Tremonti punta alle casse

04/10/2002

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
235, pag. 3 del 4/10/2002
di Teresa Pittelli



Lo prevede la Finanziaria. Gli enti di previdenza dei professionisti in rivolta.

Tremonti punta alle casse

Il ministro dell’economia vuole conoscere i conti

Il governo ha messo gli occhi sul patrimonio delle casse di previdenza privatizzate. L’articolo 19, comma 2, della Finanziaria 2003 sottopone le casse professionali privatizzate all’obbligo di comunicare i propri flussi trimestrali di cassa al ministero dell’economia. Proprio come avviene per il settore pubblico. La norma richiama l’articolo 30 della legge 468/78, che prevede l’obbligo di rendere noti (oltre ai risultati trimestrali e alle stime di previsione), anche i depositi presso la tesoreria e l’indebitamento a breve e medio termine degli enti. E non solo. La relazione tecnica alla legge finanziaria spiega che ´le disposizioni non comportano oneri, ma sono strumentali al conseguimento degli obiettivi di bilancio per il prossimo triennio’.

In altri termini, le casse di previdenza, privatizzate nel ’94 (dlgs n. 509) e nel ’96 (dlgs n. 103), dovranno rispondere della loro situazione patrimoniale completa a via XX Settembre. E questo controllo è strumentale alla sostenibilità della finanza pubblica. Previsioni che a Maurizio de Tilla, presidente della cassa forense e dell’Adepp (l’associazione di 19 casse), sembrano l’anticamera del rientro delle casse privatizzate nella sfera del controllo pubblico, nonché il preludio a eventuali interventi di ´scippo’, da parte del tesoro, del patrimonio degli enti. Ma sono anche previsioni che spiazzano il ministero del welfare, al quale compete la vigilanza sulle cassa. ´Non è stata una norma concordata con noi’, precisa Alberto Brambilla, sottosegretario al welfare, ´e non è in linea con la mia visione, che è quella di dare alle casse la massima libertà possibile’. Secondo Brambilla il compito del governo è quello della verifica della stabilità finanziaria delle casse. Da svolgere con la presentazione dei bilanci e delle riserve tecniche al ministero del welfare. ´E semmai (ma è una proposta avversata dal vertice dell’Adepp, ndr) con la previsione, sul modello del decreto 703/96 del ministero del tesoro, di criteri di gestione prudenziale per gli investimenti, come previsto da una direttiva Ue’.

- La protesta dei professionisti. ´Un gravissimo attentato all’autonomia e alle risorse finanziarie della cassa avvocati e delle altre casse di previdenza dei liberi professionisti’, denuncia de Tilla in una lettera inviata al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e al vicepremier, Gianfranco Fini, con la quale chiede l’eliminazione della norma dall’articolato della Finanziaria, perché si tratta del ´presupposto legislativo di provvedimenti che potrebbero portare a prelievi forzosi e illegittime acquisizioni pubbliche del nostro patrimonio’. Non si capisce, infatti, perché un adempimento che, come confermano i presidenti delle casse interessate, finora era svolto in via informale, ´come forma di cortese collaborazione’, debba ora essere prescritto per legge. La ragione, per de Tilla, potrebbe essere, appunto, ´nello scippo’. Far rientrare per legge i flussi di cassa delle casse di previdenza dei liberi professionisti nel conto economico delle pubbliche amministrazioni ´nasconde il tentativo di rendere nuovamente pubbliche le casse privatizzate’, si sfoga de Tilla. Lo spettro che si affaccia sulla previdenza dei professionisti, insomma, è quello di una sorta di ´esproprio’, in caso di difficoltà delle finanze pubbliche, del lauto patrimonio della previdenza privata, che stando ai dati di de Tilla, ammonta ´a oltre 2,5 miliardi di euro’. E che potrebbe assumere le forme più svariate. ´Per esempio quella del prestito forzoso dalle casse al tesoro, che nel ’93 fu deciso per decreto’, ricorda un dirigente di una cassa professionale. Ma de Tilla, reduce dalla conferenza nazionale di Sorrento, nella quale erano arrivate ampie assicurazioni sulla volontà del governo ´di non interferire con l’autonomia delle casse’ (come aveva sottolineato, in quella sede, Alberto Brambilla), non è disposto a subire il blitz. ´I liberi professionisti non si faranno rovistare nelle tasche senza reagire, e condurranno una battaglia senza quartiere’, spiega il presidente dell’Adepp. E precisa che è già stata indetta una giornata nazionale di protesta per giovedì 24 ottobre, quando a Roma si svolgerà la prima conferenza delle professioni intellettuali. ´Il passo successivo sarà un battaglia durissima in parlamento’, conclude de Tilla, ´e la convocazione di uno sciopero generale dei professionisti italiani, un esercito di circa 2 milioni di persone, in grado di paralizzare il paese’. L’unica voce del governo che ieri si è fatta sentire sulla questione è quella del sottosegretario al ministero dell’istruzione, Maria Grazia Siliquini, che nell’ambito di un incontro con i vertici delle casse dei dottori commercialisti e dei ragionieri, ha detto che ´porterà all’attenzione del governo le problematiche che l’articolo 19 della Finanziaria comporta per le casse’.

- Via al tavolo tecnico tra dottori commercialisti e ragionieri. Dall’incontro al Miur è arrivata la disponibilità di Adelio Bertolazzi e Luciano Savino, presidenti degli enti di previdenza dei dottori commercialisti e dei ragionieri, ad aprire un tavolo di confronto tecnico al quale siederanno, oltre al Miur, anche i ministeri del welfare e della giustizia, per avviare la discussione sull’unificazione delle casse, a seguito dell’istituzione di un’unica professione nell’area economico-contabile.