamento della maggiorazione per il lavoro domenicale e l´aumento delle percentuali per il part-time post-maternità. Secondo il sindacato, Confcommercio intende invece «applicare integralmente la nuova legge, cancellare le norme in vigore, eliminare il diritto di precedenza per il passaggio da part-time a full-time e viceversa e rendere obbligatorie le ore di supplementare», in un´ottica «tesa a trasformare il rapporto di lavoro in individuale».
      Quanto all´apprendistato, la Fisascat, che ha proposto di aumentare la percentuale di conferma (oggi il 60%) e la copertura in caso di malattia, si dice molto critica verso Confcommercio che, «senza alcun pudore, ha chiesto di superare il rapporto dipendenti apprendisti».
      Una proposta che comporterebbe un conseguente «aumento della precarietà del lavoro» e uno «snaturamento dell´istituto dell´apprendistato che serve per formare i lavoratori e non quale semplice riduzione dei costi per le imprese».
      Soddisfatto per i contenuti emersi in assemblea è il segretario generale Filcams Cgil del Trentino Ezio Casagranda, che parla di «un´esperienza sicuramente positiva e da ripetere, che ha permesso uno scambio di opinioni tra i delegati delle due province sulla questione del contratto e più in generale sulle condizioni di lavoro del settore. È significativo – ha aggiunto Casagranda – che da molti interventi sia venuta la richiesta alle amministrazioni provinciali di assumere una precisa scelta contro l´applicazione delle norme contenute nella legge 30 sul mercato del lavoro».
      Nel corso della riunione i delegati si sono poi dati un obiettivo ambizioso per la partecipazione al corteo di Roma: 200 lavoratrici e lavoratori da Trento e Bolzano, «per conquistare il contratto ed affermare la dignità di chi opera in un settore strategico dell´economia».
      Lo sciopero del 19 interesserà anche i dipendenti delle cooperative. Le centrali Ancc e Ancd di Legacoop, Federconsumo Cci e Agci hanno infatti sostenuto che un eventuale accordo sul contratto della distribuzione cooperativa le avrebbe esposte ad un rischio competitivo troppo alto rispetto alle aziende del commercio.
      Da qui la decisione delle organizzazioni sindacali di estendere la proclamazione dello sciopero di sabato 19 giugno all´intero settore del commercio e dei servizi, la cui effettuazione sarà anticipata a venerdì 18 nelle imprese che lavorano su 5 giorni alla settimana.