Tremonti critica Fazio “Le riforme? Già fatte”

04/06/2002


MARTEDÌ, 04 GIUGNO 2002
 
Pagina 8 – Economia
 
Il ministro:"Cofferati, alfiere del declino". La replica: "Solo chiacchiere"
 
Tremonti critica Fazio "Le riforme? Già fatte"
 
Il fabbisogno sale a 41 miliardi in cinque mesi
 
 
 
"Mi sembra aberrante un sistema in cui le Fondazioni possiedono le banche"
 
GIORGIO LONARDI

MILANO – Ce n´è sia per Fazio che per Cofferati. All´assemblea dell´Assolombarda Giulio Tremonti attacca, pur senza nominarli, il Governatore e il segretario della Cgil. Al primo ricorda che «le riforme strutturali sono state già fatte e messe in campo». Poi precisa: «Se le riforme non bastano si dica quali e faremo anche quelle». Quanto a Cofferati il ministro dell´Economia invita la sinistra «a non scegliere l´alfiere del declino ma quello dello sviluppo». Intanto peggiora il fabbisogno pubblico che, nonostanta l´ottimismo di Tremonti, passa dai 10,372 miliardi di euro del maggio 2001 agli 11,4 miliardi del maggio di quest´anno. Nei primi 5 mesi del 2002, dunque, il fabbisogno è cresciuto a 41, 4 miliardi rispetto ai 38,729 miliardi.
Dosando i toni fra il severo e il sarcastico Giulio Tremonti ha messo nel mirino Antonio Fazio. Come quando ha sostenuto che «il governo accorderà sempre la sua preferenza a chi produce, di qualunque dimensione sia, rispetto a chi predica». Oppure quando ha liquidato sbrigativamente l´ipotesi di una manovra correttiva formulata dal Governatore: «Gli stabilizzatori automatici» ha detto seccamente, «escludono manovre correttive». Quanto al fabbisogno pubblico il ministero dell´Economia ha precisato che «nel mese di maggio 2002 è in linea con le previsioni».
Stessa musica per le Fondazioni bancarie che secondo il progetto di riforma voluto da Tremonti devono essere controllate almeno al 70 per cento dagli enti locali mentre Fazio aveva auspicato il 60 per cento. Il motivo: le fondazioni dovrebbero essere «l´essenza della moralità», sostiene il ministro, «mentre posseggono le banche che sono l´essenza della commercialità. Tutto questo è aberrante».
Riguardo alla Cgil Giulio Tremonti ha citato John Kennedy: «Non si deve negoziare per paura, ma non si deve aver paura di negoziare». Ribatte Cofferati: «Sono chiacchiere, i fatti sono ben diversi e il ministro dell´Economia, parte importante di questo Governo, punta a distruggere il sistema dei diritti conquistati con tanti sacrifici».
Critiche anche da Piero Fassino presente all´assemblea Assolombarda: «Tremonti ha fatto finta di non sapere che l´Italia ha ormai il più basso tasso di crescita degli ultimi anni , e continuando così il futuro non sarà rose e fiori». Poi a aggiunto: «Il ministro ha dimenticato di spiegare ad una platea così illustre perché il deficit di bilancio sta diventando il triplo di quello previsto». Mentre per l´ex ministro del´Industra Enrico Letta siamo di fronte ad «un Tremonti degno interprete del ´catenaccio´ alla Trapattoni e in difesa su tutto».