Tremonti: meno spesa per tagliare le imposte

01/10/2002






              (Del 1/10/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
              IL MINISTRO DELL´ECONOMIA SPIEGA LA FILOSOFIA DELLA FINANZIARIA: IN LINEA CON L´EUROPA
              Tremonti: meno spesa per tagliare le imposte
              Rinviata l´estensione delle pensioni minime, entro l´anno il sostegno ai consumi

              ROMA
              È la «solita» confusione del «day after», per la Finanziaria: Berlusconi e Tremonti puntano a valorizzare il senso «politico» della manovra economica da 20 miliardi approvata all´alba dal governo, e l´attenzione di molti si appunta su questo o quel provvedimento. Non molto, però, trapela: ad esempio, in zona Cesarini è saltato l´ampliamento del numero dei pensionati che avrebbero avuto un aumento dell´assegno a 516 e. Per queste e altre curiosità, il ministro dell´Economia rinvia «ai prossimi giorni», con una conferenza stampa «tecnica».
              LA FILOSOFIA DELLA MANOVRA È Tremonti a spiegare la filosofia della manovra finanziaria 2003 da 20 miliardi, che permette di varare un consistente alleggerimento del prelievo Irpef pagando però un «dazio» sugli equilibri di finanza pubblica. Come noto, 8 miliardi di euro di tagli alla spesa che serviranno per finanziare il taglio delle tasse: «a fronte dei cali strutturali delle entrate vi saranno riduzioni strutturali della spesa», dice il ministro. La spesa, in rapporto al Pil, diminuirà dal 38,1% al 37,6% nel 2003. Tremonti sostiene: «Abbiamo riqualificato la spesa in modo diverso». Ricorda che sono previsti acquisti centralizzati, una riorganizzazione delle piante organiche della pubblica amministrazione (anche per valorizzare chi se lo merita), nuove modalità di svolgere le gare e una più forte responsabilizzazione dei funzionari preposti alla spesa. Gli 8 miliardi derivanti dai molti condoni e i 4 che verranno dalle operazioni sul patrimonio sono «una tantum», e serviranno per migliorare l´indebitamento 2003.
              LA CRESCITA ECONOMICA Il ministro afferma che quest´anno il Pil aumenterà dello 0,6%; nel 2003 del 2,3%, «in linea con il consenso europeo». Dopo il 2003, si punta al «solito» +3%.
              IL DEFICIT E IL DEBITO Anche per il deficit Tremonti cita il «consensus europeo» e indica l’obiettivo dell’1,5% nel 2003. Non sarà facile, visto che per quest´anno si parte da un obiettivo del 2,1% che (a detta di molti) potrebbe rivelarsi difficile da centrare. Ancora poche settimane fa si sperava di restare sotto il 2%, nel Dpef di luglio era indicato lo 0,8%. Complicata la situazione anche sul versante del debito, su cui il «malato Italia» è da sempre sotto osservazione da Bruxelles. Nel 2001, dice Eurostat, il rapporto debito/Pil è stato del 109,8%; per il 2002 il governo nella Relazione Previsionale e programmatica spera di fermarsi al 109,4%, mentre per il 2003 si punta al 104,5%.
              GLI SGRAVI FISCALI Per il ministro sarà questa la carta vincente del governo, anche per rilanciare i consumi e, indirettamente, l´economia. La manovra Irpef riguarda oltre 20 milioni di contribuenti, con un vantaggio concentrato sui redditi bassi. «Parleranno le tabelle – dice Tremonti – ma per gli italiani il meglio della comunicazione arriverà con il cedolino dello stipendio di fine gennaio». Vero è che data la vasta platea di beneficiari, il taglio dell´Irpef si «spalma» su milioni di persone: per un dipendente «medio», con un reddito lordo di 17.500 e, il risparmio mensile sarà di 22-25 euro.
              INCENTIVI AI CONSUMI Nei giorni scorsi si era parlato di possibili incentivi al credito al consumo, o di «rottamazioni» per l´acquisto di beni durevoli. Che qualcosa stia bollendo in pentola Tremonti lo fa capire, ma se ne riparlerà in autunno.
              IMPRESE, DA CONTRIBUTI A PRESTITI Per il ministro la trasformazione dei contributi a fondo perduto in prestiti ventennali alle imprese non peserà sui loro bilanci ma anzi, visto il basso interesse (0,5%) servirà a «responsabilizzare l’impresa sull’obiettivo da raggiungere».
              PENSIONI Non si estende l´aumento delle pensioni «povere». I soldi avanzati dal 2001 servono per risolvere il problema delle pensioni dei lavoratori esposti all´amianto. Via libera alla cancellazione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro autonomo, ma solo per chi rinvia di due anni la pensione di anzianità. Per adesso non ci sono altri interventi, ma Berlusconi conta su un´azione a livello europeo per imporre un innalzamento dell´età pensionabile.
              CALANO IRPEG E IRAP La riduzione dell’Irpeg riguarda 356.000 imprese tra società ai capitali ed enti commerciali; il taglio della base imponibile Irap circa 3,4 milioni di imprese, in larga parte quelle più piccole.
              CONCORDATI E CONDONI Una lista molto lunga. Un concordato triennale preventivo servirà alle aziende e autonomi con meno di 5 milioni di fatturato per «definire» le tasse del prossimo triennio. Risorge – per il periodo 1997-2000 – il concordato Tremonti del ’94: gli interessati (sempre imprese e autonomi) riceveranno una proposta, e pagando chiuderanno tutto. Condono sugli errori formali delle vecchie dichiarazioni: anche chi si sente in regola, se vuole, potrà stare «tranquillo» pagando 300 euro. Condono delle liti fiscali pendenti di valore non superiore a 20.000 e. Riparte lo «scudo fiscale» sui capitali imboscati all´estero, con aliquota al 4%.
              SANITA´ Con l´eccezione di invalidi di guerra, grandi invalidi per servizio e lavoro e invalidi civili 100%, per le cure termali arriva un ticket di 70 e. Si sperimenterà una tessera sanitaria per migliorare i controlli
              INFRASTRUTTURE Un miliardo stanziato per istituire un Fondo rotativo per le opere pubbliche (Frop), alimentato dalla Cassa Depositi e prestiti. 350 milioni sono destinati alle opere strategiche nel 2003. L’Alta Velocità sarà finanziata da Infrastrutture Spa.
              SCUOLA Saranno ricondotte a 18 ore settimanali le cattedre costituite con orario inferiore a quello obbligatorio. Secondo i dati forniti dal ministero del tesoro nel triennio 2003-2005 è prevista una riduzione delle dotazioni organiche dei collaboratori scolastici rispetto alla dotazione prevista per l’anno scolastico appena cominciato. Il consiglio dei ministri ha anche stabilito che i docenti collocati fuori ruolo, o utilizzati in altri compiti, per inidoneità permanente all’insegnamento, potranno chiedere il trasferimento ad altra amministrazione statale o ente pubblico. In caso di mancato passaggio, gli interessati vengono mantenuti in servizio per un periodo massimo di 5 anni, trascorsi i quali scatta il licenziamento.

              Roberto Giovannini