«Tremonti» in tempi lunghi

13/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    I 100 giorni – Rinvio a ottobre per l’esame in aula del provvedimento mentre i sindacati contestano la «blindatura» delle disposizioni sull’emersione

    «Tremonti» in tempi lunghi
    Leo rilancia le modifiche: rivedere il testo e varare un decreto legge per far partire le agevolazioni
    ROMA – Rischiano di allungarsi i tempi per l’approvazione del disegno di legge per il rilancio dell’economia mentre Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sul problema dell’emersione dal sommerso. La scelta del Governo di "blindare" il provvedimento deve, dunque, fare i conti con necessità istituzionali, problemi di calendario della Camera e difficoltà politiche. Il provvedimento potrà arrivare in aula solo dopo il 7 ottobre, data del referendum costituzionale sul federalismo. L’indicazione è venuta dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio: la Camera dovrà prima esaminare alcuni decreti legge. Questo mentre spunta l’ipotesi che il Governo ponga la questione di fiducia sul Ddl il cui esame riprenderà oggi in commissione. Nella sua relazione Vittorio Emanuele Falsitta sottolinea le opportunità legate al provvedimento: dalla «vastità applicativa» della nuova «Tremonti» al superamento dell’imposta sulle successioni, dalle semplificazioni alla creazione di un congegno razionale di emersione. Dal fronte sindacale arriva, però, la richiesta di un faccia a faccia con Tremonti. Cgil, Cisl e Uil, pensando al sommerso, giudicano «gravissimo che il Governo non sostenga i propri emendamenti come si era impegnato formalmente lo stesso ministro». Un impegno che, spiegano le Confederazioni, «è stato riassunto nella comunicazione ufficiale del 3 agosto scorso a firma del sottosegretario Brambilla». I sindacati, inoltre, hanno attivato i propri uffici legali per assistere i lavoratori che venigano danneggiati dall’approvazione del Ddl. La "blindatura" non piace, poi, neppure ai tributaristi dell’Ancot che temono la creazione di nuove riserve professionali. A indicare una via d’uscita prova il vicepresidente della commissione Finanze, Maurizio Leo. «Il disegno di legge – spiega Leo – contiene ottime soluzioni. Il timore è che non si raggiungano i risultati voluti senza correzioni. E lo strumento naturale sono gli emendamenti al disegno di legge». La "blindatura" potrebbe essere aggirata senza danni: «la strada – sottolinea Leo – è quella di approvare le modifiche alla Camera e varare subito un decreto legge "a perdere" che recepisce il testo destinato a ritornare al Senato in modo da fare entrare in vigore da subito le regole che devono favorire il rilancio». Se questo è il percorso, da Leo arrivano anche una serie di proposte di emendamento per individuare le modifiche necessarie a ottimizzare gli effetti delle misure previste nel testo approvato dal Senato. Sul fronte del sommerso, per esempio, Leo propone l’estensione della possibilità di emersione per coloro che svolgono attività agricola con applicazione dell’imposta sostitutiva in misura pari alla metà dell’aliquota Irap. A questo si aggiunge l’esclusione di sanzioni per il periodo d’imposta di presentazione della dichiarazione di emersione per violazioni riguardanti liquidazione e versamenti periodici Iva, mancata dichiarazione di inizio attività e omessa effettuazione delle ritenute e dei relativi versamenti. Proprio in relazione al sommerso, secondo Falsitta, appare debole «il sistema proposto per la dichiarazione delle irregolarità dei periodi d’imposta a venire». Con la necessità, almeno per il 2001-2003, di strutturarlo come negli anni pregressi, collegando «la spettanza del beneficio alla presenza, tout court, di un reddito imponibile e non già, come è nel testo in discussione, ai maggiori imponibili». Per ciò che riguarda la «Tremonti», Leo propone l’eliminazione dello spartiacque del 30 giugno per la rilevanza degli investimenti. A questo si aggiunge la proposta di una riscrittura delle regole sulla formazione: l’obiettivo è l’eliminazione del confronto obbligato con le spese (in molti casi impossibili da ricostruire) effettuate negli anni precedenti dando rilevanza a una quota percentuale fissa degli oneri sostenuti. Secondo Leo, poi, sarebbe necessario prevedere per l’incremento della base occupazionale l’esclusione dall’imposizione del 50% di retribuzioni e contributi. Jean Marie Del Bo
    Giovedí 13 Settembre 2001
 
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