Tremonti, cura forte per le pensioni

26/06/2003

 

    giovedì 26 giugno 2003
    Pagina 7 – Economia
 
 
    Il Tesoro al premier: riforma previdenziale più incisiva per guadagnare punti con Bruxelles Tremonti, cura forte per le pensioni
    Duro scontro con Maroni, poi vertice-fiume con Berlusconi

          ROMA – Il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, scopre per la prima volta le carte sulle pensioni e parla apertamente di «disincentivi» all´anzianità. Lo fa nel corso di un movimentato incontro con il ministro del Welfare, Roberto Maroni, durato ieri oltre un´ora e mezza al ministero dell´Economia. Maroni difende la delega previdenziale in Parlamento («gli incentivi sono sufficienti»), mentre Tremonti è convinto della necessità di una riforma più forte. Tra i due ministri è scontro aperto e, siccome alla fine dell´incontro le posizioni dei due contendenti sono rimaste inalterate, la soluzione è stata rinviato alla verifica politica. Al termine dell´incontro il ministro dell´Economia è andato a Palazzo Chigi e vi è rimasto ben cinque ore per coordinarsi con Silvio Berlusconi e ragionare sul semestre europeo a presidenza italiana e sul prossimo Dpef. Tremonti ha insistito con il premier sulla necessità di presentare a Bruxelles una riforma strutturale delle pensioni. A questo proposito, ha preso in esame con Berlusconi l´ipotesi di uno scambio con la Lega (su immigrati e devolution) per portare a casa l´obiettivo-previdenza. Quanto più decisi saranno i tagli pensionistici – ecco il ragionamento del ministro – tanto meno sarà necessaria una manovra correttiva dei conti pubblici.
          Le proposte di Tremonti e dei suoi tecnici parlano di disincentivi secchi, con un taglio del rendimento delle pensioni di anzianità pari a 2-3 punti per ogni anno che manca alla pensione di vecchiaia. O, in alternativa, di "un´accelerazione della riforma Dini". L´uno o l´altro intervento potrebbero poi essere affiancati dalla riduzione del numero delle «finestre» annue per l´accesso all´anzianità e da un prelievo sulle pensioni più ricche. Maroni si oppone e sostiene che «la delega va bene così com´è», ma apre a un intervento di taglio delle pensioni di invalidità. All´incontro hanno partecipato anche Paolo Reboani, capo della segreteria tecnica del Welfare, il direttore del Tesoro, Domenico Siniscalco, e il Ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli. Al contrario del ´94 quando Berlusconi tentò il giro di vite sulle pensioni di anzianità, ma la Lega si oppose, dando – insieme ai sindacati – lo scossone decisivo al governo, questa volta pare che l´intervento sui disincentivi abbia maggiori possibilità di riuscita.

          (r.d.g.)