«Tremonti non è Babbo Natale»

24/11/2003


DOMENICA 23 NOVEMBRE 2003

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
«Tremonti non è Babbo Natale»
Sindacati e Ds: l´aumento per i pensionati è solo un bluff
          Angeletti: "Vedremo se l´unità tiene quando faremo la proposta di riforma del Welfare"
          Maroni sorpreso dalle reazioni sulle tredicesime: "Aumento merito del governo"

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Cgil e Cisl, ma anche l´Ugl, non credono alla «buona sorpresa» che, come ha detto il ministro Tremonti, i pensionati troveranno nelle loro tredicesime. Forti dubbi nutrono anche i Ds. «Giulio Tremonti non è Babbo Natale, non fa nessun regalo ai pensionati», dice il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Non è un regalo – conferma il leader della Cisl, Savino Pezzotta – ma semplicemente un aumento già previsto a fronte di un carico fiscale più pesante durante l´anno». Ancora più esplicito il segretario dei pensionati Cisl, Antonio Uda: «Quella della tredicesima più ricca è una balla».
          Venerdì Tremonti ha parlato di «una sorpresa», senza tuttavia precisare l´entità e la natura dell´aumento. Si è limitato a dire che le tredicesime saranno più pesanti «per effetto della riforma fiscale applicata in ritardo per motivi tecnici». Più d´un esperto ha interpretato le sue parole come l´annuncio di un aumento derivante dall´allineamento delle deduzioni fiscali dei pensionati a quelle dei lavoratori dipendenti (da 7mila a 7.500 euro). Ma se il caso è questo, dicono i ds Visco, Bersani e Benvenuto, «si tratta di qualcosa che ancora non esiste e che, per esistere, dovrà essere presentata in Parlamento ed essere corredata di una copertura finanziaria di cui nessuno finora ha mai parlato». Se invece non è così, proseguono i ds, allora non si tratta che «della restituzione tardiva, di quanto, mese dopo mese, era stato sottratto agli assegni vitalizi». Come dire: non è che un conguaglio, dunque quello di Tremonti è un bluff. Il ministro Maroni è sorpreso della reazione dei sindacati: «Gli aumenti non sono che il risultato dell´azione di governo», dice.
          Nel frattempo, Cgil, Cisl e Uil lavorano per consolidare il rapporto unitario raggiunto sulle pensioni. I toni ai quali sia Pezzotta che Epifani (accolto tra gli applausi, ma anche da un cartello con scritto «basta con gli insulti») hanno fatto ricorso ieri nella giornata finale dell´assemblea Cisl sono stati molto concilianti. Dopo l´intervento di Epifani, che ha proposto di «provare a metterci dietro le spalle quello che ci divide, non con atti di volontà ma con scelte concrete, in modo da rendere non reversibile il percorso unitario», Pezzotta ha infatti espunto dalla sua relazione i passi più duri nei confronti della Cgil. In particolare, il passaggio dove chiedeva alla confederazione di Corso Italia di «decidere in fretta su quale modello di sindacato vuole attestarsi», poichè «a noi oggi sembra che la sua posizione sia ancora molto ibrida».
          L´obiettivo, dunque, a maggior ragione quando mancano soltanto due settimane alla manifestazione unitaria contro la riforma delle pensioni, in programma a Roma il 6 dicembre, è quello di rafforzare i rapporti unitari: ferme restando, tuttavia, le differenze tra i due sindacati, che sono profonde e che riguardano non soltanto contratto dei metalmeccanici, riforma del mercato del lavoro e rappresentanza sindacale, ma lo stesso modello sindacale perseguito. Il rafforzamento del percorso unitario è possibile anche per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il quale chiede però che si trovino posizioni comuni «per qualcosa e non solo contro qualcosa: vediamo se riusciamo a mettere a punto insieme una piattaforma per la riforma del Welfare».