Tremonti: senza riforma non ci può essere futuro

02/10/2003




02 Ottobre 2003

ILLUSTRATA IN SENATO LA FINANZIARIA FRA APPLAUSI E CONTESTAZIONI
Tremonti: senza riforma non ci può essere futuro
Il ministro: «Un provvedimento equilibrato fra equità e sviluppo
L’obiettivo realistico è una crescita all’1,9% e un deficit al 2,2%»
Alessandro Barbera

RMA
Senza la riforma delle pensioni non ci sarebbe «nè futuro, nè manovra». Di fronte ad una platea di senatori pro

nta ad applaudirlo (da destra) e a contestarlo (da sinistra), il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha presentato così la proposta di Legge Finanziaria per il 2004 che ha iniziato l’iter di approvazione parlamentare. Con la presentazione dell’«articolato» ai senatori emergono importanti dettagli sulla manovra, sia sul fronte della copertura (circa 9 miliardi su dieci verranno garantiti dal «maxidecreto» fiscale), ma anche per le cosiddette «pensioni d’oro» e le privatizzazioni. Tremonti ha presentato inoltre la «Relazione previsionale» e la nota di aggiornamento al Dpef: il fabbisogno dello Stato nei primi nove mesi dell’anno si è attestato a 44 miliardi, in crescita di 10,6 rispetto ad agosto.
Manovra e riforma della previdenza – ha spiegato il ministro Tremonti ieri mattina a Palazzo Madama – si inseriscono nel «grande ciclo di riforme strutturali» che stanno attraversando diversi Paesi Ue, Francia e Germania in testa. Riforme «cui è stato impresso un ritmo impressionante» e alle quali il nostro Paese non si può sottrarre, perché «si tratta dell’investimento che tutto il continente fa sul suo futuro». Il ministro ha ricordato le parole del Presidente Ciampi, e l’esortazione a «non lasciare che in Europa prevalga la sindrome del declino». Un sentimento «europeo ed effimero, che può e deve essere evitato». Ecco dunque il senso del Piano europeo per la crescita, «con l’obiettivo di finanziare le grandi opere infrastrutturali, materiali e immateriali». Per Tremonti «è motivo di particolare soddisfazione» il fatto che venga presentato durante il semestre di presidenza italiano.
Parlando quindi della manovra il ministro l’ha definita «equilibrata tra equità e sviluppo». Una Finanziaria «non di tagli ma di garanzia sociale», nella quale «i provvedimenti più importanti non sono quelli più vistosi, ma quelli rivolti alla famiglia, alla società civile, alla solidarietà». Tra questi Tremonti ha citato quelli a favore dei figli, l’eliminazione dell’Iva per l’acquisto della ambulanze, i micro-asili, il provvedimento contro il caro-vita. Anche se, aggiunge fra i sonori mugugni dell’opposizione, «se ci fosse stato l’euro di carta, l’impatto del changeover sarebbe stato meno violento».
Sedici miliardi di manovra complessiva, che ha come risultato finale «l’invarianza della spesa sul Pil». L’obiettivo «realistico e nella media europea», è una crescita per il 2004 all’1,9%, un indebitamento netto al 2,2% e il calo progressivo del debito pubblico. Tremonti ricorda quindi che la crescita del Pil «resta maggiore per il Sud rispetto al resto del Paese» (nel 2004, si legge nella «Previsionale», crescerà oltre il 2%) e per il quale il governo ha comunque previsto «otto miliardi in più rispetto a quelli già stanziati con le precedenti manovre».
Restando sui numeri, una lettura attenta della corposa proposta di legge (più di 100 pagine fra testo e tabelle) offre alcune novità. La prima è che il «maxi-decreto» si conferma la vera «cassa» della manovra. La gran parte della copertura della Finanziaria 2004 arriverà infatti dal provvedimento che entra in vigore in queste ore: 9,043 miliardi sui 10,233 complessivi. L’articolato modifica inoltre il contributo a carico delle cosiddette «pensioni d’oro», voluto con forza dalla Lega. Se in un primo tempo si era parlato del 2%, nel nuovo testo presentato in Senato si legge che sarà del 3% e varrà a partire da 80 mila euro invece che dai 60 inizialmente previsti. Salta inoltre l’indicazione del «tetto» massimo per queste pensioni, inizialmente fissato in 15.480 euro. In vista anche nuove regole per le privatizzazioni, che saranno più snelle: il governo continuerà ad individuare le modalità più appropriate di alienazione «assicurando massima flessibilità operativa e contenimento dei costi», in particolare per la cessione di partecipazioni minori. Con le norme a protezione del «Made in Italy» la Finanziaria si preoccupa anche di finanziare l’acquisto di scanner alle frontiere per prevenire le frodi.
Saranno inoltre predisposte «banche immagini» per «scovare» i marchi contraffatti e lo sportello unico doganale per semplificare le operazioni di import-export. Mentre comincia la battaglia parlamentare, il Senato ieri sera ha approvato il disegno di legge di «assestamento» del bilancio (provvedimento che «aggiorna» l’andamento dei conti) che ha confermato una riduzione di 9,6 miliardi nelle entrate 2003 rispetto alle stime iniziali, al netto del maggior gettito arrivato dal condono. Il sottosegretario Giuseppe Vegas ha sottolineato che la diminuzione delle entrate «non deriva che dall’andamento dell’economia». Ha quindi respinto l’idea che si tratti di «un buco vero e proprio» perché «anche al netto dei condoni, le entrate hanno un andamento sostanzialmente in linea con l’anno scorso».